ALMAN DI THULE

(MITSUMASA KIDO)

ETA': Sconosciuta, 70 anni circa al momento della morte.

ALTEZZA: 1.70 M circa.

PESO: 90 Kg circa.

OCCHI: Castani.

CAPELLI: Grigio / bianchi.

DATA DI NASCITA: Sconosciuta.

LUOGO DI NASCITA: Sconosciuto, probabilmente Nuova Luxor.

GRUPPO SANGUIGNO: Sconosciuto.

SEGNI PARTICOLARI: Porta una lunga barba bianca.

PARENTI CONOSCIUTI: Isabel (figlia adottiva).

COSTELLAZIONE / SIMBOLO: /

ARMATURA / ARMI: /

STIRPE: /

PRIMA APPARIZIONE: Episodio 7, "Il furto della sacra armatura" (anime), Saint Seiya N 6, 3 capitolo (manga edizione Star Comics).

EPISODI (SAGA):.7, 9, 16, 25, 28, 38, 42, 63 (saga del Grande Tempio).

NUMERI DEL MANGA:.N 6, 7.

COLPI SEGRETI / POTERI: Alman non è un cavaliere e quindi non ha nessun potere speciale. E' tuttavia un uomo molto colto, saggio e previdente, che ha saputo raccogliere informazioni sull'esistenza dei cavalieri, scoprire svariati luoghi di addestramento e riunire un buon numero di orfani. Per di più, ha concepito la creazione dei cavalieri di acciaio ed ha contribuito alla costruzione delle loro armature. Grazie alle sue enormi risorse finanziarie, Alman ha creato, o almeno allargato, la fondazione Thule, con filiali in tutto il mondo. Dal punto di vista fisico, Alman è un comune essere umano sulla settantina leggermente in sovrappeso.

STORIA: Verosimilmente figlio di una famiglia ricca o comunque agiata, certamente di nobili origini e forse di origini Europee, il duca Alman nacque probabilmente a Nuova Luxor, città dove trascorse buona parte della sua vita. Crescendo, si dedicò agli studi e, pur concentrandosi principalmente sull'economia, sviluppò negli anni una forte passione nei confronti della storia classica e dell'astronomia. La sua passione per la storia lo portò col tempo a dedicarsi anche all'antica mitologia greca e romana, sulla quale acquistò e lesse numerosi libri. Al tempo stesso, con oculati investimenti creò, nel corso degli anni, un vero e proprio impero economico, al quale diede il nome di "Fondazione Thule" (o "Toole"). La Fondazione, i cui interessi includevano campi diversi come il commercio del petrolio e le ricerche in elettronica, divenne col tempo quasi una potenza mondiale, e rese Alman uno degli uomini più ricchi del pianeta. Inoltre, l'uomo ebbe la saggezza di non limitarsi solo al mercato orientale, ed aprì filiali in America, Europa e persino nei lontani Caraibi.

Per motivi di lavoro, Alman conobbe altri importanti industriali e commercianti del mondo, tra cui il greco Kedives, titolare della più grande impresa di trasporti navali del pianeta. Troppo impegnati dal loro lavoro, Alman e Kedives non riuscirono mai a costruire una vera amicizia, ma comunque collaborarono spesso negli affari. Costruire un tale impero economico ovviamente impiegò anni, durante i quali Alman dovette dedicarsi principalmente alla guida della Fondazione. Nonostante tutto però non perse di vista le sue due passioni, la mitologia e l'astronomia. Per seguire al meglio la seconda, fece costruire un piccolo planetario privato accanto alla sua residenza, un'enorme villa al centro di Nuova Luxor. Il Planetario, oltre ad essere dotato di un telescopio, riproduceva esattamente le 88 costellazioni dei due cieli sulla sua volta.

L'essere così impegnato a guidare la fondazione ebbe comunque il suo prezzo, troppo preso dagli affari, Alman non ebbe mai il tempo di crearsi una famiglia e non si sposò mai. Non strinse neppure forti amicizie, sebbene stimasse profondamente alcuni dei suoi dipendenti, tra cui il giovane professor Righel, al quale affidò la direzione di un importante centro di ricerche. La sua persona più fidata era comunque il maggiordomo capo Mylock, che, pur essendo al suo servizio solo da pochi anni, gli era profondamente fedele. Col tempo comunque Alman decise di affidare maggiormente la guida della Fondazione ad alcuni dirigenti, in modo da potersi ritagliare del tempo libero per coltivare le sue passioni. Volendo vedere di persona la Grecia su cui aveva letto tanto, Alman, oramai sulla sessantina, decise di fare un viaggio ad Atene, ignaro che questo avrebbe cambiato per sempre la sua vita.

Giunto nella città Greca, Alman iniziò a visitarne i luoghi storicamente più importanti. Un giorno, durante una visita tra le rovine del Partenone, sentì il vagito di un neonato e, incuriosito, lo seguì per trovarne la fonte. Così facendo si trovò di fronte ad un ragazzo, gravemente ferito e sanguinante, che portava in braccio una bambina in fasce ed aveva accanto un massiccio scrigno d'oro. Alman corse subito a soccorrere l'uomo, il quale gli disse di chiamarsi Micene. Micene, consapevole che per lui oramai non c'era più nulla da fare, porse ad Alman la bambina e gli chiese di proteggerla dicendo che quella neonata in realtà è l'incarnazione di Atena, Dea della giustizia che rinasce sulla Terra ogni volta che il male rischia di prendere il sopravvento. Micene continuò spiegando di essere uno dei guerrieri fedeli alla Dea, un cavaliere di Atena, ed avvisò che tutti i suoi compagni erano stati plagiati da un uomo mascherato, che aveva poi tentato di uccidere la bimba. Solo a costo della sua vita Micene era riuscito a salvarla, ma ora era necessario che venissero addestrati altri cavalieri che potessero combattere al fianco di Atena, o la Dea non sarebbe riuscita a far trionfare la giustizia.Micene disse anche che all'interno dello scrigno d'oro c'era la sacra armatura del Sagittario, che sarebbe dovuta andare al più valoroso tra i cavalieri, poi si spense tra le braccia dello sbalordito Alman. L'uomo non aveva mai sentito parlare dei cavalieri, nè tantomeno sapeva che gli Dei esistessero realmente, ma le parole di Micene lo convinsero che il suo viaggio in Grecia e quell'incontro fossero segni del destino. Alman comprese quindi che avrebbe dovuto usare le sue grandi ricchezze ed i suoi mezzi per proteggere Atena e creare una nuova schiera di cavalieri che lottassero al suo fianco. Accettato questo destino, Alman nascose il cadavere di Micene in modo che nessuno potesse trovarlo, poi ripartì insieme allo scrigno d'oro, alla bimba, cui diede il nome Isabel, e ad un altro oggetto che aveva trovato sul corpo di Micene: una piccola statua d'oro rappresentante l'emblema di Nike, Dea della vittoria.

Tornato a Nuova Luxor, Alman decise di non rivelare a nessuno quanto era accaduto e raccontò di aver semplicemente adottato quella bambina, che d'ora in avanti sarebbe stata considerata da tutti come sua nipote. Contemporaneamente, iniziò a fare ricerche approfondite sui cavalieri di Atena, e scoprì così l'esistenza di altre 87 armature e la loro suddivisione in tre classi, cavalieri d'oro, d'argento e di bronzo. Con i suoi potenti mezzi, Alman individuò alcuni luoghi sulla terra dove erano conservate delle armature di bronzo ed era possibile addestrare cavalieri. Non del tutto soddisfatto però, decise di preparare anche un piano alternativo, nel caso Atena ed i suoi cavalieri avessero un giorno bisogno di ulteriore aiuto. Avendo letto che non era possibile costruire delle armature da cavalieri con mezzi normali, Alman decise di farne costruire tre speciali meccaniche, e, dopo averle progettate lui stesso, affidò il compito al fidato professor Righel. All'inizio Alman fu reticente e non gli diede molti dettagli riguardo lo scopo di quel progetto, ma in seguito, vedendo la dedizione che Righel stava mettendo in quel difficile compito, gli rivelò tutta la storia. In quegli stessi giorni, l'emblema di Nike cambiò magicamente forma e ne prese una molto più stilizzata. Approfittando del cambiamento, Alman lo fissò in cima ad una staffa, ripromettendosi un giorno di affidarla ad Isabel.

Nei 5 anni successivi, Alman fece individuare un buon numero di bambini di Nuova Luxor orfani che potessero essere in futuro inviati nelle varie località di addestramento per diventare cavalieri. Molti di loro vennero riuniti in un orfanotrofio vicino al mare, chiamato collegio St. Charles. Intanto, Isabel crebbe, ed Alman preferì non dirle il modo in cui l'aveva trovata e le fece credere di essere il suo nonno naturale. L'uomo volle profondamente bene alla bambina, che ricambiava il suo affetto, ma, impegnato dal lavoro e dalle ricerche sui cavalieri, non aveva molto tempo da passare con lei. Forse in conseguenza di ciò Isabel, che nonostante la giovanissima età aveva già il permesso di dare ordini ai domestici, crebbe abbastanza viziata. In alcune occasioni tuttavia i due riuscivano a passare del tempo insieme, ed Alman la portava spesso nel planetario per insegnarle a distinguere ed a riconoscere le 88 costellazioni o per raccontarle la storia di ciascuna secondo la mitologia. Buona parte del tempo di Alman era speso insieme al professor Righel nei tentativi, finora fallimentari, di costruire le armature d'acciaio. Realizzando che Isabel non era ancora abbastanza matura per scoprire la verità, Alman chiese a Righel di mantenere il segreto anche con lei e di aspettare che avesse raccolto al suo fianco altri cavalieri prima di rivelare i Cavalieri di Acciaio.

Passato un altro anno, Alman decise che i bambini destinati a diventare cavalieri erano cresciuti abbastanza e decise di passare all'azione. Usando anche la forza laddove necessario, li fece portare nella sua villa, accanto alla quale aveva fatto costruire una palestra molto attrezzata, dotata persino di una piscina coperta. L'obiettivo di Alman era preparare fisicamente i ragazzi in modo che avessero più possibilità di superare l'addestramento e diventare cavalieri. La maggior parte dei bambini accettò senza troppa resistenza gli ordini di Alman, in parte perché non avevano scelte ed in parte grati per l'avere un vero tetto sotto cui dormire, ma uno di loro, di nome Pegasus, si oppose con durezza. Per nulla disposto a cedere, Alman fece rapire la sorella maggiore del bambino, Patricia, e disse che l'avrebbe liberata solo quando Pegasus sarebbe tornato dall'addestramento come cavaliere. Non avendo altra scelta, Pegasus accettò, ed iniziò ad allenarsi in palestra con gli altri bambini.

Oramai vicino alla settantina, Alman iniziava a sentire il peso degli anni ed a temere di non arrivare fino al compimento della sua missione. Per questo motivo, una sera convocò Mylock nel suo studio e gli raccontò la storia di Micene ed Isabel, accennando anche ai misteriosi poteri dell'icona posta in cima allo scettro destinato alla bambina. Alman raccomandò a Mylock di tenere il segreto finché i cavalieri non fossero stati raccolti attorno ad Isabel, ed al tempo stesso gli chiese di supervisionare gli allenamenti dei bambini. Affidato il comando a Mylock, Alman potè passare più tempo lontano da casa e seguire più da vicino altri progetti, tra cui quello dei cavalieri d'acciaio, che ancora non dava frutti. In una delle sue brevi visite a casa però, l'uomo si accorse con rammarico del modo crudele con cui Isabel trattava i futuri cavalieri e, pur senza punirla, le fece notare il dolore che arrecava. Probabilmente in questo periodo Alman portò anche a termine le ricerche su Atena ed il suo destino, ricerche che lo portarono ad intuire il prossimo avvento delle forze del male sulle terra. Inoltre, l'uomo scoprì l'intera storia dell'armatura di Sagitter, che aveva avuto un ruolo determinante in importanti avvenimenti storici, come il crollo dell'impero romano o la caduta di Napoleone.

Alla fine, dopo circa un anno di allenamenti in palestra, venne il momento di assegnare a ciascuno dei bambini una località per l'addestramento. Fu Mylock a supervisionare il sorteggio e per uno strano scherzo del destino il più fragile tra i bambini, Andromeda, pescò la località più pericolosa, l'Isola della Regina Nera. Vedendo ciò, il fratello di Andromeda, Phoenix, si oppose con veemenza e chiese di poter andare lui al posto del fratello. Alman, che era entrato nella stanza proprio in quel momento, rimase colpito dal coraggio e dall'affetto di Phoenix verso il fratello e gli accordò il permesso, confermando anche a Pegasus la sua promessa di liberare Patricia.

Quando finalmente i bambini partirono per le diverse località di addestramento, Alman si rese conto che ormai aveva fatto tutto ciò che era in suo potere per aiutare Atena. Nei mesi che seguirono, si fece dipingere più di un ritratto e fece costruire alcuni busti di bronzo a sua immagine, ma si impegnò anche nell'organizzazione di un torneo nel quale i cavalieri avrebbero potuto battersi in modo da decidere chi di loro fosse degno dell'armatura d'oro di Sagitter. A questo scopo, diede il via alla costruzione di un enorme edificio, esteticamente quasi identico al celebre Colosseo di Roma, cui diede il nome di Palazzo dei Tornei. Sempre in questo periodo, Alman raccontò ad Isabel parte della storia dei cavalieri, anche se trascurò volontariamente i dettagli riguardanti la Dea Atena, e la avvisò che uomini malvagi avrebbero potuto cercare di sabotare il torneo dei cavalieri. Alla fine però la vecchiaia ebbe la meglio su di lui e, circa un anno dopo la partenza dei bambini, Alman si spense serenamente nel suo letto, assistito dal sempre fedele Mylock e dalla piccola Isabel, che ereditò il titolo di duchessa ed il comando della Fondazione Thule. Ad insaputa di Alman, la sua morte spinse il professor Righel a superare le difficoltà e permise la tanto sospirata creazione dei cavalieri d'acciaio. Poco tempo dopo la morte del duca, Mylock affidò ad Isabel lo scettro su cui era fissato l'emblema di Nike, non rivelandole però l'esistenza dei suoi misteriosi poteri.

Lo spirito di Alman non abbandonò mai completamente Isabel, che a sua volta portò sempre nel cuore il ricordo del nonno. Anni dopo infatti, quando oramai i ragazzi, tornati dall'addestramento e divenuti cavalieri, si dimostrarono insofferenti agli ordini di Isabel, Alman apparve alla ragazza nel planetario, consigliandole di guidarli con forza ma anche con femminilità, come la Dea Atena nella mitologia, ed avvisandola dell'esistenza di minacciose forze del male nascoste nell'universo. Dopo quest'occasione, Alman apparve ad Isabel altre due volte, la prima svelandole parte della storia dell'armatura del Sagittario e spiegandole quindi la sua importanza per il destino del mondo, la seconda sostenendola quando, giunta ad Atene insieme ai cavalieri, la ragazza era stata ferita gravemente vicino al cuore da una freccia d'oro. In seguito alla vittoria finale di Isabel e dei cavalieri contro le forze del male, lo spirito di Alman non comparve più, probabilmente soddisfatto delle imprese portate a termine dalla nipote.

NOTE: Le informazioni presenti in questo profilo provengono dagli episodi 7, 9, 16, 25, 28, 38, 42 e 63 dell'anime e dai numeri 6 e 7 del manga (edizione StarComics). Tutta la vita di Alman fino all'incontro con Micene è ignota, tuttavia si può immaginare che fosse di famiglia ricca perché difficilmente altrimenti sarebbe riuscito a creare dal nulla un impero economico come la Fondazione. E' ovviamente anche possibile che già il padre di Alman avesse creato la Fondazione e lui l'abbia solo ereditata e mantenuta. È invece certo che i genitori fossero di nobili origini, visto che i titoli nobiliari sono solitamente ereditari (sebbene in alcuni casi possano essere acquistati). Il titolo di duca non è comune in Oriente, quindi è possibile che la famiglia di Alman sia di origine Europea.

Che Alman fosse appassionato di storia, mitologia ed astronomia si deduce da vari accenni nei flashback, mentre la sua amicizia con il greco Kedives (o Kevines o Kevides) è documentata da un dialogo tra Isabel e Julian Kedives nel 100 episodio. Che Alman non abbia famiglia si deduce dalla completa mancanza di riferimenti ad eventuali moglie o figli. La situazione è diversa nel manga, dove invece Alman è il padre di tutti i 100 (!) bambini raccolti alla Fondazione ed inviati nel mondo per diventare cavalieri. Questa versione è però palesemente inverosimile per numerosi motivi, ed infatti nell'anime la cosa non viene mai citata ed Alman non è in alcun rapporto di parentela con i cavalieri.

Il rapporto di fiducia tra Alman e Righel si deduce dal fatto che il professore è l'unica persona, a parte Mylock, a cui il duca ha rivelato la verità su Isabel. Che Mylock sia entrato alle dipendenze di Alman solo poco tempo prima del viaggio in Grecia si deduce dall'età attuale del maggiordomo, 32 anni, ai quali vanno sottratti i presunti tredici di Isabel. Questo significa che, quando Alman è partito per Atene, Mylock aveva circa 19 anni (anche se questi dati provengono dal manga, dove le età sono alquanto sfasate rispetto all'aspetto dei personaggi).

L'incontro tra Micene ed Alman è documentato in numerosi flashback. Il fatto che Alman abbia trovato anche l'emblema di Nike addosso al cavaliere invece non viene mai mostrato, ma si deduce dalle parole di Gemini nel 71 episodio. Dalla stessa puntata si intuisce che l'emblema ha cambiato forma, diventando la cima dello scettro di Isabel. Dal 63 episodio invece si evince che Alman era a conoscenza, seppur vagamente, dei poteri dell'emblema.

E' ignoto se sia stato Alman a riunire molti dei futuri cavalieri al collegio St. Charles (cosa documentata in diversi flashback nel corso della serie) o se invece si sia trattata di una coincidenza, ma quest'ultima eventualità sembra un pò forzata. Che Alman abbia detto a Mylock la vera storia di Isabel solo poco tempo prima della sua morte viene ammesso dallo stesso Mylock nel flashback del 25 episodio. Al tempo stesso, è improbabile che Mylock supervisionasse e punisse i futuri cavalieri ignaro del motivo per cui erano stati riuniti, quindi l'incontro visto nel 25 episodio si può inserire cronologicamente nel periodo in cui i bambini vennero raccolti al palazzo della Fondazione. Il fatto che Alman abbia fatto molte ricerche su Atena, i cavalieri e le armature è l'unica spiegazione per la grande quantità di informazioni che mostra di possedere nei flashback o quando appare ad Isabel in spirito.

Che Alman abbia iniziato in prima persona l'organizzazione della Guerra Galattica viene accennato da Isabel nel 1 episodio, mentre il fatto che abbia raccontato alla nipote adottiva parte della storia dei cavalieri spiega le informazioni che Isabel ha sin dall'inizio della serie. L'aspetto che Alman ha nel dipinto che lo raffigura, visto più volte nella serie, e nei busti di bronzo, indica che sono stati realizzati tutti poco prima della sua morte. Ovviamente è anche possibile che Isabel li abbia fatti realizzare in seguito alla morte del nonno basandosi su qualche vecchia foto.

Secondo una teoria, in parte legata al manga ma mai sostenuta ufficialmente, Alman potrebbe essere la reincarnazione di Zeus, e questo spiegherebbe i suoi 101 figli (ci sarebbe anche Patricia), avuti tutti con 99 donne diverse. Nè nel manga nè nell'anime però ci sono informazioni a sostegno di questa teoria, che appare del tutto inverosimile anche per quanto intuito nel manga introduttivo al V OAV, nel quale sembra che Zeus voglia far uccidere i cavalieri di Atena.

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