Capitolo IV. Preparativi in terra di Grecia

Il Grande Tempio aveva salutato il nuovo giorno nel più frenetico dei modi. Un brulicare incessante di voci e di persone si era intrecciato per le vie che attraversavano i sacri templi. Ovvio che l' aggressione della notte precedente ad un Saint di casta superiore avesse scatenato una così viva attività.

Robb si stava recando a far visita a Dirros per accertarsi delle sue condizioni dopo il recente scontro. Camminando incrociò l' ennesima pattuglia di soldati che lo salutarono con un secco cenno del capo, il ragazzo ricambiò il gesto continuando ad avanzare pensieroso con le mani in tasca. Dall' inizio della mattinata fino a quasi mezzodì, ovvero fin dai primi sopralluoghi sul campo di battaglia e nei suoi dintorni, avevano iniziato a circolare varie voci di corridoio.

Sembrava che l' aggressore fosse giunto fino ai piedi del Grande Tempio travestito da soldato, chi diceva invece che erano stati ritrovati alcuni cadaveri stranamente congelati degli uomini di pattuglia; una voce ancora più paranoica asseriva che il guerriero fosse stato aiutato da una talpa nascosta fra gli stessi adepti di Athena.

Al di là di quella fuga di notizie tutt'altro che affidabile, l' unica cosa veramente certa era che nello scontro seguente Dirros del Cane Maggiore era rimasto gravemente ferito e che l' invasore fosse stato respinto dagli altri Silver Saint sopraggiunti.

Robb scrollò la testa, allontanando tutte quelle congetture. Doveva parlare ancora con Dirros prima di trarre delle conclusioni sensate, si disse. Dopo pochi minuti arrivò alla dimora del suo amico. Seduto sui gradini della modesta abitazione vi era uno scocciato Lazle il quale, con gli occhi bicolore, guardava in obliquo fra i rami del melo che si ergeva a lato della casa. Stava discutendo con qualcuno arrampicatosi fin lassù.

Il nuovo arrivato lo salutò.

Lazle gli rivolse la sua attenzione, accogliendolo con un largo sorriso:-Ehi, Robb... amico mio! Visto che macello è scoppiato stanotte? Non si parla d'altro stamane...- con un balzo si rimise in piedi:-...ma dimmi.. dov'eri finito tu?- chiese con un'occhiata più che eloquente.

Robb non fece in tempo a rispondere che il giovane viso di quello che poteva essere poco più di un ragazzino fece capolino dall' albero. Il bel tipo stava arrampicato su di un grosso ramo del melo a testa in giù.

Non appena si avvide del nuovo giunto con una piroetta scese dall' albero, lesto come uno scoiattolo. Aveva raccolto in grembo alcune mele.

-Jonas! Anche tu qui?- lo salutò Robb sorpreso di vederlo. Jonas dei Cani da Caccia era il Silver Saint più giovane fra loro, l'ultimo ad essere investito Cavaliere d'Argento di Athena e per questo si stava sottoponendo ad un addestramento aggiuntivo.

-Già, sono anch'io un Saint non vedo perchè non dovrei accorrere in una situazione simile!- sorrise questi, ammiccando con i suoi occhi nocciola. Piccolo, ma non tozzo come Lazle, Jonas era quasi in tutto come un cucciolo curioso e nutriva una profonda ammirazione verso i suoi compagni più grandi, nonostante l'aria scanzonata, sottolineata anche dal suo aspetto, ne dessero l'idea di un perdigiorno.

-Immagino tu non abbia ancora mangiato stamattina vero? Ecco a te!- detto questo lanciò una delle succose mele all' alto ragazzo che la prese al volo.

-E che diavolo!- protestò Lazle:- è dieci minuti che ti chiedo di lanciarmi una mela e tu lì in alto a prendermi in giro per le mie gambe corte!-

Robb inarcò un sopracciglio dando un morso al rosso frutto:- A parte i convenevoli, come sta Dirros? E' dentro vero?- chiese, mentre Lazle si lamentava di essere stato costretto da Dhimitra a svolgere alcuni compiti che gli avevano impedito di fare colazione.

-Ah?- l' amico tornò a dargli attenzione:-...ah, si si!- annuì, per poi tornare a litigare con Jonas che lo guardava strafottente.

-"Mi chiedo se non abbiano ancora capito la gravità della situazione..."- pensò Robb finendo la mela in pochi morsi.

Lasciando i due alle loro beghe, li superò bussando alla porta dell' abitazione.

-Avanti- gli rispose una voce femminile che suonò molto familiare.

Robb entrò con discrezione. Con sua sorpresa, fu Melisandra ad accoglierlo. La ragazza sorrise lievemente appoggiando il capo sul suo petto e abbracciandolo un attimo.

-Mel...- rispose al saluto il ragazzo:-...cosa ci fai già qui?-

Melisandra si staccò da lui leggermente:- Sto aiutando Dhimitra... è a pezzi, sta in piedi da stanotte ma si rifiuta di andare a dormire un attimo.-

-Capisco, e Dirros come sta?- fece lui preoccupato.

-Vieni, adesso vedrai... comunque sia, è fuori pericolo, sta riposando un po' in questo momento.- La ragazza gli aprì la strada fino alla stanza dove, disteso sul proprio letto, si trovava il guerriero.

Robb fu sorpreso nel vederne il busto compresso in una robusta fasciatura. Tuttavia Dirros pareva dormicchiare serenamente. Al fianco del letto stava seduta tutta china Dhimitra, che una volta accortosi del ragazzo lo accolse con un timido sorriso. La giovane Saint appariva distrutta da ciò che era accaduto, le occhiaie e il volto segnato dalle preoccupazione non le davano di certo una bella cera.

-Robb- iniziò lei, senza però distogliere lo sguardo dal fratello:-fammi un favore. Fai stare zitti quei due deficienti li fuori... ho chiesto stamattina a Lazle di andare a prendere delle bende pulite, ed è da allora che sta piazzato davanti la porta di casa a urlare e scocciarsi. Non lo reggo più!- fece esasperata.

Il ragazzo le si avvicinò mettendole una mano sulla spalla:- Senti, Dhimitra... davvero, vai a riposarti. Restiamo io e Mel qui, d'accordo? Così mi faccio anche spiegare cosa è successo. Non preoccuparti, non è fuori pericolo adesso?- cercò di essere il più affabile possibile.

Dhimitra annuì debolmente:- Si, ha rischiato grosso e se non fosse stato per l'intervento di Kyle...- sospirò, trattenendo a stento la propria frustrazione:-...però non posso lasciare mio fratello così...-

-"Kyle?!"- pensò per un attimo Robb:- No, ti ripeto, riposati pure...ti sveglio io se ce n'è bisogno.- Dhimitra si alzò e ringraziando, fece per andare nell'altra stanza. Melisandra cercò di farle forza abbracciandola stretta a sé. La ragazza contraccambiò e si congedò dai due chiudendo la porta.

Robb si mise a sedere prendendo il posto dell' amica andata via, invitando Mel a fare altrettanto. La ragazza si sedette a sua volta per poi sentirsi chiedere:- Spiegami un po', cosa ti ha raccontato Dhimitra di ieri notte?-

-Te lo dirò io cos'è successo...- si sentì rispondere il ragazzo.

Sia lui che Melisandra furono sollevati nel vedere Dirros cosciente. Il ferito stava cercando di mettersi a sedere, ma sia per la pesante fasciatura che per la debolezza non ci riuscì; sorrise sarcasticamente.

-Uff...- sbuffò Dirros, rinunciando e gettandosi di nuovo disteso:-...quel Crystal Knight mi ha ridotto proprio ad un rottame...- cercò in qualche maniera di apparire tranquillo, ma con scarsi risultati a giudicare dalle occhiate che gli furono rivolte.

-Crystal Knight?- ripetè Robb passandosi una mano sul viso:- ...no aspetta, dimmi piuttosto. Come stai?-

-Come qualcuno che è stato trapassato da parte a parte da una lancia. A parte questo, mi rimetterò in fretta.- Istintivamente il Saint portò una mano all'addome, dove era stato colpito.

-Vado a chiamare Dhimitra, sarà anche lei contenta di vederti sveglio.- intervenne Melisandra, facendo per alzarsi. Dirros la fermò chiedendole di lasciare riposare sua sorella. Sapeva che la ragazza era rimasta tutta la notte a fianco a lui.

-Sarà stanca. Mi vedrà più tardi, non c'è fretta.- affermò.

Rivolse nuovamente lo sguardo a Robb ma non fece in tempo a parlargli che nella stanza sopraggiunsero Waymar e Baren di gran carriera.

-Dirros!- quasi gridò il Saint di Perseo:- Stai meglio?!-

Il guerriero costretto al riposo salutò entrambi con un gesto della mano:-Così pare...-

-Ehi! Si è svegliato per davvero!- sentirono tutti dietro Baren. Questi si voltò per ritrovarsi davanti gli occhi un ghignante Lazle che giocherellava con una mela; al suo fianco Jonas con un evidente livido sul volto da cagnolino bastonato.

-Fratello!- fece infine concitata Dhimitra che, non appena sopita, doveva essersi svegliata in seguito a tutto quel baccano.

-C'è nessun' altro?- commentò sarcasticamente Robb assumendo un' espressione interrogativa. Waymar che si era accostato a Dirros, prese la parola annunciando a tutti che era andato a fare rapporto diretto al Grande Sacerdote degli eventi della notte passata. Il primo officiante del volere di Athena si sarebbe consultato con la stessa dea per prendere una decisione e l'avrebbe fatto sapere quanto prima. Ovviamente questo non fermava il subbuglio che si stava vivendo in quelle ore al Grande Tempio.

-Robb! Mel!- intervenne Dhimitra disinteressandosi completamente di ciò che aveva appena detto il biondo Waymar:- Non avevate detto che mi avreste svegliato?-

-Calmati, sorella!- la fermò lo stesso Dirros:- Ho chiesto io a Robb di non disturbarti! Volevo lasciarti riposare, mi sembra il minimo dopo quello che ti ho fatto passare!-

Dhimitra scrollò la testa, quasi tremando e si gettò ad abbracciare suo fratello:-Piano..piano..- sorrise questi, confortato da quello slancio di affetto.

Non appena si sciolse l'abbraccio, il guerriero continuò a parlare agli astanti, spiegando per filo e per segno cosa era accaduto durante lo scontro con il Crystal Knight, Kenneth; e le sue preoccupazioni in merito. Si sarebbero trovati ad affrontare i guerrieri leggendari di Blue Grado, tuttavia non conoscendone ancora la reale forza e i veri intenti.

-Mi pare che quel Lanciere Bianco abbia detto chiaramente cosa volesse.- sentenziò Waymar appoggiato al muro, addentando una delle mele sottratte a Jonas (che continuando a battibeccare con Lazle si erano entrambi guadagnati la cacciata dalla stanza da parte di Dhimitra).

-Dai tempi del Mito i guerrieri del Nord hanno sempre combattuto per una porzione di sole e verdeggianti campagne.- ammise Dirros:- Tuttavia c' è qualcosa che mi lascia perplesso. Che se ne dica, Blue Grado da sola non avrà mai il potere di conquistare ciò che desidera. Sia per le divisioni interne che hanno le sue genti, sia per la presenza ingombrante della più forte Asgard.-

-Ed effettivamente solo la potenza asgardiana fino ad oggi ha tentato l'impresa di conquistare le terre del sud, seppur rivelatasi alfine vana.- aggiunse petulante Baren, sentendosi escluso dal discorso.

-Ha ragione...- annuì Melisandra:-...inoltre Asgard non dovrebbe essere nostra alleata adesso?-

Intervenne Robb:-Appunto. Per arrivare a minacciare il Grande Tempio, i Crystal Knight di Blue Grado hanno dovuto scontrarsi forzatamente con i God Warrior di Odino.- finì, tornando cupo.

-Temi anche tu che ci sia qualcosa dietro, nevvero?- gli chiese Dirros condividendo i pensieri dell'amico.

-Si.- rispose questi.

Ci fu un attimo di silenzio improvviso. Robb lo spezzò riprendendo la parola con una nuova domanda:- Volevo chiederlo già prima. Se è davvero intervenuto Kyle, dove si trova adesso?-

Invertendo i ruoli, fu Dirros a rispondergli:- Dovresti sapere meglio di altri com'è fatto lui.-sospirò, per poi continuare:-Tuttavia penso che neanche il suo intervento fosse casuale.-

Waymar e Baren si congedarono, invitando Dirros a rimettersi il più in fretta possibile.

-Già, sappiamo entrambi com'è fatto il nostro caro "principe delle tenebre"- bofonchiò il teutonico Saint di Perseo prima di salutare e chiudere la porta dietro di sé.

-Waymar non lo sopporta proprio...- commentò Dhimitra con un'espressione perplessa.

-Così pare. Non che Kyle faccia qualcosa per risultare simpatico...- confermò suo fratello facendo spallucce:-...nè tanto meno gli importa esserlo.- aggiunse, facendo cadere il discorso.

Lazle, ovviamente senza bussare, rientrò nella stanza con l' aria di qualcuno che fosse impaziente per qualcosa.

-Ancora tu? Ti ho detto di andartene fuori, non hai proprio creanza nei confronti di un ferito?- lo sgridò Dhimitra che partì per cacciarlo un' altra volta.

-No, aspetta!- temporeggiò lui:- Robb, fuori c'è una pattuglia che ha un messaggio per te!-

L' alto ragazzo si alzò in piedi, alquanto sorpreso:- Per me?- ripetè, superando sia Lazle che Dhimitra e presentandosi alla porta dell'abitazione.

Un drappello formato da tre uomini lo stava aspettando. Uno di questi prese la parola:- Signor Robb, ho da comunicarle la sua convocazione nelle sale del Grande Sacerdote, la sua presenza è richiesta con urgenza.- disse con la massima formalità.

Il Saint annuì, conscio che ciò poteva significare solo una cosa. Gli sarebbe stata affidata una qualche missione. Ringraziò per la comunicazione il manipolo di soldati che si congedarono con il loro classico saluto marziale.

Dietro di sé i suoi amici avevano udito tutto e lo guardavano come se si aspettassero dicesse qualcosa. In particolare Melisandra sembrava preoccupata per ciò che sarebbe potuto accadere da lì a poco. Robb cercò di tranquillizzarla sorridendole.

Lazle emise un lungo fischio:-Wow! Cosa sarà svelato al nostro eroe?- ghignò con un entusiasmo che superava di gran lunga quello degli altri.

Evitando di replicare, il ragazzo ritornò da Dirros.

-Ho sentito- fece questi mantenendo una certa tranquillità:-probabilmente il Grande Sacerdote avrà intenzione di comunicarti la sua decisione. Come aveva detto Waymar del resto.-

Robb annuì, con una strana concitazione negli occhi:- Beh, si. Andrò subito...tu vedi di rimetterti in sesto il più in fretta possibile. Il Grande Tempio ha bisogno di cavalieri valorosi come te.- replicò all'amico, mettendogli una mano sulla spalla.

Dirros gli sorrise, avendo intuito tutto. Robb si voltò per incrociare lo sguardo di Dhimitra:- Prenditi cura di lui, amica mia. Fa tanto il guerriero dalla pellaccia dura...- sorrise.

Melisandra e Lazle continuavano a guardarlo esitanti:- Veniamo con te.- disse la ragazza. Senza aspettarsi una risposta salutarono anch' essi i due fratelli e lo seguirono mentre se ne andava via.

Per tutto il tragitto, Robb si mantenne insolitamente silenzioso anche per i suoi standard, perso in chissà quali pensieri. Procedeva a lunghe falcate tanto che gli altri due faticavano a stare al suo passo.

Melisandra gli si affiancò:- Sei teso come una corda.- fece notare:- Sta tranquillo, probabilmente è come dice Waymar.-

Il ragazzo la guardò di sottecchi, sbuffando in un sorriso.-"Mia cara Mel.."- pensò.

-Sono soltanto impaziente di sapere cosa vorrà dire il Grande Sacerdote.- fece rallentando un po' il passo.

-Oh finalmente! Non riuscivo più a starti appresso!- gioì Lazle che arrancava con le sue gambette.

-Ehi!- si sentirono chiamare i tre:- Dove state andando così di fretta?- Il greco riconobbe immediatamente quelle voci. Voltandosi si avvide della presenza dei suoi due "compagni di merende" Axl e Javier.

-Ragazzi!- fece con entusiasmo:- Sapete la novità? Stiamo andando dal Grande Sacerdote. Qualcosa bolle in pentola e il nostro Robb ne è l' ingrediente principale!-

-Lazle...- lo ammonì questi, che non voleva si spargesse già da subito la voce.

-Olla là!- esclamò Axl di rimando:- finalmente qualcosa si smuove! E' tutta la giornata che coordiniamo le operazioni dei soldati per trovare qualche indizio sull' invasore di ieri notte.-

-Continuate pure a farlo!- replicò Lazle, tutto orgoglioso per la convocazione del proprio amico.

I due Saint li salutarono dunque, avvertendoli che non appena avessero finito si sarebbero fatti vivi.

Dopo il breve incontro, Robb e gli altri continuarono a camminare nel placido pomeriggio di fine estate. Il sole si stagliava sulle colonne risalenti al tempo dell' antico splendore di Grecia, donandogli una nuova luce. Non vi era più la confusione che affollava quei viottoli nella mattinata, ma un semplice viavai più intenso del solito. Robb si ritrovò a pensare a Kyle, chissà se si trovava ancora al Grande Tempio.

-A proposito di assenti- iniziò volgendosi in direzione di Lazle:-Dov'è andato poi Jonas?-

Il ragazzo, che era intento a camminare calciando un ciottolo in avanti, rispose:-Ah... niente, è andato a cercare Viktor per continuare direttamente qui il suo allenamento supplementare.-

Robb annuì.

Nel frattanto erano arrivati:- Eccoci qua.- dichiarò senza usar nessun tono in particolare. I tre varcarono la soglia dell' imponente Tempio, attraversandone le sale riccamente adornate. La pavimentazione di quegli immensi spazi (l' acustica era tale che vi era un gran rimbombo di passi) rilucevano fino a quasi potercisi specchiare; le pareti erano adornate da arazzi raffiguranti le imprese di Athena e dei suoi eroi prediletti.

Melisandra soffermò lo sguardo su uno di questi, che ricordava la mitica Guerra Sacra combattuta dalla dea contro Ares, il dio della guerra, suo antico antagonista dalla notte dei tempi. Gli eserciti di guerrieri, guidati dalle due divinità, si scontravano l' uno contro l'altro in una battaglia campale. Lo sconosciuto autore di quell' opera d' arte era stato così maniacale in ogni minimo dettaglio da raffigurare perfettamente le sacre vestigia dei protetti di Athena posti in prima linea. Riconobbe l'antico cavaliere del Centauro, la sua costellazione guida; ed inoltre anche Eracle e Orione. Cetus si ergeva in duello solitario con un guerriero di Ares vestito da un' armatura che ricordava la mostruosa Manticora.

Su un promontorio era raffigurata Athena stessa attorniata dai dodici Gold Saint.

Robb si presentò davanti l' immenso portone oltre il quale doveva trovarsi il Grande Sacerdote. Due soldati vi erano posti di guardia:- Altolà!- intimò uno di questi.

-Sono il Silver Saint di Cetus, il Sommo mi aveva fatto venire a chiamare.- si presentò l' alto guerriero. L' uomo che si era rivolto a lui annuì, e quasi all' unisono con l'altro andarono per aprire il gigantesco portone.

Robb si voltò verso i suoi due amici:-Aspettatemi qua un attimo.- disse, ed entro nella Sala del Trono.

Un lungo tappeto rosso era disteso sul pavimento, percorrendo una cinquantina di metri buoni fiancheggiati da imponenti colonne, fino a raggiungere l' altare sul quale era posto il pesante ed istoriatissimo trono del Grande Sacerdote. Questi apparve, agghindato nelle sue vesti cerimoniali, dalla tenda candida che copriva lo sfondo dietro l' altare stesso.

Le iridi nerissime di Robb si incrociarono con quelle di rubino della maschera sacrale del Sommo. Il ragazzo percorse tutta la distanza che lo separava fino a davanti l'altare, poi si inginocchiò, mentre il Grande Sacerdote si sedeva sul suo alto scranno.

-Mi avete fatto chiamare?- iniziò il Saint con tono reverenziale.

-Si... benarrivato, cavaliere di Cetus.- rispose in tono totalmente atono il pontefice di Athena:- immagino che tu sappia perchè ti ho convocato qui.-

Robb annuì con un secco cenno del capo.

-Un tuo parigrado è stato ferito durante la dura lotta opposto al cavaliere notturno di Blue Grado, inoltre sono stati trovati i cadaveri dei soldati di guardia ieri notte. E' incredibile che un solo guerriero sia riuscito a scavalcare così facilmente le difese del Grande Tempio, fino a scontrarsi con uno dei Saint di Athena, nel cuore stesso del suo quartier generale.- riassunse brevemente il Grande Sacerdote. Dopo una breve pausa di silenzio, continuò:-Inoltre, da tempo non abbiamo più notizie da parte di Hilda, la celebrante di Odino delle terre di Asgard. Il più fido alleato di Athena nel nord, dalla battaglia per i sette zaffiri, sembra irrimediabilmente tacere. Il che è molto strano.-

-Pensate che Blue Grado abbia un ruolo anche in questo?- chiese Robb, la cui domanda gli martellava già in testa da quando si trovava in casa di Dirros.

In tutta risposta, il Grande Sacerdote gli porse una missiva con un sigillo di cera impresso sopra. Era stato già spezzato, ma il Saint ne riconobbe la stilizzazione di una piccola coroncina di stelle.

-Leggi.- lo esortò il pontefice.

Srotolando il foglio, Robb passò velocemente gli occhi sul messaggio scritto di pugno. Strabuzzò gli occhi dalla sorpresa per il contenuto di quelle poche righe.

-E' così. Il Saint della Corona Boreale, che si trova tuttora nel villaggio di Kobetek, mi ha avvisato degli eventi che stanno sconvolgendo le terre del Nord. Neanche lui ha avuto notizie dalla vicina Asgard e mi chiedeva come comportarsi.- annuì greve il Grande Sacerdote.

-Ma... è possibile che Blue Grado da sola stia mettendo a ferro e fuoco un'intera regione del freddo nord, senza che nessuno intervenga?- sbottò in una domanda il guerriero.

-Questo lo scoprirai in presa diretta, Cetus.- l' affermazione del pontefice risuonò ferma.

-Intendete dire che...- iniziò Robb, capendo. Il Grande Sacerdote lo interruppe e continuò:- Si. Andrai fino al villaggio di Kobotek dove ti dovrai incontrare con il Saint della Corona Boreale; egli ha ricevuto l' ordine di presidiare uno degli ultimi avamposti rimasti liberi dall' avanzata dei Crystal Knight, almeno fino al tuo arrivo.-

La figura stretta nel peplo cerimoniale si sistemò meglio sul suo scranno.

-Purtroppo, che uno di questi guerrieri del nord sia giunto fin qui vuol dire che la situazione è più delicata di quello che appare. Ma non voglio mobilitare forze eccessive dal Grande Tempio. Già è stato difficile ordinare al Silver Saint del Corvo di seguire il Crystal Knight fin qui; inoltre è necessaria, per questa missione, la massima riservatezza. Per questo andrai tu, Cetus.-

Lazle stava osservando i rilievi del gigantesco portone di fronte a sé. In particolar modo si era soffermato, con un certo interesse, su di un riquadro dove era stato lavorato direttamente nell' oro, la figura di un Saint in armatura che travolgeva i suoi nemici guidando un gigantesco carro.

-Lazle! Melisandra!- si sentirono chiamare i due.

E infatti, come avevano promesso, erano arrivati sia Axl che Javier. Melisandra li salutò brevemente, mentre Lazle continuava a gongolare immaginandosi alla guida di quella fantastica biga.

-Ehi, che stai guardando?- gli fece Javier avvicinandosi, dandogli una pacca sulla spalla.

-"...massima riservatezza. Per questo andrai tu, Cetus"- sentirono i due parlare al di là della porta.

Tutti si voltarono, e dopo un attimo di esitazione, Lazle decise di intervenire.

Robb annuì. Dunque si sarebbe dovuto lasciare alle spalle il Grande Tempio per raggiungere il suo compagno sperduto fra i villaggi innevati. Non ebbe nemmeno il tempo di rifletterci sopra che un gran fracasso distolse sia lui che il Grande Sacerdote dai propri pensieri.

Si voltò e vide, senza riuscire a reprimere un ghigno sardonico, Lazle che irrompendo nella Sala del Trono si era trascinato impietosamente dietro le due povere guardie e Javier.

Scrollatosi di dosso quel bagaglio inusuale, in maniera molto plateale andò a inginocchiarsi a fianco del suo amico.

-Grande Sacerdote!- quasi gridò:- La prego di affidare anche a me l' incarico.-

Nessuno potè giudicare l' espressione del pontefice in quel frangente, data l' inespressiva maschera d' ossidiana.

-Stavo appunto raccomandando a Cetus la massima riservatezza. Non propriamente la tua entrata trionfale, Saint dell' Auriga, rientra nei canoni.- continuò:- Tuttavia, cosa dovrebbe spingermi ad affidare anche a te questa delicata missione?-

Lazle sembrò rifletterci un attimo, poi rispose:- Beh, sono pur sempre un Silver Saint e poi ...mmm... due guerrieri sono meglio di uno... eh... insomma... non ce la faccio più a fare la polvere qui al Grande Tempio! Quei dannati allenamenti con il Saint di Cerbero dovranno pur servirmi a qualcosa!-

Il Grande Sacerdote, senza rispondere alcunché al rumoroso Lazle, si rivolse invece a Robb:- Cavaliere di Cetus, hai sentito cosa aveva da dire Auriga. Rimetto a te la decisione.-

Lazle rivolse al proprio amico uno sguardo pieno di speranza. L' alto ragazzo scrollò la testa, quasi divertito da quella situazione:-E sia. Per me non sussiste alcun problema.-

Il cavaliere dell' Auriga avrebbe voluto dare una poderosa pacca sulle spalle a Robb, grato per l' opportunità concessagli, ma una volta tanto seguì l' etichetta che gli imponeva di evitare tali atteggiamenti da taverna davanti il Grande Sacerdote.

Javier, che si stava rialzando dopo la botta subita, si bloccò. Davvero uno scavezzacollo come Lazle avrebbe fatto parte di una così delicata missione? (non che lui fosse da meno). Poco dietro, all'entrata, Melisandra era presa da altri pensieri. Davvero Robb, il suo Robb, sarebbe partito così, da un momento all'altro? Quando il pontefice di Athena reclinò indietro il capo, le sembrò per un attimo che gli occhi inespressivi della maschera sacrale scrutassero i suoi pensieri. Come se si fosse avveduto di ciò che la ragazza stesse pensando.

-Bene.. Cetus ed Auriga... partirete stanotte con il favore delle tenebre.- concluse il Grande Sacerdote tornando a sedersi sul trono, simbolo del suo potere.

-Co..così presto?- chiese Lazle, smorzando buona parte del suo entusiasmo per l'incarico ricevuto.

-Chissà come saranno tristi e sconfortate le ragazze giù a Rodrio...- si lasciò sfuggire sarcasticamente Robb.

-Ora, andate. Athena guidi il vostro delicato compito.- pronunciò il Sommo pontefice della dea, chiudendo definitivamente il discorso.

Robb e Lazle si alzarono congedandosi. Javier, ancora in mezzo alla sala abbozzò un mezzo inchino per poi sparire in fretta. Una volta che tutti erano usciti dalla Sala del Trono, i due soldati posti di guardia si affrettarono a chiudere il portone, ancora paonazzi in viso per la figuraccia fatta.

-Tsk...- si lamentò Axl congiungendo le braccia al petto:-...non è affatto giusto! Perchè hai accettato, Robb? Lazle è troppo casinista!- affermò trovando il consenso di Javier.

-Cos'è siete invidiosi perchè finalmente mi è stata affidata una missione?!- li sbeffeggiò il Saint dell' Auriga.

Robb si era disinteressato a quell' ennesimo battibecco fra i tre, rivolgendo la sua attenzione a Melisandra, la quale lo guardava con occhi quasi accusatori.

-Eh?- fece voltandosi un attimo verso Axl:- Boh... a me non cambia nulla. Se ci tiene così tanto...- scrollò le spalle, facendo cadere il discorso. Mel si voltò e fece per andarsene. L' alto ragazzo tentò di fermarla ma questa non volle sentire ragioni e si dileguò a grandi passi.

-Dannazione!- imprecò Robb dando un pugno ad una colonna vicina, lasciandone il segno delle nocche. Axl e Javier si avvidero che era giunto anche il loro momento di andarsene. Salutarono brevemente i due partenti augurandogli buona fortuna.

-Eh, amico...- cercò invece di confortarlo Lazle:-...che ci vuoi fare, le donne sono così!- affermò allargando le braccia.

In tutta risposta Robb lo fulminò con lo sguardo:- Mel non è una ragazza "così", come intendi tu. Vatti a preparare, non abbiamo molto tempo.- fece secco, lasciando solo il tozzo guerriero. Lazle raramente aveva visto il suo amico così alterato ed evitando di peggiorare le cose seguì il suo consiglio.

Era ormai sera inoltrata e Robb stava seduto sul letto fissando le pareti della sua stanza. Ai suoi piedi riposava il contenitore del suo cloth d' argento, Cetus. Da li a poco sarebbe dovuto partire e non era ancora riuscito a trovare Melisandra, che sembrava essere sparita. Si gettò all'indietro sul letto portando le mani dietro la nuca. Avrebbe voluto almeno rivederla prima di partire anche se era ancora arrabbiata con lui. Ma d'altronde cosa ci poteva fare? Avrebbe dovuto rifiutare la missione affidatagli dal Grande Sacerdote? Si ritrovò a pensare agli insegnamenti di Death Mask, il suo maestro. Forse aveva ragione quando gli ripeteva che i legami affettivi erano un intralcio che un Saint non poteva né doveva permettersi. Si rialzò scrollando dalla testa quei cupi pensieri. No, si ripetè, purtroppo per lui sarebbe stato impossibile comportarsi così. Purtroppo o per fortuna.

-Non che Death Mask avesse tutte le rotelle al posto giusto... giusto un esaltato suo pari potrebbe riuscire a pensarla davvero così.- sbuffò.

Qualcuno bussò alla porta, facendolo tornare alla realtà. Il ragazzo andò ad aprire, ritrovandosi davanti gli occhi la persona che più sperava di rivedere, quando ci aveva quasi rinunciato.

-Mel!- esclamò per poi essere travolto dall' abbraccio della ragazza.

-Scusami, Robb. Sono stata impulsiva... come te, del resto...- sorrise lei, anche se il ragazzo rispecchiandosi in quello sguardo lucido ne scorse tristezza. Richiudendo la porta dietro di loro, si misero a sedere sul letto.

Stettero in silenzio per qualche istante che parve essere interminabile come se volessero non finisse mai. Poi fu di nuovo Melisandra a parlare:- Quando.. quando hai detto che per te non cambiava nulla... ho pensato che davvero non ti importasse ciò a cui andavi incontro. Fregandotene del resto... di me.- disse, con non poca difficoltà.

Robb rimase sorpreso da quella confessione:-Allora dovrei essere io a scusarmi. Ho sbagliato a dire una cosa che non pensavo minimamente. Ma... siamo entrambi Saint, dobbiamo adempiere ai nostri compiti anteponendoli a qualsiasi altra cosa.- sbuffò, conscio che ciò era vero.

-Il nostro non è un destino come quello di tutti gli altri ragazzi della nostra età.- annuì Melisandra.

-Ma...io ringrazio comunque il Fato. E' grazie ad esso se ho potuto conoscere persone così fuori dal comune come tutti voi. Soprattuto, così come te...- sospirò Robb in un sorriso sereno quanto raro. I loro volti, come se fossero attratti da qualche forza misteriosa, si fecero sempre più vicini; le loro labbra si dischiusero in un dolce ed appassionato bacio. I due ragazzi stavano per farsi più audaci quando qualcosa li fermò.

-Oooooh-oh!- si sentirono urlare da dietro la porta:- Ehi, Robb! Andiamo dai!- era la voce di Lazle...

Melisandra non potè trattenere un sorriso dall'espressione che fece il ragazzo. Questi andò ad aprire, stavolta trovandosi davanti il suo tozzo amico.

-Ehi che c'è, perchè mi osservi in quel modo?- poi guardando dietro Robb si avvide della presenza di Mel:- Ah...scusa!!! No, davvero!- ripeteva Lazle agitando le mani davanti a sé.

L' alto ragazzo scrollò la testa, quasi gli veniva da ridere. Andò per prendere il suo cloth e poi uscirono insieme dalla casa con Melisandra al seguito.

-Su...ora devi andare sul serio.- sorrise, facendo l'occhiolino a Robb, stranamente maliziosa:-Ora hai un motivo in più per rivedermi no?- gli diede un veloce bacio sulle labbra alzandosi sulla punta dei piedi.

L' alto ragazzo non le rispose, le sorrise soltanto, conscio che ogni altra parola sarebbe stata futile.

Prima di dileguarsi definitivamente Melisandra lo guardò con ancora più tenerezza:-Anch' io ringrazio il Fato, Robb.-

I due partenti stavano per uscire ormai dal territorio del Grande Tempio. La luna era alta ormai in cielo stagliando imperiose le ombre della gola rocciosa che Robb e Lazle attraversavano con i loro Silver Cloth assicurati sulle spalle.

-Hai capito il mio tenebroso?- gongolava Lazle:- Noooo... che tresca con Mel, ma scherzate? Cupo di qua, cupo di là... e bravo Robb!-

Il ragazzo, come al solito, era perso nei suoi pensieri:-Eh? Ma che cavolo...- ghignò a sua volta:- a volte do pienamente ragione a Dhimitra. Come diavolo ti hanno fatto Saint a te?-

Le loro figure si perdevano nella notte stellata di Grecia.

Dall' alto del promontorio che stavano tagliando in mezzo, si stagliava una figura più nera delle ombre proiettate dallo spicchio lunare.

-Il tuo cuore è più in tumulto del solito, amico mio. Non preoccuparti per ciò che lasci dietro di te. Il Grande Tempio tutto è protetto dalla mia ala nera.-

La debole luce delle stelle si riflettè sull' armatura d' argento del Corvo.

-Buon viaggio. L' imperturbabile stabilità dei ghiacci che vai a trovare ti sia d' insegnamento.-