Le spade d’Avalon

Prologo

Molti secoli prima che Seiya e i suoi compagni nascessero, nell’isola all’epoca nota come Britannia nacque un altro mito di cavalieri. All’epoca quella terra doveva subire gli attacchi dei sassoni e di altri nemici, ma poteva contare su un valoroso condottiero che insieme ai suoi cavalieri e ai consigli del suo saggio mentore riuscì a proteggerla per ventiquattro anni. Il nome di questo condottiero era Arthurus Pendragon, ovvero il mitico re Artù.

Un giorno, agli inizi del suo regno, il saggio Merlino, suo mentore, lo convocò insieme ai suoi cavalieri per comunicargli una cosa importante: "Come ben sapete io sono il custode dei segreti del luogo noto come Avalon che da secoli protegge la nostra terra sotto il simbolo del drago rosso. Purtroppo dietro gli attacchi dei sassoni c’è qualcosa di oscuro e di sinistro! Una forza che non sentivo più da secoli!" "Da secoli? Sei così vecchio, maestro?" chiese il re "Dovete sapere che io sono già stato altre volte su questo mondo con nomi e aspetti diversi, ma sempre per difendere la Britannia! Riguardo alla forza malvagia di cui vi parlavo ora vi spiegherò tutto. Molti secoli fa’ una delle sacerdotesse di Avalon, il cui simbolo era un drago bianco, usò i guerrieri protettori di quel luogo per conquistare il mondo intero. Per fermarla io, allora, creai delle spade, chiamate Excalibur, che diedi ai più valorosi dei guerrieri che mi rimasero fedeli e, con quelle armi, riuscimmo a cacciarla al di là del mare. Purtroppo quella sacerdotessa, Maat, è tornata per vendicarsi e cercherà di uccidere tutto il popolo dei britanni, ora convertiti al Cristianesimo, per poi sostituirlo con quello dei sassoni, a lei fedele. L’unico modo per fermarla sono le spade!" disse il vecchio dirigendosi verso un armadio e tirando fuori diciotto bellissime spade "Purtroppo non tutti i cavalieri che potranno impugnare una di queste spade sono presenti! Bisognerà aspettare molto tempo, anni forse, per averli tutti! Comunque posso dare alcune di queste spade ad alcuni di voi! Arthurus!" chiamò il vecchio "Questa sarà la tua spada! L’Excalibur del re!" disse porgendo al suo allievo la prima delle spade "Grazie maestro!" disse il giovane prendendola "Lancilotto del lago!" un giovane dai capelli biondi e dalla bellezza sfolgorante si fece avanti "Questa è la tua! L’Excalibur del lago!" disse, mentre il giovane prendeva la spada "Keu!" disse poi rivolto al fratellastro del suo discepolo "A te dono quella dell’aquila! Infine a te, Pellinore, dono quella della foresta!" disse porgendo l’ultima spada un giovane valoroso dai capelli castani "Usate queste spade solo per combattere, altrimenti non potrete più brandirle! Ricordatevelo!" "Sì, maestro!" dissero i cavalieri prima di congedarsi.

Purtroppo per Merlino, Maat aveva previsto tutto e stava tessendo il suo piano con la complicità di Morgana, la sorella di Arthurus "I patti verranno rispettati! Una volta che avrai concepito e mi avrai fatto esaminare la spada di tuo fratello mi darai tuo figlio. E una volta che avremo sconfitto Arthurus tu potrai dominare su tutta la Britannia e tuo figlio sarà al tuo fianco! Ma prima devi darlo a me, in modo che lui possa liberarci per sempre dei discepoli del Cristo! Io sono l’unica che può sedere sul seggio d’Avalon! Non quell’ipocrita di Merlino che non esita a proteggerli!" "Io mi sono alleata con te solo per riavere ciò che è mio! Prima del padre d’Arthurus l’uomo più potente della Britannia era mio padre, il duca di Cornovaglia. Egli aveva buone possibilità per diventare re, ma ad ascendere al trono fu invece Uther, il padre di mio fratello! Lo stesso uomo che poi uccise mio padre e sposò mia madre Igraine! Il trono di Britannia spetta a me, non a lui!" disse Morgana "Ho sempre creduto che tu volessi bene a tuo fratello. Sei stata tu a prenderti cura di lui nei primi anni di vita, visto che tua madre non poteva." disse Maat "Infatti è così! Per questo ti ho chiesto di esiliarlo una volta conquistato il potere! " " E così sarà! Stanne certa!".

Cosa successe dopo lo sappiamo tutti: Morgana fece l’amore col suo stesso fratello in modo da poter concepire un figlio, Mordred. In seguito alcuni cavalieri partirono alla ricerca del Santo Graal e dopo Mordred sfidò il suo stesso padre e tutti e due si trafissero a vicenda.

Quando Merlino giunse sul luogo della battaglia trovò il suo allievo ancora vivo e utilizzando il potere del suo Cosmo lo avvolse in sonno magico, in modo che il re potesse riposare fino a quando non ci sarebbe stato bisogno di lui. Poi lo portò in una caverna sotterranea sotto la collina Tor, dove aveva già portato anche tutti gli altri cavalieri che possedevano un’Excalibur. Poi seppellì l’ingresso della caverna e vicino ci pose sopra una lapide con su scritto: "Hic Jacet Arthurus Rex, Quondam Rexque futurus (qui giace Arthurus, che fu re e che sarà re)". In quel luogo fu poi costruita la basilica cristiana di Glastonbury. Merlino sparì nelle nebbie a bordo della barca della Dama del lago e nessuno seppe cosa fu di lui.

 

La passione di Seiya

"Allora Seiya, hai trovato quello che cercavi?" disse Shiryu all’amico che stava mettendo a soqquadro una libreria del centro di Tokyo "Forse, sì! No! Questo ce l’ho già!" disse il ragazzo deluso "Esiste qualche libro su re Artù che ancora non possiedi?" "Uhmm…forse sì o forse no!" rispose Seiya continuando a cercare "Insomma! A casa hai miliardi di libri da quando eri piccolo! Si può sapere cosa cerchi?" "Una coppia del ciclo britannico in lingua giapponese che non sia la solita versione per bambini!" "Non ho potuto far a meno di sentire i vostri discorsi!" disse un vecchio signore con la barba bianca di chiara provenienza europea avvicinandosi ai ragazzi "Non è cosa di tutti i giorni vedere un giovane così appassionato alle gesta di re Artù, soprattutto se giapponese! Comunque, tieni giovanotto!" disse dando in mano a Seiya un vecchio libro "Questa è una traduzione del ciclo bretone che scrissi prima della guerra! Volevo farla pubblicare, ma poi l’ho persa! Per caso l’ho ritrovata oggi e, siccome ho scoperto che tu sei un appassionato, ho deciso di regalartela, figliolo!" "Grazie!" disse Seiya imbarazzato prendendo il libro "Sono sicuro che saprai conservarla come solo un vero appassionato può fare! Arrivederci ragazzi!" disse l’uomo prima di andarsene.

Tornati a casa di Saori, Seiya fece vedere il suo nuovo libro a tutti e a raccontò di come lo aveva avuto "Quel signore ha detto che è raro vedere un giovane così interessato al ciclo bretone al giorno d’oggi, soprattutto in Giappone!" esclamò fiero il Cavaliere di Pegasus "Allora ha proprio trovato la persona giusta!" disse Ikki "Ricordo quando sei scappato di nascosto la notte in cui sei arrivato alla villa, per andare a prenderti il tuo libro preferito perché l’avevi lasciato all’orfanotrofio!" "Già! E sei riuscito anche a non farti beccare da Tatsumi!" disse Shun "Infatti, mi ha beccato il signor Mitsumasa! Ma fortunatamente lui si è dimostrato comprensivo!" "Sì! Mio nonno in fondo era una persona di buon cuore!" disse Saori "A proposito perché continui a chiamarlo «signor Mitsumasa»? Lui era tuo padre!" "Solo il padre biologico! Il mio vero padre era l’uomo che mi ha cresciuto fino a quando non morì: Daisuke Edogawa!" rispose Seiya con tono arrabbiato, prima d’alzarsi "Ora torno a casa!" disse prima di aprire la porta "Cosa? Credevo che ti fermassi a cena!" esclamò Saori meravigliata "Grazie, ma non ho fame! Arrivederci!" rispose lui chiudendo la porta alle sue spalle.

"Non capisco perché si sia offeso così!" disse Jabu "Dobbiamo cercare di capirlo! Di tutti noi, a parte Hyoga, Seiya è stato l’unico che ha avuto una vita normale e una famiglia! Fino al suo sesto compleanno lui viveva come ogni ragazzino della sua età, ma poi i suoi genitori morirono in incidente stradale proprio mentre tornavano dalla pasticceria con la torta!" spiegò Shiryu "Io non lo sapevo!" disse Hyoga "Infatti non lo ha mai detto a nessuno! Solo a me, perché io sono il suo migliore amico!" "Non riesco a credere che Seiya abbia perso i genitori il giorno del suo compleanno!" disse Shun "Questo spiega però perché durante l’allenamento in Grecia ogni primo dicembre si chiudeva in camera sua e non usciva mai!" disse Aiolia che era venuto lì proprio per parlare con Seiya "Chissà cosa starà facendo adesso?" chiese Saori.

Seiya nel frattempo era a casa sua mentre guardava una foto che lo ritraeva con la sua famiglia esattamente un anno prima dell’incidente «Papà! Mamma! Quanto vorrei che voi foste ancora qui! Quanto vorrei vivere come un normale tredicenne! Purtroppo non posso, o meglio non voglio! Perché c’è una persona che per me è troppo importante: Saori! Se solo riuscissi a dirle quello che provo per lei…» pensò il Cavaliere piangendo sulla foto "Certe volte mi sembra che tu, papà, sia ancora vivo! Ma poi vedo la tua tomba e ricordo che non lo sei!" disse piangendo mentre i suoi ricordi lo portavano indietro nel tempo ai giorni felici e spensierati con la sua famiglia, in cui niente poteva anticipare la tragedia.

Mentre piangeva s’accorse che il suo libro brillava di una strana luce e appena lo aprì fu investito da una forte luce e sentì la voce di suo padre chiamarlo "Seiya! Aiutami! Ho bisogno di tè! Aiutami!" spaventato chiuse il libro e quando lo riaprì era tornato alla normalità "Devo essere proprio stordito! Ho sentito la voce di mio padre che mi chiedeva aiuto!" disse spiantato il Cavaliere prima di posare il libro.

Vicino alla casa di Seiya il vecchio che gli aveva dato il libro dopo aver visto il bagliore disse: "Non mi aspettavo che accadesse così presto! Se il messaggio gli è giunto prima vuol dire che è già pronto, il che è strano, molto strano! Dopotutto è solo un ragazzo di tredici anni, anche se ne dimostra sedici! Deve essere accaduto qualcosa d’imprevisto durante questi sette anni, è l’unica spiegazione. Tornerò ad avvisare suo padre! Deve saperlo, poiché è in gioco il futuro del mondo e della Britannia!" e sparì avvolto dalle nebbie.

Il giorno dopo Seiya si recò da Saori per raccontare ai suoi amici quello che gli era accaduto, finito il racconto Saori gli chiese di vedere il libro e il ragazzo glielo porse "Sembra un libro normale! Non vedo nulla di strano!" disse la ragazza "Ma questo…!" esclamò "Cosa succede Atena? Tutto bene?" chiese il Cavaliere del leone preoccupato "Sì non mi è successo niente! Ma guardate questo!" disse la dea indicando il disegno di un drago rosso con una spada in bocca sulla copertina "Non potevo immaginare che ci fossero loro dietro!"

 

Il drago rosso e il drago bianco

"Loro chi? Dei nemici?" chiese Aiolia "No! Loro non sanno dell’esistenza del Santuario, pensano di essere i soli a proteggere la giustizia sulla Terra!" "Loro chi, allora?" chiese Seiya "Gli abitanti d’Avalon! Il drago rosso è il loro simbolo" "L’isola in cui, secondo la leggenda, riposa re Artù?" chiese Seiya "Sì! Io ci andai molti secoli fa e lì imparai come costruire un’Excalibur!" "Un’Excalibur? Vuol dire che esistono atre spade con quel nome?" "Sì! È così!" "Ma che cosa c’entra il padre di Seiya con Avalon?" chiese Hyoga "Non lo so! Ma dobbiamo scoprirlo! Ragazzi, si parte per l’Inghilterra!" disse Saori "E dobbiamo anche sbrigarci! In questi giorni sento un Cosmo spaventoso provenire da quella terra! Sicuramente le due cose sono collegate! L’appuntamento è tra un’ora all’aeroporto della fondazione, così Seiya e Shun avranno tutto il tempo per andare a casa per prendere le armature!" "Allora andiamo! Sei pronto Seiya?" chiese Shun "Come sempre!" ripose il Cavaliere di Pegasus.

Dopo essere salito sull’aereo Seiya s’addormentò e fece un sogno molto strano. Nel sogno lui si trovava a Glastonbury e sopra di lui il drago rosso di Britannia e il drago bianco dei sassoni si scontravano. Poi dalla terra apparvero dei cavalieri guidati da un uomo con una spada e una corona. Uno di essi sì avvicinò al ragazzo per mostragli il suo volto, ma proprio in quel momento l’aereo atterrò all’aeroporto di Londra e lui si svegliò.

Una volta scesi, Seiya raccontò ai suoi amici del sogno "Secondo la leggenda Merlino vide questi due draghi in una visione quand’era bambino!" aggiunse poi "Sì! Ne ho sentito parlare anch’io!" disse Saori "Il drago rosso rappresenta i britanni, mentre quello bianco i sassoni. Alla fine il drago rosso sconfisse quello bianco! Mi chiedo cosa possa significare!" disse Seiya "Forse un possibile ritorno del drago bianco!" azzardò Saori "Esatto! E questa volta non dominerà solo la Britannia ma il mondo intero!" disse una voce sconosciuta alle spalle dei Cavalieri che proveniva da un ragazzo con gli occhi freddi come il ghiaccio e i capelli neri come l’ebano che teneva in mano una spada la cui elsa raffigurava un lupo "Chi sei tu?" chiese Seiya "Io sono Mordred, figlio di re Artù e di Morgana. E ho ricevuto dalla mia maestra Maat, sacerdotessa del drago bianco, il compito di uccidere colui che può risvegliare mio padre!" disse puntando la sua spada contro Seiya.

"Io…posso…risvegliare…tuo padre?" chiese Seiya "Certo! Tuo padre, Daisuke Edogawa, non te lo ha detto?" "Mio padre è morto sette anni fa!" rispose il Cavaliere "Morto sette anni fa? Quindi non c’è bisogno di ucciderti! Anche se hai la chiave tu non potrai intralciare i nostri progetti di conquista!" disse Mordred "Non né sarei così sicuro! Perché io e miei amici siamo dei Cavalieri dello Zodiaco e proteggiamo la Terra sotto la guida di Atena, dea della giustizia!" disse Seiya "Cosa?! I Cavalieri dello Zodiaco? Non è possibile! Fin dai tempi più antichi è sempre stata Avalon a proteggere la Terra dalle forze oscure!" esclamò Mordred "Avalon non ha più affrontato le forze oscure da quando io, Atena, creai i Cavalieri dello Zodiaco all’epoca del mito. Nel corso dei secoli le cose cambiano!" spiegò Saori "Questa verità giunge inaspettata! Perdonatemi se non posso affrontarvi, ma una battaglia più urgente sta per cominciare!" disse Mordred prima di sparire con un salto.

"Cosa? Hai detto i Cavalieri dello Zodiaco?" chiese Maat appena Mordred le riferì la notizia "Sì, maestra Maat! Hanno detto di chiamarsi così e di essere guidati da Atena, che era lì con loro!" spiegò il ragazzo "Ricordo che durante il mio esilio ne sentii parlare, ma non vi diedi molta attenzione poiché credevo che fossero delle voci. Invece è vero! Non avrei mai creduto che colui che possiede la chiave sia un Cavaliere dello Zodiaco, ma questo spiega anche perché è venuto qui così presto, poiché noi lo aspettavamo quando avesse compiuto sedici anni siccome non possiamo muoverci al di fuori dalla Britannia!" "Secondo voi, Merlino ne è al corrente?" "No, lo escludo! Lui è andato in Giappone per consegnare a Seiya il libro e vegliare su di lui!" "Che cosa facciamo adesso? Abbiamo attirato l’attenzione di nemici di cui non sospettavamo l’esistenza e di cui ignoriamo la forza!" "Aspetteremo! Vedremo di che cosa sono capaci questi Cavalieri e la loro dea!" disse Maat sedendosi sul suo trono.

Anche Merlino era stato informato dell’arrivo di Seiya all’aeroporto, ma ignorava dell’incontro con Mordred e della vera identità del ragazzo "Tuo figlio è arrivato amico mio!" disse poi ad un uomo che era imprigionato in quella che sembrava una prigione di cristallo "Finalmente! Non sai quanto ho atteso questo giorno! Il giorno in cui mio figlio avrebbe risvegliato re Artù e io avrei potuto riabbracciarlo!" disse l’uomo piangendo "Fossi in te non sarei così sicuro!" disse il vecchio "Perché scusa?" "Perché lui non è venuto da solo, ma con undici amici: dieci ragazzi e una fanciulla. Inoltre ha solo tredici anni! Di sicuro è accaduto qualcosa che non abbiamo previsto in questi sette anni!" "Ora che ci penso…mi hai detto che ci sono stati dei periodi in cui non sei stato in grado di percepire la sua presenza!" disse l’uomo imprigionato "Sì! E il più lungo è durato sei anni e quando è tornato il suo Cosmo era già quello di un uomo! Dopo ogni periodo d’interruzione il suo Cosmo diventa sempre più potente e matura sempre di più! Mi domando cosa sarà successo!" "Anch’io! Ma sono sicuro presto troveremo le risposte alle nostre domande, Merlino. È questione di tempo!" "Lo spero, Daisuke! Lo spero!".

I Cavalieri a Glastonbury

Intanto Seiya e i suoi compagni si erano recanti a Glastonbury, perché credevano che lì ci fosse la risposta al collegamento tra Avalon, re Artù e il padre di Seiya. "Secondo alcune fonti Glastonbury è il luogo dove si trova la tomba di re Artù e dov’è custodito il Santo Graal che, secondo la leggenda, sarebbe stato portato lì da Giuseppe d’Aritmatea dopo la crocifissione di Gesù!" spiegò Seiya "Perché si crede che Artù riposi lì?" chiese Shiryu "Nel dodicesimo secolo fu trovata una lapide con su scritto in latino: « Qui giace Artù, che fu re e che sarà re»." rispose il Cavaliere di Pegasus "Perché c’è scritto « è che sarà re»?" chiese Shun "Secondo la leggenda Artù non è morto, ma solo addormentato in una grotta nella collina di Glastonbury!" "E da dopo l’incontro con Mordred penso che la leggenda sia sicuramente vera in tutto e per tutto!" disse Saori "Certo!" disse Aiolia "Ma non riusciamo a capire il collegamento tra Seiya e la leggenda!" "E soprattutto cos’è questa chiave di cui ha parlato Mordred, che in teoria dovrei custodire!" "Forse il libro può aiutarci!" disse Ban "Hai ragione! Dopotutto anche il sogno deve essere stato provocato da lui, siccome è l’unico collegamento che abbiamo con Avalon!" disse Hyoga porgendo il libro a Seiya "Toccalo, avanti!" "Va bene!" disse il giovane toccando il libro.

Appena lo tocco Seiya ebbe una visione che indicava come entrare nella caverna "So come entrare nella caverna in cui riposa re Artù! La prima entrata si trova nel luogo dov’è stata trovata la lapide, ma c’è ne un'altra che si trova qui vicino sotto la torre costruita sulla collina nota come Tor! Lì sicuramente si trova la chiave del mistero!" "Allora andiamo!" disse Shiryu.

Arrivati sulla cima del colle i ragazzi entrarono all’interno della torre dove trovarono una botola di pietra ben mimetizzata, attraverso la quale si scendeva in una galleria che portava alla caverna dove riposavano i cavalieri della tavola rotonda. Quando entrarono Seiya e suoi compagni non credevano ai propri occhi: davanti a loro c’erano diciassette sepolcri in pietra ognuno con l’immagine del cavaliere che vi riposava scolpita sul coperchio. Il più bello era quello centrale che era decorato d’oro e di pietre preziose: il sepolcro di re Artù!

Preso dalla curiosità, Seiya s’avvicinò e s’accorse che sul sepolcro c’erano delle parole scritte in una lingua che non conosceva "È gaelico!" disse Atena dopo aver osservato bene le scritture "Fortunatamente sono in grado di tradurre le parole! Datemi solo un po’di minuti!" continuò la dea esaminando bene le scritture. "Credo di essere riuscita a decifrarle!" disse poi dopo un quarto d’ora "Davvero! E cosa c’è scritto?" chiese Seiya impaziente "In questo sepolcro dorme Artù di Camelot. Figlio di Uther Pendragon e di lady Igraine, sposo di Ginevra. Egli si sveglierà per proteggere il suo popolo solo quando il possessore della chiave recupererà la sua spada dal fondo del lago." "Adesso cominciamo a capirci qualcosa di più, ma non sappiamo cos’è questa chiave, né che legame ci sia tra Avalon e la mia famiglia!" disse Seiya "Può darsi che non ci sia alcun legame, ma che abbiano solamente bisogno del tuo aiuto per risvegliare re Artù e per farlo abbiano usato la voce di tuo padre!" disse Aiolia "Lo escludo! Mordred ha detto che mio padre era a conoscenza del legame tra Avalon e la mia famiglia!" "Già!" esclamò rassegnato Shun "Forse un modo c’è per mettere a posto tutti i posti del puzzle!" disse Atena "Davvero?! E qual è?" chiese Ichi "La Dama del lago! Secondo la leggenda era lei che custodiva l’Excalibur di re Artù, e fu lei che la prese dopo Lancilotto la gettò nel lago!" "Certo! L’unico problema è capire di quale lago si tratta!" disse Ikki "Forse il libro può aiutarci!" esclamò Seiya "Dammelo, Hyoga presto!" "Certo! Eccolo!" disse il Cavaliere del cigno lanciando all’amico il manoscritto. Appena toccato Seiya ebbe un’altra visione, ma questa non rivelava dov’era il lago. Il Cavaliere vide suo padre che cercava di sfondare la prigione di cristallo in cui era imprigionato con una spada e che diceva "Aiutami, Seiya! Risveglia re Artù! Solo lui può rompere questa prigione! Aiutami!". Poi vide che questa prigione di cristallo si trovava in una grotta sotto Stonehenge. "Ho scoperto dove si trova mio padre!" disse appena riaprì gli occhi " Dobbiamo andare a Stonehenge! È lì che si trova!" "Seiya! Sei sicuro che quanto hai visto sia vero?" disse Aiolia "Potrebbe anche essere una trappola!" "Hai ragione! Ma provare non costa nulla. E se la verità è collegata a Stonehenge, allora dobbiamo andare lì!" "Seiya ha ragione!" disse Hyoga "E io verrò con lui!" "Anch’io!" esclamò Shiryu insieme ad Aiolia "Allora voi quattro andrete a controllare a Stonehenge, mentre noi andremo dalla Dama del lago!" disse Saori "Lei sa dove si trova?" esclamò Aiolia sorpreso "Secondo alcuni il lago in questione è il Narepool che si trova a tre miglia da qui! Come hai detto tu Seiya «provare non costa nulla»!" "Buona fortuna!" disse allora Seiya prima di uscire dalla caverna.

"Maestra Maat, cosa ha intenzione di fare adesso che il gruppo si è diviso?" chiese Mordred "Ho deciso di mettere alla prova la loro forza!" rispose la sacerdotessa "Chiama tua madre, sarà lei ad occuparsi di Seiya e dei suoi amici! Vedremo se i Cavalieri dello Zodiaco sapranno tener fede alla loro fama e se sono veramente capaci di spaccare il cielo e la terra!" "Cosa? La fama dei nostri nemici è così grande?" esclamò Mordred stupito "Sì! E non sono gli unici guerrieri ad essere dotati di tale fama! A quanto mi risulta ci sono anche i Generali degli abissi di Poseidon e i Cavalieri di Asgad di Odino sono degni di tale fama!" "Esistono davvero guerrieri così potenti in grado di rivaleggiare con i cavalieri di mio padre e i custodi di Avalon!" "A quanto pare sì! Dopotutto nei secoli le cose cambiano!" "Per quanto riguarda Atena e gli altri devo mandare qualcuno?" "No! Per adesso mi interessa vedere cos’è capace di fare il figlio di Daisuke!" disse la sacerdotessa continuando a guardare attraverso il suo calderone, mentre Mordred si ritirava.

"Vedo che in tutti questi secoli hai fato buon uso dei miei insegnamenti, Maat!" disse una voce maschile proveniente dalle spalle della donna "Sei tu!" disse la donna voltandosi "Esatto!" rispose l’uomo "Ponto, il dio primigenio del mare! Colui che ti ha insegnato come vedere luoghi e tempi lontani, e soprattutto l’unico uomo che ti abbia mai amato!" disse l’ancestrale divinità baciandola "Credevo che dopo la sconfitta di Crono tu fossi morto!" disse Maat "Invece non è così! Come puoi ben vedere! Tra non molto tu siederai sul seggio d’Avalon e poi tu, io e Mordred regneremo sulla Terra come una vera famiglia!" "Come una famiglia?" "Certo non sei stata forse tu a crescerlo e a fargli vedere in suo padre un nemico e in sua madre uno strumento? Egli non è tuo figlio?" "Sì, ma non capisco cosa c’entri con te!" "Per crescere un figlio serve un padre, ed è quel che io ho fatto! Di nascosto, forse. Ma l’ho fatto! Lui non è mai stato il figlio di Morgana e di suo fratello, ma nostro! Siamo stati noi a crearlo, dopotutto!" rispose la divinità mentre s’avvicinava al calderone per vedere cosa sarebbe successo.

Padri e figli

"Mia madre è appena partita per Stonehenge!" disse Mordred rientrando nella sala del trono "Molto bene, Mordred! Adesso vieni con noi a vedere lo spettacolo!" disse la voce di Ponto "Non è possibile!" esclamò il ragazzo "Sei vivo!" "Sì! Sono vivo! E vedo che non mi hai dimenticato!" "Non potrei mai dimenticare colui che mi ha insegnato a combattere, e che per me è stato un padre!" "Ma io sono tuo padre! Artù non ha mai saputo niente di te e se l’avesse saputo ti avrebbe sicuramente non riconosciuto mai come suo figlio legittimo! Ora vieni qui ad assistere al ricongiungimento tra Seiya di Pegasus e suo padre!".

"Eccoci! Questo è Stonehenge, il luogo più misterioso di tutte le isole britanniche!" disse Aiolia "Ho sentito che si sono fatte molte teorie su questo luogo!" disse Seiya "Certo! Anche se nessuno sa perché è stato costruito e come! Le uniche notizie certe sono che i suoi megaliti segnano il sorgere del sole e della luna e che i druidi vi tenevano rituali!" rispose Shiryu "Vedo che sei bene informato!" disse Hyoga all’amico "Ho letto qualcosa!" "Adesso noi stiamo per scoprire il segreto di questo luogo!" disse Seiya "Questo viaggio ci sta portando a conoscere i segreti più nascosti della Gran Bretagna! Chissà cosa succederà dopo?" chiese Hyoga "Non lo so!" disse Aiolia "Dove si trova l’entrata della grotta?" chiese poi a Seiya "Sotto il megalite più a ovest!" "Bene!" disse il Cavaliere del Leone dirigendosi verso la pietra "Fossi in te non toccherei quella pietra! Questo luogo è sacro!" disse una voce femminile "Chi ha parlato?" urlò Seiya "Io!" disse una donna dai lunghi capelli neri e mossi "Sono la sorella di Arthurus e la madre di Mordred…" "La fata Morgana!" esclamò Seiya "Vedo che tuo padre ti ha istruito bene! Se volete andare nella caverna dovete sconfiggermi!" "D’accordo!" disse Seiya mentre lui e i suoi amici indossavano le loro armature "Ma sappi che anche se sei una donna, io non ti tratterò con riguardo!".

Saori e gli altri erano giunti al lago. "Bene! Allora è qui che la Dama del lago, Viviana, custodisce la spada di re Artù!" disse Ikki "Esatto!" rispose Atena "Dama del lago!" urlò poi con tutto il fiato che aveva in corpo "Io Atena, dea della giustizia e protettrice di tutte gli esseri viventi di questo pianeta ti chiedo di apparire davanti a me e ai miei Cavalieri, per avere risposte che solo tu puoi darci!" dopo che la dea pronunciò quelle parole sul lago calò una fitta nebbia e davanti a loro comparve una barca con a bordo una bellissima donna dai capelli biondi come l’oro e il vestito azzurro come l’acqua "Io sono Viviana, la Dama del lago. Colei che custodisce l’ingresso per Avalon. Chi siete voi che mi avete chiamato?" disse la donna appena la barca raggiunse la riva "Cosa?" disse Saori stupita "Non hai sentito il perché ti ho chiamato?" "No! Ho sentito solo che volevi vedermi!" "Io sono Atena, dea della giustizia e loro sono alcuni dei miei Cavalieri dello Zodiaco! Anche Seiya, il ragazzo che possiede la chiave per risvegliare re Artù , è uno di loro! Noi vorremo chiederti che legame c’è tra Avalon e la famiglia di Seiya." "Mi dispiace, ma non posso rivelarvi gran che! So solo che questo piano è stato escogitato da Merlino secoli fa e che Daisuke Edogawa non è mai morto veramente! Non so come, ma Merlino l’ha sostituito con un fantoccio di legno e grazie al suo Cosmo ha fatto in modo che vedessero quest’ultimo come un uomo! Questo è tutto quello che so!" disse Viviana "Grazie! Ci sei stata comunque di grande aiuto!" disse Saori "Adesso dobbiamo andare da Seiya e gli altri! Sono sicura che hanno bisogno di noi!" "Sono lieta di esserti stata d’aiuto dea Atena! La minaccia di Maat è un pericolo sia per Avalon che per il Santuario!" "Tu sai del Santuario?" "Certo! Sono l’unica abitante di Avalon a saperlo, in quanto sua custode. Nel corso dei secoli mi sono giunte molte informazioni! Addio Atena, forse un giorno ci rivedremo!" disse Viviana prima di sparire con la sua barca nelle nebbie.

"Cosa significano quelle armature?" chiese Morgana stupefatta "Ognuno di noi Cavalieri dello Zodiaco possiede una costellazione guida ed è dotato di un’armatura che lo rappresenta!" spiegò Aiolia "La mia costellazione è il Leone! Quella di Seiya è Pegasus! La costellazione di Shiryu è il Dragone! Mentre quella di Hyoga è il Cigno!" "Siete pieni di sorprese! Ma anch’io ne ho una! NEBBIE DI AVALON!" disse Morgana facendo scendere sugli avversari una fitta nebbia che non permetteva di vedere niente "Ragazzi, dove siete?" gridò Aiolia "Nessuno è mai riuscito ad uscire vivo dalle mie nebbie! Esse mi coprono dai miei avversari e li costringono ad uccidersi tra di loro! Addio, Cavalieri!" "Non esserne così sicura, fata Morgana!" disse la voce di Seiya "Sei pronto! Aiolia?" "Prontissimo!" rispose il Cavaliere del Leone "Allora andiamo! PEGASUS RYUSEIKEN!" "LIGHTINING BOLT!" urlarono i due Cavalieri lanciando i loro colpi segreti centrando in pieno la donna "Come avete fatto ad attaccarmi nonostante la mia barriera di nebbia? Come avete fatto a vedermi?" "Semplice! Alcuni di noi Cavalieri dello Zodiaco hanno risvegliato in loro il settimo senso! Il che ci permette di percepire il mondo meglio sé usassimo nostri i cinque sensi!" rispose Seiya "Cosa?! Il settimo senso?" esclamò Morgana "E non è finita qui!" disse la voce di Hyoga "Osserva bene la tua nebbia, Morgana!" "Cosa succede?! Non è possibile! Il suo Cosmo sta trasformando la mia nebbia in neve! Come può un ragazzino di neanche diciotto anni essere in grado di fare ciò?" "Questo ragazzino è anche il sommo signore delle energie fredde! Dominio che ho ereditato dal mio maestro Camus dell’Acquario, Cavaliere dell’undicesima casa!" «Dannazione! Non credevo che i Cavalieri dello Zodiaco fossero così potenti! Il loro Cosmo può forse rivaleggiare con quello di Merlino e di Maat!» disse tra sé Morgana «Non posso continuare a combattere! Loro sono stati in grado di respingere le mie nebbie, cosa mai accaduta finora!» "Cavalieri dello Zodiaco!" disse Morgana mentre veniva avvolta dalle sue nebbie "Siete più forti di quando pensavo! Io non posso rivaleggiare con voi, non siete avversari alla mia altezza! Addio!" e sparì avvolta dalle nebbie.

"Non posso crederci!" disse Mordred "La donna che mi ha messo al mondo è una simile codarda!" "Sì!" disse Ponto appoggiando una mano sulla spalla del ragazzo "Morgana è una codarda, così come è Arthurus è uno sciocco sentimentale! Inoltre non dobbiamo preoccuparci di lei, Mordred! È solo uno strumento! Presto domineremo su tutta la Terra come un'unica famiglia felice!" "Intendi tu ed io, pa-padre?" "Finalmente hai trovato il coraggio di chiamarmi con quel nome e di riconoscermi come tuo padre! Non solo tu ed io, ma anche Maat!" "E poi manterrai la tua promessa? Mi farai rinascere come una divinità?" "Certo! A proposito, lo sai che sono stato io a salvarti da morte certa e ha sigillarti secoli fa?" "Sei stato tu?" "Non potevo mica lasciar morire l’unico essere umano che mi ha chiesto di allenarlo per farlo diventare sempre più forte!" "Mi ricordo ancora il nostro primo incontro!" disse Mordred pensando al passato "Dimenticavo! Ho una cosa per te!" disse Ponto indicando al ragazzo un punto della sala in cui c’era una corazza che raffigurava un lupo "L’ho forgiata personalmente!" "Non ho parole! È bellissima!" disse il ragazzo guardando gli occhi rossi del dio primigenio del mare, dell’unico uomo che l’aveva mai trattato come un figlio e che gli aveva insegnato a combattere. Ricordava ancora il loro primo incontro. Aveva solo cinque anni ed era stato picchiato da dei bambini che l’avevano preso in giro perché avevano scoperto che era un figlio illegittimo "Quelli come te non dovrebbero neanche esistere!" gli disse un bambino dopo averlo picchiato "Se solo fossi più forte! Se non fossi così debole e pauroso!" singhiozzava "Se questo è il tuo desiderio, io posso aiutarti!" disse una voce alle sue spalle e fu la prima volta che vide Ponto "Tu puoi?! Davvero?" "Sì! Ma devi promettermi che non piangerai mai durante gli allenamenti! Per quanto riguarda le ferite te le curerò io!" "D’accordo, lo prometto!" "Bene! Diventerai il bambino più forte del tuo villaggio piccolo…" "Mordred!" "Bene, Mordred! Torna domani a quest’ora e inizieremo l’allenamento!". «Grazie ai suoi insegnamenti riuscii a battere quei bambini! E poi lui incominciò a visitarmi, a farmi dei regali e ad accompagnarmi in giro per il mondo dicendo a tutti che ero suo figlio! Con lui sentivo di avere finalmente quel padre che Arthurus non sarebbe mai stato! Quando mi rivelò la sua vera identità gli dissi "Ti prego! Quando avrò ucciso mio padre rendimi una divinità come te! Non voglio rimanere un umano per tutta la vita e voglio cancellare ogni legame che ho con quell’uomo! Perché per me sei tu mio padre!" e lui accettò!» "Non voglio interrompere il flusso dei tuoi ricordi, ma ti sei dimenticato cosa dobbiamo vedere?" disse Ponto "No!" rispose il ragazzo raggiungendo il calderone.

Nel frattempo Seiya e i suoi amici erano scesi nella grotta e si erano trovati in una caverna piena di cristalli e di luce "Seguitemi ragazzi sono sicuro che mio padre è qui da qualche parte!" "Speriamo di non perderci!" disse Hyoga "Seiya!" disse una voce proveniente dal fondo della caverna "Seiya, sei tu?" "Papà!" disse il Cavaliere correndo verso il fondo della caverna dove trovò suo padre rinchiuso in una tecca di cristallo. "Papà! Sei tu? Sei- sei vivo?" disse il ragazzo tra le lacrime "Sì! Sono vivo, Seiya! E sono contento che tu mi abbia trovato!" rispose l’uomo "Ma cos’è quell’armatura che indossi?" chiese poi incuriosito "Te lo spiegherò quando ti avrò tirato fuori di qui!" disse il ragazzo preparandosi a colpire "Che vuoi fare? Solo la spada di re Artù può distruggere questa prigione!" "Quando sono sicuri di loro gli uomini possono bruciare il loro Cosmo fino a compiere imprese straordinarie persino per gli dei! Adesso io romperò questa tecca, ma ti chiedo di avere fiducia in me e nel mio Cosmo!" "Io ho fiducia in te! Altrimenti non ti avrei aspettato per tutto questo tempo!" "Grazie papà! Brucia, Cosmo delle tredici stelle! Brucia, fino ai limiti estremi! PEGASUS RYUSEIKEN!" «Non è possibile! Dal pugno di Seiya stanno partendo tantissime sfere di luce e sono velocissime! Incredibile! Stanno distruggendo veramente questa prigione di cristallo!» pensò l’uomo stupefatto. "Questo è un miracolo!" esclamò dopo essere uscito dalla teca "Lo so papà! E non è la prima volta che ne compio uno!" rispose Seiya, prima di gettarsi tra le braccia del genitore.

"Ti sembrerà strano, ma capisco i sentimenti di Seiya!" disse Mordred a suo padre "Rivedere il padre che si credeva morto è un’esperienza bellissima e allo stesso tempo dolorosa!" "Lord Mordred, vostra madre Morgana è tornata!" disse un servitore "Io non ho nessuna madre con quel nome! Mia madre è Maat, mentre mio padre è Ponto il dio primigenio del mare. Le uniche persone che mi abbiano mai amato! Riferiscilo a quella donna!" "Sarà fatto!" "Sono fiero di te! Finalmente stai tagliando i ponti con quella gente! Adesso devi fare una cosa per lasciarti dietro il passato definitivamente!" disse Ponto "Qual è?" "Ascoltami bene! Perché sto per dirti ciò che ti aiuterà a diventare una divinità!" rispose il dio primigenio del mare spiegando al figlio il suo piano "Lo farò! Stanne certo, padre!".

 

La verità viene rivelata

"Non riesco a credere che tu sia vivo!" disse Seiya a suo padre dopo essere usciti dalla caverna "Ho visto il tuo cadavere nella bara personalmente!" "Quello non ero io!" spiegò l’uomo Dopo l’incidente in cui tua madre perse la vita, Merlino sostituì il mio corpo con un fantoccio che era la mia copia perfetta e mi portò ad Avalon! Qualche mese fa’, un giorno dopo l’inizio del Galaxian Wars…" "Un giorno dopo l’inizio del Galaxian Wars? Quindi quando io sono tornato a Tokyo dalla Grecia!" esclamò il ragazzo interrompendolo "Tornato dalla Grecia? Di cosa stai parlando?" "Ti spiego dopo! Continua il racconto!" "Dunque…qualche mese fa’ Maat mi attaccò, convinta che io fossi ancora il custode della chiave. Ma quando seppe che l’avevo lasciata a te mi rinchiuse nella prigione da cui tu mi hai appena tirato fuori!" "Adesso il quadro è quasi completo!" disse Aiolia "Speriamo che Atena e gli altri abbiano scoperto qualcosa di più dalla Dama del lago!" "Si può sapere di cosa sta parlando il tuo amico?" chiese Daisuke "Direi che non abbiamo più motivo di nasconderti la verità!" disse Seiya "Io e miei amici siamo Cavalieri dello Zodiaco, e proteggiamo la Terra sotto la guida e in nome di Atena, dea della giustizia!" disse Seiya a suo padre "No! Non può essere vero! Fin dall’antichità Avalon ha sempre protetto la Terra dalle forze oscure, anche se dall’epoca della Grecia antica l’unica minaccia che ha affrontato è stata Maat. Ma quello che mi hai detto non può essere vero!" disse l’uomo sorpreso e leggermente spaventato "Perché non può essere vero?" chiese Aiolia "Se esistono Merlino, Avalon, Morgana e re Artù perché non possono esistere anche le divinità dell’Olimpo?" "Hai ragione! Non escludo che Atena esista, ad Avalon esistono documenti che provano che lei venne qui mentre suo padre Zeus lottava contro Tifone, ma se ciò che dite è vero, allora Avalon ha perso il suo posto di baluardo già da secoli!" "Infatti è così! Dall’epoca dei miti ad oggi la Terra è sotto la protezione del Santuario di Atene!" disse Atena comparendo alle spalle dell’uomo insieme agli altri Cavalieri "Lei è Saori Kido!" esclamò Daisuke appena vide la ragazza "Sì, ufficialmente il mio nome è quello! Ma in realtà io sono la reincarnazione di Atena!" disse la ragazza "Noi le abbiamo dato tutte le risposte che voleva, signor Daisuke! Adesso…" "Scusi signorina, ma ha visto bene i volti di Seiya e di suo padre!" disse Jabu "No!" "Se guarda bene si accorge che Seiya assomiglia a suo padre come una goccia d’acqua! Forse è lui il suo padre biologico!" "Jabu, non mi sembra questo il momento opportuno!" disse Ikki "Come le stavo dicendo…" riprese Saori " …adesso è lei che deve darci delle risposte soprattutto a suo figlio!" "Risposte? Io non ho darvi alcuna risposta! Non prima di averle avute tutte! Non prima di aver saputo perché mio figlio ha voluto deludere le mie aspettative!" "Deludere le tue aspettative?" esclamò Seiya "Cosa intendi? Non ti va bene che io sia un Cavaliere dello Zodiaco? O che non abbia risvegliato re Artù? Dimmelo papà!" come risposta l’uomo si voltò e corse via.

"Mi domando perché Daisuke abbia detto quelle cose!" disse Mordred mentre indossava la sua armatura "Molto spesso voi figli non seguite mai cosa abbiamo in mente noi padri per voi!" rispose Ponto "Ho voglia di fare un regalo a Seiya!" disse il ragazzo "Lui cerca delle risposte e io voglio dargliele! Nessuno merita di vivere senza sapere niente del proprio passato!" "No! Guarda bene! Seiya sta correndo verso suo padre! Presto saprà la verità! Tu invece vai a compiere la tua missione!" «Non posso dire a Mordred la verità!» pensò Ponto «Lui è l’unico essere umano per cui provo affetto! Se sapesse che non posso rimanere per molto tempo in questo mondo, s’arrabbierebbe! Ma prima lo voglio libero dai legami che ha con Morgana e Artù! Libero dal suo passato!» .

"Sono riuscito a seminarlo!" disse Daisuke guardandosi indietro e non vedendo più suo figlio "Non né sarei così sicuro!" disse Seiya dietro di lui "Come mai sei qui?" "Ho risvegliato in me il settimo senso e posso muovermi alla velocità della luce! Puoi fuggire dove vuoi, ma io ti raggiungerò sempre! Adesso devi darmi le risposte che cerco! Sono venuto qui in Inghilterra per questo: non per risvegliare antichi monarchi, ma per sapere il legame che c’è tra Avalon e la mia famiglia!" "Io non posso dirti tutto Seiya! So solo che il tuo prozio era diventato il possessore della chiave, e quando morì decise di passarla a me perché non aveva figli. Una volta che ebbi la chiave fui contattato da Merlino che mi disse che l’avrei data a colui che avrebbe liberato re Artù e che io e lui saremmo diventati cavalieri della tavola rotonda. Poi sei nato tu, e ho creduto che saresti stato il mio successore così il giorno del tuo sesto compleanno te la diedi. Poi ci fu l’incidente, io caddi in coma e fui portato da Merlino ad Avalon! Quando mi ripresi seppi da Merlino che aveva perso le tue tracce e questo periodo durò sei anni! Poi tu sei ricomparso, ma Merlino non ebbe tempo per contattarti poiché la tua presenza andava e veniva. Poi, al termine della grande inondazione di qualche settimana fa, tu tornasti in Giappone dove Merlino ti ha dato il libro, il resto lo sai! Questo è tutto quello che posso dirti il resto devi chiederlo a Merlino!" "Hai detto di avermi dato la chiave il giorno del mio compleanno, allora stai parlando del braccialetto col crocefisso celtico che portavi sempre al braccio!" "Sì, è così! Per risvegliare re Artù sono necessari il braccialetto e la spada!" "Ora comincio a capire! Quando hai scoperto che sono un Cavaliere d’Atena, hai capito che non avrei mai rinunciato ai miei amici! Per questo hai detto che ho tradito le tue aspettative, perché solo tu saresti stato un cavaliere della tavola rotonda!" "Sì! In tutti questi anni mi sono sempre chiesto dove eri e ho sempre voluto riabbracciarti, ma quando mi hai detto la verità è stato come se il mondo mi fosse crollato addosso, perché nonostante ti avessi ritrovato ci saremo dovuti separare di nuovo!" "Papà, ascoltami! Quando abbiamo scoperto il piano di Maat io e i miei amici abbiamo deciso che l’avremo fermata! Perché il compito dei Cavalieri dello Zodiaco e di Atena è mantenere la pace sulla Terra! Tu e Merlino potete contare sul nostro aiuto! Hai la mia parola di Cavaliere!" Daisuke non riusciva a credere che quelle parole provenivano dal figlio che aveva lasciato bambino e che ora, non ostante l’età, era già un uomo.

"Mordred!" disse Morgana appena vide il figlio "Le parole che mi ha detto quel servitore sono vere?" "Sì, sono vere! Da quando sono nato solo Maat e Ponto mi hanno amato ed istruito! Tu non mi avresti mai concepito se Maat non ti avesse promesso in cambio il trono!" a quelle parole la donna si spaventò "Sei sorpresa, non è vero! Grazie a Ponto che mi ha insegnato a scrutare il tempo so come andarono le cose! E adesso proverai l’ira del figlio che non hai mai voluto Morgana di Cornovaglia!" disse Mordred alzando la spada "Quest’Excalibur è un dono di mia madre Maat e adesso è arrivato il momento di sperimentarne la forza! FENDENTE DELLA ZANNA DEL LUPO!". Nel momento esatto in cui Mordred mosse la spada sul braccio di Morgana comparve il segno del morso di un lupo "Prendi, donna! Subisci l’ira del tuo stesso sangue!" urlò il ragazzo continuando ad usare la sua spada. "Direi che può bastare!" disse dopo che il corpo di Morgana crollò esamine ai suoi piedi "Guardia!" "Sì mio signore!" "Porta il corpo di questa donna nella foresta e lascia che i lupi finiscano il lavoro!" "Sarà fatto!" "Il prossimo sarà quello sciocco sentimentale passato alla Storia come re Artù!" disse rinfoderando la spada.

"Continua così, Mordred! Dimostrati spietato contro tutti i nemici e contro coloro che ti hanno fatto soffrire! Con l’Excalibur del lupo forgiata da tua madre e con l’armatura da me fabbricata il mondo sarà tuo e comincerà una nuova leggenda!" disse Ponto dopo aver visto la scena nel suo calderone.

 

I Tree Drui

"Adesso che mio padre è stato liberato cosa facciamo?" chiese Seiya ai suoi amici nel corso di una riunione che si teneva nell’albergo di proprietà della Fondazione Grado dove alloggiavano "Io direi di fare il punto della situazione!" disse Saori "Abbiamo scoperto che Maat, la sacerdotessa esiliata dall’isola di Avalon, è tornata e vuole vendicarsi e che la leggenda di re Artù è vera. L’unico che possiede la chiave per risvegliarlo è Seiya che l’ha ereditata da suo padre, il quale non è morto ma è stato portato in Inghilterra da Merlino!" "Possedevo la chiave!" disse il ragazzo "Cosa?!" esclamò suo padre "Vuoi dire che l’hai persa?" "No! Il giorno del tuo funerale, sapendo che eri molto legato a quel bracciale, l’ho messo nel cassetto della tomba di famiglia dicendo «Tieni papà! Ti restituisco il tuo bracciale! Portalo con te anche in paradiso!»." "Quindi la chiave è ancora in Giappone!" disse Hyoga "Sì! Però chi è il suo proprietario adesso? Io l’avevo data a Seiya ma lui, credendo fossi morto, me l’ha ridata! Però ad essere stato cremato è stato il fantoccio non io!" disse Daisuke "Già! È un bel problema!" disse Shiryu "Potremmo usare il libro!" propose Seiya "Sarebbe inutile! Attraverso il libro Merlino ti inviava delle immagini che dovevano servire a portarti qui ed a indicarti il luogo dove riposa re Artù! Ma non potrà mai darci la risposta che cerchiamo!" disse Daisuke "Infatti! Ma ve la posso dare io!" disse Merlino apparendo sulla soglia della camera.

"Sono passati secoli dall’ultima volta che ci siamo visti Atena!" disse Merlino rivolto a Saori "Veramente sono passati millenni, maestro!" "Sì, è vero! Quando ho avvertito il tuo Cosmo non credevo che fosse vero! Sei stata la mia allieva prediletta, l’unica a cui ho insegnato il Misopetanemos!" "Il che…?" disse Seiya "La tecnica divina che permette di assumere una morte apparente e che fa battere il tuo cuore in un anno con la stessa velocità in cui batte in un giorno. La stessa tecnica che mi ha tenuto in vita dalla morte di Arthurus ad oggi! Riguardo alla vostra domanda la risposta è semplice: il custode della chiave è Daisuke!" rispose il vecchio "Ma non è possibile, maestro!" "Invece sì! Tuo figlio ti ha ridato il bracciale quindi il possessore della chiave sei tu!" "Anche se fosse così, la chiave però è in Giappone!" "Invece no!" disse Merlino tirando fuori il bracciale dalla tasca e restituendolo a Daisuke "Mentre ero in Giappone sono andato a mettere nella vostra tomba di famiglia il regalo che tu, Daisuke, hai comprato per tua moglie, e ho trovato il bracciale! Ora però, dobbiamo risvegliare re Artù immediatamente!" "Perché è così importante risvegliarlo?" chiese Hyoga "Se non lo risvegliamo in tempo non si risveglierà nemmeno Galahad, il cavaliere custode del Santo Graal, e Maat s’impossesserà del calice!" "Cos’è veramente il Santo Graal?" domandò Seiya "Il Graal è la corona di Avalon. Se non risvegliamo Galahad, che è il suo custode quindi l’unico che può decidere chi è il signore di Avalon, l’Inghilterra cadrà sotto il dominio di Maat!" .

"Madre, per quale motivo mi ha convocato?" disse Mordred inchinandosi davanti al trono di Maat "Ho saputo che tuo…padre ti ha fatto un regalo e volevo vedere di cosa si tratta!" "Ecco!" disse il ragazzo togliendosi il mantello e rivelando l’armatura color blu notte fabbricata da Ponto "Non è fantastica? È stata fabbricata dal mio stesso padre!" "Hai ragione è un’armatura bellissima! Ma anch’io ho un regalo per te!" disse portando il ragazzo in una sala adiacente "Guarda!" "Ma questi sono…" "Esatto loro sono i Tree Drui, i guerrieri protettori di Avalon e della sua saggezza!" "Siamo ai vostri ordini, principe Mordred!" disse il guerriero in testa alla fila abbassando il capo "Principe…Mordred?" ripeté il ragazzo stupito "Esatto è questo solo il primo passo! Presto sarai re, il signore della Gran Bretagna!" disse Maat "Grazie madre!" esclamò il giovane eccitato "Adesso col vostro permesso mi ritiro!" aggiunse improvvisamente con tono grave.

"Cosa c’è Mordred?" chiese Ponto quando vide il figlio andare verso di lui avvolto nei suoi pensieri "Ascoltami bene padre, devo dirti una cosa importante!" disse il ragazzo "Il mio obbiettivo non è mai stato quello di diventare re, ma vendicarmi di Arthurus e diventare un dio come te! Adesso mi chiedo qual è il mio compito e perché sono nato!" "Sei nato per adempiere al tuo destino, che è quello di diventare re! Ma per adesso non pensarci, anzi ti voglio portare in un luogo che finora hai solo visto! Mettiti i vestiti da ragazzo normale, andiamo in discoteca!" .

"Hai avuto una bella idea a venire qui Seiya!" disse Aiolia all’amico "Già! Domani andremo a risvegliare re Artù, ma per adesso godiamoci la serata in discoteca come ragazzi normali! Oggi è stata una giornata dura per tutti!" rispose lui "Scusa, Seiya avrei un po’ di sete. Non è che puoi portarmi da bere?" chiese Shun "Certo! Ci stavo giusto andando! Cosa vuoi?" "Una coca, grazie!" "Bene!" . Arrivato al bancone Seiya diede l’ordinazione al barista, mentre aspettava scopri di avere vicino "Mordred?!" "Chi mi chiama? Oh, sei tu! Ciao!" disse il ragazzo con voce stanca "Cosa ci fai qui?" chiese Seiya "Mi ha portato il mio padre adottivo!" "Il tuo padre adottivo?" "Sì! È il fidanzato di Maat. Mi ha portato qui perché mi distraessi un po’, ma non ci riesco!" "Perché scusa?" disse Seiya prendendo le bevande "Storia lunga!" "Io invece sono qui con i miei amici, abbiamo pensato di riposarci un po’! Oggi è stata un giornata faticosa e vogliamo divertirci come se fossimo ragazzi normali!" "Come ragazzi normali, eh?! Chissà che bello! Posso venire con te?" gli chiese Mordred all’improvviso "Per cosa? Per ucciderci?" "Sono disarmato! E poi anch’io sono venuto qui per divertirmi, evitando di pensare al mio destino!" "Io non credo al destino!" disse una terza voce, che era quella di Aiolia "Ascoltami bene Mordred: siamo noi che disponiamo del nostro destino! Vivere senza dipendere dagli dei, decidendo la propria sorte è un privilegio degli esseri umani!" aggiunse poi "Se oggi vuoi divertirti, puoi venire con noi tranquillamente!" disse Shun, che si era avvicinato. Mordred non credeva alle sue orecchie quelli che sarebbero dovuti essere i suoi nemici, in quel momento lo trattavano come uno di loro e gli avevano detto che la sua vita apparteneva a lui soltanto, questo significa che volendo poteva anche evitare di diventare re e di trovare un’altra strada, ma non poteva star troppo tempo a pensare quei ragazzi volevano una risposta e così disse "Grazie, vengo volentieri!". In quel momento, però, sentì la voce di Ponto chiamarlo "Scusate, ma il mio padre adottivo è arrivato e non posso mica farmi vedere con voi!" disse "Scusatemi ancora ragazzi! Sarà per la prossima volta! Ciao!" e se ne andò «Anche se forse non ci sarà!» si disse sospirando. "Eccoti qui!" disse Ponto appena lo vide "Perché sei così arrabbiato?" chiese dopo aver visto meglio il volto del figlio "Stavo per fare amicizia, ma tu sei arrivato a rovinare tutto! Non sono più un bambino, padre!" disse Mordred uscendo dal locale.

"Certo che i figli crescono in fretta!" disse Ponto a Maat "Sai oggi cosa mi ha detto: «Non sono più un bambino!»." "Dov’è adesso?" chiese la sacerdotessa "Nella sua camera a dormire! È entrato sbattendo la porta!" rispose lui. "Divino Ponto! Lady Maat! Lord Mordred non è più nella sua stanza! È uscito con una corda di lenzuola!" disse un servitore correndo "Cosa? Non può essere vero!" disse Maat "Perché l’avrebbe fatto?" "Sembra che stesse facendo amicizia, quando io sono arrivato a prenderlo!" rispose Ponto "Sicuramente è tornato in quel locale! Manda dei Tree Drui ha cercarlo! Io controllerò nel calderone, finchè ho tempo!" aggiunse.

Infatti Mordred era tornato in quel locale da Seiya e gli altri "Certo che i genitori sono proprio degli scocciatori!" disse appena si fu seduto "Non dirlo a me! Siccome sono minorenne mio padre ha fatto una scenata! Fortuna che con noi veniva Aiolia!" raccontò Seiya "Non vedo Atena!" disse Mordred "Lei non è voluta venire! Quindi è una serata tra uomini! Senza donne!" spiegò Ikki "E senza genitori!" aggiunse Seiya, strizzando l’occhio a Mordred "Ragazzi!" disse Jabu che era uscito per prendere una boccata d’aria fresca "Qui vicino c’è un campo da calcio che sarebbe ideale per una partita! Se solo avessimo un pallone!" "Secondo voi io non portavo un pallone durante un viaggio in Inghilterra?" disse Seiya togliendone uno dal suo zaino "Grande! Facciamo una partita sei contro sei!" disse il Cavaliere dell’unicorno "Ragazzi," disse Mordred preoccupato "io non so giocare a calcio! Sono nato nel medioevo!" "Neanche io!" disse Aiolia "Al Santuario si vive ancora come ai tempi dell’antica Grecia!" "V’insegniamo noi!" noi disse Ban "Jabu! Facci vedere dov’è questo campo!".

Arrivati sul luogo i ragazzi però videro un cantiere "Jabu! Non ci avrai preso in giro?" disse Nachi "No! Certo che no! Io ho visto davvero un campo da calcio!" "Voi ragazzi che vivete nella società moderna siete così prevedibili! Basta il campo del vostro sport preferito per farvi uscire!" disse una voce sconosciuta "Ragazzi state attenti!" disse Mordred "Non avevo previsto che i miei avrebbero mandato loro a cercarmi!" "Chi?" chiese Aiolia "Avanti fatti vedere! Non nasconderti Tree Drui del tiglio!" disse poi il figlio di re Artù alla strana voce "Così mi avete riconosciuto, lord Mordred!" disse il guerriero di Avalon apparendo davanti ai suoi avversari "Per ordine dei vostri genitori, dovete tornare subito a casa con me!" aggiunse poi "E tu riferiscigli che tornerò quando ne avrò voglia! E che per adesso voglio trascorrere al meno una serata come un ragazzo normale, con quelli che in teoria dovrebbero essere i miei nemici!" "Cosa? Allora questi sono i Cavalieri dello Zodiaco!" "Sì, sono loro! Ma siccome io sono qui di mia spontanea volontà se vuoi combattere lo farai contro di me!" "Allora così sia! Io ho il compito di riportarvi a casa senza sentire ragioni e di sconfiggere chiunque mi si opponga!" "Ragazzi, io non posso competere con lui, ma mentre combatterò voi scappate e dite a Merlino che mi avete incontrato e che vi ho dato questo messaggio per lui «I Tree Drui sono tornati!». Nient’altro! La nostra serata insieme deve rimanere segreta!" disse Mordred "No! Noi restiamo qui! Tu sei nostro amico, adesso!" disse Seiya colpendo molto il ragazzo "È proprio perché sono vostro amico, che voglio salvarvi la vita! Il mio unico obbiettivo è vendicarmi del mio padre biologico! Non fare del male a voi! Io non avrò nulla in contrario se voi combatterete contro Maat, ma quando ciò accadrà io dovrò confrontarmi con re Artù!" spiegò Mordred "Andate, presto!" "Va bene!" disse Shiryu. «Buona fortuna, amici miei!» pensò poi guardandoli mentre s’allontanavano.

"Adesso cominciamo il nostro combattimento!" disse Mordred chiamando a se la sua spada "Non dovreste sfidare uno dei guardiani di Avalon!" l’avvertì il Tree Drui "Non m’interessa! FENDENTE DELLA ZANNA DEL LUPO!" urlò lanciando il suo colpo segreto contro il Tree Drui colpendolo ad un braccio "Un buon colpo! Il potere della vostra Excalibur è pari a quella di Sir Lancilotto, forse anche a quella di re Artù! Ma voi siete giovane e non sapete come usarla nella sua piena capacità! Adesso sperimenterete la forza di un Tree Drui! PAST ILLUSION!" disse il guerriero lanciando contro Mordred il suo colpo segreto "Non è possibile! Quello sono io quando ero piccolo e quelli sono i bambini che mi picchiavano sempre! Adesso sento sulla mia pelle il dolore di allora! No! Quello è Arthurus che sta per trafiggermi la testa con la sua spada! Non posso sopportare di nuovo quel dolore! Ahh!"urlò il ragazzo cadendo a terra "Il mio colpo segreto, la Past Illusion. Esso fa rivedere le esperienze più dolorose del proprio passato e fa sentire lo stesso dolore d’allora! Nessuno è mai riuscito a resistermi. Nessuno tranne Lancilotto, figlio adottivo della Dama del lago! Ma adesso non è il caso di pensarci, ora devo riportare il futuro re a casa!" disse caricandosi il povero Mordred sulle spalle.

 

Il risveglio

"Cosa? Avete detto i Tree Drui?" chiese Merlino spaventato "Sì!" disse Seiya "Perché li conosci?" "Molto bene! Loro erano l’equivalente di voi Cavalieri dello Zodiaco per Avalon! Le invasioni dei sassoni sono state causate anche da loro! Oltre ad essere i guerrieri di Avalon erano anche devoti alle divinità celtiche! Ai tempi delle invasioni barbariche io gli chiesi di difendere tutta la Britannia compresi gli abitanti cristiani, ma loro, ebbri di odio contro i seguaci di questa religione, andarono al di là del mare e risvegliarono Maat! Io allora gli sigillai nei sotterranei della chiesa di Londra dove si trovava la spada nella roccia." "La spada nella roccia e l’Excalibur di re Artù non sono la stessa cosa?" disse Seiya stupito "No! La spada nella roccia Artù l’estrasse perché io conoscevo il segreto dell’escursione termica: durante i periodi caldi il metallo era più dilatato, quindi era più difficile tirarla fuori. Essa si ruppe in seguito ad un combattimento, era anche vecchia! In ogni caso ora dobbiamo risvegliare re Artù, Galahad e gli altri cavalieri della tavola rotonda! Daisuke, tu vai subito al lago e chiedi alla Dama di salire sulla sua barca! Dovrai navigare fino al centro del lago dove si trova la mano che custodisce la spada e poi dovrai estrarla usando la mano con cui indossi il bracciale! Una volta estratta dovrai portarla nella grotta e metterla insieme alle altre spade! Il sigillo dell’Excalibur può essere rimosso solo dal bracciale, mentre quello dei cavalieri dal potere delle spade unite!" "D’accordo! Partirò immediatamente!" disse Daisuke "Aspetta papà!" disse Seiya "Ti servirà un passaggio!" "Grazie, Seiya!" "Noi vi aspetteremo nella grotta! Fate in fretta il tempo è prezioso!" disse Merlino.

"Giuro che questa non gliela perdono!" urlò Maat rovesciando il calderone "Proteggere i Cavalieri dello Zodiaco? Quel ragazzo è forse impazzito! L’ho addestrato per farne il futuro re d’Inghilterra e colui che ripristinerà il culto degli antichi dei! Non per schierarsi dalla parte di coloro che proteggono i seguaci del Cristo!" "Allora mi hai solo usato!" disse Mordred che era nascosto dietro una colonna "Io mi sono schierato dalla tua parte per vendicarmi di Artù e Morgana che mi condannarono a vivere come un emarginato, ma il tuo obbiettivo era solo il potere! D’ora in poi combatterò da solo la mia battaglia contro Arthurus, Maat!" "Mi stai forse rinnegando?" disse Maat "Sì, è così!" rispose il ragazzo "T’avverto Mordred! Se esci da qui non potrai più fare ritorno!" "Allora così sia!" rispose il ragazzo uscendo dalla sala del trono. "Così hai preso la tua decisione!" disse Ponto dopo al ragazzo quando uscì "Cosa ci fai qui?" chiese Mordred a testa bassa senza voltarsi "Sono venuto a salutarti, prima di tornare nel tartaro!" "Nel tartaro?" "Sì! Siccome mi sono schierato con Crono e ho risvegliato i titani Zeus mi ha imprigionato nel tartaro! Però mi ha permesso di stare con te per qualche giorno, quando ha scoperto che eri stato risvegliato! L’armatura che indossi l’ho fabbricata lì! Non volevo dirtelo, ma quando tu mi hai detto che non eri più un bambino ho capito che ormai tu sei un uomo e che quindi l’avresti accettato!" "Quindi non mi vuoi fermare!" "No! Se ormai questo è il tuo desiderio!" "Sì lo è!" "Allora addio, figlio mio!" "Addio padre!" disse Mordred voltandosi per abbracciarlo, ma la divinità superiore era già sparita.

"Eccoci al lago!" disse Daisuke al figlio "Ora puoi anche farmi scendere dalle tue spalle!" "Sì, hai ragione!" disse Seiya "Se penso che una volta ero io che ti portavo sulle spalle! Come cambiano le cose!" "Già!" "Durante il tragitto ti ho visto pensieroso! È successo qualcosa ieri sera?" "No! Non è successo niente!" mentì il ragazzo che non aveva la forza di confessare al padre la sua amicizia con Mordred e aveva ancora in mente la risposta che gli aveva dato l’amico quando lui gli aveva chiesto il suo aiuto «Mordred non è una persona malvagia, è solo molto triste! E accusa suo padre di tutte le sfortune della sua vita! Ma adesso lui ha degli amici che possono aiutarlo e vorrei che lui lo sapesse!» pensò il Cavaliere "Che fai? Sogni ad occhi aperti?" gli disse suo padre distraendolo dai suoi pensieri "No!" "Allora a cosa stavi pensando?" "Ad un mio amico!" rispose Seiya "Quale?" "Uno dell’orfanotrofio!" mentì il ragazzo.

"Il momento è arrivato!" disse l’uomo prendendo fiato per poi urlare "Dama del lago! Io, Daisuke Edogawa, custode della chiave ti chiedo di portare me e mio figlio al centro del tuo lago!". Come era già successo con Atena le nebbie calarono sul lago e a bordo della sua barca Viviana arrivò davanti ai due "Vi aspettavo! Salite sulla mia barca, vi condurrò al centro del lago!". Saliti sulla barca padre e figlio videro Morgana che dormiva "Che ci fa lei qui?" chiese Seiya "Mordred l’ha cacciata e attaccata, perché ha scoperto di essere stato un figlio non voluto! E lei ferita e venuta qui da me che l’ho curata! Conosco Morgana fin da quando era bambina e so che in fondo è una brava persona, ma come suo figlio è accecata dalla rabbia!" spiegò Viviana mentre la barca navigava verso il centro del lago. Una volta arrivati videro una gigantesca mano di pietra emergere dall’acqua reggendo la spada di re Artù "Il momento è giunto, infine!" disse Viviana rivolta a Daisuke "Sono pronto!" disse l’uomo avvicinando si alla spada per poi estrarla "Adesso dopo tanti secoli il più grande sovrano d’Inghilterra si risveglierà! Ed è tutto merito vostro! Adesso vi teletrasporterò nella caverna dove vi attendono i vostri amici! A presto!" disse la donna prima di far apparire padre e figlio nella caverna dove riposavano i cavalieri della tavola rotonda.

"Eccovi!" disse Merlino andando loro incontro "Dopo tanti anni il momento è finalmente giunto!" aggiunse prendendo la spada e poggiandola sul sepolcro dove riposava il suo discepolo e prendendo poi il suo bastone "Nel nome di Avalon io, Merlino di Britannia, tolgo il sigillo e risveglio i leggendari eroi della nostra terra!" a quelle parole i sepolcri si aprirono e vennero fuori diciotto uomini di età compresa fra i sedici e i trentacinque anni "Maestro!" disse il primo andando verso Merlino "Arthurus!" disse il vecchio tra le lacrime "Sono così felice di vederti, ragazzo mio!" "Anch’io!" disse Mordred uscendo dalla galleria.

"Sono passati secoli da quando ci siamo quasi uccisi a vicenda, re Arthurus!" disse il giovane impugnando la spada e indossando l’armatura "Ma questa volta non mi ucciderai! Quest’armatura è stata forgiata dal mio padre adottivo, Ponto il dio primigenio del mare! Ora finalmente pagherai per tutto quello che mi hai fatto!" disse il ragazzo con gli occhi che ardevano di rabbia "Che cosa ti avrei fatto?" chiese Artù "Il solo fatto di aver messo il tuo seme nel grembo di tua sorella Morgana! Di aver detto che sono figlio di uno sbaglio quando mi hai conosciuto! E di avermi costretto ad un’ infanzia sofferta! Ecco cosa mi hai fatto! Il solo fatto che tu sia il mio padre biologico, basta per riempirmi di rabbia!" urlò il giovane con la voce piena di rabbia "Mordred, sai bene che io non sapevo niente di te! Allora perché mi accusi dei guai della tua infanzia!" "Io sono stato cresciuto da Maat, ma il solo fatto che io e lei vivessimo da soli bastò a far capire a tutti che ero un figlio illegittimo! Il tuo figlio illegittimo!" "Mordred, calmati!" disse Seiya "Stai zitto! Sai bene che non voglio farti del male e che non te ne farei mai perché siamo amici, ma…" "È proprio perché sono tuo amico che voglio che tu ti calmi e mi ascolti!" disse il Cavaliere di Pegasus "D’accordo!" "Quello è il tuo passato e so bene che non potrà mai cambiare, ma è passato! Inoltre all’epoca eri solo e non avevi nessun amico, ma adesso sì! Hai undici amici che sono pronti a sacrificarsi per te che possono aiutarti ad andare avanti! Ma devi volerlo tu! E adesso ti faccio una domanda: tu cosa vuoi?" "Io voglio non essere più da solo e tagliare i ponti con il mio passato!" rispose il ragazzo abbassando la spada "Ma non posso perdonarlo per quello che mi ha fatto!" aggiunse rivolgendo lo sguardo al re "Il tuo amico non ti sta chiedendo di perdonarmi, ti sta solo dicendo che non risolverai niente se mi uccidi!" disse Artù "Hai ragione!" disse Mordred lasciando cadere la spada "Ma adesso che rinuncio ad ucciderti non so più cosa fare! E non chiedermi di diventare tuo cavaliere, perché non lo farò mai!" "Io non ho intenzione di chiederti quello! Voglio solo dirti che non sai cosa fare, ma sai dove andare!" "Hai ragione!" disse Mordred voltandosi verso Seiya e gli altri "Verso il futuro! Verso i miei amici!" e corse verso i Cavalieri per abbracciarli "Vi voglio bene ragazzi!" disse tra le lacrime.

"Ora il tuo tradimento è definitivo, Mordred!" disse Maat dopo aver visto la scena nel suo calderone "Fino a ieri avresti potuto essere re, ma adesso hai scelto di metterti con quegli estranei! Chiunque vada contro il suo destino merita di morire! Preparati a subire la mia ira! L’ira della futura signora di Avalon e regina d’Inghilterra! Tree Drui, adesso Mordred sarà un vostro nemico! Ha scelto di schierarsi con Atena e contro le divinità celtiche! È vostro dovere ucciderlo per il bene della nostra terra!" "Sissignora!" dissero i guerrieri inchinandosi.

Quella sera i ragazzi andarono tutti e dodici ad un pub in una cittadina vicino a godersi una serata tra uomini così poterono comprarsi delle birre (alla faccia di Daisuke). Ad un certo punto Mordred disse "Voglio fare un brindisi! Al futuro!" "Al futuro!" dissero gli altri alzando le loro bottiglie. «Ancora non mi sembra vero!» pensò Mordred « Finalmente sono libero dal mio passato e sono padrone del mio destino! Adesso dovrò solo più trovare la mia strada, con i miei amici!»

La prima parte dell’avventura in Inghilterra dei Cavalieri era finita, ma un’ altra stava per cominciare. E sarebbe stata quella decisiva.

 

Una nuova minaccia

"Passala qui, Mordred!" disse Seiya all’amico "Ehi! Mica ci casco due volte!" rispose lui "Prendi la palla Shiryu!" "Presa! Grazie, Mordred! Adesso sperimenterai il mio tiro speciale!" disse rivolto a Geki "Non riuscirai a superare la mia difesa!" replicò lui. Era passato un giorno dal risveglio di re Artù e Seiya & co. stavano giocando a calcio nel campo dietro il loro hotel. Una squadra era formata da Seiya, Aiolia, Geki, Shun, Hyoga e Ichi, l’altra da Jabu, Ban, Nachi, Shiryu, Ikki e Mordred. Il risultato era di 1 a 1, ma sembrava che Mordred possedesse un talento naturale (forse perché era inglese) e Seiya si chiese «Perché non ho preso Mordred invece di Aiolia?». Sul bel mezzo della partita Seiya, nel tentativo di fermare un’azione di Mordred, mandò la palla fuori dal campo che cadde sulla testa di uno dei cavalieri di Artù che disse "Non potete fare un po’ più d’attenzione, quando giocate?" "Scusa, Galahad!" disse Seiya "Perché non vieni a giocare anche tu?" "No, grazie! Non mi ispirano molto questi giochi moderni!" rispose "Dovresti provare, invece! È divertente!" lo incitò Mordred "Sei sicuro di essere nato nel medioevo?" gli chiese allora il cavaliere "Sì! Perché?" "A me non sembra!" "Che cosa sei venuto a fare qui?" chiese Shiryu "A portarvi un messaggio di Merlino. Vuole che veniate subito ad Avalon per una questione della massima importanza. Soprattutto Mordred e Seiya!" "Perché, scusa?" gli domandò Mordred "Perché oggi ci sarà l’investitura di Daisuke, inoltre solo Mordred sa dove si trova la base segreta di Maat!" rispose Galahad "Quindi sbrigatevi!".

"Sono tutti così antipatici i cavalieri della tavola rotonda?" chiese Seiya a Mordred durante il viaggio "Tutti tranne Lancilotto e Parcival! Loro amano anche godersi la vita, soprattutto il primo!" rispose l’amico "Allora è vera la storia che Lancilotto ha sedotto la regina!" esclamò Jabu "Si è trattato solo di una notte, durante la quale sono stati sorpresi da…re Artù!" rispose Mordred "Poi sopra c’è stata ricamata tutta la famosa vicenda dell’amore segreto!" "Capito! Quindi la leggenda non è vera in tutto e per tutto!" "Ehi! Nella leggenda io sono un mostro malvagio assetato di sangue!" "Avete finito di parlare là in fondo!" disse Galahad "Certo!" rispose Seiya scocciato.

"Eccoci arrivati al lago!" disse Galahad "Adesso chiamerò mia nonna che…" "Chiamala e basta! Conosciamo la storia!" disse Seiya "Eccomi!" disse Viviana comparendo davanti ai ragazzi insieme a d un cavaliere "Vi stavamo aspettando!" "Non è possibile! Non vi abbiamo chiamato?" disse Jabu "Merlino ci ha detto di rimanere nei paraggi!" spiegò il cavaliere "Inventane un’altra! Quando arriva Viviana sul lago cadono le nebbie!" disse Seiya "Avanti diteci chi siete veramente!" disse Mordred "Anche se credo di saperlo: voi siete dei Tree Drui!" "Così ci hai riconosciuto subito!" disse Galahad "Hai ragione noi siamo dei Tree Drui, ma io sono il vero Galahad!" "Cosa? Allora questo vuol dire che tu non sei mai stato dalla parte di Merlino!" esclamò Shun "Non è così! Un tempo ero davvero un cavaliere della tavola rotonda, ma quando trovai il Graal allora seppi che solo il Tree Drui del faggio può esserne il custode, così per essere degno di questo compito ho rinnegato i cavalieri della tavola rotonda!" "Ma perché sei passato dalla parte di Maat? Tu sei cristiano!" "Mi dispiace per voi!" disse il Tree Drui del tiglio che aveva assunto l’aspetto di Lancilotto mentre tornava normale "Ma solo chi è fedele alle divinità celtiche può diventare Tree Drui! E lui ha anche rinnegato la sua fede!" "Quindi avete usato il Graal per portare dalla vostra parte mio figlio!" disse un uomo dai capelli biondi di circa quaranta anni apparendo dal fondo del lago "Galahad! Non riesco a crederci che tu ci abbia tradito! Tua madre voleva che tu diventassi cavaliere come me!" "Stai zitto!" disse il nemico che aveva assunto l’aspetto di Viviana "Adesso lui non è più tuo figlio, ma uno di noi: Galahad del faggio!" "Esatto! La mia compagna ha detto giusto, Lancilotto!" disse il ragazzo all’uomo che aveva davanti "Non avrei mai creduto che tu potessi, farlo!" disse Mordred "Quando ti vidi la prima volta credevo che tu fossi un cavaliere ideale, ma mi sbagliavo! Perché ti sei schierato dalla parte di Maat!" " Tu non sei nella posizione giusta per dirmi una cosa del genere, comunque…l’ho fatto per essere degno del mio compito!" "Cosa che non sei per nulla! Per essere degno del tuo compito hai tradito ciò in cui credevi! Conosco la storia del Graal e so che solo un cavaliere valoroso può essere il suo custode!" "Stai zitto! Se non vuoi conoscere la forza di Maeve della betulla!" disse la Tree Drui "Non mi fai paura! Vieni a me, armatura di Mordred!" disse Mordred alzando la spada e facendo apparire l’armatura "Vieni avanti! Ora conoscerai la forza del lupo di Britannia!".

"Mordred! Devo essere io a combattere per recuperare mio figlio!" disse Lancilotto "No! Tu ti sei risvegliato da poco! Non sei abbastanza forte per competere con loro!" replicò il ragazzo "Stai attento!" disse Seiya. "Solo perché tu indossi la tua armatura e io no, non penserai di riuscire a restare in piedi!" disse Maeve "I miei poteri superano la tua immaginazione! E adesso ne avrai una prova! ELETTRO ARROWS!" disse la ragazza lanciando frecce di energia elettrica. "Seiya! Quelle frecce hanno la stessa velocità del tuo Ryuseiken!" disse Shiryu "Hai ragione! Anche i Tree Drui sono padroni del settimo senso!" disse il cavaliere di Pegasus "Fai attenzione, Mordred!" "Non preoccuparti!" disse lui mettendosi in posizione di difesa "Stupido! Non penserai di poter parare le mie frecce con la tua spada!" disse Maeve "Guardati il braccio!" "Cosa?!" disse il ragazzo "La mia protezione del braccio destro è danneggiata! Va bene Maeve! Prendi! FEDENTE DI RIMANDO!" urlò mandando le frecce contro la sua avversaria che, però, riuscì a schivarle "Hai una buona tecnica di contrattacco! Ma non pensare che io cada nel mio stesso colpo! Ora vedrai cos’è un colpo micidiale! TEMPESTA DI FULMINI!" disse la nemica lanciando una serie ininterrotta di fulmini su Mordred. "Mordred!" urlò Seiya alla vista dell’amico colpito dai fulmini "Per vincere devi bruciare il tuo Cosmo fino ai limiti estremi dell’universo!" "Mi dispiace Cavaliere, ma il tuo amico non può sentirti! Il suo colpo è attraversato da scariche elettriche ad alto voltaggio!" disse Maeve, ignorando che Mordred era riuscito a sentire l’aiuto dell’amico «Per vincere devo bruciare il mio Cosmo fino ai limiti dell’universo! Ma come posso fare? Non ho mai combattuto con tutta la mia forza e non so come fare! Come posso fare?» si chiese il ragazzo «Mordred!» rispose una voce nella sua testa «Ascoltami! Quello che stai facendo non è facile!» «Merlino! Sei tu?» «Sì! Ascoltami bene per vincere devi volerlo! Sei riuscito a lasciarti il passato alle spalle perché lo volevi, adesso devi fare la stessa cosa! Devi voler vincere! Se ti arrendi perderai non soltanto la vita, ma anche quello che hai guadagnato! Perderai i tuoi amici!» "Hai ragione! Merlino!" disse il ragazzo raccogliendo la spada "Io non mi arrendo!" urlò rialzandosi «Cosa? Mordred si è rialzato! E sta bruciando il suo Cosmo che per la prima volta sento in tutta la sua potenza! Questo ragazzo sta per compiere un miracolo!» pensò Maeve spaventata mentre il ragazzo concentrava il suo Cosmo nella sua mano destra "Prendi Maeve! ZANNA DI LUPO!" disse Mordred attaccando la ragazza con la sua mano destra dove aveva concentrato il suo Cosmo e lasciando così sul suo corpo quello che sembrava il segno della zanna di un lupo, ma molto più profonda. "Sei forte! Più forte di quando potessi immaginare!" disse lei coprendosi la ferita con le mani "Hai vinto! Ma non pensare che sia finita qui!" disse Galahad sorreggendo la compagna che stava cadendo a terra "Arrivederci!" disse il Tree Drui del tasso prima di teletrasportarsi con i suoi amici "Aspettate!" disse il figlio di re Artù prima di cadere svenuto per la stanchezza.

"Come sta Maeve?" chiese Galahad al druido-medico "Si riprenderà tra qualche giorno! Certo non avrei mai immaginato che Mordred possedesse una forza così grande da ferire una persona così profondamente!" rispose il medico "Le cose sarebbero diverse se anche noi avessimo delle armature come quella di Mordred e dei Cavalieri !" disse Galahad "Un tempo infatti le possedevamo!" disse un secondo Tree Drui avvicinandosi "Generale Dagda!" dissero i due uomini inchinandosi "Alzatevi! Ho saputo che Maeve è stata battuta da Mordred e sono venuto a vedere come stava!" "Maeve sta bene, ma ha bisogno di riposare!" disse il dottore "Che cosa intendeva nel dire che una volta esistevano le armature dei Tree Drui?" chiese Galahad "Quando noi Tree Drui decidemmo di obbedire alla volontà degli dei, Merlino sigillò le nostre armature all’interno degli alberi che rappresentano! Un albero per armatura! Ora che siamo tutti riuniti ho intenzione di scoprire dove sono questi alberi e di rompere i sigilli! L’unico problema è che ciò può essere fatto solo a Stonehenge dove dimorano le anime degli antichi dei celtici, perché solo i loro Cosmi possono contrastare quello di Merlino! Ma quel luogo ora è un’attrazione turistica e non possiamo fare i sigilli senza attirare l’attenzione!" spiegò Dagda "Ma non possiamo neanche aspettare! Il giorno di Sawain, quello in cui il sigillo è più debole s’avvicina. Quindi dobbiamo escogitare un piano! Venite nella mia camera fra un’ora!".

Intanto, Mordred si era ripreso in un letto medioevale circondato dai suoi amici "Ciao ragazzi! Non c’è nulla di cui preoccuparsi sono solo svenuto e sono un po’ stanco!" disse lui "Ma stai bene?" chiese Seiya "Sì! Non avete niente di cui preoccuparvi!" "Mordred ha solo bisogno di riposo!" disse Merlino "Ha tirato fuori per la prima volta tutta la sua forza! Chiunque cadrebbe stanco al suolo! Ora uscite e lasciatelo riposare perché ho una cosa da dirvi!" i ragazzi obbedirono e Merlino li condusse in una sala dove c’erano anche Atena, Morgana, Daisuke,Viviana, re Artù e i cavalieri della tavola rotonda. "Adesso che si sono risvegliati i Tree Drui cercheranno di sicuro di sciogliere i sigilli delle loro armature!" disse Merlino "I Tree Drui hanno delle armature?" esclamò Daisuke "Certo! Una armatura per ogni albero dello Zodiaco celtico! Quando si ribellarono la prima cosa che feci fu sigillare le loro armature. Ognuna nel tipo di albero che rappresentavano. Ora però cercheranno con tutte le loro forze di violare i sigilli con l’aiuto delle antiche divinità di questa terra le cui anime si trovano a Stonehenge!" "Le anime degli dei celtici sono a Stonehenge?!" disse Lancilotto incredulo "Sì! In passato Stonehenge è il luogo in cui venivano sigillati tutti i nemici di Avalon! Quando cominciarono le invasioni barbariche e io decisi di proteggere sia i pagani, che i cristiani le divinità celtiche mi accusarono di tradimento. Allora io le portai a Stonehenge e lì le sigillai insieme a tutti gli altri nemici sconfitti!" "Quindi Stonehenge sarebbe un grande sigillo!" disse Seiya "Esatto! Ricordate i cristalli che erano nella grotta? Ognuno di essi è un’anima sigillata!" "Ma i sigilli si possono sciogliere col passare del tempo?" chiese Ikki "Sì! Stonehenge può perdere la sua efficacia, ma dopo un miliardo di anni!" "Quindi la minaccia dei Tree Drui è molto seria!" disse Ikki "Cosa dobbiamo fare?" chiese allora Seiya.

 

La missione di Mordred

"Perché non posso venire con voi a sigillare gli alberi?" urlò Mordred quando seppe della missione dei suoi amici "Non lo so! Devi chiederlo a Merlino!" rispose Seiya "Ed è quello che farò!" disse il ragazzo andando verso la sala del signore di Avalon. "Merlino! Dove sei ti devo parlare?" "Sono qui, ragazzo!" disse il vecchio "Si può sapere perché non posso andare con i miei amici?" disse il ragazzo "Pensi forse che possa tradirli?" "No! Ma ti devo affidare una missione che puoi compiere solo tu!" disse il vecchio prendendo la foto di un bambino biondo di circa otto anni "Voglio che tu protegga questo bambino!" "Perché dovrei farlo? Io sono un guerriero non un babysitter!" "Perché questo bambino è tuo fratello minore!" "Non è possibile! Io non ho fratelli!" "Forse non crederai a questa storia, ma è la verità! Oltre a sigillare Arthurus io sigillai anche sua moglie Guinevere, senza sapere che era incinta! Quando nove anni fai me ne accorsi capii una cosa: che quando il sigillo sarebbe stato sciolto uno dei due sarebbe morto, così feci nascere il bambino ricorrendo al parto cesareo e, una volta tolto il sigillo su di lui, lo affidai ad un orfanotrofio. Purtroppo, se Maat venisse a saperlo gli riserverebbe lo stesso destino che ha riservato a te e io non voglio che questo accada! Anzi sono scuro che non lo vuoi anche tu! Per questo ti chiedo, anzi ti ordino, di sorvegliare e proteggere tuo fratello!" "Sei sicuro che sia mio fratello? Potrebbe essere anche il fratello di Galahad!" "Guarda la foto! A parte il colore dei capelli sembra la tua versione da piccolo, no!" Mordred guardò il volto sorridente di quel bambino e disse "Dove si trova?".

Qualche ora dopo a Londra, il piccolo Gawen stava aspettando i suoi amici per giocare a Hyde Park, quando all’improvviso vide un ragazzo di circa sedici anni con una camicia nera a maniche corte che stava facendo qualche palleggio con un pallone da calcio da solo. Incuriosito, ma anche affascinato da quello sconosciuto, gli s’avvicino e gli disse "Ciao! Scusa posso fare due tiri con te?" "Certo!" rispose il ragazzo "Come ti chiami?" gli chiese poi il bambino "Io mi chiamo Mordred. E tu?" "Io mi chiamo Gawen e sto aspettando i miei amici, ma visto che palleggiavi da solo ho pensato che ti avrebbe fatto piacere giocare con qualcuno!" "Bene! Grazie del pensiero Gawen! Ma non pensi che io possa essere cattivo?" gli disse Mordred "No! Perché si vede dagli occhi che non lo sei! Io riesco a riconoscere le persone buone da quelle cattive! Giochiamo, allora?" "Certo!".

"Dunque il primo albero dovrebbe essere da queste parti!" disse Seiya controllando la mappa che gli aveva dato Merlino con sopra gli alberi su cui doveva mettere il sigillo d’Atena "Che tipo d’albero è?" chiese Jabu "Un castagno! Strano! Non sapevo che ci fosse il castagno tra gli alberi dello Zodiaco celtico!" "Eccolo! È qui!" disse Ikki ai suoi amici "Guardate! Sulla corteccia ha iscritto l’iniziale del nome di Merlino!" "Hai ragione!" disse Seiya mettendo un sigillo sulla corteccia "Uno è fatto! Adesso cerchiamo gli altri!".

"Generale Dagda! Cosa succede?" chiese Galahad arrivando di corsa "Ho avuto una strana sensazione! Sembra che qualcuno stia rinnovando i sigilli!" rispose Dagda "Sono sicuramente quegli impiccioni dei Cavalieri dello Zodiaco!" disse Galahad "Davvero!? Allora credo che sia arrivato il momento di incontrarli!" disse il generale uscendo dalla stanza. Finalmente avrebbe potuto vedere con i suoi occhi quei guerrieri che portavano la fama di essere invicibili, i cui pugni fendevano il cielo e i calci spaccavano la terra.

"Bene! Abbiamo sigillato la metà degli alberi! Adesso ci manca solo questa quercia e con gli alberi di questa foresta dovremmo aver finito!" disse Seiya "Non sarà così facile come l’ho è stato per gli altri!" disse Dagda apparendo davanti ai suoi avversari "E così voi siete quei Cavalieri d’Atena che si sono intromessi nella lotta tra Maat e Merlino!" "Non ci siamo intromessi! È nostro dovere proteggere la Terra e i suoi abitanti da coloro che vogliono conquistarla! E mantenere la pace!" disse Seiya "Perché proteggete anche coloro che non credono nella vostra dea?" "Perché tutti gli esseri umani e gli altri esseri di questo pianeta hanno lo stesso diritto di vivere! Inoltre le divinità non dovrebbero dominare e giudicare gli uomini, ma accompagnarli nella loro vita!" "State forse dicendo che voi credete che non ci deve essere differenza tra umani e dei?" "Sì!" rispose Aiolia "Il fatto che gli uomini siano più deboli degli dei, non è altro che una chimera partorita dagli stessi dei!" "Ti rendi conto che così spingete tutte le divinità a punirvi?" urlò Dagda non credendo alle parole del Cavaliere d’oro "Noi non abbiamo paura degli dei! Io ho affrontato e vinto i Titani, i Giganti e mostri del mito, mentre i miei amici hanno sconfitto Poseidon, Eris, Apollo e Lucifero!" disse il leone d’oro «Non è possibile! Loro hanno sconfitto degli dei! E nonostante tutto non hanno paura della punizione a cui stanno andando incontro!» "E Atena? Anche lei ha preso parte ai vostri combattimenti?" chiese poi il Tree Drui "Lei è pronta a sacrificarsi per tutti gli esseri umani in nome della giustizia! Cosa che ci ha trasmesso tramite il suo esempio! Per proteggere gli uomini lei combatterebbe anche contro Zeus!" disse Seiya "Voi e la vostra Dea siete gli esseri più empi che esistano sulla faccia della Terra! In quanto fedele seguace delle divinità celtiche io vi devo punire per le vostre profanazioni!" disse il generale spezzando il sigillo sulla quercia e liberando così le sue vestigia, un’armatura color verde argenteo a forma d’albero "Adesso pagherete per il vostro peccati!" aggiunse indossando la sua corazza.

"Nessuno ha mai osato uccidere degli dei! Solo degli esseri empi e stolti oserebbero tanto!" "Sei sicuro di quanto dici?" chiese Aiolia indossando la sua "Facendo così condanni i tuoi simili a vivere nella paura di esseri tirannici che li guardano dall’alto della loro potenza e che dovrebbero venerare anche se maltrattano e uccidono i più deboli!" "Non ho tempo di stare qui ha discutere, Cavaliere!" disse Dagda attaccandolo "Non pensare che sia così facile sconfiggere un Cavaliere d’oro!" disse Aiolia schivando l’attacco.

In quel preciso momento Mordred stava giocando con Gawen, quando all’improvviso si fermò "Cosa c’è Mordred? Stai bene?" chiese il bambino "Sì, sto bene! È solo che ho avuto il presentimento che uno dei miei amici sia in difficoltà!" rispose il ragazzo "Certe volte succede anche a me e in quelle occasioni i miei amici sono sempre in difficoltà! Quindi faresti meglio ad andare!" "Vuoi che ti lasci qui da solo?" "No! I miei amici stanno arrivando, e con loro ci sono i genitori!" disse il bambino indicando un gruppo di ragazzini della sua età "Vai Mordred! Non preoccuparti!" «Questo bambino è proprio figlio di suo padre!» pensò il ragazzo guardando suo fratello "Neanche tu devi preoccuparti! I miei amici sono gente in gamba!" disse poi al bambino "Adesso tu vai a giocare con i tuoi amici! A proposito, ho deciso di regalarti il mio pallone!" "Grazie!" "Voglio dirti una cosa! Quando sei in pericolo pensa a me e io arriverò! D’accordo?" "D’accordo! Ciao, Mordred!" "Ciao, Gawen!" disse il ragazzo, mentre vedeva il suo fratellino andare verso i suoi amici "Tu hai una vita normale insieme ai tuoi amici e io non permetterò mai che Maat te la tolga! È un peccato, però, che io non possa dirti che sono tuo fratello!" disse a bassa voce piangendo.

Lo scontro tra il generale dei Tree Drui e il custode della quinta casa procedeva senza esclusione di colpi e sembrava che nessuno dei due riuscisse a prevalere "Ti faccio i miei complimenti Aiolia! Ora capisco come hai potuto sconfiggere i Giganti e i Titani! Ma la tua forza non perdona il tuo peccato, anzi lo aumenta! E adesso proverai la punizione divina da te meritata! FOGLIE SHURIKEN!" disse lanciando dalle sue mani migliaia di foglie prodotte dal suo Cosmo affilate come rasoi che s’avventarono sul Cavaliere del leone "Nessuno è mai sopravissuto alle mie foglie! Esse sono come le omonime armi ninja! Nel giro di pochi secondi sarai completamente ridotto a brandelli! Questa è la punizione che merita chi si è ribellato agli dei!" "E sarebbe questo il tuo colpo più potente?" disse Aiolia "Questa tecnica non è niente in confronto a quelle di Iperione e di Ceo! Adesso vedrai cos’è la forza di un Cavaliere d’oro! Ma prima distruggerò tutte le tue foglie con il mio colpo segreto! LIGHTNING BOLT!" aggiunse distruggendo le foglie "Non è possibile! Sei riuscito a distruggere le mie foglie!" "Esatto!" disse il Cavaliere del Leone incominciando ad attaccare il nemico con tutta la sua forza "Non è possibile che un Cavaliere così forte non rispetti la volontà degli dei, anzi ne abbia addirittura uccisi! Se tu sei Cavaliere perché non fai in modo che gli uomini obbediscano agli dei, com’è nel loro destino?" urlò Dagda "Nel loro destino? Cosa ti fa credere che gli uomini debbano sottostare alla volontà di creature chiamate dei? Siamo noi esseri umani che decidiamo del nostro destino, come ogni essere vivente in quest’universo!" disse Aiolia "Vuoi forse dire che gli esseri umani non devono obbedire agli dei? Mai bestemmia più grande è stata detta!" "Adesso voglio farti io una domanda. La stessa domanda che feci al gigante Lava Rossa!" disse continuando ad attaccare "Gli uomini dovrebbero perdonare agli dei ogni sopruso? Se gli dei calpestano e uccidono i più deboli solo per sfoggio della loro potenza come possiamo venerare come divinità esseri tanto meschini?" chiese il Cavaliere continuando ad attaccare "Non è un caso che poi si siano diffuse religioni come il cristianesimo e il buddismo che dicono che l’uomo possiede il libero arbitrio e seguono l’insegnamento di un grande maestro!" aggiunse dopo "Se non credi negli dei, allora in cosa credi? In cosa credete voi Cavalieri e la stessa Atena?" "Vuoi saperlo? Noi crediamo nella giustizia che è la forza su cui si regge l’universo!" "La giustizia è nelle mani degli dei! E adesso ne avrai la prova! Eccoti l’attacco più potente della quercia!" disse Dagda concentrando il suo Cosmo nella sua mano fino a produrre una sfera molto simile al Lithing Bolt "OAK BALL! La mia sfera di luce ha la forza di far crollare l’Everest! Vedremo se sarai in grado di pararla!" "Guarda con i tuoi occhi!" disse il custode della quinta casa fermando la sfera con un mano "Il tuo colpo non è poi così diverso dal mio Lithing Bolt e contro un Cavaliere non sono efficaci i colpi che già conosce!" "Allora sarò costretto a ricorrere a tutta la mia forza!" disse Dagda. «Basta!» urlò una sconosciuta voce di donna mentre appariva la sagoma di un drago bianco "Non è possibile! La somma Maat" disse il generale inchinandosi a quella sagoma "Quella è Maat?" disse Jabu incredulo "No! È solo un illusione generata dal suo Cosmo! Ho già visto Crono farlo!" disse Aiolia «Dagda, io non ti ho ordinato di lasciare il castello! Hai forse intenzione di disubbidirmi?» chiese Maat al suo guerriero "No! Ma vedete i Cavalieri stanno sigillando gli alberi in cui sono rinchiuse le nostre armature e io volevo arrivare prima che riuscissero a sigillarle tutte!" «Di queste cose ne discuteremo tra noi! Ora torna a me, ho scoperto una cosa importante, riguardo ad un bambino!» "Subito, mia signora!" disse il Tree Drui avvicinandosi alla sagoma del drago «Voi siete i Cavalieri dello Zodiaco!» disse Maat voltandosi verso Aiolia e gli altri « Coloro che hanno spinto Mordred a tradirmi e che si sono intromessi nella lotta fra me e Merlino! La vostra interferenza non sarà dimenticata!» e sparì insieme a Dagda .

"Il Cosmo di Maat è pari a quello di Hilda!" disse Seiya "L’unica differenza è che lei non è controllata, ma agisce di sua volontà! Sarà una nemica terribile!" "Hai ragione!" disse Shiryu "Adesso però torniamo da Merlino a riferirgli cosa è successo!" "Mi domando perché Merlino ci ha portati nei sotterranei del castello di Camelot e non ad Avalon?" chiese Jabu "Io un’ idea l’avrei, ma è meglio aspettare a chiederglielo!" disse Seiya.

"Cosa ci dovete far vedere?" chiese Dagda a Maat insieme agli altri Tree Drui "Guardate!" disse la sacerdotessa indicando il calderone "Io vedo solo Mordred che gioca con un bambino biondo a quel gioco chiamato calcio!" disse Galahad "Guardate meglio il bambino!" disse Maat "Non è possibile! A parte il colore dei capelli sembra una versione più piccola di Mordred!" "Esatto! E sono sicura che quel bambino nasconde un segreto e voglio che voi lo scopriate! Alcuni di voi partiranno subito per Londra e avranno il compito di controllare il bambino usarlo per sconfiggere Mordred!" "Forse credo di sapere chi sia." Disse Galahad pensieroso.

Poco dopo in Irlanda una signora di circa cinquat’anni ricevette una telefonata da una persona che ben conosceva "Pronto? Cos’è successo? Davvero? Non stai scherzando! Cosa? Rapire un bambino? Che vermi! Il sigillo?! Per l’amor del cielo! Arriverò domani all’aeroporto di Londra per le sedici, tu intanto continua a comportarti come al solito! Che il Signore ti protegga, ragazzo mio!" poi prese il crocifisso celtico che portava al collo e disse "Sapevo che questo momento sarebbe arrivato! Spero che Merlino e la sua allieva sapranno fermare i piani di quella strega, ma adesso devo preparami per rinforzare il sigillo sulle anime!".

 

La dea eretica

"Dannazione! Non avevo previsto che Maat se ne accorgesse così presto! Dev’essere stato Galahad" disse Merlino spaventato dopo aver ricevuto un messaggio telepatico da Maat che lo informava che il giorno successivo, il 31 d’ottobre, avrebbe risvegliato le antiche divinità "Adesso chissà cosa potrebbe accadere!" "Non devi fartene una colpa, maestro!" disse Keu "Lo so, ma adesso cercheranno in tutti i modi di risvegliare le divinità celtiche il più presto possibile! E io non so se l’unica persona che può rinforzare quel sigillo sia già rinata e se possegga i ricordi della sua vita precedente!" pianse il vecchio "Maestro, calmati per favore!" Disse Atena avvicinandosi e abbracciandolo. "Povero Merlino! Mi fa pena vederlo ridotto in quelle condizioni!" disse Morgana a Mordred "Anche a me! Sono tornato per chiedergli se potevo avere una casa a Londra per controllare meglio Gawen, ma non credo che sia il momento!" rispose il ragazzo "A quanto vedo sei piuttosto legato a quel bambino!" gli disse Keu "Hai ragione zio Keu! Ma dopotutto lui è il mio fratellino e quindi mi sento molto legato a lui e voglio proteggerlo!" rispose il ragazzo "Ti capisco! Anch’io volevo sempre proteggere tuo padre!" disse Keu guardando suo nipote "Ehi! Anch’io ho protetto il mio fratellino!" disse Morgana "Sì, ma tu l’hai fatto quando avevo solo un anno!" disse Artù comparendo davanti a loro "E allora? Sono comunque stata una brava sorella maggiore!" disse lei offesa "Scusa, non avevo intenzione d’offenderti!" disse Artù "Non importa! Ma che ti succede Mordred?" chiese Morgana guardando il figlio che aveva assunto un’espressione strana "Gawen! Ha bisogno di me! Devo andare da lui" disse il ragazzo.

"Non so cosa fare papà! Sono molto preoccupato!" disse Seiya a Daisuke "Io, purtroppo, non so cosa dirti tranne il fatto che devi sigillare gli altri alberi il più presto possibile!" disse l’uomo al figlio "Lo so, ma come ha detto Merlino è la soluzione più rischiosa! E quindi temporeggia! Ma io saprei cosa fare!" "Cosa faresti?" "Attaccherei subito i nemici!" "Non sei cambiato! Sei il sempre il solito scatenato! Eri così anche da piccolo! Sarai diventato più maturo, ma in fondo sei sempre il solito bambino che vuole fare tutto di testa sua!" disse Daisuke ridendo "Trovi? Io mi sento cambiato! Mi sento più grande!" "Sì, lo sei. Ma sei anche testardo e avventato come al solito! Ma non ti preoccupare, mi hanno detto che riesci sempre a cavartela!" "Grazie!" disse Seiya, ma dentro di lui pensava «Possibile che i genitori devono essere così rompi!».

Come Mordred aveva intuito Gawen era in pericolo. Infatti lui e i suoi genitori adottivi erano stati attaccati da un Tree Drui: era Angus del melo, fratello di Maeve. "Che cosa vuoi da me? E che cosa hai fatto ai miei genitori?" disse il bambino spaventato "Non ho fatto niente ai tuoi genitori. Li ho solo addormentati. Ma tu invece verrai con me! E vedrai che non te ne pentirai!" spiegò Angus "Non verrò mai con te! Tu sei cattivo! Lo leggo nei tuoi occhi!" urlò Gawen rivoltò al Tree Drui "Non costringermi a farti del male!" disse il guerriero afferrando il bambino "Adesso tu verrai con me!" "No! Lasciami! Aiuto! Aiutami Mordred!" "Stupido! Quell’idiota di tuo fratello non può sentirti!" "Non posso, Tree Drui!" disse Mordred apparendo sulla porta vestito con la sua armatura e brandendo la sua spada "Non ti perdonerò ciò che vuoi fare a quel bambino! Lui è sotto la mia protezione! Adesso vedrai cosa succede a chi osa sfidare il lupo di Britannia!".

"Così sei tu quello che ha sconfitto la mia adorata sorellina! Adesso pagherai per quello che le hai fatto!" disse Angus pieno di rabbia mentre lanciava per terra Gawen "Allora, tu sei il fratello di Maeve!" disse Mordred "Esatto! Sono Angus del melo! A causa tua lei è quasi morta! Adesso conoscerai la mia vendetta! Vieni a me, o mia armatura!" urlò il Tree Drui facendo apparire la sua armatura. "Come puoi vedere sono riuscito a sciogliere il sigillo della mia armatura! Io sono un uomo d’onore ed è mio dovere combattere lealmente! Ma non solo quest’armatura è stata liberata anche quelle di Galahad e di mia sorella!" disse Angus dopo aver indossato la sua corazza "Adesso preparati! POMI ELETTRICI!" urlò scagliando il suo colpo segreto contro il suo nemico "Non pensare che basti questo attacco simile a quello di tua sorella per fermarmi!" disse Mordred "FENDENTE DI RIMANDO!" "Non mi farò colpire dal mio stesso colpo!" urlò l’avversario concentrando tutti i suoi colpi in uno più grande "POMO ESPLOSIVO!" aggiunse colpendo il lupo di Britannia "Questo è solo l’inizio, Mordred! Eccotene degli altri! Questa è la punizioni che meriti per aver quasi ucciso mia sorella! Ma prima di dati il colpo di grazia, voglio che tu mi veda portare via tuo fratello che ritornerà come tuo nemico e futuro re di Britannia!" "Tu non lo farai!" disse Mordred rialzandosi "Gawen ha una famiglia e degli amici qui! Io non posso permetterti di portarlo via da loro!" "Io non ho bisogno del tuo permesso! Poiché tale è il destino che gli dei hanno scelto per questo bambino!" "Gli umani sono padroni del loro destino! Io lo so, perché l'ho scelto! E farò in modo di dare al mio fratellino questa opportunità!" disse il lupo mentre espandeva il suo Cosmo «Non è possibile! Riesce ad espandere il suo Cosmo molto più di quando mi immaginassi! La sua forza è pari a quella di Dagda! E scaturisce dal desiderio di proteggere suo fratello! » pensò Angus "Adesso assaggerai il colpo più potente di Mordred, il lupo di Britannia! FENDENTI DEL BRANCO!" urlò il figlio di Morgana lanciando contro il suo nemico fendenti che lasciavano i segni del passaggio di un branco di lupi danneggiando così la sua armatura "Ti devo fare i miei complimenti, Mordred! Prenditi pure il bambino, ma i suoi genitori vengono con me!" disse Angus teletrasportando due adulti stesi a terra nel castello di Maat "Ascoltami Gawen! Se vuoi che liberi i tuoi genitori vieni a Stonehenge da solo a mezzanotte!" aggiunse rivolto al bambino spaventato prima di sparire.

"Scusami, Gawen!" disse Mordred avvicinandosi a suo fratello, dispiaciuto per non essere riuscito a salvarne i genitori "Quello che ha detto Angus è vero? Tu sei veramente mio fratello maggiore?" chiese il bambino senza guardarlo "Sì, è vero!" rispose il ragazzo "Perché non me l’hai detto? Io so di essere stato adottato e sarei stato felice di sapere di avere un fratello." "Non te l’ho detto perché non potevo venire qui e dirti «Lo sai che sono tuo fratello?» e poi tu non crederesti alla storia che ti racconterei per spiegarti le cose, anche se è vera! Inoltre sono tuo il fratellastro e ti ho protetto perché mi era stato ordinato!" "Non è solo per questo! Ho sentito il tuo discorso sul destino! Ma toglimi una curiosità: tu sei un supereroe?" "Più o meno!" rispose il ragazzo imbarazzato "Wow! È fantastico! Sono il fratello di un supereroe!" esclamò Gawen con un grido di gioia. "Cosa farò adesso? Mamma e papà sono stai rapiti ed è tutta colpa mia! Vorrei non essere mai nato!" disse il bambino dopo qualche minuto "Non dire queste cose! E poi la colpa è mia! Avrei potuto salvarli, ma non l’ho fatto!" disse Mordred "No è colpa mia! È solo colpa mia! Oh, Mordred! Cosa devo fare?" disse il bambino lanciandosi nelle braccia di suo fratello "Non piangere! Troveremo una soluzione!" disse il ragazzo abbracciandolo "Forse posso aiutarvi!" disse una sconosciuta voce femminile.

"Bene, il momento è finalmente giunto! Sei pronto Dagda?" chiese quella sera Maat al suo generale "Sì, lady Maat!" rispose il Tree Drui portando il calderone al centro del cerchio di pietre di Stonehenge "Ascoltatemi, miei seguaci! Dopo quasi millesettecento anni il momento è finalmente giunto! Questa notte di Sawain, il nostro capodanno, le divinità celtiche torneranno a nuova vita! Grazie al loro aiuto il nostro destino si compirà e la Britannia e Avalon torneranno al loro antico splendore!" disse la sacerdotessa "Avanti Dagda che si dia inizio al rito!" il generale incominciò allora a recitare la formula del rituale " Dalle profondità dove siete imprigionati ascoltate la nostra richiesta! Antichi signori della nostra terra, progenitori di questo popolo tornate a noi! Ana, Dagda, Lug, Cerunno, Morrigan…" "Aspettate!" disse la voce di Gawen interrompendo il rito "Allora sei venuto!" disse Angus avvicinandosi al bambino "Adesso libera i miei genitori!" disse il bambino "Certo! Ma adesso prima vieni tu da me, va bene?" "Ora!" urlò il bambino girandosi e una donna vestita di nero uscì da dietro un menir con in mano un crocifisso celtico " Col mio potere e nel nome del mio maestro, io, Brigida, sigillo le antiche divinità! SIGILLO DELLA CROCE! " disse distruggendo il calderone con fascio di luce proveniente dal crocifisso. Sul punto dove il raggio era caduto si formò sull’erba la sagoma di una croce cristiana. "Tu!" disse Maat rivolta alla misteriosa figura "Non avrei mai creduto che potessi lasciare l’Irlanda per intralciarci!" "Lei conosce questa donna?" chiese Dagda "Sì!" rispose lei "Colei che hai davanti a te è Brigida! La dea che rinacque come umana e divenne una santa cristiana facendosi battezzare!" "Cosa? La dea eretica è qui davanti a noi!" "Sì! Già in passato tentò d’ostacolarmi, ma senza successo!" "Non sarei così sicuro!" disse Galahad puntando la sua spada contro la sacerdotessa "Cosa significa?" chiese Angus "Molto semplice! Fu Brigida ad affidarmi il Graal e il titolo di Tree Drui. E mi disse di unirmi a voi per tenervi d’occhio!" spiegò il giovane "Vuoi dire che per tutto questo tempo tu ci hai spiato?" disse Maat "Esatto! I soli a sapere questo piano eravamo io e lei! Neanche Merlino sapeva nulla! Brigida è stata sempre in Irlanda nel suo monastero pronta a venire quando sarebbe stato il momento, rinascendo ogni secolo!" "Cosa che ho fatto oggi con l’aiuto anche di questo bambino e di suo fratello!" disse la santa, mentre Mordred usciva dal suo nascondiglio "Galahad mi telefonò ieri sera per informarmi del vostro piano! Quando arrivai a Londra assistetti alla battaglia tra Mordred e Angus e, più tardi, proposi al lupo e a suo fratello il mio piano! Il resto lo sapete! Ora non potrete rimuovere i sigilli d’Atena! Le divinità celtiche sono imprigionate per sempre!" "Non sarei così sicuro!" disse una voce maschile "Forse non hai notato che il generale ha nominato i nostri nomi facendoci così tornare su questo mondo!" "Non è possibile!" disse Mordred "Invece è così! Noi siamo tornati!" disse una voce di donna e cinque figure: due vestite con armature verdi ed argentee, una con vestigia rosse come il sangue, e un’altra con una corazza nera e l’ultima color argento, uscirono dall’ombra.

"Ben tornati, miei signori!" disse Maat inchinandosi alle figure "Gloria a voi, Ana e Dagda. Progenitori dei celti!" disse alle due divinità, con l’armatura verde e argentea dell’aspetto di una coppia di sessant’anni "Gloria a Lug. Dio delle arti!" disse rivolgendosi ad un ragazzo dai capelli biondi raccolti in due trecce accompagnato da un cinghiale "Gloria a Cerunno. Dio-cervo e signore di tutto ciò che è selvaggio!" si rivolse poi Maat ad un uomo di trent’anni dall’aspetto selvaggio, dai capelli castani con un paio di corna di cervo sulla testa che vestiva l’armatura nera "E infine, gloria a lei Morrigan. Dea-corvo e signora della guerra!" disse rivolta all’ultima figura, quella di una donna dai capelli rossi come le sue vestigia, armata fino ai denti con tutte le armi conosciute dai celti "Gloria agli dei celtici!" urlò poi con tutto il fiato che aveva in gola "Gloria agli dei celtici!" ripeterono poi i seguaci della donna alzando le braccia al cielo "E morte a Brigida e ai suoi compagni!" aggiunse poi Maat rivolta alla santa.

"Aspetta!" disse Cerunno avvicinandosi alla sacerdotessa "Lascia che sia io ad ucciderli, così farò rimpiangere Brigida d’averci abbandonato!" "Certo! Prego, mio signore!" disse Maat, lasciando avvicinare il dio verso Brigida, Mordred, Gawen e Galahad "Statemi vicino!" disse la santa ai ragazzi preparandosi a combattere "Grazie all’aiuto di Dio riusciremo a cavarcela, vedrete!" "Mi dispiace per te! Ma non ci riuscirete!" disse Cerunno "Preparati a morire!" urlò poi concentrando il Cosmo nelle sue corna "LITHING BOLT!" disse la voce Aiolia, mentre lanciando il suo colpo segreto per rompere così le corna del dio "Maledetto! Chi sei tu che hai osato ferire una divinità!" urlò Morrigan "Sono colui che ha affrontato e vinto Giganti, Titani e mostri del mito." disse il leone d’oro uscendo dal suo nascondiglio "Sono Aiolia, Cavaliere d’oro del Leone devoto ad Atena. Ma sono anche conosciuto come IL DEMONE MIETITORE DI DEI!".

 

I semi del restauro

"Cosa? Tu hai affrontato Giganti e Titani e sei ancora vivo?" disse Cerunno incredulo "Esatto! Anche se con i Titani è stato più difficile!" rispose Aiolia "Allora questa battaglia sarà ancora più difficile!" disse Ana avvicinandosi con suo marito "Perché il nostro Cosmo è pari a quello di Zeus! Vedremo se riuscirai ad affrontarci da solo!" "Chi ha detto che è solo?" disse Merlino apparendo dalle tenebre insieme ad Atena, i Cavalieri dello Zodiaco, Morgana, Viviana e i cavalieri della tavola rotonda "Come puoi vedere siamo tutti qui, Maat!" disse Viviana alla sacerdotessa "Il momento dello scontro finale è finalmente giunto!" aggiunse Merlino avvicinandosi alla sua nemica brandendo il suo bastone "Mi dispiace vecchio! Ma la nostra battaglia dovrà ancora aspettare!" disse la sacerdotessa scomparendo insieme a tutte le persone che erano nel cerchio, compresi i genitori di Gawen, che si mise a piangere tra le braccia di suo fratello.

"Povero piccolo!" disse Galahad quando furono tornati a Camelot e Gawen si fu addormentato nel letto di Mordred "Non avrei dovuto a dire a Maat e agli altri che la regina era incinta! Anche perché non avrei mai pensato che lei, maestro avesse fatto nascere il bambino! Se Gawen ha perso i genitori la colpa è solo mia!" aggiunse prendendo la spada per trafiggersi "Fermati!" disse Merlino "Non è il caso di piangersi addosso! Grazie a te non tutti gli dei sono tornati in vita e non è una cosa da poco!" "Inoltre non risolverai nulla se t’uccidi!" disse Brigida al ragazzo "Inoltre, finchè non liberemo i suoi genitori, sarò io a prendermi cura di Gawen a Londra, sotto le mentite spoglie di una zia di Dublino!" "Posso aiutarti?" chiese Mordred avvicinandosi alla donna "Dopotutto sono suo fratello maggiore e…" "Grazie, Mordred! Ci penserò!" disse la santa "Adesso vai a dormire!" gli disse poi Artù "Gawen ha bisogno di te! Sei l’unica persona che conosce e di cui si fida! E poi lui è un figlio del ventesimo secolo non del sesto! Che razza di padre sarei?" "Hai ragione! Ma posso chiederti perché non vuoi che sappia tu sei il suo padre biologico? Ha già visto santi e antiche divinità, non si sorprenderà molto nel sapere di essere il figlio di re Artù!" "Forse sì, ma non credo che riuscirà a crederci! Adesso vai a dormire, domani decideremo cosa fare!" "D’accordo! Buona notte!" disse il ragazzo entrando nella sua camera e infilandosi nel letto insieme a Gawen.

"Quella maledetta impicciona di Brigida!" disse Morrigan in preda all’ira distruggendo un antico vaso che arredava la sala del trono "Se non fosse per quella traditrice, ora saremmo tutti riuniti! Io, voi, Teutates, Ogimos, Belenos, Belisama, Epona… invece loro sono ancora a Stonehenge e il sigillo adesso è più forte di prima!" "Calmati!" le disse Cerunno "Almeno non è riuscita ad imprigionare anche noi! Se fosse successo questa terra non potrebbe più ritrovare il suo antico e glorioso splendore che i romani ci tolsero secoli or sono!" "Hai ragione! È solo che se penso a cosa ha fatto Brigida…" "Miei signori!" disse Maat inchinandosi "Ho dato ordine ai servi di preparare le vostre stanze! Dovete essere stanchi!" "Grazie, Maat!" disse Ana "Domani ti metteremo al corrente del nostro piano per ridare a questa terra lo splendore dei tempi andati!" "Aspettate!" disse Maeve "E le armature sigillate? Non avete intenzione di liberarle?" "Certo! Ma a tempo debito!" disse Lug.

Il giorno dopo, Gawen si svegliò di buon'ora e quando vide che Mordred era accanto a lui incominciò a scuoterlo "Svegliati, Mordred!" "Cosa c’è?" disse lui assonnato "Devo andare a scuola! Ecco cosa c’è! Accompagnami a casa, su!" "D’accordo!" disse lui alzandosi. Dopo che furono usciti dai sotterranei del castello Mordred disse al fratellino "Adesso tieniti ben stretto alle mie spalle!" "Perché?" chiese lui "Lo vedrai!" rispose prima di partire alla velocità della luce con il bambino sulle spalle "Wow! È fantastico!" urlò Gawen "Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto! Ma ti sei dimenticato che oggi è domenica?" "Cosa? Fermati!" "Non posso! Siamo in mezzo all’autostrada!" "Allora torna indietro appena trovi il momento opportuno!" "D’accordo! Intanto tu continua a tenerti forte!" disse Mordred.

Tornati nei sotterranei del castello i due fratelli trovarono Merlino ad attenderli con un tipico sguardo severo "Che cosa ci fai tu fuori dal letto?" disse a Gawen "Scusami! Mi ero dimenticato che oggi è domenica, e avevo chiesto a Mordred d’accompagnarmi a scuola." "Scuse accettate! Adesso però venite alla riunione! Sono sicuro che tu hai molte domande da farci, Gawen.". La prima cosa che Gawen chiese fu "Siete tutti dei supereroi come Mordred?" "Non tutti!" rispose Seiya "Merlino ad esempio è un saggio, Saori e Brigida sono reincarnazioni di divinità, mentre questi cavalieri, escluso mio padre, sono eroi leggendari provenienti dal medioevo! Ma per quanto riguarda me e i miei amici sì siamo supereroi!" "A proposito!" disse Morgana "Anche io e tuo fratello veniamo dal medioevo sai! Eravamo stati sigillati, ma poi siamo tornati in vita!" "No! Forse tu ma non Mordred! Se fosse così anch’io sarei nato nel medioevo!" "Tu sei stato concepito nel medioevo! Vedi, tua mamma era stata sigillata mentre era incinta di te, a otto mesi per la precisione. Purtroppo tu non saresti sopravvissuto quando il sigillo si sarebbe sciolto, così ti ho fatto nascere prima! Ci sono altre domande?" "Sì! Perché Maat ha risvegliato quelle antiche divinità?" "Perché lei vuole dominare l’Inghilterra e fare in modo che la gente torni a vivere come nei tempi antichi!" rispose Mordred "E perché non ha risvegliato prima le divinità?" "Perché l’unico che poteva farlo era il generale Dagda nella notte di Sawain, e lei ha risvegliato i suoi eroi solo recentemente." rispose Galahad "Cos’è Sawain?" chiese poi Seiya "Sawain è il capodanno celtico e si festeggia la notte della festa che voi chiamate Halloween!" rispose Merlino "Ho letto qualcosa!" disse Aiolia "Se non sbaglio era una delle quattro feste celtiche principali! Le altre erano Imolc, Beltaine e Lugnasad, giusto?" "Sì!" rispose Morgana "Si trattava di feste celebrate in occasione del raccolto e della semina. Ad esse bisogna aggiungere anche quelle celebrate in occasione di equinozi e solstizi." "Adesso facciamo il punto della situazione!" disse poi Merlino "Allora: l’arrivo di Brigida giunge inaspettato, ma ha evitato il risveglio di tutte le divinità celtiche. Inoltre abbiamo scoperto che lei e Galahad avevano un piano noto solo a loro. Purtroppo cinque divinità sono libere e i genitori di Gawen sono ancora in mano ai nemici. Per sconfiggere Ana e gli altri quattro dei purtroppo non basterà la forza del Graal, ma dovremo aspettare che i cavalieri della tavola rotonda recuperino la loro forza!" "Cosa? Voi siete i cavalieri della tavola rotonda?" urlò Gawen rivolto a Lancilotto e agli altri "Allora Mordred è il figlio di Artù e Morgana e questo vuol dire che allora io sono…" "Sì!" ammise Mordred, "Ma non ti preoccupare. Finita quest’avventura vivrai la tua vita di sempre! Te l’ho prometto!" e abbracciò il fratello.

"Volevate vedermi, Sommi Progenitori!" disse il generale inginocchiandosi davanti alle due somme divinità celtiche! "Sì!" disse Dagda facendo comparire davanti al Tree Drui che portava il suo stesso nome le restanti armature dei Tree Drui "Non riesco a crederci! Avete sciolto i sigilli! Io non so come ringraziarvi!" "Una cosa ci sarebbe." disse Ana avvicinandosi al suo guerriero "E quale sarebbe, somma madre?" la dea aprì la mano rivelando i semi di ogni esemplare d’albero dello Zodiaco celtico "Prendi i semi che ho in mano, danne uno ad ogni tuo compagno e piantateli in una diversa zona dell’isola!" "Posso sapere a che servono?" "A riportare la Britannia al suo passato splendore, nient’altro!" disse il dio "Ma lady Maat ne è al corrente?" chiese il generale "Anche se non lo fosse non importa! Poiché questo è il volere degli dei!" disse Dagda "Avete ragione! Scusate, ma…" "Non hai bisogno di giustificarti!" disse Ana con uno sguardo molto materno "Ma il seme del faggio chi lo pianterà? E, soprattutto, chi lo proteggerà?" "Lo pianterai tu! E a proteggerlo sarà Maat!" rispose il dio prima di congedarlo.

"Possiamo fidarci di loro?" chiese Maeve prima di prendere il suo seme "Sono le nostre divinità, dobbiamo fidarci! Anzi dobbiamo ubbidirgli!" rispose Dagda "Sì, lo so! Ma io mi chiedo se non stiamo commettendo un errore, e se questi semi faranno del male a delle persone innocenti!" disse la ragazza "Stare con quella spia di Galahad ti ha dato alla testa, sorellina!" disse Angus "Devi dimenticarlo!" "Hai ragione, ma lui non c’entra!" "Allora lo prendi, o no?" disse Dagda spazientito "Sì! Certo!" rispose la ragazza e prese il seme.

Quella notte Galahad e Maeve si trovarono di nascosto a Glastonbury e incominciarono a parlare "Sono contenta che tu ti sia venuto! Devo parlarti!" disse lei "Dopo!" disse lui chinandosi per baciarla "No! È urgente!" disse lei "Ana e le altre divinità ci hanno dato questi semi da piantare in diverse zone dell’isola. Li chiamano i «semi del restauro». Devi cercare di scoprire a cosa servono! Dicono che riporteranno l’isola al suo antico splendore, ma io non mi fido di loro!" "Se non ti fidi di loro, perché sei una Tree Drui?" chiese Galahad "Fin da quando eravamo piccoli mio fratello mi ha sempre protetta e siamo sempre stati insieme! Io sono molto legata a lui e non me la sento d’abbandonarlo, ma adesso lo sono anche a te! E non so cosa fare!" disse lei piangendo "Calmati! Andrà tutto bene!" disse lui stringendola "Ti amo!" gli disse lei "Lo so!" rispose e la baciò "Mi raccomando!" disse lei prima d’andare via "Cerca di scoprire a cosa servono i semi!" "Lo farò!". Progenitori?" disse Dagda inchinandosi davanti ai due regnanti delle divinità celtiche "Sì!" disse Ana "Abbiamo una cosa da farti vedere!" "Quale?" "Questa!" disse.

"Mi piacerebbe sapere cos’hanno in mente le divinità celtiche?" disse Mordred alla riunione del giorno dopo "Forse vogliono «restaurare» l’antica civiltà celtica!" disse Galahad "E se fosse così, mi piacerebbe sapere come faranno!" "Può essere!" disse Merlino "Anzi, è sempre stato il loro obbiettivo principale! Quanto al metodo lo ignoro." «Secondo me lo sai benissimo!» pensò Galahad, ma non lo disse "Forse può essere legato ai Tree Drui!" propose Seiya "Legato ai Tree Drui…Certo! Aspettate un attimo!" disse Merlino prima di uscire per tornare con uno dei suoi libri "Ecco qua! I semi del restauro!" disse aprendo il libro ad una pagina dov’erano raffigurati i semi che Ana aveva dato a Dagda "Essi sono i semi degli alberi che erano i pilastri del potere delle antiche divinità nei paesi da loro dominati. Quando i romani li abbatterono, il controllo degli dei sull’isola diminuì, e fu anche così che il cristianesimo si fece strada in Inghilterra. Se i semi venissero piantati gli alberi ricrescerebbero e quest’isola sarebbe scossa da un caos provocato dalle divinità, che tornerebbero così al potere come portatori di pace in una terra devastata dalla furia della natura! Dobbiamo fermarli!".

 

La verità su Avalon

"Come possiamo fermarli se non sappiamo dove saranno piantati i semi?" chiese Mordred "Un modo c’è: Avalon!" disse Merlino "Lì si trova la mappa dove si trovavano gli alberi." "Avalon si trova dopo il lago, giusto?" chiese Shiryu "No! Lì si trova la chiave per accedervi, ma Avalon è Glastonbury!" rispose Daisuke "Cosa? Com’è possibile?" chiese Hyoga "A scuola ho studiato che un tempo, prima che arrivassero i cristiani, Glastonbury era una palude, quindi era sicuramente il luogo più adatto per nasconderci qualcosa!" disse Gawen "Esatto!" rispose Viviana "Avalon si trovava dove oggi sorge Glastonbury, ma le costruzioni di un tempo sono al sicuro perché si trovano sotto terra e la torre del Tor è la porta d’ingresso, mentre la basilica è il luogo in cui è custodito il Graal!" "Quindi la leggenda è vera! Il Santo Graal si trova proprio a Glastonbury!" disse Seiya "Sì!" rispose Galahad "Ma io sono l’unico che può prenderlo, in quanto suo custode, e l’unico a conoscerne appieno il segreto!" "Il segreto del Graal? E quale sarebbe?" chiese Merlino "Non posso dirvelo! Ma posso dirvi che esso è veramente il simbolo di potere di cui parla il ciclo bretone. Quindi, potete immaginare cosa succederà se Ana, Dagda e gli altri dei s’impossesseranno di esso!" "E Maat?" chiese Mordred "I veri nemici sono gli dei!" disse Viviana "Dopo che Maat fu cacciata da Avalon gli dei cercarono di farla tornare, perché il fatto che Merlino avesse accolto Atena come sua allieva contro la loro volontà li aveva indispettiti! Questo perché all’epoca Merino aveva incominciato ad agire autonomamente. Se Avalon non ha mai saputo dell’esistenza del Santuario è colpa loro! Infatti sapevano che se Atena e il suo maestro si sarebbero alleati avrebbero cambiato i rapporti fra dei e uomini, cosa che essi non possono permettere. Per loro Maat è solo uno strumento, come lo fu Avalon! Per questo sono loro i nostri veri nemici!" "Allora, anche i Tree Drui non sono altro che pedine!" esclamò Galahad "Che vermi! E osano pure farsi chiamare dei!" "Dobbiamo andare ad Avalon il più presto possibile!" disse Seiya alzandosi in piedi "Purtroppo ormai è troppo tardi!" disse Brigida entrando nella sala con una copia del Times in mano "Leggete il giornale di oggi!" "Cos’è un giornale?" chiese Lancilotto incuriosito "Un giornale è un insieme di fogli fatti di un papiro ricavato dagli alberi chiamato carta, su cui vengono scritte le notizie più importanti del giorno che tutte le persone possono comprare!" spiegò Merlino prendendo il quotidiano "Non è possibile! Le catastrofi sono già incominciate! Un temporale molto violento si sta abbattendo su Londra, Edimburgo è stata vittima di una forte scossa di terremoto e l’Euro tunnel costruito sotto il canale della manica è crollato! Fortunatamente non ci sono state vittime!" "L’Euro tunnel?" ripeté Artù confuso "Si tratta di una caverna artificiale costruita sott’acqua che collega la nostra isola col continente." gli spiegò Mordred "E viene attraversato da persone?" "No! Esiste un mezzo di trasporto chiamato treno che lo attraversa! Uno di questi giorni te lo faremo vedere!".

"Direi che per oggi può bastare!" disse Morrigan ai suoi compagni dall’alto del Tor, mentre una fitta pioggia cadeva su Glastonbury "Per oggi gli uomini hanno avuto un assaggio della nostra potenza!" "Purtroppo una volta piantati gli alberi del restauro possono essere fermati solo se distrutti!" disse Cerunno "Il caos finirà fra sei mesi, e allora la famiglia reale dovrà inginocchiarsi ai nostri piedi e con loro tutti gli abitanti della Britannia e della Caledonia, anche quelli che provengono dall’India e dalle ex-colonie dell’impero britannico. Perché siamo noi gli dei di quest’isola!" "Voi non lo siete più da molti secoli!" disse Atena, comparendo davanti a loro insieme ai suoi Cavalieri e a Brigida. "Avete finito di far del male agli abitanti di quest’isola per soddisfare la vostra brama di potere!" disse la santa "Essi vi hanno rifiutato tempo fa! La vostra era è finita!" "Non parlarci così!" disse Ana colpendola con una sfera generata dal suo Cosmo "Un tempo eri anche tu una di noi, ma poi ci hai tradito! Tutto è incominciato quando hai sentito le parole di quel profeta da strapazzo che predicava l’uguaglianza e il libero arbitrio e hai deciso di diventare sua discepola! Brigida, dea della poesia e della medicina, diventò così Santa Brigida d’Irlanda!" "Io ho solo trovato la mia strada! Non mi era mai sembrato giusto quello che voi facevate agli uomini, e quindi decisi di seguire il mio maestro per aiutarli a renderli felici!" disse Brigida "Ormai sei irrecuperabile! Ma tu Atena, perché vuoi proteggere gli uomini?" disse allora la dea madre dei celti rivolgendosi verso quella della giustizia "Non capisci che la loro società è malvagia e che facendo così finiranno per autodistruggersi e per distruggere il pianeta? Inoltre non possiamo lasciare che creature inferiori…" "Creature inferiori? Non ti permetto di dire questo! Gli uomini, così come gli dei e le altre creature dell’universo, non sono altro che il prodotto dell’evoluzione dell’universo! E poi anch’io sono umana!" "Come? Ma è impossibile, a meno che tu non sia rinata in un corpo umano senza averlo preso ad un altro? È così! Tu sei rinata come essere umano! Adesso neanche tu sei degna di essere una divinità!" disse Ana prima d’ingaggiare con Atena uno scontro feroce tra i loro Cosmi "Ana tu non puoi battermi! Tu non conosci la forza che esiste nel cuore degli uomini! Una forza in grado di sconfiggere persino gli dei! Questa forza si chiama amore!" "Amore?" "Esatto!" rispose Brigida "Ed è la forza su cui si basa la vita! L’unica forza che, insieme alla giustizia, può portare armonia in questo mondo!" "La giustizia viene decisa dagli dei!" urlò Morrigan "Invece non è così! Essa è ideale supremo! È la forza su cui si regge l’universo! È stato Merlino ad insegnarmelo!" disse Atena "Se davvero confidi tanto nella giustizia e nell’amore, allora ci darai la prova!" urlò Lug lanciando altri semi del restauro sul corpo di Atena che fu così intrappolata dentro un albero gigantesco formato da tutti quelli che compongono lo Zodiaco celtico "Quest’albero è formato dai semi degli alberi del restauro e assorbirà tutta l’energia vitale d’Atena. Per sradicarlo dovete abbattere gli alberi da cui provengono i semi! Se riuscirete ad abbattere tutti gli alberi finchè le foglie da verdi non diventeranno rosse la vostra dea morirà! Per facilitarvi le cose vi apro un portale che vi condurrà dove sono gli alberi! Avanti Cavalieri dateci la prova dell’amore in cui crede Atena!" disse Dagda prima di sparire con i suoi compagni.

Merlino, Daisuke, Galahad, Mordred, Morgana, Gawen, Viviana e i cavalieri della tavola rotonda arrivarono subito dopo la scomparsa delle divinità celtiche e quando vide l’albero il vecchio signore di Avalon capì tutto e fece un cenno a Galahad, il quale fece bere ad Atena un sorso da una coppa di terracotta che portava con sé "Quello è il Graal?" chiese Seiya "Sì!" rispose il Tree Drui "Questo sorso rallenterà l’assorbimento dell’energia vitale, ma non per molto!" "Cosa intendi dire?" chiese Seiya "Quando una parte di questo albero cadrà la maggior parte dell’energia assorbita passerà alle altre, quindi dovete essere il più veloce possibile, inoltre con questo albero l’intensità dei disastri che si stanno abbattendo sull’isola è raddoppiata dovete fare in fretta se volete salvare Atena. Galahad, Mordred, Daisuke, Artù, Lancilotto e Keu vi aiuteranno!" rispose Merlino "Io e Morgana ci prenderemo cura di Atena!" disse Viviana creando insieme alla donna una barriera di nebbia "Questa cortina ci proteggerà da occhi indiscreti!" "Restiamo anche noi!" dissero Jabu e i suoi compagni "Noi non possiamo competere con i Tree Drui! Saremo molto più utili qui!" "Ragazzi prima di partire devo fare una cosa!" disse Galahad versando il liquido del Graal sulle armature di Mordred e dei Cavalieri d’Atena che incominciarono a brillare di una luce color platino "Adesso le vostre armature potranno sopportare gli attacchi delle divinità celtiche! Il liquido contenuto nel Graal possiede in sé una concentrazione d’energia cosmica notevole, poiché esso è ichor disciolto con star dust sand!" "Grazie!" disse Seiya "Adesso andiamo!" disse Daisuke dirigendosi verso il portale "Ti salveremo, Saori! Te l’ho prometto!" disse Seiya prima di gettarsi nel portale insieme ai suoi compagni nella nuova e pericolosa missione per salvare la Terra, la sua dea, le persone che amava e soprattutto la ragazza di cui era innamorato.

Nello stesso momento in Italia, dentro che catacombe di Roma una donna vestita con un’antica tunica aveva saputo del risveglio delle cinque divinità celtiche e aveva chiamato suo nipote "Devi subito informare Cozio del pericolo! Sicuramente Ana e gli altri cercheranno di ricostruire l’antica zona d’influenza celtica che si estendeva fino al Veneto, escludendo la Liguria, l’Emilia – Romagna e il Trentino!" "Capisco zia! In quanto protettore delle montagne e del nord Italia è suo dovere proteggere quella zona. Ma quando l’aquila potrà tornare a volare?" chiese il ragazzo "Per adesso non è ancora necessario, Aurelio. Atena e i suoi Cavalieri stanno collaborando con Merlino per fermali. Si tratta solo di una precauzione, poiché il compito dei Legionari d’Italia è proteggere tutti coloro che vivono in questa terra!" disse la donna "So che aspetti quel momento da tanto tempo, ma la minaccia non è seria! Prima o poi l’aquila volerà di nuovo e Cesare tornerà con essa!" " Sì, ma tra quanto tempo ancora?" chiese Aurelio, senza sapere che quel momento sarebbe arrivato prima di quando lui avesse immaginato.

 

I ricordi del passato

Entrati nel portale i Cavalieri si trovarono in un’altra dimensione coperta di foreste formate dagli alberi dello Zodiaco celtico al cui centro vi era un’enorme palazzo che assomigliava ad una cattedrale "Ma quello è il palazzo di Maat!" disse Mordred stupefatto guardando l’imponente costruzione "Però è strano che sia così! Io me l’ho ricordo in rovina "Infatti!" disse la sacerdotessa comparendo alle spalle dal ragazzo "Quello che vedete è il mio palazzo in una dimensione parallela creata dagli alberi del restauro!" "Cosa? Una dimensione parallela?!" esclamò Artù "Esatto! Essa si è formata quando gli alberi, che si trovano al centro delle foreste, sono stati piantati! Questa dimensione, in seguito alle catastrofi, prenderà il posto di quella attuale!" "Ma com’è possibile?" domandò Parcival "Sono gli alberi gli artefici di ciò. Essi sono il punto di confine tra questo mondo e il vostro! Quando la Gran Bretagna sarà distrutta dalle catastrofi al suo posto comparirà questa nuova Britannia, e dopo lo stesso destino toccherà alla Francia, all’Italia del nord e alla Svizzera che daranno nuovamente posto alle Gallie e all’Elvezia! E infine, attaccheremo Roma e la distruggeremo, come punizione per aver distrutto il mondo creato dai nostri dei!" "Non puoi volerlo sul serio!" urlò Mordred alla donna "Non puoi volere davvero la morte di persone innocenti e la distruzione di un intero mondo, per accontentare degli esseri che vogliono solo il potere! Le persone come te meritano solamente la morte! ZANNA DI LUPO!" "Sei lento, Mordred!" disse la donna schivando l’attacco del suo ex-allievo "Tu non potrai mai sconfiggermi, inoltre ti consiglio di risparmiare le forze per abbattere gli alberi! Io vi aspetterò a quello che ho avuto il compito di sorvegliare, sempre che riusciate ad arrivarci è ovvio!" disse la sacerdotessa entrando nel palazzo.

"Dividiamoci!" disse Seiya "In questo modo sarà più facile abbattere gli alberi! Io e mio padre ci dirigeremo verso la foresta più a nord! Non abbiamo tempo per ascoltare le vostre decisioni! Ogni secondo che passa la signorina Saori perde sempre di più energia vitale!" "D’accordo!" disse Artù "Ci ritroveremo qui a fine della missione! Che il Signore vi protegga!" "Grazie!" disse il gruppo prima di dividersi.

"Da questa foresta sento provenire il Cosmo di Maeve!" disse Galahad mentre correva nella foresta più a est "Quindi l’albero al centro di questa foresta è la betulla! Fortunatamente Maeve non si fida degli dei, quindi non sarà difficile convincerla ad aiutarci! Eccola betulla!" , però non c’era Maeve e Galahad incominciò ad urlare il nome dell’amata "Ti aspettavo!" disse la ragazza comparendo da dietro l’albero "Ascoltami! Devo dirti una cosa importante!" disse il ragazzo, ma Maeve lo colpì con una forte scarica elettrica facendolo cadere a terra "Galahad del faggio, custode del Santo Graal e dell’Excalibur del sigillo, adesso pagherai per il tuo peccato! Quello di aver ingannato gli dei!" disse la Tree Drui davanti agli occhi stupefatti del cavaliere.

"Eccomi qui!" disse Kiki comparendo davanti agli occhi di Gawen spaventandolo portando sulle spalle l’armatura della Bilancia "Tu sei un Cavaliere!" esclamò il fratello di Mordred vedendo lo scrigno "No! Sono solo un’apprendista, mi chiamo Kiki! Devo portare questo scrigno a Seiya e agli altri, perché gli alberi del restauro sono resistenti quanto le colonne del regno dei mari, quindi possono essere abbattute solo con le armi della Bilancia!" "Seiya è entrato in quel portale!" disse Gawen "Ma tu come fai a sapere degli alberi?" "Il Santuario ha orecchie dappertutto!" rispose Jabu "Adesso vai Kiki!" "Va bene!" rispose l’apprendista prima di saltare nel portale.

"Maeve! Si può sapere cosa ti è successo? Perché mi attacchi? Ci deve essere un motivo!" chiese Galahad rialzandosi "Tu sei mio nemico! ELETTRO ARROWS!" disse la ragazza lanciando il suo colpo segreto contro il suo ragazzo "Ed è mio dovere ucciderti! Quest’ordine mi arriva direttamente dagli dei!" "Ma tu non ti sei mai fidata degli dei! Cosa ti è successo?!" urlò il cavaliere "Possibile che tu non ricordi il nostro primo incontro! Io ero appena stato ordinato Tree Drui e tu mi dicesti che eri diventata tale perché tuo fratello ti voleva con te, ma che non ti fidavi degli dei e io ti confessai il mio segreto! Poi, prima che tu fossi sigillata, io ti dichiarai il mio amore! Possibile che non te l’ho ricordi!" "Non m’incanterai con le tue menzogne!" urlò la ragazza "Questa è la verità! E tu lo sai bene!" «Mi dispiace per te, ma la ragazza che amavi è morta!» disse una voce misteriosa "Chi sei?" chiese Galahad «Sono l’albero che hai davanti a te!» rispose la voce «E adesso Maeve è sotto il mio controllo! Quando sono cresciuto la prima cosa che ho fatto è stata toglierle ogni dubbio sul progetto degli dei, trasformandola in una vera guerriera celtica e modificandone i ricordi!» "Dannato albero!" urlò il ragazzo preparandosi ad attaccarlo, ma Maeve gli si parò davanti "Ho ricevuto l’ordine di ucciderti per permettere alle divinità di realizzare il loro progetto! Ed è quello che farò! CORDE ELETTRICHE!" disse la ragazza legando il giovane con fili simili a quelli della cetra di Mime.

"Papà! Vedo qualcosa davanti a noi!" disse Seiya mentre lui e suo padre correvano attraverso la foresta "Sicuramente è l’albero!" disse Daisuke, ma quando arrivarono al posto dell’albero trovarono Sakura Edogawa, madre di Seiya e moglie di Daisuke. "Vi aspettavo!" disse la donna avvicinandosi "Non sapete da quanto tempo volevo rivedervi!" "Papà non fidarti!" disse Seiya "Cosa succede? Hai paura di tua madre, pulcino?" chiese Sakura "Tu non sei mia madre!" urlò il ragazzo "No! È lei!" disse Daisuke avvicinandosi "Credevo che tu fossi morta!" aggiunse rivolto alla donna "No! Ho solo perso la memoria! Non so come sono finita qui, ma quando ho sentito le vostre voci non credevo alle mie orecchie! Venite con me! Torniamo a Tokyo insieme!" "Sì!" rispose l’uomo abbracciandola "Invece no!" disse Seiya colpendo il Tree Drui del tiglio, che si nascondeva dietro l’immagine di sua madre "Come hai fatto ha scoprirmi?" "Semplice! La tua tecnica è uguale a quella di Kaysa di Limnades, Generale dell’Oceano antartico! Anche lui ingannava i suoi nemici mostrandogli l’illusione della persona più importante per loro e lo stesso colpo non funziona due volte contro un Saint!" disse il Cavaliere "Il mio colpo non è uguale, è simile! Io, Cal del tiglio, riesco a vedere il passato delle persone attraverso i loro occhi e posso manifestarlo come illusioni e attacchi!" spiegò il Tree Drui "Come attacchi?" ripeté Daisuke "Certo! PAST VISION!" rispose Cal voltandosi verso Seiya «Cosa sta facendo? Sembra che mi stia scrutando! Ma perché?» "Adesso conoscerete la mia vera forza! Vediamo se ti ricordi di questo attacco, Pegasus! BLACK RYUSEIKEN!" disse il Tree Drui lanciando il colpo segreto di Black Pegasus contro i suoi avversari "Mi dispiace per te!" disse Seiya "Ma come ti avevo già detto lo stesso colpo non può essere usato due volte contro un Cavaliere! E poi mi piacerebbe sapere come sei riuscito a lanciarlo!" "Non avrò colpito te, Pegasus. Ma tuo padre sì!" disse Cal indicando dietro e il giovane vide suo padre colpito dal colpo della morte nera.

"Nelle mie corde passa una scossa elettrica ad alto voltaggio!" disse Maeve rivolta a Galahad "Essa aumenterà sempre di più fino ad ucciderti! Questa è la punizione divina che ti sei meritato!" «No! Non può finire così! Non sono arrivato fin qui per questo!» si disse Galahad "Io non permetterò che Maeve sia per sempre schiava di quelle cinque divinità!" urlò poi spezzando le corde e piantando la spada per terra "Adesso conoscerai il mio colpo segreto, Maeve! SACRA CROCE!" «Non è possibile!» disse l’albero «Maeve è caduta a terra ed è legata ad una croce! Che cosa vorrà mai fare quell’essere umano?» "Sei un vigliacco!" disse la Tree Drui rivolta al cavaliere "Non avrei mai creduto, che tu fossi capace di una simile bassezza!" disse la ragazza "La Sacra Croce non è un colpo mortale! Essa serve solo a tenere fermo il nemico!" disse Galahad "Certo! Per consentirti d’ucciderlo!" "No! Non è quello che farò!" replicò il ragazzo posando le mani sugli occhi della ragazza "Attraverso questa luce, possa il mio Cosmo aiutarti a ricordare il nostro amore! LUCE DEL GRAAL!". «Cosa mi succede?» si chiese la ragazza mentre la luce di Galahad l’avvolgeva sempre di più «Mi sembra che qualcosa che possedevo mi sia stato nascosto! Ma cosa? Certo! Adesso mi sembra di ricordare… riguarda Galahad e gli dei celtici!» «Ferma! Non devi ricordarlo!» disse la voce dell’albero nella mente di Maeve «Vuoi forse mandare a monte il glorioso progetto delle tue divinità? Ti ho tolto i tuoi ricordi per questa ragione! Abbandona la tua ricerca!» «No!» rispose la ragazza «Io rivoglio i miei ricordi! Ecco adesso li vedo! Galahad ed io quella sera a Glastonbury, la nostra ultima sera insieme! Adesso lui se ne va e poi io pianto l’albero nel posto stabilito e i suoi rami s’avvicinano alla mia testa e poi…! Basta! Adesso ricordo tutto! E so cosa fare!» disse la ragazza prima di svegliarsi e di voltarsi verso l’albero "Adesso pagherai per quello che mi hai fatto! Preparati ad essere ridotto a legna da ardere! TEMPESTA DI FULMINI!" «Mi dispiace, Maeve! Ma il tuo attacco non è efficace contro di me!» disse la betulla «E non lo saranno neanche i tuoi, Galahad! Noi alberi del restauro non siamo come i nostri genitori che furono abbattuti dai romani! Nel corso dei secoli gli dei ci hanno dotato di una coscienza e ci hanno resi resistenti come le colonne del regno dei mari! Siamo invulnerabili!» "Mi dispiace per te, ma Seiya e gli altri sono riusciti a distruggere tutte le colonne dei mari, mucchietto di legna!" disse Kiki "Tu devi essere Galahad! Io sono Kiki di Appendix, fratello e allievo del Cavaliere dell’Ariete e amico dei Cavalieri di Bronzo!" aggiunse rivolto al ragazzo mentre apriva lo scrigno "Questa è la corazza della Bilancia, l’armatura del maestro di Shiryu! Usando una delle sue armi dovresti riuscire ad abbattere l’albero!" "Sarò io a farlo!" disse Maeve "Sono stata io a piantarlo, ed è giusto che sia io a rimediare!" a quelle parole una spada andò in mano alla ragazza "Dunque è questa l’arma che userò! Vai spada della Bilancia, per Atena e tutti gli abitanti della Gran Bretagna, abbatti quest’albero!" urlò mentre sferrava un colpo secco all’albero abbattendolo.

Pochi minuto dopo per tutta la dimensione creata dagli dei si diffuse uno strano terremoto, mentre sulla Terra il ramo di larice dell’albero che imprigionava Atena cadde al suolo. "Non è possibile!" disse Cal "Questo rumore proviene dalla foresta della betulla, ed è il segnale che un albero è stato abbattuto! Infatti la foresta sta scomparendo! Mai avrei creduto che ciò fosse possibile!" "Invece è così, Tree Drui! Continuiamo il nostro incontro!" disse Seiya "Sono pronto, Pegasus! GALAXIAN EXPLOSION!" rispose il Tree Drui lanciando il colpo segreto di Saga "Te l’ho già detto! Non puoi usare lo stesso colpo due volte contro un Cavaliere! PEGASUS RYUSEIKEN!" urlò il Cavaliere di Pegasus facendo cadere a terra l’avversario "Dannato! Non posso attaccarti con il mio colpo segreto! Grazie alla Past Vision sono riuscito a scrutare la tua mente, ma non credevo che saresti stato in grado di evitare tutti i miei colpi! Ma me ne rimane ancora uno!" disse rialzandosi "Adesso conoscerai veramente la mia forza e le mie capacità! PAST DIMENSION!" e davanti agli occhi del suo avversario il Tree Drui aprì la porta per un’altra dimensione.

 

Le tre aurore

«Questo portale è simile a quello di Saga per la dimensione oscura, ma chissà dove porterà?» si chiese Seiya, mentre veniva attirato sempre di più nella fessura tra i due mondi "Questo passaggio di porterà direttamente nel passato, ma non so in quale epoca! Ma una cosa è certa: non potrai più tornare indietro!" disse Cal mentre il Cavaliere stava entrando nella porta "Devo cercare di resistere!" disse Seiya cercando d’aggrapparsi "Mi dispiace ma ti sarà impossibile!" disse il Tree Drui aumentando l’intensità facendo finire il suo avversario nel passato "Addio, Pegasus!". "Devo riconoscere che era forte, però! È riuscito a ferirmi!" disse Cal fermandosi a valutare i danni della sua armatura "Adesso occupiamoci del padre! Mi fa pena vederlo così, quindi lo ucciderò in fretta!" disse poi facendo comparire al suo braccio delle catene uguali a quelle di Shun "Addio, Daisuke! NEBULA…" "PEGASUS SUISEIKEN!" urlò Seiya comparendo alle spalle del nemico "Come hai fatto ad uscire dalla mia dimensione?" chiese poi Cal rialzandosi "Sono stato io!" disse una voce sconosciuta che apparteneva ad un Cavaliere d’oro "Kanon dei Gemelli, custode della terza casa ed ex-generale degli abissi. E adesso sarò io il tuo avversario!".

"Come hai fatto ha tirare fuori Pegasus dalla mia dimensione?" chiese il Tree Drui rivolto al suo nuovo avversario "Non sei l’unico in grado di distorcere lo spazio! Quando mi sono accorto che c’era un corpo estraneo che s’aggirava fra le dimensioni sono andato a controllare e ho trovato Seiya!" rispose il fratello di Saga "Adesso ti pentirai di averlo fatto!" disse Cal chiudendo gli occhi "Vuoi usare il colpo segreto di Shaka, giusto?" chiese Kanon "Cosa?!" esclamò Cal riaprendo gli occhi "Seiya mi ha raccontato che sei in grado di copiare gli attacchi visti dai tuoi avversari, e che gli altri tuoi colpi sono illusioni che hanno a che fare col passato! Se ti piace così tanto il passato, io ti porterò nel luogo dove quest’ultimo s’incontra col presente e il futuro! Cadi nel triangolo delle Bermude, tiglio! GOLDEN TRIANGLE!" "Nooo!" furono le parole urlate da Cal prima di sparire nel triangolo.

"Grazie, Kanon!" disse Seiya che stava premendo il Seimieiten di suo padre (che era riuscito a trovare grazie alla spada del genitore, l’Excalibur delle stelle) per far uscire il sangue infetto "Non ringraziarmi! Ho un debito con Atena!" rispose il Cavaliere "Seiya!" urlò Kiki comparendo andando davanti all’amico "Kiki, cosa ci fai qui!" chiese Kanon "Ordine del vecchio maestro. Ma cosa ci fai tu qui, Kanon?" "Mi ha aiutato!" rispose il Cavaliere di Pegasus "Vedo che hai le armi della Bilancia con te!" disse il custode della terza casa "Questo vuol dire che…" "Esatto! Gli alberi sono resistenti tanto quanto le colonne! Per questo servono le armi della Bilancia!" rispose il bambino lanciando al Cavaliere d’oro la lancia per abbattere l’albero.

"Un altro terremoto!" disse Morrigan affacciandosi al balcone del palazzo "E questa volta proviene dalla foresta del tiglio! Anche Cal ha fallito!" "Certo, perché mi hanno scaraventato fra le dimensioni, ed è stato duro tornare!" disse il Tree Drui apparendo davanti alla dea "Inoltre un altro Cavaliere è apparso: Kanon dei Gemelli!" "La situazione si fa più complicata del previsto!" disse Lug "Se continua così il nostro progetto fallirà! Le catastrofi provocate dagli alberi sono diminuite e la liberazione di Atena s’avvicina sempre di più vicina!" "Anche se Maeve e Cal hanno fallito sono sicura che gli altri non ci deluderanno!" disse Ana "Abbiamo aspettato per secoli questo momento! Non permetteremo a degli stupidi esseri umani di rovinare tutto! Attraverso gli alberi darò ordine ai Tree Drui di combattere al massimo delle loro forze!".

"Questo rumore viene dalla foresta dov’erano entrati Seiya e suo padre! Un altro albero è stato distrutto!" disse Hyoga, mentre correva in una foresta completamente coperta dalla neve "Vuoi sbrigarti!" disse Lancilotto che accompagnava il Cavaliere del cigno "Scusami! Ma a quanto pare Seiya e Daisuke sono riusciti ad abbattere l’albero della foresta dove si sono diretti!" "Bene! Anche davanti a noi c’è l’albero che stavamo cercando!" disse il cavaliere della tavola rotonda "Quest’albero è un pino, ed è anche lui coperto di neve. Questo vuol dire che il Tree Drui che protegge questo punto possiede il potere delle energie fredde!" disse Hyoga "Esatto, Cygnus! Io sono il Tree Drui che è il signore supremo dei ghiacci di questa terra!" disse il Tree Drui del pino avvicinandosi ai suoi avversari vestito della sua armatura "Sono Lot del pino, protettore della foresta innevata!".

"Ho sentito parlare della tua fama! Vediamo se sei davvero il più valoroso dei cavalieri della tavola rotonda! AGHI DI GHIACCIO!" disse Lot rivolto a Lancilotto, lanciando molti cristalli a forma d’aghi di pino dalla sua armatura "Non mi fai paura! MURO DEL LAGO!" disse Lancilotto creando un muro d’acqua tramite la sua spada "Sei uno stupido! I miei aghi sono capaci di congelare qualsiasi cosa!" "Cosa succede? Il mio muro d’acqua si è congelato!" esclamò il cavaliere incredulo "Esatto! E adesso tu e il tuo amico conoscerete la mia forza! TORMENTA DI NEVE!".

"Papà, stai bene?" disse Seiya appena Daisuke si fu ripreso "Sì, ma cos’è successo?" chiese l’uomo "Cal ha usato il colpo segreto di Black Pegasus! È un colpo che provoca una morte lenta e dolorosa!" rispose Seiya "E adesso dov’è?" "Mentre io mi prendevo cura di te il mio compagno Kanon l’ha scaraventato tra le varie dimensioni! Adesso dobbiamo correre verso la prossima foresta!" "D’accordo! Scusami se mi sono lasciato ingannare da quell’illusione!" "A me una volta è capitata la stessa cosa! Non preoccuparti!" disse il Cavaliere guardando il padre negli occhi.

"Sento il Cosmo di Hyoga da queste parti, ma non riesco a capire dove! Inoltre i miei poteri si sono esauriti e ho bisogno di riposare!" disse Kiki mentre camminava nei pressi della foresta innevata "Ecco adesso lo sento! È in questa foresta coperta di neve, ma chissà dove?! Avanti non ho tempo da perdere! Devo cercarlo, o per la signorina Saori sarà la fine!".

"Cosa? Non è possibile!" disse Lot vedendo Hyoga che non crollava di fronte alla sua tormenta come invece era successo a Lancilotto "Come puoi resistere alla mia tormenta?" "Questa sarebbe una tormenta di neve? A me sembra solo un venticello di primavera! A quanto vedo l’arte dei ghiacci qui in Gran Bretagna è inferiore rispetto a quella in Siberia orientale!" disse Hyoga "Siberia orientale? Cos’è e dove si trova?" "Si trova all’estremo nord del continente eurasiatico ed è la regione più fredda del mio paese d’origine, la Russia, e del mondo. È una terra eternamente ricoperta da ghiacci dove neanche un fiore cresce e la temperatura del mare è molto bassa! In quel luogo io ho imparato tutto quello che so dal mio maestro Camus dell’Acquario, che mi ha lasciato il dominio di tutte l’energie fredde!" spiegò il Cavaliere "Il dominio dell’energie fredde? Allora tu sei discepolo del Cavaliere dell’Acquario che mi vinse ai tempi del medioevo!" disse il Tree Drui con una voce piena di rabbia "Più di mille anni fa’ io conobbi un uomo il cui nome era Dimitri dell’Acquario che si diceva essere il signore dei ghiacci! Quando venne qui in Britannia come ambasciatore del Santuario presso Avalon, le divinità celtiche mandarono me a fermarlo! Durante lo scontro scoprii che lui era in grado di padroneggiare i ghiacci meglio di me! Lui mi sconfisse, ma venne ucciso da Belenos, il dio del fuoco. Il ricordo di quella sconfitta, però, mi ha sempre bruciato e adesso ho l’opportunità di vendicarmi!" "Allora tu eri già al corrente dell’esistenza del Santuario!" disse Hyoga "Certo! Furono gli dei a dircelo! I soli a non saperlo erano Merlino e gli altri abitanti di Avalon!" rispose Lot aumentando sempre di più il suo Cosmo "Adesso Cygnus, conoscerai la vera forza di Lot del pino! ICE CRISTAL!" disse imprigionando il suo avversario in un cristallo di ghiaccio che poi pose in cima al pino "Adesso subirai l’ira della mia vendetta e la punizione divina! AGHI DI GHIACCIO!". «Cosa succede? I suoi aghi mi stanno ghiacciando la pelle! Non avrei mai detto che lui fosse così forte!» «Che ti succede Hyoga? Non è da te arrenderti così!» disse una voce familiare «Maestro Camus!» «Sì! E ci sono anch’io!» disse un’altra voce maschile «Isaac!» «Tu hai sempre combattuto senza arrenderti mai, e soprattutto senza mai sottovalutare il tuo avversario, adesso però lo stai sopravalutando e questo è un errore! Perché è il primo segno di sfiducia in se stessi!» disse Camus «La prima regola di chi padroneggia i ghiacci è quella di mantenere sempre il sangue freddo!» aggiunse Isaac «Adesso liberati e fagli vedere cosa sono le vere energie fredde!» dissero tutti e due «Avete ragione! Io non posso perdere! Adesso torniamo laggiù e salviamo il mondo!» "Cosa? Non è possibile! Cygnus si sta liberando!" disse Lot incredulo mentre Hyoga rompeva il cristallo come se fosse burro "Lot i tuoi ghiacci non potranno mai battere i miei, perché non conosci la fonte del potere delle energie fredde!" disse Hyoga togliendosi lo strato di ghiaccio prodotto dagli aghi con una mano come per pulirsi "E quale sarebbe?" chiese il Tree Drui "Il sangue freddo! Più il sangue e freddo più il Cosmo è potente! Adesso conoscerai il potere della mia aurora più potente!" "La tua aurora più potente?" "Esatto! Forse questo colpo lo conosci già!" disse mettendosi nella posa del colpo "Ma quella è il colpo con cui il Cavaliere dell’Acquario mi sconfisse!" "Esatto! Questa è la massima tecnica delle energie fredde! AURORA EXCUTION!" per Lot fu impossibile parare quell’aria fredda e morì sul colpo, dopo essere venuto a conoscenza della ragione della sua inferiorità Ma prima dietro a Hyoga gli parve di vedere altre due persone: due giovani. Uno con i capelli lunghi, l’altro con una cicatrice su un occhio: erano Camus e Isaac.

"Sei stato bravo!" disse Lancilotto "Però mi sembra di aver avvertito tre Cosmi in uno mentre lanciavi il tuo colpo! Sarà stata un’impressione!" "No!" disse il Cavaliere "Quel colpo è stato lanciato anche dal mio maestro Camus e dal mio amico Isaac! Quel colpo erano tre in uno!" "Hyoga! Eccoti finalmente!" disse Kiki "Presto usa una di queste armi per abbattere l’albero!" aggiunse il bambino "Va bene!" rispose il Cavaliere "Lo scudo! È questa l’arma che il vecchio maestro vuole che usi!" avvicinatosi al pino avvertì la paura dell’albero, ma questo non lo fermò e con un lancio da maestro l’albero cadde a terra "Dobbiamo sbrigarci!" urlò poi Kiki "Tra poco questa foresta sparirà e noi ci ritroveremo in una zona qualsiasi della Gran Bretagna, anche nelle stanze della regina!" "Corriamo, allora!" disse Lancilotto.

"Signor Merlino! È caduto un altro albero!" disse Gawen andando verso il signore di Avalon "Quale?" chiese "Il pino! E prima è stata la volta della betulla e del tiglio!" "Me ne ero già accorto! Se vedi bene la pioggia è diminuita e il vento non è più forte come prima. Sono sicuro che anche i terremoti hanno diminuito la loro intensità e si fanno meno frequenti!" "Mi chiedo cosa starà facendo Mordred!" disse Gawen guardando verso il portale "Non ti preoccupare!" disse Brigida avvicinandosi al bambino "Tuo fratello è un tipo in gamba!" "Prima di partire mi ha promesso che avrebbe liberato i miei genitori, spero che ci riesca!" "Ci riuscirà sicuramente!" disse Jabu "Abbi fiducia in lui!".

In quel momento il lupo di Britannia stava affrontando un suo vecchio nemico, l’uomo che aveva tolto a Gawen la sua vita: Angus del melo. "Non sai quanto ti ho cercato!" disse Mordred avanzando verso il nemico "Adesso dimmi dove si trovano i genitori di Gawen, se non vuoi che ti tolga la testa dal collo!" "Per quale motivo ti preoccupi per loro, e mi minacci? Dovresti essermi grato, invece! Grazie a me ora puoi stare con tuo fratello per sempre!" disse Angus "Hai ragione, ma io ho promesso a Gawen che gli avrei riportato le persone che lo hanno cresciuto e amato! Che gli avrei riportato la sua famiglia! Mi sembra di aver risposto a tutte le tue domande, adesso dimmi dove sono i genitori di Gawen!" "Per saperlo dovrai prima sconfiggermi, Mordred!" disse il Tree Drui mettendosi in posa d’attacco "Non aspettavo altro!" rispose il figlio di Morgana.

"L’hai avvertito anche tu?" chiese Galahad a Maeve "Sì! Mordred e Angus si stanno per affrontare! Dobbiamo fermarli immediatamente!" rispose la ragazza "Da che parte è la foresta in cui sorge il melo?" "La foresta degli alberi da frutto è da questa parte! Seguimi". "Dove state andando, ragazzi?" chiese Kiki, dopo aver visto Galahad e Maeve correre "Stiamo andando all’albero del melo! Vogliamo impedire che Mordred e il fratello di Maeve di uccidersi a vicenda!" rispose Galahad "Aspettatemi, vi seguo!" disse il bambino.

La divisione dei fratelli

Davanti al melo, Mordred e Angus avevano ingaggiato un terribile combattimento corpo a corpo, e nessuno sembrava riuscire a prevalere sull’altro "Ti faccio i miei complimenti, Mordred! Devo dire che combatti molto bene!" disse Angus "Anche tu sei un ottimo lottatore! Purtroppo questo non è un incontro, ma una guerra e uno di noi due morirà!" si complimentò Mordred "Hai ragione! POMI ELETTRICI!" urlò il Tree Drui lanciando il suo colpo segreto ad una velocità maggiore rispetto allo scontro precedente «Dannazione! Questi pomi sono veloci quanto le frecce di Maeve! Non so se riuscirò a schivarli tutti!» pensò Mordred mettendosi in posizione di parata "Non pensare che basti quella posa per evitare di essere colpito! POMO ESPLOSIVO!"disse il fratello di Maeve lanciando la tecnica con cui era già successo a mettere in difficoltà Mordred l’altra volta "Non mi fai paura! FENDENTE DI RIMANDO!" urlò il ragazzo rimandando il pomo contro il suo avversario "Ti ho già detto che non sono così scemo da farmi colpire dal mio stesso colpo! Adesso conoscerai il colpo più potente di Angus del melo!" disse il Tree Drui schivando il suo colpo mentre concentrava tutto il suo Cosmo nella mano destra "Io stesso mi ero ripromesso che non ne avrei mai fatto uso, ma le promesse degli uomini sono poca cosa di fronte al volere degli dei! Essi ci hanno ordinato di combattere con tutta la nostra forza ed è quello che farò! Questa è la punizione che merita chi ha disubbidito al destino e agli dei! Addio, Mordred!" "Fermati, fratello!" disse Maeve mettendo tra Angus e il suo avversario.

"Cosa ci fai qui, Maeve? Tu dovresti essere morta! Ho sentito personalmente il tuo albero cadere!" chiese stupefatto il Tree Drui alla sorella "Sono stata io a far cadere il mio albero!" rispose la ragazza "Cosa?" esclamò Mordred " Esatto! Siccome io non mi fido degli dei, l’albero aveva preso il controllo della mia mente. Grazie a Galahad e al suo amore sono riuscita a liberarmi, e ho abbattuto l’albero." "Ma perché, Maeve?" chiese Angus "Perché quello che stiamo facendo non è giusto! Noi dovremmo proteggere questa terra e i suoi abitanti, non ucciderli e privarli della loro casa!" "Ma questa è la volontà degli dei! È il nostro destino!" "Non esiste un destino prestabilito!" disse Mordred "Tutti gli esseri viventi di questo mondo dispongono della loro vita e hanno lo stesso diritto di vivere! Inoltre non c’è scritto da nessuna parte che debbano essere gli dei a comandare e che gli umani siano più deboli di essi! Questa è la lezione che i miei amici mi hanno insegnato!" "Inoltre, cosa ti fa credere che una cosa decisa dagli dei sia giusta per forza?" disse Galahad "In questo preciso istante molte persone innocenti stanno perdendo la loro casa e molti bambini stanno morendo! Credi ancora che questa sia giustizia?" "State zitti!" disse Angus "Maeve! Tu non puoi pensare sul serio queste cose?" chiese poi rivolto alla sorella "Tu sei sempre stata con me! hai accettato di diventare un Tree Drui e di…" "Sono diventata un Tree Drui perché volevo combattere per aiutare i deboli e gli oppressi e perché noi due stiamo sempre stati insieme, Angus. Ma io non mi sono mai fidata degli dei! Mordred l’ha capito quando mi ha attaccata, per questo non mi ha ucciso!" sentendo quelle parole qualcosa in Angus si spezzo e il suo Cosmo cominciò a bruciare di rabbia "Io mi sono sempre fidato di te! Ma adesso ho capito che la mia fiducia in te era mal riposta, Maeve! Adesso pagherai per il tuo tradimento! POMO DELLA DISTRUZIONE!" urlò il Tree Drui lanciano il suo colpo più potente contro la sorella "ZANNA D’ANNULAMENTO!" urlò Mordred usando contro il colpo nemico la tecnica che di solito usava per attaccare "Questo è il nostro scontro, Angus! Se c’è una persona contro cui devi usare quel colpo sono io!" disse il lupo puntando la spada verso il suo avversario.

Nel frattempo Seiya, Daisuke e Kanon stavano correndo verso l’albero centrale di una quinta foresta "Questa foresta è composta in prevalenza da castagni! Sicuramente è quello l’albero che dobbiamo distruggere!" disse Daisuke guardandosi in torno "Che tipo è il Tree Drui del castagno?" chiese Kanon "Non lo so!" rispose Seiya "Non l’abbiamo mai incontrato! Gli unici che abbiamo affrontato sono quelli del tiglio, della betulla e del melo!" "Ho chiesto notizie a Galahad e lui mi ha detto che è il più forte Tree Drui dopo Dagda, e che gode del titolo di comandante in seconda!" disse Daisuke "Quindi deve essere molto forte!" disse Kanon "Ecco l’albero!" disse Seiya continuando a correre. "Benvenuti! Vi stavo aspettando!" disse il Tree Drui custode avvicinandosi "Sono Esus del castagno, Tree Drui protettore di quest’albero e discendente di Vercingetorige!" disse un ragazzo dal tipico aspetto gallo dotato di una muscolatura molto sviluppata "Cosa? Allora devo pensare che tu sia più di chiunque altro favorevole a ciò che gli dei stanno facendo agli abitanti di quest’isola?" disse Daisuke "Il mio unico scopo è la vendetta! A me non interessa niente degli dei e del loro progetto! Io voglio solo che Roma paghi per quello che ha fatto alla mia famiglia!" "A distruggere la tua famiglia è stato Cesare, non Roma! Adesso quella città è solo capitale dello stato italiano! L’impero romano è crollato secoli fa!" disse Seiya "A quanto pare voi non siete a conoscenza dell’esistenza dei Legionari d’Italia!" disse il Tree Drui "Cosa? I Legionari d’Italia?" ripeté Daisuke "Ne ho sentito parlare!" disse il Cavaliere dei Gemelli "Sono un gruppo di cavalieri che ha l’ordine di proteggere l’Italia che fu fondato da Giano e Saturno nell’età dell’oro. Il loro quartier generale è nei sotterranei di Roma e sono guidati dal loro generale supremo che è discendente di Romolo." "Esatto! E io mi vendicherò su di lui per quello che Cesare ha fatto passare alla mia famiglia!".

Davanti al melo la battaglia tra Mordred e Angus procedeva del tutto a svantaggio del primo poiché il Tree Drui, forte della sua rabbia, si dimostrò un avversario terribile. "Ti vedo un po’ stanco! E tutta qui la forza del lupo di Britannia?" chiese il fratello di Maeve al nemico "No!" disse Mordred "Il lupo non ha nemmeno iniziato a correre!" "E non lo farà! POMI ESPLOSIVI!" «Dannazione! I suoi colpi sono molto più forti e veloci! Non credo che riuscirò a farcela! Perdonami Gawen! Non sono riuscito a mantenere la promessa!» pensò Mordred mentre riceveva i colpi dell’avversario «Vuoi davvero arrenderti così, Mordred?» disse una voce di bambino nella sua testa «Sei tu Gawen?» chiese il lupo «Sì! Vuoi arrenderti davvero? Non ti ricordi cosa hai detto a Angus all’inizio del combattimento? Che tu vuoi riportarmi i miei genitori? Sono sicuro di sì! Tu non sei un codardo, mio fratello non lo è!» "Hai ragione!" disse Mordred incominciando ad avanzare verso il nemico "Io non sono un codardo! FENDENTE DI RIMANDO!" "I pomi stanno tornando indietro! E sono più veloci di prima!" disse Maeve guardando stupefatta la scena "Se Angus viene colpito morirà sicuramente!" disse Galahad "Ehi! Ma Angus è scomparso!" disse Kiki appena la nuvola di fumo provocata dall’esplosione si fu dissolta "Dove sarà finito?" chiese il custode del Graal "Non lo so! Ma sicuramente è ancora vivo!" rispose Mordred "Aspetta!" disse Kiki lanciando al ragazzo una lancia bracciale "Usa questo per abbattere l’albero!" "Grazie!".

Angus era stato portato in salvo da Cal, per ordine di Ana "Perché mi ha tolto dalla mia postazione?" chiese il Tree Drui alla dea "Perché abbiamo già perso Lot e Maeve, e non potevamo sopportare anche la tua perdita. Il fendente di Mordred ti avrebbe ucciso di sicuro!" spiegò la dea, prima che la dimensione venisse scossa dal terremoto provocato dalla caduta del melo "La betulla, il tiglio, il pino e il melo. Sono questi gli alberi che sono stati abbattuti, fino ad adesso, e una battaglia sta per cominciare vicino al castagno. Se continua di questo passo il nostro progetto fallirà, dobbiamo almeno salvare il salvabile!" disse Morrigan entrando nella sala "Hai capito perché ti abbiamo salvato? Non possiamo perdere combattenti del tuo valore!" "Sì, ho capito! Chi saranno i prossimi?" chiese Angus "Uno è sicuramente Dagda, un altro è Esus. Per quanto riguarda l’ultimo vedremo." disse Lug "L’ultimo?" ripeté il Tree Drui stupito "Esatto! Solo cinque Tree Drui si salveranno! I più forti!" rispose la dea della guerra "Ma perché proprio Esus? A lui interessa solo vendicarsi di Roma per quello che Cesare fece al suo antenato!" "Lui è uno dei Tree Drui più forti! L’odio scatenato dalla sua rabbia per Roma e per Cesare lo rendono invincibile, un vero Fantasma della distruzione!".

"Sarò io ad affrontarlo! Voi procedete in direzione della prossima foresta!" disse Seiya rivolto ai suoi compagni "No, Seiya! io rimango con te!" disse Daisuke "Grazie papà! Ma sono capace di cavarmela da solo! Inoltre, se non porto a termine questa guerra senza sconfiggere un nemico il mio nome di Pegasus verrà disonorato!" rispose il ragazzo prima di sentire il terremoto proveniente dalla foresta del melo "Un altro albero è caduto e la salvezza della signorina Saori è vicina, ma anche noi dobbiamo dare il nostro contributo! Papà! Kanon! Voi andate verso la prossima foresta!" "D’accordo!" disse il Saint dei Gemelli, prima di partire.

"Sei uno stupido! Perché vuoi impedirmi di portare a termine la mia vendetta?" chiese Esus al suo avversario "Il mio compito è di proteggere coloro che vivono sulla Terra dalle persone egoiste e da accecate dall’odio come te! Ora ti chiedo di farmi passare per distruggere quell’albero!" rispose il Cavaliere "Mai! Quest’albero contribuirà a far fuori la Gran Bretagna, una delle tante eredi di Roma!" disse il Tree Drui "Se parole non servono a convincerti dovrò usare la forza! PEGASUS RYUSEIKEN!" urlò Seiya lanciando contro il nemico il suo colpo segreto colpendolo in pieno "Voi Cavalieri tenete davvero onore alla vostra fama!" disse Esus rialzandosi "Ma io non sono come gli altri nemici che hai affrontato, Pegasus. Io sono il Fantasma della distruzione!" "Cosa il Fantasma della distruzione?".

 

La furia del fantasma

"Il tuo nome di battaglia è davvero Fantasma della distruzione?" chiese Seiya stupito "Esatto! E adesso ti accorgerai perché! MOLTIPLICAZIONE!" disse Esus cominciando a correre intorno a lui ad una velocità impressionante, quasi superiore a quella della luce "Non pensare che basti questa vecchia tecnica per mettermi in difficoltà!" disse il Cavaliere "Mi dispiace, Pegasus! Ma questa tecnica è molto diversa!" disse il Tree Drui prima di fermarsi "Adesso guardati intorno, Cavaliere!" "Ma queste sono delle tue copie!" esclamò il ragazzo stupefatto "Esatto!" disse il discendente di Vercingetorige parlando a più voci "Mentre correvo per disorientarti ho creato questi doppioni con il mio Cosmo! Esse sono illusioni che fanno le mie stesse azioni! E adesso capirai perché sono il Fantasma della Distruzione! MILLE COLPI INVIBILI!" «Cosa succede?» si chiese Seiya mentre il nemico lo attaccava "Tutti gli Esus sono scomparsi e adesso quello vero mi sta attaccando da tutte le parti! Dannazione! Non riesco a trovarlo!»

"Cosa? Seiya sta combattendo contro Esus?" esclamò Galahad una volta saputa la notizia "Sì, perché è in pericolo?" disse Daisuke "Esus porta il soprannome di Fantasma della distruzione!" disse Maeve "Lui combatte ricorrendo all’invisibilità e all’illusione oltre che alla sua misurata forza fisica! È uno dei Tree Drui più pericolosi!" "Allora forse Seiya non c’è la farà!" disse Daisuke sconsolato "Non ne sono sicuro!" disse Kiki avvicinandosi all’uomo "Suo figlio ha affrontato molte battaglie, ma è sempre riuscito a cavarsela! Sia alle dodici case, che ad Asgard e anche nel regno degli abissi, lui è sempre riuscito a cavarsela! Anche questa volta, sono sicuro che riuscirà a vincere!".

"È tutta qui la tua forza, Pegasus! Siccome ti sei allenato al Santuario di Atene mi aspettavo che fossi più forte!" disse Esus facendo tornare visibile sia se stesso che le copie dopo aver scaraventato Seiya al suolo "Tu sai del Santuario?" chiese Seiya stupefatto "Certo! Sono uno dei Tree Drui che fu incaricato di uccidere i vostri ambasciatori diretti ad Avalon!" "Allora questo è il motivo per cui non ci sono mai stai rapporti fra Avalon e Atene!" "Esatto! Se Atene e Avalon si fossero alleati tra loro si sarebbero poi uniti Asgard e Roma. E questo avrebbe fatto cambiare gli equilibri e io non avrei potuto avere la mia vendetta!" "La tua vendetta? È solo questo che t’importa dunque!" disse il Cavaliere rialzandosi "Non capisci che la vendetta non porta a niente e che facendo così creerai solo altre persone come te? Non esiste giustizia nella distruzione di vite innocenti! PEGASUS RYUSEIKEN!" attaccò Seiya "Stupido! Non hai ancora capito che questa tecnica non ha alcun effetto! Eccoti il mio colpo più potente! INVISIBLE MEGATON PUNCH!" contrattaccò il Tree Drui "Ora avrai capito chi è il più forte fra noi due, Pegasus!" "Sì, certo! Ho capito che tu non puoi niente contro la potenza dei Cavalieri d’oro!" rispose Seiya bruciando sempre di più il suo Cosmo, mentre la sua armatura brillava del colore dell’oro.

"Avete sentito è il Cosmo di Seiya!" disse Kanon rivolto ai compagni "Certo! Ma è strano! È come se fosse il Cosmo di un Cavaliere d’Oro!" disse Maeve "Infatti è così! Non solo la sua forza è pari a quella di uno di noi, ma la sua armatura è rinata grazie al sangue di Aiolia!" rispose il Cavaliere dei Gemelli "Ora lui sta combattendo bruciando il suo Cosmo ai massimi livelli! Non c’è ostacolo che possa resistergli!". Anche le divinità celtiche e i Tree Drui avevano sentito l’improvviso mutamento nel Cosmo di Seiya ed erano seriamente preoccupati "Questo Cosmo è pari a quello di Aiolia, ma non è il suo e non appartiene neanche al Cavaliere che ha sconfitto Cal!" disse Dagda appena percepì il Cosmo "Questo non è il Cosmo di un Cavaliere di bronzo!" disse Maat "Eppure appartiene a Pegasus! Ma non com’è possibile che uno dei Cavalieri di rango inferiore possa essere così potente!". "La sorte di Esus è segnata!" disse Ana "Cal, preparati a salvarlo!" "Sarà fatto mia signora!".

«Questo Cosmo è potentissimo ed è più splendente del sole!» pensò Esus, mentre veniva investito dalla luce generata dal Cosmo di Seiya «Ma non capisco il perché di tutta questa luce, a meno che…» "Prendi, Esus! PEGASUS RYUSEIKEN!" disse Seiya lanciando il suo colpo segreto contro l’avversario distruggendo parte della sua armatura "Dannato! Come hai fatto a trovarmi?" chiese il Tree Drui "Molto semplice! Le costellazioni dei Cavalieri d’oro ricevono la luce del sole fin dall’antichità, e lo stesso discorso vale anche per le loro armature. Quindi i Cavalieri d’oro posseggono la luce del sole. Quest’armatura è rinata col loro sangue dopo la battaglia alle dodici case ed è diventata simile ad un’armatura d’oro, quindi anch’io possiedo la luce del sole, ed questa luce che mi ha permesso di sconfiggerti facendomi vedere la tua ombra!" rispose il Cavaliere "La mia ombra?" "Esatto! In questa foresta gli alberi giocano a tuo favore, oscurando la luce del sole ed evitando che io possa riconoscerti tra i tuoi doppioni che sono solo illusioni!" "Nessuno era mai riuscito prima d’ora a scoprire il mio punto debole, ti faccio i miei complimenti! Ma adesso la pagherai! Cosa succede?" disse Esus sentendosi trascinare verso il basso "Ma quello è un portale dimensionale, cosa ci fa qui?" esclamò il Cavaliere di Pegasus, mentre il suo nemico veniva trascinato sempre più giù fino a sparire.

"Eccoti qui, Seiya!" disse Kiki correndo verso l’amico "Ma cos’è successo? Perché rimani qui a fissare il suolo?" "Il mio avversario è sparito in portale dimensionale!" disse Seiya "Una cosa simile è successa anche a quello di Mordred!" disse il bambino "Ma adesso pensiamo salvare la signorina Saori!" aggiunse lanciando al Cavaliere un nuchaku.

"Perché mi hai portato qui Cal?" chiese Esus al compagno "Perché la Somma Madre vuole che nel peggiore dei casi cinque di noi rimangano vivi e tu sei uno dei prescelti insieme a me e ad Angus!" rispose il Tree Drui "Non m’interessa niente di ciò che vuole Ana! Io devo combattere contro Pegasus!" "Se avessi continuato a combattere saresti morto!" disse Lug "E tu sei un elemento importante per la nostra vendetta contro Roma! Anche se perderemo qui in Britannia ci vendicheremo almeno dei romani!".

"Un altro albero è caduto!" disse Aiolia mentre s’avvicinava all’albero custodito da Dagda "Seiya è riuscito di nuovo a vincere! Adesso tocca a me!". Arrivato davanti alla quercia, il Cavaliere del Leone sentì la voce del nemico "Alla fine sei arrivato, Aiolia! Credevo che tu fossi scappato!" "Spiacente, ma non è così Dagda! Sono già stati abbattuti cinque alberi e il tuo sarà il prossimo!" rispose il Cavaliere del Leone "Vedremo se sarai in grado di competere contro di me! L’altra volta non ho combattuto al massimo della mia forza! La rabbia scaturita dall’aver saputo delle tue azioni non mi ha permesso di farlo, ma questa volta sarà diverso!" disse il Tree Drui raccogliendo la sfida "Se tu sei pronto a combattere al massimo della tua forza, allora lo sarò anch’io!".

"Cosa? Una battaglia si sta combattendo nei pressi della quercia?" esclamò Cerunno appena un messaggero lo mise al corrente della notizia "Sì! Inoltre i Sommi Progenitori e i divini Lug e Morrigan hanno richiesto la sua presenza "Credo di sapere di che si tratta!" rispose il dio delle foreste dirigendosi verso la sala del trono. "Eccoti finalmente!" disse Morrigan appena Cerunno entrò nella sala "So perché ci siamo riuniti! Perché la quercia non può cadere, giusto?" chiese la divinità selvaggia hai suoi compagni "Esatto!" rispose Lug "Esso è l’albero del comandante dei Tree Drui, è quindi il più potente! Se cade i flagelli diminuiranno di più di quanto abbiano fatto le cadute degli altri alberi!" "Per evitare questo c’è un solo modo! Dobbiamo rafforzare l’albero per renderlo più resistente. Così resistente che solo un’arma divina può abbatterlo." disse Ana "Adesso siediti qui per terra con noi! Perché solo unendo i nostri Cosmi riusciremo a rendere la quercia ancora più forte!" "Va bene!" rispose il dio sedendosi e prendendo le mani dei suoi compagni, mentre cominciava a bruciare sempre di più il suo Cosmo.

In quello stesso istante Aiolia vide la pianta risplendere di una luce verde e capì che era opera degli dei anche se non sapeva bene cosa stava succedendo "Sei pronto, Cavaliere di Atena?" chiese Dagda riportando il nemico alla realtà "Adesso conoscerai il mio colpo segreto! OAK VORTEX!" aggiunse lanciando contro il nemico un tornado di foglie di quercia molto taglienti, che fecero cadere, sanguinante, il nemico a terra "Ti è piaciuto, Aiolia? Ebbene questo non è nient’altro che un assaggio! Presto saprai quali sono le mie capacità e allora capiremo chi è il più forte tra noi due.

 

Un aiuto dal passato

A differenza delle altre minacce affrontate dai Cavalieri dello Zodiaco, questa fu percepita anche dai Titani guidati da Crono e da Ponto nel 1979, e infatti la divinità decaduta chiamò a se tutti i suoi fratelli fra cui Iperione, Giapeto, Ceo e sua moglie Rea nella sua sala delle udienze dentro il Chronos Labyrinthos . "Perché ci ha convocati qui d’urgenza, mio signore? Riguarda, forse, un nuovo piano d’attacco al Santuario?" chiese il Titano delle dimensioni inchinandosi davanti al suo re «No! È una cosa ben più importante!» disse Crono «Una minaccia che parte dal futuro e arriva fino a noi! Sarà Ponto a spiegarvi come stanno le cose!» "Grazie, mio re!" disse la primigenia divinità facendosi avanti "In questo stesso momento, in uno dei tanti futuri possibili, Atena e i suoi Cavalieri stanno affrontando le divinità celtiche e i loro Tree Drui che, usando degli alberi detti del restauro, hanno creato una dimensione parallela che sta lentamente distruggendo la loro per poi sostituirla. L’unico modo per evitare che questo accada è distruggere gli alberi! Sfortunatamente l’albero più potente, protetto dal Tree Drui della quercia contro cui si sta battendo l’uomo del malaugurio, è stato rafforzato e adesso per distruggerlo serve un’arma divina. Quindi uno di voi deve mandare ad Aiolia la sua Soma in forma di arma." "Scusa, mio amato marito, ma cosa c’entra tutto questo con noi? È un problema dei Cavalieri di un’altra epoca?" chiese Rea, la consorte del re Crono «Vedi, mia divina compagna, la presenza di una dimensione estranea come quella creata da Ana e dai suoi seguaci è un pericolo per la nostra sia nel passato così come nel presente e nel futuro! La presenza di questa nuova realtà sta distorcendo lo spazio-tempo e potrebbe alterare la nostra in modo irreversibile, per questo dobbiamo aiutare il Cavaliere del Leone!» "Ha ragione! Inoltre conoscere il futuro potrebbe rivelarsi di grande vantaggio per noi!" disse Ceo "Questo non accadrà Ceo!" disse il primigenio dio del mare "Poiché dopo questa battaglia la nostra realtà ritornerà alla normalità e nessuno di noi ricorderà ciò che è successo!" "Perché?" "Possiamo dire che esiste un sistema di difesa che fa ricordare alle persone gli eventi che hanno a che fare solo con il loro presente e il loro passato!" rispose Ponto "Adesso voglio sapere chi darà la propria Soma al Cavaliere del Leone!" "Sarò io!" disse Iperione "In un certo senso per lui sarà come ricevere aiuto da un vecchio amico!" "Bene! Allora seguimi!" disse Ponto.

A distanza di cinque anni la battaglia fra il Cavaliere della quinta casa e il comandante dei Tree Drui era entrata nel vivo, infatti i due sacri guerrieri avevano cominciato a darsele proprio in un combattimento corpo a corpo. "Devo farti i miei complimenti, Aiolia! La tua forza fisica è pari alla mia! Non avevo mai affrontato un nemico che ne possedesse così tanta!" disse Dagda rivolto all’avversario "Anche la tua non è male! Siccome, però, la nostra forza fisica è pari a decidere l’esito dello scontro sarà la potenza di ciascun Cosmo!" disse Aiolia "Hai ragione! E adesso vedremo chi di noi due è il più forte! Eccoti un altro OAK VORTEX!" "Mi pare di avertelo già detto? Non puoi usare lo stesso colpo due volte contro un Cavaliere!" urlò il Cavaliere del Leone distruggendo il vortice con il suo Lithing Plasma "Se credi che basti distruggere le foglie del mio vortice per sconfiggermi!" rispose Dagda "Adesso conoscerai la mia arma segreta!" «Le foglie del vortice stanno risplendendo!» notò Aiolia "Preparati a dire addio a questo mondo! OAK SNAKES!" le foglie s’alzarono in volo e si posarono sul corpo del Cavaliere fino a prendere la forma di un groviglio di serpenti "Nessuno è mai riuscito a spezzare quel groviglio di serpenti, perché più ti agiti più loro si uniscono formando serpenti sempre più grandi, finchè non sarai stritolato da un gigantesco pitone! La tua vita è alla fine, Cavaliere!".

"Dici davvero Seiya? Il tuo avversario è stato risucchiato in un portale dimensionale?" chiese Mordred all’amico, mentre si dirigevano verso l’albero che in teoria avrebbe dovuto essere protetto da Galahad "Allora deve essere accaduta la stessa cosa anche al mio, è l’unica spiegazione!" "Mordred! Seiya!" urlò Artù apparendo ferito davanti ai due ragazzi "Cosa ti è successo?" chiese Mordred facendo sdraiare il padre a terra "A guardia del faggio c’è Maat! Io ho combattuto contro di lei e sono riuscito a tenerle testa finchè non ho scoperto che lei è in grado di padroneggiare l’AURA DEL DRAGO!" "E cosa sarebbe?" chiese Seiya "L’ Aura del Drago è l’arma più potente di cui dispone un sacerdote di Avalon!" spiegò Mordred "In che cosa consiste esattamente questa tecnica?" chiese poi il Cavaliere di Pegasus "Essa consiste nel far prendere al proprio Cosmo le sembianze di un drago e di travolgere in nemico con una furia inarrestabile! Una furia contro cui neanche il mio colpo più potente ha avuto effetto!" disse il re "Allora andremo ad affrontarla!" disse Seiya "No! Sarò io!" disse Merlino apparendo davanti a loro "Seiya, sono sicuro che tu puoi competere contro Maat, grazie al potere del Graal che ti ha dato Galahad, ma se lo usi tutto durante lo scontro contro di lei non ne avrai più per affrontare le divinità! Adesso tornate nel luogo dell’appuntamento e lasciate a me il combattimento!" disse il vecchio addentrandosi nella foresta "Ma Atena? Come sta la signorina Saori?" "Per adesso sta bene, ma dovete sbrigarvi ad abbattere gli altri alberi!" .

Nel frattempo i serpenti che avvolgevano Aiolia erano già diventati due, e il Cavaliere del Leone stava lentamente cominciando ad arrendersi «Che figuraccia stai facendo, Leone d’oro!» disse allora una voce che il custode della quinta casa conosceva bene "Iperione?" disse a bassa voce il Cavaliere «Esatto!» rispose il Titano «In questo momento ti sto osservando dal passato, poiché la presenza delle piante che voi Cavalieri dovete distruggere minaccia la nostra realtà in tutte le sue epoche. E mi meraviglio di vedere che ti arrendi così facilmente! Non ricordi il nostro primo scontro?» "Sì, me l’ho ricordo!" rispose il Cavaliere «Allora ti ricorderai anche che per quanto io ti colpissi tu ti rialzavi sempre, no? Paragonato a me quel Tree Drui non è niente! Io sarei in grado di farlo fuori con un sol colpo perché a lui manca una cosa che tu possiedi: la forza volontà! Lui è solo un fantoccio nelle mani di Ana, ma tu no! Tu sei diverso, e io lo so bene! Adesso provami che tu sei ancora il Cavaliere che affrontai, altrimenti ti lascerò al tuo destino!» disse il Titano prima d’interrompere il contatto "Hai ragione!" disse poi il Cavaliere bruciando sempre di più il suo Cosmo sotto lo sguardo sbigottito di Dagda "Paragonato a te, Dagda non è niente! E io non posso lasciarmi sconfiggere da uno come lui! Ardi mio Cosmo e brucia questi esseri!" urlò il Cavaliere d’Oro liberandosi dalla stretta dei serpenti "Non è possibile! Come hai fatto a liberarti dalle spire dei miei serpenti?" chiese il Tree Drui "Semplice! Io ho affrontato nemici più forti di te, come il Titano Iperione e suo fratello Ceo! E tu in confronto a loro non sei nulla, Dagda!" rispose Aiolia "Cosa?" "Esatto! E adesso preparati a finire all’altro mondo!" "No! Io non finirò all’altro mondo! Aiutatemi miei signori!" urlò il comandate rivolto al cielo e subito dopo Cal, nascosto fra gli alberi della foresta, aprì un portale dimensionale sotto gli occhi del Cavaliere del Leone facendo sparire al suo interno il comandate.

"Aiolia!" urlò Kiki arrivando con l’armatura della Bilancia "Kiki! Dammi una di quelle armi, presto!" «Mi dispiace, ma sarà inutile!» disse una voce sconosciuta "Chi ha parlato?" urlò il custode della quinta casa spaventato "Gli alberi del restauro sono esseri senzienti! Sono sicuro che è stata la quercia!" disse il fratello di Mu «Infatti! Mi dispiace per voi, ma il Cosmo degli dei celtici mi ha rafforzato! Adesso solo un’arma divina può abbattermi! E voi non la possedete!» "Non esserne così sicuro, stupido mucchio di legna!" disse Iperione apparendo dietro ad Aiolia con la sua Soma trasformata in un’arma "Tieni! Usa la mia arma per abbattere quella quercia!" disse il Titano porgendo al Cavaliere la spada "Ti ringrazio, ma sono sicuro che bastano solo il mio Cosmo e una delle armi della Bilancia. Non dimenticare che io sono riuscito a danneggiare quell’arma!" rispose il Aiolia prendendo una lancia «Pensi di abbattermi con quella?» disse l’albero con tono divertito "Certo! Io ho sconfitto i Giganti e i mostri del mito, e riuscirò senz’altro ad abbatterti!" rispose il ragazzo bruciando il suo Cosmo e concentrandolo nella lancia "Preparati a cadere! Vai, lancia della Bilancia!". Nel momento stesso in cui Aiolia colpì il tronco della quercia Iperione scomparve e, subito dopo, il gigantesco albero cadde a terra con un tonfo che fu sentito da tutti quelli che si trovavano in quella realtà e che sorprese Ana e i suoi compagni, i quali si stavano ormai rassegnando all’idea che il loro progetto stava per fallire.

"È caduto un altro albero! E sembra che sia la quercia!" urlò Maat sorpresa "Esatto! E adesso gli alberi caduti sono sei! Il vostro progetto è fallito!" disse Merlino arrivando alle spalle della sacerdotessa "Tu qui?" esclamò la donna voltandosi verso il nemico "Sì! E immagino che tu sappia perché sono qui!" "Certo! Per combattere contro di me!" "Esatto! Adesso vedremo chi di noi due è degno di sedere sul seggio di Avalon!" "Sono millenni che aspetto questo momento, Merlino! Da quando gli dei ordinarono a me e ai Tree Drui di combatterti dopo che tu hai accolto Atena come tua allieva! Da quando loro stabilirono che io sarei stata destinata a diventare la nuova signora di Avalon!" "Ma io riuscii a fermarti!" "Sì, ma questa volta le cose non andranno così! Anche se solo all’ultimo momento sono riuscita a battere il tuo allievo adorato, e adesso toccherà anche a te!" disse Maat, mentre la sua figura veniva avvolta da un dragone bianco generato dal suo Cosmo "Se vuoi combattere sono pronto!" disse il vecchio venendo avvolto a sua volta da un drago rosso. La battaglia tra i due draghi avrebbe finalmente avuto fine, ma nessuno sapeva se sarebbe finita come nella visione di Merlino o se avrebbe vinto Maat.

 

La battaglia dei draghi

"Merlino è andato a combattere contro Maat?" esclamò Maeve non appena Mordred e Seiya comunicarono la notizia agli altri amici che avevano già distrutto gli alberi "Sì! E credo che la battaglia sia già cominciata!" disse Artù voltandosi verso la foresta dove i draghi in cui si celavano i due sacerdoti s’alzavano in volo "Allora è quella l’Aura del Drago!" esclamò Seiya guardando le due creature che incominciavano a combattere "Sì!" rispose Mordred "Come puoi vedere è una tecnica terribile, che nessun sacerdote di Avalon ha mai usato fino ad oggi!" "Secondo voi Shiryu riuscirebbe a resistergli?" chiese il Cavaliere "Io ne sono sicuro!" rispose Hyoga "E non solo lui ma anche Mu, il vecchio maestro, Shaka, noi, Milo, Aldebaran, Kanon e Aiolia!" "Hai ragione!" disse Kanon "Noi siamo i più forti dei Saint di Atena di quest’epoca e sono sicuro che riusciremo a resistere anche all’attacco di una creatura divina!" "Io l’ho già fatto!" disse Aiolia "Allora datemene la prova!" disse Cal comparendo davanti ai suoi avversari.

"Come fai ad essere qui? Ti ho scaraventato io stesso nel Triangolo delle Bermuda!" chiese Kanon all’avversario "Quando vidi i tuoi compagni la prima volta ispezionai la loro memoria molto velocemente, e scoprii che uno di loro aveva assistito ad uno scontro interessante fra il Cavaliere della prima casa e il Titano delle dimensioni!" rispose il Tree Drui "Cosa? Tu hai visto nella mia memoria lo scontro fra Mu e Giapeto?" urlò stupefatto Aiolia "Sì, e quando sono stato mandato nel triangolo da Kanon sono riuscito ad uscirne copiando l’attacco di Giapeto: lo Spostamento Dimensionale! E adesso preparatevi a conoscere un vecchio amico del caro Aiolia!" disse Cal, mentre hai suoi bracci comparivano due lame uguali a quelle usate da Giapeto per aprire i varchi dimensionali "Allora tu hai intenzione di usare la tecnica con cui quello pseudodio mise in difficoltà Mu!" disse il Cavaliere della quinta casa al Tree Drui "Esatto! HEKATON KHEIR KALEIN!" rispose Cal aprendo un varco dimensionale per evocare l’ecatonchiro.

«Qualcuno sta aprendo un varco dimensionale!» pensò Merlino quando riuscì a percepire l’attacco di Cal "Che ti succede Merlino? Ti sei distratto?" chiese ironicamente Maat al nemico "Allora sarò io a riportarti alla realtà! SFERA DEL DRAGO!" aggiunse colpendo il nemico con una sfera infuocata generata dal suo Cosmo "Ti è piaciuta, vecchio! Adesso conoscerai la mia vera forza!" "Mi dispiace, ma tu non riuscirai a battermi!" disse il signore di Avalon alla nemica "Come osi dirmi questo?! Chi perderà sei tu, perché è stato deciso dagli dei! WHITE VORTEX!" urlò Maat lanciando contro il suo nemico un vortice di ghiaccio, che però il drago rosso riuscì a schivare "Gli dei? Possibile che non hai ancora capito che siamo noi a decidere del nostro destino?" chiese il maestro di Artù alla sua nemica "Vuoi sapere perché ho smesso di ubbidire alle divinità, Maat? Lo vuoi sapere?" "Certo!" "Allora preparati a sentire una storia che ti farà rabbrividire!".

"Cosa? Lady Maat sta combattendo contro Merlino?" chiese il generale dei Tree Drui alle sue divinità "Esatto, e il vincitore questa battaglia segnerà per sempre il corso di questa guerra!" rispose Ana "Cosa? Ma non potete deciderlo voi?" disse "Purtroppo no!" disse Morrigan "Quando si è in guerra il corso degli eventi cambia come le onde del mare! In situazioni come queste tutto dipende dall’esito del combattimento! Se Maat fallirà, allora per noi e per il progetto sarà fine sicura!".

In quello stesso momento i Cavalieri erano alle prese con l’ecatonchiro controllato da Cal, perché anche se riuscivano a tagliargli le braccia il Tree Drui utilizzava i suoi varchi per riattaccarli. "Adesso Cavalieri sperimenterete la forza completa di questa creatura! HECATON MENIS!" disse il Tree Drui spostando le braccia del gigante dietro i suoi nemici "Basta, Cal! Tu e la tua creatura mi avete stancato!" disse Maeve rialzandosi "TEMPESTA DI FULMINI!" disse Maeve attaccando il suo ex-compagno e facendolo cadere al suolo "Bene! Così quella creatura non sarà più controllata da te!" disse la Tree Drui "Mi dispiace dirtelo, ma credo che non esista niente di più pericoloso di un ecatonchiro senza controllo!" disse Aiolia prima che la furia incontrollata del gigante s’abbattesse su di loro.

"Dopo la sconfitta della stirpe delle gorgoni incominciai a viaggiare per il mondo!" disse incominciò a raccontare Merlino alla sua peggior nemica "Nel corso dei viaggi incontrai civiltà come quella etrusca, quella sarda o quella cretese e feci amicizia con molti di loro. Tra le persone che conobbi c’erano anche molte divinità come Toth, che mi fece conoscere le tecniche egiziane di costruzione delle piramidi, la scrittura e la matematica, e gli alchimisti del continente di Mu da cui appresi come costruire le armature come quelle che indossano i Tree Drui e i Cavalieri di Atena. L’ultima tappa del mio viaggio fu la Grecia dove conobbi Zeus che, meravigliato dalla mia cultura, mi affidò l’educazione di Atena. Poco tempo dopo l’Olimpo fu attaccato da Tifone e io portai Atena con me ad Avalon per continuare ad istruirla. In quegli anni altri giovani, sia dei che umani, vennero da me per imparare. Ai miei allievi io trasmisi tutto il mio sapere, in particolare ad Atena a cui insegnai anche come fabbricare le spade Excalibur, che furono usate poi per cacciarti dall’isola. Purtroppo, ad eccezione di Brigida, Ana e le altre divinità non vedevano di buon occhio che io insegnassi i segreti di Avalon a degli stranieri, in particolar modo ad una divinità greca, e che avessi appreso i segreti di altri paesi. I motivi erano molti come il fatto che essi volevano che il sapere non fosse cosa di tutti, io volevo infatti far conoscere almeno una minima parte dei miei segreti anche alle persone normali, ma quello principale era il fatto che le divinità greche stavano diventando sempre più forti e io ero il maestro di una di loro. Quando io gli chiesi d’intrecciare rapporti con le altre civiltà loro rifiutarono e chiamarono te che eri la più forte sacerdotessa dopo di me, il resto lo sai!" Maat rimase senza parole "Capisci perché le ho sigillate? Loro volevano che il nostro mondo non venisse a contatto con gli altri! È questo il motivo per cui le nostre terre vennero conquistate dai romani, perché le divinità non volevano che l’incontro con altre civiltà cambiasse la nostra in una più evoluta!" "Loro l’hanno fatto perché la nostra civiltà era perfetta e i romani l’hanno rovinata!" "Sbagli! Nessuna civiltà è perfetta e ognuna ha da imparare dalle altre, e la nostra civiltà ne aveva bisogno più di tutte perché non sarebbe durata tanto essendo una società tribale!" "Ora basta! Non ho più voglia di sentire le tue stupide ragioni! WHITE VORTEX!" "Ti ho già detto che non puoi vincermi! C’è un motivo per cui sei sempre stata inferiore a me!" disse Merlino schivando l’attacco dell’avversaria "Qual è questo motivo?" chiese la sacerdotessa "Il fatto che tu non capisci che cosa sia realmente giusto, e che la giustizia non è nelle mani degli dei ma è una legge universale!" rispose il vecchio "Ti ho detto che non ho voglia di sentirti! WHITE FIRE VORTEX!" urlò Maat lanciando il suo colpo più potente "Mi dispiace Maat! Ma questo è l’unico modo per farti comprendere la diversità che c’è fra noi due!" disse Merlino concentrando il proprio Cosmo nelle ali del suo drago "Questo è il sommo colpo di Merlino di Britannia! AVALON WINGS!" urlò il signore di Avalon lanciando contro alla sua nemica l’energia concentrata nelle ali del suo drago facendola cadere a terra.

"Non ti ho ucciso perché io non amo uccidere le persone!" disse il vecchio andando verso la sua nemica "Inoltre tu sei solo un burattino nelle mani degli dei!" "Un burattino? Vuoi forse dire che a loro non importa niente se vinco o se perdo?" esclamò la sacerdotessa rialzandosi "Ciò che a loro interessa è il potere, nient’altro! Per loro tu e i Tree Drui siete solo delle pedine!" "Se è così allora lo verificherò personalmente!" disse Maat usando l’aura del drago per volare fino al palazzo. "Adesso è il tuo turno!" disse poi il signore di Avalon rivolto al faggio mentre concentrava nel bastone che portava sempre con se il suo Cosmo facendo brillare la gemma che era conficcata sulla cima "Adesso cadi, per la mia allieva e gli abitanti di quest’isola! RED DRAGON RAY!".

L’ecatonchiro stava continuando la sua opera di distruzione e sembrava che nulla riuscisse a fermarlo "Dobbiamo provare con il Galaxian Explosion!" disse Kanon "Perché non l’ATENA EXCLAMATION?" propose Seiya "Non possiamo! Noi siamo Cavalieri d’Atena e il nostro codice d’onore c’impone di combattere lealmente!" gli ricordò Hyoga "Sì! Ma lui vale per cento!" rispose il Cavaliere di Pegasus "Mu lo sconfisse usando il suo colpo segreto che consiste nel lanciare contro l’avversario uno sciame di meteore…" incominciò a ricordarsi Aiolia "Hai detto uno sciame di meteore?" lo interruppe Daisuke "Sì. Perché?" chiese Aiolia "Perché è arrivato il momento di sapere cos’è capace di fare la mia spada: l’ Excalibur delle stelle!" rispose il padre di Seiya andando verso la creatura dalle cento braccia "Adesso andrai all’altro mondo, mostro!" aggiunse mentre la sua spada sembrava trasformarsi in una galassia "Addio, creatura dei miti! AFFONDO DELLE METEORE!" attaccò puntando la spada verso il gigante da cui uscì uno sciame di meteore che lo perforarono da parte a parte uccidendolo. "Sei stato grande papà!" disse Seiya correndo verso Daisuke "Non immaginavo che la tua spada avesse un potere così grande!" "Ogni Excalibur ha un potere d’attacco particolare, ma sono tutte dotate di uguale forza offensiva e difensiva. L’unica eccezione è quella del re che è ha un potere difensivo superiore a quello offensivo!" rispose l’uomo "Adesso però cerchiamo gli altri alberi!" "Sì!".

"Qui vicino c’è di sicuro un albero!" disse Shiryu a Keu, che lo accompagnava "Riesco a percepire il Cosmo del suo protettore!" "Lo sento anch’io!" rispose il fratello di re Artù "Devo ammettere che c’abbiamo messo parecchio a raggiungere questa foresta!" aggiunse "Già! Non dimentichiamo che le foreste corrispondono a delle zone qualsiasi dell’isola nella nostra realtà!" disse il Cavaliere del Dragone, prima che lui e il suo compagno si trovassero davanti ad un’intera truppa di soldati semplici "Dove credete di andare?" disse uno di loro "Abbiamo ricevuto l’ordine di non lasciar passare nessuno ed è quello che faremo!" "Shiryu, sarò io ad occuparmene! Tu vai avanti!" disse il cavaliere della tavola rotonda prendendo la sua spada "Va bene!" rispose il ragazzo saltando i nemici con un lungo balzo "Non fatelo scappare!" urlò il capo del gruppo "Non avete sentito?" disse Keu, mentre creava con la spada una corrente ascensionale per alzarsi in volo "Sono io il vostro avversario!" aggiunse dividendo l’Excalibur con due spade più sottili "Adesso assaggiate il mio attacco speciale! EAGLE ATTACK!" e scendendo in picchiata verso i nemici li sconfisse tutti con un colpo solo.

"Ecco! Quello è l’albero di questa foresta!" disse Shiryu quando arrivò al centro del bosco "Ti aspettavo Cavaliere di Atena!" disse il Tree Drui uscendo allo scoperto "Tu sei…" "Esatto! sono il Tree Drui che protegge quest’albero! Sono Wei del frassino, il portatore delle armi druidiche!" aggiunse il guerriero di Avalon sfoggiando la sua armatura in cui erano incastonati una spada gallica, un falcetto d’oro, uno scudo e una lancia "Perché porti un nome cinese?" chiese poi il Cavaliere al suo avversario "Molto semplice! Io facevo parte di una famiglia i cui membri lavoravano per il Santuario. Un giorno mio padre mi mandò in Cina per allenarmi in modo che potessi diventare un Cavaliere. Una volta arrivato lì mi allenai duramente sotto la guida del mio maestro, che aveva mi aveva dato un nome cinese perché non riusciva a pronunciare il mio. Dopo sei anni di duri addestramenti ero diventato più forte dei miei compagni ma il mio maestro diede l’armatura che volevo conquistare, l’armatura della Bilancia, a quello che era il più debole dei suoi allievi. Quando gli chiesi il perché lui mi rispose che, a differenza del mio compagno, io non volevo diventare veramente un Cavaliere. Quelle parole giunsero alle orecchie di mio padre, il quale mi cacciò di casa deluso e amareggiato! Vagai così per tutta l’isola, finchè non sentii parlare dei Tree Drui, e fu allora che mi unii a loro! Siccome volevo lasciarmi alle spalle il passato ho scambiato il mio vero nome con Wei, in attesa di un nome celtico definitivo che sostituisca il mio vecchio nome romano: Aurelio Tullio Flavio!" " E quelle armi?" "Queste le ho forgiate io personalmente! Durante il mio allenamento studiai anche la tecnica di costruzione delle armature, e una volta giunto qui creai queste armi che non hanno nulla da invidiare a quelle della Bilancia." rispose "E adesso avrò la mia vendetta sul mio compagno sconfiggendoti!" aggiunse Wei sguainando la falce contro Shiryu.

 

Uniti per sempre

"Io non centro niente con la tua vendetta, Wei!" disse Shiryu al nemico "Invece sì! Perché il mio compagno era il fondatore della famiglia del tuo maestro, l’uomo che ti ha fatto da padre negli anni del tuo addestramento!" rispose Wei prendendo il falcetto "E adesso la collera di Wei s’abbatterà su di te! GOLD MILLION SCYTE!" aggiunse attaccando il nemico sua falce "Utilizzando la falce e il Cosmo ha creato milioni di lame d’energia! Devo riuscire a pararle!" disse il Cavaliere, preparandosi ad usare lo scudo per respingere l’attacco nemico con successo "Come hai fatto?" chiese il Tree Drui stupefatto "Il tuo colpo non molto è diverso da quello del mio amico Seiya. L’unica differenza è che lui utilizza i pugni! Inoltre il mio Cosmo non ha niente da invidiare a quello di un Cavaliere d’Oro!" rispose Shiryu "Quindi sei un Cavaliere speciale! Questo scontro sarà al quanto interessante!".

Nel frattempo Maat era entrata nella sala delle divinità "Cosa ci fai qui? Come osi presentarti al nostro cospetto dopo la tua sconfitta?" chiese Cerunno "Sono venuta a chiedervi cosa sono io per voi!" rispose la sacerdotessa "Perché ce l’ho chiedi?!" esclamò Dagda "Perché Merlino mi ha detto che di voi non importa niente di me e dei Tree Drui, ma che siamo solo pedine sacrificabili! È vero?" urlò Maat "Solo nel caso dei deboli, come te!" rispose Cerunno facendola cadere a terra emanando una minima quantità di Cosmo dal suo dito medio "Non dovevi venire qui! A differenza dei Tree Drui prescelti tu hai lasciato che Merlino distruggesse il faggio! Questa tua azione merita la morte!" disse la divinità concentrando il suo Cosmo nelle corna che gli si erano rigenerate da poco "Adesso sparirai per sempre nell’ombra! Io non sono solo il dio degli animali ma anche della metà cupa dell’anno, il periodo in cui le tenebre e il freddo dominano sulla Terra! Addio Maat! CORNA DELL’IN…!" "FENDENTI DEL BRANCO!" urlò Mordred apparendo dietro alla sua maestra con in mano la sua spada. "Cosa ci fai qui, ragazzino?" chiese Morrigan "Maeve mi ha detto che i genitori di Gawen sono qui e sono venuto a salvarli, però non posso restare indifferente mentre la donna che mi ha cresciuto rischia di morire!" rispose il figlio di re Artù "Perché mi proteggi? Io ti ho usato e ti ho imposto un destino al quale ti sei ribellato! Ho ordinato di rapire tuo fratello! Perché mi proteggi?" chiese Maat al ragazzo "Perché sono sicuro che l’affetto che mi hai dimostrato quando ero piccolo non era falso! Adesso vai via! Penserò io a loro!" disse Mordred "No! Sarò io a proteggerla!" disse Ponto comparendo alle spalle di suo figlio.

"Cosa ci fai qui? Non eri nel tartaro?"chiese Mordred al padre "Sì, ma Zeus mi ha permesso di venire qui per aiutare colei che amo!" rispose il dio primigenio del mare "Adesso vai a salvare i genitori di tuo fratello!" "No! Io resto qui con voi! Siete i miei genitori, voi mi avete cresciuto e insegnato ad essere un guerriero! Se devo morire voglio farlo con mia madre e mio padre!" rispose il ragazzo "Un tempo avevi solo noi, ma adesso non è così!" disse Maat "Adesso hai degli amici e un fratello che hai giurato di proteggere e a cui hai fatto una promessa!" "Ma io non vi voglio lasciare!" disse il lupo di Britannia con le lacrime agli occhi "Questo è un passaggio che tutti i figli devono attraversare: la separazione dai genitori! Ma è una volta oltrepassata questa prova che allora potrai dirti veramente adulto!" disse la sacerdotessa abbracciandolo "Vai Mordred, e non tirarti indietro! Combatti da vero guerriero come ti ho insegnato!" disse Ponto "D’accordo!" disse il ragazzo ai genitori prima di incominciare a correre "Addio!" aggiunse voltandosi una volta arrivato sulla porta.

"Fatti sotto, Ponto!" disse Cerunno attaccando la divinità superiore "Sei uno stupido! Pensi che basti il tuo Cosmo a fermarmi!" disse il dio primigenio parandosi all’attacco "Tu non puoi battermi! Nessuno di voi può!" " Noi non vogliamo attaccarti! Non crederci così scemi, Ponto!" disse Dagda "Zeus non lascia mai uscire nessuno dal tartaro, neanche per un breve periodo. Tu cosa sei venuto a fare qui, veramente?" "Veramente vuoi saperlo?" chiese il signore dei flussi "Sono venuto per questo!" rispose prendendo Maat per mano, mentre incominciavano a sparire "Ma che cosa sta succedendo?" urlò la sacerdotessa "Non preoccuparti! Zeus ci sta portando nei Campi Elisi, dove saremo uniti per sempre senza più battaglie!" "Staremo insieme per sempre, allora?" "Sì, per sempre!" disse la divinità baciandola prima di sparire definitivamente da quel mondo. Mordred aveva già portato in salvo i genitori di Gawen quando sentì i Cosmi di Ponto e di Maat sparire all’improvviso, ma si accorse anche che era il Cosmo di due persone felici, che sarebbero state insieme dopo tanto tempo.

Anche Wei e Shiryu avevano sentito la sparizione dei due Cosmi di cui uno era a loro sconosciuto "Non so cosa sia successo a Lady Maat, ma non mi interessa! L’unica cosa che m’importa è la vendetta che potrò avere sconfiggendoti!" disse il Tree Drui colpendo il suo nemico con un colpo di kung-fu dimostrando così la sua bravura nelle arti marziali "Ragiona Wei! Io non ti ho fatto niente! Sei tu che non eri convinto di diventare Cavaliere, il tuo maestro se n’è accorto e ha rifiutato di darti l’investitura affinché tu potessi scegliere la tua strada!" disse Shiryu "Stai zitto!" disse Wei attaccando di nuovo Tu non puoi capire! L’armatura doveva andare a me lo stesso, perché io ero il più forte! E adesso sperimenterai la mia forza perché io ti sconfiggerò!" "Non ne sarei così sicuro, Tree Drui! ROZAN SHORYUHA!" attaccò il Cavaliere di Dragon "Tutto qui quello che sai fare!" disse Wei parando l’attacco con il suo scudo "Adesso tocca a me colpirti!" disse prendendo la lancia "Prendi il colpo della mia lancia, Shiryu! AVALON LANCE!" "Allora tu preparati ad assaggiare il potere della mia spada sacra! EXCALIBUR!" urlò Shiryu contrattaccando con la spada di Atena custodita nel suo braccio sinistro. Quando i due colpi si scontrarono gli scudi di entrambi si riempirono di crepe "I nostri scudi sono quasi distrutti!" disse il Tree Drui buttando via il suo "Adesso possiamo contare solo sulle nostre tecniche d’attacco…ma cos’è successo?! Tu hai spezzato la mia lancia! Ma com’è possibile?" chiese il Tree Drui "Semplice! Il tuo modo di usare la lancia è uguale a quello di Krishna di Crisaore, Generale degli abissi da me battuto poco tempo fa!" rispose Shiryu "Non avrei mai detto che tu fossi capace di questo, ragazzino! Allora io combatterò con tutta la mia forza! Questo colpo è una variante del colpo segreto dei Cavalieri della Bilancia, il Ronzan Hyakuryuha, da me inventata! Eccoti la mia tecnica segreta! COLPO DELLE CENTO SPADE!" urlò Wei facendo cadere a terra il giovane Cavaliere, che però riuscì a rialzarsi "Come fai a rialzarti? Com’è possibile? Sei immortale?" chiese il Tree Drui stupefatto "No! Sono un essere umano come te!" rispose Shiryu "L’unica differenza tra noi due è che io combatto in nome di Atena e non mi arrenderò mai!" "Non ti arrenderai mai? Questa frase mi ricorda una cosa che ho seppellito nella mia mente! Ma non è una cosa a cui dare importanza! Eccoti ancora una volta il mio colpo segreto! COLPO DELLE CENTO SPADE! Cosa? L’ha evitato!" "Te l’avevo detto! Lo stesso colpo non funziona due volte contro un Cavaliere!" disse Shiryu "Adesso prendi il vero ROZAN HYAKURYUHA!" aggiunse attaccando Wei con il colpo segreto del suo maestro.

Quando cadde al suolo, il Tree Drui disse "Ho capito perché non sono diventato Cavaliere! Non solo perché non ci credevo, ma anche perché quando ho tentato altre strade rinunciavo subito! Grazie per avermelo fatto capire! Addio, amico mio!" "Wei, che stai dicendo? Non vorrai morire?" "Il mio nome è Aurelio Tullio Flavio! Addio, Shiryu! Forse ci rincontreremo nel paradiso dei Cavalieri!" disse il Tree Drui sorridendo prima di spirare.

Quando Ana seppe della morte di uno dei più valenti dei suoi guerrieri e che quest’ultimo aveva ripreso il nome romano chiamò Cal "Adesso che Wei è morto la situazione è cambiata! Lui doveva essere il quinto Tree Drui che avrei salvato, ma adesso non è più così!" disse la dea al suo paladino mentre la foresta del frassino veniva scossa da un terremoto "Dei ventuno alberi dello Zodiaco Celtico adesso solo quattordici sono rimasti in piedi e i nostri nemici stanno correndo per abbatterli prima che l’energia di Atena venga prosciugata! Inoltre, grazie anche agli sforzi di Brigida, Morgana e Viviana, Atena sta resistendo molto bene e questo potrebbe far allungare la battaglia! Adesso tu dovrai tenere d’occhio tutti combattimenti e decidere quale sarà il quinto Tree Drui! Conto su di te Cal!" "Sarà fatto, Somma Madre!".

"Questa foresta è sconfinata!" disse Shun "Sono qui dentro da due ore e non ho ancora trovato l’albero! So che ne sono stati abbattuti sette, questo vuol dire che siamo quasi a metà! Fortuna che con noi ci sono anche Aiolia, Mordred, il signor Daisuke, Keu, re Artù, Lancilotto e Galahad! Ben tredici persone! Ecco! Quello deve essere l’albero che cercavo!" aggiunse Shun arrivando di fronte ad un gigantesco salice che raggiungeva il cielo e di cui le frasche toccavano la terra nascondendo qualsiasi cosa si trovasse al loro interno.

 

Doppia battaglia per Shun

"Le catene non si muovono! Che non ci sia alcun nemico qui?" si chiese il Cavaliere d’Andromeda "No! Qualcuno c’è! Vai NEBULA CHAIN!"aggiunse lanciando la sua catena d’attacco, dopo aver visto qualcosa muoversi dietro gli alberi "Ti faccio i miei complimenti, Cavaliere di Grecia!" disse una voce suadente, quasi musicale "Le tue catene sono migliori di quello che ho sentito dire!" "Chi sei?" chiese Shun "Sono colui che è tutt’uno con i salici e il mio nome è Calgacus!" disse il Tree Drui uscendo dalle fronde del salice sfoggiando la sua armatura dai cui bracciali uscivano, come se fossero fruste, centinaia di fronde. "Voglio proprio vedere se sono più forti le tue catene o le mie fronde! Prendi! WILLOW WHISP!" attaccò Calgacus attaccando il nemico con le sue fronde "ROLLING DEFENCE!" urlò Shun disponendo a difesa le sue catene "Mi dispiace, ma la tua tecnica non può niente contro le mie fruste!" disse il Tree Drui prima che Shun fosse travolto dalle fronde "È tutta qui la tua forza Cavaliere d’Andromeda? Non devo poi meravigliarmi! Tu sei solo un Cavaliere di Bronzo! Adesso ti darò il colpo definitivo!" disse il guardiano del salice preparandosi ad attaccare "No! Non lo farai!" disse Shun rialzandosi "Adesso ti farò conoscere tutta la mia forza! CIRCLE DEFENCE!" "Prima le tue catene erano dispose intorno a te come un vortice, adesso formano un cerchio. Ma non pensare che questo basti a fermarmi! WILLOW WHISP!" urlò Calgacus riattaccando "Adesso è la tua tecnica a non avere alcun effetto!" disse il Cavaliere, mentre la catena d’attacco distruggeva alcune delle sue fronde "Allora tu non sei un avversario da poco!" disse il Tree Drui "Se gli attacchi frontali con te non funzionano, allora ti colpirò da sotto! WILLOW WORMS!" aggiunse nascondendo le sue fronde sottoterra "Le mie fronde ti colpiranno a caso e tu non potrai farci niente! Preparati al mio attacco!" "Fermati! È tutto inutile!" disse il Cavaliere mentre le fronde sfioravano le catene venendo attraversate da una scarica elettrica di 10.000 volt che trasmisero al loro padrone, che cadde a terra "Te l’ha avevo detto!" disse Shun ritirando il Circe Defence, mentre il nemico giaceva a terra immobile.

"Sono sorpreso dalla tua forza Andromeda!" disse Calgacus riprendendosi dalla scossa "Ma hai fatto un errore! Hai sbagliato a togliere la tua difesa! Adesso prendi le mie WILLOW WHISP!", ma Shun riuscì a fermare le frasche intrecciandole con le sue catene "Ascoltami Calgacus! Io non voglio ucciderti, il mio unico scopo è distruggere il salice che tu proteggi per salvare Atena e la gente innocente che vive su questa terra che sta soffrendo! Quindi lasciami passare!" disse il Cavaliere d’Andromeda "Anche se volessi non potrei! Io ho un debito con le divinità celtiche, in particolare con Lug che ha tolto me e mio fratello dalla strada!" rispose il Tree Drui "Un debito?" "Esatto! Io e Heron, mio fratello maggiore, rimanemmo orfani! All’epoca non era facile vivere, con le invasioni barbariche e la crisi politica, e per mangiare dovevamo rubare qualcosa dai mercati o dai frutteti. Un giorno, cercando di rubare, io ci rimisi quasi la vita e Heron si diresse allora in una foresta dove si tenevano riti in onore di Lug. Egli chiese al dio di aiutarci e che in cambio avremmo fatto qualsiasi cosa per lui! Lug ascoltò questa preghiera e ci portò ad Avalon dove, in seguito a pesanti allenamenti, fummo investiti del titolo di Tree Drui! Quindi se vuoi passare dovrai sconfiggermi, Andromeda!" "Allora è quello che farò!" disse Shun con le lacrime agli occhi.

Intanto Keu era stato raggiunto da Ikki, il quale gli aveva chiesto di correre verso un’altra foresta "Perché?" chiese il cavaliere della tavola rotonda "Perché Shiryu è riuscito a sconfiggere il suo nemico! Inoltre io devo andare a vedere come sta Shun! Spero solo che il presentimento che avuto venendo qui sia sbagliato!" rispose il Cavaliere della fenice "Il presentimento?" chiese Keu stupefatto "Sì! non so se l’hai notato, ma questa nella foresta in cui sta combattendo ci sono due tipi alberi, a differenza delle altre in cui c’e n’era solo uno! Questo vuol dire che anche se sconfigge il Tree Drui del salice, mio fratello si troverà contro un nemico forse più terribile del primo!" rispose Ikki "Diavolo! Allora è nei guai! Non credo che potrebbe sopportare due battaglie di seguito!" disse Keu.

"Hai detto che mi avresti sconfitto, Andromeda, ma sarà invece il contrario perché ora assaggerai il mio colpo segreto!" disse Calgacus mentre tutte le sue frasche si disponevano fino ad assumere la forma di un gigantesco serpente "Addio Andromeda! Sei stato un degno avversario, ma ora è giunta la fine di questo combattimento! WILLOW SNAKE!" aggiunse staccando le frasche dall’armatura per dare vita ad un serpente grande quanto il salice che s’avventò contro Shun con tutta la sua forza facendolo cadere a terra.

"Avanti rialzati!" disse il Tree Drui all’avversario mentre questi si rialzava "Tu non sei tipo da essere sconfitto dall’attacco di un serpente, ma dalle sue spire! Avanti, serpente di salice attacca il tuo nemico!" "Mi dispiace, ma è inutile continuare a combattere! SPIRAL DUCT!" disse Shun distruggendo il serpente di Calgacus con la stessa tecnica con cui distrusse quello di Io "Come hai fatto?" chiese il Tree Drui stupefatto "Semplice! La tua tecnica è simile a una di Io di Scilla e lo stesso colpo non può funzionare due volte contro un Cavaliere!" rispose Shun "No! Non posso accettarlo!" disse Calgacus bruciando sempre di più il suo Cosmo concentrandolo nelle sue mani "Prendi il colpo più potente di Calgacus, colui che è tutt’uno con i salici! WILLOW WIND!" aggiunse attaccando Shun con una tempesta di vento "Fermati! Ti prego! Non costringermi ad usare il mio colpo più potente!" disse Shun "Usalo pure, io non ho paura!" disse il Tree Drui "Va bene! NEBULA STREAM!" disse Shun "Non pensare di riuscire a rispondere al mio vento con questa brezza, Andromeda! Se il tuo potere è tutto qui, allora io sono il più forte…ma cosa succede il tuo vento sta aumentando la sua intensità!" "Certo, perché tu continui ad attaccarmi e più tu ti muovi più il mio vento si fa potente! Di solito per evitare questo basta stare immobili, ma adesso per te è troppo tardi! Perdonami! NEBULA STORM!" disse Shun con le lacrime agli occhi, mentre il suo nemico veniva travolto dal vento della sua nebulosa e sbatté contro l’albero morendo. La vita di Calgacus era finita!

"Mi dispiace!" disse poi Shun piangendo sul cadavere del suo nemico "Io non volevo, ma tu mi ci hai costretto!" "Shun!" disse Kiki correndo verso l’amico "Ti ho portato l’armatura della Bilancia! È indispensabile perché quest’alberi sono resistenti quanto le colonne del regno di Poseidon!" aggiunse il bambino lanciandogli una lancia bracciale "Grazie, Kiki!" disse Shun prima di usare l’arma per abbattere l’albero. Purtroppo dietro l’albero caduto c’era un pioppo e davanti a quest’ultimo c’era il fratello di Calgacus intento a suonare un’arpa celtica "Sei stato bravo a vincere contro mio fratello!" disse Heron smettendo di suonare "Purtroppo per te è stato inutile! Finché il mio albero starà in piedi non potrai dirti vincitore!".

"Tu sei il fratello di Calgacus. Heron, giusto?" chiese Shun al suo nuovo nemico "Esatto! Sono Heron del pioppo. Noto anche come il «Bardo»!" rispose Heron "E credo che non ti sarà difficile capire il perché! Nelle antiche tribù celtiche i bardi erano druidi che avevano il comporre poesie e di suonare l’arpa! E io sono riuscito a fare di quella nobile arte un’arma da attacco formidabile!" aggiunse "Ho già affrontato guerrieri che come arma usavano la musica: Mime, Cavaliere d’Asgard e Sorrento di Siren, Generale degli abissi!" disse Shun, mentre Kiki si nascondeva dietro agli alberi per non essere coinvolto "Allora io non sarò certo una novità, ma temo che il mio modo di combattere sia molto diverso da quello dei tuoi precedenti avversari!" disse il Tree Drui incominciando a suonare, mentre Shun disponeva le sue catene a difesa usando il Rolling defence "Cosa credi di fare con quelle catene? Ti ho già detto che io attacco con la musica, o sbaglio?" chiese Heron al nemico "No, non sbagli, ma il suono si trasmette tramite l’aria e, a meno che la tua musica non arrivi direttamente al cervello come quella di Sorrento, io con queste catene sono al sicuro!" rispose il Cavaliere "Ho capito! Purtroppo sarà tutto inutile. Si vede benissimo che lo scontro con mio fratello ti ha sfinito! Adesso potrai riposare, Andromeda!" disse il Bardo "Non te l’ho permetterò! NEBULA CHAIN!" attaccò Shun facendo cadere la cetra dalle mani del nemico.

"Cosa hai detto? Shun si sta battendo con il fratello del Tree Drui che ha appena sconfitto? Allora è come immaginavo!" esclamò Ikki dopo che Kiki si era recato ad avvisarlo dello scontro di suo fratello "Sbrigati Kiki! Portami immediatamente al pioppo!" "D’accordo! Per di qua!".

Gawen stava fermo a fissare il portale, quando all’improvviso vide suo fratello uscire da esso e s’accorse che Mordred sulle spalle portava i suoi genitori "Sono ancora sotto l’effetto dell’attacco di Kyle, ma stanno bene!" disse il ragazzo poggiando i due adulti a terra "Grazie, Mordred!" esclamò il bambino abbracciandolo "Vedo che state facendo di tutto per trattenere l’energia vitale d’Atena!" disse poi il figlio di re Artù rivolto a Brigida "Sì è così! Però poco fa mi è sembrato di vedere qualcuno entrare nel passaggio! Non so dirti chi fossero, ma non avevano un Cosmo nemico!" "Ehi, guardate!" esclamò Gawen "I rami del fico, del carpino e del corniolo stanno cadendo!" "Sì è vero!" disse Parcival "Ma chi potrà essere stato!". La stessa cosa si chiedevano anche le divinità celtiche "Qualcuno deve essere entrato nella nostra dimensione, ma chi potrà essere?" chiese Morrigan "Io credo di saperlo!" disse Ana "I discendenti di coloro che distrussero la nostra civiltà!".

Shun e Heron, presi dalla loro battaglia, non avevano sentito il triplice terremoto che aveva scosso la dimensione delle divinità celtiche e il Cavaliere aveva quasi completamente distrutto l’armatura del nemico "Sei abile!" disse Heron "Ma, come ho detto prima, sei anche stanco e adesso per te e ora di riposare, ma non posso farlo se prima non ti fermo!" aggiunse espandendo il suo Cosmo «Cosa succede?» si chiese il Cavaliere «Sembra che intorno a lui aleggino dei pioppini!» "Prendi il colpo segreto, prerogativa dei Tree Drui del faggio! LACRIME PER FETONTE!" "Cosa succede?!" esclamò Shun "Questi pioppini stanno diventando una specie di diamante e mi stanno immobilizzando le gambe!" "Secondo la leggenda greca…" incominciò a raccontare Heron "…quando Fetonte cadde dal carro di suo padre Helios e precipitò nel fiume Eridano le sue sorelle piansero la sua morte e gli dei le trasformarono in pioppi per pietà! Adesso le lacrime di quelle fanciulle ti stanno immobilizzando per evitare che tu faccia la stessa fine del loro amato fratellino!".

 

Amici o nemici?

"Non riuscirai ad immobilizzarmi, Heron! NEBULA CHAIN!" disse Shun lanciando la sua catena d’attacco contro il nemico, ma anche la sua arma era stata ricoperta dalle lacrime "Adesso Andromeda la nostra battaglia avrà termine!" disse Heron cominciando a suonare dopo aver raccolto la sua arpa "CELTIC MELO… Cosa? Delle piume di bronzo mi hanno ferito alla mano? Chi può essere l’artefice di tutto ciò?" si chiese il Bardo dopo essere stato interrotto durante l’attacco "Sono io!" disse una voce di un uomo nascosta da un Cosmo ardente come il fuoco "Un Cavaliere che dopo aver conosciuto il male adesso è il suo più grande avversario! Ikki di Phoenix è il mio nome, e risorgerò ogni volta che le forze oscure compariranno!" "Fratello!" disse Shun, mentre quest’ultimo usciva allo scoperto.

"Generale Dagda! Un uomo con una maschera nera chiede di vederla! Dice di essere il signor Vortigen del fico!" disse un soldato correndo verso il comandante dei Tree Drui "Cosa? Vortigen?". "Generale! Eccovi finalmente!" disse un Tree Drui mascherato con l’armatura mezza distrutta "Sei proprio tu Vortigen? Ma che cosa ti è successo?" chiese Dagda al suo compagno "Sono stato attaccato da uno strano tizio con questa maschera sul volto e un Cosmo molto potente! Non indossava un’armatura e quando l’ho attaccato lui mi ha lanciato contro la sua maschera e mi ha detto che finchè l’avrei avuta sul volto non avrei potuto attaccare e che io non avrei potuto togliermela. Poi ha preso un gladio e con quello ha abbattuto l’albero! Io ho provato ad evitare che il mio fico cadesse ma non ci sono riuscito, anzi sono stato attaccato dal fico stesso!" "Vai dal medico! Ti curerà lui!" disse il generale togliendogli la maschera, senza sapere cosa sarebbe accaduto poco dopo al suo compagno.

"Ma guarda che bel quadretto! Il fratello maggiore è corso in aiuto del minore! Si vede che Shun è viziato, proprio come Calgacus! Sin da piccolo i nostri genitori gli hanno sempre dato tutto quello che voleva! Solo quando sono morti ha incominciato a cavarsela da solo, ma un viziato resta sempre un viziato!" disse Heron "Mi dispiace per te, ma la situazione tra me e Shun è molto diversa! È vero mio fratello conta quasi sempre sul mio aiuto, ma ci sono state battaglie in cui ha dimostrato di cavarsela da solo! Inoltre io lo aiuto anche perché, quando nostra madre morì, promisi che mi sarei preso io cura di lui!" rispose Ikki "Che bella storia! Allora starete insieme anche da morti! LACRIME PER FETONTE!" attaccò il Bardo "HOYOKU TENSHO!" contrattò il Cavaliere bruciando completamente i pioppini "Dannato! Adesso brucerai tu! SUONATA D’ADDIO INFOCATA!" disse Heron facendo comparire intorno a Ikki lingue di fuoco "Stupido!" disse il Cavaliere della fenice "Non sai che le fenici rinascono dalle proprie ceneri! Adesso prendi il battito d’ali della fenice! HOYOKU TENSHO!" aggiunse il fratello di Shun attaccando il nemico "Ma cosa succede? Il corpo di Heron sta sparendo?" disse Shun "Una cosa simile è accaduta anche agli avversari di Aiolia, Seiya e Mordred!" disse Kiki comparendo davanti all’amico "Adesso ti libererò con i miei poteri telecinetici! Intanto tu, Ikki, distruggi l’albero con questa spada!".

Nel frattempo Mordred aveva avvisato gli amici della caduta dei tre alberi "Questo significa che c’è qualcun altro oltre a noi che ha interesse a distruggere questi alberi! Ma chi?" chiese Seiya "Non lo so!" rispose Maeve "Possiamo solo sperare che siano amici! Adesso però dobbiamo andare verso gli alberi che sono ancora in piedi! So che i cavalieri della tavola rotonda sono andati verso il corniolo, l’olmo, l’acero e il cipresso! Io mi dirigerò verso il noce!" "Io invece andrò ad abbattere il nocciolo!" disse Galahad "Allora due di noi andranno verso gli alberi rimanenti!" disse Seiya "No! Ci andremo noi invece!" disse una voce sconosciuta e tre ragazzi comparvero davanti a loro. Erano privi di armature e legato alla cintura portavano un gladio, ma avevano lo sguardo di chi ha molta fiducia in se stesso. Il primo aveva i capelli e gli occhi castani. Il secondo aveva i capelli biondi e il volto coperto da una maschera di carnevale tipo quella di Arlecchino. Il terzo era il più robusto dei tre, aveva la barba e i capelli rossi e, oltre al gladio, aveva anche un martello. "Io sono Cozio delle alpi, protettore delle montagne e del nord Italia!" disse il primo "Il mio nome invece è Marco di Venezia, protettore dei mari e delle lagune italiane!" disse il secondo "Io invece sono Caco dell’Etna! Io proteggo i vulcani e l’Italia del sud!" "Noi tre, e i nostri compagni, siamo conosciuti come: i Legionari d’Italia!" disse Cozio "Cosa? I Legionari d’Italia? I guerrieri che proteggono il Bel Paese dall’epoca dei miti!" disse Kanon "Esatto! E siamo qui per evitare che il piano degli dei celtici si compia!" disse Marco "Siamo stai noi a sconfiggere i Tree Drui del fico, del carpino e dell’ulivo, ma non abbiamo ucciso i nostri nemici! Caco ed io gli abbiamo solo imprigionati, mentre Marco ha reso il suo incapace d’attaccare!" "Ci penseranno i miei compagni agli ultimi due alberi, voi potete tornare pure Glastonbury!" disse Marco "Non possiamo, finchè non tornano i nostri compagni!" disse Shiryu "Allora restate qui! Io invece tornerò a Venezia! Ho lasciato la mia postazione scoperta troppo a lungo e se la Grande Giulia lo scopre sono guai!" disse Marco uscendo dal portale "La Grande Giulia? E chi è?" chiese Maeve "Forse un giorno vi sarà tutto chiaro! Addio!" disse Cozio prima di sparire insieme a Vulcano, mentre Marco saltava nel portale.

"L’albero che cerco deve essere qui vicino!" disse Lancilotto, mentre correva in una foresta che sembrava fatta di cornioli "Dopo la sconfitta subita per mano di Lot non sono riuscito a trovare nessun altro albero! Spero che questa sia la foresta giusta!" . "Uno dei nostri nemici è arrivato nella mia foresta!" disse il Tree Drui che Lancilotto avrebbe poi affrontato "Ed è colui che è passato alla storia come il più valoroso dei cavalieri di re Arthurus: Lancilotto del lago, padre di quel doppiogiochista di Galahad! Ora subirà la vendetta di una persona che credeva che suo figlio di fosse amico!".

"Eccomi! Quest’albero è esattamente al centro della foresta!" disse Lancilotto "Vieni fuori, Tree Drui!" urlò poi il cavaliere in direzione della pianta "Eccomi qui! Non sai quanto ti ho aspettato, Lancilotto!" rispose il nemico venendo fuori da dietro il corniolo "Io sono colui che protegge il sacro corniolo, Vortimer!".

Nel castello, intanto, Cerunno aveva liberato i due Tree Drui che erano stati imprigionati da Caco e Cozio, e aveva chiamato anche Vortigen. "La prego! Ci perdoni per aver fallito, e non ci privi della vita!" disse il Tree Drui del fico inchinandosi davanti alla divinità insieme ai suoi compagni "Infatti vi risparmierò la vita, ma non credete che vi perdoni! Il vostro fallimento e la vostra debolezza meritano una punizione esemplare!" disse il dio concentrando il proprio Cosmo nelle corna, che gli erano da poco ricresciute, "Adesso non vedrete più la luce del sole! WINTER DIMENSION!" aggiunse creando tra i suoi corni un buco nero che inghiotti i tre uomini "Chiunque fallisca merita una punizione, e questa è la vostra: da questo momento in poi vivrete in un limbo freddo e buio da cui non vi è ritorno! Questa vostra punizione è riservata a chiunque ci deluda, e voi lo avete fatto!" disse la divinità sapendo che i tre guerrieri lo potevano sentire.

"Vortimer? Ho sentito parlare di te dal maestro Merlino! Di tutti i Tree Drui tu sei quello che possiede la difesa più impenetrabile!" disse Lancilotto al nemico "Esatto! Io non amo attaccare, e per questo utilizzo la mia straordinaria difesa!" rispose Vortimer muovendo le mani mentre disegnava una strana forma nell’aria "Voglio proprio vedere di che cosa è capace la tua difesa! ONDE DI CRISTALLO!" urlò Lancilotto lanciando dalla sua spada un centinaio di cristalli creati dal suo Cosmo che gli si rivoltarono contro appena arrivarono vicino al Tree Drui. Un attimo prima di ricevere il proprio colpo addosso Lancilotto vide davanti a Vortimer un cerchio dal cui centro partivano quelli che sembravano tre petali stilizzati: la runa della protezione.

 

La lotta del re

"La tua barriera è creata da una runa!" disse Lancilotto rialzandosi "Oh, sei riuscito a vederla?" chiese il Tree Drui sorpreso "Hai ragione! Per respingere gli attacchi nemici muovo le mani tracciando la runa della protezione generando una forte corrente d’aria, questo mi fornisce una difesa impenetrabile!" aggiunse poi "Non ne sarei così sicuro!" disse Lancilotto impugnando la sua spada "Tutte le barriere hanno un punto debole! Non esiste uno scudo indistruttibile! Merlino una volta mi ha raccontato una storia. Una volta in un paese molto lontano chiamato dai suoi abitanti «Regno del centro» c’era un armaiolo che vendeva lance che riuscivano a trapassare qualsiasi scudo e scudi capace di distruggere qualsiasi lancia, ma cosa sarebbe successo se si fossero scontrati? La risposta è semplice si sarebbero distrutti a vicenda!" "E tu credi che con la tua spada riuscirai a distruggere la mia difesa? Non farmi ridere!" disse Vortimer "Posso sempre provarci!".

"Finalmente c’incontriamo, Arthurus!" disse il Tree Drui protettore dell’olmo appena il capo dei cavalieri della tavola rotonda apparve davanti al suo albero "Sono venuto per sconfiggerti, in modo che pace e libertà tornino a regnare qui in Britannia!" disse Artù al suo nemico "Stupido, pensi che basterà sconfiggerci per portare la pace in questo paese che ha dimenticato i suoi dei e la sua cultura!" rispose il nemico "Non volete proprio capire che i tempi sono cambiati! I vostri dei non sarebbero mai stai in grado di aiutare gli uomini, ma gli avrebbero fatti vivere nella paura!" "Zitto cristiano, o la potenza di Ewein dell’olmo s’abbatterà su di te! Inoltre non credere di farmi paura con quell’ antica armatura!" disse Ewein "Io non sono così stupido, Ewein!" disse il re mentre dalla sua spada si sprigionava una forte luce "Quest’armatura ha atteso per tanti anni di essere risvegliata, ma adesso lo sarà! Quando Merlino le forgiò in attesa di questa battaglia, le unì alle armature che indossavamo durante le guerre contro i sassoni. Queste armature possono essere risvegliate, solo quando bruciamo il nostro Cosmo al massimo! !" disse Artù, mentre la sua armatura cambiava forma sotto gli occhi del nemico fino a diventare un’armatura sacra come quelle indossate dai guerrieri delle varie divinità "Ecco davanti a te l’armatura del re! Ora sono pronto a combattere!" "Non credere che sarà così facile sconfiggermi!".

"Credi di essere riuscito a trovare il modo per spezzare la mia barriera?" chiese Vortimer al suo nemico "Sì!" rispose Lancilotto mentre anche la sua armatura cambiava aspetto "ONDE DI CRISTALLO!" "Stupido! Il tuo colpo non ha effetto su di me! PROTECTION RUNE!" disse Vortimer quando l’attacco di Lancilotto lo raggiunse "Ma ora che ci penso, tu hai lanciato il tuo colpo più lento di prima!" "Esatto!" disse il Cavaliere distruggendo i cristalli che tornavano contro di lui mentre s’avvicinava il nemico "Adesso eccoti il colpo segreto di Lancilotto del lago! SPADA DEL CAVALIERE!" aggiunse Lancilotto trapassando il centro della runa dove il nemico non era protetto, ferendolo. "Dannato! Come hai fatto a capire il punto debole della mia barriera?" chiese poi il Tree Drui al nemico "Non lo sapevo, ma la mia spada può oltrepassare qualsiasi cosa!" rispose Lancilotto "Non avresti dovuto, farlo! Ora conoscerai la mia vera forza!" disse Vortimer tracciando una freccia che puntava verso l’alto "VICTORY RUNE!" e in quello stesso momento il corpo del cavaliere fu trascinato in alto da una forte corrente d’aria per poi ricadere a terra "Vedo che sei ancora vivo!" disse il guerriero delle divinità celtiche avvicinandosi al nemico "Ma questo colpo per te sarà quello definitivo! VICTORY RUNE!" "Non mi sconfiggerai!" disse Lancilotto parando il colpo con la spada rispedendolo al mittente con una forza triplicata che lo fece alzare fino al cielo "E adesso il mio colpo finale!" disse il cavaliere concentrando il proprio Cosmo nella mano destra "APERTURA DEL LAGO!" aggiunse sferrando un pugno per terra facendo comparire un lago in cui il Tree Drui precipitò spinto dal proprio colpo poi il lago si richiuse e il Tree Drui morì annegato "Non avrei voluto ricorrere a tanto!" disse tristemente il cavaliere mentre Kiki arrivava dietro di lui.

Il boato provocato dalla caduta dell’ulivo si sentì dovunque, e quando giunse alle orecchie di Ewein il Tree Drui non riuscì a credere alle sue orecchie: il Tree Drui che possedeva la migliore difesa era stato sconfitto "Lasciami passare, Tree Drui! Non hai ancora capito che la tua difesa ormai è inutile? Oltre al tuo restano altri sei alberi d’abbattere, quindi ormai la nostra vittoria è assicurata!" disse Artù "Fallirete se solo uno di questi alberi rimarrà in piedi! Quindi io ho ancora una possibilità!" disse Ewein facendo comparire qualcosa nella sua mano "Vedremo cosa sarai capace di fare contro la mia alabarda! Essa è stata forgiata da Wei, il nostro armaiolo, ed è in grado di rivaleggiare con la tua spada!" aggiunse lanciandosi all’attacco contro il suo nemico, che riuscì a parare facilmente l’attacco. "Mi dispiace per te, ma non puoi battermi!" disse il re "Tutte le Excalibur sono datate di uguale forza offensiva e difensiva. Tutte ad eccezione della mia! Essa è più che altro difensiva poiché, esattamente come un sovrano, ha il dovere di proteggere gli uomini!" "Allora vedremo il potere difensivo di cui è capace!" disse il Tree Drui sollevando la sua arma verso il cielo "PIOGGIA DI FENDENTI ENERGETICI!" urlò facendo uscire dall’alabarda centinaia di lame d’energia che s’avventarono contro il re "GOLDEN CIRCLE!" disse Artù sollevando la sua spada, che creò un cerchio di luce d’oro contro cui l’attacco di Ewein s’infranse.

"Se non posso sconfiggerti dall’alto, proverò dal basso!" disse Ewein conficcando la propria alabarda a terra "Ecco il colpo che ti sconfiggerà! SCOSSA TELLURICA!" aggiunse urlando provocando una fortissima scossa che fece cadere Artù al suolo "Ad un uomo empio come te spetta il massimo del disonore! Morire uccisi dalla propria arma!" disse il Tree Drui raccogliendo la spada dell’avversario "Addio, maestà!", ma dall’Excalibur si sprigionò una forte luce che si rivoltò contro il Tree Drui distruggendogli l’armatura "Ma cos’è successo?" chiese Ewein rialzandosi "Molto semplice!" disse Artù "Questa spada non può essere usata da un uomo che ne giudica un altro ridendosi superiore a lui! Solo un degno sovrano è degno di usarla, e tu non lo sei! GOLDEN SPIRAL!" disse il re imprigionando l’avversario in una spirale di luce d’orata. "Re Arthurus!" urlò Kiki arrivando da dietro al sovrano "Sono Kiki di Appendix, fratello del Cavaliere d’Ariete! Le ho portato l’armatura della bilancia con cui potrà abbattere l’albero!" aggiunse lanciandogli un nuchaku "Grazie, Kiki! Ma…che strana arma?" "Viene dall’oriente! Si chiama nuchaku! Per usarlo bisogna lanciarlo tenendolo per uno dei manici!" spiegò il bambino "Grazie! Cadi, albero del restauro!" "No!" urlò Ewein uscendo dalla spirale e mettendosi fra l’arma e l’albero per poi fare la stessa fine di Io.

"Cosa? I Legionari d’Italia?!" esclamò Lancilotto, quando i compagni gli riferirono gli ultimi avvenimenti "Sì! Pare che siano nostri compagni, almeno così pensiamo!" disse Mordred "Il loro arrivo potrebbe cambiare le sorti di questa battaglia! Per adesso siamo in vantaggio, ma loro potrebbero aiutarci solo per uno scopo personale!" aggiunse Kanon e tutti annuirono in silenzio. "Chissà come sta la signorina Saori!" disse Seiya dopo qualche minuto "Va da lei!" disse Aiolia avvicinandosi all’amico "Ho visto subito il sentimento che ti unisce ad Atena! Non è solo fedeltà, ma ciò che provi per Saori Kido! Tu non combatti solo perché sei Cavaliere, ma anche perché sei uomo e come tale hai un sogno da realizzare!" "D’accordo!" rispose il ragazzo, prima di gettarsi nel portale. Purtroppo per i nostri amici, Ana aveva sentito tutto "Pegasus è innamorato di Atena, eh? Interessante! Ma sento che in lui ci sono altri desideri, e io riuscirò a fermarlo con questi! Così vedremo quanto è forte l’amore che prova per la sua adorata Mylady!" disse la dea madre dei celti dirigendosi verso una sfera di cristallo dal colore argenteo.

 

Morgause, la strega narcisista

Mentre Seiya s’avviava verso il portale, Maeve aveva raggiunto il noce e si era trovata d’avanti alla più vecchia dei Tree Drui: Morgause del noce, la sorella minore di Viviana. Era una donna molto bella come sua sorella, ma se la Dama del Lago dava l’aspetto di una fata a causa dei suoi lunghi capelli biondi, Morgause invece, per i suoi capelli rossi e gli occhi che sembravano ardere, sembrava la signora del fuoco. Proprio per questo motivo i cristiani che la conobbero la chiamarono la "donna dell’inferno".

"Credevo che ti fossi spaventata, piccola Maeve!" disse la donna dopo che la ragazza la sfidò " Io spaventarmi davanti a te? Tu sei pazza, Morgause! Come la tua allieva Bradha, contro cui il mio amato Galahad è andato a combattere…" "Galahad! Galahad! Hai sempre avuto una cotta per lui fin dal giorno in cui l’hai conosciuto! Io ho capito subito che, essendo il nipote di mia sorella, era una spia! Ma voi non avete mai voluto darmi retta! E alla fine tu hai rinnegato le divinità per seguirlo!" disse Morgause alla sua ex-compagna "Ehi! Ti ricordo che potrei diventare la tua pronipote, quindi parla meglio del mio ragazzo!" "Questo è troppo! Se proprio volete sposarvi fatelo all’altro mondo!" urlò la donna concentrando il Cosmo nei propri capelli "Addio, Maeve! Prendi i miei stupendi capelli! FIRE HAIR!" attaccò la sorella di Viviana trasformando i propri capelli in lunghe lingue di fuoco che avvolsero la ragazza "Non sottovalutarmi, strega! TEMPESTA DI FULMINI!" contrattaccò Maeve lanciando il suo colpo segreto contro la nemica che, però, non si mosse di un millimetro "Sciocca ragazzina! Hai dimenticato che l’armatura del noce e quella del nocciolo sono le più resistenti tra le ventuno corazze dello Zodiaco celtico? Adesso dovremmo dirci addio!" urlò la donna dell’inferno prima che un forte boato la spaventasse liberando Maeve dai suoi capelli "Ti è piaciuto? Era il mio TUONO FINALE, il mio colpo più potente!" disse la ragazza "Di solito lo uso come attacco offensivo per distruggere il sistema nervoso dei miei avversari, in questo caso l'ho usato alla minima potenza per distrarti!" "Ti devo fare i miei complimenti, Maeve! Sei più brava di quanto pensassi! Sarà un bello scontro!".

"L’avversaria di Maeve è Morgause? Molto bene!" disse Morrigan appena un messaggero le riferì la notizia "Quella traditrice non resisterà neanche un minuto contro di lei! Morgause è più forte di Dagda e di Esus messi insieme, e l’unica che può competere con lei è la sua allieva Bradha! La sorte di Maeve è segnata!" "Mi dispiace contraddirla divina Morrigan, ma non credo che mia sorella possa venir sconfitta da Morgause!" disse Angus "Cosa intendi dire?" "Maeve non dispone solo dei colpi diretti che usa di solito, ma di un altro che non ha mai mostrato a nessuno neanche a me! So solo che me ne parlò tempo fa’e quando io le chiesi in che cosa consisteva lei non me lo disse, poiché voleva tenerlo segreto!" "Intendi forse che tua sorella potrebbe usare quell’attacco?" esclamò la dea della guerra "Esatto! E quel colpo potrebbe ribaltare le nostre previsioni!".

"Non avrei mai pensato che tu possedessi un colpo così terribile! E pensare che sei solo una ragazzina…" disse Morgause all’avversaria "Anche i tuoi capelli sono delle armi pericolose!" rispose Maeve guardandosi le bruciature lasciate dall’attacco dell’avversaria "Hai ragione! Ma ciò non toglie che io sono più forte di te! E anche più bella!" "Ora basta! Non ho mai sopportato il tuo comportamento da narcisista!" disse la sorella di Angus "ELECTRO ARROWS!" "Stupida! La mia armatura è impenetrabile!" disse la sorella di Vivina mentre prendeva uno specchio che portava con se "Eccoti il mio attacco segreto, ragazzina! SPECCHIO INFUOCATO!" aggiunse facendo uscire dallo specchio delle frecce simili a quelle di Maeve, ma di fuoco che colpirono la ragazza in pieno.

"Ora basta! Se non ti posso attaccare con il Cosmo lo farò fisicamente!" urlò Maeve lanciandosi contro la nemica, prima di iniziare a colpirla ripetutamente fino a farle volare via l’elmo "Non pensare che io non sappia difendermi, bambina!" disse la donna scaraventando a terra la ragazza "Cos’hai in mano? Non è possibile quelli sono alcuni dei miei capelli?!" esclamò Morgause dopo aver visto meglio l’avversaria "Dannata! Nessuno può toccarmi i capelli!" urlò poi la Tree Drui facendo esplodere il proprio Cosmo.

"Questo Cosmo spaventoso proviene dal bosco del noce. Dove si è diretta Maeve!" disse Galahad, appena percepì il Cosmo di Morgause "Che cosa avrà fatto per arrabbiare Morgause? Spero solo che riesca ad uscirne viva! Nessuno è mai sopravissuto alla furia di quella donna!". Questi pensieri erano quasi gli stessi degli dei celtici, con la differenza che loro gioivano di questo scatto d’ira perché li avrebbe liberati per sempre dalla ribelle che aveva contribuito all’imminente fallimento del loro piano, distruggendo l’albero che le era stato ordinato di proteggere.

"Adesso finirai di vivere, piccola sciocca! E questa volta, per sempre! FIRE HAIR!" urlò Morgause attaccando l’avversaria, ma questa intrecciò i capelli della nemica con le sue corde "Ascoltami! Adesso i tuoi capelli sono intrecciati con le mie corde e se non lascerai la presa farò partire la corrente elettrica prodotta dal mio Cosmo!" disse Maeve "Stupida non puoi farlo, altrimenti rischierai di morire!" urlò la donna "Sono pronta a correre questo rischio! CORDE ELETTRICHE!" replicò Maeve attaccandola. Il risultato dello scontro fra i due Cosmi fu un’esplosione di una potenza tale da abbattere l’albero. Maeve fu salvata da Kiki grazie al teletrasporto, Morgause finì invece schiacciata dal suo albero.

"Ecco! Si sta svegliando!" disse Lancilotto, mentre la ragazza apriva gli occhi "Tutto a posto Maeve?" chiese poi il cavaliere "Sì, ma cos’è successo?" chiese la ragazza "L’esplosione causata dallo scontro fra il tuo colpo e quello della tua avversaria ha provocato un’esplosione che ha abbattuto l’albero! Sei stata salvata da Kiki!" spiegò Artù "Galahad dov’è?" chiese poi la ragazza "Sei stanca e non riesci a percepire che ha già iniziato a lottare!" disse Mordred lasciando Maeve con la bocca aperta per lo spavento.

La rabbia di un’allieva e le vittorie dei legionari

"Non credevo che fossi così debole, Galahad!" disse Bradha guardando l’avversario con i suoi occhi di fuoco "Da chi è riuscito a spezzare il controllo di uno degli alberi del restauro su una persona mi aspettavo di meglio!" "Non sottovalutarmi, Bradha!" disse il ragazzo rialzandosi "La mia unica debolezza è il fatto che non sono abituato a combattere contro le donne!" "Già è vero! Voi cavalieri del medioevo siete così: pensate che le donne siano deboli, ma non è così!" disse la giovane bruciando di rabbia "Adesso, stupido uomo, conoscerai la forza del fuoco!" aggiunse tracciando un triangolo davanti a se "Addio Galahad! TRIANGOLO INFERNALE!". Il colpo lanciando dalla Tree Drui colpì in pieno il giovane cavaliere, ma all’improvviso il Cosmo di fuoco fu imprigionato all’interno di una sfera di luce "Cosa hai fatto?" chiese la ragazza "Quello che hai appena visto è il più potente dei miei attacchi indiretti il Sigillo Finale!" rispose Galahad, mentre la sfera di luce veniva mandata oltre il sistema solare.

"Cosa succede, Seiya? Va tutto bene?" chiese Viviana quando vide il ragazzo uscire dal portale "Sì! ero solo preoccupato per Sao… per Atena!" rispose il ragazzo voltandosi verso l’albero "Come sta?" chiese poi "Purtroppo non possiamo fare più niente! Abbiamo ritardato l’assorbimento dell’energia vitale con il Graal, ma adesso deve cavarsela da sola e…." rispose la Dama del lago fermandosi "…potrebbe cedere!" concluse per lei Morgana, ma il ragazzo non le badò e si diresse verso Mylady per vedere il suo viso "Saori? Puoi sentirmi? Sono Seiya e sono qui vicino a te!" disse il Cavaliere piangendo "Io non ti lascerò qui a lottare da sola! Lotterò con te!" aggiunse poggiando la mano sul volto della fanciulla "Possa il mio Cosmo aiutarti in questa battaglia!" disse poi facendo risplendere il proprio arto del colore del cielo stellato. "Vedo i tuoi pensieri e tuoi desideri, Pegasus!" disse Ana guardando attraverso la sua sfera "Sorella, scuola, famiglia… sono questi i tuoi desideri Seiya Edogawa, e io farò in modo che diventino realtà!".

"Come hai fatto a resistere al mio attacco?" chiese poi Bradha al suo avversario "Semplice! Sigillare gli attacchi nemici e imprigionare gli avversari è il potere speciale della mia Excalibur! La maggior parte delle mie tecniche si basa proprio su questo: il Sigillo Finale rinchiude l’attacco avversario in una sfera di luce che viene poi sparata attraverso lo spazio. La Sacra Croce, che consiste invece nel legare l’avversario per immobilizzarlo…" "A cui va poi aggiunta la Luce del Graal, prerogativa dei custodi del sacro calice!" aggiunse poi la Tree Drui "Sono tutte tecniche utili, mio caro Galahad! Peccato che tu non disponga di alcuna tecnica offensiva! FAIR HAIR!" urlò lanciando il colpo segreto della propria maestra per legare l’avversario. "Adesso tu soffrirai le pene dell’inferno! Maeve ha ucciso la mia maestra e io mi vendicherò uccidendo il suo amato, perché tu non possiedi alcuna tecnica che possa resistere a questi capelli di fuoco! Ah! Ah!" rise la giovane guerriera sorridendo alla vista del suo nemico «Ha ragione! Io non possiedo una tecnica che mi permetta di vincere! No! C’è, ma non l’ho mai usata perché non mi è mai sembrata una tecnica da cavaliere, ma adesso devo farlo!» "Allora come ti senti? Forse vuoi che aumenti la presa e il calore? Chi tace acconsente! Ora… ma cosa succede vuoi bruciarti le mani, per caso?" chiese con curiosità la Tree Drui vedendo l’avversario che metteva le mani sui capelli, ma la sua curiosità si mutò in orrore quando vide uscire dalle mani dell’avversario un liquido simile all’acqua che la costrinse a lasciare la presa "Ti è piaciuto? Era il mio HOLY WATER! Usando il sacro liquido del Graal io posso creare una barriera intorno al mio avversario che gl’impedisce di colpirmi!" spiegò il giovane "Questa tecnica l’ho usata con potenza limitata per non danneggiarti troppo!" "Che pensiero carino! Ma ti ho già detto che noi donne non siamo più deboli di voi uomini! TRIANGOLO INFERNALE!" "Hai ragione! Voi donne non siete più deboli di noi uomini, ma tra noi due il più forte sono io perché io non ho rabbia nel mio cuore! E adesso preparati al mio colpo diretto!" disse mettendo le braccia a croce e correndo verso l’attacco nemico "Prendi! FINAL CROX!" urlò generando due fendenti incrociati che colpirono in pieno la nemica e l’albero che cadde con sol botto!

Mentre Galahad combatteva Cozio e Caco si erano trovati davanti ai Tree Drui del pino e del bagolaro: Lewal (un tipo dallo sguardo di rettile che sembrava dotato di unghie aguzze come spine dovute ad una mutazione genetica) e Catergin (un abile corridore, capace di tenere testa a Seiya). "Fateci passare!" disse Cozio rivolto ai nemici "Puoi scordatelo, Legionario! Voi avete già distrutto la nostra civiltà una volta, non vi permetteremo di farlo ancora!" rispose Catergin "Esatto! Se volete passare dovrete farlo sul nostro cadavere!" rispose Lewal concentrando il suo Cosmo nelle sue mani "Eccovi il veleno del serpente! LUCE VENEFICA!" "Non credere che basti questo attacco per spaventarmi!" disse Cozio rimanendo freddo "GHIACCIAIO ALPINO!" "Non è possibile? Sei riuscito a congelare il mio attacco!" disse Lewal "Spostati! Sarò io a occuparmi di loro!" disse Catergin "PUGNO FULMINANTE!" attaccando con un colpo simile a quello di Seiya "SCUDO LAVATICO!" urlò Caco riparandosi dietro un pannello di lava solidificata generato dal suo martello "Bravo! Sei riuscito a pararlo!" disse Cozio "Non completamente! Mi ha colpito!" rispose Caco mettendosi una mano sul braccio "Ma nonostante tutto non è un granchè!" "Hai ragione, mortale! Loro non sono un granchè e proprio per questo non sono degni di far parte dei nostri guerrieri" disse una voce di donna accompagnata da un Cosmo oscuro e minaccioso e Morrigan apparve tra i quattro guerrieri. "Avete deluso gli dei, e ora pagherete!" disse la dea della guerra espandendo il suo Cosmo sui due Tree Drui "Addio! DARK WING!" urlò e una luce oscura andò contro i due uomini per lasciarli poi privi di vita "Potete pure abbattere l’abete e il bagolaro! Tanto la nostra vendetta è vicina e voi uomini che avete sfidato gli dei morirete!" disse la dea prima di sparire. "Non posso credere che esistano esseri così meschini da uccidere i loro stessi seguaci, se non li considerano più in grado di servirli!" urlò il custode dei vulcani "Ci deve essere qualcos’altro sotto!" pensò Cozio riflettendo sul fatto che ben cinque Tree Drui erano stati salvati per qualche motivo misterioso "Cosa facciamo adesso?" chiese poi Caco al compagno "Distruggiamo gli alberi e poi riferiamo ciò che abbiamo scoperto alla Grande Giulia! Il nostro compito qui è quasi finito!" rispose il custode del nord Italia prima di separasi dal compagno.

 

Le ultime battaglie

"Sono caduti altri due alberi!" urlò Gawen, mentre i rami dell’abete e del bagolaro erano ormai a terra insieme agli altri "A quanto pare i Legionari d’Italia sono riusciti nel loro intento!" disse Seiya, mentre Cozio e Caco uscivano dal portale "Perché ci avete aiutato?" chiese Brigida avvicinandosi ai due guerrieri "L’abbiamo fatto perché noi legionari abbiamo un debito di riconoscenza con i Cavalieri di Grecia! Senza di loro questo pianeta sarebbe già scomparso! A differenza di loro noi Legionari d’Italia, così come i Cavalieri di Asgard, esistiamo per proteggere il nostro paese!" rispose Cozio prima di andarsene. "Guardate!" urlò Seiya "Le ultime foglie stanno diventando verdi! Papà! Keu! Vi prego, fate in fretta!"

Daisuke, intanto, era impegnato in duro combattimento con Bendeig, il Tree Drui del cipresso. Un uomo la cui pelle splendeva come l’oro e i suoi occhi scuri e profondi nascondevano il suo stato d’animo. La forza di questo guerriero era simile a quella di Dagda, di cui era stato predecessore come generale dei Tree Drui.

"Devo farti i miei complimenti, Edogawa!" disse Bendeig al padre di Seiya "Mai avrei pensato che uno che è diventato cavaliere da solo un anno nascondesse tutta quest’abilità con la spada e nello scontro corpo a corpo!" "Neanche io pensavo che fra i Tree Drui esistesse un uomo capace di avere tanto potere! Eppure, qualcosa mi dice che non l’hai ancora utilizzato tutto!" rispose Daisuke "La cosa che mi stupisce di più è il fatto che tu sia riuscito a resistere ai miei attacchi senza armatura!", ma proprio in quel momento parte dell’elsa dell’Excalibur di Daisuke si staccò trasformandosi in un’armatura dal colore del cielo stellato che si dispone in difesa del suo padrone "Dicevi?" disse allora l’uomo all’avversario che lo guardava con aria sorpresa "Non pensare che basti quell’armatura per proteggerti, sporco giapponese! Eccoti il mio colpo segreto!" disse cominciando a creare una superficie piatta con una strana sostanza trasparente apparsa fra le sue mani "Quello che hai creato sembra uno specchio!" urlò il giapponese vedendolo "Esatto! Preparati, muso giallo! CHIAMATA DEL DOPPIO!" .

Improvvisamente lo specchio cambiò la sua forma fino a diventare del tutto uguale a Daisuke, con la differenza che la sua armatura era nera come una notte priva di luna e di stelle, e nei suoi occhi si leggeva odio e rabbia. "Cos’hai fatto? È per caso uno dei tuoi trucchetti?" urlò Daisuke "Certo che no!" disse il Tree Drui "Lui è te! È il tuo doppio! Ma lascerò che sia lui ha presentarsi!" "Io sono ciò che hai nascosto per tanto tempo nel tuo cuore!" disse il secondo Daisuke "Perché combattere per Merlino, quando è stato quell’uomo la causa della tua separazione da Seiya e Seika e della morte di Sakura?" "Smettila!" "E perché combattere usando questi poteri per aiutare quel vecchio, quando potresti usarli per riprenderti la tua famiglia!" "Ti ho detto di smetterla! AFFONDO DELLE METEROE!" urlò Daisuke lanciando verso il doppio il suo colpo segreto "Stupido! Ti ho già detto che io sono te, quindi conosco tutti i tuoi colpi! Ma ne ho anche di nuovi!" disse il Daisuke negativo concentrando il proprio Cosmo sulla punta della spada "Questo è il colpo della parte più buia del tuo cuore! METEORA NERA!" dalla spada dell’altro Daisuke uscì una luce di colore nero che colpì l’avversario che si sentì improvvisamente debole "Questo mio colpo priva il nemico di tutta la sua energia vitale! Una volta eliminato te io sarò finalmente libero di riprendermi Seiya!" disse il doppio brandendo la spada su di lui "Stupido!" disse il Daisuke morente "Noi due siamo la stessa persona! Sei così accecato dalla rabbia che non hai capito che hai colpito te stesso! Guardati l’armatura!" infatti anche l’armatura del Daisuke oscuro era danneggiata nel punto dove l’altro era stato colpito "Era tutto un piano per eliminarci, anzi per eliminarmi facendomi combattere contro me stesso! È vero che volendo potrei usare questa spada per riprendermi i miei figli, ma se lo facessi renderei Seiya infelice. E io in quanto suo padre dovrei pensare prima alla sua felicità!" aggiunse poi piangendo, e furono proprio quelle lacrime a compiere il miracolo facendo sparire il Daisuke nero e annullando l’effetto della Meteora Nera.

"Nessuno era mai riuscito a sconfiggere quel colpo! Tutti quelli contro cui l’ho rivolto hanno sempre ucciso il loro se stesso negativo mettendo fine alla propria vita!" disse il Tree Drui, mentre Daisuke si rialzava "I miei predecessori credevano nel dualismo, a differenza di noi giapponesi che grazie alle nostre filosofie sappiamo che gli opposti s’intersecano a vicenda, e che più la luce diventa forte più le tenebre diventano impenetrabili!" rispose l’uomo "Anche se hai sconfitto il mio colpo, non pensare che io abbia poteri solo sul mondo dello specchio!" disse Bendeig alzando la sua mano, che fu avvolta da una luce spettrale "So che per i romani e i loro eredi i cipressi sono gli alberi del cimitero, e la morte è una delle fonti del mio potere! APPARIZIONE DEI FUOCHI FATUI!" aggiunse facendo uscire dalla terra milioni di piccole fiamme blu che incominciarono ad avvolgere Daisuke "Dopo che si è morti non si rinasce subito, ma quando noi sappiamo che c’è bisogno di noi! Quelle che hai davanti a te sono le anime di coloro che non sono ancora tornati su questo mondo, e che sono morti con molti rimorsi! Adesso tu diventerai uno di loro!" . Le anime incominciarono a volteggiare intorno all’uomo cercandogli di fargli ricordare ciò che desiderava e che non avrebbe mai potuto avere. Daisuke fu sul punto di cedere, fino a che s’accorse che tra le anime usate da Bendeig c’era quella di Sakura. Alla vista della moglie trattata in quel modo, l’uomo s’infuriò e puntò la propria spada contro il Tree Drui. «Come può?!» pensò col cuore pieno di ira, mentre davanti ai suoi occhi Sakura si muoveva intorno a lui, emettendo un lamento desolante «Come può farmi questo?!» "Adesso pagherai per aver voluto usare l’anima di mia moglie! METEORA NERA!" urlò lanciando il suo colpo più pericoloso contro il nemico, che però lo schivò "Sei indebolito! Non puoi battermi!" disse Bendeig, prima d’accorgersi che l’obbiettivo di Daisuke era l’albero che incominciò a poco a poco a morire. La vista dell’albero morente fece perdere al suo custode il controllo sui fuochi fatui, che fu travolto in pieno dall’Affondo delle meteore.

Dopo aver vinto, Daisuke vide che l’anima della moglie non era ancora tornata nell’Ade e che aveva la forma di quando era in vita, con la differenza che era avvolta da una fiamma bluastra "Sono rimasta perché volevo salutarti prima di andare via!" disse la donna al marito "Non sai quanto mi sei mancata!" pianse Daisuke "Vorrei che Seiya fosse qui con me! Dovresti vederlo! A parte l’età ora è un uomo in tutto e per tutto!" "Purtroppo non mi è possibile, ma ti chiedo di dargli questa scintilla del mio Cosmo!" disse Sakura mettendo in mano al marito parte della luce che l’avvolgeva "Questo è l’ultimo messaggio di una madre per suo figlio! Arrivederci, Daisuke! Alla prossima vita!" disse la donna prima di andarsene "Addio, Sakura!" pianse l’uomo, mentre la moglie saliva al cielo.

"Ho sentito un tonfo!" disse Keu, che intanto aveva indossato la sua armatura che ha due ali dietro la schiena, voltandosi dietro di sé "Daisuke deve essere riuscito ad abbattere il cipresso! Ora manca solo l’acero!". Arrivato davanti all’albero, il Cavaliere si trovò davanti il suo avversario: un uomo dal viso abbastanza giovane, con occhi violacei e i capelli grigi il cui nome era Brannos.

"Quanti secoli saranno passati da quando ci siamo incontrati per la prima volta, Keu?" chiese Brannos avvicinandosi all’avversario "Un po’ più di cinquecento! Anno più, anno meno!" rispose il cavaliere "Quella volta la nostra lotta finì in parità, ma questa volta sarò io a vincere!" urlò il Tree Drui lanciandosi verso il nemico "Non mi fai paura! ATTACCO ALARE!" urlò Keu attaccando con la spada il nemico, come un uccello colpisce con l’ala "Questo non basta, a sconfiggermi! FOGLIE SANGUIGNE!" urlò il Tree Drui lanciando contro l’avversario le foglie della sua armatura che s’attaccarono sul corpo dell’uomo "Non pensare che bastino queste foglie a vincermi…Ma cosa succede! Mi sento debole!" "Questo è il mio colpo segreto! Le foglie che ti ho lanciato assorbiranno a poco a poco tutto il tuo sangue, facendoti morire lentamente!" disse il Brannos "Non pensare che non sia capace di togliermele!" disse Keu prendendo la sua spada "Non ti sarà di alcun aiuto! Le mie foglie sono in grado di rigenerarsi!" sorrise il Tree Drui, mentre il corpo del fratello di re Artù si accasciava al suolo.

«Non ci sono riuscito! A quanto pare era destino che la storia dell’Inghilterra finisca così! Adesso voglio solo dormire!» pensò Keu, mentre sentiva che le forze l’abbandonavano «Vuoi davvero morire così?» disse una voce che l’uomo ben conosceva «Arthurus? » chiese Keu a quella voce «Hai dimenticato quando c’allenavamo con nostro padre per diventare guerrieri? In quell’occasioni abbiamo imparato l’onore e che per vincere dobbiamo impegnarci fino in fondo!» «Questa volta è diverso!» rispose Keu «Hai dimenticato i miei insegnamenti?» chiese Merlino «Il Cosmo brucia a seconda dell’ardore che si ha nel cuore, e se bruciato al massimo può compiere un miracolo. Lo hai dimenticato?» «No!» «Allora brucia il tuo Cosmo, fino ai limiti dell’universo!». Sentite quelle parole il cavaliere si rialzò, e nonostante le foglie di Brannos, incominciò a bruciare il suo Cosmo sotto lo sguardo del nemico "Non è possibile! Il suo Cosmo si sta espandendo e sta bruciando le mie foglie!" urlò il Tree Drui "Ma non te la darò vinta!" aggiunse concentrando il suo Cosmo nella mano sinistra "Prendi il mio colpo più potente!" "Invece sarai tu a ricevere il mio!" dice Keu librandosi in volo dopo aver diviso in due la spada "Vedremo! PUGNO FINALE!" urlò il Tree Drui lanciando contro l’avversario una freccia di luce in grado di distruggere ogni cosa si trovi sul suo cammino "DOPPIO FENDENTE D’AQUILA!" urlò Keu lanciando due fendenti d’energia con la sua Excalibur.

Quando i due attacchi si scontrarono a mezz’aria ci fu una forte onda d’urto che si sentì per tutta la dimensione, e Kiki andò a controllare cosa stava succedendo. Quando tornò aveva con sé Keu pieno di ferite "Non preoccupatevi! Sta bene!" disse il bambino "Ma del suo avversario non c’è nessuna traccia!" "Guardate!" urlò Kanon "L’ultima foresta sta scomparendo! Torniamo da Atena!" e il gruppo entrò nel portale, mentre la dimensione creata dagli alberi del restauro scompariva.

"Non preoccupatevi!" disse Ana quando le riferirono la notizia "Abbiamo ancora uno, anzi due, assi nella manica!" e sollevò la sua sfera argentea.

 

Il mondo misterioso al di là dell’albero

( capitolo ispirato ad una scena dell’OAV "Inu-yasha: il castello misterioso al di là dello specchio")

Arrivati sulla collina di Glastonbury i Cavalieri e i loro compagni fecero una scoperta spaventosa: nonostante gli alberi del restauro fossero caduti il corpo di Atena era ancora imprigionato nel tronco dell’albero "Non può essere vero!" disse Seiya incominciando a piangere "Ci sarà pure un modo per salvala! Per salvare Saori!" "Forse possiamo usare le armi della Bilancia!" propose Kiki aprendo lo scrigno, ma proprio in quel momento il corpo di Mylady fu inghiottito dall’albero e gli eroi sentirono la voce di Ana dire «Seiya Edogawa! Se vuoi salvare la tua dea devi entrare tu nell’albero al suo posto!» senza neanche farselo ripetere il Cavaliere spiccò un salto ed entrò letteralmente nell’albero. "Tutto procede come previsto! Quell’umano è davvero stupido! E sarà la sua stupidità a farlo diventare mio!" disse Ana dopo aver visto la scena nella sua sfera.

L’interno dell’albero era il nulla più totale: buio e senza luce. Il Cavaliere s’aggirava per quel posto sconosciuto, quando all’improvviso vide Atena imprigionata in quella che sembrava una campana di vetro "Vedo che hai trovato la tua adorata Mylady, Seiya Edogawa!" disse Ana comparendo alle sue spalle "Dannata! Avevi promesso che l’avresti lasciata libera!" disse il ragazzo girandosi verso la dea per colpirla "Fermo, e guarda!" disse Ana mettendo la sfera d’argento sotto gli occhi del suo nemico, che si fermò come se fosse ipnotizzato.

"Fermo, Seiya! non guardare quella sfera!" urlò Atena "Mi dispiace per te, ma non può sentirti!" Avanti, Seiya! Guarda questa sfera! Guarda il mondo dei tuoi sogni!" disse poi rivolta al ragazzo che nella sfera cominciava a distinguere delle immagini "Lo vedi? È questo il mondo che desideri!" disse Ana, mentre il Cavaliere vedeva un’immagine di stesso con addosso una divisa scolastica che andava in giro insieme ai suoi coetanei "Guarda a cos’hai rinunciato!" continuò mentre il Cavaliere vedeva immagini di quel se stesso insieme a suo padre, a sua madre, a Seika e un bambino dell’età di Gawen "Quel bambino sarebbe potuto nascere un anno dopo l’incidente! Avresti potuto avere un fratellino!" «Potevo avere tutto questo!» pensò Seiya "Puoi averlo ancora!" disse Ana che aveva intercettato il pensiero del ragazzo "Basta solo che rinunci ad essere un Cavaliere dello Zodiaco e ad Atena e al tuo corpo, poiché sarà la tua mente a vivere in questo mondo che può renderla felice" "Questo è… ciò… che per me… è… più importante…" disse lentamente Seiya, lasciandosi sempre più abbandonare in quel mondo.

Saori vedeva da lontano quella scena e picchiava sulla campana in modo da romperla, ma senza successo. "Ci deve essere un modo!" pensò prima di vedere che a poca distanza c’era l’emblema di Nike, che usò per rompere con successo la barriera. "Seiya!" urlò la fanciulla correndo verso il ragazzo i cui occhi apparivano già vuoti "Arrivi troppo tardi Atena! La mente del tuo paladino è ormai quasi del tutto prigioniera della mia utopia, e il suo corpo è solo un docile burattino nelle mie mani!" disse Ana, mentre la dea della giustizia s’avvicinava sempre di più al corpo del ragazzo.

«Sono quasi arrivato!» si disse Seiya «Presto potrò riavere la mia famiglia e la mia vita! Sono queste le cose più importanti per me!», ma in quel momento sentì una voce familiare alle sue spalle «Qualcuno mi sta chiamando, ma non so chi sia! Però la sua voce mi sembra familiare!» disse il ragazzo. Intanto, sul piano materiale, Saori era ormai davanti al ragazzo "So che puoi sentirmi!" disse "Io credo in te! Ho sempre creduto in te! E so che cosa c’è realmente nel tuo cuore!" "Sprechi il tuo tempo Atena! Ormai lui non può sentirti!" disse Ana "Uccidila!" aggiunse rivolta a Seiya, il cui corpo cominciò lentamente a muoversi "So che tu non mi farai del male! Perché tu questo non lo vuoi!" disse la ragazza toccandolo «Ancora quella voce!» disse Seiya, mentre vedeva davanti ai suoi occhi le immagini della sua famiglia e dei suoi amici «Questo tocco che percepisco appena poi mi è familiare!» aggiunse poi. "Che cosa stai facendo? Ti ho detto di ucciderla!" disse Ana, mentre il corpo di Seiya sembrava rallentare i suoi movimenti "Seiya!" disse Saori "Sei libero di non credermi, ma questi sono i sentimenti che provo per te!" e appoggiò le sue labbra su quelle del ragazzo. In quello stesso momento, nella sua mente, Seiya vide che oltre quelle immagini di lui e della sua famiglia, c’era quella della persona più importante per lui: Saori! Quando si ricordò questo nome Seiya vide davanti a se quella ragazza baciarlo e dolcemente la ricambiò per poi stringerla forte al petto con le sue braccia. "Non è possibile!" disse Ana vedendo quella scena "Non ci credo! Poteva avere tutto quello che sognava e ha rinunciato per l’amore di una sola persona! Ma com’è possibile? Com’è possibile?" urlò prima di vedere l’albero che incominciava a rompersi davanti ai suoi occhi a causa dei Cosmi dei due giovani, che ora erano pieni di una forza mai sentita prima dalla dea madre dei celti "Allora è questa la forza di cui parlava Atena!" disse spaventata prima di venire travolta dalla forza dei Cosmi, che la fecero tornare nel suo castello.

"Sei uno stupido!" disse dolcemente Saori a Seiya, mentre l’albero cominciava piano piano a sparire intorno a loro "Lo so!" rispose lui "E ti amo!" "Anch’io ti amo!" disse lei appoggiando la testa sul suo petto, mentre Seiya continuava a stringerla dolcemente.

 

La furia di Morrigan

Potete immaginarvi la faccia che fece Jabu quando vide la sua adorata Saori e il più odiato dei suoi compagni, Seiya, che s’abbracciavano dolcemente come una coppia di fidanzati "Non è possibile!" urlò davanti a tutti "È- è innaturale che uno come Seiya s’innamori di una come la signorina Saori!" "Perché? Jabu, non sarai forse geloso?" disse Geki all’amico "Io? Geloso? No!" urlò il Cavaliere dell’Unicorno "Se davvero non lo sei" disse allora Nachi "allora non avrai niente in contrario se loro decidono di fidanzarsi?" "C-Certo che no!" rispose il ragazzo "Bene!".

"Dannazione!" urlò Ana sbattendo a terra la sua sfera "Per la prima volta il mio piano ha fallito! Per secoli sono sempre riuscita ad imprigionare le menti dei guerrieri che potevano distruggermi trasformandoli così in servi fedeli! Ma oggi sono stata sconfitta!" poi si alzò e chiamò il porta ordini "I nostri nemici saranno qui a momenti! Di a tutti, soldati semplici, servitori, medici ecc., di prepararsi a partire per la Gallia, ci rifugeremo nei sotterranei del tempio cristiano che porta il nome di Notre Dame e staremo lì finchè non ci saremo riorganizzati!" "Sarà fatto!".

"Mai! Puoi scordatelo! Anche se sei nostra madre non accetterò mai di nascondermi in un tempio dei nazareni!" urlò Morrigan quando Ana le riferì la notizia "Ora si chiamano cristiani!" disse Lug "Non cambia niente! È una questione di principio! Abbiamo aspettato secoli per realizzare questo progetto vedendo questa terra degenerare sempre di più e adesso volete darvela a gambe?! Voi potete anche scappare, ma io resterò a lottare!" disse la dea della guerra prendendo la sua spada e uscendo dalla sala "Fermati! Così rischierai di morire!" disse Ana "Sono solo dei miseri esseri umani, non mi faranno niente!" rispose la dea della guerra «Ti sbagli! Loro sono diversi!» pensò la dea madre vedendola uscire dalla stanza.

Intanto le nubi che ricoprivano l’isola si erano dissipate e il sole era tornato a splendere portando con se la speranza. "Ce l’abbiamo fatta!" disse Maeve, mentre la luce del sole le accarezzava la pelle "Sì!" disse Galahad "Ed è anche merito tuo! In fondo sei stata tu la prima ad abbattere l’albero!" la ragazza annui "Mi dispiace interrompervi, piccioncini, ma la battaglia non è finita!" disse Merlino "Almeno finchè non batteremo le divinità celtiche e i Tree Drui sopravvissuti una volta per tutte!" .

Improvvisamente il sole fu coperto da nuvole nere, simili a quelle di un temporale, ma non si sentì alcun suono "Batterci una volta per tutte?" disse una voce che i Cavalieri ormai ben conoscevano "Mi dispiace, ma gli umani non possono battere gli dei! Poiché ciò che gli spaventa di più è la punizione prodotta dal Cosmo di quest’ultimi!" disse Morrigan apparendo davanti hai suoi nemici armata di tutto punto "Mi dispiace dirtelo! Ma i miei amici mi hanno dato la prova che gli uomini possono battere gli dei!" disse Mordred avanzando verso la dea.

"Così tu, misero essere umano, vorresti combattere contro una dea!" disse Morrigan divertita "Esatto!" rispose il lupo impugnando la sua spada "Stupido! Se davvero vuoi batterti mostrami di cosa sei capace!" disse la dea lanciandosi contro il nemico per attaccarlo con la sua spada "Non credermi così sprovveduto!" disse Mordred evitando l’attacco "Sarai una dea, ma sei più lenta di quanto pensassi! FENDENTE DELLA ZANNA DEL LUPO!" attaccò il ragazzo, ma la dea riuscì a parare l’attacco "Sarebbe questo il tuo colpo segreto? Ora vedrai cos’è un colpo micidiale! FENDENTE DI SANGUE!" disse muovendo la sua spada dalla quale uscì una luce rossa che puntò su Mordred "Nessuno è mai sopravvissuto a questo attacco! Addio, Mordred! Ma…cosa?" «Non è possibile!» si disse Mordred «Arthurus mi sta difendendo dall’attacco di Morrigan con la sua spada!», ma invece lo era: l’energia dell’attacco della dea era stata bloccata dall’Excalibur del re e dal suo possessore "Stupido uomo! Subisci tu, allora il mio colpo!" disse la dea colpendo Artù, il quale riuscì, in parte, a salvarsi grazie al Golden Circle. "Perché lo hai fatto?" gli chiese Mordred "Siamo compagni ma, soprattutto, sono tuo padre!" rispose l’uomo lasciando il ragazzo sorpreso perchè per la prima volta dopo quasi mille e cinquecento anni gli aveva dato la prova di tenerci veramente a lui "E io sono tuo figlio!" rispose poi Mordred guardandolo negli occhi.

"Ma che bel quadretto mi viene da piangere!" disse Morrigan "Peccato che i sentimenti agli dei non si addicano! Comunque sarò buona, poiché vi permetterò di morire insieme! FENDENTE DI SANGUE!", ma il colpo fu di nuovo parato è questa volta da Mordred che ne uscì con l’armatura seriamente danneggiata "Non ti lascerò uccidere mio padre, neanche mio zio, né mia madre e neppure i miei amici e mio fratello! Poiché loro sono le persone che per me costituiscono una famiglia. Fin da piccolo ho sempre voluto avere una famiglia e l’ebbi ma quella famiglia, pur volendomi bene, voleva farmi diventare qualcosa! Questa invece mi accetta per quello che sono e vuole aiutarmi a diventare ciò che voglio e non lascerò un essere privo di sentimenti come te la libertà di potermi portare via tutto questo! FENDENTI DEL BRANCO!" "Stupido! Ti ho già detto che non puoi sconfiggermi!" disse la dea parando l’attacco con il suo scudo "Lo so bene!" urlò Mordred saltando "Adesso bruciando al massimo il mio Cosmo compirò un miracolo e tu avrai quello che ti meriti!" aggiunse concentrando il suo Cosmo nella spada "Vai EXCALIBUR DEL LUPO!" urlò lanciando la sua spada che amputo alla divinità il braccio destro che reggeva la spada.

Il gesto di Mordred stupì tutti i presenti poiché mai nessuno avrebbe pensato che la spada del lupo di Britannia fosse così affilata e con una simile potenza d’attacco, poiché ignoravano che Maat l’aveva creata invertendo la capacità speciale dell’Excalibur del re, potenziando quindi l’attacco e non la difesa. "Mai nessuno aveva osato tanto!" disse Morrigan aumentando il suo Cosmo per la rabbia "Mai un umano ha privato di un arto una divinità! Tu sei stato il primo, ma sarai anche l’ultimo!" "Non è possibile!" disse Brigida "Morrigan vuole usare davvero quella tecnica, ma così anche lei sparirà!" "Non m’importa! L’importante è togliere la vita ha quest’umano! Addio Mordred! FINAL DARK WING!" urlò la dea avvolgendo sia se stessa che il nemico in una luce nera. Mordred cercò di pararla, ma poi fu avvolto dal Cosmo della dea e si sentì precipitare nel vuoto. Spaventato chiuse gli occhi, mentre la sua pelle sembrava bruciare.

 

Epilogo

Quando Mordred riprese i sensi si ritrovò nel suo letto a Camelot insieme a suo padre "Cosa ci fai qui?" gli chiese "Ero venuto a vedere se ti svegliavi! Sono sei giorni che sei a letto!" rispose "Sei giorni?! Gli altri dove sono? E Morrigan?" "Gli altri sono a dormire perché è mezzanotte, tranne Morgana, che si sta bevendo un infuso per calmarsi. Morrigan invece è stata nuovamente sigillata: quando la luce si è diradata il liquido del Graal ha fatto in modo che il suo attacco non ti colpisse e di lei rimase solo l’anima che Brigida ha sigillato prontamente grazie all’aiuto del suo crocefisso." "Poi?" "Brigida, prima di tornare in Irlanda nel suo monastero, ha eretto col suo Cosmo una barriera intorno all’isola per non far più entrare Ana e i suoi di cui abbiamo perso le tracce!" "La battaglia quindi è finita!" disse il ragazzo "Solo qui! Secondo Merlino tra poco dovremmo combattere a fianco dei Legionari d’Italia in modo da sconfiggerli per sempre!" "Capito! E Gawen?" "Lui è tornato a casa! Dopotutto lui ha una vita e non possiamo portargliela via! Buffo, non trovi? Ho avuto due figli e non sono stato padre per nessuno di loro!" disse l’uomo con un velo di tristezza "Io…" incominciò a dire Mordred "…sono…contento di… essere tuo figlio!" "Davvero?" disse Artù voltandosi verso di lui "Sì! E sarei felice di stare con te finchè non mi sentirò adulto! Ora credo che tu non mi avresti rifiutato se avessi saputo della mia esistenza!" "Non l’avrei mai fatto!" disse l’uomo "Sai mentre dormivo ho fatto un sogno! Sognavo di essere piccolo e che mi perdevo in un bosco e allora chiamavo Ponto perché mi aiutasse urlavo: «Padre! Dove sei?» poi però sentivo la tua voce e tu apparivi, io volevo gridare «Non sei mio padre!», ma con le mie ultime esperienze sentivo che potevo fidarmi di te! Poi tu mi prendevi in braccio e uscivamo dal bosco!" "Non è stato un sogno! Non completamente!" disse il re "Mentre dormivi più di una volta hai detto «Padre, dove sei? Non lasciarmi solo!» come se fossi un bambino. Io, sperando di farti svegliare, venivo qui e ti dicevo «Sono qui Mordred! E non ti lascerò solo!» . Toglimi una curiosità: cosa c’è dopo il bosco?" "Non lo so! Quando siamo usciti dal bosco mi sono svegliato!" rispose il ragazzo "Per il resto della mia vita voglio essere tuo figlio! Sei d’accordo?" aggiunse fissando il padre "Sì! A proposito dopo lo scontro la tua armatura è stata distrutta e, siccome per riparare le armature sacre serve sangue di Cavaliere, ho donato il mio!" disse l’uomo facendo vedere al figlio la sua nuova armatura, simile alla precedente ma ora decorata con bellissimi motivi celtici di colore dorato "Adesso riposati ancora per… sei ore! Io vado a dire a tua madre che stai bene!" "D’accordo!" "Dimenticavo! Sono fiero di essere tuo padre!". Il ragazzo non disse niente, ma si coricò sul cuscino e incominciò a piangere per la felicità.

Daisuke aveva dato a Seiya il Cosmo di Sakura che conteneva il suo ultimo messaggio e aveva scoperto che suo padre e sua madre una volta litigarono e Sakura passò una notte con Mitsumasa Kido, che era amico dei suoi nonni. Ma anche il giorno prima lei e suo padre avevano fatto l’amore. Quando venne al mondo fu fatto un test del DNA in cui si scoprì che il padre biologico di Seiya era Daisuke, ma Mitsumasa non lo venne mai a sapere fino alla partenza di Seiya per la Grecia. Il ragazzo ora era indeciso di dire o meno ai suoi amici la verità, ma era contento di saperla almeno lui. "Non so cosa farò adesso!" disse il ragazzo mentre il Cosmo di sua madre saliva al cielo verso le stelle "Anche se già pensavo di non avere alcun legame di sangue con loro! Ma non importa: il solo fatto di essere cresciuti insieme e di essere legati da fraterna amicizia ci rende fratelli! Grazie mamma, per avermi detto la verità sulla mia nascita! Proteggici anche tu dal paradiso dei Cavalieri, poiché anche tu lo sei per nobiltà d’animo!" aggiunse mentre la scintilla saliva sempre più su verso il cielo fino a diventare una stella.

Purtroppo Seiya e Mordred avevano poco tempo per concentrarsi sul futuro. Una nuova battaglia era alle porte.

FINE