LA DEA DELLA DISCORDIA
Una mattina d'estate, all'orfanotrofio St. Charls, i bambini stanno giocando nel cortile, ed uno di loro, per inseguire il proprio aereoplanino lanciato via da un compagno, esce in strada rischiando di essere investito. Daisy, una delle compagne di Lamia all'orfanotrofio, tenta di salvarlo, ma entrambe stanno per essere travolte da una macchina quando Cristal, appena sopraggiunto, interviene bloccando il mezzo con una mano. Fermata la macchina, Cristal si volta verso Daisy ed il bambino, mostrando loro le due angurie che teneva nell'altra mano e spiega che le aveva portate proprio per loro, "Ne avevo portate tre, purtroppo la terza ce la dovremo dimenticare. Spero non vi dispiaccia troppo…" afferma poi ridendo, mentre indica la terza anguria, lasciata cadere per fermare la macchina. Poco dopo, Andromeda, Pegasus, Lady Isabel e lo stesso Cristal parlano con i bambini dell'orfanotrofio, cercando di spiegare loro l'idea del cosmo, la forza interiore presente in qualsiasi uomo. A qualche metro di distanza, Daisy intreccia per gioco dei fili con le dita, ma i bambini che la guardano notano subito che è molto distratta, ed in effetti non appena la ragazza incontra lo sguardo di Cristal, si affretta a sorridere. Quella sera, i due vanno a piedi sul molo ed osservano il cielo. Daisy, anche lei orfana, spiega che per sua fortuna i bambini dell'orfanotrofio le impediscono di sentirsi sola, "Tu hai i bambini, io ho i miei amici." Le risponde il cavaliere. Poi i due si soffermano per qualche attimo a guardare una stella cadente, che sfreccia per il cielo sopra di loro. In quel momento, Daisy ha per qualche attimo una sensazione di vuoto. Cristal le propone di rientrare all'orfanotrofio, ma la ragazza risponde che lo raggiungerà fra qualche minuto. Subito dopo che il cavaliere si è allontanato, la ragazza, non più padrona del suo corpo, si incammina sulla spiaggia. A breve distanza, la cometa sorvola una montagna, che al suo passaggio si disgrega, rivelando le rovine di un tempio greco. Daisy intanto ha raggiunto l'oggetto che sembrava una cometa, ora atterrato nel relitto di una nave, e che invece altro non è che una mela d'oro. Non appena Daisy la sfiora, lo spirito che nel frutto era imprigionato, prende possesso di lei. Contemporaneamente, altrove cinque bare si aprono ed i corpi che ivi riposavano si rialzano e si mettono in cammino. La mattina dopo, Lady Isabel sta cavalcando per il bosco quando, nella foschia del primo mattino, intravede Daisy e le si ferma accanto. Con un sorriso malvagio dipinto sul volto, la ragazza si volta verso di lei, i capelli le si sciolgono ed il suo potere si manifesta. Terrorizzato e succube del potere della donna, il cavallo di Isabel si imbizzarrisce rompendosi una gamba e scaraventando al suolo la fanciulla, che perde i sensi. Più tardi, a palazzo, Pegasus, Cristal ed Andromeda iniziano ad essere preoccupati per la scomparsa della loro protetta, quando sopraggiunge Lamia, che li informa della misteriosa sparizione di Daisy. Al tempio della montagna, Lady Isabel, ora vestita con un abito in stile greco, si risveglia, e subito Daisy, armata di uno scettro, le si fa incontro. Atena però comprende che quella non è più la ragazza che lei conosce, e non appena le viene mostrato il frutto d'oro, capisce ogni cosa e finalmente riconosce la sua avversaria: " Discordia o Eris, Dea della contesa, figlia della notte. Comanderà sulla terra quando la sua anima che vaga nello spazio portata dalla cometa Lepars rinascerà in un altro corpo !" Discordia conferma i pensieri di Atena, informando che lei ora è legata all'altare del sacrificio, sul quale perderà la vita. La Dea malvagia vuole infatti impadronirsi del corpo di Atena per poter dominare sul mondo, ma per farlo deve uccidere Isabel. Per fare ciò le porrà davanti al petto la mela d'oro, che lentamente la priverà d'ogni forza. Al tramonto, Atena morirà. Discordia, spiegato poi che Daisy è nata sotto la sua stessa configurazione astrale, ed il suo corpo è il primo tramite per la sua resurrezione, spera di scorgere la disperazione nello sguardo dell'avversaria, ma Atena sorride e risponde " I cavalieri mi difendono ! I fatti potrebbero non svolgersi come dici tu !". Offesa da quel sorriso di sfida e desiderosa di vincere, Discordia sfida allora i cavalieri e dal suo scettro parte un raggio di luce che, raggiunto il palazzo, incide sul muro una mappa che indica ai cavalieri come trovare Lady Isabel. " E' una sfida aperta. Vi spiego durante il cammino !" Afferma Sirio, appena sopraggiunto. Al tempio, Eris, certa della vittoria, sorride, poi cinque guerrieri si inchinano davanti a lei. Sono i cavalieri ombra, risorti dalle loro bare dopo averle giurato fedeltà: Seryan d'Orione, Lesia di Sagitta Oscura, Relta della Croce del Sud, Ian dello Scudo ed Orfeo, musico della Lira. Saranno loro, nei piani di Discordia, ad affrontare ed uccidere i cavalieri di Atena. Presentati i suoi fedeli, la Dea pone la mela davanti ad Isabel, che urla di dolore. I cavalieri di Atena che, indossate le armature, si trovano a breve distanza dalla montagna, si separano per raggiungere il tempio, ma a loro insaputa anche i cavalieri ombra corrono verso la battaglia. Dopo qualche minuto, Pegasus si imbatte in uno di loro " Io sono l'arciere che miete vittime, Lesia, di Sagitta Oscura !" si presenta il guerriero prima di attaccare. Pegasus e Lesia si scontrano a mezz'aria, ciascuno evitando i colpi dell'altro, poi l'arciere salta verso il cielo e tempesta l'avversario con le sue frecce fantasma " Troppe, troppe frecce. Cadono come fitta pioggia !" pensa l'eroe mentre ribatte i colpi con i pugni, ma poi è obbligato ad indietreggiare ed una freccia reale si conficca a pochi centimetri dalla sua testa. Vedendolo in difficoltà, Lesia intensifica l'attacco, ma Pegasus finalmente reagisce ed attacca col "Fulmine di Pegasus" distruggendo le frecce e travolgendo l'avversario, la cui armatura va in pezzi. Vinto lo scontro, Pegasus si avvicina al nemico per avere informazioni, ma il guerriero, ormai in fin di vita, non risponde. In quel momento, Pegasus nota che una delle frecce è riuscita a raggiungerlo al fianco, ma senza preoccuparsene spezza la metà che non si è conficcata e la getta via. Il cavaliere poi si allontana, ma a sua insaputa Lesia prima di morire sussurra " Imparerai a tue spese che le frecce di Lesia non sono così inoffensive." Altrove, Cristal si sta dirigendo all'altare quando è improvvisamente attaccato da Relta, che fa crollare delle rocce verso di lui. Evitato il pericolo, il cavaliere del cigno si alza a fronteggiare l'avversario che, presentatosi, afferma "E' colei che conosci come Daisy ad evocarmi" Colpito da queste parole, Cristal si appresta alla lotta e lancia la "Polvere di Diamanti" cui Relta risponde col "Tuono Impetuoso della Croce del Sud". Il colpo del cavaliere ombra sembra avere la meglio "La croce del Sud si è aperta un varco nel pettorale dell'armatura. Le vestigia del cigno, gioiello delle nevi siberiane, sono in frantumi !" pensa allibito Cristal, ma anche il suo attacco è andato a segno e Relta si ritrova completamente congelato, all'infuori della testa. Quando però l'eroe si appresta ad interrogarlo, alle loro spalle appare Discordia, e Cristal, vedendola, riconosce Daisy. Approfittando della distrazione del suo avversario, Relta, liberatosi dai ghiacci, lo attacca alle spalle per strangolarlo e lo scaraventa al suolo. Nonostante però il suo cavaliere stia vincendo, Discordia interviene di persona e scaglia il suo scettro, che, trafitto Relta, colpisce Cristal in pieno petto. Soddisfatta del suo operato e senza il minimo rimorso per avere ucciso un suo cavaliere, Discordia si allontana, ignara del fatto che Cristal, pur gravemente ferito, è ancora vivo. Sulla strada per l'altare intanto, Pegasus inizia a sentirsi stranamente debole, i suoi sensi si stanno progressivamente indebolendo. Poco lontano, vicino ad una piccola cascata, Sirio si imbatte in Ian, che lo colpisce di sorpresa, atterrandolo. "Voglio mettere a confronto il mio scudo con il tuo, famoso per essere indistruttibile !" dichiara il guerriero sollevando il suo scudo. Dragone accetta la sfida e lancia il "Colpo segreto del Drago Nascente", ma con suo enorme stupore, l'attacco si ferma sullo scudo avversario e contemporaneamente il pugno del bracciale destro dell'armatura del dragone si frantuma. Ridendo, Ian spicca un salto e colpisce lo scudo del Dragone con un calcio rotante, frantumandolo completamente. Del tutto in balia del suo avversario, Sirio non riesce a reagire ai suoi attacchi, sempre più violenti. Sull'altare, Lady Isabel è consapevole delle sofferenze dei suoi eroi "Miei cavalieri, a causa mia soffrite ! Oh speranza, non abbandonarli !". Dragone riceve intanto l'ultimo colpo, che lo scaglia sanguinante nella pozza d'acqua della cascata. Ian si allontana, ma Sirio si rende conto di essere a contatto con l'acqua, fonte del suo potere, e si rialza. Liberatosi dell'armatura parzialmente danneggiata, Sirio chiama il suo avversario, affermando "La vittoria, chi ha deciso che ti spetti ?" "Il naturale corso degli eventi. Non solo, anche la tua stupidità !" è la risposta del cavaliere ombra, che si prepara all'attacco finale. Dragone però brucia al massimo il suo cosmo e lancia il Drago Nascente alla massima intensità. Il colpo distrugge non solo lo scudo di Ian, ma anche la sua armatura. Il guerriero cade al suolo privo di vita, ma anche Sirio sviene a causa dello sforzo eccessivo. Intanto, mentre Pegasus vede le sue forze diminuire rapidamente, Andromeda sente una melodiosa musica di Lira, ed infatti di fronte a lui appare Orfeo che, come Mime e Syria, ha nella musica la sua arma più forte. Non appena Orfeo inizia a suonare, le corde del suo strumento avvolgono Andromeda in una stretta mortale "Musica sublime ! Mi stringe a se e mi paralizza. Quest'uomo, che usa l'arte per perderti, mi ammalia. Debolmente mi abbandono…" pensa l'eroe incapace di reagire, ma proprio all'ultimo momento in suo soccorso giunge Phoenix, le cui piume di bronzo liberano il fratello. Orfeo si alza per affrontare il nuovo venuto, ma il cavaliere della fenice attacca per primo con il "Fantasma Diabolico", e subito la mente del suo avversario precipita in un incubo. Orfeo vede se stesso suonare la lira in un giardino fiorito, ma all'improvviso dallo strumento escono lingue di fuoco che bruciano tutto, creando un inferno di fiamme che avvolgono anche lui. Tornato alla realtà, Orfeo inizia a ridere, spiegando a Phoenix che i cavalieri ombra sono guerrieri morti e tornati in vita grazie a Discordia, per questo motivo quella visione non può certo spaventarlo. "Hai venduto l'anima ad una divinità malvagia…ho pietà di te, ragazzo !" gli risponde l'eroe, e subito il nemico lo attacca con le sue corde. Il cavaliere della fenice però reagisce e scaglia le "Ali della fenice", frantumando la sua armatura ed uccidendolo. "La tua lira, musico, smette ora di suonare. Per sempre !" dichiara l'eroe. E' ormai il tramonto quando Pegasus, quasi privo di forze, raggiunge l'altare del sacrificio e vede di fronte a lui Discordia. Ridendo, la Dea lo mette al corrente dei suoi piani, e contemporaneamente mostra il suo potere facendo riapparire il suo vero corpo e lasciando finalmente libera Daisy, che crolla svenuta al suolo. Raccogliendo le ultime forze, Pegasus si lancia all'attacco, ma davanti a lui si staglia l'ultimo cavaliere ombra, Seryan d'Orione, da più parti riconosciuto come il cavaliere più valoroso della storia. Pegasus tenta di affrontarlo, ma la freccia al fianco gli causa un forte dolore. Discordia spiega che quelle frecce sono intrise di un veleno potentissimo e mortale. Ciononostante l'eroe attacca, ma i suoi colpi vanno a vuoto " La mia vista s'indebolisce sempre più…" pensa scoraggiato prima di preparare un nuovo attacco, ma il suo pugno è fermato da Phoenix, che lo esorta a riprendere le forze mentre lui stesso affronterà il nemico. Pegasus sviene al suolo mentre Seryan e Phoenix iniziano lo scontro " E' potente e veloce, e' avversario degno di Phoenix ! Destino crudele della guerra, ti sembra sempre di combattere contro un altro te stesso !" pensa il cavaliere di Atena. Le forze dei due guerrieri sembrano equivalersi, entrambi subiscono una piccola ferita, Phoenix alla testa, Seryan al fianco. L'eroe brucia allora il suo cosmo e lancia le "Ali della Fenice", ma Seryan, inizialmente travolto, reagisce col "Nucleo della cometa incandescente", colpendo il nemico al petto e travolgendolo. Phoenix perde i sensi mentre Discordia, convinta del suo trionfo, si rivolge ad Atena, che però risponde " Sono sicura che mi salveranno ! Non ho mai dubitato del loro coraggio, tantomeno della loro forza che so venire dall'amore per la giustizia !". In quel momento, Pegasus raccoglie le sue ultime forze si rialza, ma subito Seryan lo tempesta di colpi allo stomaco ed al volto "Non ho la forza di reagire ! Quasi non sento più i suoi colpi ! Cerco un minimo appiglio ma i sensi mi abbandonano. Lady Isabel…" "Ho udito la tua invocazione, Pegasus, l'ho udita…" risponde la Dea piangendo all'invocazione del suo cavaliere, prima di perdere i sensi per il potere malefico della mela. "Per quanto il filo della speranza sia sottile, non posso arrendermi. Devo salvare Atena !" pensa il ragazzo incamminandosi verso Lady Isabel. Seryan decide allora di finirlo e lo colpisce al volto con il "Nucleo della meteora incandescente", frantumando il suo elmetto e precipitandolo giù dalla montagna. Vedendo l'amico in difficoltà, Phoenix striscia verso di lui, ma Seryan gli si pone davanti e gli chiede perché vuole aiutare Pegasus, come può considerare amico chi è stato sconfitto " Non capisci, ma è naturale ! Tu combatti per la gloria in nome di una divinità ingiusta, non capisci chi lotta per un ideale. La gloria in battaglia, la supremazia sul nemico a noi non importa. Combattiamo in nome di Atena per un mondo per sempre unito nella pace !" è la risposta del cavaliere. Contemporaneamente, Sirio, Cristal ed Andromeda, benché feriti, tentano a loro volta di raggiungere l'altare. Pegasus frattanto è sul punto di lasciarsi andare quando ode la voce di Atena "Pegasus, non arrenderti, non cedere allo sconforto ! Nelle tue mani vive la speranza degli uomini!" Lo esorta la Dea, ed insieme a lei gli altri cavalieri:
"Noi ti siamo lontani, non possiamo aiutarti, ugualmente ti imploriamo: alzati, non cedere !"
"Non farlo, non cedere, non deluderci ! In piedi, amico !"
"Ricorda quante battaglie abbiamo combattuto insieme, e pensa a quante ancora ne restano !"
"Non puoi cedere adesso! Siamo tutti con te, coraggio !"
"Aiuta Lady Isabel a riportare la pace e la speranza !"
"E' lei l'unica fonte di speranza !"
"Lady Isabel, amici, vi sento così vicini, uniti. Le vostre voci…non è più un sogno, è realtà. Atena e i suoi cavalieri uniti ! Devo scalare questa montagna" pensa Pegasus ritrovando le forze, mentre davanti ai suoi occhi appare l'immagine di Atena, circondata dai suoi cavalieri. Più in alto, Seryan sta per finire Phoenix con il suo colpo segreto, ma è fermato dall'arrivo di Pegasus, il cui cosmo brilla ora di una luce dorata. Il cavaliere ombra è stupito di vederlo ancora vivo, ma l'eroe risponde "E poco fa ero simile a larva. Non udivo, non vedevo, ogni sensibilità avevo perduto. Poi tre amici mi hanno guidato sin qui. Loro sono stati i miei occhi, loro e milady hanno guidato le mie azioni di cavaliere della speranza. Brucia, cosmo delle tredici stelle, brucia, fino ai limiti estremi !" e contemporaneamente si libera dell'armatura danneggiata mentre sopra di lui appare la sacra armatura di Sagitter. L'armatura d'oro si dispone sul corpo di Pegasus, le cui forze sono di nuovo al massimo, ma in quel momento, quando ormai la notte sta per calare, un cupo suono si diffonde fra le parti in lotta "Che cos'è questo sordo suono ?" chiede l'eroe, ma la risposta è delle peggiori: "L'urlo dei dormienti che si risvegliano dal sonno !" dichiara Discordia, ed in effetti in tutto il mondo le bare dei cavalieri malvagi defunti iniziano ad aprirsi. Capendo che non c'è un minuto da perdere, Pegasus attacca Seryan, che reagisce lanciando il "Nucleo della meteora incandescente". Con sua grande sorpresa però, Pegasus ferma il colpo con una mano sola, per poi lanciare il suo "Fulmine di Pegasus". All'inizio Seryan riesce a difendersi, ma poi tutti i colpi si uniscono in uno solo "Il fulmine è diventato cometa !" comprende il cavaliere ombra prima di essere travolto. La sua armatura va in pezzi e Seryan, complimentatosi con Pegasus per la sua forza, muore. Deciso a distruggere la mela d'oro, Pegasus impugna l'arco ed incocca la freccia, ma Discordia lo deride, affermando che il frutto è proprio davanti al cuore di Lady Isabel, non può distruggerlo senza uccidere anche la fanciulla. L'eroe esita, ma Atena lo esorta ad attaccare e Pegasus comprende " La freccia di Sagitter non può ferire la Dea Atena che deve difendere !" dichiara scoccando il dardo. La freccia trafigge sia Discordia che la mela, ma si ferma a pochi centimetri dal petto di milady. Discordia muore non appena il frutto d'oro si distrugge, e contemporaneamente il tempio inizia a crollare. Pegasus porta Phoenix in salvo, ma entrambi temono che Isabel e gli altri cavalieri siano rimasti sepolti ed abbassano dolorosamente lo sguardo, quando, fra le rovine, sentono delle voci. A pochi metri da loro si trovano sia Atena, con in mano il suo scettro, sia gli altri cavalieri, con Cristal che porta in braccio Daisy, ancora svenuta. Pegasus e Phoenix corrono da Sirio e gli altri, e vedendoli così uniti, Lady Isabel pensa "Discordia, hai perso la tua battaglia ! Non potevi vincere contro questi cavalieri uniti da un unico ideale. Loro sapranno sempre difendermi, come hanno sempre fatto, perché credono in un mondo migliore, perché sono cavalieri della speranza !" In quello stesso momento, una nuova alba, priva di minacce, sorge per gli uomini.
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