SAINT SEIYA EPISODE G N11

IL PRESCELTO DEGLI DEI

Personaggi Presenti: Aioria, Ponto, Aphrodite, Ferro Cremisi, Lythos, Temi, Mnemosine, Grande Sacerdote.

Data: Incerto, probabilmente 28 Aprile 1979.

Lunghezza: 62 pagine in b/n.

All'Altura delle Stelle, il Grande Sacerdote osserva il movimento degli astri, chiedendosi se le numerose stelle cadenti significhino che presto in molti moriranno. In quel momento alle sue spalle compare Ponto, colpito dall'abilità di Gemini di calarsi nei panni del Sacerdote, soprattutto perchè questo denota una notevole capacità di nascondere la verità e celarsi dietro falsi ruolti. Ponto rimprovera il Sacerdote per non essere riuscito a tenere Aioria sotto controllo: il cavaliere d'oro è infatti entrato nel Labirinto, nonostante il tentativo di Gemini di fermarlo facendo intervenire Aphrodite. Inizialmente, il piano del Dio era che Aioria, giungendo nella terra di Crono, bruciasse al massimo il proprio cosmo, venendone irrimediabilmente consumato, ma il modo in cui gli eventi si stanno svolgendo impone un cambio di programma. Il Sacerdote suggerisce che forse "il momento fatale" è giunto, ma Ponto ribatte che è ancora troppo presto, e poi decide di affrontare personalmente Aioria, per mostrargli la vera forza degli Dei e gettarlo nella disperazione. Intanto, Aioria sta correndo sul tappeto di rose alla ricerca di Lythos, ma Ferro Cremisi tenta di fermarlo. Non volendo perdere tempo, il Leone si prepara ad abbatterlo, ma in quel momento interviene Aphrodite, che, offeso per l'essere stato ignorato in maniera così palese, blocca il Gigante intrappolandolo con i fusti delle rose, rivendicando il diritto di sconfiggere quel nemico. Con un solo gesto, Aphrodite blocca Ferro Cremisi al suolo, impressionando Aioria che ben poco sapeva di lui e non lo credeva tanto forte. Il cavaliere dei Pesci afferma che ignorare lui è come ignorare la bellezza dal mondo, un atto imperdonabile, e poi incita nuovamente Aioria a proseguire nella ricerca di Lythos, perchè fare altrimenti vorrebbe dire rendere inutile la sua presenza nel Labirinto, e probabilmente anche andare contro il volere di Atena. Senza aggiungere altro, Aioria riprende la corsa, e nel vederlo allontanarsi Aprhrodite non può far a meno di ammettere che la determinazione dona al cavaliere di Leo un aspetto incantevole. In quel momento, Ferro Cremisi si libera dai fusti delle rose, concentrando il proprio cosmo e colpendo con le Braccia di Folgore. Aphrodite intuisce che la forza del guerriero non era solo nella sua mazza, ma anche nelle sue braccia, ed è costratto a difendersi dalla tempesta di pugni del nemico, notevolmente agile e veloce nonostante la stazza. Dopo un attimo di difficoltà però, Aphrodite riprende il controllo e scatena contro il Gigante un turbine di rose rosse, la Royal Demon Rose, che fa barcollare il nemico privandolo dei cinque sensi senza però causargli alcun dolore. Decidendo che una tale morte sarebbe inadatta a chi ha osato macchiarlo di sangue, Aphrodite decide di fare lo stesso e lancia il colpo di grazia, la Bloody Rose, trafiggendo il nemico al cuore. Nel cadere, Ferro Cremisi intuisce che la beltà di Fish è stata superiore alla sua forza, poi si spegne, mentre la rosa nel suo petto diventa rosso scarlatto. Di fronte al cadavere del nemico, Aphrodite spiega che la bellezza non è solo in superficie, ma si manifesta anche in coloro che rischiano la vita per ciò in cui credono, o che vivono e muoiono saggiamente. Il cavaliere d'oro poi considera il da farsi, e nell'avvertire in lontananza un cosmo immenso, talmente ampio da indurlo a non andare oltre, si chiede se Aioria faccia bene a proseguire da solo. Più avanti, il cavaliere di Leo ode improvvisamente il fragore del mare, poi in cielo compare una luce accecante, che prelude alla discesa di un cosmo gigantesco, accompagnato da onde nere. Circondato dall'immensità del mare, di fronte al cavaliere compare Ponto, deciso a sbarrare il passo ad Aioria. Nel palazzo dei Titani, Mnemosine, che fino a quel momento era stata impegnata a controllare Lythos, avverte Temi che un grave stravolgimento è in atto, e che nel loro territorio è apparsa di nascosto una forza immensa, simile ad un mare sconfinato. Sul campo di battaglia, Ponto obbliga Aioria ad inginocchiarsi di fronte a lui, schiacciandolo a terra con un solo gesto, come se fosse la cosa più naturale al mondo. Aioria è sbalordito di fronte alla possanza del Dio, ed ammette che non ha mai incontrato una forza così grande. Sollevando Aioria per la gola, Ponto afferma "Colui che vuole uccidere un Dio deve egli stesso diventare un Dio", spiegando come nel mito tutti coloro che riuscirono a ferire i numi potessero contare su una forza divina, che in seguito li portò ad essere venerati ed onorati. Di conseguenza, un uomo può ferire un Dio solo se è un altro Dio a volerlo, ma con le sue sole forze non ha speranze, è destinato a morire ed a perdere le persone che ama. Aioria però è un prescelto, e di conseguenza ha il diritto di ricevere la forza divina, una forza tale da permettergli di uccidere un Dio: la Dunamis. Con un gesto, Ponto avvolge Aioria con il proprio cosmo, ed il cavaliere d'oro si sente svanire. A palazzo, Mnemosine è sempre più inquieta, consapevole che ogni volta che una divinità genera un nuovo essere, quel che risulta non è nè Dio nè uomo, ma solo una belva tenebrosa portatrice di morte. Ponto afferma che Aioria deve solo assorbire il cosmo che gli è stato donato, e poi la sua forza sarà succifience ad uccidere gli Dei, trasformandolo in una belva malefica. In crisi, Aioria si chiede perchè combatta: la sua prima risposta è "Per non farmi sopraffare da nessuno", ma poi una voce, nel profondo del suo cuore, dichiara "Sei il leone le cui zanne dorate proteggono l'umanità" e nella sua mente compare l'immagine di Lythos. Facendo esplodere il proprio cosmo, il cavaliere balza contro Ponto, gridando che le zanne che albergano nel suo pugno non sono atte ad uccidere, ma a proteggere. Il Lightning Bolt di Aioria frantuma la terra e sembra sopraffare Ponto, che scompare. Aioria ringrazia Lythos, che l'ha aiutato a non perdere la via e cedere alla brama di sangue, ma prima che possa riprendere il cammino, alle sue spalle si innalza di nuovo il Dio del mare, deciso a punirlo per essersi opposto al volere degli Dei.

Glossario: Royal Demon Rose: Rosa di Sublime Bellezza; Bloody Rose: Rosa Bianca

Manga: Il capitolo è presente nel manga n 21 Manga Planet.

La logica, questa sconosciuta: Ponto rimprovera Arles perchè Ioria è riuscito ad entrare nel Labirinto, ed il Sacerdote afferma che il tappeto di rose avrebbe dovuto fermarlo, ma subito dopo viene detto il contrario, ovvero che il piano era proprio che Ioria entrasse nella terra di Crono. In Lost Canvas viene stabilito che il cavaliere dei Pesci è immune agli effetti delle proprie rose rosse solo grazie ad una prolungata esposizione. Ioria non ha ricevuto tale esposizione, ma cammina sul tappeto di rose senza subire gli effetti delle spine e del polline.

Note: "Nel mio pugno albergano zanne che non sono atte a uccidere, bensì a proteggere!". Un capitolo particolarmente lungo, che può essere facilmente diviso in due metà: la prima incentrata su Fish e Ferro Cremisi, la seconda su Ioria e Ponto. Entrambe le parti sono apprezzabili, ma è la seconda quella che riesce meglio, portando avanti la trama ed introducendo il concetto di Dunamis, ovvero il cosmo supremo di un Dio, che sarà fondamentale andando avanti. È ormai chiaro che Ponto vuole fare di Ioria un assassino di Dei, aizzandolo contro i Titani per i propri scopi e dandogli la forza per massacrarli, anche se questo vorrà dire trasformarlo in una belva assassina. La possibilità che Ioria si trasformi in un demone è stata ipotizzata varie volte nella serie, a partire dal numero 4 per bocca di Mur. Gradualmente però, l'odio verso gli altri cavalieri d'oro per la morte di Micene, è stato sostituito nel leone da sentimenti di amore, verso Lythos e Galan, ed amicizia verso almeno alcuni compagni, come Capricorn e Aldebaran, e questo ha gradatamente purificato il cavaliere, che ha accettato di usare la propria forza per proteggere l'umanità, come insegnatogli nel primo numero da John Black. Nella prima metà del capitolo è invece apprezzabile l'approfondimento di Aphrodite, che, dopo aver ribadito un certo narcisismo, affermando che ignorare lui è come ignorare la bellezza dal mondo, ammette che la beltà si manifesta anche in profondità, attraverso azioni e modi di vivere nobili e giusti. L'Altura delle Stelle (Star Hill nella versione originale) è il luogo da cui il Sacerdote studia il movimento degli astri, e dove Gemini ha ucciso Sion prendendone il posto, come visto nella serie classica. Rispetto alla versione tradizionale, Okada rende molto più grande e dettagliato l'edificio in cima all'altura, che ha almeno due piani, numerose finestre ed una piccola torre. Come vagamente intuito da Ponto, il Sacerdote sta sguendo un triplice piano basato sul doppio gioco: ha inizialmente finto di aiutare Crono, nascondendogli però la propria alleanza con Ponto ed il fatto che Atena è ancora viva, ed ora sta apparentemente sostenendo il Dio del mare, seguendo però segretamente i propri fini e nascondendo la sua mente dietro i poteri della maschera che indossa. Quanto esattamente Ponto abbia capito non è chiaro, visto che il suo sospetto è limitato ad una sola frase ("Quanti volti possiedi mai?"), ma a quanto pare Gemini è al corrente del piano segreto del Dio, o almeno di parte di esso. Dopo aver usato la rosa nera nello scorso capitolo, Fish mostra le sue altre due tecniche, ovvero la rosa rossa e la rosa bianca, alle quali aggiunge i fusti spinosi, che è capace di creare ed usare a proprio piacimento per colpire, intrappolare o proteggere. Scopriamo che, fra le Titane, Mnemosine ha dei sensi particolarmente sviluppati, che le permettono di percepire il cosmo di Ponto e gli eventi in atto, quasi come se fossero delle premonizioni e nonostante il Dio del mare cerchi di nascondere le proprie azioni. Il fatto che Temi non si accorga di niente indica che, almeno in quel campo, i poteri di Mnemosine sono superiori a quelli degli altri Titani, e la sua frase "Essa non può nascondersi ai miei occhi" crea un certo parallelismo con Virgo, che nel numero 4 aveva usato parole simili con Fiamma Azzurra. Pur avendo già affrontato Iperione e Ceo, e visto in azione Crio, Oceano, Giapeto e persino Crono stesso, Ioria afferma che il cosmo di Ponto è superiore a qualsiasi altro percepito finora. Anche escludendo Crono, che non ha ancora affrontato il Leone con tutte le sue forze, questo indica che il potere di Ponto è superiore a quello dei Titani. Non è chiaro chi sia il personaggio che appare mentre Ponto parla degli eroi mitologici, ma il fatto che stringa in mano una testa mozzata di serpente fa pensare ad Ercole, o forse Perseo. Come giustamente ricordato da Ponto, nella mitologia greca non è raro che gli eroi ricevano aiuti o armi dagli Dei, che li aiutano a portare a termine le loro imprese. Questi aiuti corrisponderebbero al concetto di provvidenza, e sono quindi un dono volontario degli Dei e non un fatto casuale. I motivi per cui gli Dei concedano il loro aiuto non vengono spiegati, ma solitamente era per portare a termine i propri piani o vendette personali, servendosi degli uomini come di strumenti inconsapevoli. È per questo stesso motivo che Ponto ora dona la Dunamis, ovvero il cosmo divino, a Ioria, pur sapendo che questo lo trasformerà in una belva assassina. Il concetto di Dunamis è nuovo nel mondo dei CdZ e non è mai stato citato nella serie classica o in altre opere, ma potrebbe corrispondere al nono senso di cui si parla nell'Hypermyth. Rifiutando di cedere alle tenebre, Aioria ha apparentemente respinto il dono della Dunamis, anche se questo non preclude la possibilità che riesca a raggiungere tale stato con le sue sole forze, come si vedrà nei prossimi capitoli di questo numero.

Nota: Grazie ad Aledileo del forum, senza il quale quest'analisi sarebbe stata pronta solo tra parecchi mesi.