EPISODIO N139

ADDIO, CAVALIERI D'ORO!

ADDIO! VALOROSI CAVALIERI D'ORO!

Disegnatori ?

Personaggi presenti: Mur, Toro, Gemini, Kanon, Cancer, Ioria, Virgo, Libra, Scorpio, Micene, Capricorn, Acquarius, Fish, Pegasus, Sirio, Cristal, Andromeda, Phoenix, Pandora, Minosse, Hades, lady Isabel, Tisifone, Asher, Black, Ban, Castalia, Lamia, Fiore di Luna, genitori di Pandora, bambini dell'orfanotrofio.

Al Muro del Lamento, sotto lo sguardo sorpreso di tutti, con un bagliore accecante le armature d'oro di Toro, Gemelli, Cancro, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci si scompongono per essere indossate. Quando la luce scompare, davanti ai presenti si trovano Micene, Gemini, Toro, Capricorn, Acquarius, Cancer e Fish, risorti per aiutare i compagni nel momento di estremo bisogno. Sbalorditi, i cavalieri riabbracciano i vecchi compagni: Ioria stringe finalmente la mano al fratello Micene, commosso dal rivederlo, mentre quest'ultimo si complimenta con lui per le imprese fatte in nome di Atena "Sono felice di rivederti e sono molto orgoglioso di te: ti sei sempre contraddistinto per il tuo grande valore, Ioria!". Cristal ritrova il maestro Acquarius, di cui ha sempre portato con se il ricordo, mentre Sirio stringe la mano a Capricorn, che si dice fiero di lui "Excalibur ha trovato un degno custode nel tuo braccio!". Toro abbraccia Pegasus, felice di rivederlo, mentre Cancer e Fish stringono la mano a Mur, piacevolmente sorpreso di vedere che ci sono anche loro "Io ho sempre creduto in voi". Libra intuisce che i compagni sono risorti per aiutarli a proteggere la pace e la giustizia sulla Terra, e Gemini, in cui vive anche il ricordo di Kanon, lo conferma, affermando che devono abbattere il Muro del Lamento. In quel momento, Micene incocca la freccia d'oro del Sagittario, mirando verso il muro, e subito i cavalieri d'oro capiscono cosa fare. Dopo aver avvisato Pegasus e gli altri di allontanarsi, Ioria corre verso gli altri cavalieri d'oro, insieme a Mur, Virgo e Scorpio. Confuso, Pegasus chiede spiegazioni a Libra, il quale risponde ripetendo il consiglio, e spiegando che "I dodici Cavalieri d'Oro qui presenti convoglieranno ogni particella del loro cosmo sulla punta della freccia di Micene. [] Sarà la prima e l'ultima freccia scoccata in questa era dal cosmo dei Cavalieri d'Oro riuniti nel frangente più difficile. Sarà sufficiente a far avvampare una luce paragonabile a quella del sole, con cui abbatteremo il Muro del Lamento! Però, in quel preciso istante, oltre al Muro anche noi scompariremo per sempre. Purtroppo il contraccolpo sarà tremendo, nessuno dei Cavalieri d'Oro resterà in vita!". Per questo loro quattro devono allontanarsi. Restando, rischierebbero non solo la vita, ma anche di danneggiare l'armatura di Atena, che invece deve essere consegnata intatta nelle mani della Dea. Libra prosegue spiegando che normalmente gli esseri umani non possono raggiungere l'Elisio, e che provando verrebbero scaraventati in un'altra dimensione, ma Pegasus e gli altri hanno un grosso vantaggio: l'aver ricevuto il sangue di Atena, che ha fatto rinascere le loro armature. Grazie al sangue divino di cui sono indirettamente bagnati i loro corpi, potranno riuscire a raggiungere l'Elisio, e per questo non possono assolutamente morire. Raggiunto l'Elisio, avranno una speranza di porre per sempre fine alle guerre con Hades, perchè è lì che si trova il suo corpo mitologico, che il Dio non vuole assolutamente ferire e per questo non usa mai, preferendo incarnarsi in esseri umani particolarmente puri, come Andromeda. Se riusciranno ad uccidere il corpo mitologico di Hades, il Dio non potrà più incarnarsi e non ci saranno più guerre contro di lui. Conclusa la spiegazione, Libra si avvia verso gli altri cavalieri d'oro, uniti attorno a Micene. Ioria, Scorpio, Mur e Virgo sorridono ai quattro amici, ancora visibilmente confusi, e li incoraggiano a non fallire, perchè la pace sulla Terra è nelle loro mani. Micene avverte poi i Cavalieri d'Oro di prepararsi, e tutti loro, in coro, affidano la salvezza di Atena a Pegasus, Sirio, Cristal e Andromeda, cavalieri della speranza. "A voi, giovani Cavalieri della speranza che sin qui siete giunti, dono la cura e la salvezza di Atena!" proclama Micene sorridendo. In lacrime per la commozione, i quattro amici sorpassano di corsa i cavalieri d'oro, dirigendosi verso l'uscita dalla Giudecca, e ripromettendosi di non fallire assolutamente nella missione. Prima di lasciarsi i compagni alle spalle, Pegasus, Sirio, Andromeda e Cristal si accorgono che nel loro ultimo sguardo vi era un sorriso, come se fossero loro fratelli e li stessero salutando, affidando loro tutto quel che avevano caro. "Mi pare di avere scorto un sorriso sul volto dei Cavalieri d'Oro. Quasi come se ci considerassero fratelli. Siamo fratelli, combattiamo insieme dall'era mitologica, nella stessa battaglia per la giustizia! Ed è giunto il momento di dar loro l'estremo saluto! Onore a voi, coraggiosi guerrieri di Atena. Addio, Cavalieri d'Oro!" pensano in lacrime i ragazzi. Fuori dalla Giudecca, Pandora si chiede cosa stia per succedere, arrivando improvvisamente ad intuirlo e spaventandosi al pensiero. Intanto, d'affanno per l'angoscia, Pegasus e gli altri sono usciti dall'edificio, chiudendo la pesante porta dietro di loro, e continuando a pensare ai compagni che hanno lasciato all'interno. Sirio ricorda le parole di Libra "Addio, Sirio. La battaglia finale ti attende, non dimenticare mai il tuo scopo, la missione di giustizia che condurrà alla pace! E dopo farai ritorno ai Cinque Picchi: là c'è chi ti aspetta! Torna sano e salvo, fallo per Fiore di Luna! Lei prega per la tua vita, ricordalo!", e quelle di Capricorn che, memore della loro battaglia alla decima casa, e del modo in cui era pronto a sacrificarsi usando la Pienezza del Dragone per Atena e la giustizia, ora è pronto a fare lo stesso. Cristal ricorda la battaglia con Acquarius all'undicesima casa, quando acquisì lo zero assoluto, e le parole del cavaliere d'oro, che lo ha esortato a non dimenticare mai quel momento. "Felice di aver creato l'uomo che ha acquisito lo zero assoluto, coraggio, Cristal!" lo esorta. Andromeda ricorda lo scontro con Fish alla casa dei Pesci, la sofferta vittoria grazie alla Nebulosa, la morte sfiorata a causa della rosa bianca, ed ora le parole di complimenti del guerriero, che conosce la sua vera forza. "Un potere inaudito il tuo, come allora così ora, Andromeda!". In quel momento, i ricordi dei cavalieri vengono interrotti da un arrivo inatteso: Minosse, ultimo giudice di Ade, è dinanzi a loro, pronto ad impedire la distruzione del Muro del Lamento. Non volendo vanificare il sacrificio dei Cavalieri d'Oro, Pegasus attacca lanciando il suo Fulmine, che però viene deviato dal Cosmic Marionette del nemico. Subito, Minosse contrattacca, travolgendo Pegasus, e poi facendo lo stesso con Andromeda, che aveva cercato di intervenire con la catena. Cristal e Sirio uniscono allora le forze, sferrando i loro colpi segreti, ma Minosse sembra inattaccabile e, schivati gli assalti con un balzo, atterra i due con Il Dominio Cosmico. In netto vantaggio, lo Spectre si prepara al colpo di grazia, ignaro che proprio in quel momento, all'interno della Giudecca, i cavalieri d'oro stanno finalmente per sferrare il loro colpo congiunto. Bruciati al massimi i loro cosmi, i dodici custodi ne concentrano le forze nella freccia del Sagittario, che viene scoccata contro il Muro nel Pianto. "E ora, tutti insieme, coraggio! Noi abbatteremo il Muro, per i valorosi Cavalieri di Bronzo! Per giustizia sulla Terra! Perchè regni la pace! Senza alcun indugio! Con la forza e la tenacia del nostro spirito e del nostro cosmo, che brucia ad espandersi fino al limite estremo! Atena, mostraci un raggio di luce, rischiara quest'oscurità!" gridano tutti insieme. Per un attimo, le fosche tenebre dell'Ade vengono rischiarate da un raggio di luce, caldo e brillante come il sole. L'esplosione che segue è tremenda, tale da devastare completamente l'edificio e farlo esplodere, al punto da travolgere persino Minosse ed i cavalieri, in piedi dietro la porta. Al sicuro poco lontano, Pandora osserva sbalordita la Giudecca crollare, e comprende che il Muro del Lamento è stato finalmente abbattuto. Quasi in lacrime, la ragazza sussurra che ora potrà finalmente realizzare il suo grande sogno. Fuori dalla Giudecca, Pegasus e Sirio emergono dalle macerie, un pò malconci ma incolumi, e ben presto affiancati da Cristal e Andromeda. Dal momento che di Minosse non c'è traccia, i tre corrono in quel che resta dell'edificio, raggiungendo di nuovo il Muro del Lamento, al cui centro è ora chiaramente visibile un'enorme breccia. I cavalieri sono felici del successo dei compagni, capaci di portare a termina un'impresa così ardua, ma poi si accorgono che non ci sono loro tracce da nessuna parte. Improvvisamente, guardando in alto, vedono, sospese a mezz'aria, le dodici armature d'oro, assemblate, mentre dei custodi non vi è traccia. In lacrime, Sirio e gli altri capiscono che i loro amici sono scomparsi, distrutti dall'esplosione, e di loro non restano che le armature. Osservando le corazze dei compagni caduti, Pegasus vede Toro e Ioria, complimentarsi con lui per le imprese compiute in passato e per l'aver eguagliato il loro potere. Cristal invece vede Scorpio, incoraggiarlo per il futuro, che sarà costellato da aspre battaglie, ed Acquarius, complimentarsi per l'aver raggiunto il suo colpo segreto, e ne è commosso. "Acquarius, maestro grande e nobile, grazie della tua fiducia. Farò tesoro degli insegnamenti che tanto ti costò trasmettermi!". Sirio vede Capricorn, ricordargli il dono dell'Excalibur, e Libra, che dichiara "Io, Doko di Libra, dopo 243 anni affido l'armatura della Bilancia ad un Cavaliere dal cuore nobile!", e, grato della loro generosità, giura di non dimenticarli mai. In quel momento, con un bagliore, le armature d'oro scompaiono nel nulla. Ancora in lacrime, Pegasus è il primo ad ammettere che i Cavalieri d'Oro sono morti, ma poi si asciuga il viso, e chiede ai compagni di non cedere allo sconforto e di non vanificare il sacrificio dei compagni, che hanno dato tutto pur di aprire una breccia nel Muro del Lamento. Più decisi che mai, i quattro cavalieri corrono verso il Muro del Lamento, pronti ad attraversarlo e raggiungere l'Elisio, ignari di quanto troveranno, e del fatto che in quello stesso momento Atena è prigioniera di Hades, intrappolata in un'anfora mortale. Più indietro, all'ingresso della Giudecca, Pandora osserva le rovine quando sente un rumore di passi e, nascostasi dietro una colonna, vede con stupore arrivare Phoenix, che l'oltrepassa e prosegue lentamente. A tale visione, la ragazza scoppia in lacrime, ed i ricordi del suo triste passato iniziano a riemergere. Contemporaneamente, mentre, sulla Terra, l'Eterna Eclisse è sempre più visibile, Pegasus si accinge ad entrare nel Muro del Lamento e grida il nome di Lady Isabel.

Dati originali: /

Manga: L'episodio proviene dal numero 26 del manga. Nel fumetto, mancano tutte le scene di commiato tra i protagonisti ed i cavalieri d'oro, con Micene che estrae la freccia appena arrivato e Pegasus e Andromeda che vengono avvisati da Libra di allontanarsi. Assenti anche le scene con Pandora, il ricongiungimento tra Gemini e Kanon, e molto più breve lo scontro con Minosse, che atterra i due cavalieri ed entra nella Giudecca nel momento in cui sta per esplodere. Sirio e Cristal arrivano solo alla fine, quando Pegasus e Andromeda stanno osservando le armature d'oro, che non scompaiono. Un curioso dettaglio è che, nel manga, la freccia di Sagitter manca dall'armatura, essendo verosimilmente andata distrutta nell'esplosione, mentre nell'anime è regolarmente nel totem. Nel finale del manga mancano le scene con Pandora e Phoenix.

DVD: L'episodio è presente nel DVD n6 della serie di Hades Chapter Inferno.

Scene extra DVD: /

Censure Mediaset: Scurita la macchia di sangue al termine del breve flashback di Pandora.

Fonti: /

La logica, questa sconosciuta: Quando le armature d'oro si scompongono sono complete, ma Capricorn, Gemini e Fish nelle scene successive non indossano gli elmi, nè sembrano averli in mano. Ai Cinque Picchi è notte, ma si vede lo stesso il sole che viene oscurato dalla Greatest Eclipse. Nel flashback di Sirio e Capricorn, quest'ultimo ha entrambe le braccia quando subisce la Pienezza del Dragone, mentre nel 66 il destro gli era stato mozzato da Dragone. Nel flashback di Cristal, il Cigno ha ancora l'armatura indosso quando scaglia il Sacro Acquarius, mentre nel 67 episodio era in pezzi. Nel flashback di Andromeda, quando quest'ultimo cade a terra, la rosa nel suo petto è ancora bianca, e non rossa di sangue come nel 70 episodio. Andromeda cade sulle scale alle spalle di Minosse, ma nella scena successiva è di nuovo accanto a Pegasus. Il Dominio Cosmico ha un aspetto del tutto diverso dal solito, simile ad una raffica di colpi più che ai normali fili. Pegasus e gli altri erano più vicini alla porta di Minosse, quindi avrebbero dovuto subire l'esplosione maggiormente rispetto allo Spectre, che viene letteralmente spazzato via. Mur, Virgo, Libra, Scorpio e Ioria non avevano gli elmi, ma quando le armature si assemblano, sono complete di tutti i pezzi. Quando l'immagine di Toro si sovrappone alla sua armatura, il corno sinistro è spezzato in un punto diverso rispetto alla corazza dietro di lui.

Note: "I Cavalieri d'Oro ci hanno lasciato per sempre, e hanno affidato a noi il compito di assicurare alla Terra pace e giustizia eterna". Il commiato dai cavalieri d'oro ed il passaggio ufficiale di consegne alla nuova generazione, composta dai cavalieri di bronzo, nell'ultimo episodio del Chapter Inferno, una puntata con luci e ombre, ed in cui le prime sono largamente oscurate dalle seconde. Partendo dalle cose buone, le aggiunte alla trama del manga sono tutte apprezzabili, in particolare l'avere anche Cristal e Sirio presenti prima del Sacrificio. Trattandosi sostanzialmente di una puntata tributo ai cavalieri d'oro, le scene con i flashback del Grande Tempio sono carine e le musiche di sottofondo adeguate. Inoltre, lo scontro con Minosse è concettualmente interessante, e vivacizza un pò la puntata. Purtroppo, ci sono anche molti aspetti negativi: le aggiunte fatte alla trama sembrano parziali ed inconsistenti, alcuni personaggi parlano varie volte, altri non aprono quasi bocca, e tra questi ultimi sfortunatamente vi sono cavalieri importanti come Gemini e Micene, che avrebbero certamente meritato qualche linea di dialogo se non altro per salutare i protagonisti, in modo adeguato. Pegasus stesso, pur avendo indossato varie volte l'armatura di Sagitter, non rivolge neppure la parola a Micene, dirigendosi soltanto da Toro, nei cui confronti aveva si un legame di amicizia, ma non particolarmente profondo. Inoltre, sono quasi inesistenti i dialoghi tra cavalieri d'oro, Toro e Mur, Scorpio e Acquarius, Micene e Capricorn o Gemini avrebbero sicuramente avuto qualcosa da dirsi essendosi inaspettatamente ritrovati per l'ultima volta. Le note peggiori sono però nei disegni e nell'animazione. Tutti i cavalieri d'oro risorti eccetto forse Capricorn ed Acquarius sono realizzati abbastanza male, ed in particolare Cancer, Fish e Gemini sembrano davvero essere stati disegnati all'ultimo minuto. Le animazioni sono inesistenti, con tantissimi primi piani e scene a scorrimento, ma pochi movimenti reali, al punto che le armature d'oro si scompongono in un'unica immagine ed i protagonisti corrono ripetendo sempre gli stessi due disegni. Tutte queste cose affossano quindi una puntata che, come concetto di partenza, sarebbe potuta essere molto valida. Ottimo invece il doppiaggio, che riprendere testualmente le battute della saga delle Dodici Case, sia nei flashback che in alcuni discorsi di commiato, adattandole alla nuova situazione.

Come accennato da Libra, è la prima volta che tutti i cavalieri d'oro sono presenti. In passato, si era avuta solo un'Eufonia con le dodici armature d'oro, nel 63 episodio, ma, a causa della morte di Micene e della prolungata assenza di Libra, i custodi dorati non erano mai stati insieme nello stesso luogo. Parlando dell'Elisio, Libra conferma quanto si era intuito nel 129 episodio, nessun essere umano ha mai messo piede nell'Elisio, che è un paradiso limitato solo agli Dei. In realtà vi è almeno un'eccezione, visto che il manga prequel Next Dimension sembra indicare che Aaron, precedente incarnazione di Hades, ora viva all'Elisio, e, secondo Caronte nel 128 episodio, stesso destino sarebbe potuto toccare ad Andromeda (verosimilmente se non fosse diventato un guerriero). L'Inferno e l'Elisio sono divisi da uno spazio chiamato Ipedimensione, impossibile da attraversare per gli esseri umani, ma il sangue divino, ricevuto nel 126 episodio, permette a Pegasus, Sirio, Cristal e Andromeda di sopravvivere in quel luogo. Per la prima volta nell'anime vediamo il vero volto di Hades, la sua Surplice, dotata di spada, e parte del suo tempio nell'Elisio, incluso il sarcofago in cui riposa. In passato, il Dio era comparso solo attraverso Andromeda o come spirito / emanazione cosmica. Dal poco che si intravede, il Dio ha gli occhi azzurri, come confermato dal manga classico ma non dai recenti prequel. Fiore di Luna sta ancora pregando ai Cinque Picchi per il ritorno di Sirio ed il Maestro, come mostrato nel 116 episodio e, a causa del fuso orario, in Cina è notte, mentre al Grande Tempio è giorno. I flashback dell'episodio provengono, nell'ordine, dagli episodi 66, 67 e 70, anche se tutte le scene hanno delle modifiche rispetto a quelle originali. Non avendo mai incontrato Minosse, Cristal e Sirio non lo riconoscono subito, anche se il secondo, a differenza dell'amico, sa di chi si tratta. Nell'affrontare Pegasus e gli altri, Minosse mostra di poter usare il proprio cosmo e Il Dominio Cosmico anche per manipolare i colpi segreti altrui e travolgere i nemici, senza intrappolarli nei fili caratteristici della sua tecnica. Questa variante del colpo segreto al momento non ha nome e viene chiamata sempre Cosmic Marionette. Nell'attaccare il nemico, Sirio usa il Drago Volante (Ryuhisho), una versione frontale del Drago Nascente adoperata molto di rado nel manga e, per ragioni di doppiaggio, mai nell'anime. L'accenno di Pandora al suo "grande sogno" al momento non è chiaro, ma verrà spiegato più avanti, proprio come il flashback finale. Nella sua ultima apparizione, Ioria si stringe il braccio, sembrando fare quello che è comunemente chiamato "gesto dell'ombrello". In realtà, solo in Italia questo gesto è considerato offensivo ed ha il tradizionale significato per cui lo conosciamo, mentre negli anime stringersi il bicipite è normalmente considerato prova di forza e fierezza. A testimonianza dell'incredibile spessore del Muro del Lamento, il varco aperto dai Cavalieri d'Oro è un vero è proprio corridoio, di cui non si vede l'uscita. La scena con Isabel nell'anfora viene spiegata nel manga, dove si scopre che Hypnos, Dio del Sonno, ha intrappolato la fanciulla in quell'oggetto sacro che le risucchia lentamente il sangue. Come intuito da Mur nel 137 episodio, Phoenix era riuscito a liberarsi dai ghiacci dell'Elisio. Dopo il colpo ricevuto da Hades nel 135 episodio, sono rimaste solo due delle tre code dell'armatura della Fenice.