IL GRANDE TEMPIO

Costoro, indossano tutti delle armature nere, differenti da quelle dei cavalieri di Phoenix, ma identiche tra loro, simili ad uniformi. Tre di loro tengono in mano i pezzi della sacra armatura, mentre altri loro compagni attaccano i quattro cavalieri. Phoenix, sanguinante per il colpo ricevuto, può solo stare a guardare, ma avvisa comunque Pegasus che quelli non sono cavalieri neri "I cavalieri neri dovrebbero essere tutti morti prima di me !". I cavalieri capiscono che c'è anche qualcun altro interessato alla sacra armatura si difendono valorosamente, pur senza aver bisogno di usare i loro colpi segreti. All'improvviso, i soldati colpiscono all'unisono la terra, aprendo delle crepe enormi, che si uniscono in un immenso baratro il quale si apre davanti ai cavalieri. I soldati con i pezzi della sacra armatura indietreggiano, lasciando i loro compagni combattere, ma nel frattempo Phoenix, troppo debole per muoversi, cade nel baratro, apertosi sotto i suoi piedi. Mentre Sirio, Pegasus e Cristal affrontano i nemici, Andromeda corre verso il fratello, aggrappatosi alle rocce, e gli tende l'estremità della catena per aiutarlo. Andromeda supplica il fratello di non arrendersi e gli chiede perdono perché è a causa sua che Phoenix è finito nell'inferno della Regina Nera. Entrambi ricordano per qualche attimo il momento cui Phoenix si offrì di andare al posto di Andromeda in quel luogo maledetto, poi il cavaliere della fenice chiede perdono per le sue azioni "Perdonami ! Ti ho tradito !", e nello stesso momento perde la presa sulle rocce. Andromeda però riesce a lanciargli la catena attorno al polso, ma per farlo si sporge troppo, rischiando anche lui di cadere. Phoenix lo prega di lasciarlo, o moriranno entrambi, ma Andromeda risponde "Ora che ti ho ritrovato come faccio ad abbandonarti !", e gli cadono alcune lacrime. Queste raggiungono il volto di Phoenix, ed ogni traccia di ira o rancore scompare dal suo volto. Anche Andromeda si rende conto del cambiamento e, raccolte le forze, tira su il fratello. Il ragazzo raggiunge poi Phoenix, ed i due si abbracciano per qualche attimo, ma subito dopo il cavaliere della fenice si volge a guardare il combattimento. La sua vista è però appannata, e mentre Andromeda raggiunge i suoi amici, il ragazzo si stende al suolo. Lottando, Pegasus si rende conto che i misteriosi soldati hanno in pugno tutti i pezzi dell'armatura d'oro che prima erano in loro possesso. Intanto, il cielo si rannuvola, e ben presto inizia a nevicare sul campo di battaglia. Phoenix, ancora steso al suolo, guarda la neve e si copre il volto con il braccio per la disperazione "Esmeralda, eri una fanciulla candida come questa neve. Solo la tua purezza mi potrebbe salvare ! Che orrore ! E' il mio passato, che non oso ricordare !". Gli altri cavalieri nel frattempo stanno ancora lottando, quando una voce possente si leva sulla zona, rimproverando i soldati di non avere ancora vinto. Poi, da sopra le rocce, appare un uomo gigantesco con indosso un'armatura di bronzo, e subito i soldati lo informano, chiamandolo Docrates, che manca loro soltanto l'elmo della sacra armatura. Sentendo il nome Docrates, Pegasus identifica il nuovo avversario, di cui aveva già sentito parlare. Anche Phoenix, a questo nome, tenta di rimettersi in piedi. Pegasus spiega agli amici che Docrates era il terrore di tutti gli aspiranti cavalieri in Grecia. Si diceva che avesse un corpo enorme ed una forza smisurata. Per confermare queste parole, Docrates lancia il suo terribile colpo segreto, il "Pugno di Eracle", aprendo un grande cratere, ma i cavalieri riescono comunque ad spostarsi in tempo. Docrates chiede allora a Phoenix dell'elmo d'oro, ma il ragazzo prima finge di non saperne nulla, poi lo lancia a Pegasus che, presolo al volo, si allontana. Docrates è furioso e si prepara ad attaccare, ma Phoenix lo anticipa e lancia le Ali della Fenice, contro il nemico. Il colpo provoca una frana e tonnellate di roccia e terreno si abbattono su Docrates ed i suoi uomini. Sirio e Cristal saltano dall'altro lato del baratro, al sicuro, ma Phoenix, incapace di rialzarsi, non può evitare di essere travolto. Pegasus trascina via di peso Andromeda, che invano tende la mano verso fratello e piangendo grida "Potevamo ricominciare tutto daccapo !". I soldati con i pezzi dell'armatura d'oro, vista la mala parata, fuggono via, portando comunque con loro il prezioso corredo. Più tardi, al tramonto, i quattro cavalieri hanno costruito una croce di legno come tumulo per Phoenix, e davanti ad essa Pegasus giura solennemente di recuperare e proteggere la sacra armatura. Cristal pone il suo crocifisso d'oro sulla croce, mentre Sirio supplica Phoenix di vegliare su di loro. Salutato per sempre l'amico ritrovato, i cavalieri sono raggiunti da Kiki, e con lui tornano a Nuova Luxor. Altrove, in un'altra parte del mondo, la conferenza sulla pace, in cui si trovano numerosi capi di stato, è stata distrutta da un esercito, che ha spazzato via col sangue qualsiasi resistenza a colpi di fucili e carri armati. Il generale, toltosi l'uniforme, si rivela un guerriero simile ai soldati greci che seguivano Tisifone. Costui, dichiara che il Grande Sacerdote sarà soddisfatto. Nello stesso momento, a centinaia di chilometri di distanza, una flotta militare viene completamente affondata, ed i soldati responsabili, anch'essi con le uniformi greche, urlano di averlo fatto per la gloria del Grande Sacerdote. In Grecia intanto, numerosi turisti si divertono sulla spiaggia, ignari che, poco lontano, nascosto fra le montagne, vi è il Grande Tempio. Qui, tantissimi giovani sono sottoposti a mortali addestramenti, così duri che ogni giorno centinaia di loro perdono la vita. Coloro che cercano di fuggire, sono catturati e torturati con la frusta, mentre numerose grida di dolore si alzano verso il cielo. In un'arena, si affrontano a duello Castalia e Tisifone. Quest'ultima, dopo aver ricordato all'avversaria che se non è in catene è solo perché il Grande Sacerdote le ha dato una seconda possibilità, la colpisce duramente, fino ad atterrarla col "Cobra Incantatore". La donna cade al suolo sanguinante, e numerosi soldati che assistono all'incontro rimpiangono la morte del precedente sacerdote, uomo giusto e democratico, al posto del quale vi è ora un tiranno. In uno dei templi della zona, un uomo, circondato da numerose donne, beve del vino da una coppa d'oro, e contemporaneamente ordina ad un vecchio, in piedi di fronte a lui, di recuperare rapidamente l'elmo d'oro. Costui è Arles, il Grande Sacerdote di Atene, mentre il vecchio, che al posto dell'occhio destro ha un cristallo, è Gigars, il suo primo ministro. Allontanatosi, Gigars è raggiunto da Phaeton, il comandante delle guardie, e gli ordina di comandare a Docrates di prendere subito l'elmo della sacra armatura. All'arena, Castalia, colpita più volte allo stomaco, sanguina copiosamente, ma, a salvarla da una probabile fine, sopraggiunge un ragazzo di nome Ioria, che ricorda a Tisifone la sconfitta subita dal suo allievo, Cassios, per mano di Pegasus. Seguita dai suoi soldati, la donna si allontana, mentre Ioria si prende cura di Castalia, rattristandosi della morte del precedente sovrano, che non avrebbe mai permesso una cosa del genere. La donna gli risponde che purtroppo, poco dopo la partenza dello stesso Ioria, vari anni prima, il Grande Sacerdote morì e fu sostituito dal fratello Arles, che instaurò un clima di terrore. A Nuova Luxor intanto è ormai sera e, mentre un'abbondante nevicata ricopre la città, i cavalieri sono a palazzo e stanno venendo duramente rimproverati da Mylock, che li accusa di essere partiti con quattro pezzi della sacra armatura ed essere tornati soltanto con l'elmo. Dopo qualche minuto, Lady Isabel ferma il maggiordomo "Non ti permettere mai più di parlare così ai cavalieri o ti sostituirò immediatamente !" ordina in tono stentoreo. Mentre Mylock, riluttante, esce dalla stanza, Pegasus ammette che i suoi rimproveri, anche se eccessivi, erano giusti, ma Lady Isabel lo rincuora, per poi avvisare lui e gli altri che ben presto dovranno subire gli attacchi dei loro nemici, intenzionati a prendere l'elmo. Isabel poi aggiunge di non conoscere l'identità dei loro avversari, ed anche suo nonno le aveva detto solo che la Guerra Galattica sarebbe potuta essere sabotata dalle forze oscure. Per combattere contro di loro, è stata istituita la conferenza della pace. Cristal ricorda allora le ultime parole di Phoenix, quelle relative al Grande Tempio. I cavalieri però non hanno idea di cosa sia il Grande Tempio e così non riescono a capire il senso di quelle parole. Lady Isabel decide allora di fare ricerche tramite la banca dati della fondazione. Cristal annuisce e si chiede perché quegli uomini vogliono a tal punto l'armatura d'oro, ma la conversazione è interrotta dalle parole di Mylock, che, fuori la porta, sta ordinando a qualcuno di andarsene. Temendo un attacco, Pegasus, Sirio e Cristal si precipitano fuori mentre Andromeda resta con Isabel, ma l'intruso è solo Kiki, i cui poteri telecinetici hanno sollevato Mylock da terra per lasciarlo agitarsi a mezz'aria. I cavalieri scoppiano a ridere, ma poi Sirio dice al bambino di lasciarlo andare, e Kiki obbedisce, facendo precipitare il maggiordomo a terra. Escono dalla stanza anche Andromeda e Lady Isabel, e tutti si mettono a ridere. Pegasus decide poi che è ora di andare e, preso lo scrigno con la sua armatura, saluta gli amici "Buonanotte a tutti ! A domani, Dragone !". Quella notte, Isabel si reca nell'osservatorio per chiedere al nonno perché tutti vogliono la sacra armatura. Nessuno però le risponde e la fanciulla si alza per uscire, quando alle sue spalle compare lo spirito di Alman, che afferma "Vedi, Isabel, dietro l'armatura sacra si nasconde un grande segreto ! Nel corso dei secoli l'armatura ha sempre ostacolato i potenti che con la loro ambizione costituivano un pericolo per l'umanità, ed è sempre riuscita nel suo intento. Ti posso fare degli esempi: Napoleone e la campagna di Russia, che segnò la sua fine. Oppure l'impero romano e la sua clamorosa caduta. Dietro a tutto questo c'è sempre stata la sacra armatura, custodita con la massima fedeltà dai cavalieri dello Zodiaco. Per cui Isabel, se il genere umano è sopravvissuto nel corso dei secoli, lo deve all'armatura sacra ! […] Stiamo correndo un grosso pericolo, ed è per questo che ho promosso la Guerra Galattica, che è servita a creare dei nuovi cavalieri !" lo spirito poi scompare, ma prima dichiara alla nipote "Lasciati guidare da Atena, la Dea della guerra !". Alla darsena, Pegasus, steso sul letto della sua casa, ripensa alla durissima giornata che è trascorsa. A palazzo, Andromeda pensa invece a suo fratello, e giura di vendicarlo. Al piano di sopra, Sirio, appoggiato alla finestra, si dice pronto a mettere di nuovo in gioco la sua vita per recuperale l'armatura d'oro, mentre Kiki dorme comodamente nel suo letto. Cristal infine sta effettuando numerose flessioni e, sudando, pensa a sua madre, affermando che anche se loro non si vedranno più, ella sarà fiera di lui. In un'altra ala del palazzo, Lady Isabel ordina agli uomini della fondazione di cercare ciò che riguarda i conflitti mondiali degli ultimi anni. Nella valle dell'Inferno, Docrates ed i suoi soldati si liberano finalmente dalle rocce, per poi dirigersi verso Nuova Luxor allo scopo di recuperare l'elmo. La mattina dopo, Pegasus si reca all'orfanotrofio a trovare i bambini e Lania, cui porta anche un regalo. I bambini gli dicono che la ragazza era molto preoccupata per lui, e poi giocano e scherzano insieme. A palazzo, Andromeda compie numerosi giri di footing per allenarsi, Sirio si sveglia, mentre Kiki, abbracciato a lui, continua a dormire, e Cristal, uscito sul terrazzo, si stiracchia all'aria fresca del mattino. Poco dopo, Andromeda sta facendo una doccia, quando si ode un frastuono enorme e le urla di Mylock risuonano nei corridoi avvisando che il nemico è arrivato. Nel giardino infatti, Docrates è insieme ai suoi soldati ed urla di consegnargli l'elmo o distruggerà tutto. I cavalieri indossano subito le armature, e pochi attimi dopo Cristal ed Andromeda si parano davanti ai nemici. All'interno, Sirio raggiunge Isabel e Mylock e raccomanda loro di mettersi al sicuro. Poi, appreso che l'elmo è nascosto nell'osservatorio, avvisa la ragazza che Kiki sta cercando Pegasus e corre a combattere. Al molo, Kiki, che ha bloccato il traffico mettendosi al centro della strada, sta cercando Pegasus e, trovatolo insieme a Lania, lo raggiunge, spaventando la ragazza, e lo avvisa di ciò che è accaduto. I suoi compagni intanto stanno avendo la meglio sui soldati di Docrates, atterrandoli abbastanza facilmente, ma poi il gigante sradica un albero e, lanciatolo contro una colonna dell'edificio, attira su di se l'attenzione di tutti. Andromeda lo attacca con la catena, ma il guerriero la tira verso di se, sbattendolo al suolo. Cristal lancia allora la "Polvere di diamanti", solo per vedere il nemico fermarla con il palmo della mano. Docrates attacca il ragazzo, ma Sirio balza in aria e colpisce più volte il nemico al collo ed allo stomaco, atterrandolo. I cavalieri sperano di aver vinto, ma Docrates si rialza e brucia il suo cosmo per poi lanciare il suo terribile colpo, il "Pugno di Eracle". Sui cavalieri si abbatte un'energia enorme, ed i tre crollano al suolo in un immenso cratere. Docrates minaccia di distruggere tutto, ma compare Lady Isabel, che senza alcun timore chiede a Docrates perché vuole l'elmo, per poi dirsi disposta a darglielo solo in cambio degli altri otto pezzi. Vedendola in pericolo, i cavalieri si rialzano, ma Docrates sta già muovendo la mano gigantesca verso la ragazza. A fermarlo giunge Pegasus, che, con indosso l'armatura, si prepara allo scontro. Docrates gli lancia il suo colpo, ma il ragazzo lo evita, anche se nel farlo si rende conto che il guerriero distruggerà tutto. Docrates si appresta ad attaccare di nuovo, ed anche Pegasus prepara il suo Fulmine. L'atmosfera si fa carica di tensione, mentre scariche di energia elettrostatica fendono l'aria attorno ai cavalieri, ma quando i due sono pronti allo scontro, risuonano le sirene della polizia. Docrates si volge allora verso Lady Isabel e, con un movimento repentino, la cattura, sollevandola con una mano, e salta verso l'uscita. Il gigante poi dichiara che, se i cavalieri la vogliono indietro sana e salva, dovranno consegnargli l'elmo. Isabel urla loro di non cedere al ricatto, ma Docrates stringe la presa e scoppia a ridere. Mylock gli urla di lasciarla andare, ma in risposta il gigante cattura anche lui, poi, avvisati i cavalieri di portare l'elmo al palazzo dei tornei se vogliono averli indietro, si allontana insieme ai suoi uomini. In Grecia, Phaeton informa Gigars delle azioni di Docrates, che si è detto convinto di poter anche eliminare Pegasus, e quest'ultimo le riferisce ad Arles. Ridendo poiché il suo sogno di conquista sta per avverarsi, il sacerdote ordina di procedere. A palazzo, i cavalieri, riuniti nell'osservatorio, pensano il da farsi. Pegasus vorrebbe attaccare Docrates, ma Cristal mette in dubbio il suo piano, facendolo anche arrabbiare. Sirio allora interviene, calmando l'amico e dicendo che una sconfitta è possibile contro un nemico come Docrates. I cavalieri inoltre non sanno dove sono gli altri pezzi della sacra armatura. Kiki usa allora i suoi poteri, grazie ai quali scopre che questi sono ancora alla roccia del leone, nella valle della morte. Pegasus non è certo della validità dell'informazione, ma Sirio da fiducia a Kiki, le cui doti sono fuori del comune. "Doti tutt'altro che umane !" dice ironicamente Pegasus. Cristal formula allora un piano. Quella sera, Pegasus ed Andromeda si recano al palazzo dei tornei con l'elmo. All'improvviso, le luci si accendono e quattro soldati nemici balzano sul ring. In cima ai gradini, Docrates tiene con se sia Mylock che Lady Isabel. Il primo chiede dove siano Dragone e Cristal, mentre la seconda rimprovera Pegasus per aver disobbedito ad un suo esplicito ordine. Il ragazzo però le risponde che senza di lei, i cavalieri sono un corpo senz'anima, e le fa intuire di avere un piano facendo credere che Dragone abbia tradito. In realtà, Sirio sta correndo insieme a Kiki alla roccia del leone. Sul ring, Pegasus consegna l'elmo ad un soldato, mentre un altro si accinge a liberare i due ostaggi. Preso il prezioso oggetto però, il soldato libera solo Mylock e riporta Lady Isabel in cima alle scale, mentre i suoi compagni escono dall'edificio con in mano l'elmo. Pegasus ed Andromeda corrono verso la fanciulla, finché Docrates non sbarra loro la strada. All'esterno, i soldati con l'elmo si imbattono in Cristal, che li aspettava al varco. Il ragazzo tenta di riprendersi l'elmo, pur incontrando delle difficoltà perché i soldati se lo lanciano rapidamente tra di loro. Al palazzo, Docrates si prepara ad uccidere gli avversari e dichiara che finalmente potrà vendicare Cassios. Pegasus ricorda il suo scontro per l'armatura contro il gigante, e Docrates lo informa che Cassios è suo fratello, ed a causa sua non è potuto diventare cavaliere come sognava. Docrates vuole dunque eliminare Pegasus per vendicare il fratello, ma Andromeda vuole affrontarlo per lo stesso motivo, vendicare Phoenix. Il ragazzo è però messo in difficoltà dai soldati nemici, che, attaccando insieme, riescono ad atterrarlo. Pegasus intanto attacca il nemico, che comunque evita tutti i suoi colpi e riesce persino a fermare il suo fulmine. Il cavaliere è sbalordito, e Docrates lo colpisce allo stomaco con il "Pugno di Eracle", atterrandolo. Rialzandosi, Pegasus si rende conto che deve assolutamente trovare il suo punto debole, o sarà la fine "Che cosa diceva Castalia ? Se fronteggerai un nemico più forte di te…colpiscilo proprio dove è più difeso ! E' una parola, questo gigante sembra una fortezza !" Travolto di nuovo dal "Pugno di Eracle", Pegasus reagisce con un calcio, ma il guerriero lo ferma al volo e lancia il nemico contro il bordo del ring. Mentre l'elmetto gli vola via per l'urto, Pegasus cade a terra, e subito Docrates lo imprigiona con la mano. Dal bracciale della sua armatura fuoriescono degli artigli, con i quali il gigante vuole staccare un orecchio a Pegasus, come lui fece con Cassios. Andromeda però salva l'amico, e subito dopo fa cadere su Docrates l'enorme lampadario dell'edificio. Liberatosi dalle macerie e più furioso che mai, il guerriero sovrasta il ragazzo con la sua mole. Cristal intanto ha finalmente preso l'elmo, mentre Pegasus riesce a liberare Lady Isabel ed atterrare il soldato che la controllava. Andromeda sta però per finire nelle mani di Docrates, quando Cristal interviene in suo aiuto. Trionfante, il ragazzo mostra l'elmo, per poi voltarsi insieme agli amici a fronteggiare Docrates. Il ragazzo rammenta che gli uomini molto alti hanno delle gambe deboli, e ricorda quando, durante l'addestramento, dovette affrontare un enorme orso polare. Il suo maestro gli insegnò che di solito, bloccando le gambe del nemico, si ha in mano la chiave della vittoria, e glielo dimostrò congelando le zampe dell'orso, per poi invitarlo a fare lo stesso. Dopo aver ricevuto vari colpi, Cristal riuscì nel suo compito. Ora, è Docrates il nemico, e Cristal lo attacca con la Polvere di diamanti, aggrappandosi alle sue gambe. Cristal inizia a congelarlo, ma per farlo si espone ai suoi furiosi attacchi. Il maestro lo aveva infatti avvisato che quella tecnica richiede molta energia, che è sottratta alle sue difese e lo indebolisce "Rischia questa mossa solo in casi disperati !" gli disse. Alla fine, il ragazzo riesce nel suo sforzo, anche se ora le sue stesse mani sono bloccate nel ghiaccio, e solleva persino il nemico da terra, esponendolo agli attacchi dei suoi amici "Pegasus, è tuo !" grida, e subito Pegasus ed Andromeda lanciano i loro colpi. L'armatura di Docrates va in pezzi, ed il gigante crolla al suolo, esanime. Sirio e Kiki però non hanno successo, raggiungono infatti la roccia del leone proprio mentre un elicottero sta portando via gli otto pezzi dell'armatura. Il giorno dopo, Mylock rimprovera i cavalieri per non aver recuperato la sacra armatura, ma Isabel lo calma ancora una volta, e racconta che alle spalle di Docrates aleggiava una forza oscura e terribile. Pegasus rompe la tensione con una battuta, ma allo stesso tempo dimostra di rispettare finalmente l'autorità di Lady Isabel. Tutti comunque sentono che la chiave del mistero sia il Grande Tempio di cui aveva parlato Phoenix. Proprio qui, a loro insaputa, Gigars incorre nelle ire di Arles a causa della sconfitta di Docrates, che comunque gli concede un'altra possibilità. Più tardi, il vecchio si consiglia con Tisifone, che propone di utilizzare colei che fu esiliata nei Caraibi dal precedente sacerdote, Morgana, la regina degli inganni, e di offrirle in cambio la libertà. Qualche giorno dopo, un piccione viaggiatore porta alla donna la notizia, che subito convoca i suoi tre cavalieri: Serpente di mare, Delfino e Medusa, e li informa di tutto. I tre si tuffano in mare, ed attaccano una flotta militare ormeggiata nei Caraibi, distruggendola completamente nonostante la difesa dei soldati. A Nuova Luxor, Lady Isabel ascolta la notizia al telegiornale, preoccupata del fatto che una petroliera della fondazione, la Maryland, è ormeggiata in quella zona. Proprio in quel momento, le telefona il responsabile della compagnia petrolifera, informandola della scomparsa della nave. Più tardi, la ragazza parla ai cavalieri, spiegando che i sequestratori vogliono l'elmo d'oro in cambio della sua liberazione, a patto che siano loro a portarlo. Cristal vorrebbe rifiutare, ma Pegasus è dell'opinione opposta e così suscita le ire di Mylock. Isabel però lo zittisce, affermando che se la Maryland venisse distrutta, non solo l'equipaggio sarebbe in pericolo, ma si avrebbe un terribile disastro ecologico, a causa dell'enorme quantità di petrolio contenuta nelle sue stive. Pegasus decide allora di accettare il ricatto finché il nemico avrà la nave, per poi attaccare quando l'avranno liberata. Più tardi, i cavalieri, con indosso le armature, salgono su un elicottero della fondazione, che li porterà nei Caraibi. Mentre in Grecia, Gigars è soddisfatto del lavoro di Morgana, in volo, Pegasus, che ha in mano l'elmo, afferma che i loro nemici non vogliono solo il prezioso oggetto, ma anche le loro vite, e per questo hanno preteso che fossero loro gli intermediari. Dopo molte ore, quando ormai è notte, l'elicottero raggiunge la nave ed i cavalieri, seguendo le indicazioni di Serpente di mare, che minaccia di distruggere tutto, saltano a bordo. Il guerriero chiede allora chi di loro sia Pegasus e, fattosi avanti il ragazzo, si fa dare l'elmo. Il cavaliere interroga i nemici, ma Delfino anziché rispondere gli getta delle catene, da mettere ai suoi compagni. Sotto gli occhi dell'equipaggio, legato sul ponte, Pegasus incatena gli amici, e subito dopo Serpente di mare ordina loro di inginocchiarsi. Sirio non vorrebbe obbedire, ma obbedisce comunque. Serpente di mare e Delfino attaccano allora Pegasus, i cui colpi non fanno presa sulla pelle scivolosa del primo e che si trova ben presto in difficoltà. Mentre il ragazzo subisce gli attacchi senza poter reagire, Andromeda, non visto, srotola la sua catena, che raggiunge la sala macchine, dove Medusa è pronto a far esplodere la nave. Poi, ad un suo cenno, Sirio, Cristal e lo stesso Andromeda bruciano i loro cosmi in modo da distruggere le catene che li bloccavano, appena in tempo per salvare Pegasus. Contemporaneamente, la catena di Andromeda irrompe nella sala macchine, travolgendo Medusa. Sul ponte, i cavalieri di Morgana sono in balia degli attacchi del nemico e cadono ben presto a terra. I due vogliono distruggere la nave, ma Andromeda tira su Medusa e lo lancia verso i suoi amici. Pegasus vorrebbe interrogare i guerrieri, ma in quel momento il mare si agita e centinaia di galeoni pirata appaiono fra le onde. Mentre rimbombano dei colpi di cannone, i pirati abbordano la nave, e subito i cavalieri si precipitano a lottare, solo per scoprire che i loro colpi attraversano i nemici da parte a parte. Si tratta infatti di illusioni, approfittando delle quali Serpente di mare prende l'elmo e scappa con i compagni. L'unica nave reale è quella di Morgana, sulla quale i cavalieri del mare si congratulano con la loro padrona per la sua abilità nel creare illusioni. Sulla Maryland, i cavalieri sono abbattuti per la nuova sconfitta, e Pegasus, deluso, alza gli occhi al cielo e sospira "Anche questa volta ho tradito la fiducia che Lady Isabel aveva in me ! Costellazione di Pegasus, indicami la via che hanno preso i pirati, la tua luce mi farà da guida. Mai come ora, ho bisogno del tuo conforto, Pegasus !". Il giorno dopo, a palazzo, Lady Isabel, nervosa, suona il piano, finché Mylock non la viene ad avvisare che il jet privato è pronto a partire. Sulla Maryland, Sirio e Cristal guardano il tramonto sul ponte, mentre alle loro spalle Pegasus suona, abbattuto, la chitarra "Fa quasi tenerezza ! Mai prima d'ora l'avevo visto così !" confida Dragone al cavaliere del cigno osservando l'amico. In quel mentre, il jet sorvola la nave, per poi atterrare sul ponte. I tre cavalieri corrono incontro a Lady Isabel, informandola che Andromeda sta riposando nella sua cabina. La ragazza afferma allora in tono serio, ma anche consolatorio "E' con una certa pena nel cuore che ho deciso di intraprendere questo viaggio per farvi visita. So della sconfitta che avete subito e so quanto doloroso sia stato per voi lo smacco contro Morgana, ma se sono corsa qui non è certo per rimproverare voi !", poi getta in mare il suo anello, la collana di perle ed il braccialetto, facendo svenire Mylock che pensa al valore di quegli oggetti. Isabel spiega che quella è un'usanza delle donne greche prima del matrimonio, tramite la quale sacrificavano i loro beni per uno più prezioso. Allo stesso modo, la sacra armatura è importante, ma le loro vite sono molto più preziose. Pegasus però risponde che il compito dei cavalieri è proteggere la terra, e per questo la sacra armatura vale le loro vite. Più tardi, Isabel mostra ai ragazzi le immagini del satellite che mostrano la nave di Morgana, e l'isola che probabilmente è la sua destinazione. Lì, i cavalieri dovranno andare a recuperare l'elmo. Partiti sul jet, gli eroi raggiungono ben presto l'isola, ma dal suo castello Morgana abbatte il mezzo con il "Fantasma di Morgana" in seguito al quale un enorme uccello a due teste appare nel cielo. Danneggiato dal potere della donna, il jet precipita in mare, e Pegasus riesce appena in tempo a salvare il pilota. A pochi metri, anche gli altri cavalieri riemergono, ma Andromeda è tirato giù da qualcosa. Cristal allora si immerge e vede l'amico prigioniero nelle spire di un immenso serpente di mare. Il ragazzo lancia allora la Polvere di diamanti, obbligando l'essere a lasciare Andromeda e tornare in superficie, dove riacquista le sembianze del cavaliere del mare. Serpente di mare è capace di stare in piedi sull'acqua, poi spicca un salto e colpisce Sirio al volto con un calcio, per poi attaccare Cristal, che però ghiaccia l'acqua sotto di lui in modo da creare una spessa lastra di ghiaccio. Serpente di mare tenta di tornare nell'acqua, al sicuro, ma Pegasus lo colpisce con il suo fulmine, uccidendolo. Raggiunta a nuoto la riva, i cavalieri si trovano davanti ad una scogliera, unica via d'accesso per la parte superiore dell'isola. "E' molto ripida e noi siamo privi degli attrezzi necessari per la scalata ! Possiamo usare la catena di Andromeda !" osserva Sirio. Lasciato il pilota in attesa dei soccorsi, che arriveranno ben presto visto che Lady Isabel sta seguendo tutto con il satellite, i cavalieri iniziano ad arrampicarsi sfruttando la catena, legatasi ad una roccia sulla cima. All'improvviso l'arma segnala un pericolo, sotto forma di velenosissimi ragni delle rocce. Cristal, stanco per la lotta precedente, perde la presa e scivola finché non è fermato dalle braccia di Andromeda. Il ragazzo dice allora ai compagni di aggrapparsi con tutte le loro forze alla catena, e subito dopo ordina alla stessa di tirarli su. In cima, i ragazzi sono catapultati sulle rocce, e davanti a loro trovano Delfino. Il guerriero balza in aria ed attacca con il Vortice del delfino, ma Sirio risponde travolgendo il nemico con il Drago nascente e precipitandolo giù dalla scogliera. I cavalieri possono ora proseguire, ma Cristal è troppo stanco, e non sopporta l'idea di essere un peso e che gli altri lo portino in braccio. Riluttanti i tre amici si inoltrano nella foresta che porta al castello di Morgana. Qui, i cavalieri sono attaccati da pipistrelli vampiri e cercano di difendersi come possono. Sirio si getta in una pozza d'acqua mentre i compagni abbattono gli animali. All'improvviso però l'eroe è catapultato fuori, ferito da una violenta scossa elettrica. Incapace di dire cos'è successo, Dragone spinge i due amici a proseguire senza di lui. I ragazzi usano allora un tronco d'albero come imbarcazione per salire lungo il corso del fiume della foresta, ma sono sbalzati in acqua dall'arrivo di Medusa. Pegasus attacca per primo, ma Medusa evita il colpo e lancia i suoi tentacoli attorno alla gola del nemico per strangolarlo. Andromeda interviene con la catena e permette a Pegasus di liberarsi, ma Medusa li attacca di nuovo. Il ragazzo lancia nuovamente la sua arma, ma stavolta Medusa la sua come conduttore per la sua scarica elettrica. Pegasus, preoccupato per il compagno, lancia di nuovo il suo fulmine, che colpisce ripetutamente il nemico uccidendolo. Andromeda è però ferito e non può proseguire, così Pegasus irrompe da solo nel castello e, percorsi i corridoi, entra in una sala più grande, dove trova l'elmo. Quando però gli si avvicina, questo scompare, e contemporaneamente appare Morgana. Guardandosi attorno, Pegasus vede centinaia di elmi, e capisce che sono tutte illusioni eccetto uno. Non avendo il tempo di provarli uno per uno, il ragazzo lancia il suo fulmine contro di essi, coscio che il vero elmo è indistruttibile. Ed infatti, tutti vanno in pezzi eccetto quello vero. Morgana si frappone però tra l'oggetto e l'eroe, per poi attaccarlo con il "Cobra Incantatore", lo stesso colpo di Tisifone. Pegasus ricorda il suo scontro con la sacerdotessa, in Grecia, e deduce che c'è un legame tra loro. Morgana attacca di nuovo e fa cadere sul ragazzo l'antico lampadario. Evitatolo, Pegasus fronteggia numerose immagini di Morgana, e, resosi conto che sono solo fantasmi, dirige i suoi colpi verso il loro punto d'origine, sfiorando la reale nemica. La donna blocca allora l'eroe alla parete con dei pezzi di armature, e lo ferisce più volte con le unghie lunghe come artigli, facendolo sanguinare copiosamente. Il colpo finale è però bloccato dall'elmo d'oro, che vola verso la donna e la colpisce al volto, frantumandole l'elmo. Pegasus approfitta dell'occasione e, liberatosi, finisce l'avversaria con il suo fulmine. Poi, prima che muoia, le chiede i motivi delle sue azioni "L'elmo della sacra armatura…sei tu, Pegasus, il predestinato !" afferma la donna prima di spegnersi. Poco dopo, il ragazzo esce dal maniero, davanti al quale sono appena arrivati Sirio e Cristal, che sostiene Andromeda, ancora debole. Dragone gli chiede come sia andata, e il giovane risponde sorridente "Puoi vedere tu stesso, Sirio." e trionfante solleva l'elmo verso il cielo, facendolo risplendere ai raggi del sole.

Il giorno dopo, un vasto incendio, appiccato da teppisti infuriati per la sospensione della guerra galattica, devasta il palazzo dei tornei. A palazzo, Pegasus e Sirio consigliano a Lady Isabel di andare con l'elmo in un posto sicuro, in modo che loro possano occuparsi del recupero degli altri pezzi. Nonostante le opposizioni di Mylock, Isabel annuisce. In Grecia, Gigars subisce le ire di Arles, che gli concede solo un'ultima possibilità. Più tardi, Castalia sente il primo ministro parlare a Phaeton ed ordinargli di far recuperare l'elmo al Maestro dei Ghiacci. Allontanatasi, la ragazza ripensa quanto ha visto poco prima. Gigars aveva convocato al Grande Tempio il Maestro dei Ghiacci, comandandogli di uccidere Cristal, ma l'uomo si era ribellato e, eliminate facilmente le guardie, stava per colpire il vecchio, quando giunse Arles in persona. Il sacerdote ripeté l'ordine di uccidere Cristal e, all'opposizione del cavaliere, lo colpì, soggiogandone la volontà. Solo dopo aver ucciso l'allievo, il cavaliere tornerà in se. A Nuova Luxor, Andromeda parte con Isabel, Mylock e l'elmo per proteggerli. Rimasti soli, gli altri cavalieri decidono di visitare i propri maestri per ricevere preziosi consigli. Mentre in Grecia Tisifone cerca di provocare Castalia accusandola di cospirazione, sebbene non ufficialmente, Lady Isabel ed Andromeda si sono sistemati un una baita in montagna, non lontana dalle valle della morte dove perse la vita Phoenix. Isabel si scusa con il ragazzo per averlo portato lì, ma lui le risponde di non preoccuparsi. Il giorno dopo, Pegasus ha raggiunto Atene e passeggia nel mercato, ma a sua insaputa un soldato lo spia, e, usando uno specchietto, informa Tisifone della sua presenza. La sacerdotessa, riunito un gruppo di guardie, gli va incontro raggiungendolo su un sentiero montano, ma anche Castalia, insospettitasi, la segue di nascosto. Sul sentiero, Pegasus si imbatte nelle guardie, e le sgomina tutte in pochi minuti, senza avere neanche bisogno di indossare l'armatura, che è ancora nello scrigno di bronzo che porta sulle spalle. Davanti a lui appare però Tisifone, con indosso la sua armatura del cobra, che spezza le cinghie dello scrigno, obbligandolo ad indossare la corazza. Nel farlo, Pegasus avverte la donna che l'armatura non è più la stessa che ha lasciato la Grecia, ora in lei c'è lo spirito del Dragone. Per i primi attimi, lo scontro fra i due è equilibrato e Pegasus, seppur obbligato a lungo ad essere sulla difensiva, riesce a lanciare il suo fulmine. La donna para però ogni colpo, e subito dopo lancia con successo il Cobra incantatore. Pegasus si rialza ed il fulmine si scontra a mezz'aria col Cobra incantatore. Dall'impatto dei due poteri si genera una violenta esplosione, ma alla fine Pegasus ha la peggio e cade al suolo sanguinante. A salvarlo giunge però Castalia, che dichiara di voler uccidere ella stessa il traditore. Mentre lo colpisce, la sacerdotessa lo informa che Cristal è in pericolo, poi, avvisatolo, gli permette di fuggire, e nello stesso tempo blocca il passo a Tisifone, avvertendola che se Arles saprà cos'è successo, punirà entrambe per aver lasciato scappare il ragazzo. Tisifone è furiosa, ma si rende conto che Castalia ha ragione e quindi non può dire nulla al sacerdote. Pegasus, di nuovo ad Atene, pensa intanto che Cristal ora è in Siberia, e quindi per aiutarlo deve recarsi laggiù. Ed infatti il cavaliere del cigno in quel momento si trova sul mare ghiacciato sotto il quale riposa sua madre. Per qualche attimo, è tentato di rompere la superficie ed andarla a vedere, ma poi dice soltanto "Riposa in pace, mamma !" e si reca al villaggio vicino. Quando giunge a destinazione però non trova nessuno, tutte le case sono deserte. Insospettitosi, corre nella neve per avere spiegazioni dal Maestro dei ghiacci, ma si imbatte nel piccolo Jacob, che, fa appena in tempo a vederlo prima di svenire. Cristal porta allora il bambino in una delle case del villaggio e, acceso il caminetto e messolo sotto le coperte, gli dà da mangiare. Piangendo per la gioia di rivedere il ragazzo, Jacob racconta che degli uomini cattivi hanno saccheggiato il villaggio e portato via tutti, solo lui è riuscito a nascondersi e salvarsi. Cristal chiede come mai il Maestro dei Ghiacci non li abbia difesi, ma Jacob risponde triste "Lui era a capo della spedizione ! Ha ordinato lui il saccheggio del nostro villaggio !". Cristal è sbalordito e corre verso la casa del maestro, che ne ha avvertito il cosmo e lo sta aspettando davanti alla porta. Nel vederlo, Cristal nota uno sguardo ostile nei suoi occhi, un'espressione che non aveva mai visto, ma chiede comunque spiegazioni. L'uomo in tutta risposta lo colpisce allo stomaco e dichiara "Cristal, sarai felice di morire per mia mano, la stessa che ti ha fatto cavaliere !". Ridendo malignamente, il Maestro dei Ghiacci si accinge a dare il colpo di grazia all'allievo di un tempo. Il ragazzo non riesce a capire cosa sia accaduto al nobile uomo che conosceva, e ricorda i tempi dell'addestramento, quando gli insegnò a frantumare il ghiaccio usando l'energia delle stelle che era dentro di lui. Il Maestro dei Ghiacci chiede a Cristal l'elmo d'oro, in cambio del quale gli risparmierà la vita, ma l'eroe ovviamente rifiuta e, non volendo battersi contro colui cui deve tutto e non avendo indosso l'armatura del cigno, fugge via. Il Maestro dei Ghiacci tenta di seguirlo, ma un dolore terribile, sotto forma di un sibilo assordante, lo blocca. Questo dolore è provocato dallo scontro tra la reale volontà dell'uomo ed il malvagio influsso di Arles, ma comunque dura solo pochi attimi. Intanto, ignaro di ciò che sta accadendo in Siberia, Dragone è in Cina, ai Cinque Picchi, ed ha appena appreso dal suo maestro una notizia vitale, ovvero l'identità del loro nemico, che è il nuovo Grande Sacerdote, Arles, fratello del precedente. In realtà, sembra che il maestro nasconda qualcosa, ma Sirio lo ringrazia comunque per il suo aiuto. Il ragazzo vorrebbe subito tornare a Nuova Luxor, anche se Fiore di Luna preferirebbe che restasse qualche giorno, ma il maestro gli consiglia di visitare i luoghi in cui ricevette l'addestramento prima di partire, perché "Ciò recherà sollievo al tuo animo !". Sirio accetta, causando anche la gioia di Fiore di Luna, che corre a preparargli qualcosa da mangiare per il viaggio di ritorno. Pegasus, con indosso l'armatura, ha intanto raggiunto la Siberia, ma non sa dove sia Cristal. Altrove, sempre in Siberia, alcuni soldati armati di fruste e fucili stanno obbligando gli abitanti del villaggio di Jacob a costruire una piramide di ghiaccio, simbolo della grandezza di Arles e voluta da Gigars, che spera così di evitare le ire del sacerdote in caso di fallimento del Maestro dei ghiacci. In Siberia, Cristal, indossata l'armatura, si reca alla piramide per salvare gli abitanti, mentre una violenta tempesta di neve si abbatte sulla zona. Poco dopo Pegasus, attirato dal fumo del camino, trova la casa in cui Jacob sta dormendo. Il bambino all'inizio è spaventato, ma non appena il cavaliere si presenta, si offre di accompagnarlo alla piramide per aiutare Cristal. Lì, una bambina di nome Natasha e sua madre stanno per essere colpite da uno dei soldati con la frusta, ma Cristal le salva. Riconosciutolo, gli abitanti urlano felici il suo nome, ed il ragazzo, protetto dall'armatura che i proiettili non possono scalfire, sconfigge facilmente i nemici. Cristal si accinge a portare in salvo gli abitanti quando compare il Maestro dei Ghiacci, che usa i suoi poteri per fermare i fuggitivi. Cristal però usa la Polvere di diamanti per interrompere la concentrazione del cavaliere e permettere la loro fuga. Rimasti soli, i due cavalieri dei ghiacci si affrontano, e Cristal resosi conto che il Maestro conosce tutti i suoi trucchi, si trova in difficoltà. Il maestro riesce così a congelargli le gambe, immobilizzandolo, per poi colpirlo ripetutamente. Intanto, nascosto nella neve, uno dei soldati sconfitti prima vuole vendicarsi e, preso il fucile, spara verso la testa di Cristal. I proiettili vengono però intercettati da Pegasus, che li ferma con le mani salvando l'amico. Il ragazzo lancia poi il suo fulmine, liberando le gambe di Cristal ed atterrando per qualche attimo il Maestro dei Ghiacci. Pegasus informa Cristal che qualcuno ha soggiogato la mente dell'uomo al Grande Tempio e si prepara ad affrontare il nemico, ma Cristal gli chiede di non interferire con il loro duello. Entrambi i guerrieri lanciano la Polvere di diamanti, e Cristal ha la peggio, venendo scagliato al suolo. In quel momento, il Maestro dei Ghiacci sente di nuovo quel sibilo terribile, ma affronta comunque l'allievo per l'ultimo scontro. Tutti e due i cavalieri si preparano ad usare la Polvere di diamanti, ma il dolore impedisce al Maestro dei ghiacci di lanciare il suo colpo, e così il guerriero non oppone difese all'attacco di Cristal ed è scagliato in aria, per poi cadere nella neve. Il colpo libera finalmente l'uomo dalla volontà di Arles ed il suo sguardo ritorna quello di un tempo. Cristal non capisce perché il Maestro non abbia reagito al suo attacco ed ignora le parole di Pegasus, secondo il quale il cavaliere del cigno è stato semplicemente più veloce dell'avversario. Le loro parole sono interrotte dal rialzarsi del Maestro dei Ghiacci che, congratulatosi con l'allievo per la forza del suo attacco, aggiunge che è comunque ancora lontano dalla perfezione, e per provarlo scaglia un colpo con le sue ultime forze. Questo non è però diretto ai due eroi, ma alla piramide alle loro spalle, che va in pezzi. Mentre la costruzione crolla, il Maestro dei ghiacci, spossato dalla fatica e dai colpi subiti, cade al suolo. Nel soccorrerlo, Cristal e Pegasus si rendono conto che la sua mente è libera. Il maestro, conscio che per è la fine, dice a Cristal "So che non mi tradirai: il tuo cuore è trasparente come il ghiaccio ed il tuo spirito appartiene ad Atena. Non cedere mai alle forze oscure !", poi, mentre un'ultima lacrima riga il suo viso, l'uomo si spegne tra le braccia di Cristal, che invano invoca il suo nome piangendo. Poco dopo, Pegasus osserva la tempesta di neve abbattersi sulla zona, e, triste per l'accaduto, si chiede addolorato "Un altro cavaliere è morto a causa dell'oscurità ! Che senso ha vivere, per combattere fino alla morte ?"

Il giorno dopo Gigars, terrorizzato dalla possibile punizione che gli infliggerà Arles, decide di attaccare il palazzo di Lady Isabel approfittando della lontananza di Pegasus. Cristal ha intanto sepolto il Maestro dei Ghiacci in una teca di cristallo ed ha posto su di essa una rosa, come faceva con sua madre, per poi pregare per lui. In Cina, il Maestro dei Cinque Picchi, confermato che Arles è un uomo dallo spirito malvagio, dichiara scherzando che, quando Sirio è lì, Fiore di Luna cucina molto meglio. A Nuova Luxor, Gigars ed un guerriero, il Cavaliere della Fiamma, scoperto che il palazzo di Isabel è vuoto, lo danno alle fiamme per attirare i nemici. Ed infatti, dalla baita Isabel, appresa la notizia al telegiornale e addolorata della perdita dei pochi ricordi che aveva di suo nonno, compreso l'osservatorio vorrebbe tornare per cercare di salvare qualcosa. Andromeda però glielo sconsiglia, affermando che molto probabilmente si tratta di una trappola, e la ragazza, sebbene a malincuore, accetta di restare nascosta. Più tardi, i pompieri domano le fiamme, mentre Gigars si chiede come mai non arrivi nessuno. Ma, ad insaputa di tutti, Mylock, anch'egli molto legato a quel palazzo in cui ha vissuto per anni, si sta recando lì con un Jet, solo per essere catturato subito da Gigars. Mentre Pegasus e Cristal lasciano la Siberia su due slitte a reazione e Sirio parte a sua volta dalla Cina, Mylock è obbligato a confessare l'ubicazione della baita. Isabel è molto preoccupata per la scomparsa di Mylock, ignara che Gigars ed il Cavaliere della Fiamma, cui molti anni prima il ministro salvò la vita, stanno per raggiungerla. Nella baita, Andromeda e la ragazza sentono le urla di Myloch, ed il cavaliere, indossata l'armatura, corre a combattere. Grazie alla sua catena, Andromeda ferma tutti i soldati di Gigars, ma poi è obbligato ad affrontare il Cavaliere della Fiamma, il cui Pugno Rovente lo mette in grave difficoltà. La catena non può infatti fermare le fiamme, che ben presto divampano in tutta la zona e raggiungono la baita. Approfittando dello scontro, Gigars si dirige verso la casa, mentre, dietro di lui, le fiamme si fanno sempre più vicine ad Andromeda, la cui catena sembra inutile stavolta. Poco lontano, Pegasus e Cristal vedono la baita bruciare e cercano di affrettarsi, ma in quello stesso momento, Andromeda è avvolto dalle fiamme. Nel vedere il suo cavaliere in pericolo, Isabel offre l'elmo in cambio della sua salvezza. Gigars, ridendo, si avvicina per prendere il pezzo della sacra armatura, ma all'improvviso si alza un fortissimo vento e tutte le fiamme si innalzano verso il cielo in un vortice spettacolare. Subito dopo, questo prende l'aspetto di un uccello di fuoco, ed alla sua base, accanto ad Andromeda compare un altro cavaliere, che avanza sicuro di se reggendo il ragazzo, ormai svenuto. Con immenso stupore di tutti, costui è Phoenix, risorto a nuova vita come la fenice della sua costellazione, e giunto in soccorso del fratello. Mentre le fiamme si spengono, Andromeda, ripresosi, riconosce il suo amato fratello. Gigars crede che Phoenix sia dalla sua parte e dichiara che Arles sarà felice di vederlo, ma il cavaliere risponde "Arles ! Il solo nome di quel dannato, l'ira accende in me !" e colpisce il vecchio, per poi voltarsi contro il Cavaliere della Fiamma. Costui lancia il Pugno Rovente, ma Phoenix lo respinge con una sola mano, per poi usare sul nemico il Fantasma Diabolico. Subito, il guerriero si vede bruciare nelle sue stesse fiamme e, impazzito dal terrore, cade dalle rocce e muore. Phoenix soccorre il fratello, che piange dalla gioia di rivederlo, così come Lady Isabel. Sopraggiungono anche Cristal e Pegasus, e finalmente quest'ultimo e Phoenix si stringono la mano. Anche Cristal saluta il cavaliere, e tutti, persino Phoenix, iniziano a piangere, consapevoli che i cavalieri dello zodiaco si sono finalmente riuniti.