ASPIDES

(HYDRA ICHI)

ETA': 14 anni.

ALTEZZA: 1.70 M.

PESO: 56 Kg.

OCCHI: Neri

CAPELLI: Bianchi

DATA DI NASCITA: 10 Febbraio.

LUOGO DI NASCITA:.Giappone.

GRUPPO SANGUIGNO: B

SEGNI PARTICOLARI: Occhi neri senza iride. Cresta di capelli bianchi.

PARENTI CONOSCIUTI: Nessuno, Aspides è orfano.

COSTELLAZIONE / SIMBOLO: L'Idra, mostro mitologico ucciso da Ercole in una delle sue fatiche. Era un serpente a nove teste ed ogni volta che una veniva tagliata, un'altra ne prendeva il posto.

ARMATURA / ARMI: Armatura di bronzo dell'Idra. L'armatura di Aspides è dotata di artigli retrattili avvelenati che escono da appositi scomparti nei bracciali e nelle ginocchiere. Gli artigli, fatti d'acciaio, possono penetrare corazze di bassa resistenza e raggiungere il corpo del nemico, iniettandolo con il veleno, mortale per una persona normale. Gli artigli possono staccarsi dall'armatura dell'Idra in modo da restare conficcati nel corpo della vittima. L'armatura è anche capace di rigenerare in pochi secondi gli artigli, in modo che il cavaliere non sia mai disarmato. Gli artigli non sono comunque capaci di penetrare armature d'argento o d'oro, e possono solo incrinare in superfice le armature di bronzo. L'armatura di Idra viene distrutta dalla Polvere di Diamanti di Cristal durante la Guerra Galattica. Riparata in circostanze ignote, viene tempo dopo danneggiata da Thanatos, ma anche stavolta Aspides riesce a farla restaurare. A differenza delle armature di bronzo dei protagonisti, quella di Aspides non subisce alcuna evoluzione durante la serie.

STIRPE: Cavaliere di bronzo fedele ad Atena.

PRIMA APPARIZIONE: Episodio 2, "Il torneo inizia" (anime). Saint Seiya N° 1, 3° capitolo (manga).

EPISODI (SAGA): Episodi 2-3, 5, 42, 61-66, 68-69, 71-73 (saga del Grande Tempio), 74 (saga di Asgard), 100, 114 (saga di Nettuno), 115-116, 120, 125 (saga di Hades), OAV 5 (Artemide).

NUMERI DEL MANGA: 1-3, 10, 19, 28-29.

COLPI SEGRETI / POTERI: Aspides non possiede un vero e proprio colpo segreto ma sa usare molto bene gli artigli della sua armatura per lanciare fendenti oppure colpire mirando agli occhi degli avversari. Aspides è inoltre abile nel muoversi lentamente e nel fingere attacchi leggeri per poi sorprendere il nemico con gli artigli. E' possibile che Aspides possa controllare la quantità di veleno che viene rilasciata dagli artigli, visto che in almeno due occasioni non si rivelano mortali contro nemici di basso livello. Sul piano fisico, Aspides sembra possedere poteri minori rispetto a quelli dei comuni cavalieri di bronzo, ma è comunque capace di muoversi con rapidità e probabilmente frantumare la pietra con un pugno.

STORIA: Aspides nacque a Nuova Luxor, in Giappone, con uno strano aspetto dovuto a cause sconosciute. I suoi occhi infatti, seppur capaci di vedere normalmente, erano completamenti neri e privi di iride, mentre i capelli erano biachi. In circostanze ignote, Aspides rimase orfano e fu costretto ad imparare a vivere senza poter contare sull'aiuto di nessuno, iniziando a comportarsi da bullo nonostante un fisico tutto sommato gracile. E' possibile che in buona parte il suo atteggiamento fosse una risposta all'essere isolato per via del suo strano aspetto, ma non vi sono prove a riguardo. In circostanze sconosciute, Aspides venne notato da uno degli agenti di Alman di Thule, proprietario della ricca e vastissima fondazione Thule.

All'epoca, Alman stava cercando dei bambini che potessero essere adatti, un giorno, a diventare cavalieri di Atena. Giudicando Aspides un possibile candidato, Alman lo fece trasferire nel collegio St. Charles, dove man mano venivano mandati i bambini destinati all'addestramento per diventare cavalieri. Aspides conobbe così gli altri possibili candidati al titolo di cavaliere. Tra essi fece in particolare amicizia con un bambino di nome Asher, del quale cominciò ben presto a rispettare l'autorità. Insieme ad Asher ed altri tre bambini, Geki, Black e Ban, Aspides si divertiva a fare scherzi ai compagni più piccoli. Loro vittima prediletta era Andromeda, il più piccolo dei bambini dell'orfanotrofio, e la cosa portò ad alcuni scontri con suo fratello maggiore Phoenix. A differenza del fratello però, Phoenix era ben capace di difendersi, anche con la forza se necessario, e quindi Aspides e gli altri ben presto desistettero dal fare dispetti ad Andromeda. A parte questi scontri occasionali comunque, Aspides passò un periodo sereno nell'orfanotrofio St. Charles, studiando le materie base ma anche giocando spesso a calcio con gli altri bambini.

Dopo un paio d'anni circa, Alman decise che era il momento di preparare i bambini all'addestramento per diventare cavalieri, e li fece portare tutti nel suo palazzo, allo scopo di farli allenare per circa un anno nella sua palestra, prima di mandarli dai vari maestri sparsi in giro per il mondo. Aspides ebbe così modo di allenarsi a lungo in esercizi come i pesi, il salto, la corsa, il nuoto e la lotta, ma nonostante i suoi sforzi non raggiunse il livello dei due bambini più promettenti, Phoenix e Pegasus.

I problemi maggiori di questo periodo tutto sommato ancora sereno furono Mylock, il severo ed inflessibile maggiordomo di Alman, ed Isabel, nipote del duca di Thule. La bambina in particolare vedeva i vari ragazzini come giocattoli con cui divertirsi e li usava per i suoi capricci, ad esempio prendendoli a bacchettate con un frustino o facendoli camminare a quattro zampe e sedendosi sulla loro schiena. A differenza di alcuni suoi compagni, come Pegasus o Asher, Aspides venne comunque relativamente risparmiato dalla padroncina.

Alla fine venne il giorno in cui tutti i bambini dovettero scegliere, pescando a sorte, i luoghi in cui sarebbero diventati cavalieri. Per Aspides il destino scelse la Finlandia, e così pochi giorni dopo il bambino lasciò Nuova Luxor ed il Giappone e raggiunse il paese Scandinavo, dove passò i successivi sei anni ad allenarsi allo scopo di conquistare l'armatura di bronzo dell'Idra.

Nulla è noto del periodo dell'addestramento, che comunque si rivelò tremendamente duro, ma alla fine Aspides riuscì nel suo intento e divenne cavaliere di bronzo dell'Idra, temibile per gli artigli avvelenati di cui era dotata. Vittorioso, Aspides potè così tornare a Nuova Luxor con l'armatura. Qui il ragazzo ritrovò Lady Isabel, oramai cresciuta e maturata, ma venne anche a sapere che, circa 5 anni e mezzo prima, Alman era morto. Spinto dall'orgoglio e dal desiderio di mettersi in mostra, Aspides accettò senza esitazioni quando la ragazza lo informò che avrebbe combattuto in un torneo per cavalieri, la Guerra Galattica, al cui vincitore sarebbe andata la più potente tra le armature conosciute, l'armatura d'oro del Sagittario. Nei giorni che seguirono, Aspides visse al palazzo di Isabel in compagnia dei pochi che erano tornati vincitori dall'addestramento. Tra loro vi erano Asher, Black, Geki e Ban, ma anche Andromeda e Sirio, un altro dei suoi compagni di orfanotrofio. In generale comunque le vecchie ruggini erano ormai state messe da parte ed anche con Andromeda non c'erano più tensioni.

Dopo alcuni giorni di preparativi, e con tre cavalieri, Pegaso, Fenice e Cigno, ancora assenti, la Guerra Galattica ebbe finalmente inizio. I cavalieri vennero disposti casualmente in gironi, e ad Aspides capitò come avversario proprio l'assente Cigno. Di lui Aspides sapeva solo che era per metà Russo, e che quindi probabilmente si trattava di Cristal, un altro dei bambini che era stato con lui al collegio St. Charles anni prima. L'assenza di Cigno avrebbe automaticamente qualificato Aspides al turno successivo, ma Isabel decise di aspettare qualche giorno, anche perchè prima di questo scontro erano previsti quelli tra Asher e Ban e tra Pegaso e Geki. Aspides così potè passare i primi due giorni da spettatore, e fu testimone della facile vittoria di Asher e del ritorno di Pegasus dalla Grecia. Il ragazzo, ora cavaliere di Pegaso, accettò con qualche ritrosia di combattere nel Torneo ed Aspides lo vide battere Geki senza particolari problemi. La forza e la velocità del ragazzo lo stupirono, ed Aspides comprese che il ragazzo sarebbe stato un duro avversario per la vittoria finale.

Il giorno seguente, dopo la presentazione ufficiale dei cavalieri al pubblico, venne il turno del combattimento tra Aspides e Cristal. A causa dell'assenza di quest'ultimo venne deciso di anticipare il combattimento successivo tra Pegasus e Sirio, ma proprio in quel momento Cristal apparve al Palazzo dei Tornei, desideroso di battersi. Soddisfatto di poter finalmente scendere in campo e fiducioso nei suoi mezzi, Aspides salì sul ring ed iniziò lo scontro con Cristal, che dal canto suo non pareva per niente preoccupato. Non volendo svelare subito le sue armi, Aspides iniziò ad attaccare con semplici pugni e calci, ma tutto sembrò inutile contro la solida armatura di Cristal, che non aveva neanche bisogno di provare a difendersi. Sperando di stupire il nemico, Aspides sfoderò allora i suoi artigli avvelenati, che si conficcarono nel bracciale dell'avversario.

L'essere riuscito a somministrare il suo veleno a Cristal convinse Aspides che la vittoria fosse vicina, ma il cavaliere del Cigno continuava a non essere per nulla impressionato dalle capacità del nemico. Non temendo l'atteggiamento del ragazzo e convinto di essere vicino ad una grande vittoria, Aspides usò di nuovo gli artigli, mostrando tra l'altro la loro capacità di ricrescere dopo essere stati rimossi e di spuntare anche dalle ginocchiere. Tutta la boria di Aspides però non bastò ad impensierire Cristal, che decise di mostrare i suoi poteri di dominio sulle energie fredde congelando il polso del nemico e portandolo a -100 gradi. Cristal poi rivelò che gli artigli non erano abbastanza potenti da poter superare l'armatura del Cigno, quindi il veleno dell'Idra non l'aveva mai raggiunto. Per la prima volta dall'inizio del combattimento Aspides comprese di essere in svantaggio e temette per il risultato finale. Nel vedere Cristal preparare il suo colpo segreto, la Polvere di Diamanti, Aspides, temendo per il suo onore, arrivò a supplicarlo di fermarsi, ma le sue parole non fecero cambiare idea al cavaliere del Cigno, che sferrò l'attacco. Aspides vide la sua armatura congelarsi ed andare in pezzi per l'effetto della Polvere di Diamanti, poi crollò a terra perdendo i sensi.

Il giorno dopo, il ragazzo si svegliò in un letto della clinica della Fondazione Thule, incolume ma profondamente ferito nell'orgoglio. Forse anche per questo motivo, Aspides preferì non andare al Palazzo dei Tornei e seguì in televisione il durissimo combattimento tra Pegasus e Dragone. Quando però alla fine Sirio, sconfitto, rischiò di perdere la vita per una ferita riportata al cuore, ed a sua volta Pegasus mise la propria a repentaglio per salvarlo, Aspides comprese che vi erano cose più importanti dell'onore e corse al Palazzo dei Tornei per dare almeno supporto morale ai cavalieri. Fortunatamente le cose si risolsero per il meglio, Pegasus riuscì a salvare Sirio ed Aspides potè festeggiare con gli altri cavalieri lo scampato pericolo.

Il giorno seguente, Aspides scelse comunque di seguire in televisione lo scontro tra Asher ed Andromeda. Il combattimento, in cui Andromeda era in netto vantaggio, fu interrotto dall'arrivo inaspettato del decimo cavaliere, Fenice, che si rivelò essere Phoenix. Aspides vide Phoenix sconfiggere Asher ed Aspides, dichiarare guerra a tutti i cavalieri e rubare l'armatura del Sagittario. Rendendosi conto di non essere abbastanza forte per poter fare qualcosa, Aspides non provò nemmeno ad andare al Palazzo dei Tornei ed affrontare Phoenix. Costretto ad ammettere a se stesso di non essere al livello di Cristal, Pegasus, Sirio, Andromeda e lo stesso Phoenix, Aspides decise di tornare in Finlandia per riprendere l'addestramento. Decisione simile venne presa da Asher, Ban, Geki e Black, e così i cinque, ottenuto il permesso di Isabel, lasciarono Nuova Luxor.

Tornato in Finlandia dal suo maestro, Aspides passò mesi ad allenarsi senza sosta e fece in qualche modo riparare l'armatura. In questo periodo gli giunse notizia delle numerose imprese di Pegasus e compagni, che avevano sconfitto vari potenti nemici inviati dalla Grecia per ucciderli. Aspides venne anche a sapere che Phoenix si era ora unito al gruppo di Pegasus, ma la notizia più sorprendente giunse in un comunicato di Mylock, ora maggiordomo di Isabel, che gli rivelò una sorprendente verità: lady Isabel era in realtà la reincarnazione di Atena, la Dea a cui tutti i cavalieri devono fedeltà e obbedienza. Tale scoperta fece comprendere ad Aspides la futilità del cercare di conquistare la gloria paragonata alla missione di proteggere Atena. Deciso ad aiutare Pegasus e gli altri in questa missione, Aspides capì di dover aumentare ancora la sua forza e si impegnò ancora più a fondo negli allenamenti. Dopo alcuni mesi, soddisfatto, Aspides decise di poter finalmente tornare a Nuova Luxor. Qui ritrovò Asher, Geki, Black e Ban, ma venne anche a sapere che Isabel era appena partita per la Grecia insieme a Pegasus, Cristal e Andromeda per affrontare Arles, usurpatore del Grande Tempio di Atena.

Sempre decisi a portare aiuto, i cinque raggiunsero Atene. Appena arrivati, vennero a sapere che Isabel era stata ferita al cuore da una freccia d'oro e che sarebbe morta in poche ore se Arles non avesse estratto quel dardo. Per portare Arles da Isabel, Pegasus e gli altri avevano lasciato la fanciulla nel cuore del Grande Tempio, ai piedi della prima delle dodici case dello zodiaco. Per raggiungere Arles era infatti necessario superare, in non più di dodici ore, i dodici templi dedicati alle dodici costellazioni zodiacali, ma a difesa di ciascun tempio vi era uno dei cavalieri d'oro, i più potenti tra tutti i cavalieri. Aspides e gli altri dovettero ammettere con riluttanza di non essere al livello dei cavalieri d'oro, ma decisero lo stesso di raggiungere Isabel, in modo da proteggerla da eventuali attacchi. La loro idea si rivelò provvidenziale ed i cinque arrivarono giusto in tempo per salvare lei e Mylock da un manipolo di soldati. Facendo sfoggio della loro nuova forza, i cavalieri sconfissero con facilità i nemici e rimasero a vegliare lady Isabel.

Nell'attesa del ritorno di Pegasus, Aspides venne a sapere da Mylock maggiori dettagli sulla storia di Isabel, ed in particolare venne a conoscenza di Micene di Sagitter, il cavaliere d'oro che tredici anni prima aveva sacrificato la sua vita per salvare la fanciulla all'epoca in fasce. Aspides fu anche testimone della ricomparsa dell'armatura del Sagittario, invocata dallo scettro di Atena, e del senso di celeste quiete che portò in tutto il Grande Tempio. Nelle ore che seguirono, Aspides seguì, attraverso l'energia dei cosmi, lo svolgersi degli scontri, senza mai perdere la fiducia in Pegasus e gli altri. Uno dopo l'altro però, il ragazzo avvertì lo spegnersi dei cosmi di Sirio e Cristal e pianse per loro. Temendo per Isabel, Aspides appoggiò l'idea di Mylock di provare anche loro a raggiungere le stanze di Arles. Asher però fermò i compagni, convincendoli che un loro intervento a questo punto sarebbe stato più d'intralcio che di aiuto. Poco più tardi, Aspides avvertì anche il cosmo di Andromeda spegnersi.

Ancora più tardi, Aspides si accorse che mancavano solo pochi minuti alla morte di Isabel e temette per lei. All'ultimo momento però, una luce dorata proveniente dalla sala del Grande Sacerdote illuminò il corpo della ragazza, dissolvendo la freccia e guarendo la ferita. Col cuore colmo di gioia, Aspides vide Isabel rialzarsi finalmente in piedi. Ora più sollevato, il cavaliere accompagnò Isabel verso le stanze di Arles, salendo insieme a lei, Mylock, Asher e gli altri le scale delle dodici case. Aspides conobbe così per la prima volta i cavalieri d'oro superstiti: Mur dell'Ariete e suo fratello Kiki, Toro, Ioria del Leone e Scorpio. Nelle case di Capricorn, Acquarius e Fish poi vide Isabel donare nuove energie ai corpi quasi privi di vita di Sirio, Cristal e Andromeda, che, sebbene allo stremo delle forze, si rialzarono per raggiungere anche loro Arles.. Raggiunte le sale del sacerdote, Aspides e gli altri proseguirono fino alla statua di Atena, dove giunsero appena in tempo per salvare Pegasus e Phoenix da colui che si celava sotto la maschera di Arles, Gemini della terza casa.

Sbalordito, Aspides vide Sirio, Cristal e Andromeda trovare ancora le forze di aiutare gli amici contro Gemini. Quando anche questo tentativo fallì contro l'apparentemente invincibile nemico, Aspides vide Pegasus stesso rialzarsi nonostante le gravissime ferite ed unire il suo cosmo a quelli di Phoenix, Dragone, Cristal e Andromeda. Il terribile attacco che ne seguì, pur facendo perdere i sensi a Pegasus e gli altri, riuscì a travolgere Gemini, che venne poi affrontato verbalmente da Isabel. Le parole della fanciulla risvegliarono la parte buona di Gemini che, abbandonato anche dalla sua armatura, si suicidò davanti a lei.

Felice per la vittoria, Aspides giurò nuovalmente fedeltà ad Atena ed aiutò Isabel e gli altri a prendersi cura dei cinque eroi feriti. Quando Pegasus e gli altri iniziarono a ristabilirsi, Aspides tornò a Nuova Luxor con i compagni e si stabilì ancora una volta alla villa di Lady Isabel. Oramai Aspides era molto maturato e, messi da parte i desideri di gloria, desiderava solo aiutare Atena nella sua missione di giustizia. Nelle settimane che seguirono, il ragazzo visse pacificamente insieme agli amici, aiutando però Asher a mantenere i contatti con il Grande Tempio in modo da poter informare Isabel di qualsiasi fatto grave.

Purtroppo, la quiete non durò a lungo. Un giorno Asher portò la notizia che il cavaliere d'oro del Toro era stato sconfitto con un colpo solo da un misterioso assalitore, che era poi fuggito senza lasciare tracce. Insieme agli amici, Aspides corse ad avvisare Isabel, giusto in tempo per assistere all'arrivo del misterioso nemico, che si presentò come Mizar, cavaliere di Asgard, la terra del Dio Odino. Mizar non fece mistero di essere venuto per uccidere Atena, e così Aspides, pur essendo privo della sua armatura, cercò di fermarlo attaccando insieme ai compagni. Purtroppo per loro, Mizar rivelò una velocità ed una forza temibili e li sconfisse con un colpo solo, lasciandoli al suolo privi di sensi. Al risveglio, ore più tardi, Aspides seppe che Isabel era stata salvata da Pegasus e Andromeda. La fanciulla aveva deciso di andare ad Asgard ad investigare con i cavalieri ma Aspides, rendendosi conto di non essere all'altezza dei guerrieri del Nord, decise di non partecipare alla missione e rimase a Nuova Luxor insieme a Asher, Black, Geki e Ban. Isabel comprese le sue ragioni e non si oppose a questa scelta.

Circa un paio di giorni dopo la partenza di Isabel per Asgard, a Nuova Luxor e nel resto del mondo iniziò ininterrottamente a piovere. Aspides, già preoccupato per la mancanza di notizie da parte di Isabel ed i cavalieri, seguì con apprensione le notizie delle continue inondazioni che stavano sconvolgendo la Terra causando migliaia di vittime. Fortunatamente, alcuni giorni dopo, le piogge cessarono ed il sole tornò a splendere sul mondo. Solo in seguito Aspides seppe che le piogge erano state causate da Nettuno, Dio dei mari, e che Atena ed i cavalieri lo avevano sconfitto salvando il mondo.

Poche settimane più tardi, Aspides venne convocato insieme ad Asher e gli altri al Grande Tempio da Lady Isabel, che si era stabilita lì per riprendersi dalle fatiche dello scontro con Nettuno. Aspides fu stupito dal fatto che Isabel avesse convocato lui e gli altri ma non il gruppo di Pegasus, ma comunque obbedì senza esitazioni. In Grecia, Isabel ordinò ai cavalieri di collaborare con Tisifone per sorvegliare il Grande Tempio e supervisionare i soldati di guardia, ma non diede dettagli circa il perché di tale ordine. Un paio di notti dopo, Aspides, di pattuglia con Black, scoprì che alcune tombe dei cavalieri caduti nelle passate battaglie erano state aperte ed i cadaveri sottratti. I due riferirono a Tisifone, che per prima si accorse che le tombe erano state aperte dall'interno e non dall'esterno. Tale dettaglio, che sembrava indicare che i morti fossero usciti con le loro mani dalle tombe, lasciò perplesso il cavaliere ma preoccupò Tisifone. Insieme a lei e Black, Aspides continuò a perlustrare il cimitero dei cavalieri, trovando altre tombe profanate. Nel cimitero, i tre vennero raggiunti da Asher, a sua volta attirato da cosmi misteriosi. Alla fine, Tisifone, comprendendo che dietro tutto ciò si nascondeva un attacco di Hades, il signore dell'aldilà, diede ordine di bruciare le tombe.

Poco più tardi, Aspides, sempre in compagnia di Tisifone, Black ed Asher, fu testimone dell'arrivo di Cristal ed Andromeda, giunti al Grande Tempio dopo aver percepito un cosmo ostile ed essere stati attaccati da alcuni cavalieri d'argento redivivi. Aspides fu felice di rivedere gli amici ma Tisifone, obbedendo ad un ordine di Isabel, che voleva risparmiare loro la battaglia contro le forze di Hades, li attaccò. Non sapendo cosa fare, Aspides rimase immobile mentre la tensione tra Tisifone e Cristal cresceva. Alla fine comunque, la sacerdotessa decise di lasciar proseguire i cavalieri senza affrontarli, non volendo impedir loro di proteggere Atena. Aspides non venne coinvolto nelle battaglie che seguirono, ma alcune ore più tardi percepì il cosmo di Atena svanire e comprese disperato che Isabel era morta.

Nonostante il dolore, Aspides decise di restare al Grande Tempio in modo da poter essere a disposizione se ci fosse stato bisogno di lui. Varie ore dopo, il ragazzo notò un'imprevista eclisse di sole che stava oscurando la Terra, e quasi contemporaneamente fu testimone del ritorno di Castalia. La sacerdotessa, da lungo tempo assente dal Grande Tempio, aveva portato con se una ragazza, ed Aspides fu sbalordito nel sentire che si trattava di Patricia, la sorella di Pegasus scomparsa anni prima. Castalia raccontò che Patricia aveva perso la memoria anni prima, mentre si trovava in Grecia alla ricerca del fratello, e che aveva vissuto da allora in un villaggio nelle vicinanze. La gioia per il ritorno di Castalia venne tuttavia interrotta da un attacco improvviso, opera di Thanatos, Dio della Morte. Thanatos non si trovava fisicamente al Grande Tempio e stava combattendo con Pegasus nei Campi Elisi. Volendo far soffrire il ragazzo, che era riuscito a farlo sanguinare, aveva deciso di uccidere Patricia usando il suo cosmo.

A causa del potere di Thanatos, Patricia iniziò a sentirsi male ed a sanguinare. Non disposto a tollerare tutto ciò e volendo proteggere la sorella del suo amico, Aspides seguì l'esempio di Asher, Castalia, Tisifone e Kiki e corse a proteggere la ragazza insieme agli altri cavalieri di bronzo. Gli otto eressero uno scudo attorno a patricia usando i loro corpi ed i loro cosmi. Alla fine il potere divino di Thanatos ebbe la meglio ed i cavalieri caddero con le armature quasi in frantumi, ma nonostante questo i loro sforzi riuscirono a salvare Patricia. Più tardi, ripresi i sensi, Aspides si accorse che l'eclisse era scomparsa e comprese che Pegasus e gli altri erano riusciti a sconfiggere Hades. A conferma di ciò, i cinque cavalieri e Lady Isabel riapparverso al Grande Tempio. La gioia di Asher nel rivedere Isabel viva fu grande, ma venne accompagnata dal dolore di scoprire che Pegasus era stato trafitto al cuore dalla spada di Hades e, seppur vivo, era ridotto ad un vegetale privo del cosmo e dei sensi.

Nei mesi che seguirono, Aspides rimase a guardia del Grande Tempio insieme a Tisifone e gli altri cavalieri. Un giorno, percepì un cosmo immenso raggiungere la zona e vide materializzarsi davanti a se Artemide. La Dea della Caccia impugnava loscettro di Atena ed informò lui e gli altri che il Grande Tempio d'ora in avanti le apparteneva, così come il controllo su tutti i cavalieri. Per motivi sconosciuti (vedi Note) Aspides accettò questo cambiamento e si mise agli ordini di Artemide. La Dea, prevedendo l'interferenza del redivivo Pegasus e degli altri quattro cavalieri gli ordinò di uccidere chiunque entrasse nel Grande Tempio. Qualche ora più tardi, com'era prevedibile, Pegasus, privo d'armatura ed ancora pesantemente convalescente, raggiunse il Grande Tempio. Aspides, Asher e Tisifone, obbedendo agli ordini di Artemide, lo attaccarono e, approfittando delle sue condizioni, lo sconfissero facilmente. Credendolo morto, Aspides non investigò oltre e, felice per la sua prima vittoria agli ordini di Artemide, tornò a pattugliare insieme ad Asher e Tisifone.

NOTE: Le informazioni presenti in questo profilo provengono dagli episodi 2, 3, 5, 42, 61-66, 68-69, 71-74, 100, 114, 116, 120 e 125 dell'anime, dal 5° OAV e dai numeri 1-3, 10, 19, 28-29 del manga (edizione Starcomics). Che Aspides sia orfano è evidente dal fatto che ha vissuto sin da piccolo in orfanotrofio. Non ci sono flashback del suo passato, quindi è impossibile determinare a che età sia rimasto orfano, ma a quanto pare sin da piccolo ha avuto gli occhi neri e la cresta di capelli bianchi. Il suo atteggiamento bullo è stato accennato in alcuni flashback, specie nel ricordo / illusione di Phoenix nel 58° episodio.

Che Aspides sia stato addestrato in Finlandia, precisamente al lago Halts, viene detto nell'enciclopedia del manga, contenente i dati di base su tutti i protagonisti della serie. L'identità e la costellazione del suo maestro non vengono mai rivelate. Che Aspides vivesse a palazzo si deduce dalla totale mancanza di riferimenti ad una sua abitazione a Nuova Luxor, anche se è presumibile che se ne procuri una tra la fine della saga di Arles e quella di Nettuno.

La decisione di Aspides di tornare dal suo maestro per continuare ad allenarsi è accennata nel 61° episodio. Il periodo esatto della sua partenza è sconosciuto, ma probabilmente è precedente alla vittoria di Pegasus e gli altri su Phoenix, visto che 16° episodio non c'è traccia di lui nella villa di Isabel. Il suo comportamento con gli altri cavalieri alla fine della saga del Grande Tempio suggerisce che è a conoscenza dei fatti principali avvenuti in quel periodo.

Le ragioni per cui Aspides non si reca ad Asgard non vengono dette nella serie, ma vista la sconfitta per mano di Mizar sono abbastanza ovvie. Per di più, nel 100° episodio il ragazzo è ancora nella villa di Isabel e sembra ignaro dei dettagli della battaglia di Asgard.

Come per Asher e Tisifone, gli avvenimenti del V OAV, Overture al Tenkai, sono difficili da spiegare, dal momento che Aspides si comporta in modo completamente diverso rispetto al resto della serie. I dialoghi negano la possibilità che il ragazzo abbia solo fatto finta di voler uccidere Pegasus, e nulla viene detto a suggerire che Artemide abbia soggiogato lui e gli altri con i suoi poteri. Per di più il V OAV ha il finale tronco per preparare alla serie vera e propria del Tenkai, e quindi non sappiamo se e come Aspides ricomparirà nella serie.

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