SAINT SEIYA LOST CANVAS

CAPITOLO 27 - IL GRANDE PECCATORE

Personaggi Presenti: Tenma, Yato, Yuziriha, Asmita di Virgo, Doko, Toro.

Data: 1743 circa.

Lunghezza: 20 pagine in b/n.

Tenma è stupito nel vedere un cavaliere d'oro comparire dalla cascata di sangue, e si chiede cosa faccia in Ade. L'uomo, sospeso a mezz'aria in posa da meditazione e con gli occhi chiusi, si presenta come Asmita della Vergine, ed accusa Pegasus di aver peccato contro gli Dei, sfidando persino colui che governa la morte. Al Grande Tempio, Libra chiede al cavaliere del Toro il permesso di passare per la sua casa, in modo da tornare alla settima. L'enorme guerriero, in piedi davanti al proprio tempio con le braccia incrociate, saluta il compagno, che fino a quel momento si era occupato di difendere la casa dell'Ariete al posto di Sion, e gli chiede se ora stia tornando a proteggere quella della Bilancia. Doko annuisce, spiegando che Sion sta per tornare e quindi la sua presenza non è più necessaria, ma ammette anche di essere preoccupato per le notizie portate dal messaggero del Jamir, secondo cui gli Spectre sono praticamente immortali, e quindi il sacrificio di Albafica è stato inutile. Toro rincuora allora il compagno, ricordandogli che anche il suo allievo Tenma sta per tornare in vita. Doko sorride, affermando però che il ragazzo aveva una naturale predisposizione al cosmo, e che quindi il suo addestramento è stato più che altro simbolico. Ora Tenma per lui è come un fratello minore e gli è molto legato, anche se di tanto in tanto gli dà preoccupazione. Toro è lieto che ci sia un alleato in più in guerra, anche perchè teme che i nemici non siano soltanto gli Spectre, ma anche il misterioso cavaliere di Virgo. Toro confessa di avere dei dubbi sul compagno, che considera ambiguo e non chiaramente schierato al loro fianco visto che, anche in un momento di crisi, invece di farsi vedere preferisce rinchiudersi nel proprio tempio a meditare. Inoltre, il custode della seconda casa non è felice del fatto che Virgo pratichi il buddhismo pur essendo un cavaliere di Atena, per di più nella zona sacra del Grande Tempio, ed è preoccupato per le storie che si rincorrono sul suo conto, secondo le quali sarebbe capace di parlare con Buddha o di teletrasportarsi tra il mondo dei vivi e quello dei defunti. Il guerriero teme quindi che Virgo possa passare dalla parte di Hades, e Libra conferma che una simile eventualità è meglio non considerarla, perchè complicherebbe non poco la guerra. Osservando l'esterno della sesta casa, Doko si chiede quali siano le intenzioni di Virgo in questa guerra, ignaro che, all'interno, il guerriero è impegnato in profonda meditazione. Intanto, in Ade, Tenma intuisce che è stato proprio Asmita di Virgo a paralizzare Yato e Yuzuriha e non capisce il motivo per cui un alleato abbia fatto una cosa del genere o mostri un cosmo così aggressivo, come un nemico. In quel momento, Asmita inizia a parlare, dicendosi deluso dell'aspetto mingherlino di Tenma, colui che ha osato sfidare gli Dei, e criticando Atena, che non ha intuito quanto lunga sarebbe stata la guerra. Secondo Virgo dunque, Hades finora è l'unico che si è dimostrato previdente. Tenma è immediatamente irritato da queste parole, per di più provenienti da un cavaliere d'oro, e lo accusa di tradimento, attaccandolo con il proprio Fulmine. Per nulla preoccupato, Asmita si difende con la barriera del Khan e, senza confermare nè smentire l'accusa del ragazzo, si limita a spiegare che le emozioni hanno indebolito il suo attacco e reagisce con un semplice gesto, travolgendo l'avversario. Gettato nel fiume in fondo alla cascata, Tenma si rialza a fatica ed osserva con rabbia il nemico, ancora sospeso a mezz'aria. Dal canto suo, Asmita nota che in effetti ci vuole di più per uccidere un Deicida, ma queste parole fanno solo innervosire ulteriormente Tenma, che non capisce il perchè di quell'appellativo. Virgo spiega che, sin dalle epoche più antiche, il cavaliere di Pegasus è sempre stato legato ad Atena, e soprattutto è sempre stato un elemento fondamentale nella lotta tra la Dea ed Hades. Nelle ere mitologiche infatti, un cavaliere di Pegasus riuscì a ferire Hades, cambiando le sorti della Guerra Sacra. Ora però, Virgo non può che criticare lo spirito debole di Tenma, e di conseguenza anche Atena, che lo ha voluto al suo fianco. Sempre più infastidito, Pegasus afferma di non essere interessato a queste questioni, e di voler solo proteggere Sasha e la Terra. Il ragazzo lancia un altro attacco, che ancora una volta però non va a segno a causa del cosmo di Asmita. In quel momento, nella mente di Tenma si fa strada una visione: mentre centinaia di fiori sbocciano, di fronte a lui compare l'immensa figura del Buddha, che sovrasta Virgo. Spaventato, Tenma si chiede se anche il suo avversario sia un Dio, ma Asmita risponde solo che, se riuscirà a sconfiggerlo, potrà avere delle speranze contro Hades, e nel contempo fugare i suoi dubbi.

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Manga: Il capitolo è stato pubblicato nel n 7 Italiano.

La logica, questa sconosciuta: Per scendere dalla settima alla prima casa, Doko deve aver oltrepassato la sesta ed incontrato Asmita, eppure nella conversazione con Toro non fa accenno alla cosa. Tenma cade nella cascata di sangue, ma quando si alza la maggior parte del suo vestito è ancora pulito.

Note: "Se non sei ingrado di uccidere me,non avrai la meglio nemmeno sul re degli Inferi!" Un capitolo molto interessante, che rivela varie informazioni sia su Virgo che su Pegasus, seminando nel contempo indizi che danno ad intendere che ci sono molte cose ancora da scoprire. Il cavaliere di Virgo si chiama Asmita, nome che deriva da asmi, che significa "io sono", ed indica l'identità o il fondersi insieme, per così dire, del potere della coscienza (purusha) col potere della cognizione (buddhi). A quanto pare, possiede la barriera del Khan, come Virgo nella serie classica, può paralizzare i nemici con il cosmo e teletrasportarsi senza sforzo dal mondo dei vivi a quello dei morti. L'immagine che appare mentre Doko e Toro parlano sembra indicare che Asmita stia meditando nel proprio tempio, quindi quella in Ade sarebbe un'emanazione del suo cosmo e non lui in carne ed ossa. Mentre Sion proteggeva Dodorio, Doko aveva difeso al suo posto la casa dell'Ariete, dando a intendere che l'amicizia tra i due esiste già. Il cavaliere del Toro, la cui mole ricorda molto quella dell'omonimo della serie classica, sembra abbastanza in confidenza con Libra, visto che lo tratta con amicizia e non esita e rivelare i suoi timori su Asmita. A quanto pare, Toro preferisce la gente che chiarisce la propria posizione dell'inizio, piuttosto di chi si comporta ambiguamente. Dal modo in cui ne parla, pare che il cavaliere non conosca molto bene il compagno della Vergine, al punto che le informazioni sui suoi poteri vengono da dicerie e voci. Inoltre, viene confermato che al Grande Tempio vige il culto di Atena, e che quindi adorare altri Dei, come appunto fa il Asmita, sia ritenuto quantomeno strano. Doko sembra conoscere leggermente meglio il compagno, o se non altro il suo potere, visto che sembra temere un eventuale tradimento. Sempre Doko, conferma che in Tenma il cosmo era già esistente prima dell'addestramento, cosa scoperta nel 2 capitolo, e che lui si è occupato più che altro di affinarlo, cosa che spiega la breve durata dell'addestramento, solo due anni contro i canonici sei. Secondo Asmita, il cavaliere di Pegasus ad ogni incarnazione è destinato ad essere al fianco di Atena, cosa che sarebbe già successa nelle Guerre Sacre precedenti. Virgo afferma inoltre che, nelle epoche mitologiche, un cavaliere di Pegasus riuscì a ferire Hades, cosa accennata sia dall'Hypermyth che dal Dio stesso nel n 28 della serie classica. Mentre Asmita parla, si intravedono alle sue spalle Atena e Pegasus nelle rispettive armature divine. L'accenno alle varie guerre passate è corretto visto che, nell'Hypermyth, si accenna a numerosi conflitti contro Nettuno, Ares ed Hades stesso, prima della guerra attuale. Secondo Asmita, il cosmo di Tenma è indebolito dalle emozioni. Un ragionamento simile viene fatto da Acquarius a Cristal nella serie classica, anche se non è detto che sia corretto, visto che molti personaggi hanno mostrato di saper trarre forza proprio dalle loro emozioni. L'immagine dei fiori che sbocciano si è già vista nel n10 del manga classico, dove simboleggiava la nascita di Virgo.

Grazie ad Aledileo del forum per la spiegazione sul significato del nome di Asmita.