SPOILER EPISODE G

Qui sotto i riassunti dei capitoli 69-76 di Episode G, al momento ancora inediti in Italia o non presenti nelle analisi. Essendo basati su traduzioni e riassunti online, è possibile che ci siano degli errori.

CAPITOLO 69

Capitolo di 20 pagine. Il sangue che fluisce dalla ferita di Iperione si trasforma in un mare nero, da cui emerge Ponto, il cui cosmo è superiore a qualsiasi altro i Cavalieri d'Oro abbiano percepito finora. Il Dio ancestrale spiega che Iperione gli appartiene, perchè fu lui a salvarlo un tempo, usando il proprio Ichor, ma Ioria si rifiuta di cedere il nemico che ha appena lottato contro di lui con tutte le sue forze. Ponto mostra di poter controllare Iperione grazie alla Dunamis, trasformandolo in una marionetta priva di volontà, e poi invita i Cavalieri d'Oro a proseguire nella loro corsa, perchè tutto sta andando come da lui pianificato. Ioria tenta di fermarlo, ma pur essendo solo una proiezione, il cosmo di Ponto è così forte da permettergli di attaccare il ragazzo. Reagendo, il custode della quinta casa dichiara che Ponto è totalmente diverso da Iperione, un Dio che fino all'ultimo ha creduto nel futuro delle genti che doveva proteggere, rischiando la vita pur di scegliere da solo il proprio destino. Il Dio del Mare spiega che i poteri di Iperione erano stati parzialmente sigillati da lui stesso il giorno in cui lo rigenerò, e solo per questo Ioria è riuscito a vincere: è stato tutto parte di un disegno divino, in cui Cavalieri e Titani non sono che marionette. Sfoggiando la sua Ars Magna, Ponto osserva minaccioso i Cavalieri d'Oro.

CAPITOLO 70

Ponto crea un Melas Helix di una potenza immensa rispetto a quello usato nel precedente scontro con Ioria. Si mette male per i Cavalieri d'Oro ma improvvisamente Iperione si erge di fronte a loro e spezza, di sua volontà, il controllo di Ponto, annullando poi il Melas Helix con la sua Prominence Blade e dicendo che non sarà la marionetta di nessuno. Iperione parla con Ioria, ammettendo di rimpiangere la piega che hanno preso gli eventi. I Cavalieri d'Oro sono pronti a proteggere il Titano, che è profondamente toccato da questa cosa, ma Ponto continua a burlarsi di lui, e a pensare che gli eventi si svolgeranno come aveva pianificato. Visibilmente Ponto si manifesta qui grazie all'influenza che ha sul corpo di Iperione, e attaccarlo significa ferire il Titano. Ponto rilancia il Melas Helix, ma Iperione gli fa sapere che non teme la morte e attacca senza remore, tagliandolo in due. Al tempo stesso si taglia anche il braccio sinistro e parte della spalla. Ponto scompare, fuoribondo. Apparentemente Iperione ha fatto attenzione a utilizzare il suo cosmo e non la Dunamis, limitando i danni. Iperione parla del suo popolo e affida il loro avvenire ai Cavalieri. Rimpiange che lui e Ioria non si siano potuti realmente affrontare perchè molte cose erano distorte nel combattimento. Dice che non è altro che un Dio scomparso che non esiste più nelle stelle nè nella mitologia, mentre l'acqua nera (Ponto) lascia il suo corpo. Chiede a Ioria di portare a compimento l'opera, e questi lo colpisce un'ultima volta in lacrime. L'ultima scena rimanda al primo tomo con John Black, Iperione è in ginocchio, testa abbassata, di fronte a Ioria in piedi.

CAPITOLO 71

Capitolo di 24 pagine. Ponto e Prometeo discutono della decisione di Iperione, che ha combattuto fino all'ultimo per respingere il Dio ancestrale e la sua volontà. Alla fine i due concludono che Iperione non ha combattuto per se stesso, ma per proteggere tutto ciò che riteneva prezioso, come il suo popolo, i suoi compagni e il suo re. Ioria osserva il corpo privo di vita di Iperione, morto in ginocchio con le mani strette attorno all'elsa della sua spada, e confessa che non sa se riuscirà a difendere tutte le cose che egli riteneva importanti, ma giura che tenterà. In quel momento dal cielo cadono delle rocce, una delle quali sta per schiacciare il corpo del Titano. Distruttala con il pugno, Ioria si accorge che anche Lythos sta precipitando, e la raggiunge con un salto, potendo finalmente riabbracciarla. Lythos gli dice che non credeva sarebbe mai venuto per una semplice ancella, ma Ioria le ricorda che per lui lei è una persona importante, e che le aveva promesso di difenderla sempre.

CAPITOLO 72

Mnemosine, i cui occhi sono ora finalmente espressivi, vaga nel cuore della fortezza, convinta che tutto va secondo i piani di Pontos. Il tipo misterioso che ha aiutoato Cronos e Lithos a fuggire la raggiunge, e inizia a parlare con la Titanide. Quest'ultima reputa Crono un criminale per aver ucciso Urano ed il suo obiettivo è quello di garantire che il cosmo di Cronos sia contaminato del tutto dalle tenebre, come desiderato anche da Pontos. Lythos e Ioria rischiano di cadere in un abisso senza fondo, ma vengono salvati da Crono, che li afferra. Ioria si mette sulla difensiva, ma Lythos gli spiega che Crono l'ha aiutata, poi si vedono gli altri cavalieri d'oro sorpresi per il fatto che quel ragazzo sia il signore dei Titani. Quest'ultimo si volta verso Iperione, affermando che, sebbene non pòssa ricordare chi sia quella persona, sente che si tratta di qualcuno che lui ha molto amato. Il dio sfiora Iperione e l'attrazione del Tartaro aumenta. Crono dice allora di rammentare qualcosa ma si rammarica di non riuscire a ricordare comunque il nome della persona. Ioria gli dice che si tratta di Iperione, l'antico dio del sole, ma improvvisamente si spalanca l'abisso del Tartato, e numerose mani si materializzano per afferrare Crono, trascinandolo giù. Il Leone afferra il Dio, distruggendo le mani con il Sacro Leo. Crono è sorpreso dal gesto con cui il cavaliere l'ha salvato. Ioria afferma che la sua azione è dovuta alla promessa fatta ad Iperione.

CAPITOLO 73

Ioria e Crono parlano ancora di Iperione, e Leo racconta al dio della sua promessa di proteggere il popolo dei titani. Crono è disorientato perchè naturalmente ancora non ricorda nulla di chi egli sia e di cosa si stia parlando. Virgo e gli altri notano come Leo sia maturato e lo stesso leone si rende conto che ora riesce a vedere nei suoi compagni anche degli amici. L'atmosfera è rilassata, tanto che Ioria, dopo aver dichiarato che la gente dei titani può vivere sulla terra in pace con gli altri uomini, dichiara finita la guerra fra i Cavalieri d'Oro e gli dei. E ancora rassicura Crono titubante, della sua capacita di aiutare il suo stesso popolo dicendogli che bisogna avere fiducia anche in chi si conosce da poco (facendo ovvio riferimento a John Black). Nelle sue stanze, Ponto, che come sempre osseva tutto da lontano insieme a Mnemosine e allo sconosciuto, dice di aver atteso proprio questo momento, il momento in cui il cuore del re dei titani, sebbene ancora confuso, stia cominciando a conoscere sentimenti come la fiducia e la speranza. E' questo per lui il momento di far piombare Crono nell'oscurità. Così chiede alla titanide di restituire la memoria al dio. Mentre Crono è ancora lì a discutere con i Cavalieri d'Oro della possibilità di vivere in pace, ecco che tutto cambia all'improvviso. I Cavalieri avvertono un cosmo incredibile e lo stesso Crono, ora con aria più cattiva, dice che appartiene a lui. Appare la Megas Depranon che si dispone sul suo corpo come Soma, e l'energia che ciò sprigiona scaraventa via gli stessi cavalieri di Athena. Crono vestito della sua Soma è pronto per battarsi contro i suoi avversari.

CAPITOLO 74

Capitolo di 24 pagine. Crono si risveglia, e sente dentro di se una voce che lo istiga ad uccidere il proprio padre Urano e qualsiasi altro essere vivente, perchè questo è il suo destino. Egli è il Dio Supremo, nato per portare la morte, grazie alla Megas Drepanon. Ioria ed i Cavalieri d'Oro avvertono il gelo ed il terrore che il cosmo di Crono incute, ed il Titano dichiara che i suoi nemici hanno solo due scelte: sottomettersi o morire. Tuttavia, è pronto a risparmiare Lythos, l'unica che gli abbia offerto supporto e aiuto, e promette che anche quando tutto il genere umano sarà stato distrutto, lei sarà viva e libera. La bambina rifiuta, dicendo che vivere ha senso solo se lo si può condividere con gli altri, e gli chiede perchè non possano provare a coesistere. Deciso solo a distruggere e non a creare, ed offeso per il rifiuto, Crono cerca di uccidere Lythos, causando l'intervento di Ioria, i cui tentativi però sembrano inutili contro la lama della Megas Drepanon, capace di ferire non solo il corpo ma persino il cosmo. Ciononostante, il Leone si prepara alla battaglia.

CAPITOLO 75

Capitolo di 24 pagine. Ioria subisce i ripetuti assalti di Crono, ed è soverchiato dalla forza del Titano. La risonanza della Megas Drepanon infatti distrugge il cosmo del Cavaliere e ne intorpidisce il corpo, rendendolo del tutto impotente. Nonostante tutto, memore della promessa fatta a Iperione, Ioria vuole perseverare e trovare un modo per salvare Crono da se stesso e da coloro che vogliono servirsi di lui. Nel sentir ciò, il Titano scoppia a ridere, e dalla sua Soma emergono delle braccia che attaccano il ragazzo, ormai indifeso. Quando per il Leone sembra la fine, Scorpio balza in suo aiuto, intercettando l'attacco nemico con una roccia e fermando la zona di risonanza. Il Cavaliere tenta la Cuspide Scarlatta, che però viene bloccata facilmente da Crono, ma il suo intervento ha comunque permesso agli altri di raggrupparsi. Capricorn, Virgo, Toro, Acquarius e Scorpio stesso si dispongono accanto a Ioria per lottare al suo fianco.

CAPITOLO 76

Capitolo di 24 pagine. Crono ricorda di aver falciato il tempo, e per questo motivo il mondo sta inesorabilmente sprofondando nel caos, allontanandosi dagli uomini per tornare verso l'epoca in cui era dominato dagli Dei. In Egitto, un mostro simile ad una mummia avanza in direzione di una città, ma Retsu gli sbarra la strada, deciso ad impedirgli di andare oltre. Il suo colpo segreto però non sortisce risultati perchè l'essere non è propriamente vivo, e quindi non può essere ucciso. D'altra parte, se raggiungesse la città potrebbe causare una strage, ed anche se Tisifone sta correndo verso il centro abitato, il ragazzo vuole cercare di abbatterlo, anche a costo della vita. Il mostro contrattacca, ma all'ultimo momento Retsu viene protetto da un muro d'aria: ad erigerlo è stato Eris, Cavaliere d'Argento, appena sopraggiunto. Il guerriero critica il modo di combattere di Retsu, ma gli riconosce che ha messo a rischio la propria vita per proteggere quella degli altri, e si offre di prendere il suo posto in battaglia. Il Cavaliere spiega che il mostro è creato dalle anime dei defunti, ritornate in vita grazie al cambiamento del flusso temporale ma prive di un corpo in cui risiedere. Con Eris c'è una ragazza, Yoshiko Hasegawa, ricercatrice di archeologia egizia (già vista nell'Aiolos-Hen), cui il Grande Tempio ha chiesto di indagare su uno strano fenomeno in Egitto, affidandole Eris come guardia del corpo. Dopo aver contato fino a 10, Eris distrugge il mostro con le Dita d'Argento (Marble Tripper), ricordando come, in assenza dei Cavalieri d'Oro, stia a loro proteggere il mondo. Yoshiko crede in Ioria, certa che riuscirà a salvare il mondo, e nel Tartaro il Cavaliere di Leo inizia a reagire agli assalti di Crono.