CAPITOLO QUARTO: SCONTRO SUPREMO

Aioros finì di seppellire Teseo, omaggiando la sua leggenda, quindi tornò da Icarus; -"Nonostante fosse più potente di te, ti sei battuto degnamente", disse Aioros, stringendo la mano al compagno, -"E tu sei degno della tua leggenda", rispose Icarus, mentre entravano nella casa. –"Probabilmente ci toccherà risalire le case, avranno bisogno di noi", continuò Icarus, "Ben detto, andiamo presto!", replicò Aioros, dirigendosi verso la prossima casa.

Intanto alla Casa di Toro, Achille continuava a discutere con Seiya riguardo il senso della missione, -"Ercole ci ha mandati qui in nome dell’Olimpo, che ha deciso di purifica il mondo dalla malvagità di voi uomini", affermò l’eroe greco, suscitando uno sbadiglio in Seiya. "Sì, sì l’ho sentita molte volte questa storia", commentò il Saint di Pegasus, "Prima Nettuno, Apollo e Hades, tutti credevano che l’umanità va distrutta. Mi dispiace, ma non hanno capito che gli uomini sono liberi di fare le proprie scelte, e gli Dei non dovrebbero comandarli bensì guidarli nella loro vita".

"Come osi solo pensarlo…la pagherai per tali parole!", urlò Achille, cercando di colpire Seiya con un pugno, che andò a vuoto. Il saint indietreggiò un attimo, per poi lanciare il suo Fulmine che generò profonde crepe nell’armatura di Achille, ma non intaccò il suo corpo, -"Incredibile, la tua forza è superiore alla mia, nonostante tua sia un semplice umano

"Nell’Elisio, durante il duello contro Thanatos, raggiunsi il massimo livello del cosmo, risvegliando l’armatura divina, ma non sono riuscito a controllare la trasformazione. Però, durante lo scontro con Apollo, sono riuscito a evolverla nuovamente e ora posso controllarla: la mia armatura è divina quanto te, e invulnerabile a qualunque tuo attacco.", spiegò Seiya, "Vediamo se resisterai ancora ai miei attacchi, Meteora di Pegasus!", urlò il ragazzo, frantumando maggior parte della cloth del Centauro.

Il colpo non aveva ancora intaccato il corpo di Achille, che iniziò a ridere per la situazione: -"Sei una divinità ma non riesci a colpirmi, sei patetico. Il mio corpo è indistruttibile!", esclamò Achille preparandosi allo scontro. –"E’ vero, secondo la leggenda tua madre Teti, t’immerse nel fiume infernale Stige, rendendoti invulnerabile…", commentò un po’ triste Seiya.

"Conosci la mia storia, e sicuramente saprai che ancora non ho giocato tutte le mie carte. Furia Divina!!!", tuonò l’Heroes, venendo come impossessato. I suoi occhi divennero rosso sangue, e il suo carattere cambiò diventando da mite e calmo a freddo e crudele. "Ora ti mosterò la rabbia che mi permise di vincere alla Guerra di Troia e, di uccidere il mio rivale Ettore", continuò l’eroe greco, raggiungendo Seiya e iniziando lo scontro. Nonostante, il suo cosmo fosse divino, Seiya si ritrovava ad affrontare un avversario all’apparenza invincibile, che aveva triplicato i suoi poteri in una sola volta.

"Se continuo così non ne uscirò, dovrò trovare qualcosa per contrastarla", disse Seiya, scagliando la sua Meteora contro Achille, il quale stavolta riuscì a pararla e rimandarla indietro, stendendo il povero saint, preso in contropiede. –"La mia potenza è superiore alla tua, rassegnati! Ora capisci il vero significato della mia leggenda", controbattè Achille, rialzando Seiya e riempiendolo di pugni. Uno di essi riuscì a fare una crepa nel pettorale dell’armatura divina di Pegasus, cosa che anche un dio impiegherebbe molto a fare, meravigliando ancor di più.

"Devo ammettere che la tua forza al momento è superiore alla mia!", affermò il Saint di Pegaso, "Sei un vero eroe, peccato che tu combatta per Ercole. Il mondo, al momento, avrebbe bisogno di uomini come te, pronti a battersi fino alla fine per salvarlo da una fine certa", -"No, Seiya sei tu che sbagli. Hai il potere di un dio, e rinneghi questo ruolo che ti spetterebbe per la tua forza. Invece, continui a proclamare la salvezza di un mondo sporco e rovinato dagli uomini.", replicò l’heroes, spiegando le ragioni delle sue azioni, -"Purtroppo hai preso la decisione sbagliata. Non puoi battermi, e mai lo potrai, ti servirebbe solo un miracolo!", continuò Achille, reagendo alle parole di Seiya, colpendolo con un turbine d’energia.

Il saint di Atena si ritrovò sbattuto contro delle colonne, con varie parti del corpo rotte, ma trovò la forza di rialzarsi, spinto da qualcosa fuori dal comune, col sorriso beffardo stampato sul volto. "Dici che per batterti ci vuole un miracolo", disse Seiya, "Beh, se serve un miracolo, io sarò pronto a farlo!", mentre sprigionava un’energia immensa, al limite del suo cosmo, riuscendo a sbriciolare le ultime parti dell’armatura del Centauro. –"Ma cosa succede?", si chiese Achille, guardando il suo avversario, avanzare senza ostacoli.

Il mondo non finirà nelle mani degli dei, né ora né mai, perché gli uomini solo liberi", esclamò Seiya mettendo in avanti le mani, "E nessuno potrà mai fermarmiiiiii!", continuò scagliando a massima potenza la Meteora di Pegasus, che incredibilmente raggiunse Achille, per la prima volta, che venne sbalzato al dì fuori della casa, a causa dell’immaginabile potenza dell’impatto. –"Sì, ce l’ho fatta!", disse barcollando Seiya, per poi svenire.

Tutti al Santuario sentirono l’esplosione, e alla Terza Casa, dove il gruppo di heroes era giunto, percepirono il cosmo di Achille, loro capo, scomparire nel vuoto. Gli heroes continuarono la corsa, ma continuarono a correre a vuoto, ritrovandosi allo stesso posto. A comandare la spedizione, ora c’era Giasone del Montone, il mitico capo degli Argonauti, mentre al suo fianco stavano Bellerofonte e Perseo; -"Ma com’è possibile che siamo qui? E’ molto tempo che giriamo senza trovarci in un altro posto!", si lamentò Giasone, proprio nel momento in cui fermandosi uno dei suoi guerrieri fu attaccato da un’ombra.

"Cadmo, no! Rivelati cavaliere, sii all’altezza del tuo ruolo!", esclamò infuriato Perseo, -"Non vi preoccupate, ripenso io!", intervenì un guerriero dalla celeste armatura, con una lira in mano, usando i suoi fili per trovare la misteriosa ombra che aveva attaccato Cadmo del Drago. Rivelandosi, apparve Bado, nuovo protettore e custode della Terza Casa. –"Un Cavaliere d’Oro? Pensavo foste morti! Evidentemente non è così!", esclamò incuriosito Giasone.

"Orfeo non conosco la tua leggenda ma ho voglia di battermi con te! Sei l’unico capace di trovarmi!", affermò Bado; -"E sia, andate alla prossima casa. Ci penso io qui!", replicò il musico, permettendo ai suoi compagni di superare il saint di Gemini, "Scusa ma sei stato un pò maleducato, non ti sei neanche presentato". –"Non credo sia importante, ma se vuoi. Sono Bado di Gemini, ex-God Warrior di Odino ed ora Cavaliere d’Oro della Terza Casa, pronto a battersi in nome di Atena", continuò il saint di Gemini.

"Lode a te cavaliere, che sia un bello scontro. Lyra Sing!", tuonò Orfeo, iniziando a cantare una melodia piacevole e dolce, che meravigliò Bado; -"Sarebbe un colpo, sembra più in lieto concertino!", rispose Bado, cercando di dare un pugno al suo nemico, ma si paralizzò di colpo. "Cosa diavolo mi succede…", esclamò il saint. –"E’ opera del mio Lyra Sing, un canto che blocca le terminazioni nervose e paralizza i movimenti del corpo", spiegò Orfeo, sbattendo Bado contro un muro.

"Ed ora, Stringer Requiem!!!, urlò il musico, stringendo con i suoi fili Bado, fulminandolo e atterrandolo. In poco tempo tempo, Bado si ritrovò steso, nelle mani del suo nemico che controllava al meglio lo scontro. Tuttavia, riuscì a rialzarsi e reggendosi la spalla, rotta a causa dello Stringer Requiem, fece per colpire Orfeo, quando un violento terremoto scosse le Dodici Case, seguito dall’apparizione di un immenso cosmo. Bado colse la distrazione del nemico, voltatosi a capire cosa succedesse, e scagliò i Bianchi Artigli della Tigre, che raggiunsero Orfeo, graffiando la sua armatura, in parte perforata, e varie parti del colpo dell’heroes.

"Spero che il mio colpo ti sia piaciuto, perché il prossimo non ti piacerà", affermò Bado, stendendo in avanti le mani e aumentando al massimo l’energia, "Another Dimension", creando un portale che apriva ad uno spazio alternativo, da cui il sorpreso Orfeo fu risucchiato, senza lasciar traccia. "Nessuna traccia. Questo colpo è davvero potente, Ikki mi ha dato un ottimo suggerimento", esclamò il saint, avviandosi verso la Casa di Cancer. Lì, intanto, Cadmo del Drago era rimasto ad affrontare Cyd.

"Ce la farai a battermi senza i tuoi compagni?", chiese Cyd a Cadmo, "Ma certamente, ti ricordo che sono il grande fondatore di Tebe!", rispose l’heroes, confermando la tradizione che lo voleva, mentre era alla ricerca di sua sorella Europa, fondatore della città di Tebe, nella Beozia. –"Mi dispiace, ma non sono greco, e non conosco il tuo mito. Ma, può la tua leggenda salvarti dalle anime di questa casa?", esclamò il saint, rivelando le anime residente alla Casa di Cancer.

Allo stesso tempo, alla Casa di Gemini, si aprì uno squarcio temporale, dal quale ne uscì Orfeo di Lyra riuscito ad alzare il cosmo fino a liberarsi dalla prigionia. –"Maledetto, Bado! Cogliendomi di sorpresa, ha potuto esiliarmi in quel lurido posto; se non fosse stato per quel terremoto, avrei vinto….", urlò di rabbia Orfeo, distruggendo una colonna per l’eccessiva euforia.

"Allora penso che sia colpa nostra", dissero delle voci, apparse nella casa. –"Voi chi siete? Non mi pare di avervi visti alle precedenti case!", rispose stupito Orfeo, guardando meglio i suoi nemici. Soprattutto uno lo colpì, alto con lunghi capelli blu e uno sguardo di sfida; così come il suo compagno, essi aveva un’armatura arancione con parti gialle, e notando quel particolare intuì chi fosse, mentre sul suo volto un espressione quasi terrorizzata comparve.

"No, non ci credo…Sei morto, la tua anima è stata esiliata in un posto incontrollabile, e non poteva essere liberata da nessuno", esclamò Orfeo, mettendosi le mani nei suoi capelli biondi, e stringendo forte la sua lira d’oro, "Non puoi essere qui, Kanon", continuò rivelando l’identità del misterioso guerriero. –"Mi dispiace, il mio nome celeste è Kanon di Sea Dragon, Generale della Colonna del Atlantico del Nord, mentre questi al mio fianco è…", esclamò il ragazzo, -"…Syria delle Sirene! So presentarmi da solo, Kanon", replicò il generale dell’Atlantico del Sud.

"Come osate ignorarmi? Non sapete chi sono…", esclamò Orfeo, interrotto da Syria, -"Ma certo che so chi sei! Orfeo, il grande musico, il più bravo della storia: si narra che il tuo canto fosse talmente soave e dolce da convincere Hades, a riportare la tua donna dal Regno dei Morti, e da superare il canto delle Sirene, il mio simbolo. Ora, le Sirene si vendicheranno, attraverso me! Mi affronterai per vedere chi è il miglior musico. Kanon, va avanti, ti raggiungo appena finisco", spiegò il saint, correndo verso l’uscita ma, venendo paralizzato dal Lyra Sing di Orfeo. Il colpo non sortì alcun effetto su Syria, protetto dalla sua Barriera Circolare.

"Non vai da nessuna parte, Kanon! E tu, Syria muori, Greatest Melody!", tuonò Orfeo, suonando la melodia mortale contro Syria, a terra dolorante, con le mani sulla testa. "La mia melodia è mortale, superiore a quella di qualunque altro musico. Rassegnati, per te è la fine!", continuò il musico Orfeo, paralizzando il generale al suolo. –"La sconfitta sembra l’unica soluzione…sconfitto dal migliore dei musici. E’ la fine degna per me!", commentò dolorante Syria, prima di perdere i sensi.

Kanon sentì il cosmo del suo pari spegnersi lentamente, e questo gli bastò a spezzare la morsa del Lyra Sing. "Syria…devo tornare indietro per aiutarti oppure continuare la mia corsa per i miei amici, cavalieri di Atena?", si chiedeva Kanon, sapendo che doveva decidere in fretta. Nel frattempo, Orfeo era raggiante per il fatto di aver eliminato un avversario, sia importante quanto inaspettato; -"Aspetterò che i cavalieri restanti salgano a questa casa, per poi combattere con loro", affermò l’Heroes della Lira, il quale un attimo dopo venne avvolto da un’aura gialla, e si sentì come trascinato via.

Dietro di lui, infatti, v’era Kanon, tornato indietro a salvare Syria, a terra svenuto. Il saint aveva aperto un portale, con la tecnica Triangolo d’Oro, ed esso stava portando dentro di sé Orfeo, che cercava in tutti i modi di salvarsi. –"E’ inutile, per te è finita!", commentò Kanon, prima che il portale inghiottisse Orfeo, lanciandolo nel Triangolo delle Bermuda. Subito dopo, si voltò e corse da Syria, svenuto, in condizioni critiche. "Amico, ti porterò con me!", esclamò Kanon, dimostrando di esser cambiato in qualche modo, sentendo un maggiore legame, con l’altro generale, il quale era più forte ora che in passato.

"Oh no, non andrai da nessuna parte!", gridò una voce, che si rivelò essere ancora Orfeo della Lira, fuggito in qualche modo dal Triangolo d’Oro. –"Il mio cosmo è bastato per superare la tua dimensione", affermò l’heroes, scagliando nuovamente il Lyra Sing, fermato stavolta da Kanon. –"Non sai per contro un saint non vale due volte lo stesso colpo? Vai, Another Dimension!!!", tuonò il generale del Nord Atlantico, ma il colpo venne a sua volta bloccato da Orfeo. –"Imparo subito, come vedi. Anch’io ho fermato il tuo colpo perché prima di te, ho affrontato un Cavaliere d’Oro, Bado di Gemini!", replicò l’heroes.

"Un nuovo cavaliere di Gemini, Athena ha fatto presto a ristabilire il suo ordine di saint! Questo nome, Bado, non mi suona nuovo…", esclamò Kanon, mentre il suo avversario si preparava a colpire. –"Sinceramente, non m’importa chi sia, così come te. Preparati a morire, stavolta grazie al mio massimo colpo", urlò Orfeo, caricando il Greatest Melody, ad una potenza notevole. Tuttavia, una barriera fermò la tecnica, e da dietro Kanon vide rialzarsi Syria, barcollante. –"Pare che io non mi voglia proprio arrendere, vero?", esclamò Syria.

"Grazie, amico. Mi hai salvato la vita!", disse Kanon, abbassando lo sguardo e ripensando alle tremende azioni compiute, dalla soggiogazione di Hilda alla morte dei vari Generali dei Mari; -"In altre occasioni, ti avrei lasciato morire, ma sono felice che tua sia tornato indietro per me, dimostrando un radicale cambiamento", rispose Syria, "Il mio rancore verso di te, per la fine dei miei amici generali, è presente ancora in me, ma non farò come te, lasciando morire chi si dimostra amico". –"Ma che bel quadretto! Siete delle pulci in confronto a me, spero che abbiate finito!", commentò Orfeo, di fronte al quale Syria e Kanon lo guardavano pieni di rabbia.

"Bruciamo al massimo…", disse Syria, -"…il nostro cosmo!", continuò Kanon; -"Per la Terra, per l’umanità, per Nettuno!", gridarono insieme i due, "Che tu sia dannato Orfeo!", unendo i loro cosmi in una sfera, chiamata Dead Explosion, la quale frantumò il corpo dell’Heroes della Lira e bruciò la sua anima, fino a non lasciar nulla di lui. Orfeo riuscì solo a urlare parole incomprensibili, prima di svanire nel freddo silenzio della Casa di Gemini. Dopo che l’heroes fu sconfitto, i due generali si strinsero la mano, insegno di amicizia, e decisero di continuare verso la casa successiva.

Contemporaneamente, alla Casa di Toro, Aioros e Icarus trovarono Seiya, a terra svenuto per la potenza sprigionata per battere il leggendario Achille. Egli però si risvegliò sorpreso di vedere davanti a lui, il misterioso Aioros. "Incredibile, Aioros è di fronte a me!", esclamò sorpreso il ragazzo, per poi farsi serio, "Prima, ho sprigionato una grande energia, che ha scagliato Achille fuori dalla casa! L’avete trovato?", chiese; -"Fuori non c’era nessuno, credo sia fuggito oppure s’è nascosto qui vicino!", commentò Icarus, rialzando l’amico Seiya. "Dobbiamo aiutare i nostri compagni! Hanno bisogno di noi!", esclamò il divino saint di Pegasus.

Una persona, allora, entrò nella sala della casa, salutando i tre saint. –"E’ tempo che non ci si vede, vero Seiya!", esclamò l’uomo, indossando un’armatura arancione, molto coprente. Era Julian Kedives, o meglio Nettuno, Dio dei Mari, apparso al Grande Tempio, per chi sa quale motivo. –"Nettuno, ricordo l’aiuto che ci hai dato mandando le Armature d’Oro nell’Elisio, mi chiedo perché sei qui? Da amico o da nemico?", chiese Seiya, al dio, ignorando il notevole gesto che aveva compiuto. –"Nettuno ha liberato Kanon dalla statua, che tiene prigionieri i vecchi Cavalieri d’Oro, e insieme a Syria è corso verso le prossime case, ad aiutare i nostri compagni!", spiegò Aioros, seguito dopo da Nettuno. –"Esatto, i miei generali hanno vinto alla Casa di Gemini, e stanno raggiungendo quella di Cancer, dove Cyd sta affrontando un Heroes", esclamò il dio dei mari.

Infatti, alla Casa di Cancer, Cadmo del Drago, uno degli Heroes, stava per iniziare lo scontro contro Cyd. Quest’ultimo, però aveva rivelato le anime della casa, che sotto forma di zombie, cercavano di colpire Cadmo, incredibilmente sorpreso. Tuttavia, l’Heroes non si faceva impensierire così facilmente ed eliminò i vari zombie, per poi colpire con un pugno il saint di Cancer. -"Che la forza sia con te! Turbine del Drago, spazzalo via!!!", tuonò Cadmo, sbattendo, in un vortice energetico, Cyd verso un muro; egli si rialzò, e si precipitò contro Cadmo, con cui scambiò una serie di calci e pugni. L’Heroes era un giovane e robusto ragazzo, molto superiore fisicamente a Cyd, e questo faceva la differenza, poiché Cyd era sbattuto di continuo contro le colonne della casa, distruggendole una dopo l’altra.

"Mi sta massacrando, devo muovermi!", pensò Cyd, per poi mettere in atto i suoi pensieri e, scattare via lanciando i Bianchi Artigli della Tigre, che Cadmo però col suo scudo. –"Credi che piccoli artigli possano bastare a trapassare la mia difesa, dono del mio genero Ares?", esclamò l’Heroes, prendendo in mano lo scudo e lanciandolo come un boomerang, colpendo e stendendo il suo avversario, per poi farlo tornare a sé. –"Con questo, ti ho provato che la mia forza d’attacco e di difesa è più che impeccabile!", disse Cadmo.

Cyd si rialzò sanguinante, e ridendo al sentire tali parole. "Avrai anche parato i miei artigli dorati, ma ti salverai da questo? Seikishiki Meikaiha!", esclamò il saint di Cancer, emettendo dal dito puntato in alto, dei raggi concentrici che stavano colpendo Cadmo; essi dapprima sembrò spaventato dal colpo, ma prima dell’impatto fece un sorriso beffardo e si coprì con lo scudo, che stranamente fermò i raggi, che avrebbero invece centrato qualsiasi avversario.

"Impossibile! Il Seikishiki Meikaiha strappa l’anima dal corpo quindi in teoria non si può schivare né bloccare…", esclamò più che stupito Cyd, mentre Cadmo posava a terra lo scudo. –"Lo so molto bene, per questo sono voluto rimanere qui. Il mio scudo è divino, quindi, capace di fermare anche i colpi che raggiungono l’anima. Inoltre per quanto sia grande, è molto facile da maneggiare!", rispose Cadmo, stendendo in avanti le mani, "Dopo la difesa, si passa all’attacco. Fuoco del Drago!!!", tuonò l’heroes, emanando dalla bocca, un forte vento calorifero che travolse Cyd, stendendolo.

"Sei pronto a finire nell’Ade. Addio!", caricando di nuovo il Fuoco del Drago, stavolta fermato dall’urlo dolorante dell’Heroes. Dietro di lui, Bado di Gemini, arrivato a soccorrere il fratello gemello, l’aveva colpito con i Bianchi Artigli della Tigre, affondandoli nella sua schiena, protetta in gran parte, però, dall’Armatura del Drago. –"Cyd sono venuto a salvarti!", urlò il saint di Gemini, mentre il fratello si rialzava dietro a Cadmo, ora circondato da due avversari.

"Bene, ora sono due saint a morire contro di me!", esclamò superbo l’Heroes, spiccando un salto verso l’alto e scagliando il Fuoco del Drago, ad altissima potenza contro Bado, salvato solo dal Teletrasporto di Cyd, il quale aveva scoperto di saperla usare. –"Mi pare che sia un avversario molto più forte del previsto. Ma, in due dovremmo riuscire a sconfiggerlo!", esclamò Bado, guardando suo fratello che con un cenno di assenso fece capire a Cyd cosa dovessero fare. Infatti, entrambi aumentarono il cosmo per poi scattare verso Cadmo e lanciando i Bianchi Artigli della Tigre, che uniti centrarono il centro dello scudo, creando un crepa.

Tuttavia, lo scudo di Cadmo reggeva e dietro di esso, l’Heroes rideva per il fatto di essere invincibile, ma d’improvviso si sentì perdere le forze, mentre aleggiava nell’aria una dolce melodia.

Nella Casa di Cancer, erano arrivati Kanon e Syria, con quest’ultimo che stava assorbendo il cosmo del nemico. Ciò permise a i due saint di Gemini e Cancer di frantumare lo scudo, distrutto definitivamente dal Blue Impulse di Cyd. –"Siete in quattro contro di me! Non mi pare leale…", protestò Cadmo, seguito dalla replica di Kanon, di fronte a lui. –"Anche il fatto che l’Olimpo intero si sia schierato con Atena non è leale, ed inoltre in guerra nulla è leale!", commentò il Generale dei Mari, eliminando il nemico con la Galaxian Explosion, tecnica che suscito forte stupore in Bado. Una volt eliminato l’Heroes, Kanon e Syria spiegarono il perché fossero lì e messe da parte le loro incomprensioni, dovute agli avvenimenti di Asgard, lasciarono la Casa di Cancer, per partire alla volta di quella di Leo, dove gli Heroes della Legione Mitica erano bloccati da Ikki di Leo, che con il suo GenmaKen riusciva a fermare l’avanzata degli avversari.

Nonostante fossero in molti, gli Heroes non riuscivano a oltrepassare la casa, subendo i colpi di Ikki. –"Adesso basta, ci penso io. Andate!", urlò uno dei guerrieri di Ercole, facendo scomparire gli altri. Ikki non riuscì a scoprire l’inganno che tuttavia venne fermato da un intervento esterno. Shun di Virgo, suo fratello, aveva fermato l’illusione e si preparava a combattere insieme al fratello. –"Bene rimarrò io, Aiace dell’Ascia qui contro di voi!", esclamò un altro degli Heroes, seguito da un altro che si disse essere Ulisse del Ciclope, mentre tutti gli altri superarono la casa, anche se provati dalla tecnica psicologica di Leo.