I MITI DEI PROTAGONISTI: IDRA

By Aledileo

1 versione

Questo mito è legato a quello della costellazione del corvo, inviato da Apollo a recuperare dell'acqua ma distratto da dei frutti. Quando il corvo, rimpinzatosi a dovere, si ricordò dell'incarico che gli era stato affidato, escogitò una scusa per giustificare la sua inadempienza: afferrò fra gli artigli una biscia (l'idra) e tornò da Apollo raccontandogli di aver dovuto combattere contro quel serpente che non voleva fargli attingere l'acqua; ma Apollo vedendo il becco dell'uccello tinto del colore vermiglio della polpa del fico, intuì l'imbroglio che l'animale stava tentando di compiere nei suoi confronti e quindi, sdegnato non solo per la disobbedienza ma anche per il tentativo di inganno, condannò l'uccello ad una tremenda punizione: la perenne sofferenza della sete. A tal fine lo portò in cielo assieme alla tazza colma d'acqua ed al serpente ponendo però quest'ultimo fra la coppa e il corvo in modo che l'uccello non potesse dissetarsi.

2 versione

Secondo il mito più noto, l'Idra rappresenta il serpente della palude di Lerna. Figlia di Tifone ed Echidna e allevata dalla stessa Era, la regina degli dei dell'Olimpo (Giunone per i latini, sorella e sposa di Zeus, dea del matrimonio), si trattava di un mostro con nove teste; con il suo alito mefitico uccideva chiunque l'avvicinasse, devastava i raccolti e decimava le greggi e gli armenti. In una delle sue fatiche (la seconda), Eracle (Ercole per i latini) tentò di ucciderla mozzandole una per volta le sue teste, ma da ciascuna di esse immediatamente ne rinascevano due. Allora chiese l'aiuto di suo nipote Iolao; costui con dei legni ardenti cauterizzò di volta in volta i monconi delle teste recise impedendone la ricrescita. Nel sangue dell'Idra, Eracle immerse le proprie frecce rendendole avvelenate. A ricordo di questa impresa l'Idra fu portata fra le stelle ed ivi immortalata