BLACK IL LUPO
(WOLF NACHI)
ETA': 14 anni.
ALTEZZA: 1.71 M.
PESO: 57 Kg.
OCCHI: Neri
CAPELLI: Neri
DATA DI NASCITA: 20 Luglio.
LUOGO DI NASCITA:.Giappone.
GRUPPO SANGUIGNO: AB
SEGNI PARTICOLARI: Nessuno.
PARENTI CONOSCIUTI: Nessuno, Black è orfano.
COSTELLAZIONE / SIMBOLO: Il lupo, costellazione ispirata al mito del lupo Terione che venne sacrificato agli Dei.
ARMATURA / ARMI: Armatura di bronzo del lupo. L'armatura di Black non ha armi o poteri speciali e copre solo parzialmente il corpo del cavaliere. Viene gravemente danneggiata da Thanatos durante l'attacco a Patricia.
STIRPE: Cavaliere di bronzo fedele ad Atena.
PRIMA APPARIZIONE: Episodio 2, "Il torneo inizia" (anime). Saint Seiya N° 1, 3° capitolo (manga).
EPISODI (SAGA): Episodi 2-7, 42, 61-66, 68-69, 71-73 (saga del Grande Tempio), 74 (saga di Asgard), 100, 114 (saga di Nettuno), 116-117, 120, 125 (saga di Hades).
NUMERI DEL MANGA: 1-3, 10, 19, 28-29.
COLPI SEGRETI / POTERI: Il colpo segreto di Black nell'anime non ha nome, mentre nel manga è chiamato Dead Howling. Lo si intravede solo in un'occasione, durante la battaglia tra i cavalieri e le guardie del Grande Tempio, e sembra un semplice pugno lanciato ad alta velocità. Contrariamente al solito, il cavaliere non viene circondato dal suo cosmo nell'attacco, che quindi sembra basarsi quasi esclusivamente sulla forza pura. Sul piano fisico, Black ha i poteri tipici di un cavaliere di bronzo, può frantumare la pietra con un pugno e spiccare grandi salti.
STORIA: Black nacque a Nuova Luxor e rimase orfano in circostante sconosciute. Dopo alcuni anni trascorsi tra la strada e gli orfanotrofi, venne notato da uno degli agenti di Alman di Thule, proprietario della ricca e vastissima fondazione Thule.
All'epoca, Alman stava cercando dei bambini che potessero essere adatti, un giorno, a diventare cavalieri di Atena. Giudicando Black un possibile candidato, Alman lo fece trasferire nel collegio St. Charles, dove man mano venivano mandati i bambini destinati all'addestramento per diventare cavalieri. Black conobbe così gli altri possibili candidati al titolo di cavaliere. Tra essi fece in particolare amicizia con un bambino di nome Asher, del quale cominciò ben presto a rispettare l'autorità. Insieme ad Asher ed altri tre bambini, Geki, Aspides e Ban, Black si divertiva a fare scherzi ai compagni più piccoli. Loro vittima prediletta era Andromeda, il più piccolo dei bambini dell'orfanotrofio, e la cosa portò ad alcuni scontri con suo fratello maggiore Phoenix. A differenza del fratello però, Phoenix era ben capace di difendersi, anche con la forza se necessario, e quindi Black e gli altri ben presto desistettero dal fare dispetti ad Andromeda. A parte questi scontri occasionali comunque, Black passò un periodo sereno nell'orfanotrofio St. Charles, studiando le materie base ma anche giocando spesso a calcio con gli altri bambini.
Dopo un paio d'anni circa, Alman decise che era il momento di preparare i bambini all'addestramento per diventare cavalieri, e li fece portare tutti nel suo palazzo, allo scopo di farli allenare per circa un anno nella sua palestra, prima di mandarli dai vari maestri sparsi in giro per il mondo. Black ebbe così modo di allenarsi a lungo in esercizi come i pesi, il salto, la corsa, il nuoto e la lotta, ma nonostante i suoi sforzi non raggiunse il livello dei due bambini più promettenti, Phoenix e Pegasus. Proprio con Phoenix vi furono in questo periodo alcuni scontri, sempre causati dall'atteggiamento protettivo del bambino nei confronti del fratello minore. Black col tempo iniziò ad ammirare l'atteggiamento e la determinazione di Phoenix, molto diverso dal fratello, sensibile e facile alle lacrime.
I problemi maggiori di questo periodo tutto sommato ancora sereno furono Mylock, il severo ed inflessibile maggiordomo di Alman, ed Isabel, nipote del duca di Thule. La bambina in particolare vedeva i vari ragazzini come giocattoli con cui divertirsi e li usava per i suoi capricci, ad esempio prendendoli a bacchettate con un frustino o facendoli camminare a quattro zampe e sedendosi sulla loro schiena. A differenza di alcuni suoi compagni, come Pegasus o Asher, Black venne comunque relativamente risparmiato dalla padroncina.
Alla fine venne il giorno in cui tutti i bambini dovettero scegliere, pescando a sorte, i luoghi in cui sarebbero diventati cavalieri. Per Aspides il destino scelse Bomihills, in Liberia, e così pochi giorni dopo il bambino lasciò Nuova Luxor ed il Giappone e raggiunse il paese, dove passò i successivi sei anni ad allenarsi allo scopo di conquistare l'armatura di bronzo del Lupo.
Nulla è noto dell'addestramento, se non che fu terribilmente duro, al punto che Black iniziò a considerare quel luogo come un vero inferno in terra, ma alla fine il ragazzo riuscì a sopravvivere ed a conquistare l'armatura del Lupo. Orgoglioso della conquista e felice di poter lasciare la Liberia, Black tornò a Nuova Luxor con l'armatura. Qui il ragazzo ritrovò Lady Isabel, oramai cresciuta e maturata, ma venne anche a sapere che, circa 5 anni e mezzo prima, Alman era morto. Spinto dall'orgoglio, Black accettò senza esitazioni quando la ragazza lo informò che avrebbe combattuto in un torneo per cavalieri, la Guerra Galattica, al cui vincitore sarebbe andata la più potente tra le armature conosciute, l'armatura d'oro del Sagittario. Nei giorni che seguirono, Black visse al palazzo di Isabel in compagnia dei pochi che erano tornati vincitori dall'addestramento. Tra loro vi erano Asher, Aspides, Geki e Ban, ma anche Andromeda e Sirio, un altro dei suoi compagni di orfanotrofio. In generale comunque le vecchie ruggini erano ormai state messe da parte ed anche con Andromeda non c'erano più tensioni.
Dopo alcuni giorni di preparativi, e con tre cavalieri, Pegaso, Fenice e Cigno, ancora assenti, la Guerra Galattica ebbe finalmente inizio. I cavalieri vennero disposti casualmente in gironi, e Black venne inserito nel secondo turno, contrapposto proprio all'assente Fenice. Ignaro dell'identità del cavaliere e consapevole che la sua assenza lo avrebbe automaticamente confermato per gli incontri successivi, Black si limitò ad assistere ai combattimenti dei suoi compagni. Black fu così testimone della facile vittoria di Asher su Ban e del ritorno di Pegasus dalla Grecia. Il ragazzo, ora cavaliere di Pegaso, accettò con qualche ritrosia di combattere nel Torneo e Black lo vide battere Geki senza particolari problemi. La forza e la velocità del ragazzo lo stupirono, facendogli comprendere che sarebbe stato un duro avversario per la vittoria finale.
In seguito, Black vide anche la sconfitta di Aspides per mano di Cristal il Cigno, un altro dei suoi vecchi compagni, appena tornato dalla Siberia, ma il combattimento che lo colpì maggiormente fu quello tra Pegasus e Sirio il Dragone. Black fu impressionato dalla potenza sia difensiva che offensiva di Sirio, il cui pugno e scudo sembravano invincibili. Convinto che stavolta per Pegasus fosse giunta la fine, il cavaliere del Lupo fu stupito nel vederlo reagire e rischiare la vita per frantumare il pugno e lo scudo di Sirio con una mossa spericolata, talmente veloce che Black stesso dovette rivedere al rallentatore per rendersi conto dell'accaduto. Poco dopo, in seguito ai gravi danni subiti alle loro armature, Sirio e Pegasus decisero di toglierle e combattere senza difese. Alla fine, Pegasus vinse il duello, ma venne gravemente ferito, e Sirio fu addirittura ridotto in fin di vita. Ben presto Fiore di Luna, amica d'infanzia di Sirio, spiegò che solo un altro colpo di Pegasus avrebbe potuto salvare la vita di Dragone, ma viste le condizioni critiche del ragazzo la situazione sembrava disperata. Non potendo far nulla, Black si limitò a guardare mentre Pegasus, pur allo stremo delle forze, cercava di salvare Dragone aiutato da Cristal e Andromeda. Sebbene non fosse legato a Sirio da una particolare amicizia, Black era comunque molto preoccupato per lui, e così esultò con gli altri quando Pegasus riuscì nell'impresa.
Il giorno seguente, Black, stavolta senza armatura, seguì insieme a Cristal lo scontro tra Andromeda ed Asher. Di fronte alla catena del nemico, quest'ultimo si trovò in grande difficoltà e rischiò la sconfitta. Improvvisamente, l'arma del cavaliere compose la scritta AXIA sul pavimento, e poi prese ad indicare lo scrigno del Sagittario. Ben presto i cavalieri compresero che il decimo cavaliere, Fenice, era arrivato al Palazzo dei Tornei, e, incerti sulle sue intenzioni, rimasero in attesa. Fenice rivelò di essere Phoenix, il fratello di Andromeda, ma si mostrò subito ostile, ed attaccò sia il fratello che Asher. Deciso a rispettare l'ordine di combattimenti del torneo, Black indossò l'armatura e salì sul ring per affrontare Phoenix.
Intuendo che erano state le dure esperienze dell'addestramento a rendere Phoenix così diverso da quel che era da bambino, Black lo accusò di essere un debole, ricordandogli che tutti loro avevano visto l'inferno durante il periodo di allenamento. Per nulla impressionato, Phoenix colpì Black con il suo colpo segreto Fantasma Diabolico, intrappolando la sua mente in un incubo. Black vide l'enorme pugno di Phoenix distruggere la sua armatura ed ucciderlo, ed alla fine, non potendo reggere, crollò sul ring privo di sensi.
Il giorno dopo il ragazzo si svegliò in un letto della clinica della Fondazione Thule, dove venne a sapere che Phoenix era fuggito portando con se la Sacra Armatura, e che Pegasus, Sirio, Cristal e Andromeda erano riusciti a recuperarne quattro pezzi. Nei giorni che seguirono, Black ebbe modo di riflettere sulla facilità con cui era stato sconfitto, e così, dimesso dalla clinica, si incontrò con gli altri cavalieri usciti umiliati dalla Guerra Galattica, Ban, Geki, Aspides ed Asher. I cinque ammisero di avere bisogno di più allenamenti e, nonostante gli amari ricordi legati al duro periodo di addestramento, decisero spontaneamente di tornare dai rispettivi maestri per fortificarsi (vedi Note). Ottenuto il consenso di Lady Isabel, i cinque lasciarono così Nuova Luxor.
Tornato in Liberia dal suo maestro, Black passò mesi ad allenarsi senza sosta. In questo periodo gli giunse notizia delle numerose imprese di Pegasus e compagni, che avevano sconfitto vari potenti nemici inviati dalla Grecia per ucciderli. Black venne anche a sapere che Phoenix si era ora unito al gruppo di Pegasus e la cosa non potè che rallegrarlo. La notizia più sorprendente però giunse in un comunicato di Mylock, maggiordomo di Isabel, che gli rivelò una sorprendente verità: lady Isabel era in realtà la reincarnazione di Atena, la Dea a cui tutti i cavalieri devono fedeltà e obbedienza. Tale scoperta fece comprendere a Black la futilità del cercare di conquistare la gloria paragonata alla missione di proteggere Atena. Deciso ad aiutare Pegasus e gli altri in questa missione, capì di dover aumentare ancora la sua forza e si impegnò ancora più a fondo negli allenamenti. Dopo alcuni mesi, soddisfatto, Black decise di poter finalmente tornare a Nuova Luxor. Qui ritrovò Asher, Geki, Aspides e Ban, ma venne anche a sapere che Isabel era appena partita per la Grecia insieme a Pegasus, Cristal e Andromeda per affrontare Arles, usurpatore del Grande Tempio di Atena
Sempre decisi a portare aiuto, i cinque raggiunsero Atene. Appena arrivati, vennero a sapere che Isabel era stata ferita al cuore da una freccia d'oro e che sarebbe morta in poche ore se Arles non avesse estratto quel dardo. Per portare Arles da Isabel, Pegasus e gli altri avevano lasciato la fanciulla nel cuore del Grande Tempio, ai piedi della prima delle dodici case dello zodiaco. Per raggiungere Arles era infatti necessario superare, in non più di dodici ore, i dodici templi dedicati alle dodici costellazioni zodiacali, ma a difesa di ciascun tempio vi era uno dei cavalieri d'oro, i più potenti tra tutti i cavalieri. Black e gli altri dovettero ammettere con riluttanza di non essere al livello dei cavalieri d'oro, ma decisero lo stesso di raggiungere Isabel, in modo da proteggerla da eventuali attacchi. La loro idea si rivelò provvidenziale ed i cinque arrivarono giusto in tempo per salvare lei e Mylock da un manipolo di soldati. Facendo sfoggio della loro nuova forza, i cavalieri sconfissero con facilità i nemici e rimasero a vegliare lady Isabel.
Nell'attesa del ritorno di Pegasus, Black venne a sapere da Mylock maggiori dettagli sulla storia di Isabel, ed in particolare venne a conoscenza di Micene di Sagitter, il cavaliere d'oro che tredici anni prima aveva sacrificato la sua vita per salvare la fanciulla all'epoca in fasce. Black fu anche testimone della ricomparsa dell'armatura del Sagittario, invocata dallo scettro di Atena, e del senso di celeste quiete che portò in tutto il Grande Tempio. Nelle ore che seguirono, Black seguì, attraverso l'energia dei cosmi, lo svolgersi degli scontri, senza mai perdere la fiducia in Pegasus e gli altri. Uno dopo l'altro però, il ragazzo avvertì lo spegnersi dei cosmi di Sirio e Cristal e pianse per loro. Temendo per Isabel, Black appoggiò l'idea di Mylock di provare anche loro a raggiungere le stanze di Arles. Asher però fermò i compagni, convincendoli che un loro intervento a questo punto sarebbe stato più d'intralcio che di aiuto. Poco più tardi, Black avvertì anche il cosmo di Andromeda spegnersi.
Ancora più tardi, Black si accorse che mancavano solo pochi minuti alla morte di Isabel e temette per lei. All'ultimo momento però, una luce dorata proveniente dalla sala del Grande Sacerdote illuminò il corpo della ragazza, dissolvendo la freccia e guarendo la ferita. Col cuore colmo di gioia, Black vide Isabel rialzarsi finalmente in piedi. Ora più sollevato, il cavaliere accompagnò Isabel verso le stanze di Arles, salendo insieme a lei, Mylock, Asher e gli altri le scale delle dodici case. Black conobbe così per la prima volta i cavalieri d'oro superstiti: Mur dell'Ariete e suo fratello Kiki, Toro, Ioria del Leone e Scorpio. Nelle case di Capricorn, Acquarius e Fish poi vide Isabel donare nuove energie ai corpi quasi privi di vita di Sirio, Cristal e Andromeda, che, sebbene allo stremo delle forze, si rialzarono per raggiungere anche loro Arles. Raggiunte le sale del sacerdote, Black e gli altri proseguirono fino alla statua di Atena, dove giunsero appena in tempo per salvare Pegasus e Phoenix da colui che si celava sotto la maschera di Arles, Gemini della terza casa.
Sbalordito, Black vide Sirio, Cristal e Andromeda trovare ancora le forze di aiutare gli amici contro Gemini. Quando anche questo tentativo fallì contro l'apparentemente invincibile nemico, il cavaliere vide Pegasus stesso rialzarsi nonostante le gravissime ferite ed unire il suo cosmo a quelli di Phoenix, Dragone, Cristal e Andromeda. Il terribile attacco che ne seguì, pur facendo perdere i sensi a Pegasus e gli altri, riuscì a travolgere Gemini, che venne poi affrontato verbalmente da Isabel. Le parole della fanciulla risvegliarono la parte buona di Gemini che, abbandonato anche dalla sua armatura, si suicidò davanti a lei.
Felice per la vittoria, Black giurò nuovalmente fedeltà ad Atena ed aiutò Isabel e gli altri a prendersi cura dei cinque eroi feriti. Quando Pegasus e gli altri iniziarono a ristabilirsi, Black tornò a Nuova Luxor con i compagni e si stabilì ancora una volta alla villa di Lady Isabel. Oramai Black ed i suoi compagni erano molto maturati e, messi da parte i desideri di gloria, desideravano solo aiutare Atena nella sua missione di giustizia. Nelle settimane che seguirono, il ragazzo visse pacificamente insieme agli amici, aiutando però Asher a mantenere i contatti con il Grande Tempio in modo da poter informare Isabel di qualsiasi fatto grave.
Purtroppo, la quiete non durò a lungo. Un giorno Asher portò la notizia che il cavaliere d'oro del Toro era stato sconfitto con un colpo solo da un misterioso assalitore, che era poi fuggito senza lasciare tracce. Insieme agli amici, Black corse ad avvisare Isabel, giusto in tempo per assistere all'arrivo del misterioso nemico, che si presentò come Mizar, cavaliere di Asgard, la terra del Dio Odino. Mizar non fece mistero di essere venuto per uccidere Atena, e così Black, pur essendo privo della sua armatura, cercò di fermarlo attaccando insieme ai compagni. Purtroppo per loro, Mizar rivelò una velocità ed una forza temibili e li sconfisse con un colpo solo, lasciandoli al suolo privi di sensi. Al risveglio, ore più tardi, Black seppe che Isabel era stata salvata da Pegasus e Andromeda. La fanciulla aveva deciso di andare ad Asgard ad investigare con i cavalieri ma Aspides, rendendosi conto di non essere all'altezza dei guerrieri del Nord, decise di non partecipare alla missione e rimase a Nuova Luxor insieme a Asher, Aspides, Geki e Ban. Isabel comprese le sue ragioni e non si oppose a questa scelta.
Circa un paio di giorni dopo la partenza di Isabel per Asgard, a Nuova Luxor e nel resto del mondo iniziò ininterrottamente a piovere. Black, già preoccupato per la mancanza di notizie da parte di Isabel ed i cavalieri, seguì con apprensione le notizie delle continue inondazioni che stavano sconvolgendo la Terra causando migliaia di vittime. Fortunatamente, alcuni giorni dopo, le piogge cessarono ed il sole tornò a splendere sul mondo. Solo in seguito Black seppe che le piogge erano state causate da Nettuno, Dio dei mari, e che Atena ed i cavalieri lo avevano sconfitto salvando il mondo.
Poche settimane più tardi, Black venne convocato insieme ad Asher e gli altri al Grande Tempio da Lady Isabel, che si era stabilita lì per riprendersi dalle fatiche dello scontro con Nettuno. Black fu stupito dal fatto che Isabel avesse convocato lui e gli altri ma non il gruppo di Pegasus, ma comunque obbedì senza esitazioni. In Grecia, Isabel ordinò ai cavalieri di collaborare con Tisifone per sorvegliare il Grande Tempio e supervisionare i soldati di guardia, ma non diede dettagli circa il perché di tale ordine. Un paio di notti dopo, Black, di pattuglia con Aspides, scoprì che alcune tombe dei cavalieri caduti nelle passate battaglie erano state aperte ed i cadaveri sottratti. I due riferirono a Tisifone, che per prima si accorse che le tombe erano state aperte dall'interno e non dall'esterno. Tale dettaglio, che sembrava indicare che i morti fossero usciti con le loro mani dalle tombe, lasciò perplesso il cavaliere ma preoccupò Tisifone. Insieme a lei e Aspides, Black continuò a perlustrare il cimitero dei cavalieri, trovando altre tombe profanate. Nel cimitero, i tre vennero raggiunti da Asher, a sua volta attirato da cosmi misteriosi. Alla fine, Tisifone, comprendendo che dietro tutto ciò si nascondeva un attacco di Hades, il signore dell'aldilà, diede ordine di bruciare le tombe.
Poco più tardi, Black, sempre in compagnia di Tisifone, Aspides ed Asher, fu testimone dell'arrivo di Cristal ed Andromeda, giunti al Grande Tempio dopo aver percepito un cosmo ostile ed essere stati attaccati da alcuni cavalieri d'argento redivivi. Black fu felice di rivedere gli amici ma Tisifone, obbedendo ad un ordine di Isabel, che voleva risparmiare loro la battaglia contro le forze di Hades, li attaccò. Non sapendo cosa fare, Black rimase immobile mentre la tensione tra Tisifone e Cristal cresceva. Alla fine comunque, la sacerdotessa decise di lasciar proseguire i cavalieri senza affrontarli, non volendo impedir loro di proteggere Atena. Black non venne coinvolto nelle battaglie che seguirono, ma alcune ore più tardi percepì il cosmo di Atena svanire e comprese disperato che Isabel era morta.
Nonostante il dolore, Black decise di restare al Grande Tempio in modo da poter essere a disposizione se ci fosse stato bisogno di lui. Varie ore dopo, il ragazzo notò un'imprevista eclisse di sole che stava oscurando la Terra, e quasi contemporaneamente fu testimone del ritorno di Castalia. La sacerdotessa, da lungo tempo assente dal Grande Tempio, aveva portato con se una ragazza, e Black fu sbalordito nel sentire che si trattava di Patricia, la sorella di Pegasus scomparsa anni prima. Castalia raccontò che Patricia aveva perso la memoria anni prima, mentre si trovava in Grecia alla ricerca del fratello, e che aveva vissuto da allora in un villaggio nelle vicinanze. La gioia per il ritorno di Castalia venne tuttavia interrotta da un attacco improvviso, opera di Thanatos, Dio della Morte. Thanatos non si trovava fisicamente al Grande Tempio e stava combattendo con Pegasus nei Campi Elisi. Volendo far soffrire il ragazzo, che era riuscito a farlo sanguinare, aveva deciso di uccidere Patricia usando il suo cosmo.
A causa del potere di Thanatos, Patricia iniziò a sentirsi male ed a sanguinare. Non disposto a tollerare tutto ciò e volendo proteggere la sorella del suo amico, Black seguì l'esempio di Asher, Castalia, Tisifone e Kiki e corse a proteggere la ragazza insieme agli altri cavalieri di bronzo. Gli otto eressero uno scudo attorno a patricia usando i loro corpi ed i loro cosmi. Alla fine il potere divino di Thanatos ebbe la meglio ed i cavalieri caddero con le armature quasi in frantumi, ma nonostante questo i loro sforzi riuscirono a salvare Patricia. Più tardi, ripresi i sensi, Black si accorse che l'eclisse era scomparsa e comprese che Pegasus e gli altri erano riusciti a sconfiggere Hades. A conferma di ciò, i cinque cavalieri e Lady Isabel riapparverso al Grande Tempio. La gioia di Black nel rivedere Isabel viva fu grande, ma venne accompagnata dal dolore di scoprire che Pegasus era stato trafitto al cuore dalla spada di Hades e, seppur vivo, era ridotto ad un vegetale privo del cosmo e dei sensi.
Nei mesi che seguirono, Black guarito dalle ferite, rimase di guardia al Grande Tempio (vedi Note).
NOTE: Le informazioni presenti in questo profilo provengono dagli episodi 2-7, 42, 61-66, 68-69, 71-74, 100, 114, 116, 120 e 125 dell'anime e dai numeri 1-3, 10, 19, 28-29 del manga (edizione Starcomics). Che Black sia orfano è evidente dal fatto che ha vissuto sin da piccolo in orfanotrofio. Non ci sono flashback del suo passato, quindi è impossibile determinare a che età sia rimasto orfano o in che circostanze sia entrato in orfanotrofio. Gli alterchi con Phoenix e l'atteggiamento da bullo nei confronti di Andromeda sono stati accennati in alcuni flashback, specie in quello nel 7° episodio e nel ricordo / illusione di Phoenix nel 58°.
E' Black stesso, nel settimo episodio, a dire di essere stato addestrato a Bomihills, e l'enciclopedia del manga rivela che si tratta di una località della Liberia. Sempre nel settimo episodio, Black accenna alle difficoltà del suo addestramento, che paragona all'inferno. L'identità e la costellazione del suo maestro non vengono mai rivelate. Che Black vivesse a palazzo si deduce dalla totale mancanza di riferimenti ad una sua abitazione a Nuova Luxor, anche se è presumibile che se ne procuri una tra la fine della saga di Arles e quella di Nettuno.
La decisione di Black di tornare dal suo maestro per continuare ad allenarsi è accennata nel 61° episodio. Il periodo esatto della sua partenza è sconosciuto, ma probabilmente è precedente alla vittoria di Pegasus e gli altri su Phoenix, visto che 16° episodio non c'è traccia di lui nella villa di Isabel. Il suo comportamento con gli altri cavalieri alla fine della saga del Grande Tempio suggerisce che è a conoscenza dei fatti principali avvenuti in quel periodo.
Le ragioni per cui Black non si reca ad Asgard non vengono dette nella serie, ma vista la sconfitta per mano di Mizar sono abbastanza ovvie. Per di più, nel 100° episodio il ragazzo è ancora nella villa di Isabel e sembra ignaro dei dettagli della battaglia di Asgard.
A differenza di Asher e Aspides, Black non compare nel V OAV, quindi non sappiamo se è apparentemente passato anche lui dalla parte di Artemide o se è rimasto fedele ad Atena.
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