SAINT SEIYA EPISODE G N12

COLUI CHE RECA CON SE UN UNIVERSO

Personaggi Presenti: Aioria, Shaka, Shura, Milo, Aldebaran, Camus, Iperione, Giapeto, Temi.

Data: Incerto, probabilmente 28 Aprile 1979;

Lunghezza: 44 pagine in b/n.

Nelle sue stanze, nella parte più alta del Labirinto di Crono, Iperione avverte l'arrivo degli esseri umani tra le ombre del Tartaro, e avverte che, qualunque sia la ragione che li ha condotti lì, il loro destino è la morte. Accanto a lui, Giapeto concorda, aggiungendo "Non permetteremo che intralcino il nostro avvenire". Dal momento che i nemici hanno varcato i cancelli del loro territorio, il Titano è deciso ad affrontarli mostrando tutta la propria forza, come aveva promesso tempo addietro, e se Aioria è lì per salvare Lythos, così lui vuole proteggere "L'oggetto del mio amore. Le pene degli uomini non sono nulla se paragonati ai suoi patimenti". Detto questo, Giapeto chiede a Temi di rilasciare i Planetes, e la donna, sedutasi sul proprio trono, acconsente a scatenare sui nemici il castigo divino. Un istante dopo, un cosmo immenso si abbatte come un fulmine sull'intero Labirinto, venendo distintamente percepito dai Cavalieri d'Oro, che ne commentano le enormi dimensioni. Aioria dichiara di non temerlo, ma nello stesso momento Giapeto compare davanti a lui attraversando le dimensioni, e toccandolo al torare con la punta del bracciale, crea una specie di buco nero. Un attimo dopo il Titano scompare, ma prima che i Cavalieri possano decidere cosa fare, la sfera sul petto di Aioria si ingrandisce, inghiottendo il ragazzo e separandolo dai compagni. Un attimo dopo, il Leone si ritrova in una landa tenebrosa, sovrastata da nere colonne. "Tutte le zone buie dell'universo sono formate dalla materia su cui ora poggi. La forza suprema che espande all'infinito l'universo è la fonte della potenza di noi Dei. È il cosmo predisposto alla distruzione di ogni cosa. È la Eskatos Dunamis, concessa alle sole divinità!" spiega Giapeto, per poi continuare dicendo che la presenza del Theos Sema permette ai Titani di combattere con tutte le loro forze, e che tale potenza, per ora limitata al Tartaro, potrà presto essere usata liberamente sul mondo esterno. Il Dio poi indica il cielo, e il creato stesso sembra scatenarsi contro Aioria, per effetto della creazione del Melas Planetes, il pianeta oscuro la cui vera essenza è strumento di morte in mano a Giapeto. Temi, seduta sul proprio trono sospeso in aria, spiega che "La forza di un Dio è il mondo stesso. I Titani posseggono universi e astri ai quali sovrintendono. Tali pianeti vengono rimpiccioliti tramite i loro poteri, ma in realtà sono veri e propri mondi abitati da molte specie viventi. Forme di vita che non hanno nulla a che vedere con voi terrestri. E se noi Titani bramiamo la pugna, anche i pianeti mostrano le zanne!". L'intero mondo su cui Aioria si trova si innalza ad assorbire la Eskatos Dunamis, grazie alla quale tutti i suoi abitanti potranno usare il proprio cosmo divino contro il Cavaliere del Leone. Il ragazzo è impressionato alla visione di quel mondo, i cui satelliti lo circondano come lame di tenebra, e non sa bene cosa fare. Dopo qualche esitazione, decide di attaccare Giapeto stesso e sferra il Lightning Bolt, ma la saetta viene intercettata dal Pianeta, che si muove a difesa del suo creatore. Spinti dal desiderio di lotta di Temi e Giapeto, degli esseri enormi si ergono contro Aioria, attaccandolo con le loro armi: è l'Hex Aster Xiphos, la cui potenza travolge in pieno il guerriero, sovrastato da una forza così diversa dalla sua. Per di più, quel cosmo è inaccessibile dall'esterno. "Nessuno potrà trarti in salvo. Ti spegnerai tra fiumi di lacrime, lanciando grida che nessuno udirà!" minaccia Temi, sorridendo mentre le enormi lame dei suoi esseri stanno per abbattersi su Aioria. In quel momento però, Shaka compare a difesa del compagno, proteggendolo grazie al Kaan e fermando l'assalto. "Egli ha salvaguardato la mia vità, quindi ho giurato che avrei fatto altrettanto in qualunque frangente!" avverte il custode della sesta casa, pronto a combattere insieme all'amico.

Glossario: Melas Planetes: Pianeti Neri; Hex Aster Xiphos: Xiphos delle Sei Stelle

Manga: Il capitolo è presente nel manga n 23 Manga Planet.

La logica, questa sconosciuta: Sia le tecniche di Giapeto che la rappresentazione del Tartaro sono abbastanza spiazzanti (vedi Note). Per quale motivo Giapeto attacca proprio Ioria? Giapeto dice che i Titani possono ricorrere alla loro vera forza solo nel Tartaro, ove il Theos Sema risplende in cielo, ma nel duello con Mur sembrava pronto a fare lo stesso anche sulla Terra, prima ancora che il sigillo ricomparisse.

Note: "La forza di un Dio è il mondo stesso". Un capitolo decisamente bizzarro, appesantito dalle lunghe, ma necessarie, spiegazioni che prendono la maggior parte delle pagine. L'idea che i Titani, in quanto divinità, abbiano creato dei pianeti e siano in grado di controllarli ha senso, e ben serve a mostrare la loro immensa forza, ma la rappresentazione di questi pianeti come giganti armati di spade con una galassia a spirale al centro della fronte è spiazzante. Iperione, dopo aver affrontato Ioria nel numero 10, ora avverte la presenza di Capricorn e gli altri Cavalieri d'Oro sopraggiunti. Da questo capitolo in poi, la terra dei Titani in cui si svolgono gli eventi viene indicata essere il Tartaro stesso. Questo spiegherebbe perchè lo spirito di Crono e le Soma degli Dei si trovassero proprio lì quando Ponto li ha liberati, ma rende un pò strana la presenza dell'intero palazzo o degli abitanti del popolo dei Titani, ed in generale rappresenta in maniera fin troppo tranquilla il luogo che dovrebbe essere il fondo dell'inferno. Una possibile spiegazione è che questo sia solo un livello del Tartaro, il che giustifica anche la liberazione dei Giganti alcuni numeri fa. Giapeto accenna allo scontro avuto con Mur nel numero tre, al termine del quale venne richiamato da Crono prima di poter mostrare tutta la sua forza. Stavolta, il Titano non ricorre al Khora Temnein o all'Hekatonkheir Kalein, ma sfoggia due nuove tecniche, il Melas Planes ed il Hex Aster Xiphos. Il primo sembra essere una tecnica condivisa almeno con Temi, e forse con tutti gli altri Titani, grazie alla quale Giapeto fa comparire, o crea dal nulla, un intero pianeta pieno di abitanti, in modo da sfruttarne il cosmo in battaglia. Tale pianeta è interamente al suo comando, sia per gli esseri viventi che per quelli inanimati, al punto che l'astro stesso mostra un certo livello di volontà e accorre a difesa del Dio, difendendolo con la propria massa e attaccando con getti di energia. I pianeti sono circondati da satelliti dalla forma di lame nere. Tali lame vengono usate nella tecnica successiva, il Hex Aster Xiphos crea sei (hex) giganti armati di xiphos, ovvero la spada a doppia lama usata nell'antica Grecia. Questi giganti assomigliano vagamente ai Ciclopi per dimensioni e forma, ma sono fatti di una sostanza nera sconosciuta, ed al posto dell'occhio hanno al centro della fronte una galassia a spirale. Come si capirà meglio nei prossimi numeri, la maggior parte delle tecniche di Giapeto sono consequenziali, ovvero per eseguirne una è spesso necessario averne precedentemente usata un'altra. In questo caso, il Hex Aster Xiphos sembra poter essere usato solo sfruttando l'energia creata dai cosmi degli esseri viventi creati con il Melas Planes. Per eseguire ambo le tecniche, Giapeto ricorre alla Eskatos Dunamis, ovvero la Dunamis completa di cui Ponto aveva accennato a Ioria nello scorso numero. Per di più, lo scontro si svolge in un luogo non ben specificato, lo stesso in cui si forma la materia delle zone buie dell'universo, che potrebbe essere lo spazio interdimensionale in cui Giapeto viaggia per andare da un posto all'altro, o una manifestazione del suo cosmo. Questo luogo è inaccessibile ai più, ma Giapeto e Temi possono accedervi normalmente, ed anche Virgo mostra di esserne in grado. Sul finire del capitolo, il custode della sesta casa accenna agli eventi del numero 6, in cui Ioria lo difese da Ceo rischiando la vita. In quell'occasione, Virgo gli promise di fare altrettanto un giorno, ed ora mantiene quell'impegno. Viene rivelato che Giapeto e Temi sono sposi, il che non corrisponde al mito, e che soffrono per il fato di uno dei loro figli, la cui identità sarà svelata nel prossimo numero.