SAINT SEIYA N26

ALL'INSEGUIMENTO DI HADES !

(SEGUITE HADES !)

Personaggi Presenti: Atena, Hades/Shun, Shaka, Seiya, spirito di Hades.

Data: Incerto. 26 Novembre circa

Lunghezza: 36 pagine

Preoccupato per l'arrivo di Saori, Shaka le consiglia di allontanarsi, ma la fanciulla risponde dicendogli di non temere per lei e soprattutto di non attaccare Hades perché ferirebbe Shun. Il cavaliere d'oro le risponde che ormai di Shun è rimasto solo il corpo e si prepara ad attaccare, ma Atena gli ferma la mano e, ripetutogli di non combattere, avanza verso Hades. Inginocchiatasi davanti a lui, Saori gli chiede di fermare l'eclisse, offrendogli in cambio la sua vita. Sollevato il tridente di Pandora, Hades lo lancia a Shaka ordinandogli di uccidere Atena, ma il cavaliere reagisce lanciando l'arma contro lo stesso Dio dell'oltretomba. Saori però ferma l'arma a mezz'aria e, ripetuto ancora una volta al suo cavaliere di non toccare Hades, la lascia cadere. Il Dio però decide di uccidere Shaka, il quale ha osato attaccarlo, ed impugna il tridente, ma Atena gli resta immobile davanti. Seccato da questa interferenza, Hades muove l'arma per colpire Saori, ma la donna ne ferma la lama con la mano, ferendosi leggermente. Poi la Dea espande il suo cosmo, ed il sangue che ricopre la punta del tridente inizia a bruciare, ferendo inaspettatamente Hades. Atena comprende allora che lo spirito di Shun sta risorgendo a contatto con il suo sangue, ed espandendo ulteriormente il suo cosmo, ordina al Dio, in agonia per il dolore, di abbandonare il corpo del cavaliere. Non riuscendo a sopportare il dolore, l'anima di Hades abbandona Shun, che cade svenuto, sollevandosi a mezz'aria. Il Dio non capisce come possa Shun, che era nato per donargli il suo corpo, rifiutare la sua anima, ma Atena controbatte dicendo che quel ragazzo è nato per essere cavaliere della giustizia, ed ora che la sua anima è risorta grazie al contatto con il sangue divino, egli non potrà più possederlo. Saori prosegue che, privo di un corpo, Hades non può portare a termine i suoi piani, e gli ordina di fermare l'eclisse. Il Dio però, conscio di essere troppo vicino al successo per potersi fermare, si scaglia contro Atena, che gli lancia il tridente scatenando una grande esplosione. Pochi minuti dopo, Seiya irrompe nella Giudecca, nella quale ora si trova solo Andromeda, svenuto, con indosso la sua armatura. L'eroe soccorre l'amico, il quale, ripresosi, afferma che i cosmi di Hades ed Atena hanno superato la Giudecca. I due salgono allora le scale dietro al trono, davanti le quali vi è un muro immenso, privo di qualsiasi porta. "Il punto d'arrivo dell'inferno. E' il muro del pianto !" spiega una voce alle loro spalle, e voltandosi i due vedono Shaka, stanco e sanguinante. Il cavaliere della sesta casa spiega che Hades è Atena sono dall'altra parte del muro, ma solo una divinità può superarlo. Anche lui ha provato più volte ad abbatterlo, ma senza il minimo risultato. Seiya inizia a colpire il muro, disperato per non poter dare l'armatura ad Atena, poi chiede cosa ci possa essere oltre quel muro. Dopo un'esitazione, Virgo capisce che al di là del muro vi è il paradiso dell'elisio.

Glossario: Non ci sono termini da spiegare in questo capitolo

Manga: Il capitolo è presente nel manga n38 Granata e n 26 Shot

La logica, questa sconosciuta: A parte Hades, nessuno sapeva dell'eclisse, eppure Atena sembra esserne a conoscenza. Rispetto ai capitoli successivi, il trono di Hades è scomparso. Quando l'anima di Hades aveva abbandonato Shun, il ragazzo indossava ancora il mantello nero del re degli inferi, ma quando Seiya lo raggiunge, ha di nuovo l'armatura di Andromeda (senza l'elmetto). Per di più, nei capitoli successivi l'armatura sembrava scomparsa. Per quale motivo Seiya non ha aiutato Ikki, Mu, Milo ed Aiolia ad uscire dai ghiacci del Cocito ? Il Muro del Pianto dovrebbe essere indistruttibile, ma in alcune immagini si vedono delle crepe.

Note: "Ho il dovere di difendere la vita di ogni cosa ! Per questo sono nata in quest'epoca !" Il preludio della battaglia tra Atena ed Hades in un capitolo che serve principalmente a liberare Shun dall'influsso del Dio della morte e ad introdurre il tema dell'Elisio. Sin dalla sua apparizione nel numero scorso, Shaka tiene gli occhi aperti, segno che per affrontare Hades è pronto ad usare tutto il suo potere. A quanto sembra, l'abito di Saori si è strappato mentre la ragazza attraversava le varie prigioni. Saori è abbastanza forte da fermare il tridente che Shaka lancia contro Hades. Attimi dopo, lo stesso Hades solleva il tridente con la sola forza del pensiero. A contatto col sangue di Atena, l'anima di Shun risorge ed il ragazzo riesce a scacciare lo spirito di Hades. Quest'ultimo assomiglia in tutto e per tutto a quello di Poseidon, visto nel n18. A causa del sangue di Atena, Hades non potrà più entrare nel corpo di Shun, e siccome questo rende la sua risurrezione impossibile, Saori gli consiglia di arrendersi. Il Dio però rifiuta perché manca molto poco alla Greatest Eclipse (pochi minuti a sua detta, ma nei numeri successivi vedremo che ci vuole un po' di più), e quindi decide di usare il suo vero corpo. L'enorme Muro del Pianto era nascosto dietro le tende nere alle spalle del trono di Hades. Sulla facciata sono scolpiti i profili di due volti gemelli, forse un riferimento ad Hypnos e Thanatos. Osservando il muro da vicino, si nota che non è un blocco unico, ma è costruito da diversi blocchi di pietra posti uno sull'altro. Shaka, che definisce il Muro del Pianto come "il punto d'arrivo dell'Inferno", afferma che solo un Dio può attraversarlo (visto che non ci sono porte o varchi, la parola "attraversare" va presa alla lettera). Questo è l'ultimo capitolo realizzato con la tecnica della "mezza tinta", grazie alla quale si ottengono tavole con gradazioni di grigio. La tecnica consiste nel diluire e stendere la china, in modo da sottolineare le ombre o i riflessi delle armature. Il primo capitolo di Saint Seiya realizzato in questo modo fu addirittura il primo del primo numero.