I CAVALIERI E LA STAMPA

La stampa, intesa non solo come quotidiani e riviste, ma anche come pubblicazioni occasionali, non si è mai occupata troppo dei cavalieri, e quando lo ha fatto, si è limitata il più delle volte a criticarli per le scene di violenza. Quando i cavalieri furono trasmessi su reti minori, gli unici riferimenti venivano dalle pubblicità dei modellini. Il solo giornale a nominarli fu il Venerdì di Repubblica che, nel corso di un articolo contro i Power Rangers ed i cartoni violenti in genere, li metteva nella categoria dei cartoni da evitare, insieme a Ken il Guerriero.

Negli anni in cui i cavalieri furono trasmessi su Junior Tv (poi diventata per un breve tempo "Casa J" ed ora "J Tv") è avvenuta invece la pubblicazione della rivista "Japan Magazine", che proprio sulla copertina del loro primo numero avevano messo una foto dei cavalieri. Japan Magazine pubblicò vario materiale sui cavalieri, come articoli, foto, le immagini della "Gold Collection # 2" e, anche se erano frequenti gli errori e le imperfezioni, evitò che i cavalieri fossero dimenticati. Più o meno nello stesso periodo iniziò la pubblicazione del manga dei cavalieri da parte della Granata Press, ora fallita, e ben presto si aprì una polemica dai toni anche abbastanza accesi tra il Drago, ovvero colui che curava la posta di Japan Magazine, e Cosmo, colui che curava la posta del manga. In quel periodo furono anche messe in circolazione le prime edizioni delle videocassette dei cavalieri, ma questa è un'altra storia.

Il manga continuò ad essere pubblicato anche quando i modellini dei cavalieri divennero introvabili nei negozi, ma quando anche il manga terminò, i cavalieri sparirono per un lungo tempo, anche perché ben presto Junior Tv smise di trasmettere la serie animata.

Questo "periodo buio" dei cavalieri in Italia è durato per circa cinque anni, durante i quali i cavalieri sopravvissero solo nella memoria degli appassionati. Verso la fine degli anni '90 però, lo sviluppo dei computer e di internet permise a molti fan di costruire dei siti, anche di piccole dimensioni, sui loro beniamini.

Per avere una nuova apparizione dei cavalieri in televisione, si è dovuto aspettare fino al 1999, quando J Tv trasmise gli OAV di varie serie animate, e tra essi, in due puntate, fù trasmesso anche "La Leggenda dei Guerrieri Scarlatti", ovvero il 3° OAV dei cavalieri. Qualche mese più tardi, la DeAgostini iniziò una nuova pubblicazione, Japan Animation, e nel secondo numero allegò la cassetta del 1°OAV dei cavalieri, "La Dea della Discordia". Insieme alla cassetta c'era anche un piccolo fascicolo, che, pur essendo per lo più dedicato ai robot giapponesi, presentava un breve ma accurato riassunto del film e la descrizione di Pegasus e Lady Isabel. Al posto di Japan Magazine, che presumo scomparso visto che è introvabile nelle edicole, sono comparse varie riviste, tra cui Lodoss Magazine, che si occupano di manga ed anime.

Nel Giugno 2000 la StarComics ha ristampato il manga, ritraducendolo ed impaginandolo in maniera più fedele all'originale, e da Dicembre a Marzo 2001 ha anche stampato gli Anime Comics dei 4 OAV. Ad Ottobre 2000 intanto Italia 1, complice il successo di DragonBall, ha deciso di puntare sugli anime giapponesi ed ha ripreso a trasmettere i cavalieri, seppur in una versione ricca di censure. La prima reazione della stampa è stato un articolo su "Sorrisi e Canzoni" che in pratica sconsigliava ai più piccoli la visione del cartone. Il Venerdì di Repubblica nella sezione "La Tv dei Bambini" pubblica quasi settimanalmente un trafiletto col riassunto di un episodio. Sono abbastanza frequenti le imperfezioni, ma il riassunto è fatto sostanzialmente bene e permette di farsi un'idea dell'episodio.

In televisione, è recentemente comparsa una pubblicità dei nuovi modellini dei cavalieri commercializzati dalla Giochi Preziosi. La pubblicità è fatta bene, alternando immagini del cartone a quelle dei giocattoli, ma questi ultimi non sono affatto all'altezza di quelli messi in commercio anni fa.

Infine, è possibile trovare nei negozi di software per computer, un Cd ricco di immagini dedicato a sei cartoni animati giapponesi: Devilman, Nausica, Una porta socchiusa ai confini del sole, Record of the Lodoss world, Mononoke Hime, ed i cavalieri stessi.

Allegato al Cd vi è un libro introduttivo, scritto in italiano, inglese e francese. Ecco come nell'introduzione si parla dei cavalieri: "Una serie come Saint Seiya (I Cavalieri dello zodiaco) rappresenta un grandissimo successo popolare del genere: in un mondo moderno, ma fantastico, i poteri dei cavalieri dell'antica Grecia, del Nord e di altre mitologie, tornano a combattere per la libertà e la giustizia. Il successo porta incrementi economici all'industria del giocattolo, che distribuisce i modellini dei personaggi ed ispira imitazioni, come I Cinque Samurai, più incentrato sulla mitologia orientale, e "Tenku senshi Shurato", focalizzato invece sulla mitologia indiana."

Più avanti c'è la sezione dedicata ai cavalieri: "Cosa succederebbe se le forse degli Dei dell'antichità ritornassero in vita, oggi, per la giustizia e contro le forze del male ? E' questo il punto di partenza di "Saint Seiya", fumetto di grande successo di Masami Kurumada, il quale viene portato in animazione nel 1986, con l'apporto di un grande disegnatore come Shingo Araki e che spopola per parecchi anni lasciando un segno nella storia dell'animazione fantasy. Tutto inizia da un torneo finalizzato alla conquista di un'armatura d'oro, in cui, sotto lo sguardo vigile dell'ultima incarnazione della dea Atena, Saori, si affrontano ragazzi coraggiosi sottoposti a duri allenamenti. Tra loro spiccano l'irruente Seiya, l'algido Crystal, l'effemminato Shun, il saggio Siryu e il ribelle Ikki. Presto le forze malvagie hanno il sopravvento, dietro ad esse c'è Ares, il sacerdote dei Gemini, che trascinerà i cinque cavalieri sulle pendici dell'Olimpo, in una guerra combattuta in vari templi, ciascuno dei quali rappresenta un segno zodiacale. In palio c'è la vita di Saori. In seguito, i cinque cavalieri dovranno affrontare le forze degli Dei del nord, e poi la furia di Poseidone e dei suoi generali. Così termina la serie televisiva. Nei quattro film, tornano le battaglie, nel primo contro la Dea della Discordia, nel secondo di nuovo contro gli Dei nordici, nel terzo contro Apollo, e nel quarto contro Lucifero. "Saint Seiya" ha avvicinato al mondo degli anime moltissimi giovani, in vari paesi ; Le storie sono ripetitive, ma la caratterizzazione dei personaggi di Shingo Araky, tutti in stile "belli, dannati ed ambigui", ha fatto storia. Dopo il successo ottenuto in Giappone, "Saint Seiya" ha avuto molto seguito nei paesi dell'America latina, in Spagna, Francia ed Italia."

L'articolo sopra riportato presenta alcuni errori, i nomi dei personaggi ad esempio sono un misto fra quelli originali e quelli italiani, ed è scritto Siryu al posto di Shiryu. Arles, anch'egli scritto col nome originale Ares, è presentato come sacerdote di Gemini, e non come cavaliere di Gemini e sacerdote di Atena. Questi errori sono presenti sia nel testo italiano che in quello inglese, mentre la versione francese riporta le cose al modo giusto. Unico errore comune a tutti i tre testi è il fatto che lo scontro delle dodici case si combatterebbe sulle pendici dell'Olimpo, mentre in realtà avviene al Grande Tempio.