L'ALDILA' NEL CAPITOLO DI ADES

L'ultimo capitolo del manga, la saga di Ades, è interamente ambientato nell'aldilà, che viene rappresentato come nella tradizione dantesca. All'inizio c'è quindi una porta enorme, a forma di arco, con su scritto in caratteri greci "OPOIOS MPAINEI EDW NA PARATA KAQE ELPIDA", che si legge OPOIOS MPAINEI EDO NA PARATA KATHE ELPIDA e significa "Lasciate ogni speranza, voi che entrate", poi si giunge sulla sponda dell'immenso fiume Acheronte, così ampio da sembrare un mare. La riva è popolata dalle anime di coloro che in vita non hanno fatto né il bene né il male o che non avevano il denaro per pagare Caronte, la cui barca è l'unico mezzo per attraversare il fiume. Il centro dell'Acheronte è il punto in cui l'acqua è più fredda ed è affollato da tutte le anime che sono cadute dalla barca di Caronte. Superato il fiume si arriva alla prima prigione, dove Lune o Minosse giudicano le colpe dei dannati per decidere in quale luogo dell'Inferno debbano precipitare. Il tribunale della prima prigione è enorme, costruito in stile greco, ma vi regna un silenzio assoluto. Nessuno può infatti alzare la voce in quel luogo sacro. Fra la prima e la seconda prigione c'è la Valle Nera, attraversata da un vento violentissimo, che sbatte sulle rocce i colpevoli di concupiscenza (un desiderio smodato, una brama di ottenere qualcosa). La seconda prigione, costruita in stile egizio, è il luogo dove soffrono gli avidi, colpiti da una pioggia nera e continua e divorati dal mostruoso Cerbero. Vicino alla terza prigione vi è l'unico luogo nell'Inferno in cui crescano dei fiori, e lì si trova Euridice, la cui parte inferiore del corpo è pietrificata. Proseguendo si arriva alla terza prigione, dove gli avari sono condannati a far rotolare in eterno enormi massi, alla quarta, la Palude Nera, in cui gli scontenti e gli arrabbiati si affogano tra loro ed alla quinta dove invece gli eretici bruciano in tombe di fuoco. La sesta prigione è divisa in valli: la prima è il lago di sangue, in cui bruciano i violenti, la seconda è la foresta, dove soffrono i suicidi, la terza è l'inferno incandescente in cui vanno i disonesti. Poco lontano c'è la cascata di sangue, fatta dalle lacrime e dal sangue dei dannati. La settima prigione è divisa in dieci fosse: nella prima sono frustati coloro che vendevano le donne, nella seconda gli adulatori sono immersi nel liquame, nella terza bruciano coloro che hanno approfittato delle loro cariche religiose per interessi personali, nella quarta vagano i colpevoli di menzogna, nella quinta i corrotti, immersi in un lago di catrame, sono torturati dai diavoli, nella sesta gli ipocriti camminano con indosso un mantello di piombo, nella settima i ladri stanno in mezzo ai serpenti, nell'ottava bruciano coloro che ordirono complotti, nella nona sono fatti a pezzi coloro che seminavano discordia, e nella decima gli imbroglioni, condannati a graffiarsi da soli, vedono i loro corpi marcire. L'ottava prigione è invece l'inferno di ghiaccio, il Cocito, dove sono intrappolati coloro che lottarono contro un Dio. Subito dopo l'ottava prigione ci sono quattro zone, che sono contrassegnate da altrettanti edifici: la Gainà, l'Antinora, la Tromea ed infine la Giudecca, dove si trova il trono di Ades. Dietro al trono, nascosto da una tenda nera, c'è il muro del pianto, che solo le divinità possono attraversare e solo un raggio di sole può abbattere. Superato il muro si raggiunge l'altra dimensione, uno luogo in cui lo spazio è distorto e che distrugge tutti gli uomini comuni che osano entrarvi. Alla fine dell'altra dimensione si raggiunge finalmente l'Elisio, luogo paradisiaco e pieno di fiori, in cui abitano gli Dei, le ninfe ed i cupidi. Nell'elisio si trovano i templi di Thanatos, Hypnos ed il mausoleo di Ades, in cui riposa il vero corpo del Dio.