RECENSIONI: DAIMON

Autore : Axia

Genere : One Shot

Redatto da : Dauko di Libra

Tra le molte storie introspettive dedicate a Saga, "Daimon" si segnala per i suoi numerosi elementi innovativi, dal punto di vista narrativo così come in quello dei contenuti.

In primo luogo, validissima risulta l’ambientazione scelta. Non il luogo della serie che sarebbe parso più naturale, la fine della corsa alle Dodici Case, ma un’altra corsa, più rapida ma non meno sofferta. E’ questo un aspetto che gli autori della serie non hanno saputo o voluto approfondire, e che ad una prima lettura o visione sfuma fatalmente in secondo piano : il lettore/spettatore rimane infatti catturato dall’azione, dai segreti rivelati, dal ritmo concitato degli avvenimenti. "Daimon" ci permette di entrare nell’animo di Kanon, e ne approfondisce il rapporto con il fratello in un momento cruciale, dell’intera saga e della loro personale vicenda.

Le riflessioni di Gemini vanno nella stessa direzione : per questo, forse, risulta un po’ pesante il riferimento a Micene e Ioria, forse inserito nel tentativo, non perfettamente riuscito ma nondimeno interessante, di un confronto fra le due coppie di fratelli. E’ significativo comunque che sia proprio Ioria a sorreggere Gemini, anche questo un dettaglio che, pur essendo stato senza dubbio ricercato dagli autori della serie, non ha avuto lo spazio che meritava.

Dal punto di vista narrativo Axia ha costruito benissimo un doppio discorso, una forma assai difficile da padroneggiare per qualsiasi autore. La presenza in scena di altri personaggi non interferisce minimamente con il dialogo intimo che si instaura tra i due interlocutori : ancora lontani, essi possono parlarsi ugualmente, perché sono l’uno nel cuore dell’altro, sono l’uno il Daimon dell’altro. La condanna di avere << l’ angelo sul volto, il demone nel cuore >> colpisce tanto Saga quanto Kanon, e rende il loro rapporto fraterno ancora più stretto ed esclusivo. L’autore ha presente la frase appena citata, ma sceglie di utilizzarla in maniera indiretta, rinunciando alla facile soluzione della citazione diretta.

NOTE PERSONALI: L’uso del carattere che simula una scrittura manuale rende un po’ difficoltosa la lettura, specie sullo schermo, ma ha il merito di costringere ad una maggiore attenzione: ciò permette di cogliere il discorso in tutte le sue sfumature. Una seconda lettura, magari su carta stampata, può comunque essere utile.

Il carattere scelto sembra avere, in questo caso, valore di testamento o di epitaffio : ciò si adatta molto bene a Saga, la cui vicenda, a meno di futuri sviluppi della serie, può considerarsi conclusa, ma non a Kanon, che a questo punto della storia ha ancora un tratto di strada da percorrere (e anche del suo destino dopo il processo degli Dei non sappiamo nulla). D’altro canto, Saga, Kanon e in generale tutti i Gold Saints hanno esaurito la loro funzione narrativa come personaggi, e a meno di sempre probabili resurrezioni o di clamorose rivelazioni che li coinvolgano è difficile che vengano ripresi, in quanto ormai inutili nell’economia di una storia da tempo configurata come una salita dei Bronze Saints verso i Cieli: e di questa salita essi sono stati soltanto una tappa.