PAVONE PRESENTA

GLI DEI SOPRAVVISSUTI

ATTO NONO: LE PROTETTRICI DELL'11 E 12 CASA

"Odeo puntò l'indice contro la protettrice dell'undicesima casa e disse: "Ora raggiungerai il tuo maestro, non temere, farò in fretta", quindi la attaccò con i "venti di Asgard", ma Sasha non si fece fermare da un colpo che già conosceva, infatti lo evitò e gli rispose con l'"Aurora del Nord", con cui lo sbattè contro il muro, Odeo la guardò e le propose: "Se vuoi una vendetta tale del suo nome, seguimi qui dentro, lo scontro sarà più alla pari, ti darà maggiore soddisfazione", quindi corse nella grotta, Wild ebbe appena il tempo di dire: "Non farlo è una trappola", che Sasha era già entrata.

Noi le corremmo dietro e ci ritrovammo in una specie di vulcano sotterraneo, "E' il luogo in cui si addestrano i cavalieri della stella Beta, Hoiko, poi Hagen, quindi Ashes, poi Artax e Lukas, ma anche lui, Odeo, cavaliere nero di Beta".

In quel momento sentì Odeo urlare: "Vediamo se riesci a sconfiggere il mio potente <vento del meriggio>" e scagliò contro Sasha un torrente di lava incandescente, che Sasha non cercò di evitare, anzi ne fu travolta. Questo pensavo quando vidi il torrente incandescente arrivarle addosso, ma subito notai di aver sbagliato, Sasha era ancora lì a braccia incrociate disse: "Forse un colpo simile a questo aveva messo in difficoltà il padre del mio maestro Camus, Crystal il Cigno, quando ancora aveva un'armatura di bronzo, ma la mia armatura d'oro non teme il calore dei tuoi colpi ed ora tu gelerai ed insieme a te questo luogo, eccoti il colpo sacro dell'Acquario, eccoti la mia <esecuzione d'Aurora>".

Congiunte le braccia sopra la testa, Sasha scagliò un colpo di grande luminosità che travolse Odeo, congelando lui e metà della caverna. Sasha si avvicinò al cadavere gelato del cavaliere nero e ne prese il diadema che portava alla testa, poi disse con un filo di voce: "Maestro, ti ho vendicato".

Uscimmo dalla caverna e ci addentrammo nel bosco di Asgard, l'unica via per giungere al castello di Valakya.

Ad un tratto, nel centro della foresta, sentimmo una voce: "Vi richiamo a me, Demoni della terra, venite qui e bloccate i miei nemici", quindi ci trovammo tutti bloccati da degli arbusti, mentre sembrava che il terreno stesso ci inghiottiva, infatti eravamo tutti intrappolati nel terreno fino alla cinta.

Ad un tratto apparve dinanzi a noi il sesto guerriero nero di Asgard, la sua armatura era nera e sembrava fatta da dei pezzi di cristallo, nero ovviamente. "Salve cavalieri, vi pregherei di darmi lo zaffiro ed i 3 elmi che dovreste avere", Ivan si dimenava per uscire dal terreno, ma il guerriero lo guardò e gli disse: "Vuoi davvero essere il primo a cadere per mano di Sarion? No, non sarai tu il primo, tu non hai niente di mio interesse, sarà lei la prima", disse rivolto a Sasha, che improvvisamente risalì dal terreno ed attaccò subito il suo nuovo avversario con la "Polvere di diamanti", che Sarion non riuscì ad evitare, ma disse: "Davvero speri di battermi con questa?" quindi dalla sua mano uscì una spada nera infuocata, che sciolse il ghiaccio che gli bloccava le gambe. Puntata la spada contro Sasha afferma: "Dai tempi dei miti del Nord, la stella di Beta e quella di Delta sono legate da profonda amicizia e così le loro ombre. Per me Odeo era un fratello e tu l'hai ucciso", quindi puntò la spada verso terra ed urlò: "Brucerai nelle fiamme della mia <Spada del demone>" e partì una fiammata nera che travolse Sasha scaraventandola contro un muro, Sarion si avvicinò a lei e disse: "Preparati ad un sonno eterno. <Teca del demone nero>" e la sacerdotessa dell'Acquario fu rinchiusa in una teca di un cristallo nero, quasi simile a quelle che avevo visto fare da Arkan in Gracia.

Vista quella scena cercai di liberarmi, mentre Sarion raccoglieva l'elmo di Odeo, che era caduto dalle mani di Sasha. Il guerriero del nord si voltò verso di noi e disse: "Bene, chi di voi vuole cercare di uccidermi? Così condannerà anche lei", "Io conosco la questa tecnica, sono di Asgard, ricordalo, so che morendo tu le tue teche scompariranno", affermò Wild, mentre cercava di liberarsi, "Esatto", disse una terza voce, femminile, "Proprio come le teche di mio padre e del suo compagno di allenamento Axe" ed apparve una ragazza dal corpo snello e dai capelli rosso fuoco, i suoi occhi viola trasmettevano sicurezza e baldanza.

"E tu chi sei?", chiese subito Sarion, "Un'osservatrice che ha finalmente deciso di scendere in campo, mi chiamo Sea, figlia dell'ultimo guerriero di Epsilon, colui che tu hai ucciso", la ragazza poteva avere al massimo 18 anni ed il suo corpo era già molto ben formato.

La ragazza ci guardò, poi iniziò una specie di preghiera, mentre Sarion era come stupefatto, lei recitava queste parole: "Vi invoco, o anime della natura, affinché possiate liberare questi nobili cavalieri ed attacchiate colui che ha osato risvegliare i demoni che sono nascosti nel terreno", detto ciò i nostri corpi furono liberati, mentre Sarion, con la sua spada, correva verso la nostra giovane salvatrice, tentò di colpirla un paio di volte, ma lei si muoveva alla velocità della luce, proprio come noi cavalieri d'oro, allora Sarion scagliò contro di lei il colpo già usato contro Sasha, che Sea riuscì ad evitare, ammonendolo: "Ti ho detto che finora ho osservato, quindi conosco tutte le tue mosse", e scesa nuovamente a terra, alzò le mani e disse: "Vortice dello spirito" ed una gigantesca corrente energetica partì dalle sue mani per travolgere Sarion, che fu scagliato contro un albero abbattendolo.

Sarion, però, si rialzò, aveva ancora la spada in mano, e disse: "Forse avrai visto le tre tecniche che ho usato finora, ma non di certo questa la più potente", quindi con la spada fece in aria come un triangolo ed urlò: "Delta del demone" ed una gigantesca fiamma si canalizzò dai tre vertici del triangolo verso Sea, che sembrava ormai spacciata. In quel momento accadde l'incredibile: una potentissima luce dorata apparve nel cielo ed a difesa di Sea si pose l'armatura dei pesci, che, dopo averle salvato la vita dal colpo di Sarion, si dispose sul suo corpo, era finalmente fra noi la protettrice della dodicesima casa.

Il cavaliere nero del nord era stupefatto, Sea alzò le mani al cielo e ripeté l'invocazione in modo diverso: "Vi chiamo a me, anime della natura, attaccate costui" e gli alberi si mossero come animati, attaccando ed uccidendo il cavaliere nero, in quel momento la teca che copriva Sasha si dischiuse, la sacerdotessa dell'undicesima casa cadde a terra, ma si rialzò subito, fu Ivan a spiegarle gli avvenimenti che si era persa, poi Sea ci raccontò la sua storia, mentre proseguivamo verso il castello di Valakya: "Mio padre si chiamava purtroppo come il dio che ora ci apprestiamo a combattere, Loki, lui e Lukas erano stati adottati da Lucres, cavaliere della stella Delta della generazione successiva a quella di Megres e degli altri grandi guerrieri. Mia madre fu battuta e rinchiusa in una teca di ametista da Axe, cavaliere d'oro del Capricorno, lei si chiamava Saba, era la messaggera del dio dei mari Nettuno, che tre anni prima di morire aveva conosciuto ed amato uno dei guerrieri di Odino, mio padre Loki appunto, però lo abbandonò poco prima della guerra sacra, per seguire il suo destino e non tornò nemmeno dopo la morte di Axe, che gli permise di liberarsi dalla sua bara di ametista.

Mio padre intanto mi crebbe e mi allenò ad amare la natura e la sua anima fino al giorno della sua morte".

Dopo questo racconto, arrivammo al castello di Valakya, dove, sapevo ci sarebbero toccati i nostri avversari più temibili: Dorman e il dio Loki in persona".