SAINT SEIYA EPISODE G N13

COLUI CHE ESTRAE L'ANIMA

Personaggi Presenti: Shura, Crio, Camus, soldati dei Titani, popolo dei Titani.

Data: Incerto, probabilmente 28 Aprile 1979;

Lunghezza: 44 pagine in bianco e nero.

Shura avverte con inquietudine l'affilarsi del cosmo di Crio, che nel frattempo ha conficcato la propria spada nello scudo, infilandola fino all'elsa. Il Cavaliere d'Oro immagina che sia l'arte dell'estrazione della spada, ma non è intimorito perchè, avendo la propria arma già sguainata, sarà di certo più veloce. Si lancia così all'assalto, frantumando i cristalli di Oricalco, ma Crio riesce lo stesso a schivarlo senza estrarre la spada. Temendo un attacco dal basso, Shura si prepara a difendersi, ma con una mossa a sorpresa il Titano estrae la spada dallo scudo, e con quest'ultimo centra il nemico con un montante, colpendolo in pieno mento. Paralizzato per diversi secondi a causa del danno cerebrale seguito all'impatto, l'eroe teme che Crio voglia sferrare adesso il suo vero attacco. Il Titano però, con un gesto inatteso, si conficca l'elsa in corpo, trafiggendosi da solo. Un fiume di Ichor sgorga dalla ferita, venendo assorbito dall'elsa dell'Aster Blade, e miracolosamente una nuova lama azzurra compare per la spada. Con un solo fendente, Crio travolge Shura e fa a pezzi l'Oricalco, mostrando la sua vera potenza. "Il mio potere consiste in una lama che succhia il sangue, e nell'infinita capacità rigenerante dell'Ichor degli Dei. La spada che per la prima volta riunisce questi due poteri costituisce il mio colpo segreto. E' la divina spada azzurra!" spiega il Titano. Crio ammette di aver provato almeno una volta rispetto per il suo nemico, ed anche se Shura sembra ormai moribondo a terra, decide di concedergli una morte onorevole, trafiggendolo con tutta la forza. "Tu vivrai insieme al mio cosmo in una divina eternità!". Intanto, la salamandra di fuoco continua a lanciare le sue fiamme contro il portone, ed il popolo dei Titani è felice di seguire quella luce che li condurrà sulla terra tanto bramata. Camus però congela il fuoco con il proprio ghiaccio, tramutando la via di luce in una strada bianca. Il popolo dei Titani osserva con stupore, sorpresa e sgomento la fitta nevicata causata dal colpo di Acquarius, finchè una bambina si accorge che il ghiaccio, insinuandosi nelle crepe del terreno, sta impedendo al loro mondo di crollare. "Quell'uomo, pur combattendo contro le nostre divinità, ci sta proteggendo" capiscono le persone. "Il compito di un Cavaliere d'Oro non è solo fermare l'avanzata delle armate nemiche, ma anche aiutare la gente che soffre. Avere qualcuno da proteggere conduce alla vera forza!" afferma Camus, che pur essendo stato costretto ad impedire l'apertura del portone, per proteggere il Santuario, non intende comunque voltare le spalle ai sudditi dei Titani. Intanto, con una mossa a sorpresa, Shura ha fermato a mani nude l'attacco di Crio, per poi allontanarsi e spostare l'Aster Shield con un calcio volante, simile al Jumping Stone di poco prima. "Sappi che la prossima volta che sferrerai il tuo colpo segreto, distruggerò la lama che con il tuo cosmo e la tua vita hai splendidamente tinto d'azzurro!" minaccia il Cavaliere d'Oro. Crio non è preoccupato, e avverte che il suo prossimo assalto sarà ancora più veloce, ma Shura è forte del cosmo e delle speranze di tutti coloro che ha sconfitto in passato, e che ora si porta nel cuore. Pronto a tutto, l'eroe si lancia all'attacco.

Glossario: /

Manga: Il capitolo è presente nel manga n 26 Manga Planet.

La logica, questa sconosciuta: Un danno cerebrale abbastanza grave da causare una paralisi del corpo intero dovrebbe avere effetti ben più gravi e prolungati, rendendo possibile persino un'emorragia intracranica.

Note: "Ha trasformato in una spada il suo cosmo e il suo Ichor". Un capitolo molto tecnico e movimentato, che solo nel finale vira verso l'epico, ricordando che Shura combatte portando nel cuore il ricordo delle sue precedenti vittime, tra cui ovviamente Aiolos. L'arte di estrazione della spada è una disciplina in cui lo spadaccino, tenendo la lama nel fodero e sguainandola con un gesto velocissimo solo all'ultimo momento, sorprende l'avversario, che è incapace di prevedere la direzione del suo attacco. E' stata già vista e citata in passato nella serie classica, in occasione dello scontro tra Toro e Pegasus, ed in particolare in un flashback dell'anime. Lo scudo di Crio è abbastanza resistente e maneggevole da poter essere usato anche come arma. Il pomo sull'elsa della spada di Crio ha una minuscola testa umana, capace di assorbire il sangue o l'Ichor, e di usarlo per potenziare la lama o crearne una del tutto nuova. In questo caso, Crio si trafigge da solo, contando sul fatto che il suo sangue divino sanerà rapidamente la ferita, ed usa l'Ichor per creare una lama azzurra, sottile come una vera spada e abbastanza tagliente da fare a pezzi anche l'Oricalco. I poteri curativi dell'Ichor sono stati citati numerose volte in Episode G, come al termine del duello tra Giapeto e Ioria in questo stesso numero. Rivediamo le abitazioni, in realtà dei veri e propri palazzi, in cui vive il popolo dei Titani, composto dai soldati e dalle loro famiglie, che hanno seguito i loro Dei nel Tartaro. Inizialmente introdotti solo come ulteriori nemici al seguito di Iperione, il loro lato umano è stato mostrato nei capitoli in cui i Cavalieri d'Oro hanno fatto irruzione nel Tartaro. Il modo in cui Shura ferma la lama di Crio è lo Shinken Shirahadori, ovvero la tecnica di arti marziali che permette di bloccare una lama fermandone i lati con la pressione delle mani. È ovviamente un riferimento alla serie classica, quando Sirio blocca allo stesso modo la sua Excalibur.