I MITI DEI PROTAGONISTI: ERCOLE

By Dauko di Libra

Il più famoso eroe greco è un semidio, nato dall’unione di Zeus con Alcmena, moglie del re di Micene, Anfitrione. Mentre questi era lontano in guerra, Zeus si unì ad Alcmena assumendo le sembianze del suo sposo, ma per generare il grande eroe che aveva in mente una sola notte non sarebbe bastata : così, tramite Ermes, ordinò ad Elio, il Dio del Sole, di staccare i cavalli dal suo carro e di non mostrarsi nel cielo. Anche alla Luna venne impartito lo stesso ordine, e ad Hypnos fu ordinato di intorpidire le menti dei mortali, affinché non si rendessero conto di quanto stava accadendo. In questo modo una sola notte venne fatta durare quanto tre normali.

Zeus aveva i suoi motivi per agire così : egli doveva infatti generare un figlio tanto forte da impedire lo sterminio degli uomini e degli Dei (verosimilmente nella Titanomachia, n.d.R.). Infatti scelse Alcmena, oltre che per la sua bellezza, per la sua saggezza e per la sua dignità, e dopo di lei non si unì mai più a donne mortali.

La notte seguente Anfitrione, tornato vittorioso dalla guerra, desiderò giustamente giacere con la sua sposa, ma Alcmena gli disse che era già venuto la notte prima. Non riuscendo a capire cosa fosse accaduto Anfitrione chiese consiglio al famoso indovino Tiresia, il quale gli rivelò che Zeus aveva preso le sue sembianze. Anfitrione si unì comunque ad Alcmena, e da quell’unione sarebbe nato il fratello mortale di Eracle, Ificle. Dopo di allora però Anfitrione preferì non giacere più con Alcmena, temendo di suscitare l’ira di Zeus.

Nove mesi dopo il momento del parto di Alcmena si stava avvicinando. Zeus annunciò che stava per nascere un grande eroe, il cui nome sarebbe stato Eracle, che significa "gloria di Era". La regina degli Dei però, mortificata una volta di più dalle infedeltà coniugali di Zeus, gli fece promettere che il primo bambino di sangue reale nato in quel giorno sarebbe stato re. Ottenuto il giuramento convinse la Dea del Parto, Ilizia, a ritardare la nascita di Eracle, di modo che il primo a venire alla luce fu suo cugino Euristeo, anch’egli di sangue reale.

Secondo alcune tradizioni Eracle nacque sotto il segno del Capricorno, secondo altri invece sotto il segno del Cancro.

Alcmena, obbedendo evidentemente ad un ordine divino, finse di abbandonare Eracle in un campo. Proprio là, per istigazione di Zeus, Athena portò Era a fare una passeggiata, e fingendo sorpresa alla vista del bambino abbandonato lo diede ad Era perché lo allattasse. La Dea accettò, ma Eracle si attaccò al suo seno con tanta forza da provocarle dolore. Era lo allontanò da sé bruscamente, ed il suo latte sprizzando in cielo formò la Via Lattea. Ma ormai Eracle, avendo succhiato il latte dal seno di Era, era divenuto immortale, ed Athena lo riportò da Alcmena.

Circa un anno dopo Era tentò di uccidere Eracle introducendo due serpenti nella sua stanza. I rettili, i cui occhi schizzavano fiamme e dai cui denti gocciolava veleno, strisciarono verso la culla di Eracle, ma il bambino li strangolò divertito, come se non fossero altro che giocattoli.

Nel corso degli anni Eracle ebbe molti maestri che lo addestrarono nelle varie arti. Anfitrione gli insegnò a guidare il cocchio. Castore lo istruì nel maneggiare le armi. Il famoso musico Lino, figlio di Apollo e di Urania, la Musa dell’Astronomia, gli insegnò a suonare la lira : ma un giorno Eracle, stanco delle sue prediche, gliela spaccò in testa, uccidendolo. Venne processato per assassinio, ma ottenne l’assoluzione citando una legge di Radamanto, uno dei tre Giudici dei Morti, secondo la quale l’uso della violenza contro un aggressore era giustificato.

Quando compì diciott’anni Eracle uccise un leone che aggrediva il bestiame di Anfitrione. Per aver ragione della belva usò una clava grezza ricavata dal legno di un olivo, e questa divenne la sua arma più caratteristica (con le fronde dell’ olivo, o meglio dell’ oleastro, si scacciavano gli spiriti maligni, n.d.R.). Nello stesso periodo, ospite presso un re vicino, si unì a tutte le sue cinquanta figlie.

Subito dopo Eracle intraprese una guerra in difesa del regno di Tebe, e poiché né lui né gli alleati che aveva raccolto disponevano di armi sufficienti si recò in tutti i templi della città e fece incetta di elmi, armature e schinieri che erano stati consacrati agli Dei in ricordo di battaglie vittoriose. Athena apprezzò questo gesto, perché la causa di Eracle era giusta, ed adattò le armi alla corporatura di Eracle e dei suoi compagni. Al ritorno dalla guerra Eracle dedicò ad Athena, venerata con l’epiteto di Armata, due statue di pietra.

(Dal testo di Robert Graves sui miti greci : << Athena Armata fu l’ Athena antica che distribuiva armi ai suoi figli eletti; nei miti celtici e germanici il dono delle armi è una prerogativa matriarcale…>>)

Questa vittoria rese Eracle l’eroe più famoso di tutta la Grecia, ed il re di Tebe gli diede in sposa la propria figlia, Megara, dalla quale ebbe numerosi figli. Ma Era, gelosa della sua gloria, lo fece impazzire, ed in preda alla follia Eracle li uccise tutti.

Recuperata la ragione, secondo alcune tradizioni grazie ad Athena che lo picchiò sul capo con una grossa pietra, si recò a consultare l’oracolo di Delfi per chiedere come espiare questo delitto. L’oracolo gli ingiunse di mettersi al servizio di suo cugino Euristeo, re di Micene, per un periodo di dodici anni, e di compiere tutte le imprese che questi avrebbe ritenuto opportuno affidargli. Come ricompensa gli sarebbe stata concessa l’immortalità.

Gli Dei regalarono numerose armi ad Eracle in previsione delle sue imprese : Athena gli donò un’armatura d’oro ed un mantello, ed Efesto degli schinieri di bronzo. Tuttavia Eracle non usò mai molto armi od armature, affidandosi quasi solo alla clava, all’arco e alle frecce. Nei suoi viaggi fu sempre accompagnato da suo nipote Iolao, figlio di suo fratello Ificle, che gli fece da auriga e da portatore di scudo.

Le Dodici Fatiche sono state fissate dai mitografi nel seguente ordine canonico :

A seguito di un altro omicidio commesso Eracle subì una punizione divina, e venne venduto come schiavo alla regina di Lidia, Onfale. Rimase con lei da uno a tre anni, e si disse che vestiva abiti femminili e filava la lana, mentre la regina indossava la sua pelle di leone e teneva la clava.

Ritornando in Grecia passò nei pressi di Troia, e vide una fanciulla incatenata sulla riva del mare. Si trattava della principessa Esione, figlia del re di Troia Laomedonte : questi aveva offeso Poseidone, e il Dio del Mare gli aveva imposto di sacrificare la propria figlia ad un mostro marino. Eracle si offrì di uccidere il mostro, e chiese al re come compenso i magici cavalli bianchi per i quali andava famoso, a lui donati da Zeus. Laomedonte accettò, ed Eracle, anche questa volta assistito da Athena, affrontò il mostro, facendosi ingoiare apposta e combattendo dall’interno delle sue viscere, dalle quali emerse tre giorni dopo completamente privo di capelli a causa dell’effetto dei succhi gastrici della bestia. Ma Laomedonte rifiutò di tenere fede al patto. Così, tornato in Grecia, Eracle organizzò una spedizione contro Troia, insieme al re Telamone di Salamina, figlio di Eaco, uno dei Tre Giudici dei Morti, e padre del famoso eroe Aiace Telamonio : questi nacque proprio durante la permanenza di Eracle a corte, e l’eroe lo rese invulnerabile avvolgendolo nella pelle di leone, tranne che al collo e sotto le ascelle, gli unici punti che la pelle non arrivò a coprire. Arrivati a Troia abbatterono le mura, che pure erano state erette da Apollo e Poseidone in persona, uccisero Laomedonte e presero le cavalle. Poi Eracle diede in sposa a Telamone la principessa Esione.

In seguito Eracle scese in campo a fianco degli Dei nella loro lotta contro i Giganti. Athena lo condusse in una località chiamata Flegra ("campi ardenti") : qui erano sorti questi esseri mostruosi, figli di Gea, la Terra. Dalla cintola in giù il loro corpo era serpentiforme, e combattevano scagliano enormi massi e tronchi d’albero. Incitati da Gea, i Giganti assediarono l’Olimpo, dando luogo alla cosmogonica lotta nota come Gigantomachia : ed una profezia ammonì gli Dei che solo con l’aiuto di un mortale avrebbero potuto vincerli. Tra i vari Giganti, Eracle uccise Alcioneo e Porfirione, quest’ultimo insieme a Zeus, mentre Athena sconfisse Encelado, scagliandogli addosso l’intera Sicilia.

Athena combatté al suo fianco anche in una successiva guerra, e contro di loro scesero in campo Era, Poseidon, Hades e Ares. Athena affrontò il Dio della Guerra, mentre Eracle combatté contro Poseidon, clava contro tridente, e lo sconfisse. Liberatosi di Poseidon venne in aiuto di Athena contro Ares e lo ferì trapassandogli lo scudo e stendendolo al suolo : Ares si rifugiò sull’Olimpo, dove venne curato da Apollo, e subito scese di nuovo in battaglia, ma venne nuovamente ferito da Eracle, il quale frattanto aveva ferito anche Era ad un seno.

Qualche tempo dopo Eracle sposò la principessa Deianira : per la sua mano lottò contro Acheloo, un dio fluviale che sapeva trasformarsi in serpente ed in toro, e lo sconfisse staccandogli un corno (questo sarebbe poi divenuto il Corno dell’Abbondanza, la cornucopia). Durante il viaggio di nozze i due sposi dovettero guadare un fiume in piena : sulle rive viveva il centauro Nesso, che si offrì di portare la fanciulla in groppa. Ma quando Eracle era già oltre il fiume Nesso cercò di violentare Deianira, e l’eroe lo trafisse con una delle sue frecce. Morendo, Nesso diede a Deianira un vaso contenente il proprio sangue, dicendole che esso aveva le proprietà di un filtro d’amore, e che se vi avesse imbevuto la veste di Eracle lui sarebbe stato sempre innamorato di lei.

In seguito Eracle affrontò Cicno, un guerriero figlio di Ares : questi sfidava tutti coloro che passavano per il suo territorio ad una gara di carri, e vinceva sempre, uccidendo poi gli avversari ed usandone i crani per decorare il tempio di Ares. Venne deciso che Eracle avrebbe avuto per auriga il nipote Iolao, il suo inseparabile compagno di avventure, mentre auriga di Cicno sarebbe stato lo stesso Ares. Per l’occasione Eracle indossò per la prima volta l’armatura d’oro donatagli da Athena e gli schinieri di bronzo fabbricati da Efesto. Athena scese dall’Olimpo per aiutare Eracle, salì sul cocchio e scosse lo scudo tanto violentemente da far tremare anche Gea, la Madre Terra. Eracle uccise facilmente Cicno, e poi affrontò Ares : questi scagliò la sua lancia contro di lui, ma Athena ne deviò la traiettoria semplicemente corrugando la fronte. Eracle ferì nuovamente Ares, e Athena trasportò sull’Olimpo il Dio della Guerra svenuto.

In seguito ad un’altra guerra Eracle fece prigioniera la principessa Iole, e si innamorò di lei. Deianira era ormai abituata alle numerose amanti di Eracle, ma questa volta non ce la fece più a sopportare, e spruzzò la veste del marito con il sangue del centauro Nesso, che credeva essere un filtro d’amore.

Quando Eracle indossò la veste vide con orrore la sua carne bruciare e staccarsi a brandelli : infatti Nesso era stato ucciso da una delle frecce bagnate nel veleno dell’Idra di Lerna, e il suo sangue ne era impregnato. Prostrato dalle ferite e dal dolore, Eracle eresse una pira funebre per se stesso e vi salì sopra. Un fulmine mandato da Zeus diede fuoco alla pira, riducendola in cenere.

Ma così morì solo la parte umana di Eracle. Quella divina salì all’Olimpo, ed Athena lo condusse per mano, presentandolo agli altri Dei. Il più grande eroe della Grecia sposò Ebe, Dea della Giovinezza, e divenne il guardiano dei cancelli del Cielo.

Athena è legata ad Eracle in quanto li accomuna il "coraggio armato" (alke).