EDEN PRESENTA

Il mio nemico

 

Mi muovo con circospezione, stando attento a dove metto i piedi, per evitare di muovere inavvertitamente qualche pietra, facendo cosi rumore. Il tempio abbandonato è enorme, anche se in rovina. L’edera cresce su tutti i muri, guardando un maniera ostile il mondo al di fuori della sua parete, pronta a difendesi con le sue piccole spine orticanti, con la convinzione di proteggersi anche da un dio. Sono molto teso, me lo si legge in faccia; non sono mai stato in grado di mascherare le mie emozioni, anche se in guerra questo può fare la differenza fra la vita e la morte. Controllo a ogni movimento la mia catena, cercando di percepire una presenza nemica nelle vicinanze, anche se fino ad adesso sembra che sono solo in queste rovine.

Mi siedo, prendendo fiato, un fiato che non mi merito. Perché so gia che in questa, come in tutte le altre battaglie, ucciderò qualcuno…

Finché sei in tempo tira

e non sbagliare mira

probabilmente il bersaglio che vedi

è solo l'abbaglio di chi da dietro spera

che tu ci provi ancora

perché poi gira e rigira gli serve solo una scusa

la fregatura è che è sempre un altro che paga

e c'è qualcuno che indaga per estirpare la piaga

però chissà come mai qualsiasi cosa accada

nel palazzo lontano nessuno fa una piega

serve una testa che cada e poi chissenefrega

la prima testa di c***o trovata per strada

serve una testa che cada e poi chissenefrega

la prima testa di c***o trovata per strada

Già, perché questo succede nelle guerre, si combatte, si uccidono persone che se forse le avresti incontrate in qualche altra circostanza sarebbero stati tuoi amici, tuoi compagni di studio; avresti potuto scambiare con loro esperienze, passioni, informazioni di altri modi di pensare e di agire.

Ma adesso siamo in guerra, e questi sono i miei nemici, mandati contro di me, convinti a battersi e a morire per chissà quali scuse, ideologie, anche se alla fine chi li manda non rischia niente, nel suo palazzo lontano non fa una piega, bevendo alle nostre faccia, fregandosene di chi vive e chi muore nei lontani campi di battaglia, di chi appartiene la testa che rotola. Non si importa di ragazzi come me, come mio fratello, come i mie amici, come i miei nemici. Non siamo nient’altro che pedoni di un’enorme scacchiera e, si sa, i pedoni sono sacrificabili…

Se vuoi tirare tira

ma non sbagliare mira

probabilmente il bersaglio che vedi

è solo l'abbaglio di chi da dietro giura

che ha la coscienza pura

ma sotto quella vernice ci sono squallide mura

la dittatura c'è ma non si sa dove sta

non si vede da qua, non si vede da qua

la dittatura c'è ma non si sa dove sta

non si vede da qua, non si vede da qua

Vite e vite ho spezzato in passato, ma se ben ci penso quasi nessuno era consapevole di essere nel torto. Dante di Canis Minor, Aphrodite di Pisces, Mizar di Asgard, Io di Scylla, Sorrento di Siren, tutti erano convinti di agire secondo giustizia, che noi eravamo i nemici della pace e della giustizia .

Non vedevano gli inganni di Saga, di Poseidone, di Kanon, di Hades; credendo fino all’ultimo di essere nel giusto, nel bene, mentre noi eravamo i nemici, il male. Ma chi ci dice che anche noi non siamo ingannati, dato che predichiamo tanto la pace ma poi combattiamo e uccidiamo come tutti gli altri soldati, anche se ci facciamo chiamare saint, "santi"? Che c’è di santo ne combattere e nell’uccidere? Ciò mi porta a pensare che nella guerra nessuno e buono o cattivo, ma ci sono solo due parti che si devono affrontare, punto.

Non c’è scelta. Anche se lo vorrei…

Il mio nemico non ha divisa

ama le armi ma non le usa

nella fondina tiene le carte Visa

e quando uccide non chiede scusa

il mio nemico non ha divisa

ama le armi ma non le usa

nella fondina tiene le carte Visa

e quando uccide non chiede scusa

Mi alzò di scatto, per poi nascondermi dietro ad una colona; la catena ha segnalato, per un attimo, una forte presenza nemica nella sala, per poi scomparire di nuovo. Mi affaccio velocemente da dietro il mio nascondiglio, ma tutto ci che vedo è oscurità. La tenue luce argentea della luna era ancora troppo bassa per illuminare completamente il tempio, rendendo inutile la vista, tranne se non sei un gatto, ovviamente. Una nuova vibrazione della catena, e questa volta ho visto, all’ombra il mio avversario, il mio nemico. Mi faccio coraggio ed esco ad affrontarlo. Ma è più veloce di me.

Un potente cosmo esplode in mezzo a quei vecchi ruderi, facendomi sobbalzare su un'antica statua di Ares. Mi rialzo lentamente, mentre lui, sempre nell’oscurità, mi guarda fisso, come se fossi un mostro…

E se non hai morale

e se non hai passione

se nessun dubbio ti assale

perché la sola ragione che ti interessa avere

è una ragione sociale

soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare

non farla nel mio nome

non farla nel mio nome

che non hai mai domandato la mia autorizzazione

se ti difenderai non farlo nel mio nome

che non hai mai domandato la mia opinione

Continua a fissarmi, sembra spaventato, molto probabilmente lo è. Non noto in lui l’esperienza dei veterani, e probabile che questa e la sua vera, prima battaglia. Chissà se gli piace quello che sta facendo, o se anche lui sta soffrendo nel combattere, nel rischiare la sua vita. Chissà se gli hanno chiesto il suo parere, le sue idee prima di mandarlo a morire, ma la guerra e guerra, e non ti chiedono l’autorizzazione per vivere e per morire. Tutto ciò che devi fare è combattere ed uccidere, anche se tu non lo vuoi. Mi mostro, anche se continuo a rimanere all’erta, con la catena stretta tra le mie mani sudate. Gli parlo, gli dico che sono un saint di Athena, che non ho cattive intenzioni, che lo lascerò stare se mi farà avanzare. Sembra ascoltarmi, ma continua a fissarmi con sguardo ostile e spaventato, per poi buttarsi su di me, espandendo il suo cosmo. La catena difensiva para il suo colpo, mentre preparò al seconda catena, quella di attacco, pronta a colpire chiunque attenti alla vita del suo padrone. Mi accingo a lanciarla contro di lui, ma una mano invisibile mi ferma, e so gia di che mano si tratti...

…la mia coscienza…

Finché sei in tempo tira

e non sbagliare mira

(sparagli Piero, sparagli ora)

finché sei in tempo tira

e non sbagliare mira

(sparagli Piero, sparagli ora)

Continuo a tentennare, e il mio avversario se ne approfitta, scagliandosi di nuovo su di me, con maggior foga, dettata dall’opportunità del momento. Inizia a colpirmi violentemente con una serie di colpi molto veloci. Vuole uccidermi perché mi odia, perchè chissà cosa hanno detto di noi saint nelle sue fila; che siamo animali, che siamo cattivi. Dalla paura si genera odio, e io sento che nei suoi colpi c’è puro terrore. La catena d’attacco parte, istintivamente con violenza verso di lui, contro la persona che mi odia, contro colui che mi vuole morto.

Contro il mio nemico… contro il mio prossimo…

Il mio nemico non ha divisa

ama le armi ma non le usa

nella fondina tiene le carte Visa

e quando uccide non chiede scusa

il mio nemico non ha divisa

ama le armi ma non le usa

nella fondina tiene le carte Visa

e quando uccide non chiede scusa

il mio nemico non ha nome

non ha nemmeno religione

e il potere non lo logora

il potere non lo logora

La catena, come se fosse un’ immenso pitone si avvolge intorno al corpo del mio avversario, impedendogli di muoversi e di respirare. Si poteva sentire distintamente la sua corazza riempirsi di crepe e rompersi, mentre i frammenti cadevano a terra, come sabbia di clessidra. Pochi secondi e l’armatura sarebbe andata, e la catena avrebbe iniziato a stringere direttamente le ossa del ragazzo. Il rumore è lo stesso, ma più agghiacciante. Il mio nemico inizia a urlare dal dolore, stringendo i denti e muovendosi esattamente come un topo nelle spire di una serpe. Esito un attimo, ma poi aumento la morsa, iniziando a piangere…. Non voglio farlo,ma se non lo uccido non potrò andare avanti e sconfiggere insieme ai miei compagni il suo capitano, causa di questa inutile, come sono tutte le guerre…Se non lo ucciderò, migliaia di vite innocenti saranno spezzate e, anche se non sono un genio in matematica, capisco che uno e maggiore di mille! La decisione e presa, mi dispiace, ma devo farlo è mio dovere… Aumento ancora di più la stretta, mentre lui inizia ad urlare più forte, mentre la luna, ormai alta nel cielo, illumina il suo viso, lasciandomi di stucco…

Il mio nemico mi somiglia

è come me

lui ama la famiglia

e per questo piglia più di ciò che da

e non sbaglierà

ma se sbaglia un altro pagherà

e il potere non lo logora

il potere non lo logora

Il mio nemico mi assomiglia. E esattamente come me, un ragazzo ancora adolescente, che mi guarda anche lui con i suoi occhi, che non sono occhi di bestia, ma occhi umani, che rivelano sentimenti, speranze, desideri e obblighi. Lo sapevo già, ma adesso che ci siamo visti negli occhi, che abbiamo capito che non siamo nient’altro che esseri umani, potremo mai ucciderci? Cosa devo fare? Seguire le mie responsabilità e uccidere il mio nemico o agire come penso, non come mi viene ordinato dagli altri? Potrò sopportare un altro morto sulla coscienza?

-No…-

Allento la morsa e richiamo la catena, lasciandolo libero sul pavimento. L’armatura e distrutta, non è più in grado di combattere, anche se si riesce ad alzare in piedi, ma barcolla e sta per cadere, ma lo sorreggo, mentre lui mi guarda tra l’incredulo e il confuso. Iniziamo ad avanzare, fino a quando non usciamo dal tempio e lo faccio sedere sull’erba di un prato che si trova proprio dietro le rovine.

Gli lascio un po’ di roba da mangiare e delle garze per curarsi, per poi avanzare insieme agli altri mie compagni verso lo scontro finale di questa guerra. Ci guardiamo ancora per un istante e poi lui mi chiede, con una parole che esprime più di mille discorsi

-Perché?-

Io gli sorrido dolcemente, lo guardo fisso negli occhi e gli rispondo

- Perché tu non sei il mio nemico…-