GUERRA TOTALE - CAPITOLO 5

Shion appena vide Deathmask tornare al grande tempio gli si fece avanti e gli disse: "Deathmask, Perché hai ucciso Aphrodite?".

Lo sguardo sicuro di se di Deathmask ebbe un lampo di dubbio, ricordava che non considerava più Aphrodite un essere vivente ma solo un oggetto su cui sfogare i propri istinti distruttivi. Un lato di se era felice di quella guerra in quanto poteva ancora mettersi alla prova, l’altro però era estremamente teso, vedeva moltissimi bambini come sua sorella rischiare la vita e perdere gli affetti più cari.

Di fronte al Grande sacerdote sibilò: "Pensi dopo a punirmi!!! Ci sono dei Berserker in arrivo a quanto ho capito da Aphrodite!!".

Shion lo guardò in faccia, quegli occhi apparentemente vuoti ma in realtà ardenti di passione e voglia di vivere non stavano mentendo e disse: "Puoi ritirarti ma cerca di NON FARE QUESTI COLPI DI TESTA!!!!".

Deathmask però obiettò prima di andarsene: "se Aphrodite era un infiltrato delle divinità nostre nemiche non c’è necessità che ci teniamo ancora nascosti!".

Da un angolo della stanza Aldebaran con la sua figura imponente intervenne: "Perché non creare degli avamposti? Sai quanti sono i cavalieri di Ares che Invaderanno il Grande Tempio?".

Deathmask rispose con un pesantissimo sarcasmo: "Si e magari chiedo anche cosa aveva mangiato Aphrodite a colazione? SVEGLIAAAAA!!! Non è che lo hanno messo al corrente di tutti i loro piani!!!" e concluse quella frase battendo ironicamente le mani.

Nell’altra stanza Athena stava pianificando gli accordi con Hades e Poseidon se non fosse tornata dall’ambasceria presso Zeus, i segnali di guerra erano troppi. "Devo ancora mettere a rischio la vita dei miei cavalieri!"riflettè, e si alzò in piedi.

Poseidon capiva quello che Athena provava e disse immediatamente: "Se preparassimo la coppa con il nostro sangue già adesso?Ti fideresti di più a lasciare il grande tempio a noi due?".

Athena era stupita, Poseidon aveva capito quale fosse il problema che ne attanagliava il cuore in modo quasi automatico.

Athena lasciò trasparire una certa irritazione per aver così evidentemente lasciato trasparire i propri pensieri di fronte a Poseidon, ma con un tono deciso disse:"D’accordo stipuliamo un giuramento di alleanza!!!".

Hades annuì, anche se era alquanto sbalordito dalla situazione, lui re dell’aldilà che si alleava con Athena la sua mortale nemica.

Athena offrì a Poseidon la daga d’oro con la quale Gemini aveva cercato di ucciderla quando era ancora una neonata, e il dio dei Mari si aprì una ferita sul braccio dal quale uscì un piccolo rivolo di sangue che andò a depositarsi nella coppa.

Hades guardò la lama un po’ imbambolato, non era abituato a far scorrere il suo divino sangue ma nella sua mente si focalizzò su una ipotetica scena dal futuro, Zeus lo trafiggeva da parte a parte con una delle sue folgori e si decise; Passò la Daga sulla sua mano e un piccolo rivolo di sangue scese nella coppa.

Dopo che anche Lady Saori si ferì e il suo divino sangue cadde nella coppa, Poseidon intinse il dito indice nel sangue divino e se lo mise sulla fronte dicendo:

"Che i miei pensieri e le mie azioni non vadano mai contro chi ha messo il suo sangue in questa coppa!!".

Le altre due divinità fecero la medesima operazione con Hades che disse molto chiaramente: "Se questa operazione all’Olimpo si rivela un successo e i nostri timori si rivelassero infondati la nostra alleanza si scioglie immediatamente!!!!". Concluse marcando l’accento su immediatamente, era evidente che a Hades non stava per niente bene quell’alleanza e che la stava facendo esclusivamente per fini tattici.

Poseidon intuì quel risvolto nelle sue parole e gli disse in tono intimidatorio: "Non azzardarti a tradirci o verrò dalle profondità del Tartaro per distruggerti!!!".

Hades alzò la mano destra : "DO LA MIA PAROLA, sono con voi, solo non vi aspettate un’alleanza a lungo termine!!".

Saori si intromise per abbassare la tensione e disse in modo molto chiaro: "Ok conviene a tutti e tre che chiariamo la situazione con mio padre e verrò io, in teoria sono la benvenuta sull’Olimpo, ma manterrò la mia presenza tramite il grande sacerdote e uno dei cavalieri di Bronzo!!".

Poseidon e Hades la guardarono entrambi e dopo poco si allontanarono.

Hades consegnò un’oggetto ad Athena: "è una perla delle Parche, se ti trovi in pericolo la perla di cui sono in possesso diventerà nera e quindi avremo la certezza che Zeus ci è ostile!".

Athena accettò il dono e si allontanò senza proferir parola, quella iperprudenza di Hades le sembrava falsa.

Nel frattempo i Cavalieri si divisero a coppie per pattugliare la zona attorno al grande Tempio, mentre si stavano formando le coppie all’improvviso Athena si fece sentire con il suo cosmo nelle menti dei suoi paladini di Bronzo.

"Sirio, Hyoga, Shun, Seiya, venite devo chiedervi di scortarmi!!" Creando un certo stupore per la mancata convocazione di Ikki della fenice .

Athena continuò: "Ikki tu e il grande sacerdote dovrete verificare una condizione dell’alleanza con Hades e Poseidon!! Che bagnino le armature con il loro sangue….TUTTE se noi non torneremo!".

Ikki era sgomento: "Come? Non tornerete?!".

Athena disse in tono carico di Angoscia: "C’è il rischio che possiamo essere presi prigionieri da mio padre Zeus!".

Shun era vicino ad Ikki e gli strinse la mano: "Tranquillo ce la siamo sempre cavata!".

Si abbracciarono come se fosse l’ultima volta e Ikki disse: "Se vi succede qualcosa verrò a prendervi a costo di venirci da solo!!!".

Quei compagni d’arme, con la loro amicizia temprata da anni e anni di battaglie si strinsero le mani come se fosse l’ultima volta che si vedevano, Ikki strinse la mano ad Andromeda e scherzosamente gli disse

"Bada a te stesso, io devo rimanere qui!".

Andromeda scherzosamente gli diede un pugnetto sul braccio: "Fratello vedrai che ce la sapremo cavare benissimo anche senza di voi!!".

I 4 Cavalieri di Bronzo salutarono Ikki e si diressero verso le stanze di Athena, pronti ad andare verso l’olimpo, verso il rischio e l’ignoto.

Intanto Hypnos e Thanatos si erano scelti una posizione di pattugliamento centrale, lungo le scalinate delle dodici case, agendo come forza di supporto a seconda della direzione dell’attacco.

Shion e Rhadamantis decisero le coppie: Milo sarebbe stato con Camus, e Aldebaran con Deathmask. Queste due coppie si sarebbero occupate della sorveglianza del lato a nord del grande tempio, mentre Shura e Minos avrebbero aiutato Mur a assorbire il primo impatto dell’attacco, Kanon era a custodire la seconda casa invece di Aldebaran assieme a Sorrento, mentre Shion sarebbe rimasto alla tredicesima casa assieme alle due divinità e a Pandora.

Nella Tredicesima casa, Hades ordinò a Pandora che doveva prepararsi a suonare se fosse iniziata un’invasione di massa con elementi numericamente superiori. Shion guardò Hades in modo abbastanza interrogativo, non stava capendo le motivazioni di quello strano ordine di Hades.

Quando Pandora sistemò l’arpa Hades disse: "Ottimo adesso la barriera potrà iniziare!".

Shion sentì il discorso di Hades e chiese: "La Barriera?".

Hades fece un sorrisetto e iniziò a spiegare: "Per poter formare la barriera c’è bisogno della mia divina volontà e l’arpa che Pandora suona aiuta a dispiegare l’energia della mia volontà tutto attorno al luogo in cui Pandora suona,".

Shion annuì e si stupì molto dell’importanza strategica di Pandora o comunque di una ragazza nello schema di Hades.

Nel frattempo telepaticamente Ares diede un ordine preciso a Strife, di far ritirare tutti i Berserker semplici che avrebbe inviato accanto a lui alcuni dei suoi figli con il compito preciso di distruggere e uccidere quanti più cavalieri possibile, Strife non era molto entusiasta di quella notizia perché era in pessimi rapporti con tutti i figli di Ares. A malincuore diede l’ordine:

"RITIRATEVI IMMEDIATAMENTE E TORNATE DAL NOSTRO SIGNORE ARES!!".

Tutti i Berserker si ritirarono e tramite un portale aperto dalla forza di Ares tornarono da lui, dopo che anche l’ultimo Berserker uscì da quel portale entrarono vestiti con delle corazze simili ma non identiche tre figli di Ares.

Cicno, Enomao ed Euritione, Strife li guardò e gli disse: "Abbiamo da distruggere il grande tempio e da assassinare i cavalieri rimanenti!!!".

Da tutti ci furono delle affermazioni di assenso, volevano dimostrare al loro padre che sarebbero stati dei degni figli di Ares, si diressero verso il grande tempio, dividendosi in due squadre.

Da una parte Cicno ed Enomao avrebbero dovuto assicurare una costante pressione ai cavalieri che difendevano le prime case mentre Strife e Euritione sarebbero arrivati alle spalle del grande sacerdote e dei vari cavalieri disarticolando il loro schieramento.

Minos, assieme ad Shura e a Mur raggiunsero la prima casa, Kiki, che era rimasto lontano a causa della morte di suo fratello, all’improvviso comparve e fu spaventato dalla presenza di Minos ma Mur lo calmò:

"Tranquillo Kiki per ora siamo alleati!". Kiki abbracciò immediatamente Mur, ma quel momento fu interrotto da Minos

"Mandalo via, servono cavalieri determinati e senza distrazioni!!".

Mur ebbe uno scatto d’ira e si girò rabbioso verso Minos, ma dovette concordare con lui, e mormorò appena: "Kiki vai alla tredicesima casa e rimani lì!".

Kiki guardò Mur con un broncio sul volto ma obbedì e scomparve diretto alla tredicesima casa. All’improvviso un cosmo potentissimo iniziò a manifestarsi all’ingresso della prima casa, i tre cavalieri erano abbastanza sconcertati dal fatto che quel cosmo sembrava manifestarsi dappertutto, Mur disse con tono allarmato: "Non può tenere in piedi questo teatrino ancora per molto, dovrà scoprirsi prima o poi, rimanete dietro al Crystal Wall!!".

All’improvviso si udì un fruscio nell’oscurità e Shura si fece avanti cercando di sfruttare la sua velocità per sorprendere l’avversario, non trovò nulla e ebbe un attimo di esitazione, quell’attimo di esitazione gli fu fatale, perché nella notte una voce disse semplicemente: "Scarnificazione!!!!!", E il corpo di Shura fu avvolto da una nube acida che ne sciolse solo la pelle.

Le Urla di Shura riecheggiarono in tutto il grande tempio, Mur si fece avanti per cercare di salvarlo ma Minos lo fermò: "Non puoi fare nulla! Ma se vuoi lascia che ci provi io!!".

Minos creò i suoi fili cercando di recuperare qualcosa di Shura ma venivano sistematicamente tagliati, le urla di Shura ormai erano del tutto finite e si persero in un piccolo gorgoglio degli ultimi residui di pelle che si scioglieva.

Mur e Minos stavano cercando di localizzare i misteriosi nemici che sembravano essere dappertutto, il giudice infernale si guardava intorno e il puzzo della decomposizione di Shura stava iniziando a essere nocivo per i loro occhi e per il loro odorato.

Minos mosse un braccio e una scarica di vento disperse le nube acida, lo spettacolo che si mostrò agli occhi dei due alleati era raccapricciante, l’armatura d’oro era crollata sullo scheletro di Shura, danneggiandolo , la pelle si era sciolta e aveva formato una pozzanghera attorno all’armatura, Minos mantenne la calma e fermò Mur che si stava lanciando all’attacco dei misteriosi avversari.

Il giudice si rivolse verso Mur in tono sprezzante dandogli una violenta manata al petto: "Se vuoi fare la stessa fine del tuo compagno vai pure!!!!!".

Mur dopo quelle parole dure di Minos si calmò, voleva vendicare il suo compagno d’armi, ma la rabbia non avrebbe portato a nulla, deglutì e si rimise alla ricerca dei suoi avversari assieme a Minos.

All’improvviso due risate risuonarono da davanti a loro ed emersero dall’oscurità due figure, Minos e Mur non le conoscevano ma il loro cosmo era molto ampio, era ai Livelli del giudice , ed era superiore a quello di Mur.

Minos e Mur si prepararono alla battaglia, non sarebbe stata facile e che avrebbero corso seri rischi, dalla penombra due figure alte e piuttosto imponenti, di cui una su di un carro.

Mur chiese con tono autoritario: "Chi siete? Chi è che osa invadere il grande tempio di Atena?".

Cicno disse: "HIHIHIHI due semplici mortali, sappiate che state parlando con due figli del divino Ares!!! CICNO e Enomao!!! Che pasteggeranno con le vostre ossa!!".

Minos non parlò semplicemente fece parlare i suoi fili che da sottoterra attaccarono Cicno ed Enomao, facendoli indietreggiare di qualche passo.

Enomao disse: "Se volete aver salva la vita o mortali lasciate passare i figli del divino Ares!!".

Mur controbattè : "La mia Dea ha detto che non siete i benvenuti!!!".

Minos aggiunse: "Nemmeno Hades ha accennato che possa farvi passare!!".

Cicno: "Allora farete la stessa fine del vostro amico!!!".

Si misero tutti e quattro in posizione di lotta, stando attenti ognuno ai movimenti del proprio compagno.

Nel frattempo Athena e i quattro cavalieri erano giunti sulla collina delle stelle, la dea concentrò il suo cosmo, il quale avvolse i cavalieri di Bronzo e iniziarono a sollevarsi e dirigersi verso l’olimpo.

Intanto Milo e Camus stavano sorvegliando la porzione di Nord Ovest del grande tempio, Milo percepì lo scontro che si stava approssimando e la morte di Shura, una lacrima gli corse sulle guance:

"Shura!!".

Camus gli mise una mano sulla spalla: "Spiace anche a me, ma non possiamo lasciarci distrarre da sentimenti apposta, non abbiamo il tempo, il nostro compito è sorvegliare questo settore e da questo dipende la vita dei nostri compagni!!".

Milo ricacciò una lacrima dentro e continuò ad avanzare e a cercare di percepire cosmi ostili, quella situazione di tensione lo rendeva teso, al contrario di Camus che non perdeva mai la sua freddezza, fecero alcuni passi quando una enorme scossa di terremoto sembrò aprire in due il terreno.

Milo e Camus sembrarono essere agevolmente in grado di schivare il colpo dato dal loro misterioso avversario, e fecero una rapida valutazione della situazione tattica.

La situazione tattica vedeva i due cavalieri d’oro svantaggiati in quanto i loro colpi si basavano sulla stabilità del terreno, soprattutto nel caso di Milo, e quindi erano in situazione tattica svantaggiosa.

Asher si stava riposando all’interno della tredicesima casa, le ferite che aveva riportato contro Ificlo erano molto gravi, si svegliò all’improvviso ma aveva le gambe fasciate ampiamente che gli impedivano qualunque movimento.

Cancer e Aldebaran stavano sorvegliando lo spiazzo a Nord Ovest della tredicesima casa, Aldebaran appena percepì il problema volle correre in soccorso, ma Deathmask disse ironicamente: "NON FARE LO STUPIDO!!!ci sono anche altri cavalieri!!!".

Il cavaliere del cancro, appena terminò quella frase venne investito da un colpo devastante che lo fece sbattere a terra diverse volte, dopo aver creato una serie di ferite sulle mani e sui piedi di Deathmask. Il cavaliere della Quarta casa si rialzò in piedi e cercò di capire da che direzione era arrivato l'attacco, Aldebaran vide la direzione dell'attacco e scagliò un Bull Run nei confronti del punto dal quale era provenuto l'attacco.

Si sentì solo una risatina folle: "HIHIHHI MANCATO IL BERSAGLIO MIO CARO!!!". All'improvviso una enorme sfera di energia colpì il massiccio custode della seconda casa, facendolo volare di qualche metro indietro.

Il Misterioso Avversario fece qualche passo avanti rivelando la sua figura, era piuttosto alto, con la faccia segnata da diverse cicatrici, la sua armatura era simile al colore del rame con diverse striscie nere i capelli erano cortissimi, praticamente rasati lo sguardo era acquoso ed incostante.

"Lasciate passare Strife, figlio di Ares oppure morite!!".

Aldebaran urlò in tono iracondo: "Battiti con noi!!!".

Deathmask disse: "MMM proposta interessante ma dico di no, mi piace confrontarmi con avversari sempre più rompiscatole!!!!!Accidenti che male alla mano!!".

Agitò la mano destra che sembrava come ustionata, e si stava preparando per gli strati di spirito, guardò Aldebaran, sperava che il cavaliere del Toro capisse la sua strategia.

Aldebaran rispose con un cenno di assenso e si rivolse a Strife: "Sei pronto a fronteggiare due cavalieri di Athena?".

Strife rise di nuovo: "HIHIHI che bello sarà insegnare a semplici mortali a stare al loro posto!!".

Deathmask era ai limiti della crisi isterica, iniziò a sbuffare, e smise di agitare la mano destra, si stava preparando ad attaccare, Aldebaran si augurò che riuscisse a mantenere la calma altrimenti sarebbero andati incontro a una sicura sconfitta.

All'interno del grande Tempio l'agitazione regnava sovrana, Aiacos scese per dare manforte ai tre, ma venne fermato da Kanon e Syria alla seconda casa.

Kanon: "Non avanzare!! Minos e Mur fungono da prima linea noi saremo una seconda linea!!".

Aiacos si appoggiò allo stipite e disse: "Obbedisco, anche se credo che il vostro cavaliere verrà spazzato via in pochi istanti!".

Kanon e Sorrento trattennero la propria reazione a una così malcelata sfiducia in Mur, Sorrento non gli rispose nemmeno mentre Kanon si limitò a un laconico "Vedremo!!".

Ioria e Aiolos erano assieme a Shion e volevano andare a dare manforte alle due coppie di cavalieri a nord.

Ioria, visti i tentennamenti di suo fratello e di Shion sbottò: "NON HO VOGLIA DI RIMANERE QUI AD ASPETTARE LE MORTI!!!". Io andrò ad Aiutare Aldebaran anche se significa aiutare quell’animaccia insopportabile di Deathmask!!".

Aiolos era dubbioso, mandare altri due cavalieri voleva dire assottigliare le difese del grande tempio, anche se centralmente c’erano anche due dei nelle difese del grande Tempio.

A rompere i suoi indugi ci pensò Saga di Gemini che si fece avanti.

"Ioria, ci pensiamo noi a sorvegliare la parte nord del grande tempio e a intervenire a sostegno dei nostri compagni, ma solo se sarà strettamente necessario!!".

Ioria strinse i denti e acconsentì, non gli garbava troppo l’idea di lasciare i suoi compagni a rischio ma capiva che era l’unica soluzione logica e, intimidito anche dallo sguardo di Saga annuì:"D’accordo!".

I due cavalieri si diressero verso le due colline , pronti a dare un rapido soccorso ai loro compagni qual’ora fosse stato necessario.

Camus e Milo nel frattempo stavano continuamente balzando in aria nel tentativo di sfuggire alle migliaia di scosse che il loro misterioso avversario continuava ad inviargli contro, Camus guardò negli occhi Milo e capì cosa doveva fare per riportare la situazione in parità tattica.

All’improvviso Camus Lanciò una "Polvere di Diamanti" ad ampio raggio, nella direzione dalla quale provenivano le scosse telluriche, dopo qualche secondo le scosse cessarono e si sentirono degli insulti diretti verso i due sacri guerrieri.

Milo disse in tono ironico: "Vuole farci l’onore di mostrarci la sua maledettissima faccia?".

Le Piante vennero abbassate da delle zampe Equine e un Centauro armato di una freccia si fece avanti.

"Sacri guerrieri, cedete il passo a chi di voi è superiore!! Lasciate il passo a Euritione!!".

Camus non replicò ma lanciò un piccolo globo che gelò il terreno di fronte al Centauro.

Milo: "Se vuoi passare devi rispedirci nel regno dei Morti!!!".

Euritione: "La tua proposta è accettata sacro Guerriero!!".

Alla prima casa nessuno si era ancora mosso, i guerrieri che si stavano confrontando aspettavano l’occasione propizia. Minos e Mur si scambiavano frequenti occhiate, come per cercare l’affiatamento che non c’era, i loro avversari invece sembravano ignorarsi e fissavano i loro avversari cercandone i punti deboli.

Quella situazione di stallo fu interrotta da Cicno che utilizzò una sorta di globo di energia contro Minos il quale ne approfittò per deviarla contro il guerriero su di un carro, ci fu una grande esplosione ma il carro non venne danneggiato.

Enomao: "HIHIHI cosa pensate di fare? Questo è un dono di mio padre!! Un Carro divino da guerra!!".

Mur era preoccupato, già lo scontro era a loro svantaggio, il particolare del carro divino non faceva altro che renderlo ancora più preoccupante,

All’improvviso Cicno concentrò il suo cosmo, che venne percepito da Mur e Minos come una catasta di ossa e iniziò a lanciare delle scariche di energia contro Mur mentre Enomao partì alla carica contro Minos.

Minos spiegò le ali della sua surplice e si alzò in volo, evitando la carica del carro di Enomao. Osservò la disposizione del carro e fece una rapida valutazione delle sue difese.

A interrompere quei pensieri Enomao lanciò alcune scariche di energia che Minos deviò agevolmente con il Cosmic Marionation, ma il giudice comprese al volo che non poteva rimanere così in eterno e volle verificare una sua teoria.

Mur nel frattempo, sottoposto alla notevole pressione dei getti di energia di Cicno si rifugiava dietro il Cristal Wall.

Cicno: "Perché non riesco a colpirti?".

Mur : "La mia difesa impedisce a te di colpirmi!! Il Cristal Wall!!".

Cicno non diede ascolto al cavaliere d’Ariete e aumentò la pressione dei suoi getti di energia sul Cristal Wall.

Minos quando atterrò venne travolto dal carro di Enomao e si disse che non era l’avversario più adatto per lui, sebbene i cosmi fossero similari. Guardò Mur e comprese che anche lui era in grave difficoltà e decise in qualche modo di scambiare il suo avversario con lui.

Il giudice non sapeva come far capire a Mur la sua proposta di scambiare gli avversari, all’improvviso ebbe un’idea, si alzò in volo e si diresse alle spalle di Cicno lanciando alcuni fili proprio per distrarre il figlio di Ares.

Cicno era stupefatto, non capiva il perché del cambiamento di avversario, e si concentrò contro Minos assieme a Enomao, il giudice non poteva difendersi da due attacchi combinati e si abbassò.

Il Cavaliere a bordo del suo carro si diresse a folle velocità contro Mur.

In quel momento Mur ebbe ben chiaro cosa volesse Minos, vide il carro divino di Ares marciare a velocità elevatissima verso di lui con il cavaliere che urlava."MUORIIIIII!!!".

All’ultimo secondo Mur scomparve ed Enomao si vide trattenuto per le braccia e spinto giù dal carro da Mur.

Mur: "Combatti come gli altri!! Figlio di dei!!!".

Ed Enomao si sentì tirato giù di peso dal suo carro che proseguì impazzito all’interno della prima casa.

Minos intanto stava deviando agevolmente con il Cosmic Marionation le piccole scariche energetiche che Cicno gli stava inviando contro senza particolari affanni, il giudice con la coda dell'occhio notò Mur che tirava giù dal carro divino e si tranquillizzò, il suo improvvisato compagno si era calato nel combattimento molto bene nonostante la sua indole pacifica.

Si concentrò sul suo avversario, sapeva di essere cosmicamente superiore, anche se non di molto ma doveva stare attento. Non si avvicinò minimamente al suo avversario, anzi ne rimase ben lontano, Cicno infatti appena provò a strisciare avvicinandosi a Minos e battè la mano sul terreno.

L'altezzoso giudice infernale all'iniziò non ci prestò attenzione ma quando vicino ai suoi piedi le pietre si incrinarono a forma circolare ebbe una sensazione e spiegò le ali iniziando a sollevarsi dal terreno e da quando dal terreno si sollevò una nube acida si levò in volo ad alta velocità.

Cicno rise: "Non puoi sfuggire al tuo destino, anche le tue ossa avrò giudice degli inferi!!".

La Nube Acida si stava approssimando verso Minos e lo stava circondando, Minos si concentrò creando una sfera di cosmo e facendola esplodere, disperdendo la nube.

Nel frattempo Enomao senza il suo carro stava continuando a pressare Mur con delle sfere di energia ad alto potenziale, costringendo Mur a rimanere sulla difensiva, le sfere continuavano a pressare il suo cristal Wall facendolo vacillare.

Enomao: "Prima o poi cederà la tua difesa e tu morirai!!!".

Mur stava tenendo la difesa ma all'improvviso si teletrasportò all'indietro, e si mise in posizione per caricare la Starlight Exctinction. La potentissima sfera di energia scagliò fuori dalla prima casa Enomao, scaraventandolo a diversi metri di distanza. Mur pensò: "Da questa parte delle case nessuno passerà, mio maestro non correrà pericoli!!".

Guardò Minos che era in piedi di fronte al suo avversario, a giudicare da quello che vedeva era un combattente molto accorto e prudente, sebbene un pò superbo a giudicare dai suoi movimenti.

Si voltò di nuovo verso Enomao, il cosmo del figlio di Ares non era spento, anche se indebolito ed era ancora pericoloso, infatti dopo pochi istanti si rialzò immediatamente, schiumando rabbia e nervosismo, con un rivolo di sangue che gli colava dalla bocca, l’armatura parzialmente danneggiata, continuava a ripetere in modo ossessivo: "COME HAI OSATO!!!".

Mur non emise fiato, sapeva che una rabbia del genere rendeva i movimenti e le reazioni dell'avversario estremamente imprevedibili e si rifugiò prudenzialmente dietro il suo Cristal Wall, voleva vedere come il suo avversario avrebbe reagito.

All'improvviso Enomao iniziò a tirare delle sfere di energia come un ossesso, urlando: "TI FARO' PAGARE QUESTO SACRILEGIO!!!!".

Poco distante Cicno e Minos erano in situazione di stallo, ogni attacco che lanciavano, ogni scarica veniva sistematicamente respinta dall'altro. Però i loro volti non potevano essere più diversi. Minos conservava la sua proverbiale freddezza mentre Cicno mostrava evidenti segni di impazienza, dovuti al fatto che quell'umano non gli cedeva il passo come dovevano fare tutti gli umani di fronte agli dei.

All'improvviso la tensione sul volto di Cicno si trasformò in una fragorosa risata, Minos non fece una piega, Cicno nel suo delirio continuò: "Sei pronto a dare il bentornato al tuo amichetto?".

Cicno mosse la mano e una fortissima luminescenza comparve dal luogo dove era morto Shura, l'armatura del Capricorno se ne stava andando e stava tornando alla decima casa, dopo qualche istante lo scheletro di Shura era in piedi avvolto da una luce rossastra.

Cicno disse candidamente: "Avanti mio pupazzetto ATTACCA!!!".

Lo scheletro di Shura si fece avanti agli ordini di Cicno e provò ad attaccare Minos che con un semplice getto di energia lo polverizzò.

Minos: "Quel cavaliere, come il mio compagno d'arme, è solo un mio alleato momentaneo, se dovessi ucciderlo per raggiungere lo scopo del mio signore Hades non esiterei a sgozzarlo in questo momento!!!".

Cicno: "Complimenti, meriti la mia mossa finale!!! sei pronto?".

Minos mosse la mano: "Fa pure!!!".

Cicno si inginocchiò e si preparò alla sua manovra finale facendo dei gesti complicati con le mani.

Minos era a braccia conserte ad aspettare con calma, conscio della sua superiorità.

Mur nel frattempo era sulla difensiva a ricevere i terribili colpi di Enomao riparato dal Cristal Wall.

Se la battaglia alla prima casa si svolgeva su binari di un certo equilibrio altrettanto non si poteva dire dello scontro che vedeva coinvolti Deathmask e Aldebaran. L’affiatamento pari a zero di questi due Gold Saint permetteva a Strife di massacrarli separatamente.

Il problema maggiore che impediva ai due Gold Saint di elaborare una strategia era che Deathmask era nello stato di Berseranger e non era in grado di ascoltare le parole di Aldebaran e continuava ad attaccare senza criterio.

Dopo l’ennesimo affondo fallito di Deathmask dove l’aggressivo cavaliere del Cancro venne scagliato addosso ad Aldebaran, il cavaliere del Toro diede un violento schiaffo a Deathmask.

Aldebaran: "Ti calmi un secondo!!!!!!! O vuoi farci ammazzare?".

Lo sguardo di Angelo cambiò immediatamente, si rialzò velocemente in piedi e si mise a fianco di Aldebaran a fronteggiare l’avversario.

Strife non era affatto intimorito, era un combattente puro, situazioni di inferiorità numerica le aveva affrontate senza alcun problema.

All’improvviso scattò con un affondo infuocato in direzione dei due Cavalieri di Atena, che riuscirono a schivare per poco l’attacco.

Deathmask disse con un tono quasi rassegnato: "Che ne dici collaboriamo?".

Aldebaran non disse nulla e allora Deathmask si preparò a lanciare gli strati di spirito per portare l’anima di Strife nella Bocca di Ade e permettere ad Aldebaran di mettere a segno qualche colpo.

Nel frattempo Athena era in viaggio verso l’Olimpo, ed entrò in un turbine di nubi nere, la tensione nei quattro cavalieri era palpabile, all’improvviso un fulmine nero colpì la sfera dove c’erano i quattro cavalieri, facendo scomparire sia i quattro amici che Athena.