SAINT SEIYA OMEGA - EPISODIO N°54

CHE IL CORAGGIO MI DIA LA FORZA! CHE LA MIA ARMATURA RINASCA!

Disegnatori Kakudo Hiroyuki

Data: Estate 2005 circa.

Personaggi presenti: Koga, Subaru, Yuna, Soma, Ymir, Methone, Kiki, Raki, Ryuho.

Koga e Soma corrono verso il Jamir, seguiti da un ben più impacciato Subaru, e lì contano di incontrare Kiki, per chiedergli di riparare l’armatura del Leone Minore. Non sono i soli ad aver avuto questa pensata, anche Yuna infatti si trova in zona ed ha già raggiunto la torre di Kiki, dove viene accolta dal Cavaliere d’Ariete e da Raki, felice di rivederla. Invitata ad entrare, porge a Kiki la Cloth Stone danneggiata, e spiega di aver bisogno della sua armatura perché, leggendo le stelle, ha scorto di nuovo l’oscurità minacciare la luce di Atena. Acconsentendo, Kiki la ricopre con la Stardust Sand ed impugna i suoi attrezzi, facendo comparire il totem danneggiato dell’armatura. Dopo aver spiegato che quella è la vera forma della corazza, Kiki inizia il suo lavoro, proprio mentre, durante una pausa, Soma informa Koga che, a detta di Geki, anche Yuna si trova lì in Jamir. Quando Subaru chiede informazioni sulla ragazza, Koga gli dice che a renderla speciale non è solo la sua forza, ma soprattutto la sua fede. Alla torre, Kiki termina la sua opera e porge a Yuna la Cloth Stone completamente riparata, ma, quando la ragazza prova a indossarla, scopre di non riuscirci più. L’Ariete allora le spiega che non è un problema di corazza, ma dei dubbi che lei si porta nel cuore. Quella notte, Yuna e Raki guardano il cielo stellato. La ragazza racconta alla piccola amica di essere tornata alla sua città natale dopo la guerra con Mars, e di aver scoperto che il luogo, un tempo abbandonato, ora sta venendo pian piano ripopolato. Ciò l’aveva fatta sentire in pace, felice, e per questo ora ha paura di vivere di nuovo l’esperienza della battaglia, al punto da temere di non poter più affiancare Koga e gli altri. Raki l’ascolta con attenzione e, la mattina dopo, la trascina a vedere un prato fiorito, il suo posto preferito in tutto il Jamir. Arrivate, le ricorda che è grazie ai suoi sforzi se quel prato esiste ancora, come il resto del pianeta. Yuna si rasserena, ma in quel momento compaiono due Pallasite di terza classe, Methone e Ymir, che sono fratello e sorella e sono venuti appositamente per ucciderla. Presentatisi, i due si preparano alla battaglia, ignari che i loro cosmi sono stati percepiti da Kiki. Prima che l’Ariete possa intervenire però, sopraggiungono Soma, Subaru e Koga, sulle cui spalle Kiki nota lo scrigno dell’armatura. Acconsentendo a riparare la corazza di Soma, avverte Koga di quel che sta succedendo, e lo manda ad aiutare Yuna, in grossa difficoltà perché non riesce ancora ad indossare la sua corazza, e perché i nemici non si fanno problemi ad attaccarla con i loro artigli mentre è indifesa. Ad aiutarla è Raki, che getta dei massi contro i Pallasite con la telecinesi, ma anche il suo intervento è di breve durata visto che il Chrono Delayed di Methone la pietrifica istantaneamente. Mentre, alla torre, Kiki inizia le riparazioni sull’armatura di Soma, Methone travolge Yuna con il Madness Claw, lasciando il colpo di grazia alla sorella. Quest’ultima però si trova a ricevere il pugno rabbioso di Koga, che irrompe sul campo di battaglia forte della sua nuova corazza. I due Pallasite lo riconoscono come l’uccisore di Abzu e sono felici di poterlo affrontare, nonostante l’espressione minacciosa di Pegasus, specie alla vista di Raki. Alla torre, Kiki completa le riparazioni e Soma, che non ha il cuore minato dai dubbi, indossa subito la sua nuova, fiammeggiante armatura, per poi correre anche lui in aiuto dei compagni. Ymir e Methone intanto sono in difficoltà contro Koga, che dal canto suo è soprattutto seccato per via delle esitazioni di Yuna. Quando la ragazza, in lacrime, le dice di aver paura di tornare a lottare, Koga blocca l’artiglio di Methone e l’esorta ad avere coraggio e ricordare ciò per cui ha sempre combattuto. Scossa dall’accusa di non aver protetto Raki, Yuna espande finalmente il suo cosmo e crea un muro di vento per impedire ad Ymir di uccidere la bambina. Di nuovo pronta a combattere, riesce finalmente a indossare la sua nuova armatura e rinnova il giuramento di lottare per estirpare paura e tristezza dal mondo. Lei e Koga sono pronti a finire i nemici, ma in quel momento irrompe anche Soma, che convince l’amico a cedergli il posto in battaglia per poter provare la sua nuova corazza. Lui e Yuna ricevono il Twin Madness Klaw dei Pallasite senza subire neppure un graffio, poi scatenano il Lionet Bomber e l’Aquila Spinning Predation, travolgendoli. Malconci, i due fuggono, liberando Raki dagli effetti del Chrono Delayed. Più tardi, i ragazzi, con in spalla gli scrigni delle loro corazze, salutano tutti e partono per la prossima destinazione: i Cinque Picchi, dove Ryuho è seduto in meditazione.

DVD: L'episodio è presente nel 14° DVD e Blu-Ray.

Scene extra DVD: /

La logica, questa sconosciuta: La Cloth Stone di Yuna è molto più grande del solito. La torre in Jamir ora ha una porta, e il panorama sembra cambiato rispetto alla serie classica, come pure è cambiato il colore degli attrezzi di Kiki. L’armatura di Yuna non aveva subito poi tutti questi danni, ma ora ci sono crepe ovunque. La Cloth Stone di Soma non era incrinata nello scorso episodio. Quando Kiki fa comparire il totem dell’Aquila, è già quello della V2 nonostante le crepe. La paralisi del Chrono Delayed blocca a mezz’aria persino le pietre sollevate dalla telecinesi di Raki. Che ci facevano gli scrigni di Leone Minore e Aquila nella torre di Kiki?

Note: 6.5 Un episodio sostanzialmente simile al precedente, ma con un paio di approfondimenti carini su Yuna e Raki, ed il piacevole ritorno di Kiki e gli attrezzi dello Scalpello. Peccato però che i dubbi di Yuna finiscano per sembrare forzati, specie alla luce di quanto visto nella prima serie, e soprattutto che i Pallasite siano i peggiori visti finora, banale ripresa dello stereotipo giapponese della coppia fratello / sorella in cui il primo è un po’ succube della seconda e ne segue gli ordini. Ymir e Methone hanno i nomi invertiti rispetto al mito (Ymir è la donna e Methone l’uomo), ma anche loro riprendono la nomenclatura dei satelliti di Saturno. A differenza di Loge o Tarvos, non chiamano con alcun nome le loro armi, una specie di artiglio montato direttamente sui bracciali, e non contano su alcun supporto come le Pallasite Bees. Possono però ricorrere al Chrono Delayed, a conferma che è un potere di tutte le Chronotector, e non solo di quella di Loge. Nel riparare le armature, Kiki impugna i classici attrezzi usati da Mur, e appartenenti all’armatura dello Scalpello. In realtà questa corazza dovrebbe appartenere ancora a Michelangelo, visto nel 15° episodio, ma è possibile che gli attrezzi siano sempre rimasti nelle mani dei riparatori di armature. Il ragazzo, che mostra una calma e pacatezza degne del defunto maestro, dice che ormai il potere delle armature dei protagonisti ha superato la capacità di contenimento delle Cloth Stone, anche se discorso non regge tanto considerando che le ben più forti armature d’oro non sembrano aver perso la loro forma di gioiello. Come visto in precedenza con le corazze di Scorpione o Bilancia, il totem o object non era comunque mai scomparso del tutto, e Kiki ha il potere di farlo comparire prima di lavorarci sopra. Non utilizza invece il proprio sangue, forse perché le armature, nonostante i gravi danni, non erano morte. Nondimeno, è la prima volta che assistiamo ad un cambio di forma di corazza senza l’uso del sangue di qualcuno. Raki aveva già mostrato i suoi poteri di telecinesi al suo esordio nel 17° episodio, ma ora si circonda persino di un cosmo dorato, che potrebbe presagire un futuro da Cavaliere d’Ariete anche per lei un giorno. Nella serie classica, la torre di Mur era preceduta dal minaccioso deserto dei Cavalieri, infestato dagli spettri di centinaia di guerrieri, ma ora non se ne vede traccia, e l’edificio stesso sembrerebbe essere in un luogo leggermente diverso. La città natale di Yuna, probabilmente sita in Georgia o Russia, era stata devastata da una guerra, in cui erano morti i suoi genitori e tutti i suoi amici, lasciando la ragazza con una sorta di sindrome del sopravvissuto. Ora però scopriamo che si sta ripopolando, forse anche con persone che Yuna conosceva visto che ammette di essersi sentita in pace. In chiusura di episodio, vediamo per la prima volta lo scrigno dell’Aquila, con ali simili a quelle di Pegaso e la testa dell’uccello di profilo. Subaru conosce di fama i Cinque Picchi e sa che sono il luogo d’origine del Cavaliere del Dragone. A tal proposito, il gruppo si sta ricomponendo nello stesso ordine dei primi episodi della serie: Koga nel primo episodio, Soma nel secondo, Yuna nel terzo e Ryuho nel quarto.