PAVONE PRESENTA:

UNA NUOVA GENERAZIONE DI EROI

ATTO TRENTATREESIMO: LE ARMATE DI ARES

"La guerra sacra era alle porte quando, meno di due settimane dopo la nascita di Josef, mandammo sia il piccolo che i suoi fratelli nell'unico posto sicuro, Nuova Luxor, dove ben 9 cavalieri di bronzo su 12 li avrebbero custoditi, infatti lady Isabel aveva richiamato tutti i cavalieri di bronzo alla sua villa e tutti tranne Lair, Geki e Mira (la madre di Callisto) avevano accettato di andarvi.

Quel giorno, 8 Ottobre, mentre io ed Edua li vedevamo partire insieme al gran sacerdote Chun verso il Giappone, arrivava da noi la dea, Atena o lady Isabel, come era chiamata.

Al grande tempio lei ci riunì e ci spiegò il perché di questa sua visita: "Ieri notte", ci disse, "mio padre mi è apparso in sogno e mi ha avvisato che la guerra sacra inizierà a giorni, lui non avrebbe partecipato questa volta, perché non è più suo interesse distruggere il genere umano, ha iniziato ad apprezzarlo, ma tutti i suoi figli ed i suoi fratelli vogliono ancora comandare su questo mondo. Mi ha poi detto che ogni giorno una divinità potrà sfidarne un'altra soltanto e alla fine un solo dio potrà sopravvivere a questa guerra, ma mi ha anche avvisato che se qualcuno di voi smuoverà il suo spirito divino, lui, il sommo Zeus, cancellerà il mondo con un solo fulmine, pur di cancellare coloro che tentano di sostituirsi agli dei".

Dette queste parole, la dea ci congedò e ognuno di noi dodici tornò alla propria casa, era ormai calata la notte sul grande tempio, io riposai quel giorno, il 9 non riuscì quasi per niente a dormire,rimasi di guardia tutto il giorno, presi sonno intorno alle 22, ma alle 23 mi ero già svegliato.

Approfittai del tempo che avevo per meditare, in dieci anni avevo migliorato di molto i miei poteri, ora la mia "illusione di Gemini" aveva effetto sulle scale di tutto il grande tempio, che potevo far apparire più lunghe di quanto fossero in realtà, inoltre potevo percepire ciò che accadeva in ogni casa del grande tempio; percepivo che sia Edua che gli altri erano svegli, solo Mako dormiva ancora, era un tale fannullone il mio vecchio amico.

Verso l'una del decimo giorno del decimo mese del mio decimo anno da cavaliere d'oro, percepì un cosmo potentessimo, tre meno potenti ed un gruppo di cosmi puramente umani, tutti avanzare verso il grande tempio, verso la prima casa, quella protetta da Edua!

Mi alzai e corsi verso giù per le scale, ma di fronte a me trovai Raul, che mi chiese: "Dove vorresti andare?", io gli risposi in tutta fretta "Non hai sentito i cosmi nemici che si dirigono alla prima casa", "Infatti alla prima", mi disse, "tu sei il custode della terza", lo guardai e gli dissi: "Se la sotto ci fosse Callisto, tu faresti lo stesso", "Probabile, ma ricordati che sei un cavaliere!" rispose, allora presi una decisione rischiosa: risvegliai il "secondo gemello" e gli posi la mia armatura, quindi dissi al custode della seconda casa: "Ora l'armatura di Gemini rimarrà a difendere la terza casa", Raul mi guardò poi mi fece passare, le sue uniche parole furono: "Attento", che ricambiai con un "anche tu", quindi corsi giù, i cosmi si facevano sempre più vicini, alcuni.

Arrivato alla prima casa, Edua mi chiese che cosa ci facessi li da lei, non le risposi nemmeno, lei già lo sapeva e mi guardò, io le sorrisi.

A quel punto arrivarono 7 uomini con delle armature rosse, uno di loro si fece avanti, guardò me senza armatura, poi Edua e disse: "Sono Piranha, della brigata della paura, una delle tre armate del sommo Ares", "Ares?" ripetei, "Si, il dio della guerra ha deciso di attaccarvi, mentre i suoi due alleati si occupano di Demetra e di Eolo. Tu, cavaliere d'oro della prima casa, cedi il passo o ci affronti?" io mi intromisi: "Qui siamo due cavalieri d'oro, Piranha, ci sono anche io, cavaliere d'oro di Gemini", "E dove è la tua armatura?", mi chiesi lui, "Lo scoprirà chi riuscirà a superare le prime due case" risposi.

Piranha ci guardò, poi si voltò verso i suoi sei compagni, percepivo un cosmo semidivino fra loro, ma non sapevo dove, intanto il soldato di Ares ordinò ai suoi compagni: "Voi andate alla seconda casa, Ragno vi guiderà, uno però deve rimanere qui con me", uno di loro si fece avanti dicendo: "Io".

Dopo questi discorsi i due si voltarono verso di noi, Piranha mi saltò addosso, mentre l'altro andò contro Edua, intanto gli altri passavano.

I miei poteri difensivi senza l'armatura erano piuttosto scarsi, tanto che dovetti usare il mio "scudo oscuro" per evitare il colpo di Piranha, il "branco sanguinario", mentre che mi difendevo, osservavo lo scontro di Edua.

La sacerdotessa guerriero non aveva problemi a bloccare il soldato che si faceva chiamare Homo e che tentò due volte di attaccarla con il "Salto del sangue", tecnica che lei bloccò con il "crystal wall", per poi ucciderlo con una semplice "stardust revolution", dopo la morte di quel soldato, sentimmo un altro cosmo spegnersi nella seconda casa, "Ape" disse Piranha.

Mi ero stancato di difendermi, inoltre Edua aveva finito il suo scontro, quindi chiusi il mio "scudo oscuro" ed attaccai Piranha con il "tocco dei gemelli", in pochi secondi, il mio avversario si ritrovò senza i suoi cinque sensi, allora lo finì con una semplice sfera di energia.

Poi percepì dei cosmi giungere alla mia casa e guidai il mio "secondo gemello" dalla prima casa: vedevo di fronte alla mia immagine solo tre soldati di Ares, chiesi: "Solo tre? dove sono finiti gli altri due?". Quello che prima Piranha aveva chiamato Ragno, mi disse: "Ma ho già sentito questa voce alla prima casa", decisi di spiegargli tutto: "Si, sono il cavaliere che nella prima casa avete visto senza l'armatura, dimmi dove sono finiti gli altri due?", Ragno rispose: "Ape e Serpe sono stati uccisi dal tuo compagno alla seconda casa, contento?", poi gli altri due attaccarono la mia armatura, uno di loro urlò: "Preparati a visitare l'Ade, cavaliere, perché Cane e Scorpio li ti manderanno, <Cuspide insanguinata>", la mia corazza evitò i due e poi scatenai contro di loro la mia: "Dimensione oscura", Cane e Scorpio ne furono risucchiati, ma avevo perso di vista Ragno, che intanto era riuscito a superare la terza casa; avevo intenzione di usare su di lui l'"illusione di Gemini", ma sentì Lukas parlarmi attraverso il mio cosmo: "Lascialo a me", quindi lo feci passare.

Sia io che Edua sentimmo i loro cosmi durante lo scontro alla fine, solo il cosmo di Lukas era rimasto, ma stranamente, un altro cosmo nemico era apparso alla quarta casa, un cosmo semidivino, concetrai il mio cosmo e vidi ciò che accadeva alla quarta casa, un uomo con l'armatura rossa, ma diversa da quelle dei soldati era scappato fuori, ma sulle scale era bloccato da una parte da Lukas, dall'altra da Micene.

Il misterioso individuò si presentò: "Sono Phobos, dio della paura e figlio di Ares, voi non potete fermarmi", "Davvero?" disse Lukas, il dio allora lanciò contro di loro un attacco che chiamava: "gabbie di sangue", ma i due ampliarono e si mossero così velocemente da evitare il colpo, allora Phobos li attaccò con un secondo colpo: il "fantasma sanguinario", che colpì in pieno Lukas atterrandolo e distruggendo la corona della sua armatura, Micene però era ancora in piedi, e colpì Phobos con il "lighting plasma", che travolse il dio, il quale ritentò con il "fantasma sanguinario", ma stavolta si trovò circondato, infatti Lukas si era rialzato e scatenò contro di lui il "fuoco degli inferi", mentre Micene usava il "lighting claw". Micene fu colpito al braccio destro, ma il dio della paura morì prima di potersene rallegrare.

Dopo aver sentito spegnersi il cosmo di Phobos, percepì altri guerrieri venire verso la prima casa, infatti arrivarono ben 10 soldati stavolta, uno di loro disse: "Phobos ci ha messo quattro ore per morire? il dio Ares ha fatto bene a mandarlo in avan scoperta, ora la seconda brigata, quella dell'urlo, ucciderà tutti i cavalieri d'oro ed Atena stessa, io sono Icaro, capitano dell'armata di Enio, voi chi siete?", "Io sono Edua, cavaliere d'oro di Ariete e lui è Kanon, cavaliere d'oro dei Gemelli", rispose Edua, poi Icaro mi chiese: "Dimmi cavaliere, dove hai lasciato l'armatura?", non gli risposi, "Fa niente," disse, poi guardò i suoi soldati ed ordinò:

"Mico e Ivan, occupatevi di loro e raggiungeteci alla prossima casa",due di quei soldati dalle corazze verdi ci attaccarono, uno con l'armatura con la coda bloccò Edua, l'altro, con strane ali attaccate alle mani, mi fece schiantare contro una colonna, mentre i loro compagni avanzavano verso la seconda casa.

Non riuscivo ad aiutare Edua, né me stesso, ero in balia del colpo di quel soldato, lo "scream flap", che come un ultrasuono mi schiantava contro le pareti, quando ormai mi credevo sconfitto, cioé dopo aver buttato giù parecchie colonne, un cosmo potentissimo, quasi divino venne a proteggermi e vidi fra me e quel soldato un'armatura di colore simile a quella divina di Pegasus. L'armatura si pose sul mio corpo con lo stupore di Edua, che intanto aveva battuto il suo avversario e del mio avversario; percepivo la forza di quella armatura, che al contrario di quella di Pegasus non aveva danni, quando il mio nemico lanciò di nuovo il suo "scream flap", non dovetti nemmeno evitarlo, l'armatura mi salvò, poi lanciai una singola sfera di energia contro di lui, che lo polverizzò, "Ivan" furono le parole che disse il suo compagno mentre ambedue morivano. Poi io sentì il quell'armatura parlarmi attraverso il mio cosmo: "Ragazzo, figlio del mio allievo, sono Phoenix, sono giunto qui ad aiutarti, perché nelle stelle è scritto che non morirai oggi, però il tuo dovere è di sorvegliare la terza casa, non ti preoccupare per lei, nemmeno lei indicano le stelle fra i morti di oggi", quindi l'armatura scomparve proprio come era apparsa, fu quindi Edua a parlare: "Vai alla terza casa, ci vediamo poi", mi disse, io le sorrisi ed accarezzai la maschera dorata, poi corsi verso la terza casa.

Alla seconda casa trovai Raul, in piedi, con una ferita alla testa c'erano tre cadaveri lì, due con armature rosse, dovevano essere Ape e Serpe, ed uno con un'armatura verde, "Si chiamava Heart ed il suo <titan scream> mi ha fatto questa piccola ferita", mi disse, "Torni alla terza casa?", "Si", risposi, "ma prima mi occupo di chi la stà visitando", infatti rianimai il mio secondo gemello.

Erano rimasti in 7 ed quando videro la mia armatura rimasero sorpresi, fu sempre Icaro a parlare: "Chi sei? il cavaliere dei Gemelli è alla prima casa", "In realtà sono alla seconda", gli dissi attraverso l'armatura, "ma la mia armatura basta per uccidervi", quindi Icaro guardò i suoi soldati e disse: "Black, a te", poi sorpassarono la mia armatura, intanto quel tipo la attaccò con il "black scream", che non ebbe effetto sullo "scudo oscuro", non volevo perdere tempo e lo lanciai subito nella "dimensione oscura", ma non mi aspettavo che Icaro sapesse come eliminare la mia illusione, cioé lanciando un colpo, che mi raggiunse alla seconda casa. Mentre io mi schiantavo contro una colonna, Icaro e gli altri 5 andavano verso la quarta casa. Appena mi rialzai continuai a seguire i soldati della brigata dell'urlo: uno di loro morì contro Lukas, che lo arrostì per bene, però Icaro ed altri 4 arrivarono alla quinta casa, lì Micene ne uccise due, con un solo "lighting plasma".

Icaro e gli ultimi due riuscirono ad arrivare da Alya, dove solo il sacrificio dei due soldati, che si lanciarono contro Alya, la quale li eliminò con un "Soffio dell'Oriente" li uccise, lasciando però passare Icaro.

Il capitano della seconda brigata arrivò quindi da Ryo, qui gli sentì dire: "Ho raggiunto il mio scopo" ed all'improvviso, dal nulla apparve un altro cosmo, quasi simile a quello di Phobos, che corse verso l'ottava casa, Ryo cercò di fermarlo, ma lo "scream breath" di Icaro, lo bloccò, il cavaliere della settima casa non ci mise molto a battere il comandante.

Io però non ero molto preoccupato di quello scontro, quanto del semidio, che all'ottava casa si rivelò a Mako come "Enio, dio dell'urlo furioso", per fortuna anche Seiya aveva sentito il suo cosmo ed era corso ad aiutare Mako, i due combatterono insieme contro Enio, che con i suoi urli fece quasi crollare l'ottava casa, fortunatamente i due unirono i loro cosmi in una versione ridotta dell'eclittica e lo uccisero trafiggendolo con la freccia d'oro del Sagittario.

Erano ormai passate 13 ore dall'inizio della guerra, quando sentì altri cosmi giungere dalla prima casa, io ormai ero tornato a difendere la mia, stavolta i cosmi erano solo quattro, ma ne percepivo anche altri due nascosti.

La prima casa la superarono in fretta, ma solo in tre uno di loro era rimasto con Edua, lo sentì morire in fretta, poi alla seconda casa un altro di loro vi rimase, erano due quando arrivarono nel mio tempio.

Avevano le armature blu, uno di loro mi disse: "Sono Ghiaccio, uno dei quattro della brigata del terrore", "Noto che non siete in quattro", dissi spavaldamente, "Si, Nebbia e Buio si sono sacrificati per Ares e Deimos", disse l'altro, "Io sono Fulmine", "Fulmine, passa, lascialo a me", disse Ghiaccio e poi mi colpì con un colpo che congelò le mie gambe, mentre l'altro mi superava, per perdersi nel mio labirinto, io risi e dissi al mio avversario: "Non conosci la casa dei Gemelli", poi aumentai al massimo il mio cosmo e frantumai il ghiaccio, lui urlò: "Morirai cavaliere per mezzo del <ghiaccio demoniaco>" e mi scagliò contro del ghiaccio, ma io scatenai contro di lui l' "esplosione galattica" ed il suo ghiaccio si sciolse, così da permettere al mio colpo di raggiungerlo ed ucciderlo.

Intanto Fulmine si trovò di fronte ad un muro, aveva girato in tondo per quasi un 'ora, quando lo trovai lui cercò di attaccarmi con il "fulmine demoniaco", ma io assorbì il suo fulmine e lui stesso nella "dimensione oscura". Allora un altro cosmo quasi divino si materializzò e corse fuori dalla mia casa, io lo inseguì e così il semidio dall'armatura blu si trovò di fronte me e Lukas insieme, "Sono Deimos, dio del Terrore", disse, "ed eccovi il mio potere, <demonio fatale>" il suo colpo forse ci avrebbe presi, ma entrambi lo evitammo, poi tentò di nuovo, ma io e Lukas coordinammo un attacco e lui fu bloccato dagli "anelli di fuoco" così che la mia "esplosione galattica" lo uccise, ma prima di morire, Deimos aprì la mano sinistra e da una gemma uscì un potere incredibile ed un uomo con un'armatura indescrivibile, ci apparve davanti, le ultime parole di Deimos furono: "Padre, vinci". Quel dio, ci guardò, poi mosse l'arma che aveva nella mano ed entrambi ci trovammo scaraventati nella mia casa, con piccoli danni alle armature.

Quando mi ripresi non lo vidi più, risvegliai Lukas, che mi chiese: "Chi era?", "Non lo so, ma credo Ares in persona", ci rialzammo e corremmo verso la quinta casa, dove sentivamo il cosmo di Ares occupato in uno scontro.

Quando arrivammo alla quinta casa la scena era orribile, MIcene aveva l'armatura quasi in frantumi ed Ares non aveva più la sua arma, ma aveva ancora il suo scudo.

Micene lo attaccò con il "lighting volt", che Ares non dovette nemmeno evitare, poi fu travolto dal movimento della mano del dio della guerra, noi volevamo aiutarlo, ma Micene ci disse: "No, lui è mio", quindi ampliò il suo cosmo al massimo e gli lanciò contro il suo "lighting claw", che fece volare l'elmo al dio, che per tutta risposta, finì di distruggere la sua armatura con una sfera di energia che partì dal suo scudo.

Micene era senza armatura, ma lo attaccò con il "lighting plasma", che non ebbe esito, allora, per la prima volta sentì Ares parlare: "Cavaliere d'oro, dimostri valore, ti voglio concedere la vita ed una nuova armatura se ti unisci a me", Micene lo guardò e gli disse: "La mia dea è Atena e per lei darò la vita", poi preparò un attacco che non aveva mai usato prima, ma che avevo già visto, "E' l'attacco di Leon" disse Lukas, era vero, quello era l'attacco con cui Leon cercò di uccidere Micene, ma era un colpo suicida! Non feci in tempo a fermarlo, lui urlò "Last roar" e si scagliò contro Ares ad una velocità superiore a quella della luce stessa, sfondò l'armatura ed il corpo del dio della guerra, ma anche lui rimase ucciso, il suo corpo non resse tale velocità, morì lì di fronte a me, piansi per lui, per l'uomo che era stato per noi un fratello maggiore.

La prima giornata della guerra sacra aveva fatto fra noi la sua prima vittima, non avevamo mai pensato di poter morire così, ma ora dovevamo considerare questa possibilità. Quella notte ci furono i funerali di Micene, poi aspettammo il giorno successivo per scoprire chi sarebbe stato il nostro prossimo avversario".