SAINT SEIYA EPISODE G N7

COLORO CHE INFIAMMANO L'EMBLEMA

Personaggi Presenti: Shura, Lama Cinerea, Ponto, Iperione, Giapeto, Ceo, Crio, Tia, Rea, Mnemosine, Febe, Teti, Temi, Oceano, Crono, Mur, Aldebaran, Shaka, Sacerdote, soldati di Zeus, soldati dei Titani.

Data: Incerto, probabilmente 27 Aprile 1979.

Lunghezza: 44 pagine in b/n.

Al Labirinto di Crono, i simboli dei Titani si infiammano, proiettando in cielo un emblema infuocato simile ad una meridiana. L'emblema è il Theos Sema, simbolo di fedeltà dei Titani per Crono, il cui ritorno è ormai imminente. I Titani discutono tra loro, tutti desiderosi di liberare Crono dalle saette di Zeus ed a muovere guerra al signore dell'Olimpo. Oceano ricorda come, millenni or sono, i fulmini di Zeus precipitarono tutti loro nel Tartaro, ma Mnemosime puntualizza che proprio grazie alla lunghissima prigionia i loro cosmi sono diventati ancora più potenti, espandendosi senza sosta. Iperione, certo della superiorità dei Titani sulle divinità Olimpiche, dichiara che presto vi sarà una nuova Titanomachia, che però si concluderà con la loro vittoria. Intanto, in Jamir, Aldebaran ha appena finito di ristrutturare la torre di Mur, danneggiatasi nel corso del combattimento tra il cavaliere d'oro e Giapeto. Mur, troppo debole per riparare la torre da solo, ringrazia l'amico e gli consegna una lettera, appena arrivata dal Grande Tempio. Aldebaran comprende che è ora di tornare in Grecia, ma Mur lo avverte di fare attenzione perchè un cosmo oscuro è appena apparso sul mondo. Al Grande Tempio, Shaka ha udienza con il Grande Sacerdote. Entrambi sono preoccupati per la comparsa di questo nuovo cosmo, la cui presenza ha vanificato l'opera di purificazione fatta dal cavaliere della Vergine in India. Il Sacerdote afferma che è come se le porte del Tartaro si fossero aperte, ed i due concordano che l'unico modo per fermare le tenebre è sconfiggere i Titani, che comunque attaccheranno per primi per raggiungere la Megas Drepanon. Il Sacerdote parla a Shaka del Chronos Labyrinthos, la fortezza di Crono protetta dalle case degli altri 11 Titani, ed afferma che, quando anche il Dio si sarà risvegliato, il sigillo divino chiamato Theos Sema sarà completo. Il potere del Theos Sema risveglierà negli uomini gli istinti più malefici e violenti, causando un conflitto senza causa che porterà a migliaia di vittime, ed infina alla Titanomachia. A causa del risveglio di 11 dei 12 Titani, il potere del sigillo sta già iniziando a manifestarsi, e per questo i nemici vanno fermati. Il Sacerdote comunque è convinto che nessun nemico riuscirà a raggiungere il Grande Tempio, anche perchè uno dei cavalieri è già sceso in campo contro di loro. Nella città di Grevena infatti, decine e decine di soldati dei Titani giacciono al suolo privi di vita, ed i pochi superstiti osservano con terrore il loro carnefice: Shura del Capricorno. Il cavaliere d'oro continua a mietere vittime con la sua Excalibur, ma quando alcuni soldati cercano di indietreggiare, si ritrovano davanti al Gigante Lama Cinerea. Costui, furioso verso i traditori, li uccide con le enormi lame che porta sulle braccia, poi si prepara ad affrontare Shura, certo della propria superiorità. Il cavaliere d'oro però blocca facilmente il primo assalto del nemico, e poi ne frantuma una delle lame grazie ad Excalibur.

Glossario: Lama Cinerea: Spate.

Manga: Il capitolo è presente nel manga n 13 Manga Planet.

La logica, questa sconosciuta: Considerando che i Titani sono divinità greche, è un pò strano che i loro nomi siano indicati sul Theos Sema da caratteri giapponesi. Esattamente chi ha portato la lettera del Santuario fino in Jamir ?

Note: "Il nome di tale guerra è Titanomachia !". Un capitolo abbastanza interessante, il cui scopo principale è chiaramente fare da prologo alla guerra tra Titani e Cavalieri d'oro, ormai imminente. La ricomparsa del labirinto, e l'aspetto del sigillo, molto simile ad una meridiana, fanno pensare ad una nuova versione della corsa per le dodici case, con i cavalieri d'oro al posto dei cinque protagonisti e il Chronos Labyrinthos al posto del Grande Tempio. A quanto pare, ad ogni Titano corrisponde uno spicchio dell'emblema di fuoco, indicato dall'arma che fa da Soma a quel guerriero e da un simbolo in caratteri Giapponesi. Al momento, lo spicchio di Crono, il cui simbolo è la falce, è l'unico ancora spento, chiaramente perchè il Dio non si è ancora liberato dal sigillo di Zeus ed è sulla Terra solo sotto forma di cosmo. All'interno del labirinto di Crono c'è una voragine simile a quella del castello di Hades vista nella serie classica, e dai dialoghi sembrerebbe essere un collegamento per il Tartaro, la parte più profonda dell'Inferno. Il ritorno degli otto Titani mancanti sembra aver finalmente convinto Iperione a fidarsi di Ponto, sebbene le motivazioni del Dio ancestrale restino sconosciute. A giudicare dalle parole di Mnemosine ed Iperione, il cosmo dei Titani è cresciuto in seguito alla prolungata prigionia nel Tartaro, verosimilmente a causa delle sofferenze subite che ne hanno temprato lo spirito. Curiosamente, le Soma di Tia, Temi, Mnemosine e Febe hanno ampie scollature, mentre quelle di Rea e Teti sono integrali. Ritroviamo Aldebaran, assente dal numero 3. Scopriamo ora che era rimasto per circa una settimana in Jamir per aiutare Mur a riparare la torre, andata quasi distrutta nel combattimento con Giapeto. Tale gesto conferma l'amicizia tra i due, intuita più volte nel corso della serie classica ma mai chiaramente mostrata. Alla fine, Mur, che da questo numero in poi viene chiamato Mu come nella versione giapponese, decide di restare in Jamir perchè impegnato a riparare armature. È la stessa scusa che ha usato per non prendere parte alla riunione del numero 1, ma non è chiaro se tali armature esistano realmente, dal momento che non dovrebbero esserci molti cavalieri in attività in questo periodo. La partenza di Aldebaran ed il suo arrivo in Grecia saranno mostrati nello speciale di apertura del numero 9. Virgo è di ritorno dopo la missione dei numeri 5 e 6, ed ancora una volta sembra poter accedere alle stanze del Sacerdote senza essere stato convocato. Dalle sue parole si evince che l'oscurità prodotta dal cosmo di tutti e 11 i Titani è superiore a quella che aveva annullato in precedenza, che era causata solo da Iperione, Giapeto e Ceo. Non è però chiaro se, per via del Theos Sema, i mostri mitologici riprenderanno a tornare in vita. Il Sacerdote sa sia del Theos Sema che del Labirinto di Crono, ed è consapevole degli effetti funesti che l'emblema ha sugli esseri umani, suggerendo che potrebbe portare ad una terza guerra mondiale. È anche interessante notare che Virgo non reagisce in alcun modo ai nuovi paramenti del Sacerdote, non riuscendo ancora una volta ad avvertirne la natura malvagia. Le scene di Grevena continuano direttamente dallo speciale di apertura, indicando che Shura sta combattendo già da qualche ora contro le armate nemiche. Dopo Fiamma Azzurra, Lava Rossa, Vento Bianco e Fulmine Nero, Lama Cinerea è il quinto gigante (su nove) ad apparire. Come suggerisce il nome, la sua arma sono due grosse lame montate sui bracciali, la cui resistenza però non è al livello di Excalibur. Questo è il primo capitolo di Episode G in cui non compare Ioria.