CAPITOLO QUINTO: IL RITORNO DI UN ANTICO NEMICO

"Avreste fatto meglio ad arrendervi!", esclamò Ikki, scagliando le Ali della Fenice che travolsero e stesero i due heroes, che non sembravano felici di essere insieme a combattere. –"Sono degni di esser quasi pari ad un dio. La loro potenza d’attacco lo dimostra!", affermò rialzandosi Ulisse, con affianco un Aiace, duro in volto. –"Dopo molto tempo, ho capito che i nemici vanno sconfitti subito per evitare sorprese. Tenma Kofuku!", tuonò Shun, facendo abbattere una colonna energetica su Ulisse, centrato in pieno, mentre Aiace riuscì a schivarla, ruotando la sua ascia, che fermò il colpo.

L’Heroes del Ciclope sembrava provato dal colpo, che aveva distrutto gran parte della sua cloth. –"Sei resistente guerriero, questo ti fa onore!", disse Shun, mentre da dietro veniva colpito da una sfera energetica, che gli fece sputare sangue. –"Mi dispiace, mi sono fatto colpire solo per poter trasferire il mio cosmo vicino al tuo corpo, in modo da creare un mio temporaneo clone, che ti colpisce da dietro", spiegò Ulisse, dimostrandosi all’altezza di essere l’astuto eroe, ideatore del Cavallo di Troia, "Questa tecnica è chiamata Proiezione Astrale!".

Shun si rialzò e iniziò lo scontro con Ulisse, mentre suo fratello quello con Aiace. Nel primo duello, Ulisse provava a fermare l’impeto di Shun, con delle illusioni, inutili contro chi come Shun riusciva a eluderle e ricrearle, a sua volta; il secondo invece era apri perché entrambi i due cavalieri combattevano sul piano fisico, e quindi erano decisamente alla pari. "Assaggia le zanne del Leone, Lightning Bolt!", tuonò Ikki, centrando Aiace con i suoi fulmini, stranamente riflessi dall’ascia dell’Heroes; -"La mia ascia riflette i colpi, non ce la farai con questi colpi a raggiungermi!", rispose ridendo Aiace, per poi fondarsi su Ikki e colpire la sua armatura con l’ascia.

"Ikki…no!", urlò Shun, venendo però colpito dal clone di Ulisse con un raggio d’energia, e catapultandolo per terra vicino suo fratello. Shun, vedendo il fratello a terra, trovò la forza di rialzarsi, reggendo suo fratello; fu solo allora che comprese cosa avrebbero fare, per vincere: -"Come dice il proverbio l’unione fa la forza! Ikki, la nostra forza sta nel combattere insieme, anzi, la vera forza sta nell’unione delle forze", esclamò Shun sicuro di ciò che stava dicendo, -"Allora insieme li sconfiggeremo. Vincerà chi sarà più unito!", continuò Ikki, preparando i loro colpi speciali.

"Può darsi che sia così, quindi anche noi due saremo insieme fino alla fine!", esclamò Ulisse, guardando il compagno Aiace, che tuttavia non gli risparmiò uno sguardo pieno d’odio. –"No, Ulisse. Sono cugino di Achille, e nonostante ciò hai preso tu le sue armi, causando la mia pazzia e di conseguenza la mia morte!", replicò Aiace, "Questo fatto non l’ho mai dimenticato, né ora né mai!", continuò lanciando via la sua ascia. –"Ma cosa hai fatto?", chiese l’astuto heroes.

"Quello che avrei dovuto fare tanto tempo fa. Addio Ulisse, che Hades possa rinchiuderti per l’eternità!", commentò l’Heroes dell’Ascia, scagliando verso il suo compagno il suo colpo Pugno del Furore, che fece sfracellare Ulisse del Ciclope contro un muro, uccidendolo. Subito dopo, si girò verso i due saint di Atena, chiedendo loro di scagliare il colpo, in modo da morire combattendo: i due guerrieri non si fecero pregare e, scagliarono rispettivamente il Tenma Kofuku e il Lightning Bolt, eliminando il prode Aiace.

Alla Casa di Virgo, intanto i restanti Heroes avevano incontrato Shiryu di Libra, Hyoga di Cygnus e Asher di Unicorn, scesi a presidiare la casa, lasciata vuota da Shun. Qui, i due Cavalieri d’oro si trovarono subito in vantaggio, rispetto ai tre heroes Perseo di Medusa, e Pelope del Cavallo e Nestore della Spada, grazie ad un’armatura, un cosmo e forza superiore a quelle avversarie. Invece, Asher era molto in difficoltà, essendo un semplice Cavaliere di Bronzo. –"Continuando di questo passo finirò morto!", disse Asher, prima di esser colpito da Nestore col Fendente Mitico.

"Asher, ti aiuterò! Colpo dei Cento Draghi!", urlò Shiryu, seguito da Hyoga che scagliò l’Aurora Execution, raggiungendo i tre guerrieri. Questo gesto era sì una grande prova di amicizia, ma d’altra parte distruggeva l’orgoglio di Asher, che s’infuriò talmente da rialzarsi e da essere avvolto da un’aura dorata. –"Adesso, tocca a te subire, Nestore!", urlò il saint di Unicorn, che aveva per la prima volta raggiunto il Settimo Senso, scagliando uno Unicorn Gallop, a piena potenza, capace di frantumare la cloth della Spada, uccidendo Nestore.

Perseo e Pelope furono sorpresi nel vedere un semplice saint di basso livello eliminare uno come Nestore, e si chiesero chi fosse quel ragazzo. "Io sono Asher di Unicorn, Cavaliere di Bronzo di Atena, colui che vi eliminerà", rispose il ragazzo, ritentando lo Unicorn Gallop, che centrò pelope, sbattendolo su Perseo. Quest’ultimo rialzò il compagno e insieme decisero che era venuto il momento decisivo. Entrambi aumentarono oltre i limiti il cosmo, per poi combinare i loro corpi in un unico soggetto, il quale possedeva una potenza strabiliante.

"Questa tecnica si chiama Unione Corporale, e come vede, ha permesso ha noi due di diventare una cosa solo. Abbiamo unito anche le nostre due cloth, per voi è la fine", esclamò il "Super-Heroes", prima di stendere con un calcio Hyoga, e con un destro Shiryu. Rimaneva solo Asher ad affrontarlo: la differenza tra loro era notevole, ma Asher non sembrava aver paura del suo avversario. –"Muori!", tuonò il saint, dando un pugno al l’heroes, fermato, il quale rispose scagliandolo verso un muro.

Aveva un paio di ossa rotte, ma Asher decise di non perdersi d’animo e si rialzò ancora una volta. –"Per molto tempo, ho visto i miei amici diventare sempre più forti. Da semplici Cavalieri di Bronzo sono diventati Cavalieri d’Oro, battendo uno dopo l’altro le nemiche divinità e i loro cavalieri, loro fedeli", affermò Asher, quasi piangendo, "Ho sempre tenuto tutto dentro, ma ora basta! E’ ora di dimostrare chi sono veramente!", tuonò il ragazzo, intensificando il suo cosmo e l’aura gialla, attorno a lui. Essa, all’improvviso, abbagliò tutti, e scomparsa la luce, la cloth di Scorpio apparve nella Casa di Virgo, disponendosi sul corpo del Cavaliere di Bronzo.

L’Heroes fu allo stesso tempo, sorpreso e felice che il suo nemico fosse diventato più forte, per questo si preparò a combattere a massima potenza; -"Il mio nome è Asher di Scorpio! Da ora non mi fermerò fino a quando non morirai!", tuonò il nuovo saint di Scorpio, lanciando la Restrinction, la quale paralizzò l’inerme heroes. Subito dopo, corse verso di lui, usando lo Unicorn Gallop, sfondando il pettorale dell’armatura del Super-Heroes, mandandolo a terra. –"Potente il tuo colpo! Avresti potuto distruggermi, se non avessi usato la Difesa Spirituale, mio massimo colpo difensivo!", rispose il suo nemico, rialzandosi.

L’Heroes prese due colonne e le scagliò contro Asher, ma questi le evitò facilmente, -"Sacre Fauci Divine, sbranate questo mortale", tuonò l’heroes, creando un vortice di zanne energetiche, che falciò al suolo il saint di Scorpio, con ferite evidente su tutto il corpo. Shiryu e Hyoga, da poco rialzatisi vennero sbattuti via dall’onda d’urto delle Sacre Fauci; -"Quest’avversario è pari come livello ad un dio come Thanatos! Senza una tecnica devastante non potremmo mai batterlo", esclamò arrabbiato Shiryu, quando a Hyoga venne un’idea.

I due saint si avvicinarono ad Asher, e lo rialzarono. Hyoga era triste in volto ma non esitò a proporre qualcosa che poteva salvarli. –"Preparatevi perchè ora useremo il massimo colpo per un cavaliere d’oro! Dobbiamo farlo per Atena e per il mondo intero!", affermò il saint di Aquarius, mettendosi in una posa, che Shiryu riconobbe. –"L’unica soluzione…saremo però dei traditori di Atena! Ma, se serve lo diventeremo!", si convinse Shiryu, assumendo la stessa posa del compagno, il quale venne subito imitato da Asher, ignaro di quello che stavano per fare.

"Asher, quando te lo diremo rilascia tutta l’energia che hai in corpo!", esclamò Shiryu, iniziando a raccogliere le energie, così come Hyoga e anche Asher; l’Heroes era stupito da quella strana posa, e non immaginava cosa avessero pensato i suoi nemici.

"Finché al mondo, ci saranno persone senza scrupoli come te, noi cavalieri…", disse Shiryu, "…esisteremo per salvarlo!", continuò Hyoga, generando nelle loro mani unite una piccola sfera, che aumentava sempre di più la sua grandezza. –"E’ finita per te! ATENA EXCLAMATION!!!", urlarono i saint di Atena, rilasciando il colpo proibito della loro dea. La gigantesca palla generata si abbatté contro il povero Heroes, disintegrato dalla potenza di tale colpo, che riuscì anche a distruggere gran parte della sesta casa.

La grande esplosione si sentì in tutto il Santuario, che sembrò crollare di fronte a tale potenza, superiore a quella lanciata dagli antichi Cavalieri d’Oro, durante l’ultima Guerra Sacra contro Hades. –"Dev’essere grazie a Shiryu e Hyoga e, alla loro energia divina, che il colpo ha così tanta potenza!", spiegò alla Casa di Toro, Aioros, mentre fuori dal Santuario, alcune figure oscure tramavano contro Atena e i suoi protettori. -"Sarà difficile superare le Dodici Case intatti!", disse una delle figure, -"Se l’abbiamo fatto una volta, lo faremo ancora!", replicò un’altra, mostrando i suoi lunghi capelli blu.

Intanto, gli ultimi tre specter erano arrivati alla Casa di Capricorn, eludendo le difese dei vari Cavalieri d’Argento, grazie al potere di Atalanta del Cinghiale, dotata di potere mentali e di una smisurata forza. –"La nostra missione è uccidere Atena, ma sai quanto me che ciò ci è impossibile!", disse Atalanta, rivolgendosi a Giasone del Montone, -"Importante ora è solo eliminare quanti più saint possibile. Ci proveremo anche con Atena!", esclamò l’Heroes del Montone, entrando nella casa.

Ad aspettarli v’erano Reda di Boote, Sanzius di Cassiopea, Nachi di Wolf e Nemes di Cameleon, alcuni dei cavalieri di Bronzo, rimasti nelle ultime case.

-"Ci pensiamo noi, Prigione di Catene!", esclamarono Reda e Sanzius, cercando di bloccare Atalanta, abile a liberarsi subito, ed a permettere a Bellerofonte di stenderli col Soffio di Chimera. La stessa sorte toccò a Nachi, arso vivo dal colpo dell’Heroes della Chimera, e a Nemes, lanciata verso un muro; i tre Heroes proseguirono verso le case seguenti.

Mentre nelle precedenti case, i saint presenti percepirono il cosmo dei loro compagni spegnersi e, quindi, iniziarono la loro risalita, gli Heroes superarono la Casa di Aquarius e giunsero all’ultima, quella di Pisces. Qui, Atalanta, grazie alla sua Illusione Massima, eliminò subito Ban e Benam, mentre Giasone e Bellerofonte sistemavano Geki e Ichi. All’improvviso, da dietro una colonna, comparvero Shadir del Cielo e Lear del Mare, gli ultimi Cavalieri d’Acciaio; -"Adesso Shadir, per Atena!", urlò Lear, prima di usare l’Uragano d’Acciaio, talmente potente da spazzare via Atalanta, che trascino anche Lear, ormai morto.

Shadir, ormai senza forze, svenne lasciando passare gli ultimi due Heroes sopravvissuti, che in fretta si precipitarono alla Tredicesima Casa, dove Hilda e Atena, avvertirono il loro arrivo. –"Voi Heroes avete superato i miei cavalieri, arrivando sino a qui, nelle Sale di Atena", affermò Atena, "Cosa sperate di fare contro un avversario divino?", chiese Hilda, al suo fianco; -"Potremmo anche morire, ma almeno sappiamo di aver adempito al nostro compito!", ribatté fiero Giasone, pronto a dare la vita per Ercole.

"E sia, sarò indulgente: avrete salva la vita, ma non vi permetterò di nuocere più a nessuno!", commentò Atena, pronta a togliere le forze ai due heroes, quando le figure in ombra fuori dal Santuario, si manifestarono alla prima casa, risalendo e atterrando in brevi secondi, i vari saint di Atena. Esse furono in breve tempo, alla Tredicesima Casa, rivelando due personaggi, che Atena aveva già visto, tempo prima. –"Vedo che Zeus non si fidava del figlio e ha mandato rinforzi!", esclamò Hilda, brandendo il suo scettro.

"Non appartengono a nessuna delle varie armate olimpiche!", replicò Giasone del Montone, "Non credo neanche che siano umani!", continuò Bellerofonte, uno tra gli Heroes, dall’esperienza maggiore e, quindi sicuro di ciò che diceva. –"Atena, ci rivediamo….", disse il guerriero dai lunghi capelli blu; -"Belzebù, Demone della Passione, il più forte tra i Seima Tenshi di Lucifero! Il tuo signore non ricorda la sconfitta patita?", chiese Atena, infastidita da quell’arrivo, venuto proprio in un momento sbagliato.

"Sono lieto di rivederti Atena! Siamo qui perché hai un oggetto che farebbe davvero comodo al mio signore!", replicò il demone; -"La Megas Drepanon, il pugnale con cui Cronos uccise Urano, custodito qui alla Tredicesima Casa", commentò Atena, sorprendendo tutti i presenti, "Non vi permetterò di prenderla".

"Lucifero…Questo di sicuro non piacerà all’Olimpo!", disse Bellerofonte, ponendosi di fronte ad Astaroth, Demone della Sapienza Malvagia, mentre Giasone si contrappose ad Eligol, Demone della Forza. –"La guerra, che l’Olimpo ha iniziato contro la Terra, gioverà al mio signore!", esclamò Belzebù, avvicinandosi ad Hilda, paralizzandola, mentre Atena si difese grazie al suo divino cosmo.

"Non reggerò per molto…", pensò Atena, subendo i continui attacchi del demone; -"Soffio di Chimera", urlò Bellerofonte, emandando il vento calorifero contro Astaroth, al quale gran parte della corazza si sciolse, -"Maledetto, Colpo Finale del Banco Serpente Bicefalo!", replicò il demone, concentrando nelle mani l’energia e rilasciando attraverso i suoi artigli, frantumando parte dei bracciali e del pettorale di Bellerofonte.

"Spero che conoscerai la mitologia greca, demone!", disse Giasone, nello stesso momento in cui veniva colpito Bellerofonte, "Soprattutto la leggenda del Vello d’Oro, che io stesso trovai!", continuò, togliendosi il leggendario vello, e trasformandolo in una spada. –"Ma cosa è quello?", chiese Eligol, -"Questa è la tua fine…Ardi, Fendente del Vello d’Oro!", rispose l’Heroes del Montone, scagliando dei fendenti che tagliarono le braccia di Eligol, che stupito finì a terra.

"No, Eligol… Colpo Finale del…", esclamò Astaroth, non finendo di pronunciare il colpo perché Bellerofonte si rialzò espandendo il cosmo, -"Per Ercole, Per il Sacro Pegaso!", tuonò l’heroes, lanciandosi verso il demone della sapienza stendendolo con una scarica di calci, che raggiunsero la velocità della luce. Astaroth e Eligol, per quanto forti, erano stati abbattuti da due Heroes, che all’apparenza sembravano innocui, ma nascondeva un velo di leggenda e forza.

I demoni si rialzarono, con evidente difficoltà, e scomparvero, sorprendendo i due Heroes. Eligol riapparve pochi minuti dopo, dietro Bellerofonte, colpendolo vigliaccamente da dietro, con il Colpo della Mantide, recidendo di netto parte dei coprispalla; Astaroth, invece, sbucò da una roccia, colpendo Giasone col suo Colpo Finale del Banco Serpente Bicefalo, falciandolo al suolo. Gli Heroes, a terra, si guardarono in faccia, pensando che uno scontro del genere non potevano mai prevederlo e, che se non s’impegnavano seriamente sarebbe finita male per loro: Bellerofonte balbettò qualcosa al compagno, che riuscì a comprendere cosa dicesse, per poi rialzarsi.

"La luce di Ercole risplenderà…", esclamò Bellerofonte, "…ora e sempre. Insieme, amico!", continuò Giasone scagliando rispettivamente il Sacro Pegaso e la Divina Esplosione, consistente nell’aumento d’energia da parte della spada e il successivo rilascio esplosivo. I colpi travolsero i due demoni che finirono lontano, mentre Belzebù si precipito a vedere cosa fosse accaduto. Ora, i due heroes erano allo stremo, senza forze, e permisero a Belzebù di sconfiggerli con le Ali degli Inferi, mentre il demone, sconfitti i due nemici, tornò da Atena.

Hilda di Polaris tentò nuovamente di fermarlo, ma il suo scettro fu fermato da Belzebù, che la lanciò lontano. –"Sei molto più potente rispetto all’altra volta!", esclamò Atena, mentre si rendeva conto che la barriera non avrebbe potuto continuare a difenderla. –"Ma certo! Stavolta Lucifero ha pensato di donarmi parte del suo cosmo!", rispose felice belzebù, continuando a colpire, -"Dovrò usare la mia armatura…", pensò Atena, proprio nel momento in cui Belzebù riuscì a infrangere la sua difesa.

"Sei una divinità olimpica e ti fai battere dal primo arrivato! Vergogna, Atena!", commentò il demone della passione, cercando di dare un pugno ad Atena, ma si fermò nel sentire materializzarsi un’energia, talmente immensa da farlo impallidire. Era un personaggio, sicuro di sé e consapevole di esser potente, a tal punto da poter servire il suo Maestro Lucifero; tuttavia, quell’energia lo spaventava a morte, e anche Atena avvertì un brivido tremendo nel sentirla. –"Non c’è due senza tre!", disse Atena, pronta a rivedere colui che un tempo aveva ordinato di eliminarla.

Alla Casa di Sagitter, Castalia e Tisifone intuirono chi fosse poiché un tempo avevano aiutato i Cavalieri d’Oro a combattere lui e i suoi aiutanti; -"E’ davvero finita! Contro tutti questi avversari, non c’è speranza di sopravvivere", disse triste Castalia, inginocchiandosi;

La misteriosa entità divina si recò ben presto alle Sale di Atena, ritrovandosi contro Belzebù, impallidito al rivedere la figura. –"Un tempo, i miei Cavalieri d’Oro ti sconfissero, e ora sei di nuovo qui!", affermò Atena, prendendo in mano una statuetta, dalla quale comparve la sua armatura divina; -"Teleos Oracle", urlò il nuovo arrivato, obbligando il demone Belzebù all’obbedienza. Essi si trafisse il corpo, morendo, e rivelando che si trattava nient’altro che di un semplice corpo tenuto in vita da Lucifero, mentre i veri corpi dei demoni sono al nuovo Tempio di Satana, sorto nei pressi di Babilonia, in Iraq.

"Atena dopo millenni ci rivediamo!", disse il dio, -"Crono, Dio del Tempo, capo dei Titani, cosa ti porta qui?", chiese la dea, aiutando Hilda a rialzarsi, ignara di chi fosse quell’uomo, che stava di fronte a loro; -"La sua forza è pari a quella di Odino, ma è cento volte più oscura!", affermò Hilda.

"Atena sono qui per proporti di allearti con me!", esclamò Crono, "Ciò che non sai è che l’Olimpo si è accordato con forze che tu neanche immagini!", ribatté Crono, -"Sì l’ho capito. Ha radunato tutti gli dei greci!", continuò Atena; -"Ho proposto ad Hades di allearsi e mi ha risposto di sì, in quanto da solo contro l’Olimpo avrebbe perso; Nettuno aspetta di sentire la tua risposta!", esclamò Crono.

Atena si fermò a pensare un attimo: era di fronte alla scelta che poteva decidere il destino della guerra. Rifiutare l’offerta di Crono e quindi combattere da solo contro un avversario quasi invincibile, oppure allearsi con Crono, colui che aveva tentato di ucciderla, e accettare le sue condizioni? Era per Atena un dilemma irrisolvibile, non avrebbe mai potuto decidere così presto. Poi, nella sua mente, comparve la scena in cui vedeva i suoi cavalieri morire uno dopo l’alto, mentre Zeus conquistava la Terra. –"No, non dovrà mai accadere!", pensò Atena, a testa bassa, e rialzandolo disse "Accetto, a patto che a fine guerra sia io a decidere, quale sia la tua ricompensa per l’aiuto", esclamò sicura Atena, -"Ma certamente! Adesso dobbiamo radunare tutte le divinità nostre alleate!", rispose Crono, pensando ad un futuro roseo, per lui.

I restanti cavalieri del Santuario raggiunsero la Tredicesima Casa, dove ad alcuni furono curate le dure ferite degli scontri, mentre i corpi di Nachi, Ban, Benam e Lear, che furono commemorati da eroi; ci fu un attimo di sorpresa per l’arrivo di Aioros, da sempre il migliore dei saint di Atena, grazie alla sua forza, lealtà e bontà d’anima. –"Aioros, ti devo la vita. Se non fosse per te, Saga mi avrebbe ucciso!", disse Atena, ricordando quel momento della Notte degli Inganni. –"Di nulla, Atena! Durante questo tempo in cui sono stato via, mi sono allenato affinché potessi arrivare pronto per l’inizio della guerra!", rispose il saint di Sagitter, "Dovete sapere che Zeus aveva progettato da tempo gli eventi di questi anni!".

"Cosa intendi dire?", chiese una figura, che si rivelò essere Iperione della Spada, il più forte dei Titani dopo Crono; molti cavalieri si turbarono, ma Atena disse loro di non preoccuparsi, e che erano amici. –"Mi dispiace dirlo, ma Zeus ha previsto tutto sin dall’inizio. Prima la guerra contro l’Egitto, poi la venuta di Crono e Ponto e, via via, tutti gli altri scontri compiuti da Atena. Era stato tutto organizzato, e anche Crono è stato usato come pedina", affermò Aioros, mandando su tutte le furie Crono.

"Non ci posso credere! Come ha osato usare me che sono suo padre?", si chiese il dio del Tempo; "Soltanto che non aveva calcolato la rabbia di Hades, che ha riaperto il Tartaro liberando nuovamente persone a lui scomode, ma anche molti a lui comodi", disse Atena, trovando l’assenso di Aioros, "Chiamiamo a raccolta tutte le divinità a noi alleate, e prepariamoci al contrattacco!", continuò la dea della Giustizia, mentre sul Grande Tempio calava il sole.