Capitolo IX

Operazione "Puzzola"!

 

Epicuro era nella sua tenda, immerso nella lettura di un enorme volume polveroso, quando venne raggiunto da Shiryu:

«Epicuro, mi volevi vedere?»

«Si Shiryu» rispose Epicuro mentre finiva di scarabocchiare delle stelline sul tabellone da gioco dell’allegro chirurgo: «Volevo chiederti se ho segnato giuste le seimei ten (punti vitali della stella) della costellazione dei Pesci.»

Il dragone girò il tabellone e diede un’occhiata.

«Si, mi sembra di si, ma a che ti servono?»

«Le seimei ten sono i punti deboli di un saint e quindi, se utilizzati nel modo giusto, possono provocare diversi effetti collaterali»

«Si lo so, ma non credo che Afrodite starà fermo a farseli colpire!»

«Lo so, ed è per questo che userò qualcuno di cui il pesciolino si fida ciecamente...o, eccolo che arriva!»

Riccardo, il fisioterapista del Santuario, fece il suo ingresso seguito dal silver saint della Lucertola:

«Era ora che ci prendessi in considerazione! È dall’inizio dello sciopero che vogliamo avere la nostra rivincita e tu non fai altro che ignorarci!» si lamentò Riccardo «Sono un fisioterapista, un professionista altamente specializzato e non ho di certo preso la laurea per far da massaggiatore shatsu a quel pallone gonfiato! Passo più tempo a fare massaggi di bellezza ad Afrodite che ad esercitare la mia professione medica! E non parliamo degli sfottò che da questo derivano!»

«E poi tutti gli anni trucca il concorso di Mr. Sanctuary! É una cosa inammissibile! Dovrei essere io a vincere!» Sbraitò con voce stridula Misty.

Epicoro e Shiryu si guardarono attoniti, mentre un’enorme gocciolina compariva sulle loro teste:

«Hem...si...davvero una tragedia!» tossicchiò Epicuro.

«Epi ecco qua quello che mi hai chiesto!» Salvatore entrò nella tenda sventolando una boccettina contenente un liquido incolore.

«Ottimo, ottimo dalla a Misty!»

Il Silver Saint incuriosito fece per aprirla, ma venne bloccato da Salvatore ed Epicuro allarmatissimi:

«Fermo, non lo fare! Il contenuto è altamente letale!»

«Scusate tanto, e chi lo sapeva, pensavo fosse un regalo per me, "l’acqua di Armadi" è il mio profumo preferito.»

«Ed è anche quello di Afrodite, ma quello che hai in mano non è profumo. Misty, tu dovrai sostituire l’originale boccetta di Afrodite con quella roba.» gli spiegò Epicuro.

«Ehi! E come faccio! Io e Afrodite ci detestiamo cordialmente! Mica posso bussare e chiedergli se mi fa entrare, la cosa sarebbe sospetta!»

«Infatti a distrarlo ci penserà Riccardo!»

«COSA!? Ma manco morto!»

«Vuoi o no la tua rivincita?» Riccardo annuì «Bene, allora lo distrarrai con un bel massaggio Tai e mi raccomando premi bene questi punti nella sequenza da me indicata!» Epicuro porse il tabellone dell’allegro chirurgo a Riccardo.

«A che servono?» chiese senza molto entusiasmo il fisioterapista.

«A togliere temporaneamente l’olfatto al saint di Pesci. Tutto chiaro? Si? Bene, allora possiamo dare il via "All’Operazione Puzzola!"»

Salvatore, Riccardo e Misty tolsero il disturbo per entrare in azione e nella tenda rimasero solo più il Dragone ed Epicuro.

Shiryu: «Scusa l’osservazione, ma non è un po’ esagerato? Si, insomma, Afrodite non è proprio un simpaticone e sa la tira un po’ troppo, ma a parte aver la mania di vestirsi in modo assurdo e trovarci gusto a tormentare Shura e Aiolos, non fa nulla di male a nessuno!»

Epicuro:«Hai perfettamente ragione. Il saint di Pesci è l’unico che si è dato da fare sostituendo Ugo. Inoltre non ha inservienti perché le donne del santuario lo odiano, in quanto ne commenta sempre l’abbigliamento, mentre gli uomini detestano le sue arie da divo e i suoi travestimenti stravaganti.»

«Allora perché tutto questo piano elaborato?»

«Vedi caro Shiryu, non sempre un uomo può fare quello che vuole. A volte bisogna fare ciò che si deve. Ma penso che tu lo sappia meglio di me»

«Intendi dire che te lo ha chiesto espressamente Saori!? E perchè?»

«Afrodite deve imparare a tenere più a freno la lingua. Mai criticare vestiti, trucco e parrucco di una donna...sopratutto se è quella che ti sgancia lo stipendio».

Deep Fragrance

«Uno, due e tre e quattro e caschè! Ottimo lavoro, ragazzi! Mi raccomando belli carichi per il saggio di tango di domani sera! Afrodite potresti fermarti un secondo?»

La maestra di tango argentino fermò Afrodite sulla porta della palestra.

«Si certo, mi dica!»

«Ti vedo stanco e oggi non eri sciolto come al solito nei movimenti, sicuro che vada tutto bene?. Sei uno dei ballerini migliori e sai che punto molto su di te! »

«In queste settimane ho lavorato parecchio, ho solo bisogno di un po’ di relax»

«Allora ti consiglio un bel massaggio! Tonifica i muscoli e rilassa la mente! Ciao e cerca di essere puntuale!»

«Si, arrivederci!»

Il gold Saint di Pesci si avviò verso il santuario per le affollate vie della città. La gente andava e veniva indaffarata nelle ore del crepuscolo: c’era chi tornava a casa dopo un duro giorno di lavoro e chi si apprestava a riempire i bar per l’Happy Hour. Ma il brusio e i clacson delle automobili non lo distrassero dal suo unico pensiero fisso: "Massaggio".

«Magari potessi farmi fare un massaggio da Riccardo!»sospirò «Ho provato in diversi saloni di bellezza, ma non c’è nessuno più bravo di lui! C’è poco da fare, Riky è il migliore sulla piazza».

Finalmente arrivò al negozio in cui era situato il passaggio segreto per accedere al Grande Tempio.

Il commesso: «Cosa desidera signore?»

Afrodite: «Un mazzo di rose...secondo te cosa vuoi che voglia! Andare a casa!»

«Mi deve scusare, ma è l’abitudine, oltre a fare il portiere sono effettivamente un negoziante. La vedo un po’ teso, se mi permette le consiglierei un massaggio!»

Al solo sentire quella parola gli occhi azzurri del cavaliere si fecero due fessure:

«LO SO CHE MI SEVE UN MASSAGGIO! E CHE NON ME LO FANNO PERCHÈ SONO TUTTI DANNATAMENTE IN SCIOPERO!!!! E IL PROSSIMO CHE ME LO FA NOTARE LO FACCIO SEPPELLIRE DALLE MIE ROSE!»

Il commesso tremante si rifugiò sotto il bancone e aprì il portale magico, che si richiuse alle spalle del saint.

«Caro cosa è successo?» la moglie del commesso si affacciò dalla porta sul retro.

«Afrodite è in crisi d’astinenza da massaggio!».

Il mattino era finalmente giunto, insieme al giorno tanto atteso del saggio di tango, e il nostro eroe dorato si era alzato presto. Dopo una colazione abbondante, ma leggera, aveva fatto una corsa come riscaldamento e dopo di che, si era dedicato agli allenamenti: due ore di potenziamento muscoli e quattro di giardinaggio (le rose che lancia se le coltiva personalmente, mica le compra!).

Mentre era intento ad innestare una giovane rosa velenosa nel suo fazzoletto di terra dietro casa, venne interrotto da una voce amica:

«Afrodite! Come sei sciupato! La tua pelle non è più luminosa, ma tutta tirata! Massagino Tailandese?»

«SIIIIIII!!!!!!!Riky ti voglio bene!» Afrodite iniziò a saltellare peggio di un grillo per tutto il giardino.

«Non è il caso di esagerare per così poco, per me è un piacere servire un nobile Saint di Atena» disse in tono piatto e asciutto Riccardo (leggendo su un foglietto le frasi scritte da Epicuro).

Il massaggio ebbe inizio e al cavaliere di Pesci sembrava di rinascere, ma non capiva la troppa energia che il fisioterapista ci metteva in alcuni punti:

«Riky, questo massaggio Tai è un po’ diverso dal solito» fece notare Afrodite.

«È l’ultima tendenza, in questo periodo ho fatto un corso di aggiornamento»

«Fantastico» e il povero pesciolino, ignaro di tutto, chiuse gli occhi e si abbandonò tra le grinfie del suo carnefice.

Mezz’ora più tardi il massaggio era finito e Afrodite, per completare l’opera, decise di fare sauna e doccia con scrub (per avere la pelle liscia e vellutata come una rosa!)

«Ci voleva proprio il mio solito trattamento di bellezza settimanale! Adesso si che sono un gran figo!» commentò il saint mentre si asciugava i capelli davanti allo specchio.

«Ora manca solo il tocco finale: il mio profumo preferito! E poi vasche pomeridiane nel corso per prendermi la mia dose giornaliera consigliata di complimenti e sana invidia femminile!» e così dicendo si spruzzò una generosa quantità di "Acqua di Armadi".

SNIF! SNIF!

«Ummm! Che strano, non riesco a sentire la fragranza celestiale del mio profumo! Bha, mi sarò beccato il raffreddore, infondo è il periodo dell’influenza» e senza farsi altre domande uscì di casa.

Tutto truzzo e con l’aria da "sono troppo er mejo" iniziò la sua camminata fra i negozi fashon del corso di Atene. Presto però si accorse che i commenti dei passanti non erano gli usuali: "quanto è bello!" e "Ma come diamine farà per avere dei capelli così? Io nemmeno con un viaggio a Lourdes riuscirei ad averli setosi e disciplinati!", ma erano del tipo: "Mamma che puzza!", "Che tanfo insopportabile" e "Aou de Fogne! Esiste il sapone lo sai?". Il cavaliere dapprima furibondo iniziò a capire che forse puzzava davvero in quanto, nel frattempo, l’olfatto gli era tornato. Imbarazzatissimo scappò di corsa a casa. La cosa più umiliante fu però la salita della lunga scalinata delle dodici case, perché tutti i restanti Gold Saint non si persero l’occasione di vendicarsi sfottendolo alla grande (e in quel momento furono tutti molto grati ad Epicuro! Mentre Shaka si rammaricò di non averci pensato prima).

Ne una decina di docce con tutti i tipi di bagnoschiuma, ne saponette e creme per il corpo riuscirono a mandare via l’olezzo. Però la cosa che lo preoccupava di più in quel momento era il saggio di danza: se non trovava una soluzione quella sera sarebbe stata una catastrofe. Disperato e depresso si recò nel suo giardino per trovare conforto dalle sue rose, ma pure quelle presero ad appassire per il suo insopportabile tanfo.

«Ciao fiorellino! Vuoi lanciare una nuova linea di profumi alla merda? (scusate la parola poco fine, ma altri termini non rendevano altrettanto bene!)» Lo schernì Misty della lucertola, dalla staccionata del giardinetto, indossando una maschera antigas.

«Che cavolo vuoi lurido rettile invidioso?(si vogliono molto bene vero?)» gli occhi di Afrodite scintillavano di odio.

«Atena ti vuole vedere!»

«Cosa! Non in questo stato! Dille che la febbre a 40!»

«Sorry, ma non credo che funzioni come scusa....certo che sei proprio un dodo se credevi di passarla liscia dopo quello che hai fatto! Nemmeno io ho osato tanto nella mia breve apparizione contro Seiya. In quel frangente mi dichiarai il più bello del mondo, ma ovviamente dopo la dea».

«Ma di che stai parlando!»

«Vedrai, vedrai, muoviti che la bellissima Saori ti aspetta!»

Incavolato nero si recò al cospetto di Atena, che per l’occasione si era messa tutta in ghingheri e già pregustava la sua rivincita. Il cavaliere si inginocchio rimanendo a debita distanza:

«Grande Atena mi voleva vedere?»

«Mamma mia che tanfo insopportabile! Ma ti lavi ogni tanto? Sembra che ti sei rotolato in un letamaio!»

«Ma se mi faccio tre docce al giorno più il bagno serale!!!» il cavaliere era rosso come un peperone, un po’ per la vergogna, un po’ per la rabbia siccome aveva capito che la dea lo aveva chiamato solo per sfotterlo.

«Dall’odore non si direbbe! Comunque, come ci si sente ad essere schermiti da tutti?»

Il cavaliere rimase in silenzio capendo dove Atena voleva andare a parare.

«Su, la tua dea ti ha fatto una domanda. Rispondi!» lo incalzò Saori.

«Veramente male.»

«La lezione quindi l’hai capita?»

«Si mia divina, in futuro cercherò di essere meno arrogante e presuntuoso»

«Ottimo. Allora ho il rimedio che fa per te! Epicuro, entra pure con la cura!»

Epicuro entrò nella sala del trono con una boccettina in mano.

«Afrodite, il tuo olezzo è stato provocato da una fialetta puzzolente della nuova linea di scherzi di Niobe di Deep, stella dell’oscurità terrestre, ottenuta dalla distillazione della sua Deep Fragrance. É una puzza micidiale in grado perfino di far appassire le tue rose e per farla andare via bisogna lavarsi con una lozione composta da: estratto d’aloe, acqua distillata di rose, zucchero filato o bacche di vaniglia, a piacere, e...una ciocca dei capelli della divina Atena» spiegò il servo.

«Quindi in futuro ricordati del favore che ti ho fatto e non provare più a criticare il mio abbigliamento e i miei capelli o la prossima volta, le tue dannate rose...TE LE FACCIO INGOIARE!!!!!» La favella e la vocina incantevole della splendida dea della giustizia fece crollare un intonaco. Poi dopo aver ripreso il suo assetto pacioso e austero proseguì:

«Ora Afrodite vai di corsa a lavarti! E poi mandami su Milo che gli faccio rimettere a nuovo gli stucchi della sala.»

Afrodite tirando un sospiro di sollievo e baciando la botticina prese congedo. Rimase solo Epicuro, che, inginocchiatosi a sua volta, chiese il permesso di ritirarsi, ma Saori lo fermò:

«Hai fatto un ottimo lavoro, e vorrei rubarti ancora un paio di minuti perché avrei una proposta da farti!»

Allievo Vs Maestro

Epicuro si stava recando assorto e meditabondo verso l’accampamento quando Shiryu lo raggiunse di corsa:

«Epicuro aspetta, devo chiederti una cosa»

«Dimmi Shiryu»

«Visto che sono rimasti solo più Doko e Aiolos...bhe ecco....io vorrei occuparmi del mio vecchio maestro! Voglio dimostrargli che posso batterlo e che ormai lo supero anche in astuzia!»

«Sicuro di potercela fare?»

«Certo!»

«Hai già in mente qualcosa? Un piano? una tattica?»

«Veramente...no!»

«Io invece si!» cinguettò Leda, che aveva origliato il discorso da dietro una siepe «Doko, oltre a capire spesso "cioca per broca", è anche un po’ orbo! Quindi basterà far passare il contratto per una donazione di beneficenza e lui lo firmerà senza problemi!»

«Idea stupenda Leda, andiamo ad attuarla!» esclamò il Dragone, ed entrambi corsero subito via confabulando sul piano.

«Ragazzi, aspettate...Doko, a parte le apparenze, non è così scemo!» ma le parole di Epicuro finirono al vento.

"Si grattino, io li ho avvisati! Poi ho una gatta da pelare ben più grossa...cosa rispondo ad Atena? Quello che mi ha chiesto è un grande onore, ma anche un impegno non indifferente" ed immerso nuovamente nei suoi pensieri tornò alla sua tenda.