PAVONE PRESENTA

GLI DEI SOPRAVVISSUTI

ATTO DODICESIMO: IL MASSACRO DELLE CASTE INFERIORI

"Dopo una corsa a perdi fiato attraverso le dodici case, arrivammo ai piedi del tempio. Lo spettacolo che vidi mi spaventò: dei 66 cavalieri partiti cinque giorni prima, solo 8 erano tornati, gravemente feriti.

Li scrutai tutti, tre avevano armature di bronzo, uno lo avevo visto al congresso istituito da Camus, era Erik del Corvo, gli altri due non li conoscevo, erano due sacerdotesse, una con l'armatura viola, l'altra con una cedra. Dei cavalieri di bronzo erano sopravvissuti tre che non conoscevo e due che avevo già conosciuto: Cryt del Cigno e con mia somma gioia, mio fratello Polluce. Corsi subito da lui, la sua armatura era l'unica non in frantumi, lui aveva due ferite sul volto ed una sulla spalla destra.

Wild riuscì a curarli tutti, non credevo che fosse capace di ciò.

Dopo le cure del cavaliere del Leone, gli 8 superstiti furono chiamati nelle sale del gran sacerdote per spiegare gli avvenimenti.

A parlare per i cavalieri d'argento fu nuovamente Erik del Corvo, che spiegò gli avvenimenti: "Vostra eminenza, il suo predecessore Camus, ci aveva dato l'ordine di andare nel tempio di Era per parlare alla dea di questa misteriosa alleanza, noi 24 eravamo coscienti della presenza nel tempio dei suoi tre guardiani, ma non li trovammo con nostra somma sorpresa. Trovammo invece ad aspettarci uno quarantina di donne dalle armature nere. Fu il nostro comandante Albeo di Cefeo a chiedergli: <Chi siete voi? E dove si trova la divina Era?>, una fra loro si pose di fronte al mio comandante e disse: <Io sono Galia di Griffon e loro sono le mie Erinni. Era non è qui al momento ed i suoi guardiani sono con lei. Bastiamo noi Erinni per uccidervi! scusate, ma la nostra dea vuole questo.> <Era vuole la morte dei cavalieri di Atena?>, chiese nuovamente il nostro comandante, <Non è Era a comandare i nostri passi, ma una divinità più affascinante e giusta>.

Quindi le sue guerriere ci attaccarono, molti di noi riuscirono a sopraffarle, io stesso ne uccisi una, tale Louis della Chimera, come me anche le altre due sopravvissute Vera dell'Ofiuco ed Euridice della Lira.

Dopo una prima ondata, notai che fra di noi solo 10 erano ancora in piedi: io, Vera, Euridice, il nostro comandante, Teleo della Lucertola, Poliedro di Perseo, Crio della Corona Boreale, Rei di Orione, Yoda di Sagitta e Carioca dello Scudo. All'improvviso però arrivo dal nulla un altro combattente, la sua armatura era completamente nera, con 2 stelle verdi sull'elmo, il guerriero si rivolse a Galia dicendole: <Le tue guerriere sono state discrete contro i loro avversari, ma niente di più, quindi il mio signore ha mandato me per diminuire il numero dei tuoi nemici e ridurli a zero!>, la guerriera dall'armatura nera gli rispose solo: <Si, Envy>. Il misterioso nemico ci guardò, poi aprì le mani e scatenò contro di noi delle sfere di energia verde che chiamò <Secondo peccato>.

Yoda, Carioca, Teleo, Poliedro e Crio furono uccisi dal suo attacco, il nostro comandante, invece, gli arrivò alle spalle e con un colpo della catena riuscì a danneggiare il suo elmo che gli copriva interamente la faccia.

Io vidi solo una luce sferica verde, poi un gran bagliore partì verso Albeo trapassando il suo corpo e polverizzando la sua armatura.

Dopo aver ucciso Albeo, il nemico scomparì misteriosamente come era arrivato, dicendo solo: <Pensa tu a questi quattro>. Galia urlò: <Attaccateli> e nove di loro corsero verso di noi, in quel momento Rei mi urlò: <Erik, mettiti in salvo con loro due, presto!> e si scagliò contro le sue nove nemiche con il suo colpo più potente: <Nucleo implosivo della meteora>, con cui polverizzò quei nove, ma uccise anche se stesso, permettendoci così di salvarci da Galia e le altre guerriere sopravvissute." Concluse Erik.

Toccò a mio fratello raccontare ciò che era accaduto ai cavalieri di bronzo, lui iniziò subito: "Chun, nuovo gran sacerdote, colui che l'ha preceduta aveva mandato noi altri, guidati dal suo allievo Cryt, al tempio di Ermes.

Proprio come i cavalieri d'argento, nemmeno noi trovammo il dio nel suo tempio, né il suo cavaliere, ma un gruppo di guerriere dalle armature nere, una di loro ci disse: <Cavalieri di bronzo, la vostra sorte è già scritta, morirete per il bene dell'Alleanza e sarà l'armata di Persia della Garuda a portarvi questo messaggio>, concluse, quindi fummo attaccati dalle sue Erinni. Fu uno scontro breve, ma intenso, io sfidai una guerriera capace di resistere al mio <fantasma diabolico>, si chiamava Kala di Geko, la quale mi spiegò: <Noi erinni, siamo incapaci di provare paura>, quindi mi attaccò con la <frusta del geko>, che mi frantumò la corazza, che però, essendo quella della Fenice, risorse dalle sue ceneri. La eliminai con il mio <battito della Fenice>. Dopo un primo scontro con queste erinni, di noi 48 ne rimanevano in piedi solo 24, quando anche da noi arrivò un guerriero dall'armatura nera, con cinque stelle viola dipinte sull'elmo, io riconobbi in lui l'assassino di mio nonno e come me anche Vasì del Pavone, che era stato addestrato da mio nonno. Gli corremmo entrambi contro, ma lui ci lanciò via con un movimento veloce delle mani, la mia armatura mi salvò dal morire, mentre quella di Vasì era già danneggiata, quindi lui rimase ucciso.

Eravamo rimasti in 24, quando il guerriero parlò: <Salve cavalieri di bronzo, il mio nome è Greed, il mio signore vi manda attraverso me i suoi saluti>, quindi ci attaccò con il <quinto peccato>, con cui polverizzò ben 14 di noi. Eravamo rimasti in 9, uno di noi si lanciò contro il nemico, era Jadir dell'Unicorno, che Greed non cercò nemmeno di evitare, ma lo prese per il collo e glielo spezzò.

Dopo questo freddo atto di crudeltà, Greed scomparve, ma prima ordinò a Persia: <Uccidi questi otto disperati>.

Tre delle sue Erinni, le uniche sopravvissute si lanciarono contro di noi, io ero gravemente ferito, Cryt anche, Sepio di Andromeda pure, Caryu di Dragon aveva l'armatura distrutta, mentre Seto di Pegasus era svenuto, gli altri tre Nio del Lupo, Rodi di Hydrus e Kesin dell'Orsa si lanciarono contro i loro nemici, le ultime parole di Kesin furono: <Andate ed avvisate il gran sacerdote Camus del pericolo>. Li lasciammo lì ad una morte quasi certa."

Così concluse mio fratello, mentre tutti e 5 i sopravvissuti piangevano lacrime amare.

Dopo i loro racconti, io, Star e Josef ci occupammo di spiegargli ciò che era avvenuto durante il torneo e poi ad Asgard, infine ai 5 Picchi.

Dopo le spiegazioni, il gran sacerdote disse: "Dobbiamo scoprire cosa sia questa Alleanza e chi comanda le Erinni e questi misteriosi tre guerrieri. Soprattutto però dobbiamo capire che fine abbia fatto la dea Era", "Per questo ci possiamo pensare noi cavalieri d'oro", affermò all'improvviso Anteo, noi tutti lo guardammo stupiti, ma Jora fu il primo a dire: "Si, può essere divertente", tutti infine accettammo la proposta, il gran sacerdote ci disse: "Cavalieri d'oro, andate al tempio di Era e poi a quello di Ermes," quindi si voltò verso i cavalieri di bronzo e d'argento e concluse: "Voi custodirete le dodici case, ognuno vada in quella del proprio segno".

Scendemmo le scale del grande tempio, il primo a lasciarci fu Cryt, all'undicesima casa, quindi Euridice alla casa del Sagittario, poi Vera a quella dello Scorpione, poi Sepio in quella della Bilancia, quindi alla sesta Caryu, poi Seto a quella del Leone, poi ci lasciò mio fratello Polluce, alla terza casa, la mia, dicendoci: "Buona fortuna cavalieri di Atena". Ultimo a lasciarci fu Erik alla prima casa.

Noi cavalieri d'oro ci dirigemmo quindi al tempio di Era nella città di Tebe, anche se non sapevo chi avremmo dovuto affrontare".