PAVONE PRESENTA:

UNA NUOVA GENERAZIONE DI EROI

ATTO DODICESIMO: GLI ALLIEVI DI VIRGO

"Il viaggio per giungere in India era piuttosto lungo e tutti noi utilizzavamo il tempo a nostra disposizione per perfezionare ed aumentare le nostre tecniche. Con Ryo ed Alya praticavo spesso la meditazione, così perfezionai il mio "secondo gemello": ora potevo fare indossare a lui la mia sacra armatura e combattere con un nemico anche restandogli distante e al sicuro.

Anche gli altri migliorarono le loro tecniche: fra gli altri Camus imparò a controllare i "cerchi del cigno" alla perfezione e Ryo sfiorò un giorno la morte nell'ampliare al massimo il suo cosmo, Micene dovette curarlo per due ore prima che fosse fuori pericolo. Callisto si faceva vedere sul ponte raramente, stava sempre in coperta, mentre Edua ed Alya avevano instaurato una buona amicizia. Raul era l'unico che vedeva con una certa regolarità Callisto, si era offerto lui stesso di portarle da mangiare, dato che noi banchettavamo quasi sempre insieme sul ponte della nave. Mako ed Axe dicevano che Raul era pazzo di Callisto, io e Lukas, che insieme agli altri due creavamo un gruppo di amici, ridevamo di tali considerazioni, anche se dentro di me non ridevo perché lui era innamorato, ma per me che non avevo il coraggio di esserlo.

Un giorno Raul mi propose di allenarmi con lui, accettai, così durante l'allenamento, parlammo, seppur non è consigliabile concentrarsi su due contemporaneamente, e mentre scagliava un "pugno dorato", mi disse: "Tu forse sei l'unico qui che comprende ciò che provo"; quelle parole mi bloccarono e fui preso in pieno volto dal suo colpo, per tre minuti interminabili non riuscì a rialzarmi, lui poi mi disse: "Scusa non volevo farti male, probabilmente ti ho colpito all'altezza del cervelletto". Sia le sue parole prima del colpo sia quelle dopo mi rimasero in testa per tutta la notte. Il giorno dopo, quello antecedente all'arrivo in India, cercai Mako per tutta la mattinata, chiesi ad Axe, che mi disse: "Stava dormendo quando sono uscito dalla camera", io dormivo con Raul e Lukas, Axe e Mako con Ryo, "Starà per salire, intanto dimmi cosa ne pensi di questo mio nuovo colpo: la <croce del capricorno>?" saltò in alto e formò una croce con le braccia che poi si mossero in modo da formare un attacco combinato di spada ed ascia che divide tutto in quattro parti perfettamente uguali.

Gli dissi che era impressionante, poi salì sul ponte Mako, insieme a Micene Camus e Ryo, gli chiesi: "Mi puoi fare un favore?", "Certo" rispose "Cosa vuoi?", "Fammi vedere come funziona la tua <cuspide scarlatta>", "Bene, dove? Su un albero della nave?" mi chiese, "No", risposi togliendomi l'armatura, "Su di me". Mako mi guardò stupito e disse: "La mia cuspide può portarti alla morte o alla pazzia", "Spero che mi porti solo consiglio" gli dissi sorridendo e gli urlai "Usa la <cuspide>!".

Mako lanciò la prima, che mi penetrò con una fiamma, poi la seconda e poi la terza, caddi in ginocchio, ma gli dissi: "Continua!" lui ne lanciò altre tre, ormai sentivo un dolore lancinante per il corpo, ma resistevo e dissi: "Ancora" arrivammo a dieci prima di che mi partisse un urlo di dolore, ma stavo iniziando a capire come funzionavano, urlai: "Avanti!" e lui mi colpì altre quattro volte, ormai mi sentivo la febbre e non percepivo più niente di esterno, ma sapevo ciò che volevo: i nervi toccati dalla cuspide e i loro effetti, supponevo anche di sapere dove avrebbe colpito "antares", ma lui non la usò prefererì imprimere al colpo una funzione cauterizzante per l'emorragia provocata, poi Micene completò l'opera in pochi minuti.

Quando mi ripresi del tutto, notai che tutti i miei compagni erano li a guardare il mio strano allenamento, poi Seiya chiese: "Perché ti sei fatto colpire dalle <cuspidi> di Mako?", "Per poter creare un mio colpo" risposi, e Mako chiese: "Davvero hai tratto un colpo dalle mie <cuspidi>?",

"Si" risposi "E se ti offri come cavia te lo faccio provare, non dovrebbe essere doloroso come il tuo", non so perché glielo dissi, ma lui rispose: "Va bene", allora lo avvisai: "Preparati a provare il <tocco dei gemelli>" e lancia una sottile linea di energia dorata che colpi i suoi nervi responsabili del movimento, lui disse: "Non riesco più a muovermi", gli spiegai che quella era una variazione sul mio "demone oscuro" unito con le sue "cuspidi scarlatte" e che premendo in cinque punto diversi avrei potuto bloccare tutti e cinque i suoi sensi, però preferì sbloccarlo.

Il giorno dopo arrivammo in India, percorremmo un pò di strada a piedi dopo aver attraccato, poi entrammo in un tempio sacro ad Ermes, penso siano pochi i tempi a tale divinità in Oriente, lì trovammo ad attenderci un uomo sui quaranta anni che era seduto in posizione di preghiera, con le gambe incrociate e gli occhi chiusi, non li aprì nemmeno, ma ci salutò direttamente dicendo: "Benvenuti cavalieri d'oro, io sono Shoren sacerdote di Ermes, chi di voi prenderà l'armatura del maestro Shaka?", Alya si fece avanti e disse: "Io, Alya, figlia dell'ultimo cavaliere di Virgo, Andromeda, ed allieva di Hu, sacerdote di Eolo addestrato dal sommo Shaka". Detto ciò Alya passò mentre noi altri fummo bloccati dal sacerdote che ci disse: "Deve meritarla lei, l'armatura". In quel momento apparirono alle nostre spalle una trentina di guerrieri armati con catene, noi stavamo per attaccare quando Shoren disse: "Siete miei ospiti, quindi lasciate che me ne occupi io", alzò le mani sopra il capo e le congiunse, sentì un immenso potere partire dalle sue mani ed una sfera di energia rossa intanto si andava creando dalle sue mani, lui urlò: "Messaggio di fuoco" e la sfera si scagliò contro i guerrieri polverizzandoli. In seguito ci girammo e vedemmo Alya combattere con un altro guerriero, senza armi, che le lanciò contro un colpo denominato: "Last sunset", che però Alya parò con la sua "barriera dei venti", il nemico allora disse: "La mia dea mi aveva avvisato che tu eri pericolosa, ma Yo non ha paura di una donna", Alya gli rispose: "Dovresti, perché ora proverai il <Soffio dell'Oriente>" e gli scatenò contro questo colpo, le avevo visto usare il suo respiro come un attacco che denominava "vortice dorato", ma non avevo mai visto questa tecnica, che assomigliava vagamente sia a quella di Shoren sia a quella del suo avversario: Alya concentra il suo potere nelle mani poste di fronte al suo volto e poi le scatena in un gigantesco tornado di venti che tutto distruggono.

Ucciso l'avversario l'armatura della Vergine si pone sul suo corpo, ora eravamo sei cavalieri d'oro.

Allora Shoren si alza in piedi, era sempre rimasto nella medesima posizione fino ad allora, e ci chiede: "Quell'uomo ha detto <Last sunset>?", "Si" risponde Alya, "E' la tecnica di Kuyra, il sesto allievo del grande Shaka", allora Alya afferma: "Ma eravate due gli allievi di Shaka", lui risponde: "no", e poi ci spiega: "In principio Shaka aveva sei allievi: Argora, Shiva, Joes, Hu, Kurya ed io. Poi i suoi due prediletti, Argora e Shiva, diventarono cavalieri d'Atena, l'uno con l'armatura d'argento dell'Indiano, l'altro con l'armatura di bronzo del Pavone, ma furono entrambi battuti dal cavaliere della Fenice, le loro armature rimasero nella sua isola e lui addestrò un giovane che indossò l'armatura del Pavone, mentre quella dell'indiano rimase nascosta in qualche vulcano." volevo dirgli che il cavaliere di cui parlava era il maestro di mio padre e il giovane cavaliere del Pavone mio padre, ma evitai, lui intanto continuava, "Joes divenne invece cavaliere del cancro, dopo la battaglia contro Ades, quando morirono tutti i cavalieri d'oro, e lui stesso morì nella battaglia contro Urano. Hu ed io diventammo dei monaci di diverse divinità e non seppi più niente di Atena finché non fu la stessa dea a chiamarci ed a chiedere a me di custodire la sacra armatura, mentre Hu completava il tuo allenamento nel controllo del vento. Di Kurya ne seppi più niente dopo la mia investitura a sacerdote di Ermes, tranne che si era avvicinato ad una divinità maligna, lo credevo morto, ma la sua tecnica è viva", "Cosa ti fa credere che sia la sua tecnica?" chiese Mako, "L' Om", disse Alya, "Cosa?" chiedemmo noi, "La tecnica del mio maestro si chiamava <Abbandono dell'Oriente> e lui concentrava il suo cosmo in una sfera dorata che tutto distruggeva", spiegò Shoren, "questa tecnica di concentrazione si chiama Om, la usiamo tutti, ma noi allievi di Virgo l'abbiamo perfezionata. Shiva la chiamava <abbraccio dell'Oriente> ed appariva molto simile al colpo del mio maestro, come anche quello di Argora, il <nettare di Loto>. Joes lo chiamava invece <Meridiana d'oro> simile ad un grande cerchio. Tu, Alya, usi il colpo del tuo maestro che risulta come un forte vento, mentre io concentro in una sfera di fuoco il mio cosmo. Al contrario Kurya sviluppava il suo cosmo in una sfera di energia nera, proprio come quella che ti ha attaccato, ma molto più potente".

Con queste parole ci lasciò andar via e ci dirigemmo verso la Cina, alla cascata dei cinque picchi, dove si trovava l'armatura della Bilancia, quella di Ryo".