Ricomparso al Grande Tempio, Andromeda si accorse che, grazie alla sconfitta di Hades, la Greatest Eclipse era stata sventata, segno che grazie al sacrificio di Pegasus l'umanità era finalmente salva. Quasi contemporaneamente, la sua armatura divina, oramai non più necessaria, regredì e tornò ad essere una normale armatura di bronzo, proprio come quelle di Sirio e gli altri (vedi Note). Le sorprese però non erano finite, Isabel infatti si accorse che, forse proprio grazie alla protezione dell'armatura, il cuore di Pegasus batteva ancora, anche se in maniera impercettibile. Il cavaliere era dunque vivo, ma privo sia del cosmo che dei cinque sensi e quindi ridotto allo stato di un vegetale. Tale scoperta amareggiò Andromeda, ma al tempo stesso riaccese in lui la speranza che l'amico potesse un giorno risvegliarsi.

Alla sconfitta di Hades seguì un periodo di quiete, durante il quale Andromeda tornò nella sua casa a Nuova Luxor per riprendere le forze ed essere vicino a Pegasus, che era ospite di Isabel nella baita di montagna della fanciulla. Per settimane non accadde nulla, ed il ragazzo potè recuperare dalle ferite subite, poi un giorno percepì un cosmo molto potente scendere sulla Terra e raggiungere Atena. Grazie all'esperienza di tante battaglie, Andromeda riconobbe quel cosmo come appartenente ad una Divinità, ed osservando una breve ma misteriosa eclisse solare si rese conto che doveva appartenere ad Artemide, Dea della caccia e della luna. Quando, poco dopo, Andromeda avvertì il cosmo di Artemide dirigersi al Grande Tempio e quello di Isabel diminuire di intensità, comprese che una nuova battaglia era iniziata e si precipitò ad Atene.

Comprendendo che il potere di Artemide ora dominava sul Grande Tempio, Andromeda cercò di entrare di nascosto, ma venne scoperto ed attaccato da Teseo, uno dei tre angeli al servizio della Dea. Mostrando una forza ed una velocità incredibili, Teseo lo attaccò, mettendolo subito in difficoltà. L'angelo di Artemide si fermò solo un attimo, per spiegare al nemico come quella fosse la vendetta degli Dei, offesi per le continue ribellioni di Atena e per gli atti commessi dai suoi cavalieri, poi, dopo aver annunciato che Isabel si sarebbe sacrificata per salvarli, lo attaccò di nuovo, lanciandolo contro delle rocce. Osservandole, Andromeda scoprì con orrore che quelle rocce altro non erano che i corpi dei dodici cavalieri d'oro, puniti dagli Dei per l'aver abbattuto il Muro del Pianto. Oramai quasi rassegnato, il ragazzo non provò neppure a sollevare la catena di difesa quando Teseo si preparò ad attaccarlo per il colpo di grazia, ma improvvisamente in suo soccorso comparve ancora una volta Phoenix, il cui cosmo fiammeggiante deviò l'attacco del nemico.

Phoenix ricordò al fratello che era loro dovere combattere da cavalieri d'Atena, in nome di Isabel e di tutti i cavalieri scomparsi nelle battaglie passate, poi si lanciò contro Teseo. Pur venendo rapidamente sconfitto, il cavaliere della Fenice riuscì a risvegliare lo spirito combattivo di Andromeda, che corse a difenderlo e dichiarò di volersi mostrare degno di essere cavaliere e combattere. Orgoglioso del fratello, Phoenix chiese di poter combattere al suo fianco, come cavaliere di Atena. Fiero di queste parole, prova inequivocabile di quanto Phoenix lo stimasse, Andromeda accettò con gioia ed insieme i fratelli attaccarono Teseo. L'angelo però era ancora superiore ed i due vennero nuovamente atterrati, proprio sotto la roccia in cui erano stati trasformati i cavalieri d'oro.

Allo stremo delle forze, Andromeda potè sentire nell'aria e nell'acqua la presenza dell'amore di Atena e del cosmo dei cavalieri d'oro, che li stavano osservando e sostenendo anche intrappolati in quella prigione di pietra. Questa consapevolezza diede sia a lui che a Phoenix la forza di rialzarsi ed attaccare Teseo per un ultima volta. Andromeda lanciò prima la catena, poi la Nebulosa, in modo da distrarre l'angelo, che si ritrovò così indifeso di fronte alle Ali della Fenice di Phoenix e venne sconfitto. Esausti ma vittoriosi, i fratelli si accasciarono nell'acqua, fieri di essersi mostrati degni successori dei cavalieri d'oro, e non presero parte nelle battaglie successive, neanche quando il cosmo di un'altra divinità, Apollo, comparve sul campo di battaglia. Fiducioso in Pegasus, ripresosi dallo stato vegetativo in cui era caduto e tornato a combattere come cavaliere, Andromeda gli affidò la battaglia decisiva per le sorti dell'umanità.

NOTE: Le informazioni presenti in questo profilo provengono dai 127 episodi dell'anime, dai 5 OAV e da tutti i numeri del manga, edizione Starcomics. Che Andromeda sia orfano viene accennato più volte nel corso della serie, e visto che Phoenix lo accudisce praticamente da neonato è persino possibile che la madre sia morta nel partorirlo. Il flashback con Pandora si può collocare prima della permanenza dei due fratelli nella villa di Alman, visto che non c'è alcun accenno all'uomo o ad Isabel. Difficile dire invece a chi appartenga il cosmo che tiene Pandora lontana, è possibile che sia opera di Phoenix, motivato dall'affetto fraterno, o di Andromeda stesso, ma la cosa più probabile è che appartenga ad una neonata Atena. Già con Kanon infatti Isabel aveva mostrato di possedere un cosmo potente sin da quando era in fasce. Il ciondolo Yours Ever non si vede più fino alla saga di Hades. Si può quindi ipotizzare che Phoenix lo avesse preso per timore che Andromeda lo perdesse, e che per lo stesso motivo il ragazzo non lo indossi nelle varie battaglie fino a quel punto.

La seconda fuga di Phoenix viene mostrata nell'illusione / flashback della sesta casa, nel 57° episodio. Non è certo che sia avvenuta davvero, ma Phoenix sembra ricordarla e per di più cita Alman, cosa che colloca la scena subito dopo il suo arrivo della villa. Da svariati flashback, ad esempio negli episodi 40 e 58, vediamo però che Andromeda ha trascorso i primi anni nell'orfanotrofio St. Charles insieme a Phoenix, Pegasus e gli altri futuri cavalieri, quindi è da supporre che Alman abbia preferito lasciare lui e Phoenix lì per evitare nuovi tentativi di fughe e fargli avere un pò d'istruzione. La scena in cui Phoenix diceva al fratello di prendere a pugni un albero proviene invece dal 9° episodio, ed i vestiti che i fratelli indossano mostrano che i due erano ancora all'orfanotrofio in quei giorni.

Che Andromeda non sia mai stato vittima delle angherie della piccola Isabel non viene mai citato, ma lo si può dedurre dalla mancanza di flashback in materia. La descrizione dell'Isola di Andromeda proviene dal 69° episodio, mentre che il ragazzo conosca il greco antico lo si deduce dal numero 23 del manga in cui traduce l'iscrizione sulla porta dell'Inferno. Che Albione considerasse Andromeda uno dei suoi migliori allievi sin dalle prime fasi dell'addestramento spiega perché le lezioni sul cosmo, viste nel 68° episodio, non fossero rivolte a tutti gli allievi ma solo a lui e gli altri tre. Le varie prove precedenti la conquista dell'armatura sono state viste in vari flashbacks negli episodi 60, 68, 69 e 70. Nel 6° episodio è Andromeda stesso ad affermare ad Asher di partecipare alla Guerra Galattica solo per ritrovare Phoenix, indicando che, nonostante la confusione derivata dai nomi italiani, non sapesse che suo fratello avesse conquistato l'armatura della Fenice.

Il motivo per cui la catena di Andromeda è vulnerabile al fuoco viene spiegato dal Cavaliere della Fiamma nel 22° episodio e confermato dallo stesso cavaliere. La debolezza contro il ghiaccio invece si è vista nel 9° e nel 90° episodio. Che il luogo in cui Andromeda e Phoenix vanno a pregare nel 24° episodio sia poco fuori Nuova Luxor si deduce dalla rapidità con cui raggiungono il Palazzo dei Tornei l'episodio successivo, unita alle parole di Isabel secondo cui Cristal è l'unico cavaliere in città durante lo scontro tra Pegasus ed Eris. Non sono invece note le circostanze in cui Andromeda trova la casa in cui poi si trasferisce, ma visto che sembra essere vicino al porto è possibile che l'abbia aiutato Lania.

Gli eventi dello scontro con Discordia, e più avanti di quelli con Balder, Apollo e Lucifero sono stati inseriti per completezza, ma in realtà non sono in continuity e quindi sono difficilmente collocabili nella cronologia degli eventi. La prima volta che Andromeda è stato ad Asgard quindi è stato per la guerra contro Ilda.

La conversazione tra Andromeda e Phoenix dopo l'avventura sull'Isola Nera viene vista in flashback nel 41° episodio, e Phoenix stesso la colloca tra il 32° ed il 33° episodio, in cui Phoenix lasciò di nuovo il gruppo.

Il legame tra il livello del cosmo di Andromeda e lo stato delle catene è difficile da stabilire. Di certo nella prima parte della serie le catene sono molto più fragili e vengono più volte distrutte da nemici anche minori come il Cavaliere della Fiamma, mentre dal 46° episodio in avanti soltanto Fish, Mizar, Syria e Thanatos riescono a distruggerle. Si può quindi ipotizzare che la resistenza delle catene aumenti man mano che il cosmo di Andromeda cresce di livello. Parimenti, la stanchezza è l'unica spiegazione per la facilità con cui Cassios sconfigge Andromeda e Sirio. Da notare che la scossa elettromagnetica, presente nei primi episodi, non viene più citata andando avanti, e di certo non entra in azione contro Cassios.

La spiegazione di come il cosmo di Andromeda salvi Cristal alla terza casa proviene in parte dal manga. Il calore del corpo umano, potendo essere facilmente trasmesso col contatto fisico, è tra i metodi migliori per aiutare chi rischia di assiderare, e questo spiega la posa di Andromeda che si stende quasi su Cristal. Per salvare qualcuno dalle temperature del sarcofago di ghiaccio però il calore umano non basta, e quindi Andromeda usa il suo cosmo bruciandone l'energia per riscaldare Cristal, in modo simile a come farà durante lo scontro con Mizar per liberare la sua catena dal ghiaccio. Siccome per ottenere tale scopo è necessario disperdere molta energia, Andromeda rischia di morire nel corso dell'opera. Non è chiaro purtroppo se l'intero stratagemma sia stato ideato da Kurumada per far evitare uno scontro tra Andromeda e Scorpio, che inizialmente si supponeva avesse ucciso Albione nell'anime.

Ci sono varie teorie circa la conquista di Andromeda del settimo senso alla casa dei Pesci. Il cavaliere afferma di non averlo raggiunto, ma al tempo stesso è abbastanza forte da uccidere Fish con la Nebulosa. Visto che, come spiegherà Phoenix svariati episodi più avanti, raggiungere il settimo senso per Andromeda significa credere in se stesso, è probabile che il ragazzo vi sia inconsapevolmente riuscito e questo abbia potenziato la Nebulosa permettendogli di sconfiggere Fish.

Come detto, gli eventi dei 4 OAV sono fuori continuity e le nuove armature di bronzo vengono create poco dopo la battaglia delle dodici case. Volendo trovare una spiegazione per la loro presenza nel secondo film però, si può ipotizzare che le corazze si siano almeno esteticamente rigenerate da sole dopo le battaglie, come è successo varie volte nel corso della serie, ma che fossero comunque notevolmente più fragili, come ad esempio erano all'arrivo dei cavalieri alla prima casa. Questo spiegherebbe anche la facilità con cui quelle di Andromeda e Sirio vanno in frantumi nel film.

Le varie forme prese dalla catena di difesa durante lo scontro tra Andromeda e Kira sono erroneamente considerate dei colpi segreti indipendenti, probabilmente perché vengono elencati nell'enciclopedia dei cavalieri presente nel manga. In realtà Andromeda stesso chiarisce che la sua arma può assumere qualsiasi disposizione a seconda del bisogno, e quindi la rete di cacciatore, la ragnatela e le altre viste contro Kira non sono da considerare che variazioni della normale difesa circolare.

Gli eventi dello scontro tra Andromeda e Lemuri sono più comprensibili prendendo in considerazione il manga. In originale infatti il quel periodo Phoenix era considerato morto per mano di Gemini, e questo spiega almeno in parte le esitazioni di Andromeda nell'attaccare il nemico. Quello che succede alla colonna dell'Atlantico del Sud dopo la vittoria di Andromeda su Syria non viene mostrato, ma visto che il generale poi accompagna pacificamente Kiki al Nord Atlantico, si può supporre che Andromeda lo abbia convinto alla resa.

Come Andromeda faccia a rigenerare la sua armatura durante lo scontro con Nettuno è ignoto. Nel manga la cosa non succede, ma si può comunque ipotizzare che avvenga una trasformazione simile a quella che nell'Elisio genera le armature divine, e che quindi sia il cosmo del cavaliere espanso fino al settimo senso a compiere il miracolo.

Nel terzo OAV, Andromeda viene battuto da Fish con facilità nonostante usi di nuovo la Nebulosa. Si può però ipotizzare che Fish gli abbia mentito dicendogli che la prima rosa rossa non era avvelenata, cosa che spiegherebbe le circostanze della sconfitta.

Lo scontro tra Andromeda e Mylock nella serie di Hades fa parte delle scene extra aggiunte per i DVD. Non è noto come faccia poco dopo il ragazzo a raggiungere la Grecia così in fretta, ma il luogo in cui affronta i cavalieri d'argento resuscitati assomiglia a quello in cui aveva combattuto contro Reda e Salzius, quindi è probabile che si stia dirigendo all'aeroporto privato della Fondazione. Anche con un aereo normale però le ore di viaggio sarebbero circa una decina, quindi si può ipotizzare che prenda un qualche jet a reazione speciale.

Non è del tutto chiaro come Andromeda si procuri il taglio alla mano che poi Pandora gli cura alla Giudecca. La donna però dice che è stato per proteggere Pegasus, e visto che la ferita sembra solo superficiale è probabile che sia stata lei stessa a causarla quando controllava col tridente il baule dei fiori.

Dicendo che Andromeda è disposto a morire, Phoenix fa intuire che il ragazzo si fosse in qualche modo accorto del rischio di essere posseduto da Hades ed avesse rinunciato ad opporsi per dare ai compagni una possibilità di uccidere il Dio, come appunto fa quando lo blocca per permettere al fratello di colpire. Ovviamente è difficile stabilire se il ragazzo avesse davvero potuto evitare di essere posseduto usando il suo cosmo, visto il potere superiore di Hades.

Nell'OAV Overture al Tenkai, Andromeda indossa la sua armatura di bronzo completamente riparata ed almeno apparentemente priva di crepe. Dal momento che Mur è morto, nessuno potrebbe aver riparato l'armatura, quindi è da supporre che la corazza divina stessa sia regredita allo stato di armatura di bronzo, autoriparandosi nel corso del processo. Tutti gli avvenimenti tra la sconfitta di Hades e lo scontro di Andromeda con Teseo non vengono comunque mostrati, quindi si può solo ipotizzare che le cose siano andate in questo modo.

1° serie, 1° OAV

2° OAV, Asgard, Nettuno

3° OAV, 4° OAV, Hades

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