EDEN PRESENTA:

Questa è la mia vita…

"RYUSEIKEN!!!!! "

La moltitudine di stelle cadenti si scagliarono sull’armatura color blu scuro del suo avversario, ma, a differenza delle altre volte, l’avversario non sembrava risentire di quel colpo che molti altri nemici avevano temuto più della morte.

Seiya, bronze saint di Pegasus, insieme ai suoi compagni, stava combattendo una dura battaglia contro un dio, Morpheus, dio del sonno, che , per vendicare l’amico Hades, aveva fatto scendere sul Santuario una spessa coltre di nebbia, addormentando tutti i gold e i silver saint, compresa la loro Dea, Athena.

Fu difficile trovare il nascondiglio della maligna divinità, ma ora era lì, davanti a loro. Dovevano sconfiggerla, altrimenti tutti i loro compagni sarebbero rimasti addormentati per l’eternità.

I cinque bronze circondavano il dio, ognuno pronto a scagliare il suo colpo segreto: Shiryu era teso e concentrato, come sempre, pronto a trovare il punto debole avversario; Hyoga gelido e freddo era in posa per l’Aurora Execution; Shun, che lasciava intendere dai suoi dolci occhi il suo dispiacere, stava scatenando lentamente la sua Nebulosa; Ikki, tenebroso e duro, stava agitando le braccia, pronto per scagliare le sue Ali della Fenice; e infine Seiya, furioso per il precedente colpo andato a vuoto, espandeva il proprio cosmo puntando occhi misti di odio e tenacia verso il dio.

Morpheus, in mezzo ai cinque santi, sembrava distaccato e indifferente: aveva lunghi capelli argentei, due occhi ambrati ma spenti, e indossava una leggera armatura blu scuro, che copriva interamente il suo corpo longilineo e poco muscoloso. Guardò uno a uno i saint e disse con voce scocciata: "Siete sicuri di voler iniziare sul serio? Siete ancora in tempo per salvarvi."

"Non scapperemo!" Rispose deciso Seiya "A meno che non liberi dalla tua prigionia il Santuario!"

"Questa e dunque la vostra scelta? Allora il destino per voi sarà triste." Disse espandendo il suo cosmo divino in modo tranquillo e minaccioso allo stesso tempo.

"ANDIAMO RAGAZZI! RYUSEIKEN!!!!!"

"ROZAN SHORYUHA!!!!"

"AURORA EXECUTION!!!!"

"NEBULOSA STORM!!!"

"HOUYOKU TENSHO!!!"

Le tecniche segrete dei bronze saint si dirigevano alla velocità della luce verso il dio che, sistemandosi i capelli, disse infastidito "E’ ora che i bambini vadano a dormire. DREAM’S DUST!!!" Una moltitudine di polvere argentata usci dalla mano di Morpheus, generando un tornado che lo difese dalle tecniche dei saint di Athena, e che poi si scatenò con una forza maggiore rispetto alla Nebulosa di Andromeda sui cinque eroi, facendogli perdere i sensi.

 

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"SEIYA!!! SEIYA!!! SVEGLIATI DORMIGLIONE!!!"

Seiya si alzò di sbotto da un letto, vestito con un pigiama azzurro e con i capelli arruffati.

"Ma dove mi trovo? E chi…. SEIKA!" Il saint non ci poteva credere. La sua amata sorellina era lì, in quello strano posto, vestita con una divisa scolastica, che lo guardava a meta strada tra il deluso e l’arrabbiato.

"SEIKA!" disse abbracciandola "FINALMENTE TI HO TROVATO! ERANO ANNI CHE TI CERCAVO !!"

"1° Sei in camera tua, in casa tua, a Tokio. 2° Staccati da me. 3° Perchè diavolo mi cercavi, che ci siamo dati la buonanotte ieri sera?" Disse Seika staccandosi con forza da suo fratello.

"Ma come? Non ti ricordi? L’orfanotrofio, io che partivo per la Grecia ?"

"Fratellino, sei sicuro di stare bene?" Disse la ragazza con preoccupazione "Sei sicuro di non aver fatto un brutto sogno troppo realistico? Ti ricordi quando e capitato a me, che addirittura mi ero dimenticata come mi chiamavo e dove abitavo? Per fortuna che mi è ritornata la memoria dopo un paio di ore."

*E se fosse stato davvero tutto un sogno?* Pensò Seiya. *Athena, le dodici case, Asgard, il mondo sottomarino, l’Ade, i saint?!* "Si, forse è stato solo un brutto sogno." Disse sorridendo alla sorella.

"Bene, allora sbrigati! Perché se non mi ricordo male, oggi hai un compito di Latino."

*Perché non continuavo a sognare di essere un Saint* Pensò sconsolato Seiya mentre si vestiva.

 

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"Sbrigati Seiya!!!! Che perderemo la Metropolitana!!!" Disse Seika mentre correva a perdifiato lungo il marciapiede, seguito subito dopo dal fratello.

"Non ti preoccupare, sempre meglio questo che una corsa per le Dodici Case!" Ripose sorridendo Seiya con tono divertito.

"Eh?" Disse confusa Seika guardandolo, pur non smettendo di correre.

"Niente, Niente! Muoviamoci!!!"

Dopo una lunga corsa arrivarono giusto in tempo alla Metrò, salendo proprio tre secondi prima che le porte si chiudessero.

"Giusto in tempo!" Disse Seiya con espressione trionfale, cercando di farsi largo tra la folla di pendolari, fino a quando non si scontro con una figura famigliare con lunghi capelli neri.

"Shiryu!" "Ciao Seiya, Seika. Anche oggi in ritardo, eh!" Disse il "saint del Dragone"

"Tu lo sai. Non è tanto Seika che fa tardi, ma quel pigrone del fratello" Commento freddo una figura bionda affianco a loro. "Hyoga!" "Che c’è? Prendiamo sempre la metropolitana insieme." Disse sorpreso il "saint del Cigno". "Non lo prendere alla lettera, Hyoga. Oggi Seiya è un po’ strano." "Sarà per il compito di Latino" disse malignamente un’altra voce "Dai fratellone! Non lo prendere in giro! Poi scommetto che anche tu non hai proprio studiato." Shun e Ikki erano seduti nei posti a sedere, segno che vivevano proprio dove iniziava la linea della metropolitana.

"Vorrà dire che me li farò passare da te, Shiryu caro." Disse Seiya abbracciando affettuosamente il moro "Non vorrai abbandonarmi al mio triste destino, vero amicuccio mio"

"Seika, questo qui sta benissimo" disse Shiryu staccandosi Seiya da dosso "Per quanto riguarda la tua situazione, Seiya, vedrò cosa posso fare..."

 

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"Grazie ancora per la versione Shiryu caro." Disse allegramente Seiya durante la pausa pranzo, mentre mangiava avidamente il proprio pranzo insieme agli altri nel giardinetto della scuola.

"Non ringraziarmi, e soprattutto non chiamarmi "Shiryu caro", che altrimenti dirò tutto al prof. Saga" rispose Shiryu con tono falsamente scocciato, puntandogli addosso le bacchette da pranzo.

"Ma quello infondo è un pezzo di pane, non punisce mai nessuno" Disse Seiya stendendosi a terra contemplando il cielo azzurro con tante nuvole bianche… prima che una mano femminile non lo tiro per le orecchie.

"Ahia! Ma chi è?!" Disse alzandosi di scatto, per poi osservare una bella ragazza con corti capelli mori e occhi verdi con modi da maschiaccio. "Shaina!?"

"Almeno ti ricordi come mi chiamo!" disse offesa "Ti sei dimenticato che oggi dovevamo pranzare insieme! Maleducato! Non si trattano cosi le signore!"

*Pranzare insieme!? Non vorrà dire che…*

"Ah! Comunque per oggi e confermato" Disse sorridendo di colpo "Alla torre di Tokio alle 19.30 IN PUNTO! Mi raccomando. Ora devo scappare, Marin mi sta aspettando. Bye! Bye!" Detto ciò corse via verso la scuola.

"Sei proprio fortunato Seiya ad avere una ragazza così" Disse malizioso Shun "Sempre se riuscirai a sopravvivere alle sue arrabbiature." Disse con ancora più malizia Ikki.

*Io…. E Shaina….. INSIEME!!!!*

 

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"E’ stata una serata fantastica, Seiya. Posso benissimo dire che ti ho perdonato per oggi" Disse furbamente Shaina "Peccato che sia finita"

Seiya e Shaina, dopo il loro appuntamento, si trovavano in un parco giochi su delle altalene, stando un po’ in silenzio, mano nella mano. Poi lui si alzo, la fece alzare, e si scambiarono un lunghissimo e dolcissimo bacio. "Shaina ti amo…" Disse Seiya. "Anch’io…" Gli rispose lei abbracciandolo.

"Se potessi." Disse ancora Seiya "Ti regalerei una stella." "Come siamo romantici stasera!" Rispose divertita lei. "No! Davvero! Peccato che siamo in città e le stelle non si vedano ben…." Disse lui quando guardo con attenzione il cielo. Era un immenso buco nero, senza stelle, tranne le Tredici Stelle di Pegaso, che sembravano rispendere come diamanti nel cielo.

"Che succede amore." Chiese preoccupata Shaina.

"Shaina… ricordati che ti amo" Detto ciò tutto si frantumò, come se fosse stato di cristallo, e Seiya si ritrovò nuovamente nell’antro di Morpheus, dove il dio la guardava con terrore.

"Chi sei tu?! Come hai fatto a sfuggire alla mia polvere del Sogno?!"

Seiya non lo ascoltò, e guardo i suoi compagni. Avevano gli occhi aperti, ma sembrava che stessero dormendo. Shun si rigirava su se stesso sussurrando "Non sono morti. Sono vivi. Sono vivi…";

Hyoga piangeva e ripeteva con regolarità "Camus! Isacc! Mamma!"; Ikki e Shiryu sussurravano rispettivamente Esmeralda e Shunrei.

"Tu ci hai fatto cadere vittima dei nostri sogni, intrappolandoci nei nostri desideri più forti."

Disse con una spaventosa calma Seiya verso Morpheus.

"Come hai fatto a liberarti!? DIMMELO!" Rispose il dio con sgomento.

"Non sono stato io, ma Athena, che pur incosciente ha risvegliato il mio cosmo, facendomi capire che ciò che vivevo non era reale…"

"E’ allora perché non sei rimasto nel sogno!?" Domando con stizza la malvagia divinità "Potevi vivere per tutta la tua vita in quel sogno. Ti ho visto! Eri felice! Allora perché scappare!"

La gold cloth di Sagitter comparì improvvisamente nell’antro, illuminandolo di luce dorata e posizionandosi al posto della bronze cloth su Seiya.

"Perché per quanto io possa desiderare quella vita, non è vera!" Rispose il saint tendendo l’arco d’oro "La mia vita è questa, e questa sarà fino alla fine. Non posso sfuggirle solo perché non mi piace o è dura. VAI FRECCIA D’ORO DI SAGITTER!!!!"

La freccia partì con incredibile velocità e perforò l’armatura dello sgomento Morpheus in un attimo, facendolo frantumare come se fosse di vetro soffiato.

"Questa è la mia vita, e non la cambierei mai…" Disse Seiya con un sorriso…