AMOR DEI PESCI

ETA': Sconosciuta, 26 anni circa.

ALTEZZA: Sconosciuta, 1.85 M circa.

PESO: Sconosciuto, 90 kg circa.

OCCHI: Azzurri.

CAPELLI: Biondi.

DATA DI NASCITA: Sconosciuta.

LUOGO DI NASCITA: Sconosciuto.

GRUPPO SANGUIGNO: Sconosciuto.

SEGNI PARTICOLARI: Nessuno.

PARENTI CONOSCIUTI: Medea, sorella maggiore.

COSTELLAZIONE / SIMBOLO: Pesci, dodicesima costellazione dello zodiaco, ispirata al mito di Afrodite ed Eros.

ELEMENTO: Tenebra, Acqua

ARMATURA / ARMI: Armatura d’Oro dei Pesci, versione Cloth Stone. L’armatura di Amor copre quasi interamente il corpo, nella media delle armature d’oro tradizionali, anche se non ne vediamo mai l’elmo. Non mostra alcun potere speciale, né è dotata di armi. Come tutte le vesti dorate, dovrebbe congelare solo allo zero assoluto, ed è estremamente resistente. Il gioiello in cui si muta è a forma di goccia, e dovrebbe comparire al centro della cintura, anche se l’aspetto varia tra la prima e la seconda stagione (vedi Note). Viene perforata da Abzu alla morte del Cavaliere, ma fino a quel momento si era mostrata in grado di resistere a qualsiasi attacco senza alcuna scalfittura..

STIRPE: Cavaliere d’Oro agli ordini di Medea.

PRIMA APPARIZIONE: Saint Seiya Omega episodio 41 "L'ambizione di Tokisada! Il signore della fine del tempo!" (anime).

EPISODI (SAGA): 41, 43-48 (saga di Mars).

NUMERI DEL MANGA: /

COLPI SEGRETI / POTERI: Apparentemente unico tra i Cavalieri insieme a Koga, Amor possiede due elementi: tenebre, e acqua, ed un cosmo di gran lunga sopra la media degli altri custodi dorati. Ciò si manifesta in ben sette colpi segreti, oltre a telepatia, poteri illusori ed una notevole abilità combattiva. In ordine cronologico, la sua prima arma è una tecnica difensiva, il Silent Water, con il quale Amor erige un muro d’acqua ad alta pressione, capace di resistere senza problemi sia agli attacchi fisici che alle tecniche di roccia, nonostante queste ultime siano generalmente in vantaggio sui colpi acquatici. Per certi versi simile al Crystal Wall dei Cavalieri d’Ariete, il Silent Water probabilmente è una tecnica difensiva, anche se Amor la usa per separare in due il campo di battaglia. Nel far ciò, dimostra di poterla evocare a diversi metri da sé, e di poterla mantenere a tempo indefinito, anche mentre combatte o usa altri colpi segreti. Il limite di altezza e lunghezza del muro d’acqua non viene specificato, ma il fatto che Amor lo usi solo al chiuso della dodicesima casa suggerisce che non possa estendersi in maniera indefinita. Per quanto resistente, non è però infrangibile, infatti viene distrutto da Koga non appena quest’ultimo fa ricorso al cosmo oscuro dentro di sé. Proprio sull’oscurità si basa la seconda tecnica del guerriero, chiamata Arrested Judgement. Come il Silent Water, sembra essere un’arma più adatta a rallentare che a danneggiare il nemico: si tratta infatti di una prigione creata incastrando attorno alla vittima una serie di giavellotti di tenebra, vicini tra loro ed angolati in modo da impedirgli di sgusciar via. Queste lance non emettono energia o danneggiano il prigioniero in alcun modo, ma ne impediscono i movimenti, e non sembra possibile né strapparli da terra, né spezzarli, a meno di non possedere un cosmo di tenebra. In quest’ultimo caso, si dissolvono semplicemente bruciandolo. La forza della gabbia è tale da trattenere Koga nonostante quest’ultimo abbia acquisito il settimo senso, ma la resistenza di fronte ad attacchi esterni, o ad altri tipi di cosmo, non viene mai verificata. In caso di necessità, Amor può creare anche un solo giavellotto ed usarlo come lancia o arma d’attacco.

La terza tecnica di Amor è di gran lunga la più particolare. Si tratta del Rinne Kessho, letteralmente "Cristallizzazione della Metempsicosi", per il quale il Cavaliere brucia il suo cosmo oscuro ed invoca i quattro Re Celesti, compagni di Mars nel suo primo conflitto contro Atena. I quattro emergono da altrettante stelle a sette punte, che compaiono sul pavimento nel luogo voluto da Amor, anche se probabilmente il Cavaliere deve restare nelle vicinanze e non può materializzarli a grandi distanze da sé. Praticamente tutto su questa tecnica è avvolto nel mistero: non sappiamo come o da dove vengano evocati i Re, se o quanto controllo Amor abbia su di loro, e se sarebbe eventualmente in grado di evocare altri esseri allo stesso modo. Soma lo definisce "un trucco magico", ed è possibile che l’abilità sia un dono di Medea o persino di Abzu stesso, attraverso il cosmo di tenebra. I Re stessi alla fine sembrano essere quasi dei costrutti, che, sconfitti, si disintegrano anziché morire e lasciare un cadavere. È ipotizzabile che, in caso di morte di Amor, l’evocazione avrebbe termine.

Dopo queste tre tecniche indirette, si passa agli attacchi più fisici, che Amor usa dopo aver ricevuto l’oscurità aggiuntiva di Mars. Non sappiamo se quest’ultima sia un fattore determinante per usare queste tecniche, ma la sensazione è che Amor potrebbe farvi ricorso anche prima, magari a minore potenza. Il primo è il Bloody Waltz, che Amor esegue facendo partire due fasci di tenebra dai palmi delle mani, e solidificandoli in altrettante fruste, che poi usa per attaccare l’avversario. Teoricamente pericolosi, possono comunque essere respinte con i pugni, e vengono rapidamente disperse dall’Hilia Mastia di Eden. Sorte simile tocca alla tecnica seguente, il Bloody Canon, con cui Amor crea otto pugnali di cosmo e li lancia contro il nemico. Parrebbero abbastanza forti da poter perforare o bypassare un’armatura, ma hanno comunque una limitata resistenza, e vengono facilmente distrutti dal Fulmine di Koga. Per ambo le tecniche, non è noto se Amor possa controllare il numero o le dimensioni di fruste e pugnali, ma sembra chiaro che si tratti di costrutti solidi creati con il cosmo.

Molto diverso è il Gravity Concerto, probabilmente il colpo segreto più potente di Amor, nonché l’unico per il quale alle sue spalle compaia la costellazione dei Pesci. Bruciando il suo cosmo, il Cavaliere crea una bacchetta di oscurità, con la quale controlla la gravità personale del nemico, diminuendola per lanciarlo in aria, o aumentandola per schiacciarlo a terra. Il controllo ha notevole precisione: Amor può ad esempio appesantire solo il pugno di Koga, o alleggerire l’intera zona attorno ad Eden, lanciarlo in aria, per poi appesantirlo di colpo e farlo precipitare. In un’occasione, lo usa contemporaneamente per sollevare Koga e fargli pressione sul busto, indicando di avere una qualche misura di controllo anche sulla spinta dell’aria. Usato nel modo giusto, il Gravity Concerto permette anche di annullare le tecniche del nemico, e può essere usato su più di una persona la volta. Seppur in larga parte invisibile, può prendere l’aspetto di anelli blu, che avvolgono la vittima. Non si tratta comunque di una prigione invincibile, visto che sia Koga che Eden riescono a frantumarla dopo un po’ di tempo. Amor stesso sembra suggerire che l’effetto sia limitato nel tempo, e possa venir annullato dopo un po’. La settima e ultima tecnica, infine, è il Bloody Bullet, un raggio concentrato di energia a onor del vero abbastanza anonimo. Amor lo usa solo contro Koga dopo che quest’ultimo è stato potenziato dall’oscurità di Mars, per cui è difficile stabilirne l’effettiva potenza, anche se deviarlo costa al ragazzo meno energia rispetto all’eludere il Gravity Concerto.

A parte questo lungo elenco di colpi segreti, Amor si dimostra abbastanza forte da parare con una sola mano, e senza sforzo apparente, colpi segreti che avevano sconfitto altri Cavalieri d’Oro. La sua superiorità sui parigrado è tale da permettergli di sconfiggere Mikene di Leo con quella che sembrerebbe la sola espansione del cosmo, e di tenere a bada senza alcuno sforzo quattro avversari dotati di settimo senso, seppur esausti. Questi poteri sono ulteriormente amplificati su Marte, a causa della naturale oscurità del pianeta. Ciò suggerisce che sia il cosmo di tenebra a rendere talmente forte Amor, anche se la questione non viene mai approfondita. Il Cavaliere è inoltre in grado di sferrare raggi di cosmo ed acqua abbastanza forti da perforare l’armatura dell’Aquila da parte a parte, e possiede limitati poteri psichici. Riesce infatti a comunicare telepaticamente con la sorella Medea, ed a generare illusioni come il teatrino con cui mostra a Koga ed Eden una possibile versione del proprio passato. Potrebbe possedere anche poteri di teletrasporto, visto che sposta sé stesso, Eden e Koga su Marte, un atto che, per essere replicato, rende necessaria l’unione dei cosmi di ben quattro Cavalieri d’Oro. È inoltre abile a leggere lo stato d’animo del nemico, provocarlo e sfruttarne la rabbia, riuscendo al tempo stesso a mantenere quasi sempre la calma. Nell’unica occasione in cui lo vediamo infuriato, i suoi occhi brillano di una luce rossa.

STORIA: La storia di Amor è avvolta nel mistero, perché lui stesso ha smentito la versione che aveva raccontato a Koga ed Eden. Prendendola per buona, perse entrambi i genitori da piccolo e venne cresciuto dalla sorella maggiore Medea, che si prese cura di lui conquistandone l’affetto e l’ammirazione. Per ragioni ignote, entrambi nacquero con un cosmo di tenebra e vennero perseguitati e costretti alla fuga, finché il risvegliarsi del potere di Medea non le permise di uccidere gli aggressori. La cosa aumentò l’ammirazione di Amor nei suoi confronti, al punto da convincerlo a fare qualsiasi cosa pur di realizzare i desideri della sorella, e renderla felice.

I lunghi anni successivi sono quasi totalmente sconosciuti. Medea ed Amor impararono a controllare i loro poteri, e appresero dell’esistenza di Atena, Dea luminosa a difesa della giustizia, e dei suoi fedeli Cavalieri. Memore dell’oscurità che li aveva protetti e accuditi da piccoli, Medea iniziò a progettare la caduta di Atena e la creazione di un nuovo mondo, governato dalle tenebre. Per favorire il ritorno di queste ultime, una volta adulta, iniziò a venerare Abzu, Dio primordiale dell’Oscurità, e mise in atto un complesso piano per favorirne il ritorno sulla Terra, sfruttando come pedina il suo nuovo marito Ludwig, di recente diventato incarnazione di Mars, Dio della Guerra. Da Ludwig, Medea ebbe un figlio, Eden, che Amor visitò quando il bambino era ancora troppo piccolo per potersi ricordare di lui. Il conflitto tra Mars ed Atena però si rivelò inconclusivo, con il primo che esaurì le forze e fu costretto a tredici anni di riposo, e la seconda che ricevette una ferita che sostanzialmente ne bloccava i poteri. Negli anni che seguirono, Amor rimase nell’ombra, proteggendo di nascosto Medea.

Finalmente, tredici anni più tardi, Mars fece ritorno, catturò Atena e si insediò al Grande Tempio come finto alleato, affidando a diverse persone a lui fedeli le potenti armature d’oro dello zodiaco. Ad insaputa di tutti, Medea diede ad Amor quella dei Pesci, ed il neo Cavaliere divenne il suo difensore personale, celandosi nelle sue stanze senza mai venir presentato agli altri custodi dorati, che rimasero in larga parte ignari persino della sua esistenza. Amor era inoltre consapevole della maggior parte dei piani della sorella: usare il cosmo di Atena per dare nuova vita al pianeta Marte, poi invocare Abzu ed usarne la forza per trasformare il nuovo mondo in un luogo di tenebre, governato da Eden. Pienamente concorde con questa visione, amante dell’oscurità e sempre pronto a tutto pur di realizzare i sogni di Medea, Amor le offrì il proprio appoggio completo. Ostacolo ai suoi piani erano cinque giovani Cavalieri, guidati da Koga di Pegasus, ragazzo che, da neonato, aveva accidentalmente ricevuto sia l’oscurità di Abzu che la luce di Atena. Affascinata dal potere del suo cosmo oscuro, Medea decise di servirsene, ed informò Amor della cosa, spiegandogli che Koga stava sopprimendo l’oscurità con il suo cosmo di luce, e che avrebbe dovuto obbligarlo ad accettarla spontaneamente, per favorire il risveglio di Abzu.

Con circa dodici ore a disposizione prima della fine del mondo, i cinque Cavalieri iniziarono una scalata delle nuove Dodici Case, nel disperato tentativo di raggiungere Mars. Amor ne seguì di nascosto i progressi, familiarizzando con i modi di fare e le psicologie degli avversari, anche quando Eden decise di tradire il padre ed unirsi a loro. Quest’ultimo gesto, tra l’altro, spinse anche un altro Cavaliere d’Oro, Mikene del Leone, a cambiare parzialmente fronte e recarsi nelle stanze di Medea per ucciderla, avendo intuito che era lei l’artefice della maggior parte di quel che stava accadendo. Con la sorella in pericolo, Amor uscì finalmente dall’ombra e si manifestò a Mikene, rivelandogli tranquillamente di conoscere già i piani della donna. Non avendo scelta, il Leone si preparò ad affrontarlo, avvertendo che lo scontro tra due Cavalieri con gli stessi poteri di solito si conclude in una Guerra dei Mille Giorni. Amor, ridendo, gli svelò però di essere molto più potente lui e fece comparire il suo cosmo di tenebra, uccidendolo senza alcuna difficoltà. Soddisfatto, si recò poi nella dodicesima casa, in attesa dell’arrivo di Koga e compagni.

Tale attesa non durò a lungo: ben presto, Koga fece irruzione insieme agli amici. Istrionico, manipolatore e con un forte senso della teatralità, Amor non scese subito in campo contro di loro, ma usò i suoi vari colpi segreti per bloccare Koga, separarlo dagli amici e far combattere questi ultimi contro i Re Celesti, antichi alleati di Mars dalla forza superiore a quella dei Cavalieri d’Oro normali, mentre sui si limitava a giocare con l’unica ragazza del gruppo, Yuna dell’Aquila, prendendosi gioco di lei e cercando ironicamente di sedurla. Vero scopo di Amor però era costringere Koga a guardare gli amici in difficoltà, dopo avergli detto che l’unico modo per liberarsi dalle lance dell’Arrested Judgement sarebbe stato usare il suo cosmo di tenebra.

Alla lunga, questo ricatto psicologico fece effetto. Dopo aver visto Amor stancarsi di Yuna e ferirla gravemente, Koga cedette all’oscurità e si schierò a difesa dell’amica. Inizialmente in grado di controllarsi grazie al settimo senso, Pegasus distrusse uno dei Re Celesti, ma Amor riuscì facilmente e sfruttare il proprio cosmo di tenebra per soggiogare l’avversario. Inaspettatamente però, gli altri Cavalieri intervennero in aiuto del compagno, permettendogli di scacciare di nuovo l’oscurità e convincendolo persino a proseguire verso Mars. Amor provò a fermarlo, ma senza troppa convinzione, e non fece particolari pieghe quando Yuna gli bloccò la strada, o quando anche i restanti Re Celesti vennero sconfitti. Era infatti riuscito nel suo intento, convincere Koga ad accettare spontaneamente le tenebre, e sapeva che prima o dopo ciò avrebbe avuto le ripercussioni che Medea desiderava, ed avrebbe permesso loro di riportare Abzu sulla Terra.

Certo della propria vittoria finale, Amor si limitò a giocare con Yuna, annullandone facilmente gli assalti più potenti, deridendola e colpendola ripetutamente. Quando anche Eden giunse sul campo di battaglia, Amor mostrò tutta la propria abilità manipolatrice, deridendolo per la recente morte della sorellastra Sonia, informandolo di essere stato lui ad uccidere Mikene - cui il ragazzo era legato - ed infine svelando di essere il fratello di Medea. Tutto allo scopo di farlo infuriare e renderlo più vulnerabile, come infatti avvenne. Non volendo però uccidere il nipote, fulcro dei piani di Medea, Amor si limitò a bloccarlo per un po’. Ciò diede modo a Yuna di riprendere lo scontro abbastanza a lungo da permettergli di liberarsi, dopo di che lo convinse a seguire Koga piuttosto che restare lì a combattere.

Solo vagamente infastidito, Amor continuò a vedersela con la ragazza, rimanendo in vantaggio per tutto il tempo, finché finalmente le dodici ore non si esaurirono e Marte non iniziò a ricevere tutto il cosmo della Terra, segno che il grande piano di Medea era finalmente a compimento. Ora non restava che far tornare Abzu sulla Terra: per finire di svolgere il suo ruolo, Amor si liberò facilmente di Yuna e gli altri, e raggiunse Medea, Koga ed Eden in cima al Santuario. Qui i ragazzi erano riusciti a sconfiggere Mars, cui Medea aveva sottratto l’oscurità, senza però avere la forza per controllarla. La diede quindi ad Amor, incaricandolo segretamente di infonderla in Koga, in modo da fonderla con quella che il ragazzo aveva dentro di sé e usarlo come contenitore per la resurrezione di Abzu. Affascinato dal modo in cui Medea aveva usato e manipolato persino Mars, il Cavaliere accetto senza indugio, nonostante quell’enorme massa di energia fosse dolorosa da mantenere persino per lui. Dopo la partenza di Medea, iniziò poi ad affrontare con maggior serietà Koga ed Eden, sfoderando il Bloody Waltz ed il Bloody Canon. I due però si rivelarono più forti del previsto, soprattutto Eden, che aveva intuito l’esistenza di un qualche piano ai danni di Koga. Sicuro di sé ma non al limite della cecità, Pisces optò per un cambio di campo di battaglia, e spostò se stesso ed i due avversari su Marte, la cui naturale oscurità potenziava nettamente il suo cosmo. Qui rivelò finalmente una possibile versione della sua storia agli avversari, aggiungendo però anche di star apprezzando la distruzione del mondo che era in atto. Costretto ad affrettare i giochi a causa del peso crescente dell’oscurità sul suo corpo, si portò in vantaggio con il Gravity Concerto e la inserì nel corpo di Koga. Ormai giubilante, annunciò con gioia il ritorno di Abzu.

A questo punto però, per la prima volta dall’inizio della vicenda, le cose iniziarono a non andare più come previsto. Non solo Koga rimase normale, ma divenne persino più forte di prima, al punto da poter tenere testa alla pari ad Amor. In cerca di spiegazioni, provò a contattare telepaticamente la sorella, non ricevendo però alcuna risposta. Solo allora Amor comprese di essere stato persino lui solo una pedina nelle mani di Medea, che l’aveva usato per i suoi scopi ed era pronta a sacrificarlo. Punto sull’orgoglio, cedette alla rabbia, giurando di vendicarsi sulla sorella uccidendo lei ed Eden, per poi diventare lui stesso il nuovo padrone del mondo. Spinto da una furia cieca, combatté con tutte le forze contro Koga, senza che nessuno dei due riuscisse a portarsi in vantaggio.

A rompere l’equilibrio fu l’intervento di Medea, che con un’illusione fece perdere il controllo al giovane Pegasus e lo spinse in un tale abisso di disperazione e rabbia da permettere all’oscurità di emergere e ad Abzu di prendere il controllo. Amor fece appena in tempo a comprendere che il Dio si era impossessato del Cavaliere, che quest’ultimo lo attaccò con improvvisa violenza, trapassandogli l’addome con un colpo solo. Incredulo per l’essere stato sconfitto in quel modo, il Cavaliere crollò privo di vita.

NOTE: Le informazioni presenti in questo profilo provengono dagli episodi 41 e 43-48 della nuova serie Saint Seiya Omega, ambientata circa 13 anni nel futuro dopo gli eventi della serie classica. Di conseguenza, Amor non esiste nel manga. In questa serie, le armature, se non indossate, vengono trasportate sottoforma di gioielli di vario tipo, ma, non vediamo mai Amor in abiti civili. Ciononostante, è il Cavaliere d’Oro con più spazio in assoluto, nonché di gran lunga il più forte dopo Pegasus, anche se paragonato a personaggi della serie classica. Tale potenza viene testimoniata non tanto dai suoi attacchi, ma dalla capacità di parare con una sola mano colpi segreti che avevano sconfitto guerrieri come Fudo, Ionia o Schiller, e dall’estrema facilità con cui uccide Mikene, che fino a quel momento era sembrato abbastanza forte. Il suo nome, Amor, è una traduzione di Eros ed uno scherzoso riferimento all’Aphrodite della serie classica. Nel mito infatti, i due pesci sono proprio Afrodite ed Eros, trasformatisi in questo modo per scappare a Tifone.

L’aspetto più interessante di Amor è certamente la sua caratterizzazione: istrionico, manipolatore, freddo, falsamente giocoso, in grado di compiere atti crudeli senza alcun rimorso, ma anche di studiare i punti deboli del nemico e riconoscere i propri limiti. Pur in apparenza fedele a Mars, non ne piange minimamente la caduta, né si scandalizza nell’apprendere che era stato usato da Medea. Ciononostante, comprende di essere stato sfruttato a sua volta solo quando la cosa è ormai evidente, e reagisce con tale rabbia da suggerire una certa presunzione riguardo la propria capacità di leggere persone e situazioni, oltre che una certezza, chiaramente mal riposta, sull’amore di Medea nei suoi confronti. Inoltre, pur avendo una personalità indubbiamente forte, non esita a subordinare se stesso ed i suoi desideri a quelli della sorella, limitandosi a dire di volerne realizzare i sogni. Solo più avanti, tra le righe, ammette di essere anche lui felice della distruzione del mondo, forse come atto di vendetta per le difficoltà d’infanzia. Dopo aver scoperto di essere stato tradito, svela un lato vendicativo e sanguinario, oltre che ambizioso.

Come accennato, la veridicità di quel che Amor rivela sul proprio passato è dubbia, visto che lui stesso afferma di aver mentito. In effetti, non è chiaro come delle persone avrebbero potuto sapere dei cosmi di tenebra suo e di Medea prima che essi si manifestassero, ma d’altra parte le azioni e la fedeltà di Amor alla sorella collimano con l’ammirazione che dice di aver provato nei suoi confronti da piccolo. Altrettanto dubbio è quanto Amor sapesse dei piani della sorella, visto che questi ultimi sono in continuo aggiornamento man mano che eventi come la sconfitta di Mars hanno luogo. Verosimilmente, Amor e Medea si tengono in contatto telepatico anche fuori scena, oppure il Cavaliere è in grado di intuire le intenzioni (apparenti) della sorella ed adattarsi di conseguenza.

Non sappiamo perché Amor abbia un doppio cosmo, fato condiviso solo con Koga e forse Sonia, né è noto chi l’abbia addestrato. Mikene non lo aveva mai incontrato prima, ed Eden era così piccolo quando lo ha conosciuto da non ricordarlo, ma nulla vieta che il Cavaliere abbia vissuto per almeno qualche tempo al castello di Ludwig negli anni in cui Mars riprendeva le forze.

La Cloth Stone dei Pesci compare nel 52° episodio, il primo della seconda stagione, ed è a forma di goccia e di colore dorato. Fino a quel momento però, la si era vista ovale e rosa, incastonata sull’addome dell’armatura. È possibile che si tratti semplicemente di due pietre diverse, e che magari la Cloth Stone si trovasse sull’elmo, che non abbiamo mai visto, ma è più probabile che sia un errore, dovuto al parziale cambio di staff tra le due stagioni, visto che anche la Cloth Stone di Capricorn, nel 52° episodio, non è più verde e ovale, ma dorata ed a spirale.

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