Ottavo Episodio - Il primo Epilogo -

"Fermi!" Setanta urlò con una voce tanto imponente da bloccare Ceridewna. Cooney rimase come confuso e poco dopo ritrasse le Edere quando vide che il pericolo era cessato.

"Non so che pensare di te Cooney. Questo era un test per conoscere chi eri. Mai mi era capitato di sentire che un Ogham Lord abbia alzato le proprie mani su un suo pari! Nessuno aveva mai accettato di combattere senza avanzare almeno un’obbiezione. Ma del resto voi due vi conoscete da poco, gli altri si sono addestrati tutti nello stesso luogo, anche se con maestri diversi. Ma il tuo desiderio di uccidere a qualunque costo non era certo piacevole. Hai usato il veleno in modo che il tuo avversario morisse anche se ti avesse vinto. Non è un comportamento nobile. Ma del resto quelle sono le tue armi! Ceridewna, va pure, ho cose importanti da dire al nostro nuovo amico."

La parola finale suonò molto forzata.

La Guerriera si soffermò su Cooney con sguardo d’odio, poi si addolcì e si girò verso il suo signore, chinò il capo, si voltò e uscì! Erano rimasti soli.

"Cooney, sai che avresti perso vero?"

Setanta lo osservò per capire la sua reazione.

"Non poteva battere la mia Edera con semplici calci e pugni."

L’Ogham era certo di quello che diceva.

"Stolto, lei non stava lanciando semplici calci e pugni. Lei ha usato ben tre dei suoi colpi migliori. Lei è in grado di focalizzare e ampliare la sua mente. Rendersi più veloce, ricettiva e anche micidiale. L’ultima dichiarazione, L’esperienza millenaria, il colpo mortale. Lei sarebbe stata avvelenata e tu morto! Avrei perso due guerrieri in un colpo solo. Nono sottovalutare mai il tuo avversario, mi raccomando!"

Setanta aveva addolcito lo sguardo.

"Lo terrò a mente, grazie del consiglio, spero di non essermi giocato il suo rispetto per le mie azioni. Il mio intento era solo quello di eseguire i suoi ordini."

Cooney stava cercando di riguadagnare punti.

"Non temere. Non lo hai perso. Ma ora so chi sei e non ti ordinerò più di uccidere così a cuor leggero. Puoi andare, raggiungi la tua stanza e rimanici per un giorno intero. Devi entrare in sintonia con questi luoghi e quello è l’unico modo!

"Bene signore, Eseguo!"

Si voltò e uscì.

Il volto di Setanta si increspò per la prima volta da quando aveva perso il suo maestro. Era scosso da ciò che aveva visto e non era certo che l’avvento di quell’uomo fosse una cosa di cui ringraziare Lugh!

Prima stanza di Beth, tre giorni dopo

"Ceridewna, come stai? Mi sembri preoccupata."

Un uomo era appena entrato con naturalezza nella prima stanza.

"Edener, non so che dirti sono davvero scioccata dal nuovo venuto. Temo che possa essere presagio di sventura."

Cerdewna lo prese per le mani e le strinse.

Edener era davanti a lei. Il suo volto impenetrabile stava cercando di capire come mai una donna così forte fosse sconvolta da un alleato. I suoi occhi profondi la scrutarono, mentre le pallide mani si scostavano da quelle di lei per sistemare i corvini capelli non molto lunghi.

"Raccontami tutto e ti aiuterò a valutare la questione."

Edener si mise in ascolto.

Dopo che Cridewna ebbe finito il suo resoonto, l’Ogham si mise a pensare. Le mani giunte che toccavano il naso e la testa leggermente inclinata. Era il suo modo di concentrarsi.

"Capisco i tuoi timori, ma devo andare a parlare con Setanta di quello che il mio maestro mi ha riferito in Galles. Stai tranquilla tutto si sistemerà. Lui è qui?"

La domanda era venata di curiosità.

"No, non c’è. Setanta vuole che conosca questi luoghi come casa sua!"

"Capisco!"

Dopo un saluto appena accennato, Edener se ne andò.

Edener non guardò e non parlò con nessun altro, eccettuati i saluti. Doveva raggiungere Setanta per dirgli che il suo maestro aveva avvertito presagi nefasti nei moti del sole. Non era certo fossero legati ai dubbi di Ceridewna, ma adesso come mai doveva in qualche modo muoversi veloce verso il suo signore.