CARONTE

(ACHERON CARON)

ETA': 38 Anni

ALTEZZA: 1.83 M

PESO: 65 Kg

OCCHI: Neri

CAPELLI: Rossi

DATA DI NASCITA: 2 Ottobre

LUOGO DI NASCITA: Italia

GRUPPO SANGUIGNO: 0

SEGNI PARTICOLARI: Nessuno.

PARENTI CONOSCIUTI: Nessuno. E' probabile che sia orfano, ma non ci sono prove a riguardo.

COSTELLAZIONE / SIMBOLO: Acheronte, uno dei quattro fiumi infernali.

ARMATURA / ARMI: Surplice dell'Acheronte. La Surplice di Caronte non ha poteri speciali, è dotata di ali ma non è noto se è in grado di volare. É possibile che nell'elmo vi siano dei piccoli scomparti nascosti per conservare piccoli oggetti. La Surplice è armata di un grosso remo, lungo più di un metro e mezzo e verosimilmente composto dello stesso materiale della corazza. Il remo è indispensabile per spingere la gondola di Caronte nell'Acheronte, ed è abbastanza resistente da poter essere usato come arma, sia offensiva che difensiva. La Surplice viene gravemente danneggiata dal Fulmine di Pegasus al termine del combattimento tra i due.

STIRPE: Spectre di Hades, appartenente alla stella del Cielo di Mezzo.

PRIMA APPARIZIONE: Episodio 128, "Attraversate il fiume Acheronte !" (anime), Saint Seiya N 23, 1 capitolo (manga).

EPISODI (SAGA): 128 (Saga di Hades).

NUMERI DEL MANGA: 23.

COLPI SEGRETI / POTERI: Caronte possiede due tecniche speciali, la prima delle quali, prettamente difensiva, è il Rolling Oar, ovvero "Remo Rotante", un colpo che viene eseguito con il remo della Surplice. Lo Spectre fa ruotare il remo davanti a se, raggiungendo una velocità pari al match 18 e compiendo ogni rotazione in un millesimo di secondo. Così facendo, crea una barriera del tutto impenetrabile per i colpi più lenti, che si infrangono sull'arma. Essendo una tecnica puramente fisica, il Rolling Oar non necessita di cosmo e dipende interamente dall'abilità di Caronte nel ruotare il remo. Questa difesa è comunque vulnerabile agli attacchi che si muovono a velocità superiore ad un millesimo di secondo, capaci di sfruttare gli spazi vuoti lasciati dal remo durante la rotazione. Il secondo colpo di Caronte è invece l' Edging Current Crasher, una tecnica offensiva che sfrutta il cosmo e la forza delle braccia dello Spectre. Nell'eseguire questo attacco, Caronte brucia il cosmo e solleva le braccia, per poi abbassarle, avvicinare i palmi e creare un potente globo di energia, che viene lanciato contro il nemico. L'energia del globo è notevole, capace di lanciare un guerriero in aria di molti metri e di contrastare la forza del Fulmine di Pegasus, ma non sufficiente a danneggiare un'armatura. A parte queste due tecniche speciali, Caronte possiede i poteri tipici di uno Spectre del Cielo, ovvero una buona forza e velocità, ed è abile nell'usare il remo come arma, solitamente per colpire dall'alto verso il basso o viceversa. Inoltre, è l'unico a sapersi orizzontare nel vastissimo fiume Acheronte, ed a poter condurre i dannati attraverso le sue acque

STORIA: Nelle epoche mitologiche, Hades, signore dell'oltretomba, affidò ad un vecchio di nome Caronte il compito di traghettare le anime attraverso il fiume Acheronte, e di condurle agli inferi. L'uomo accettò, chiedendo però in cambio un obolo a ciascun dannato come pagamento. Col tempo, Caronte divenne esperto conoscitore dell'Inferno e delle sue Prigioni, sentendo anche parlare del leggendario Elisio, luogo paradisiaco cui solo i puri possono accedere, ma si accorse anche che negli occhi di tutti coloro che giungevano in Ade vi era solo malvagità.

Nel 1743, "l'anno della luce", Hades si risvegliò dal sonno di secoli nel quale Atena lo aveva sprofondato al termine dell'ultima guerra sacra. Spinto dal disgusto verso gli uomini, Hades dichiarò loro guerra, ma, memore della sconfitta subita dai Cavalieri della Dea, approntò un esercito di fedeli guerrieri, chiamati Spectre, e diede a ciascuno di loro un'armatura nera dal nome di Surplice. A Caronte venne data la Surplice dell'Acheronte, armata tra l'altro di un pesante remo. Gli Spectre si scontrarono con l'esercito dei cavalieri, ma la terribile battaglia si concluse con la vittoria di Atena e la sconfitta di Hades. In seguito a questa sconfitta, gli spiriti degli Spectre vennero imprigionati in una torre di pietra nascosta tra le montagne della Cina, e su di essa Atena appose il suo sigillo, destinato a durare per 200 anni. Libero di esistere solo nell'aldilà a causa del suo vitale compito, Caronte continuò a traghettare le anime (vedi Note).

Secoli dopo, Hades si risvegliò e, com'era stato predetto, il sigillo di Atena perse la sua efficacia. La torre di Cina si sgretolò e gli spiriti delle Spectre, nuovamente liberi, presero possesso di alcuni uomini predestinati, forse discendenti degli Spectre antichi. Lo spirito di Caronte prese possesso di un uomo Italiano che, già avido per natura, iniziò a svolgere con solerzia ancora maggiore il suo compito, chiedendo monete d'argento, denaro o altri oggetti preziosi a coloro che volevano attraversare l'Acheronte (vedi Note).

Hades, desideroso di vendetta per la sconfitta subita, affidò a Pandora, sua luogotenente sulla Terra, ed a Rhadamantis, Spectre della Viverna e comandante degli inferi, il compito di invadere il Grande Tempio di Grecia ed uccidere Atena. Caronte invece continuò a svolgere il suo compito di nocchiero. Col passare delle ore venne però a sapere che alcuni cavalieri si erano introdotti nell'aldilà alla ricerca di Atena stessa, misteriosamente suicidatasi al termine della battaglia in Grecia. Non molto tempo dopo, Caronte, impegnato nell'abituale compito, si imbattè in due cavalieri di Atena, Pegasus e Andromeda, appena arrivati sulle sponde dell'Acheronte pur essendo ancora vivi. Dopo averli inizialmente scambiati per dei dannati, Caronte li riconobbe e li attaccò, riuscendo a mantenerli sulla difensiva grazie al remo nonostante l'inferiorità numerica. Ben presto però, lo Spectre si stancò del combattimento, e, anteponendo l'avidità alla fedeltà, promise ai cavalieri di farli passare in cambio di denaro. Pur non avendo denaro con se, Andromeda accettò e, nonostante il parere contrario di Pegasus, consegnò al nemico un ciondolo d'oro, ricordo di sua madre, per ottenere il passaggio per se e per il compagno.

Pur calcolando che quel ciondolo non valeva abbastanza per il viaggio di due persone, Caronte accettò e fece salire i due a bordo, traghettandoli per oltre un'ora fino al centro del fiume. Lì, con un gesto a sorpresa, attaccò Pegasus, facendolo cadere in acqua, dove il ragazzo venne attaccato da alcuni dannati affogati nel fiume. Caronte si giustificò ad Andromeda dicendo che il ciondolo non valeva abbastanza per portarli entrambi all'altra sponda, ma solo per uno di loro. Rifiutandosi di abbandonare l'amico, Andromeda lo salvò con la catena, permettendogli di contrattaccare. Sbalordendo Caronte, il ragazzo riuscì a superare la difesa del Rolling Oar ed a lanciare lo Spectre stesso in acqua, privo del suo remo. Rischiando di affogare, Caronte chiese ai nemici di salvarlo, avvisandoli che lui solo conosceva la via per raggiungere l'altra sponda.

Nonostante i dubbi di Pegasus, Andromeda decise di fidarsi del nemico e lo tirò a bordo. Non appena ebbe riottenuto il suo remo, Caronte ricordò ai cavalieri che all'Inferno non esiste gratitudine e li attaccò di nuovo, venendo però facilmente disarmato da Pegasus, che stavolta si aspettava una mossa del genere. Messo alle strette, Caronte sfoderò allora l'Edging Current Crasher per mettere fuori combattimento il nemico, e poi attaccò Andromeda. La purezza negli occhi del cavaliere, così diversi da quelli di tutti i dannati visti in passato, colpì però lo spirito freddo dello Spectre, spingendolo ad interrompere lo scontro. Dopo essersi chiesto se Andromeda fosse destinato all'Elisio, Caronte gli restituì il ciondolo e riportò a bordo Pegasus, affermando che li avrebbe condotti gratuitamente sull'altra sponda, dove li avrebbe combattuti una volta per tutte. Pegasus, che ormai aveva visto i colpi segreti del guerriero, accettò.

Superato l'Acheronte, Caronte spiegò ai cavalieri la disposizione dell'Inferno, poi affrontò a duello il ragazzo. Con sua enorme sorpresa però, l'Edging Current Crasher non bastò a finire l'eroe, il cui Fulmine travolse in pieno Caronte, danneggiando la sua armatura e facendolo crollare privo di sensi sulla gondola, che andò alla deriva.

Ripresosi, Caronte tornò alla sponda di partenza dell'Acheronte, dove trovò altri due cavalieri di Atena, Cristal il Cigno e Sirio il Dragone. Non pago per la sconfitta subita ed incurante delle recenti ferite, lo Spectre chiese loro del denaro, ma i due lo affrontarono e uccisero, attraversando poi da soli il fiume infernale, guidati dai cosmi degli amici (vedi Note).

NOTE: Le informazioni presenti in questo profilo provengono dalla mitologia Greca, dall'episodio 128 dell'anime, dal numero 23 (1 capitolo) del manga edizione StarComics e dall'Hypermyth ufficiale di Kurumada. A causa dell'importantissimo compito svolto da Caronte nell'Ade, forse secondo solo a quello di Minosse al Tribunale, è alquanto improbabile che lo Spectre sia stato imprigionato insieme ai compagni per 200 anni. Si deve quindi ipotizzare che, privo di un corpo terreno in cui incarnarsi, abbia continuato a svolgere il suo compito negli inferi, forse come semplice spirito oppure nel suo corpo mitologico.

Con i suoi 38 anni, Caronte è uno dei personaggi più anziani della serie, escludendo Libra, Sion e le divinità. Non ci sono prove sul fatto che Caronte sia orfano perché, a differenza dei cavalieri di Atena, gli Spectre sono dei predestinati che vivevano come uomini normali fino al risveglio delle costellazioni demoniache. E' quindi possibile che Caronte abbia abbandonato la propria famiglia solo di recente. Tra l'altro in realtà è anche plausibile che Caronte non sia il vero nome del ragazzo, ma solo quello dello Spectre d'Acheronte.

Quando Pegasus sconfigge Caronte, dal suo elmo cadono varie monete, suggerendo che fossero conservate al suo interno. La cosa in realtà è abbastanza strana, visto che le armature di solito non hanno tasche o scomparti vuoti, ma, visto che la corazza è stata forgiata appositamente per gli Spectre d'Acheronte, e che quella della moneta è una lunga tradizione risalente alle epoche mitologiche, è possibile che l'elmo stia stato costruito appositamente con questa particolarità.

Il Mach è, per definizione, la velocità di un oggetto paragonata a quella del suono. Mach 18 quindi vuol dire che il remo di Caronte si muove 18 volte più rapidamente del suono, e di conseguenza può essere superato solo da colpi con una velocità pari o superiore. Visto che Pegasus lo supera più di una volta, è probabile che il suo Fulmine venga lanciato quasi alla velocità della luce.

La questione della morte di Caronte al termine del combattimento con Pegasus è controversa. Nel numero 27 del manga, tutte le perle del rosario di Virgo hanno cambiato colore, segno che tutti gli Spectre, Caronte incluso, sono morti. Nel numero 24 però Cristal e Sirio accennano all'averlo incontrato sulle rive dell'Acheronte, dove gli chiese del denaro. Visto che i due sono più indietro di Pegasus e Andromeda, si deve quindi ipotizzare che Caronte sia sopravvissuto al primo combattimento, per poi essere ucciso dai due cavalieri, che verosimilmente non avevano appresso denaro. Sirio e Cristal potrebbero aver trovato la rotta giusta seguendo i cosmi di Pegasus e Andromeda, mentre non è chiaro come facciano a passare Isabel, Virgo, Kanon e Libra. I primi due potrebbero essersi mischiati ai dannati grazie ad un'illusione creata dal custode della sesta casa, ma l'arrivo di Kanon alla prima prigione è troppo vicino a quello di Pegasus e Andromeda per immaginare che abbia attraversato anche lui l'Acheronte sulla gondola, cosa per la quale sono necessarie più di due ore. Si deve quindi ipotizzare che lui, e più tardi Libra, abbiano attraversato il fiume in modo diverso.

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