Epilogo:

Addio senza lacrime, la nascita del dio dei sogni!

 

"Ma cosa sta succedendo?"

"Nulla, volevo solo rivederti.

Rivedere l'uomo che avevo amato malgrado tutti i suoi difetti, l'uomo in cui ho sempre creduto.

Nella tua vita non hai fatto altro che compiangerti, pensando ai tuoi fallimenti.

Così mi sono chiesta se anch'io fossi stata un fallimento.

Non volevo crederci ma una parte di me necessitava di una prova, arrivai in questo mondo prima di te e Hypnos mi sorrise.

Anche se era un Dio supremo non rimase insensibile alle mie lacrime e assieme abbiamo atteso il giorno in cui tu saresti arrivato.

Sapevo che sarebbero potuti passare secoli, così come sapevo che la tua venuta avrebbe comportato la mia fine in questo mondo.

Non solo i nostri corpi, ma anche le nostre anime si sono più volte congiunte.

Ero certa che tu fossi diverso da tutti gli altri, così quando mi sono addormentata per l'ultima volta, ho avuto la forza e la determinazione di giungere sino a qui.

A differenza tua non mi è stata concessa una vita limitata nel tempo, in quanto quella vita nel modo dei sogni non l'ho mai avuta.

Sin dal principio era tua.

Per questo sei ancora qui dopo aver usato quel colpo, non hai mai rischiato di scomparire, dovevi solo rivedermi"

Dopo quelle parole, il pugno di Oneiros, che nel frattempo si era chiuso, iniziò a sanguinare come se fosse un sostituto delle lacrime del giovane.

"Ancora una volta mi hai salvato, prima regalandomi gli unici ricordi della mia vita terrena e poi donandomi la tua fiducia in questo mondo divino.

Ho promesso che non avrei più versato lacrime, ma quella mano, la tua mano... Permettimi di stringerla ancora un volta."

La giovane stava per scomparire quando Hypnos apparve e posando un braccio attorno al collo della ragazza disse "Non cambierò le regole del nostro accordo, ma qualche istante in più ve lo siete guadagnato"

I due giovani riuscirono infine a sfiorarsi... Anche senza che i loro visi fossero rigati dal pianto, i loro sentimenti riecheggiarono ovunque.

Quelle mani protese le une verso le altre erano il simbolo di un' amore che aveva superato la vita e la morte e si era ricongiunto nell'unico mondo che trascendeva le leggi della realtà.

Non ci fu tempo per un abbraccio vero, in quei pochi attimi rimase solo la flebile sensazione di un fugace contatto.

Ma ad entrambi era basato.

Ora i sogni non erano più un qualcosa di irreale, erano più vivi che mai.

Oneiros alzò lo sguardo verso il cielo, mentre Sophie svaniva nel nulla, forse diretta ai campi Elisi.

"Non avrei mai immaginato di ritrovare me stesso in questo luogo.

Hypnos non sarò mai tuo figlio, ma quello che ho vissuto in questo viaggio rappresenta per me più della realtà.

Questo destino mi è stato donato dalla donna che amo e dai guerrieri con cui ho incrociato le armi.

Forse è stato solo un sogno, ma anche in questo caso, sono disposto a proteggerlo finché avrò vita."

A quelle parole, sorrisi appena accennati comparvero sulle labbra dei tre dei che a fianco del ragazzo, erano già stati.

"L'amore di una donna, il destino dei guerrieri... Questo mondo è forse una pia illusione, ma a volte sa essere più vero di mille realtà.

Vivete.. La vostra lealtà è meravigliosa. Sognate ancora ed imprimete dentro di voi tutti i sentimenti che vi hanno condotto sino a qui.

E se mai ci sarà una guerra, siate testimoni del divino luogo che non sarà mai espugnato da nessuno.

Oneiros, questo ora è il tuo regno. Sei il Dio dei sogni dove è possibile anche sfiorare la mano di una persona che si era creduta persa per sempre.

Sei il sovrano di un mondo che nelle palpebre chiuse degli uomini crea l'ultimo spiraglio di vita"

E dopo quelle parole non ci fu altro... Il dio dei sogni nacque dalle mani di una donna e dalle fragilità di un essere umano.