CAPITOLO 4

Non trascorrono che pochi minuti, Atena e Pegasus stanno per rientrare al tempio nel momento in cui Sirio, Cristal, Phoenix e Andromeda si ritrovano nei corridoi mentre i due giovani stanno giungendo; lo stupore si spande sui loro volti… proprio dietro la loro dea, essi notano Pegasus, il loro più caro amico, che avanza con incedere fermo ma al contempo ancora piuttosto stanco

- Pegasus! - esclama il cavaliere del Dragone - Sei… sei tu?! -

Il cavaliere delle 13 stelle sorride amichevolmente al suo più caro amico senza pronunciare parola ma il suo sguardo luminoso ed acceso parla ben più di ogni qualsiasi parola che, in quel momento, si potesse pronunciare. I ragazzi non celano l'immensa gioia che sentono nei loro cuori ed essa traspare nitidamente sui loro volti trasmessa dai loro sguardi dopo giorni di angoscia e paura, trascorsi nel timore di non poter più rivedere quel sorriso amico e quel volto sbarazzino di colui che ben conoscono… in men che non si dica, Pegasus è circondato dai suoi più grandi amici; solo Phoenix è rimasto un pò in disparte ma anche lui, solitamente assai restìo a mostrare i suoi sentimenti, è lieto di rivedere quel ragazzo "scriteriato ed istintivo" nuovamente in piedi e tornato alla vita, ed un sorriso comparso sul suo volto arcigno e severo ne è dimostrazione.

Phoenix volta le spalle ai presenti e si allontana pensando

"Sapevo che quel ragazzo non avrebbe ceduto… la sua voglia di vivere supera persino la morte stessa"

nel frattempo anche Kanon è sopraggiunto. Il giovane Sacro Oracolo di Atena vede Pegasus, gli sguardi dei due più forti cavalieri di Grecia s'incontrano scambiandosi un'occhiata di intesa e di amicizia, Kanon gli si avvicina mentre gli altri cavalieri si sono scostati da Pegasus: Gemini, fermandosi a pochi passi lontano dal ragazzo, gli dice con tono pacato

- Ero certo che ce l'avresti fatta a tornare tra di noi… -

- Io spero sia così per sempre… - risponde il giovane con tono ancora piuttosto affaticato ma al contempo speranzoso.

I giorni trascorrono, è un pomeriggio di primavera inoltrata particolarmente caldo, il sole splende con forza e vigore, tali da far quasi bruciare la terra ma provvidenzialmente mitigato da un fresco venticello che , di tanto in tanto, spira attenuando quella canicola afosa che contraddistingue quel giorno. Pegasus si è ormai piuttosto ripreso e le sue condizioni di salute appaiono notevolmente migliorate, la stanchezza e quei malori che lo affliggevano sembrano ormai un lontano ricordo abbandonato ad un passato da dimenticare; tutto appare tranquillo, la quiete regna sovrana… o almeno cosi sembra… Cristal, Andromeda, Sirio e Phoenix si ritrovano a passeggiare per un parco nei pressi del Grande Tempio in compagnia di Pegasus mentre Atena, al tempio, è in compagnia di Kanon, appare piuttosto assorta nei suoi pensieri e ciò non sfugge al giovane Grande Sacerdote il quale, avvicinandosi , le domanda

- Atena… cosa vi inquieta? siete così assorta nei pensieri… -

- E'un periodo in cui, da diverse settimane, insistentemente nella mia mente si insidiano immagini sconvolgenti e una visione… costante ed inquietante -

- Me ne volete parlare? -

- Sono immagini di devastazione e morte, ecco cosa mi perseguita… vado distese di

ghiaccio interminabili, corpi dilaniati e prigionieri di quel gelo e l'oscurità che avvolge ogni cosa… sono immagini raccapriccianti e spaventose Kanon… terrificanti-

Risponde la dea rabbrividendo lei stessa mentre ne parla, poi prosegue dicendo

- … E poi quella visione… -

- … Che visione, Atena? -

- Un giovane… un giovane circondato da un cosmo di potenza divina; pari al sole se non all'universo stesso… egli si volta ma il suo volto è adombrato come da non voler essere riconosciuto… solo una frase pronuncia «NON ABBANDONARMI, SALVAMI ATENA» ciò che riesco a malapena ad intravedere sono delle lacrime… lacrime di sangue; poi voltandosi, torna verso un tempio sulla cui entrata vi è un'ombra ad attenderlo… e in esso egli scompare: in quel momento tutto diventa oscuro e spaventosamente agghiacciante tetro come non mai… -

La fanciulla racconta quel "sogno" con voce tremante poi pone una domanda a Gemini

- Kanon, non riesco a comprendere cosa mai possa significare tutto questo… e sento un immenso timore pervadermi l'anima… cosa vuol dire tutto questo? -

Kanon tace alcuni attimi, poi osserva

- E' una richiesta disperata di aiuto, mia signora -

- Ma di chi, Kanon? -

Il giovane uomo volge lo sguardo verso il sole dicendo

- E se fosse il sole o l'universo stesso quel giovane che voi vedete in quella visione? -

- Il sole… l'universo? … non capisco… - mormora la ragazza,

Kanon torna a volgere lo sguardo verso Atena dicendo

- … Le Tenebre che tornano… è questo il significato di quella visione mia dea -

- Le Tenebre che tornano?! - domanda la giovane

- Sì, mia signora -

Atena pensa "LeTenebre che tornano… " si ripete ella nella mente.

La fanciulla si scuote poi esclama con tono concitato ed incredulo - Hades!!! -

Atena è sconvolta

- Il sole che si oscura… la "GRANDE ECLISSI"… Kanon, possibile che… -

- Sì, Atena… Hades… Egli non è stato ancora sconfitto definitivamente… -

Dice il giovane Oracolo con tono fermo. Atena è incredula e con voce quasi soffocata, mormora

- Ma com'è possibile? … io… io ricordo di averlo colpito con lo Scettro di Nike durante la battaglia nell'Elisio… era… era svanito… inghiottito dal Nulla! ed ora tu… tu mi dici che… no… non può essere… !! -

Atena si sente mancare e deve appoggiarsi ad una colonna del tempio

- Non è possibile… - Ripete con ancor più incredulità nel tono di voce, poi guardando Kanon nuovamente ella domanda

- Ma dove può essere ora? … dove?! -

- Purtroppo non è dato di saperlo, Egli può essere ovunque i suoi poteri sono illimitati… - Risponde Gemini con arrendevolezza.

Altrove; Pegasus sta passeggiando tranquillamente con i suoi amici di sempre, parlando, ridendo e scherzando; ai cavalieri ancora non sembra vero di poter rivedere nuovamente quel volto amico, di udire ancora quell'allegra risata contagiosa e spensierata: eppure così ha voluto il Destino… il cavaliere della costellazione del Cavallo Alato è tornato alla vita dopo giorni di oscuro oblìo. Dopo aver passeggiato con gli altri sentendosi leggermente stanco, Pegasus decide di fermarsi a riposare per alcuni minuti lasciandosi cadere tra l'erba e all'ombra di un immenso platano. ll giovane ha il respiro lievemente affaticato ma il volto sereno, i raggi del sole glielo illuminano: egli volge lo sguardo ad esso, i suoi raggi penetrano tra le folte fronde degli alberi e del platano sotto il quale i cavalieri sono seduti. Pegasus, tenendo le mani dietro la nuca, ripercorre nella sua mente un ricordo nemmeno tanto lontano e dice con tono serio e pacato

- Ci pensate mai a ciò che la Terra e l'umanità stessa stava perdendo? … il sole, la luce della vita… sarebbe stata la fine di ogni cosa, la fine di ogni esistenza… quale demoniaca follia fu quella di Hades… -

I suoi compagni si soffermano a ponderare quelle parole pronunciate dal giovane cavaliere… quel pensiero espresso dal suo animo appartiene a tutti quanti loro. Pegasus chiude gli occhi dicendo con mestizia

- Quante vite sono andate perdute per impedire che ciò avvenisse… quante… -

Il suo pensiero si rivolge inevitabimente ai cavalieri d'Oro e la malinconia gli pervade l'anima… egli tace per qualche attimo, poi riprende il discorso interrotto

- Mai credevo che l'odio di una divinità potesse giungere a tale ardimentoso desiderio di vendetta… una brama di potere assurda quanto inconcepibile… possibile che Costoro provino un odio così forte verso l'umanità? … possibile che Essi non conoscano nè pietà, nè amore e nè perdono? Eppure dovrebbero loro stessi amare coloro che, in verità, vogliono punire… perchè così non deve essere? … -

Pronunciando quelle frasi, gli occhi del ragazzo si velano di lacrime: com'è distante ora quel valoroso guerriero intraprendente e temerario; è lontano quel giovane istintivo e sgavezzacollo che tutti hanno conosciuto. Il ragazzo, riaprendo gli occhi, si mette seduto tra l'erba dicendo con rabbia e malinconia insieme

- I giochi di potenza a nulla giovano, è soltanto violenza primitiva che non sà ragionare… gli aridi cuori di tali divinità non hanno alcun ritegno nè pudore… -

Egli si alza allontanandosi dai suoi amici di alcuni passi e prosegue a parlare volgendo lo sguardo all'orizzonte infinito stringendo le mani a pugno

- La loro meschinità è follia… solo follia che acceca e arreca terrore… distruzione, desolazione e morte… che a nulla può giovare se non all'ignoranza che il Primordiale Odio ha generato e della quale si nutre senza ritegno alcuno: quella follia che Essi non comprendono di possedere perchè ciechi di potere… -

I cavalieri sono attoniti… Pegasus appare diverso ai loro occhi e le parole che pronuncia il cavaliere delle 13 stelle non sembrano neppure dette da lui ma da un'altra persona.

- La vera forza risiede nella Luce e nella Speranza… nell'Amore; queste forze unite tra loro valgono ben più di ogni altro potere divino seppur esso sia smisurato ed illimitato… è nella Luce che risiede la forza dei cavalieri di Atena e di virtù li inebria… ciò li porta a vincere sul Male e le loro pure auree cosmiche accendono i loro cuori come fuoco ardente in quella Luce che li alimenta… esplodendo devastante ed implacabile, qualora l'umanità è in pericolo… -

Pegasus alza gli occhi al cielo dicendo infine

- … L'ostile follia divina mai potrà spegnere i loro cosmi luminosi e di giustizia ricolmi… la loro forza è immensa-

D'un tratto ecco insinuarsi nuovamente nella sua mente quella"voce"che egli ben conosce

" E' VERO… LA LORO FORZA E' IMMENSA MA NON COME LA TUA… QUELLA CHE TU POSSIEDI E' UNA FORZA PURA, TRAVOLGENTE! IN GRADO DI DIVENTARE INCONTROLLABILE, IMPLACABILE E SPIETATA: DISTRUTTIVA!! SI'… DISTRUTTIVA QUANDO SI TRATTA DI USARLA PER QUELLO IN CUI CREDI MA LORO NON RIUSCIRANNO MAI A GIUNGERE ALLA POTENZA SUPREMA E DIVINA, TU INVECE… IN TE HAI IL POTERE PIU' IMMENSO CHE SI POSSA IMMAGINARE… MA ORA LO USERAI PER IL MIO SUPREMO VOLERE… E NON CERTO PER LA LUCE E LA VTA!!! "

Tuona la "voce". Il ragazzo spalanca gli occhi mentre, ad essi, sembra che il sole stia oscurandosi… Pegasus resta lì, fermo ed immobile come una pietra

" LA TUA VOLONTA' E' SOTTO IL MIO PIENO CONTROLLO, ORMAI LE NOSTRE DIVINE ESISTENZE SONO UNITE… IO VOGLIO CHE IL SOLE SI OSCURI DEFINITIVAMENTE… CHE LA NOTTE REGNI ETERNA SULLA TERRA E SULL'INTERO UNIVERSO… CHE OGNI VITA SCOMPAIA E CIO' AVVERRA'… "

Dice perentoriamente quell'essere

"No… io non te lo permetterò… perchè non è questo ciò che io voglio"

Risponde l'anima del giovane a quell'imperativo ordine

" DEVI VOLERLO!! " Urla l'infido nemico

" No… mai… ! " Ribatte quell'anima di luce

" E' INUTILE OPPORTI! … A NULLA SERVE!!! TANTO CIO' CHE DEV'ESSERE SARA'… E TU LO FARAI AVVENIRE!!! " Ruggisce l'essere ignobile.

Pegasus si tappa le orecchie, non vuole udire quella dannata voce che lo perseguita e lo tormenta, china il volto chiudendo stretti gli occhi

- Smettila dannato essere… smettila - Mormora il ragazzo con esasperazione e sofferenza.

Una voce lo chiama - Pegasus!! -

Il giovane solleva istintivamente lo sguardo riaprendo gli occhi , si guarda attorno… Sirio è innanzi a lui, Cristal e Andromeda al suo fianco, Phoenix poco lontano. I ragazzi lo osservano perplessi e ansiosamente, ne vedono gli occhi che appaiono smarriti per alcuni attimi…

- Cos'hai? - chiede il cavaliere del Dragone con non poca preoccupazione, le mani premute sulle spalle di Pegasus, gli occhi del colore del mare, fissi negli occhi scuri dell'amico…

Il cavaliere del Cavallo Alato si sente strano come se fosse tornato da un viaggio onirico al di là del tempo e dello spazio… rivolge lo sguardo nuovamente al sole; esso è ancora luminoso nel cielo, le fronde degli alberi, l'erba ed i fiori splendono ai suoi raggi come tante pietre preziose…

- Stò bene Sirio… stò bene, non temere… per un attimo mi sono perso nei ricordi… -

- Ne sei certo? - Domanda Sirio, sinceramente poco convinto da quanto detto dall'amico.

- Sì… non è altro che quello - Conferma il ragazzo accennando un lieve sorriso.

Pochi attimi dopo si fa avanti Andromeda, il quale domanda

- Pegasus… non credi che dovresti recarti a riposare un pò? … non è trascorso molto tempo da quando ti sei risvegliato da quello stato di incoscienza… non hai ancora recuperato completamente le forze… -

- No, Andromeda… no… voglio restare alla luce del sole; troppo a lungo sono stato prigioniero dell'oscurità… desidero soltanto assaporare questa pace… null'altro che questo… - Risponde amichevolmente il giovane.

Pegasus osserva ancora il sole, sorride sereno poi volge lo sguardo altrove osservando il leggero ondeggiare dei fili d'erba che sembrano sussurrare tra loro parole impercettibili all'udito umano… la brezza leggera di quel venticello che ancora spira, fischia come lieve e rilassante melodia tra le fronde degli alberi; quel verde ornato dai giochi dorati dei raggi del sole lo fanno sentire vivo e sereno: una dolce sensazione di calma e pace mai assaporati sino ad allora, pervade tutto il suo essere ed egli si abbandona a quella calma che lo rilassa e lo acquieta, si lascia andare a quella splendida sensazione lasciandosi cullare l'anima senza opporre alcuna resistenza perchè è la quiete e la pace che cerca da sempre.

" BRAVO! … E' COSI' CHE DEVI COMPORTARTI… LASCIATI ANDARE, NON E' PIU' TEMPO DI RESISTERMI… SMETTI DI RESISTERMI: ADESSO!!! "

Tuona nuovamente quella"voce" in lui.

Pegasus se ne è reso conto troppo tardi; ha allentato inconsapevolmente le sue difese, la sua parte più vulnerabile è uscita allo scoperto: terreno fertile per il suo oscuro nemico, sente che gli stà succedendo qualcosa di stano… Qualcosa stà respingendo la sua personalità per sostituirvisi; calpestandola senza pietà, schiacciandola senza alcun timore per poter prendere il sopravvento definitivo… ma un'altra voce si fa avanti

« RESISTI… TE NE PREGO! IO NON POSSO VINCERE IL MALE SENZA IL TUO AIUTO, LA TUA VOLONTA' A TE SOLO APPARTIENE… TU NON SEI TENEBRA MA LUCE!! … SCACCIA L'OSCURO NEMICO… SCACCIALO! NON FARTI IMPRIGIONARE DA ESSO O TUTTO SARA' PERDUTO!! »

"Io lo vorrei ma la mia anima è… "

« LA TUA ANIMA SONO IO… TU NON APPARTIENI A QUEL DEMONE DIVINO… SCACCIALO DA TE… SCACCIALO!!! »

"Non riesco… non ce la faccio! Egli stà gettandomi nel baratro del Nulla! … la sua forza è immane e devastante, io non. . »

« DEVI!! … NON ARRENDERTI A LUI… NON ARRENDERTI AL SUO MALEFICO INGANNO; AL SUO OSCURO INCANTO. NON FARLO, NON DEVI FARLO!!!! NO!!! »

Urla quella "voce" amica.

L'anima di Pegasus piange, lotta disperatamente per cercare di riportarsi in superficie ma il potere del male è troppo forte ed illimitato e riesce a calpestare la Luce facendola precipitare nel Nulla dell'Oblìo Infernale delle Tenebre… In quel momento le foglie cominciano a stormire più forte, non è più soave melodia cristallina ma è un urlo… un urlo agghiacciante! Quella brezza non è più tale ma si è tramutata in vento: un vento intenso e fortissimo, gelido… più della Morte stessa.

Anche se piuttosto lontano da quel parco, quel vento giunge sino al Grande Tempio: Atena e Kanon se ne sono accorti immediatamente

- Questo vento raggelante… io… io lo riconosco… è quello che ho avvertito non molto tempo fa… è come una presenza infida… una presenza nemica - Mormora Atena.

La ragazza si rivolge al suo Oracolo - Kanon… è forse… -

- Sì… lo è, Atena, è Lui… - Dice Gemini con tono autorevole.

Nel frattempo, nel parco, Pegasus si è allontanato dai compagni proprio nel momento in cui quel vento minaccioso si è alzato cominciando a spirare con veemenza, preda del Gelo. Nessuno comprende ciò che in verità stà accadendo…

- Che bizzarìa… - Osserva Andromeda massaggiandosi le braccia e rabbrividendo.

- Già… così all'improvviso poi… un attimo fa si moriva dal caldo ed ora si gela- Dice Sirio

- Che vento strano… - Sussurra, a sua volta, il cavaliere del Cigno osservando il cielo

- Hai ragione Cristal… è troppo strano - Osserva il cavaliere della Fenice, agrottando le sopracciglia con preoccupazione.

- E' un vento che sembra ghermire con odio… pare portatore di terrore… - Mormora il Dragone chiedendosi poi - Che cosa significa tutto questo?! -

Il tono di Sirio non nasconde la preoccupazione che si è insinuata, in quel momento, nel suo cuore ed un timore sente turbarlo non poco…