SAINT SEIYA LOST CANVAS

CAPITOLO 190 - NUDO

Personaggi Presenti: Pandora, Tenma, Partita.

Data: 1743

Lunghezza: 20 pagine in b/n.

Lievemente sorpresa dalla trasformazione dell’armatura, Partita avverte che comunque è solo placcata d’oro e nulla più. Tenma però non ne è convinto, perché quella doratura è frutto del sangue di Asmita, e del sacrificio di tutti coloro che sono morti per lui, dei cui sentimenti si è fatto carico fino a marcarli nella propria anima, esemplificata da quella corazza. Effettivamente, il suo primo pugno sembra dargli ragione: Partita lo intercetta con il proprio, ma il bracciale della Surplice va in pezzi e la donna viene spinta un po’ indietro. Continua comunque a provocare il figlio, chiedendogli se la ferita sul petto gli faccia male, ma Tenma, vessato dall’essere obbligato a combattere contro sua madre più che da qualsiasi sofferenza fisica, attacca di nuovo. Intanto, Pandora riprende i sensi, scossa dal cosmo di Pegasus ma amareggiata dal destino che ha reso nemici madre e figlio. A un tratto, vede Partita ghignare e, riflettendo, ricorda che il gufo non esiste né tra i Cavalieri né tra gli Spectre, rendendo ancora più misteriosa l’origine della donna, e soprattutto le sue reali intenzioni. In quel momento, Partita blocca facilmente il pugno del figlio e lo colpisce, facendo a pezzi la sua armatura dorata. Ora nulla potrà impedirle di estrarre la sua anima.

Glossario: /

Manga: Il capitolo è stato pubblicato nel numero 43 della Panini Comics.

La logica, questa sconosciuta: L’armatura rinata con il sangue dorato era la V2, non questa V3 (vedi Note). Pandora si ricorda solo ora che non dovrebbe esistere uno Spectre del Gufo?.

Note: Come ormai da tradizione, Tenma ricorda la lunga scia di persone morte per aiutarlo, in questo caso Asmita, Yunkas, El Cid, Sisifo e Yato, e in particolare il sacrificio del primo, che nel lontano volume 4 riparò la sua armatura in pezzi con il proprio sangue, facendola evolvere in V2. In seguito, anche la V2 venne distrutta - senza che Tenma sembrasse curarsene più di tanto - rinascendo come V3 dopo l’addestramento ad opera di Deftero sull’isola di Kanon. La serie classica ha stabilito che il sangue di un Cavaliere d’Oro è un catalizzatore in grado di dorare un’armatura di grado inferiore se il possessore riesce a raggiungere un cosmo paragonabile, quindi il fatto che accada solo ora indica che Tenma non aveva mai totalmente raggiunto il settimo senso in passato. Nel manga, solo l’armatura effettivamente bagnata dal sangue d’oro può indorare, e infatti alle V3 non accade nemmeno quando Pegasus e soci superano il settimo e raggiungono l’ottavo senso per entrare in Ade. Nell’anime e, più di recente, in Next Dimension, il potere del sangue dorato sembra invece permeare anche le evoluzioni successive dell’armatura, come ora accade qui. La doratura era stata già chiamata placcatura in passato, da Krisaore nei confronti di Sirio, e tutte le fonti concordano nel dire che queste corazze, seppur vicinissime, non hanno la piena forza di quelle d’oro. Alla fine, Partita la disintegra con lo sguardo, come Nettuno fa con Pegasus nel tempio marino. Curiosamente, tra i morti sulla coscienza di Tenma stavolta non si vedono Rasgado e Manigoldo, ma è possibile siano nascosti dal suo corpo visto che la scena è ottenuta unendo varie pagine dei numeri corrispondenti. Pandora ricorda che tra Spectre o Cavalieri non dovrebbe essercene nessuno avente come simbolo il gufo, segno che conosce non solo i simboli di tutte le 108 stelle malefiche, ma anche le 88 costellazioni. Curiosamente però, nel 1776, ovvero una trentina d’anni dopo questi eventi, venne brevemente creata proprio una costellazione della Civetta, oggi scomparsa.