SAINT SEIYA EPISODE G N°18

COLUI CHE ANELA ALLA SALVEZZA NELLA LUCE MA SA SOLO GHERMIRE

Personaggi Presenti: Aioria, Crono, Milo, Shura, Shaka, Camus, Aldebaran, Lythos, Belva d’Ambra, Armatura di Giada, Drago di Perla.

Data: Incerto, probabilmente 28 Aprile 1979;

Lunghezza: 28 pagine in b/n.

Crono rifiuta la proposta di pace di Aioria, affermando che la giustizia di cui i Cavalieri vanno tanto fieri è solo un inganno, costruito sugli eccidi e gli inganni perpetrati da Zeus. La pace è quindi solo un’illusione, una menzogna suicida. Aioria ribatte che magari le cose stanno davvero così, ma lui intende comunque credere nella pace perché crede in due uomini che hanno sempre sostenuto quell’idea: Galan e Aioros. "Ecco perché anch’io ci credo. Perché si tratta del mondo e della pace che persone da me amate hanno voluto proteggere". Il Cavaliere conclude, asserendo che combattere e proteggere sono i doveri di ogni Cavaliere, è il loro destino, nonché quel che hanno giurato ad Atena, e non si tireranno indietro. Crono non è affatto impressionato, anzi contrappone fieramente la propria giustizia, notando come un tempo non aveva nulla, ma adesso possiede dei servitori fedeli, un’armatura, la sua falce e qualcuno da proteggere: Lythos, la gemma brillante di luce che, nel suo momento più buio, gli ha teso la mano e lo ha incoraggiato a venire con lei all’esterno. Chiamandola, le sorride e rinnova l’offerta di accompagnarlo, perché insieme genereranno un nuovo mondo. I Cavalieri d’Oro osservano sospetti la generosità del suo sguardo, notando come per tutta la sua esistenza debba essere stato solo, e per questo ora apra il suo cuore alla prima persona che gli ha mostrato affetto. Non è il comportamento di un sovrano, ma di un fantoccio che qualcun altro ha posto sul trono. Aioria si intromette, allontanando Lythos dalla mano tesa di Crono e affermando di aver promesso a suo padre di proteggerla. Lythos stessa, non solo perché appartiene ad Aioria in quanto sua servitrice, ma anche perché secondo lei la Terra appartiene a tutti, non ad una sola persona. Amareggiato dall’aver perso la sua unica gemma, Crono piange lacrime amare e dichiara che tutti loro moriranno, insieme alla pace sulla terra. Belva d’Ambra, Armatura di Giada e Drago di Perla attaccano all’unisono, costringendo Shura e Camus a combinare le loro tecniche. Anche così, riescono appena a difendersi dall’innalzarsi della Dunamis di Crono, assetata di sangue. Grazie al diversivo creato dagli amici però, Aioria riesce a raggiungere il nemico per cercare di affrontarlo di persona, in nome di tutti gli esseri viventi del pianeta, e del loro futuro che Crono vorrebbe ghermire.

Glossario: Armatura di Giada: Hoplisma Nephritis; Belva d'Ambra: Teru Elektron; Drago di Perla: Dracon Margarites

Manga: Il capitolo è presente nel manga n° 36 Manga Planet.

La logica, questa sconosciuta: E’ un po’ strano che nessun Cavaliere d’Oro obietti alle parole su Aioros, visto che, per quel che ne sanno, è morto da traditore. Sembra che Crono non abbia mai ricevuto affetto, ma nel numero 16 (31 in Italia) aveva riconosciuto in Rea la persona che lo aveva sempre amato, e anche gli altri Titani non gli avevano fatto mancare sentimenti positivi.

Note: "Tu per me sei una vita insostituibile. Una gemma splendente!" 6.5/10. Un bell’approfondimento della personalità di Crono, ma che lascia comunque la sensazione di un capitolo ridondante, che riprende temi già toccati in precedenza. Interessante però il punto di vista del Titano circa le menzogne di Zeus, con riferimento al trucco che usò nei confronti di Hades per costringerlo a dominare l’aldilà: nel mito, loro due e Nettuno dovevano spartirsi il dominio del creato, e lo fecero con il sorteggio delle pagliuzze. Zeus, che aveva preparato lui stesso le pagliuzze, scelse consapevolmente la più grande, ottenendo il dominio del cielo. In realtà, questa versione è quella più diffusa negli adattamenti cinematografici, ma non nel mito, dove anzi spesso non si trattò neppure di un vero inganno, perché Hades stesso preferiva l’aldilà ed era soddisfatto del suo regno. È possibile che Okada abbia volontariamente scelto questa strada per indicare che la percezione di Crono è distorta, non aderente alla realtà, ma é altresì possibile che si sia semplicemente basato su una delle versioni meno diffuse del mito. Aioria usa il nome completo di Galan, Galarian Steiner, scoperto in precedenza nel numero 6 (12 in Italia). Il servitore però non lo usa praticamente mai, preferendo la forma abbreviata, al punto che questa dovrebbe essere solo la seconda volta in cui lo leggiamo nella sua interezza. Crono fa riferimento alla fuga con Lythos, avvenuta nel numero 15 (30 in Italia), quando la bambina, percependone la solitudine, lo convinse a seguirla verso il mondo bagnato dalla luce del sole. Il suo discorso omette tutti gli altri Titani, inclusa Rea, al punto da mettere in dubbio che Mnemosine gli abbia restituito proprio tutti i ricordi. Di certo, la sua personalità non collima del tutto con quella che aveva in forma di spirito, prima di liberare la Megas Drepanon. I commenti dei Cavalieri d’Oro invece sottolineano come Crono non abbia mai avuto genitori su cui contare come punti di riferimento, visto che Urano era suo nemico e Gaia/Gea sostanzialmente si servì di lui come guerriero.