PHOENIX "V1"

Con il nome di V1 si intende generalmente la prima armatura di Phoenix nell'anime, quella che il cavaliere conquista nel flashback del 15° episodio ed indossa per tutta la saga del Grande Tempio ed i primi due OAV.

Episodi: 4-73, OAV 1 e 2; manga n° 1-13 (edizione Star Comics)

Indossata da: Phoenix

Numero pezzi: 9

Armi / pezzi speciali: Sul retro dei coprispalla sono agganciate tre code di piume metalliche, molto affilate, che possono essere staccate singolarmente e lanciate come armi, stile shurinken. (vedi Poteri). Sempre sul retro dei coprispalla si trovano, piegate, le ali dell'armatura della Fenice. Queste ali però si aprono solo quando l'armatura è disposta a totem, e non indosso a Phoenix (eccetto che per un'immagine).

Anime

Storia: L'armatura di Phoenix è stata custodita per secoli sull'Isola della Regina Nera, situata nell'oceano Pacifico, che in passato aveva fatto da prigione per i peggiori criminali del Grande Tempio. A causa dell'estrema durezza dell'addestramento, delle condizioni probitive di vita sull'Isola, e della presenza dei cavalieri neri, uomini rinnegati che indossano delle copie delle normali armature di Atena, nessuno era mai riuscito a conquistare questa corazza prima di Phoenix. Nella versione dell'anime, copre una percentuale abbastanza estesa del corpo, in media con le altre armature di bronzo dei protagonisti, lasciando scoperti solo l'addome e parte delle braccia e delle gambe, con un elmo a casco che protegge quasi interamente la testa. Come tutte le armature di Atena, possiede una vita propria, e di conseguenza può morire se subisce danni troppo gravi, anche se, unica nel suo genere, l'armatura della Fenice possiede degli incredibili poteri di autorigenerazione, che le permettono di rinascere a patto che il cosmo di Phoenix non sia del tutto estinto (vedi Poteri). Ciononostante, in almeno due casi, è danneggiata oltre la propria capacità di rigenerarsi, ed in una di quelle occasioni per ripararla sono indispensabili sangue di cavaliere ed alcuni strumenti speciali. Danni minori invece si riparano da soli col tempo, e la cosa avviene più in fretta se la corazza è riposta nel suo scrigno.

Nel corso della serie viene danneggiata raramente, ma è distrutta completamente in ben quattro occasioni, ovvero in più della metà delle volte che Phoenix combatte. La prima volta succede per mano di Pegasus nel 14° episodio, ma si autorigenera da sola nel giro di pochi minuti, mostrando per la prima volta questo potere e sorprendendo anche Phoenix. In seguito, il cavaliere della Fenice solidifica la corazza al fuoco del vulcano Kabìr, sull'Isola del Riposo, rendendola più resistente che mai, ma ciononostante poco dopo viene distrutta di nuovo, stavolta alla sesta casa, nel 57° episodio, a causa del cosmo di Virgo. Anche stavolta l'armatura si riforma da sola subito dopo, ma qualche minuto più tardi il cavaliere d'oro la distrugge nuovamente, riducendola in polvere. Stavolta, complice anche la scomparsa del cosmo di Phoenix poco dopo, il danno sembra troppo esteso perchè la corazza possa ripararsi, finchè Virgo stesso più tardi non usa il proprio per rigenerarla. L'ultima volta, l'armatura viene distrutta da Gemini, ancora una volta troppo gravemente perchè si possa autorigenerare.

L'armatura viene lievemente danneggiata anche da Seryan, nel primo OAV, e poi da Runmìr e, molto più pesantemente, da Balder nel secondo, finchè, dai suoi frammenti, non viene forgiata la versione V2.

Descrizione: l'armatura è composta da 9 pezzi: due schinieri, che vanno dal piede al ginocchio; due bracciali, che vanno dalle dita ai gomiti; due coprispalle, che proteggono anche la schiena ed alloggiano le ali e le code piumate; un cinturino; un pettorale; l'elmo. I colori principali sono il bianco/argento e il rosso ocra, con decorazioni in rosso, arancione e nero.

Vediamo ora i pezzi uno per uno:

L'elmo è a casco, come nella maggior parte delle V1. Per lo più si tratta di un normale casco che copre interamente la nuca, le tempie e l'occipite, scendendo fino alla base del teschio. Sul lato anteriore è aperto, lasciando scoperto il viso e la gola, ma proteggendo gli zigomi, la mandibola e la mascella, ed allargandosi in modo da sfiorare gli angoli della bocca. Alto fino al mento, è, tra gli elmi delle V1, quello con l'apertura per il viso più stretta. Al centro del casco, sopra la fronte, è attaccata una piastra a forma di V molto larga, da cui partono tre corna. Le due corna laterali si estendono per qualche centimetro verso l'esterno e poi prevalentemente verso l'alto, terminando con un bordo sottile ma non appuntito. Il corno centrale è leggermente convesso verso l'esterno, un pò più corto degli altri due ed appuntito. Nel complesso, la piastra sembra rappresentare una fenice in volo stilizzata, con le due corna laterali che formano le ali e quello centrale che forma la coda. Essendo a forma di V, la punta della piastra spunta un pò sotto il bordo del casco, anche se solo per pochi millimetri, arrivando in mezzo alle sopracciglia di Phoenix. Al centro della piastra c'è una grossa gemma rossa, ovale, stretta verso il basso, a simboleggiare forse il corpo ed il becco della fenice. L'elmo è di tre colori: il casco e la base della placca centrale sono bianchi, le corna sono arancione e la gemma è appunto rossa. Nei primissimi episodi, l'elmo è dotato di una visiera nera, che copre gli occhi con lenti squadrate blu, opache dall'esterno. Phoenix fa poi rientrare questa visiera nell'elmo, e da allora non la si rivede più, quindi non è chiaro se sia un pezzo dell'armatura o solo un'aggiunta fatta da lui.

I coprispalla sono un pò diversi rispetto agli altri delle V1, in quanto formano anche lo schienale e la base d'appoggio del pettorale. Nel corso della vestizione e nel totem vediamo che si tratta effettivamente di due pezzi separati, e non di un blocco centrale unico, sebbene dopo la vestizione non sia visibile la linea in cui i due pezzi si congiungono sulla schiena. La protezione per le spalle vera è propria, è formata da due piastre rettangolari sovrapposte, diritte, piegate sui bordi anteriore e posteriore, che proteggono la spalla dall'alto, dal davanti e dal retro. Il rettangolo inferiore è il più lungo, si estende per vari centimetri oltre il bordo della spalla in modo da coprire anche buona parte del braccio quando Phoenix stende l'arto. Il pezzo superiore è più piccolo, quasi la metà dell'altro, ed è leggermente angolato verso l'alto, cosicchè c'è un leggero spazio tra il bordo inferiore di uno e quello superiore dell'altro. Questo pezzo sembra agire principalmente da rinforzo in caso di attacchi dall'alto. Entrambe le piastre sono attaccate al bordo del collare, che è alto vari centimetri ed arriva a sovrapporsi al bordo inferiore dell'elmo di Phoenix. Verosimilmente, ciascun coprispalla forma mezzo collare, ed i due pezzi si agganciano dietro la testa, dove sono coperti dai capelli del cavaliere. Il collare è quindi a semicerchio, protegge i lati ed il retro del collo, ma lascia totalmente scoperta la gola e persino la parte alta del torace prima del pettorale. Il bordo anteriore inferiore dei coprispalla prosegue formando una parziale protezione per il petto, il cui scopo principale è essere il punto d'aggancio del pettorale. Sottile solo pochi centimetri, questa parte spunta sotto il pettorale solo lungo i fianchi, dove forma le piastre metalliche che girano sotto l'ascella e si attaccano alla protezione per la schiena. La parte del coprispalla che protegge la schiena è abbastanza complessa, e formata da vari elementi. La base è una normale piastra metallica, consecutiva con il bordo posteriore inferiore del coprispalla, che si estende verso l'alto fino a formare il collare, ed uniformemente verso il basso, terminando a metà della schiena. Questa parte sembra formata da quattro placche: la prima, che è anche la più spessa e grande, occupa lo spazio superiore tra le scapole e forma il collare. Le altre tre, più piccole e sottili, coprono le scapole stesse e la parte inferiore tra di esse. Nel complesso, il pezzo termina a vari centimetri dal cinturino.

A complicare ulteriormente le cose, sulla schiena si agganciano le tre code di piume e le due ali della fenice, ripiegate su loro stesse e quindi molto sottili. Le ali partono da un punto al centro del bordo posteriore inferiore dei coprispalla, hanno una forma ovale appiattita e si estendono in diagonale verso il basso, incrociandosi e sovrapponendosi al centro, in modo che la punta inferiore dell'ala destra termina sulla sinistra e viceversa. Queste ali sono molto lunghe, tanto da sovrapporsi al cinturino, ed offrono un pò di protezione per la parte scoperta della schiena, anche se verosimilmente non molta. Totem a parte, in tutta la serie le vediamo spiegate solo una volta, nella sequenza del titolo del primo episodio, dove scopriamo che sono per lo più arancioni, con il bordo argentato. Le tre code invece partono dai bordi tra la protezione per la spalla e la placca tra le scapole, e dal bordo inferiore di quest'ultima. Ciascuna coda ha 13 piume, anche se il numero varia a seconda dei disegnatori, e ciascuna piuma è piatta e ovale, attaccata alla precedente dal bordo superiore ed alla successiva dal bordo inferiore. L'unica eccezione è l'ultima piuma di ciascuna coda, il cui bordo inferiore è bipenne, dandole una forma simile ad un cuore. Nelle code laterali, la prima e le ultime sette piume hanno una decorazione a forma di mezzaluna nera, mentre nella coda centrale sono la prima e le ultime otto piume ad averla. Il perchè di questa differenza, o della mancanza di decorazione nelle piume 2-5 o 2-6 è sconosciuto. Queste piume possono essere staccate facilmente e lanciate come armi, e sembrano anche avere un minimo di volontà propria simile alla catena di Andromeda, visto che in un'occasione proteggono Phoenix da sole (vedi Poteri). Le code piumate sono lunghe fino alle caviglie. A parte le ali, rosso ocra, e le piume, arancioni, il pezzo è completamente bianco.

Il pettorale è una spessa piastra bipenne, che si aggancia sul bordo anteriore inferiore dei coprispalla e sulla protezione base per il petto, coprendolo quasi completamente sul torace. Pur essendo abbastanza massiccia non è piatta, il centro infatti è sollevato rispetto alle parti laterali, suggerendo che sia più spesso in modo da proteggere al meglio lo sterno. Questa cresta centrale inoltre è più alta del resto del pettorale, e spunta sia verso l'alto che verso il basso. Il bordo superiore è più largo, appuntito ed arriva a coprire più o meno la cima dello sterno, terminando comunque a vari centimetri sia dalla gola che dal bordo dei coprispalla, mentre il bordo inferiore, molto più sottile, prosegue oltre il bordo inferiore dell'osso, arrivando a toccare la cintura. Lo spessore del pettorale non è noto. A causa della forma del pettorale e dei coprispalla, la base del collo ed una zona di torace abbastanza ampia restano scoperti su entrambi i lati del bordo superiore. Come la piastra sull'elmo, l'impressione è che la forma del pettorale rappresenti una fenice stilizzata in volo, vista dall'alto, con il bordo superiore che forma la coda, il bordo inferiore che forma il becco e le piastre laterali che formano le ali. Il pezzo è interamente bianco/argento, se non per delle decorazioni arancioni sui bordi.

I bracciali hanno una forma rettangolare abbastanza squadrata, che gli permette di coprire sia la parte superiore che i lati delle braccia. Interamente color ocra, si estendono fino a metà delle dita da un lato, e fino al gomito o poco oltre dall'altro. In alcune foto, il pollice è completamente scoperto, mentre in altre è coperto come le altre dita. La parte che copre la mano è rigida sul dorso e flessibile sul palmo ed in corrispondenza delle varie articolazioni delle dita, in modo da permettere di serrare a pugno. Le nocche sono ulteriormente rinforzate. Un altro snodo si trova all'altezza del polso, e permette di articolare quest'ultimo come si deve. La presenza di questi snodi suggerisce che in alcuni punti l'armatura abbia un pò di "metallo extra", estensibile. Va notato che, mani a parte, i bracciali coprono solo la parte superiore del braccio, ma lasciano del tutto scoperta quella inferiore, eccezion fatta per una sottile fascia di metallo che tiene il pezzo sul posto. Il pezzo è liscio, ed il bordo laterale scende come una V, raggiungendo il culmine un pò oltre la metà dell'avambraccio, e poi risalendo verso il gomito. I due bracciali sono uguali.

Il cinturino ha la tipica forma a gonnellino, e sembra formato da una cintura rigida lungo la vita e da piastre flessibili che coprono il fondoschiena, tutti i lati del bacino e l'articolazione con le gambe. Sembrano esserci otto piastre, quattro abbastanza grandi, una per ciascun lato, e quattro più piccole, pentagonali, che si trovano tra le piastre laterali e quelle anteriore e posteriore. I due pezzi sono saldati da una grossa fibbia nera e rossa, la cui forma ricorda un pò una farfalla, ed il cui bordo superiore supera quello della cintura di qualche milletro, arrivando a sfiorare il bordo inferiore del pettorale. La fibbia copre i bordi delle due piastre laterali, ed a sua volta fa da aggancio alla piastra anteriore, fissata da un piccolo snodo argentato. Altri due snodi della stessa forma collegano le piastre laterali alla cintura, e verosimilmente un quarto fa lo stesso con la piastra posteriore, che però è in parte coperta dalle ali piegate. Quando Phoenix muove le gambe, le piastre più grandi si spostano, mentre quelle più piccole, verosimilmente snodate, si piegano, permettendo il movimento. Il pezzo è per lo più rosso ocra, con la cintura rigida bianca e la fibbia nera e rossa.

Gli schinieri coprono per intero la gamba, dalla punta del piede fino al ginocchio, sia davanti che dietro. Lo stesso piede è coperto anche sotto la pianta, alla caviglia ed al tallone. A differenza di quelli delle altre V1, sono un pezzo unico, e lasciano scoperta buona parte del polpaccio. La protezione per il ginocchio e quella per la caviglia ed il piede infatti sono collegate solo sul lato anteriore, e solo da una piastra metallica al centro, larga pochi centimetri, che protegge la tibia. Un pò sopra la caviglia, questa piastra si allarga, arrivando a coprire anche i lati ed il retro del tendine d'Achille, la caviglia stessa ed il piede. Il resto del polpaccio è interamente scoperto. Il ginocchio è coperto da una normale piastra metallica rotonda, la cui parte posteriore è, insieme alla caviglia, l'unico pezzo flessibile degli schinieri, e permette di piegare completamente il ginocchio. Un altro snodo, rotondo, si vede tra la caviglia ed il piede, per permettere di piegare quest'ultimo. Dietro il tallone, entrambi gli schinieri sono ornati da uno sperone argentato, curvato verso l'alto ed appuntito, che però non sembra avere alcuna utilità o potere. Infine, va notato che la protezione per il piede non è aderente, ma forma una vera e propria scarpa, con tanto di tacco sotto il tallone. A parte lo sperone, il pezzo è interamente rosso ocra.

Poteri: L'armatura della Fenice possiede tre poteri distinti: le piume metalliche, le ali e la capacità di autorigenerarsi. Le ali, come detto, non vengono mai usate quando Phoenix indossa l'armatura, e spuntano solo nel totem, indicando che il cavaliere non può librarsi in aria e volare. Le piume metalliche possono essere usate sia per attaccare che per difendersi. Usate per l'attacco, vengono lanciate come pugnali o shurinken, e sono pericolosamente affilate su tutti i lati. La loro resistenza non è chiara, ma in un'occasione si conficcano addirittura in un'armatura d'oro, facendo sanguinare la mano sottostante, il che suggerisce che siano almeno altrettanto resistenti. D'altra parte, la protezione per il palmo della mano è una delle parti più deboli delle armature, quindi è probabile che, se Phoenix avesse mirato altrove, la piuma sarebbe rimbalzata sulla corazza. La lunghezza delle code resta la stessa anche dopo che Phoenix ha lanciato delle piume, suggerendo che, se staccate normalmente e non distrutte, si rigenerino come gli artigli di Aspides. In un'occasione, le code mostrano un istinto difensivo simile a quello della catena di Andromeda, e si muovono da sole, incrociandosi davanti al torace di Phoenix per proteggerlo da un attacco. Questo potere non viene mai più visto al di fuori di quell'occasione. Il potere principale dell'armatura della Fenice però è la sua capacità di rigenerarsi ogni volta che viene distrutta, "rinascendo" più forte e resistente di prima. In realtà è un potere un pò incostante, e che ha senso solo se viene direttamente collegato al cosmo di Phoenix, come se i due fossero in simbiosi: se Phoenix viene ferito, anche gravemente, ma ha ancora la forza di bruciare il cosmo, il potere di rigenerazione si attiva, riparando, o persino ricreando, l'armatura e risanando le ferite del cavaliere. Se però Phoenix dovesse essere disintegrato, decapitato o comunque ucciso davvero, neanche il potere dell'armatura dovrebbe bastare a riportarlo in vita, visto che, senza ottavo senso, dall'Ade non si torna dopo averne varcato l'ingresso. Parimenti, se l'armatura viene distrutta, ed il cosmo di Phoenix è troppo debole per richiamarla, essa resta distrutta, come succede ad esempio nel corso del combattimento con Arles al Grande Tempio. Un altro modo per sbarazzarsi dell'armatura sembra essere il farla scomparire, senza però distruggerla, come fa Virgo. Questo permette di aggirarne il potere e di impedire a Phoenix di richiamarla a se. L'armatura ha poi una certa affinità con il fuoco ed il calore, che la solidifica, ed è verosimile che difenda Phoenix dalle fiamme dei suoi stessi attacchi. È invece un mito infondato quello che la vuole l'armatura di bronzo più resistente, visto che, togliendo il potere rigenerativo, è anzi quella che viene distrutta più spesso.

Totem

Il totem dell'armatura della Fenice rappresenta l'omonimo animale, rappresentato con le ali spiegate in procinto di spiccare il volo. I pezzi si dispongono in modo abbastanza tradizionale, con l'elmo che compone la testa ed il collo della fenice, i coprispalla, il cinturino ed i bracciali che formano il corpo, e gli schinieri che formano le zampe. Le ali, spiegate orizzontalmente, spuntano da sotto i coprispalla, mentre le code si agganciano al corpo. C'è da notare che, presumibilmente per errore, nel totem ci sono quattro code, e non tre come nell'armatura indossata, e che il numero di piume varia tra 12 e 16 per coda. È sicuramente il totem meno evocativo e più difficile da identificare tra quelli dei protagonisti.

Vestizione

Scrigno

Come tutte le armature di Atena, anche quella di Phoenix può essere conservata in uno scrigno o Pandora Box di forma cubica. Sulla facciata anteriore, è scolpita a rilievo la figura della fenice, e proprio sotto le zampe della creatura si trova la maniglia che apre lo scrigno, liberando l'armatura. Sulla facciata posteriore lo scrigno ha dei ganci cui possono essere fissate delle fibbie di cuio, per trasportarlo dietro le spalle come uno zaino. In caso di necessità, queste fibbie sono rimpiazzabili. In alcune occasioni, tutte le facce dello scrigno si aprono contemporaneamente, in altre è solo il coperchio a spostarsi, facendo uscire l'armatura.

Saint Seiya Legend of Sanctuary

Una versione completamente ridisegnata di quella che dovrebbe essere la V1 di Phoenix compare nel film remake La Leggenda del Grande Tempio. Con forme estetiche rivoluzionate vagamente simili a quelle della V3, anche per lo schema di colori, quest'armatura ha un diadema che, all'occorrenza, si trasforma da solo in elmo semichiuso e poi in elmo intero, con tanto di maschera per gli occhi. L'enorme pettorale copre interamente il torace, e sembra ulteriormente rinforzato al centro del petto, mentre le spalle sono protette da tre livelli di coprispalla che si allungano sui lati terminando a punta, e con piastre interne a difesa della cima del braccio. Diversamente dal solito, dalla schiena si allungano quattro code piumate e non tre, per di più agganciate su punti diversi dei coprispalla al posto della tradizionale origine comune. Il cinturino protegge soprattutto i fianchi, limitandosi ad una grossa fibbia sul lato anteriore. I bracciali, molto massicci anche loro, vanno dalla mano al gomito, e possono essere tirati indietro per scoprire il polso. Sono uguali sulle due braccia, e hanno varie lame laterali e una punta posteriore. Le cosce sono protette soprattutto sul lato esterno da sottilissime piastre metalliche. Ginocchia e gambe sono difese da schinieri abbastanza massicci, con particolari protezioni per la rotula e la caviglia, e uno sperone posteriore sul tallone. In questa versione, l'armatura viene trasportata in una piastrina metallica, che, lanciata a terra, si trasforma prima nello scrigno e poi nel totem, che alla fine si scompone in un numero imprecisato di parti e assembla in armatura. Il totem non compare mai, ma dovrebbe esistere. Un'ultima particolarità sono i fregi viola, che si "accendono" e iniziano a brillare quando Phoenix brucia il suo cosmo.

Manga

Nel manga, la storia dell'armatura della Fenice è la stessa, ma la corazza ha un aspetto nettamente diverso e copre una percentuale di corpo inferiore, lasciando ulteriormente scoperte le gambe, la testa ed il torace. L'elmo è a maschera, e protegge solo la fronte ed i lati della testa, ma non la nuca o le tempie. I coprispalla sono più o meno gli stessi, mentre il pettorale è molto squadrato, rettangolare, e sulla schiena le ali piegate sono verticali e non oblique. Le code piumate sono quattro, due per ciascun coprispalla, e il cinturino è una semplice cintura, priva delle piastre del gonnellino. I due bracciali hanno l'aspetto diverso tra loro, suggerendo che uno faccia da scudo anche se la cosa non viene mai detta chiaramente. Gli schinieri mancano, sostituiti da una grossa protezione per il ginocchio, rettangolare, e da una per la caviglia. Il resto del piede e della gamba è scoperto, e manca lo sperone sul tallone.

Un'altra versione della V1 compare nel manga Saint Seiya Saintia Sho, ambientato parallelamente alla serie classica. A parte le forme un po' più eleganti, l'armatura è identica alla versione classica.