SAINT SEIYA N°2

BATTAGLIA MORTALE! PEGASUS CONTRO DRAGON

(PEGASUS CONTRO SIRIO! BATTAGLIA FATALE)

Personaggi Presenti: Seiya, Shiryu del Dragone, Hyoga del Cigno, Shun di Andromeda, Jabu, Nachi, Saori, Tatsumi, Shunrei, maestro di Goro Ho, pubblico.

Data: Sabato 20 Settembre 1986.

Lunghezza: 53 pagine

Al Colosseo, il pubblico e gli altri cavalieri osservano il ring con il fiato sospeso: Seiya è a terra con il diadema in frantumi, ma anche lo scudo ed il pugno di Shiryu sono distrutti. La regia ripropone la scena al rallentatore sul crystal board, e si vede bene Seiya gettarsi a testa bassa contro il nemico, dirigendosi proprio contro il lato interno dello scudo per cercare di sfondarlo. Anticipando la sua mossa, Shiryu ha ruotato lo scudo, facendo sbattere violentemente la testa di Seiya, che sarebbe morto con il cranio sfondato se non fosse stato per il diadema della sua armatura. In quel momento Dragone aveva sferrato il destro per finirlo, ma Pegasus era crollato ed il pugno di Shiryu aveva colpito il suo stesso scudo. Per l'impatto, entrambi i pezzi erano andati in frantumi. Tra gli altri cavalieri, solo Hyoga e Shun avevano capito cos'era accaduto, ed il Cigno spiega che questa è la disciplina chiamata "contraddizione", in cui due armi invincibili si distruggono a vicenda dopo essersi scontrate. Hyoga afferma che ormai la battaglia è finita: Shiryu è privo di armi, Seiya è ferito gravemente ed ha un'emorragia che potrebbe costargli la vita. Pegasus in effetti cade a terra, apparentemente privo di sensi, ma Dragone stavolta resta immobile a guardarlo. Chiedendo a Shunrei di essere paziente ancora per un pò, il cavaliere pensa che Seiya presto si rialzerà, perchè evidentemente non combatte solo per la gloria o la Gold Cloth, ma per qualcosa di più importante e profondo. Seiya infatti ripensa a tutti coloro che credono in lui: a Marin, Miho e sua sorella Seika, che potrà ritrovare solo riuscendo a sconfiggere Shiryu, poi, dando fondo alle sue forze, si rialza. Il pubblico è sbalordito, e persino Tatsumi afferma che forse sarebbe il caso di sospendere l'incontro, ma Shiryu si limita a prendere atto della cosa e, con un gesto improvviso, getta via la sua armatura, affermando che ora che il pugno e lo scudo sono in frantumi, non gli serve più. In segno di rispetto, Dragone vuole combattere senza armi, ma Pegasus non può accettare un tale vantaggio, e così anche lui getta l'armatura. Gli altri cavalieri sono impressionati da questi gesti, perchè privi di corazze quei due rischiano la vita dal momento che i loro corpi sono comunque umani. Hyoga in particolare non riesce a capire cosa li spinga a rischiare tanto, ma Shiryu e Seiya non si tirano indietro. Nell'osservare l'avversario, Shiryu ripensa a tutto quello che l'anziano maestro di Cina ha fatto per lui, insegnandogli non solo a combattere, ma anche il significato della vita, e si ripromette di vincere questo scontro in nome suo, per poterlo salutare degnamente prima che perda la vita. Sulla sua schiena compare il tatuaggio di un drago, ed il suo cosmo si confronta in aria con quello di Seiya. I due restano inizialmente immobili, timorosi che una distrazione possa essere fatale, ma poi Pegasus si ricorda che Shiryu poteva fermare il Ryuseiken solo grazie allo scudo e sferra il suo colpo segreto. Sorprendendo il pubblico e gli altri cavalieri però, Dragone riesce a schivare tutti i colpi, nonostante la loro velocità, e dichiara di riuscire persino a vederli. "Tu credi di lanciare i colpi alla velocità del suono, ma in realtà non è così! Fra centinaia di colpi solo pochi superano la velocità del suono, gli altri le si avvicinano solamente… vale a dire che anche se ne lanci tanti, io posso vederli quasi tutti! Ci sono solo alcuni colpi che devo evitare con attenzione! Per un Saint non è affatto difficile evitare i colpi meno veloci della velocità del suono!" spiega con fierezza, e poi prepara lo Shoryu-Ha, per finire l'avversario. In quel momento però Shiryu crolla a terra sputando sangue, e si rende conto che almeno uno dei colpi del Ryuseiken lo ha raggiunto senza che lui se ne accorgesse. Rincuorato, Seiya sferra un nuovo attacco, che Dragone evita con un balzo. Stavolta però ben due colpi sono sfuggiti al suo controllo, raggiungendolo di nuovo al torace, e questo permette a Shiryu di capire che Pegasus perfeziona la sua tecnica ogni volta che la lancia, e che la sua unica speranza è sconfiggerlo prima che il Ryuseiken sia del tutto perfetto. Dragone prepara allora lo Shoryu-Ha, ma Seiya lo avverte che, così facendo "il pugno destro del tuo drago non sarà coperto, e in quel momento potrò causarti un danno mortale". Impallidendo, Shiryu intuisce che Seiya ha scoperto il suo segreto, e torna indietro con la memoria alle ultime lezioni del maestro. L'uomo lo aveva avvisato di fare attenzione alla zona evidenziata sulla sua schiena dall'artiglio del tatuaggio del Drago, perchè quello è il punto debole dello Shoryu-Ha, e corrisponde al suo cuore. Nello sferrare il colpo del Dragone infatti, Shiryu concentra tutta l'energia nel pugno destro, e per far ciò deve abbassare il pugno sinistro per un millesimo di secondo, lasciando indifeso il cuore, e quindi rischiando un danno fatale. All'epoca Shiryu non si era troppo preoccupato della cosa, certo che nessuno potesse accorgersene, ed essere anche abbastanza veloce da sfruttare la situazione, ma ora si rende conto che Seiya l'ha individuato sin dalla prima volta che lo Shoryu-Ha è stato scagliato, e che grazie a questo è ancora in grado di lottare. D'altra parte però, Dragone non ha scelta se non rischiare il tutto per tutto, e sperare di poter essere più veloce di Seiya, che ormai ha la forza solo per un ultimo attacco. Abbassando il pugno sinistro, Shiryu carica lo Shoryu-Ha, ma Seiya è più rapido e, non appena individuato il punto debole, sferra il Ryuseiken, centrando il nemico al cuore e sbalzandolo addirittura fuori dal ring. Ciò decreta la fine dell'incontro: Seiya è il vincitore. Il ragazzo però ha perso molto sangue dalla ferita alla testa, che è ancora aperta, e così crolla privo di sensi sul ring. Saori ordina subito ai medici di assistere lui e Shiryu, e per entrambi la prognosi è grave: Seiya ha bisogno di una trasfusione e di un intervento alla testa o rischia la vita, ma Dragone è in condizioni ancora peggiori. Il suo cuore infatti si è fermato: Shiryu è morto. Il pubblico è terrorizzato dalla situazione, ma in quel momento Shunrei corre verso la barella su cui si trova Seiya, chiedendogli in lacrime di salvare Shiryu. Secondo il maestro infatti, l'unico modo per riattivare il suo cuore è colpirlo dal lato opposto con la stessa forza, e Seiya è l'unico che può farlo. Gli infermieri allontanano la ragazza, dicendo che Pegasus ormai è svenuto e privo di forze, e non può certo fare una cosa del genere, ma Seiya in quel momento chiede che lo facciano scendere dalla barella, e che lo portino vicino a Shiryu, dimostrando di voler tentare nonostante le sue stesse condizioni siano gravissime. Vista la situazione, anche un altro cavaliere, Shun di Andromeda, decide di cooperare e, sollevato il corpo di Shiryu, lo tiene nella posizione ottimale per permettere a Seiya di colpirlo. Tutti osservano la situazione con il fiato sospeso, mentre il tatuaggio sulla schiena di Shiryu inizia a sparire, segno che ormai resta poco tempo. Allo stremo, Seiya cerca di lanciare il Ryuseiken, ma Hyoga lo ferma, facendolo indietreggiare di qualche passo per evitare che colpisca troppo duramente. A causa della perdita di sangue però, Seiya perde i sensi, incurante delle grida del pubblico e di Jabu, che cerca di tenerlo sveglio. Hyoga e Shun temono che ormai non ci sia niente da fare, ma all'ultimo istante Seiya trova la forza di riprendersi e lanciare un singolo Ryuseiken, che centra Shiryu al cuore e lo sbalza in aria insieme a Shun, sfondando una delle pareti. Il miracolo ha avuto effetto, Shun ora sente chiaramente il cuore di Shiryu battere di nuovo e può dare la bella notizia, che il pubblico accoglie con grida di gioia. In lacrime, Shunrei ringrazia Seiya, che viene portato via in barella, ed il solo Hyoga resta perplesso. Gli ordini giunti dalla Grecia infatti erano di eliminare tutti i cavalieri che stavano combattendo per orgoglio personale, rifiutando le leggi del Santuario e di Atena, ma le azioni ed il coraggio di Seiya e Shiryu sembrano indicare motivazioni ben diverse.

Glossario: Shiryu del Dragone: Sirio il Dragone; Rozan Shoryu-Ha: Sommo Drago che Sorge dai Monti Ro (Colpo Segreto del Drago Nascente); Shunrei: Fiore di Luna;

Manga: Il capitolo è presente nel manga n° 2 Shot e n° 3 Granata

La logica, questa sconosciuta: A causa della struttura dei legamenti della spalla, non è possibile ruotare il braccio in modo da avere lo scudo rivolto verso l'interno e perfettamente perpendicolare. La strategia di Pegasus per sfondare lo scudo non è chiarissima, se Sirio anzichè colpire da destra a sinistra, avesse sferrato un diretto o un pugno in qualsiasi altra direzione, lo scudo sarebbe rimasto intatto. Dopo una frattura cranica, Pegasus dovrebbe subire danni cerebrali dovuti all'emorragia, e non essere capace di rialzarsi e muoversi. Sirio non dovrebbe togliersi l'armatura visto che il pettorale è ancora intatto: se lo avesse lasciato, il punto debole sarebbe rimasto al sicuro. Mylock teme che qualcuno possa morire, ma non si faceva problemi negli scontri precedenti, ad esempio quando Aspides voleva avvelenare Cristal. A seconda delle immagini, il sangue sul ring scompare. L'aver individuato il punto debole di Sirio non dovrebbe comunque aver permesso a Pegasus di ridurre i danni del Drago Nascente dello scorso capitolo, visto che si tratta di cose diverse. Cristal dice a Pegasus di indietreggiare di tre passi, ma viste le sue condizioni sarebbe più facile se fosse Andromeda a portare Sirio tre passi più lontano.

Note: "Sono entrambi molto forti… questo sarà l'ultimo scontro" Un bel capitolo, che oltre a concludere il duello, getta le basi per una delle amicizie più forti della serie, evidenziando anche il senso dell'onore dei cavalieri e la generosità di Pegasus. A quanto pare lo schermo di cristallo, o crystal board, del Colosseo è in grado non solo di mostrare le statistiche dei combattimenti, ma anche le scene al rallentatore. Verosimilmente serve anche per zoomare sui cavalieri, visto che il pubblico riesce a vedere il tatuaggio del drago anche da lontano. Una nota dell'edizione Shot spiega che, in cinese, la parola "contraddizione" è formata dai caratteri "lancia" e "scudo", il che spiega il motivo per cui queste due armi sono state indicate come esempio nelle varie scene. È interessante notare che sin da ora, solo Andromeda e Cristal capiscono la situazione senza bisogno del replay, mentre Asher e Black non sono riusciti a seguire la scena. Sirio ricorda che Pegasus era un tipo resistente sin da piccolo, ed in futuro un paio di flashback mostreranno che in effetti i due andavano più o meno d'accordo anche da bambini. Quando Pegasus è svenuto, oltre a Patricia e Lamia, vede anche Castalia, che gli dice "non mi importa se morirai, ma non mi fa piacere che gli anni che ho passato ad allenarti vadano sprecati". Questa è una delle tante dimostrazioni che, nella versione cartacea, la donna è molto più fredda e dura nei confronti dell'allievo rispetto all'anime. È la prima volta che Sirio si toglie l'armatura in battaglia, un gesto che compirà spesso in futuro, per permettere al suo cosmo di raggiungere il massimo livello. Le immagini tra l'altro confermano che il tatuaggio del Drago non è sempre presente, ma solo quando il cosmo di Sirio si espande. Dragone afferma che, essendo orfano, si sentiva circondato dal buio finchè non ha conosciuto il maestro, e questo sarà l'unico riferimento al suo stato d'animo da bambino in tutta la serie. Scopriamo che la maggior parte del centinaio di colpi di Pegasus è sotto la velocità del suono, anche se man mano che le cose andranno avanti, il cavaliere saprà correggere e potenziare la sua tecnica. La frase di Sirio che il Fulmine diventa più perfetto ogni volta è corretta, visto che sia il numero di colpi che la velocità è già nettamente aumentata rispetto al duello con Tisifone nel numero 1. Il fatto che per riattivare il cuore di Sirio sia necessario un altro colpo della stessa forza ma in direzione opposta è medicamente impossibile, anche se sembra in parte basato sul principio del defribrillatore, la cui scossa elettrica può riattivare il cuore di qualcuno che ha perso la vita dopo un'altra scarica elettrica, o comunque per un colpo che non ha danneggiato l'organo stesso o il sistema circolatorio. A parte alcune scene di gruppo, Andromeda si mette per la prima volta in evidenza, aiutando Pegasus insieme a Cristal. È la prima volta che i futuri protagonisti della serie collaborano per lo stesso scopo, e la scena sembra anche un pò voler evidenziare il loro ruolo futuro. I dubbi finali di Cristal gli causeranno l'appellativo di traditore in futuro, mettendolo praticamente nella stessa situazione dei compagni nonostante fosse stato il Santuario stesso ad inviarlo in Giappone. Nella prima edizione, pubblicata su Weekly Shonen Jump nel Marzo 1986, questo capitolo era formato da tre capitoli separati, dai titoli "Battaglia mortale", "Il colpo inevitabile" e "Il cuore si è fermato?!"